1. Comunicazione :
verbale (parole, scritti), gestuale, modi di fare/vestirsi/atteggiamenti, attr. oggetti, sguardi, sorriso, silenzio,
act speech, attr. gesti convenzionali (es. calcio sotto al tavolo; pacca sulla spalla).
E cacia della comunicazione
Usi e signi cati della lingua -> comunicazione verbale .
(non grammatica)
Semantica (signi cato delle parole) ≠ Pragmatica (signi cato nell’uso).
Tutti sanno il signi cato di un gesto perché altrimenti non avrebbe funzione comunicativa.
Perché un linguaggio sia e cace, per precisi scopi comunicativi è indispensabile
(es. pubblicità->persuadere)
sapere come funziona.
Pragmatica:
Atti linguistici
Teoria degli (Austin e Searle):
locutivo , illocutivo , perlocutivo .
(detto) (intenzione/scopo) (e etto concreto)
Implicature = ciò che viene comunicato va oltre a ciò che viene detto (inteso e non detto).
Un atto locutivo può avere diversi possibili atti illocutivi/signi cati comunicativi. Fuori dal contesto si
capisce il signi cato intrinseco, ma non si può capire lo scopo comunicativo.
2. LESSICO E DIZIONARIO Jezek
p. 13 Lessico ≠ Dizionario (signi cato -> semantica).
Lessico (competenza astratta e mentale) = insieme delle parole in una lingua, contenuto del
dizionario -> insieme di parole e di informazioni associate a queste parole.
Dizionario = descrizione del lessico (oggetto concreto -> libro / virtuale).
Struttura dizionario ≠ Struttura lessico
Struttura dizionario -> organizzazione per questioni di praticità , leggibilità o
(ordine alfabetico)
opportunità in relazione. Racchiude solo una parte del lessico.
Ci sono anche quelli specialistici (termini tecnici), etimologici (origine parola), monolingui, bilingui ..
Struttura lessico (mentale) -> non in ordine alfabetico. Le parole sono collegate per :
-> organizzazione del lessico :
- Famiglie morfologiche di parole -> forma simile -> stessa radice o stesso
(es. libro, libretto, libreria)
su sso (es. sensazione, costruzione, ssazione)
- Campi, reti, relazioni semantiche -> contenuto / signi cato -> stesso/simile signi cato (es.
comperare, acquistare, negoziare -> sono aspetti diversi di una stesso settore).
- Classi e sottoclassi di parole -> nomi, verbi, avverbi, aggettivi, ecc.
Dizionari analogici
-> parole organizzate in base alla vicinanza del loro signi cato . Sono utili a chi sta
(es. chiodo-martello)
Sono dizionari ‘semantici’ . Anche i dizionari dei sinonimi e
imparando una lingua nuova. (‘’thesauri’’)
contrari .
(parole con signi cato uguale/opposto)
Numero delle parole di una lingua
I dizionari non contengono tutte le parole del lessico, soprattutto i neologismi.
È di cile stabilire il numero complessivo preciso delle parole di una lingua -> si potrebbe fare attr.
i testi (‘’corpora didatti’’ , attr. software
(=banche dati che contengono testi di una lingua speci ca) (sketch
) In base al tipo di dizionario, vengono escluse delle categorie di parole.
engine) (non manualmente) .
Neologismo = parole che hanno la caratteristica di essere nuove/recenti. Si crea attr. processo di
lessicalizzazione. Parola creata per esprimere un concetto nuovo e che si aggiunge al lessico di
una lingua. È una parola che non è contenuta in un dizionario.
È un aspetto della creatività linguistica. Quando viene conosciuto e usato da tutti, smette di
essere un neologismo entra a far parte della lingua. Possono essere nuove parole italiane, prestiti
da lingue straniere o parole già esistenti che acquisiscono un nuovo signi cato.
Competdenza lessicale
Un dizionario contiene più parole di quelle che conosce mediamente un parlante.
(lessico mentale)
Un nativo per es. non conosce l’etimologia, le accezioni e gli usi di tutte le parole che sa.
1
ffi ffi ffi fi fi fi fi fi ffi fi fi fi ff fi fi fi fi fi fi
3. COME NASCONO LE PAROLE / come i concetti diventano parole.
Le parole esprimono un signi cato (=contenuto), quindi corrispondono ad un concetto (astratto o
Lessicalizzazione
Nascono attr. il processo di codi ca lessicale / di un concetto =
concreto).
associazione concetto - parola lessicale. Concetto —> forma lessicale _ signi cato.
3 casi
Lessicalizzazione -> :
p. 18 1. ‘procedimento in base al quale, in una lingua speci ca, un determinato concetto è associato
ad una forma lessicale’ -> creazione di una nuova parola (es. ‘’cognata’’ lessicalizza il concetto ‘’sorella
[lessici diversi scaturiscono dal bisogno dei parlanti e in base alla cultura].
del marito’’) (caso generale).
2. A. la forma della essione nominale/verbale acquista valore di parola , con
(unità lessicale)
signi cato autonomo -> parole che derivano da altre già esistenti (es. ‘’cantante’’ nome che deriva
Due usi di una parola semanticamente talmente diversi che il
dal part. pres. del verbo ‘’cantare’’).
parlante perde il collegamento tra i due, percependoli come due parole separate (es. penna -> da
B. sequenza di elementi lessicali che frequentemente si presentano adiacenti in
scrivere o d’oca).
un testo acquisiscono lo status di parola con signi cato autonomo (es. ‘’non so che’’
semanticamente diventa una parola unica -> diventa un costituente semantico, che non si può modi care al suo
interno, cioè non può diventare ‘’un non sapevo che’’). (la sequenza ‘’per lo più’’ si è lessicalizzata e ha dato vita a
-> espressioni multiparola.
un nuovo elemento lessicale, cioè all’avverbio ‘’perlopiù’’)
Univerbazione -> si crea una parola da più parole es. perlopiù).
(
3. parola risultante -> lessicalizzazione più statica, vista dal pdv del risultato del processo e non dal
quindi ogni parola di una lingua costituisce una lessicalizzazione.
punto di vista del processo ->
Usati come sinonimi di parola (es. ‘’liberty’’ e ‘’freedom’’ esprimono entrambe il concetto di libertà.. una
deriva dal latino e l’altra dal germano).
No relazione 1a1.
p. 20 -> Alcuni concetti non hanno una rispettiva parola e allo stesso tempo tante parole esprimono un
concetto. Sono due cose diverse. Non esistono tante parole tanti quanti sono i concetti.
2 tipi
Lessicalizzazione -> :
Sintetica
1. -> una combinazione di concetti è espressa da una singola parola .
(es. cognata)
verbi di moto
Es. : ‘’muovere’’ esprime solo il concetto di moto - ‘’andare’’ unisce il concetto di moto
alla direzione; ‘’correre’’ non esprime direzione ma il modo in cui avviene il moto - ‘’camminare’’ esprime
e sottintende lo strumento (cioè i piedi) - ‘’zoppicare’’ esprime il moto, lo strumento e la maniera. Verbi
di percezione ‘’vedere’’, ‘’sentire’’..
Analitica
2. -> un concetto unitario è espresso da più parole. L’associazione forma-contenuto è
attuata attr. l’analisi, cioè la distribuzione del contenuto su più forme lessicali -> [*indicano
forme non accettabili] (es. avere paura -> *paurare .. si devono usare per forza due parole).
Entrambi i processi possono essere presenti nella stessa lingua (es. sintetica: uscire ~ analitica:
andare fuori -> rappresentano la stessa cosa).
In altri casi solo uno dei due è sfruttato (portare su/giù/dentro, … ).
Lessicalizzazione -> distinzione in base ai diversi modi in cui si può dare un nome agli oggetti
p. 23 (naturali, mentali o manufatti).
2 tipi che si distinguono in base alla diversa relazione semantica parola - oggetto designato (ciò a
cui il nome si riferisce) :
Descrittiva
1. -> l’oggetto designato è associato alla parola attraverso una descrizione. Il
contenuto è descritto, viene usata l’espressione e non la singola parola (es. cesto = ciò che è
. Per de nizione è analitica.
intrecciato)
Etichettante
2. -> l’oggetto è associato alla parola attr. l’attribuzione di un’etichetta. Il contenuto
è etichettato, cioè una parola non dice niente del contenuto.
2
fi fl fi fi fi fi fi fi fi
4. LE PROPRIETÀ DELLE PAROLE :
1. Signi cato
2. Suono (e Gra a)
3. Categoria lessicale
4. Morfologia
signi cato ->
1. Il informazione lessicale -> tipi di informazioni contenute nelle parole.
p. 26 Distinzione :
signi cato Lessicale parole contenuto
1. -> : che appartengono alle categorie lessicali
maggiori -> forniscono il contenuto del messaggio.
(nomi, verbi, avverbi, aggettivi alcune preposizioni)
signi cato Grammaticale parole funzione
2. -> : che appartengono alle categorie lessicali
minori -> svolgono
(articoli, pronomi, dimostrativi, verbi ausiliari, congiunzioni e alcune preposizioni)
una funzione supplementare (es. chiarire le relazioni tra le parole che introducono il contenuto).
Contribuiscono al signi cato delle frasi in modo diverso.
Non è una distinzione categorica (per es. i verbi ‘’avere’’ e ‘’essere’’ quando hanno la funzione da
ausiliari non sono parole contenuto, ma sono parole funzione).
Alcune preposizioni e alcuni avverbi sono parole contenuto perché hanno un loro signi cato.
Se abbiamo solo le parole contenuto possiamo comunque capire il senso della frase, invece se
abbiamo solo le parole funzione la frase non ha senso, perché questi elementi da soli non sono in
grado di esprimere alcun signi cato (mancano le parole che forniscono la base semantica alla
frase, rispetto alle quali ’la, il, al’ speci cano qualcosa).
es.
Signi cato denotativo ≠ Signi cato connotativo
p. 50 Signi cato Denotativo = proprietà che una parola ha di riferirsi non ad un oggetto, ma ad
un’intera classe degli elementi che condividono le proprietà di quell’oggetto -> le parole denotano
classi di oggetti . In genere le parole hanno più
(es. ’penna’, ‘pesce’ -> esistono diversi tipi/dimensioni)
di un signi cato. (Vale per i nomi comuni, non per i nomi propri).
Il signi cato denotativo può essere:
monosemiche
a. Singolo -> parole -> una parola ha un solo signi cato (es. asciugamano)
polisemiche
b. Multiplo -> parole -> hanno un signi cato letterale e più di un signi cato/senso
gurato, al quale si arriva attr. la metafora (sfruttata molto nell’ambito pubblicitario) (es. perla)
-> i signi cati gurati dipendono dal contesto.
Signi cato Connotativo = riguarda gli aspetti del signi cato di una parola che hanno carattere di
‘’attributo’’, non è proprio il cuore del signi cato -> proprietà che possono aggiungersi al
signi cato di base (denotativo) e speci care per es. l’atteggiamento del parlante nei confronti del
referente della parola. (es. mamma e madre -> hanno un signi cato denotativo uguale ma un diverso
signi cato connotativo -> ha diversi e etti sulla comunicazione. Madre -> atteggiamento più distaccato ;
. Dipende anche dallo stato formale o informale.
mamma -> connotato a ettivamente)
Tutte le parole hanno un sign. denotativo, alcune anche un sign. connotativo, altre sono neutre.
Gli argomenti dei verbi -> parole che hanno delle informazioni in più -> il signi cato denotativo è
un’azione o eventi che avvengono . Ci sono
(mentre il signi cato denotativo dei nomi sono oggetti)
p. 56 sempre dei partecipanti all’azione (non solo le persone attive, ma tutte le cose che ruotano attorno all’evento).
Argomenti dei verbi /predicati (struttura argomentale) :
- 0 arg. -> verbi impersonali es. piovere
- 1 arg. -> es. camminare (solo per i predicati)
- 2 arg. -> chi e cosa
es. mangiare : Struttura argomentale
- 3 arg. -> chi, che cosa e a chi
es. dare :
- 4 arg. -> chi, cosa, da cosa, a cosa
es. tradurre :
Partecipanti = Argomenti -> devono essere presenti a nché la frase sia completa [i partecipanti
I verbi hanno nel loro
sono obbligatori, altrimenti il verbo non può esistere (tranne per i verbi impersonali)].
signi cato i partecipanti che esprimono, sono quindi il nucleo della frase. Sono ~ ai complementi.
3
fi fi fi
fi fi
fi
fi fi
fi
fi fi fi fi fi fi fi ff fi fi fi ff fi fi fi fi fi ffi fi fi fi fi fi fi
Verbi -> non esprimono solo azioni.
Modi d’azione nei verbi.. Possono essere :
- Di stato (es. rimanere)
- Di processo inde nito -> non ha una ne
(es. correre)
- Di processo de nito (es. costruire)
- Istantanei (es. scoppiare, arrivare)
Suono
2.
p. 52 => le parole hanno proprietà foniche, cioè un suono, caratterizzato da una struttura sillabica,
un’accentazione, un insieme ordinato di fonemi ecc.
Le proprietà foniche delle parole (italiane) possono essere trascritte attr. l’alfabeto fonetico.
Alle proprietà foniche stesso corrispondono delle proprietà gra che.
gra a
Le parole hanno una -> insieme di caratteri attr. i quali il suono della parole
(associata al suono)
è reso nella tradizione scritta.
Non tutte le parole hanno un suono e una gra a (esistono lingue non più parlane o lingue mai scritte).
Non c’è una corrispondenza 1:1 tra suono e gra a. La gra a può essere più o meno aderente ->
es. in francese e in inglese c’è una bassa aderenza tra le due, mentre in italiano l’aderenza è alta (per es. in
italiano ci sono diversi modi di scrivere uno stesso suono e ci sono suoni di erenti per uno stesso simbolo
.
gra co; l’h in italiano non corrisponde a nessun suono)
categoria lessicale
3. La
Tutte le parole appartengono ad una determinata classe lessicale (verbi, nomi, aggettivi, avverbi..).
Ci sono molte parole che possono avere più di una categoria lessicale.
p. 53 Soprattutto in lingue con poca morfologia, molte parole sono usate sia come verbi
es. in inglese ->
sia come sostantivi.
Questo fenomeno costituisce la norma nelle ‘’lingue isolanti’’ -> che hanno poca morfologia, cioè
le parole hanno poche forme, es. cinese.
Fenomeno di uso anche in lingue con ricca morfologia. Alcune parole si inseriscono in contesti
diversi da quelli in cui vengono utilizzati di solito, per es. parole che non sono nomi inserite in contesti
Subiscono quindi una ’’trasformazione’’.
nominali. Creatività dei parlanti nella uso della propria lingua.
.
(es. in italiano alcune parole appartengono a molte classi lessicali -> es. sono sia nomi che aggettivi)
Morfologia
4.
p. 53 x proprietà delle parole
5. I TIPI DI PAROLE
parole
Le possono essere :
p. 41 - Semplici : composte da un unico morfema -> non hanno una struttura morfologica -> parole
invariabili (es. bar, ieri, dopo)
- Complesse : composte da più morfemi (‘’pezzi’’) -> hanno una struttura morfologica e in base
ad essa si raggruppano in famiglie/classi morfologiche.
complesse
Le parole hanno una struttura interna che può essere di tipo :
- morfologico -> le parole sono il risultato dell’applicazione di regole di formazione di parola.
Possono essere parole :
-> derivate (es. bell -> -o, -issim, -o/a)
-> composte (es. sottosopra)
-> composte e derivate (es. statunitense -> statiuniti+ense)
- sintattico -> sono parole sintagmatiche, cioè espressioni multiparola -> equivalgono a frasi
fatte o a lessemi ascrivibili a una categoria lessicale . Sono parole che si
(verbo, nome ..)
presentano come dei sintagmi, ma che si distinguono da questi in quanto hanno una coesione
interna che non è tipica dei semplici membri di un sintagma. Alcuni schemi sintattici si
cristallizzano e fanno da modello per la formazione di nuove parole.
Espressioni multiparola (/Parole sintagmatiche)
= espressioni costituite da più parole. Hanno un comportamento simile alle parole singole.
4
fi ff fi fi fi fi fi fi fi fi ff
——
Contesto = insieme di elementi linguistici adiacenti a una parola, quindi insieme degli elementi che la
p. 64 precedono o la seguono:
Contesto :
- sintattico : può essere nominale, verbale, aggettivale ..
- semantico : quando le parole si combinano il signi cato di una in uenza quello delle altre
Inoltre il contesto può essere : linguistico o situazionale/extralinguistico
——
6. AMBIGUITÀ, OMONIMIA E POLISEMIA
Estensione dei signi cati delle parole
Ambiguità lessicale = proprietà di una parola di assumere diversi signi cati in base al contesto.
p. 65 2 tipi di ambiguità :
(p. 37) Omonimia
1. = una forma lessicale (parola) ha accidentalmente due o più signi cati distinti e
non correlati -> i due sensi sono contraddittori, quindi in un determinato contesto, l’uso di uno
esclude automaticamente l’altro. (es. riso) (parole diverse. non possono essere collegate in una frase).
particolarità dell’omonimia :
- Omogra si pronunciano in modo diverso
-> due parole diverse, che si scrivono allo stesso modo ma (es.
venti, ancora)
- Omofoni hanno lo stesso suono
-> due parole diverse, che si scrivono allo stesso modo e (es. riso)
Due parole omografe non sono sempre anche omofone.
Si contano sempre più di una parola (non sono casi di ambiguità perché i signi cati sono diversi e non sono collegati tra loro)
[ Lessema = unità del lessico assunta come forma base alla quale sono ricondotte le forme esse.
]
Lemma = corrisponde alla singola voce del dizionario.
Polisemia
2. = una stessa parola, util
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Comunicazione verbale - Appunti
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Appunti descrittivi di Comunicazione verbale
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Comunicazione verbale e linguaggio dei media - Appunti
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Appunti Psicologia generale