Comunicazione sociale e istituzionale
Informazione e comunicazione sono la stessa cosa?
No perché:
- la comunicazione non è per forza informativa, ma può essere anche persuasiva
- Fare una buona comunicazione vuol dire impostare una strategia che ingaggia le
persone e le spinge all’azione
- Informare significa trasmette una conoscenza (scambio di notizie gestita soprattuto
dai giornalisti)
- La comunicazione ha l’obiettivo di orientare il modo di pensare del pubblico nel
senso voluto da chi comunica. Gestita da professionisti per conto di un cliente.
Parole importanti → comunità, condivisione, impatto, intangibile, investimento,
resilienza, responsabilità, sussidiarietà, trasparenza
La comunicazione è relazione → funzionano sempre di più le comunicazioni
pubblicitarie che cercano di coinvolgere il pubblico: cresce l’uso dei social network da
parte delle aziende e crescono le attività non convenzionali. La relazione si instaura
quando si comunica con qualcuno, per questo i giornali non funzionano più molto.
Ingaggiare → il messaggio deve provocare una reazione, stimolare una certa attività
(es. 5x1000). Il passaggio dalla comunicazione all’ingaggio è difficile e per farlo
bisogna usare un linguaggio semplice, strutturando delle campagne di comunicazione
che invitino le persone a riflettere e suscitino un’emozione. Oggi l’ingaggio più alto si
ha attraverso i video, che forniscono delle emozioni ma non sempre portano ad
approfondire la tematica.
Messaggi virali → non si CREA una campagna virale, virale diventa DOPO che le
persone l’abbiano condivisa. Fare questo tipo di campagne è anche un rischio, perché
non si sa la direzione che può prendere
Qualsiasi organizzazione comunica → attraverso i suoi prodotti o servizi, ma anche
attraverso i suoi comportamenti.
A cosa serve comunicare?
- creare o rafforzare la notorietà del brand
- Vendere prodotti, stimolare donazioni,
- Difendere la reputazione da attacchi esterni o interni -> molto impo, la reputazione
secondo alcuni è potere. un calo di credibilità può avere conseguenze gravissime
(es. nike quando faceva cucire i palloni ai bambini). Anche la sostenibilità è un driver
della reputazione.
Cosa è importante comunicare?
- valore in modo oggettivo i risultati
- Considerati i propri asset
- Coinvolgere il pubblico interno
- Valutare come raggiungere i pubblici esterni
CONSUM-AUTORI → oggi tutti possiamo creare messaggi e farli arrivare alle aziende,
il consumatore tradizionale è tramontato.
Comunicazione e sostenibilità
1.
Un’azienda sostenibile è capace di coniugare il business con l’attenzione per
l’ambiente e il sociale. Non si tratta di filantropia, in passato era prevalentemente
ambientale mentre oggi deve abbracciare in pieno la strategia dell’organizzazione ->
si deve preoccupare dei suoi dipendenti, controllare la filiera e coinvolgere gli
stakeholder.
Ricerca di senso -> fenomeno degli ultimi tempi, tutte le organizzazioni si stanno
interrogando sul senso profondo della loro missione, approfondendo i motivi per cui
l’azienda è nata, le strategia a medio e lungo termine e le ricadute dell’azienda sulla
società. attori sociali
La società chiede oggi alle imprese di essere e intervenire su temi che
esulano dall’attività diretta, ma partecipare a scelte che riguardano la vita delle
l’identità valoriale
persone. Questo rafforza anche dell’azienda e quindi la sua
reputazione.
Michael Porter -> un’azienda deve partecipare alla vita della comunità e hanno
lanciato il concetto di valore condiviso, a cui molte aziende fanno riferimento:
“Le politiche e le pratiche operative rafforzano la competitività di un’azienda
migliorando nello stesso tempo le condizioni economiche e sociali della comunità in
cui opera”
Cambiamento → evidente se ci si basa su alcuni trend:
- economia lineare entra in crisi -> secondo la Ellen MacArthur Foundation
l’economia circolare è un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In
un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici (integrati
nella biosfera) e quelli tecnici destinati a essere rivalorizzati senza entrare senza
biosfera. In tutte le fasi bisogna limitare l’uso di materia ed energia in ingresso e
minimizzare scarti e perdite.
- Cresce la finanza sostenibile → la finanza sta facendo passi avanti sul fronte
dello sviluppo sostenibile indirizzando i capitali verso attività in grado di generare
valore economico ma nello stesso benessere per la siceta. Uno dei modi in cui la
sostenibilità si applica all’attività finanziaria è l’investimento responsabile, pratica in
base alla quale agli obiettivi tipici della gestione finanziaria, l’ottimizzazione del
rapporto tra rischio e rendimento in un dato orizzonte temporale, vengono
affiancate considerazioni di natura ambientale, sociale e di governance (ESG -
ENVIROMENTAL, SOCIAL, GOVERNANCE).
- Controllo della filiera strategico → necessità di migliorare la collaborazione con i
fornitori e i partner commerciali per gestire in modo sostenibile il business. Si parla
anche di blockchain come strumento di trasparenza: è un registro digitale, che tiene
in memoria le transazioni di qualunque tipo e fa rispettare automaticamente i
contratti.
- Popolazione invecchia rapidamente → dovrebbe essere centrare anche quando
si parla di sviluppo sostenibile.
- L’industria sposa la sostenibilità → l’adozione di una logica orientata
all’economia circolare sarà uno dei driver per frenare il processo di impoverimento
del pianeta, far risparmiare le imprese e creature un ambiente più sostenibile per la
comunità.
- L’intelligenza artificiale avanza -> disponibilità di una gran mole di dati (big
data) e una potenza di calcolo e memorizzazione incredibile
- Interdisciplinarietà diventa importante -> consente di affrontare i problemi
ambientali e sociali con un’azione coordinata che deve vedere entrare in campo più
esperti.
- La diversità si trasforma in valore -> in un mercato sempre più globale è
necessario attrezzarsi per analizzare i bisogni delle persone e trovare nuovi modi per
soddisfarli. Alcune imprese stanno considerando tutte le diversità in modo
consapevole (di genere, generazionale, di diverse abilità, culturale, etnica e
religiosa).
- La misurazione dell’impatto diventa strategica -> l’impatto può essere definito
come il cambiamento sostenibile di lungo periodo nelle condizioni delle persone o
nell’ambiente che l’intervento ha contribuito a realizzare. Per le imprese la
misurazione è utile per migliorare l’accountability dei propri progetti, definire in
modo ottimale l’allocazione delle risorse, confermare o modificare la strategia
aziendale. Per le non profit la misurazione dell’impatto sociale è importante per
rendicontare il proprio operato agli investitori oltre che ai beneficiari.
Video:
burger king
- -> un bambino viene bullizzato dai compagni, tutti guardano ma
nessuno interviene. Allora a queste persone viene dato un panino “bullizzato”.
Metodo coraggioso, perché l’azienda mostra un panino che non è nella sua forma
migliore.
Banco santa fe unconventional,
- -> metodo di comunicazione spiazza la prima volta
ma poi non può essere ripetuto. Vengono utilizzati gli ATM per la raccolta fondi a
favore della ricerca sull’alzheimer, ma devono cambiare tutte le volte.
Savlon Healthy hands chalk sticks
- -> gessetti contenti il sapone per permettere ai
Social innovation:
bambini indiani di lavarsi le mani con il sapone. creazione di un
prodotto nuovo per risolvere un problema esistente. Permette all’azienda di creare
un business: i primi gessetti sono stati regalati, quelli successivi sono stati
acquistati.
Storia della sostenibilità:
CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY -> CRS -> nasce negli anni 30 in America ed era
legata soprattutto agli obblighi dei manager. In Europa se ne comincia a parlare negli
anni 2000 quando durante il consiglio europeo si inserisce questo concetto.
2000 -> la strategia di Lisbona ->marzo 2000, il consiglio europeo pone all’Europa
l’obiettivo di diventa l’economia della conoscenza più competitiva e dinamica del
mondo, capace di una crescita economica sostenibile, accompagnata da un
miglioramento quantitativo e qualitativo dell’occupazione e da una maggior coesione
sociale
2000 -> global impact: le nazioni unite chiedono alle aziende di unirsi su 4 grandi
temi:
1 Rispetto diritti umani
2 Rispetto dei lavoratori
3 Difesa dell’ambiente
4 Lotta alla corruzione
2000 -> OCSE -> organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
2001 -> Punto di avvio per la CRS -> LIBRO VERDE -> integrazione volontaria delle
preoccupazioni sociali e ecologiche delle imprese nelle loro operazioni.
2002 -> nasce il multistakeholder forum -> migliorare la conoscenza nel rapporto tra
CRS e sviluppo sostenibile.
2006 -> l’alleanza europea -> adotta una nuova comunicazione per sottolineare la
volontarietà dell’adozione di pratiche responsabili e promuove una alleanza europea
per la responsabilità sociale delle imprese. La comunicazione indica i campi prioritari
su cui le imprese dovranno impegnarsi: innovazione, creazione di competenze, pari
opportunità, salute e sicurezza, tutela ambientale
2009 -> commissione Sarkozy -> analizza i limiti del PIL nella misurazione delle
performance economiche e sociali di un paese.
2011 -> nuova strategia dell’UE e Porter e kramer parlano di valore condiviso
2012 -> piano di nazionale CSR -> gli stati devono sviluppare o aggiornare i propri
progetti di azioni prioritarie.
2014 -> il parlamento europeo approva la direttiva sulla trasparenza dell’informativa
societaria in tema di CSR che prevede che le imprese con più di 500 dipendenti
rendano pubbliche su base annuale le informazioni di natura non strettamente
finanziaria (dati ambientali, sociali e relativi alla governance)
2015 -> l’enciclica laudato si -> pubblicata il 18 giugno, documento di riferimento non
solo per i cattolici. importante per tutta l’economia perché mette in relazione i
cambiamenti climatici con le ingiustizie sociali.
2015 -> agenda 2030 -> documento più importante a cui si fa riferimento in questi
ultimi anni. Firmata da tutti i paesi aderenti (193) e ha segnato quelli che devono
essere gli obiettivi da raggiungere per arrivare alla sostenibilità. Sistema basato su 17
obiettivi.
2018 -> manifesto per la responsabilità sociale d’impresa per l’industria 4.0 realizzato
da Confindustria.
2018 -> Nobel a chi studia i cambiamenti climatici, i primi sono stati Bill Nordhaus e
Paul Romer.
2019 -> business roundtable -> i CEO di 181 multinazionali si impegnano a ridefinire il
modo di fare impresa.
2019 -> GREEN NEW DEAL -> riduzione delle emissioni per il 2030, sostengo concreto
alle persone colpite dal Climate Change.
2020 → manifesto di assisi (economia a misura d’uomo)
Chi si occupa di sostenibilità in Italia?
- GLOBAL COMPACT NETWORK ITALIA
- FONDAZIONE SODALITAS
- CRS MANAGER NETWORK
- ASVIS (alleanza italiana sviluppo sostenibile)
2. Gli stakeholder
Stakeholder -> principali attori dell’azienda o portatori di interesse: fornitori,
investitori, istituzioni, sindacati, clienti e ambiente (stakeholder silenzioso), opinion
leader e nuove generazioni. Altri possono essere le associazioni di categoria e i
concorrenti.
Le imprese stanno modificando il loro modo di gestire il business mentre entri pubblici
e no profit hanno da poco avviato il percorso per ripensare alla loro attività in chiave
sostenibile:
- imprese
- Benefit corporation -> aziende che intendono avere un impatto positivo
sull’ambiente e sulla società senza rinunciare ai profitti, il passaggio successivo è
diventare B Corp, certificazione rilasciata da una associazione americana che misura
l’impatto di queste aziende regolarmente. In italia all’inizio erano pochissime, oggi
sono più di 100 ad aver ricevuto la certificazione.
- Pubblica amministrazione -> più indietro in quanto è una macchina complessa in cui
si tende a seguire le prassi senza innovare, in cui entrano pochissimi giovani e i
manager sono poco disposti al cambiamento. I dipendenti pubblici in italia sono
3.200.000, il ruolo della PA è molto importante perché si inserisce nella promozione
di una mobilità soft, raccolta differenziata e lotta agli sprechi.
- I cittadini -> gli acquisti dei cittadini sono un modo per premiare le aziende che
dimostrano di tenere alla sostenibilità
- Giovani
Le mappe degli stakeholder -> vari modi per identificarli: brainstorming, analisi dei
soggetti. La mappa può essere ordinata in base a diversi criteri:
1 Responsabilità -> soggetti con i quali l’impresa ha responsabilità formalizzate
5 Influenza -> coloro che possono influenzare la capacità di un’organizzazione di
raggiungere i propri obiettivi. Si tratta di un’influenza formalizzata o informale
(influencer)
6 Vicinanza -> soggetti con i quali l’organizzazione ha rapporti regolari.
Dopo aver individuato gli stakeholder l’azienda concepisce la mappa inserendo anche i
rapporti che intercorrono tra s. E organizzazione.
Impresa for profit -> gli stakeholder possono
• essere le scuole, le associazioni ambientali e
le organizzazioni internazionali.
BARILLA Granarolo
Enti pubblici -> si distinguono tra
quelli centralizzati e quelli locali, il cittadino ha più interesse nell’osservare
l’azione di chi è più vicino a sé. Alcuni
esempi:
Enti del terzo settore -> donatori, volontari, enti locali, aziende che possono
•
portare anche disponibilità economica.
Alcuni esempi:
Unipol AIL
Come gestire le relazioni con gli stakeholder:
dipendenti
- -> per migliorare il rapporto può rendere più sicuro e migliore l’ambiente
di lavoro (es. offrire corsi di formazione, visite mediche, favorire le parti
opportunità). Es. Leroy Merlin: volontariato d’impresa “bricolage del cuore” -> ogni
collaboratore può usare una giornata lavorativa per impegnarla in progetti
socialmente utili con i prodotti dell’azienda; Illumia spa: offre un orario mamma,
portare per la spesa online, lavanderia a carico dell’azienda, attività sportive.
Clienti
- -> es. E.ON -> vuole combattere la deforestazione con un programma fedeltà
rivolto ai consumatori: quando nasce un figlio o un nipote di un cliente viene
piantato un albero, se si aderisce al programma luce blu si difendono le tartarughe
marine. Non si tratta comunque di opere filantropiche, ma volte a attirare più clienti.
Comunità
- -> l’impresa deve essere un buon cittadino e quindi un soggetto che sa
che nell’area in cui opera sta usando dei beni che devono essere usati in modo
responsabile. Loccioni (azienda b2b) ha adottato un fiume, ha recuperato un’abbazia
benedettina; CALLIPO ha fatto una collaborazione con il carcere di Vibo Valentia per
coinvolgere i carcerati a creare cesti natalizi.
- Ambiente -> AQUAFIL è stata una delle prime
a recuperare la plastica negli oceani e
trasformano gli scarti trasformandoli in
costumi da bagno, calze e tappeti; Mutti
riduzione dei consumi idrici +
“pomodorino d’oro” dato agli agricoltori.
Stakeholder engagement -> strumento per
ingaggiare gli stakeholder in varie forme, ci deve
essere un impegno condiviso tra org. E s. Un
esempio viene da Pirelli.
L’impegno nell’ascoltare gli stakeholder è
conveniente per l’azienda.
Un’organizzazione responsabile deve dotarsi di alcuni strumenti e documenti per
condividere i principi in cui crede:
- carta dei valori
- codice etico → regolare i rapporti con gli stakeholder
- codice di comportamento
- certificazioni → servono per l’attività di reporting
- bilancio sociale
Carta dei valori → individua i principi che stanno alla base dell’organizzazione e ne
definiscono l’identità.
Esempio: carta dei valori di Unipol:
Questa Carta dei Valori rappresenta in se stessa un Valore perché è il frutto di un
grande impegno collettivo. Alla sua stesura hanno concorso migliaia di persone: i
dipendenti delle Società del Gruppo e alcune rappresentanze degli agenti. Un
coinvolgimento di oltre seimila persone. Ogni singola parola, concetto, frase è stata
scritta con un contributo di proporzioni non usuali. Di solito le ‘‘Carte dei Valori’’
aziendali vengono pensate in stanze piuttosto ristrette e poi semplicemente
comunicate. Quando va bene, nel costruirle si coinvolge una parte del management o,
nei casi ancora più illuminati, una rappresentanza dei destinatari. Quasi sempre,
comunque, a scopo più consultivo che progettuale. Il Gruppo Unipol ha invece scelto
di ascoltare tutti, offrendo a tutti l’opportunità di partecipare. Per questo, i Valori di cui
si parla in questo documento ci rappresentano e ci distinguono. Sono i ‘‘nostri’’ Valori
e in questa Carta si sintetizza il risultato di tutto il processo.
Il codice etico → è un documento di indirizzo che indica le linee di condotta degli
appartenenti all’organizzazione nei confronti di tutti gli stakeholder.. è quasi sempre
pre
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