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Comunicazione sensibile Appunti scolastici Premium

Appunti della facoltà di lettere e filosofia del professor Pesare sulla pedagogia della comunicazione. Il file contiene una lunga trattazione su ''il lessico di comunicazione sensibile'' di Hipomnemata, completo di un riassunto e delle chiavi di lettura.

Esame di Pedagogia della comunicazione docente Prof. M. Pesare

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CURA DEL SE’:Focoault scrisse “l’ ermeneutica del soggetto”:un libro che tratta dei limiti delle proprie facoltà,delle modalità del proprio rapporto col mondo. L’ autore

sostiene che l’ età moderna abbia rimosso il senso della cura di sé nel momento in cui ha accettato che fosse solo la conoscenza a stabilire le regole di accesso alla verità.

Secondo Focoault è possibile invece costituirsi come soggetti senza chiudersi nell’ individualismo,né acconsentire a quell’ atteggiamento moderno,che riduce il mondo a un

“oggetto di conoscenza”.La cura di sé come antidoto alla estraneità dell’ individuo moderno.

CURIOSITA’:- La cura di sé ha come molla la curiosità,che fa smarrire ogni certezza aprendo la mente allo stupore. La filosofia così,cerca di cogliere quindi,non tanto ciò che

è,ma ciò che diventa e come è diventato ciò che è.

DESIDERIO:- l’ educazione al desiderio è fondamentale nella vita di relazione se la si vuole positiva. Il pensiero moderno ha provato in maniera diversa a tracciare un

itinerario del desiderio.Nietzsche ,ad esempio ne individua tre:quello dogmatico che si difende dalla realtà nelle sicurezze dell’ altrove;quello insito di volontà di

potenza,relegato nel regno del nichilismo

E dell’ ascetismo;e infine il desiderio affermativo,ludico,poietico,corrispondente al vero desiderio del filosofo. Non tutti dispongono di desiderio,ma è da questa mancanza che

esso può anche originarsi. Oggetto della riflessione pedagogica è provare ad educarsi come “esseri manchevoli”,non appagati;desiderare i desideri,le altre possibilità,ossia

darsi forma-forza umana aperta allo stupore. Nell’ epoca del consumo di massa,che è anche l’ epoca della crescente impossibilità del desiderio,della sua più plateale

frustrazione,siamo più disinibiti,ma anche più bloccati dall’ espansione delle nostre possibilità,abbiamo più libertà nelle scelte personali,ma paradossalmente i nostri desideri

sono a rischio di estinzione,piegati dalla ragione calcolistica che ha invaso la nostra vita emozionale,dalla ripetizione del già dato e del già visto.

DIALOGO:- la necessità di un dialogo tra le varie culture ha ispirato Francois Jullien che in un notevole saggio teorico,ha fatto conoscere come noi siamo ancora ben lontani

dalle condizioni che portano ad aver un dialogo con le altre culture,ci ha fatto conoscere come il nostro vizio più comune sia quello di ottenere le cose a tutti i costi;che è

venuto a mancare il principio regolatore etico-politico che ci dovrebbe essere tra i dialoganti;che ancora stabiliamo sistemi di relazione che non sono luogo di opportunità ma

di necessità,in cui vengono inibiti i vantaggi della diversità e della variazione. Al dialogo non si trovato altro da proporre e rimane tuttavia l’ unica carte da giocare per volgere i

conflitti in nuove opportunità.

DIGNITA’:-compito per l’ educazione sia maschile che femminile era per i greci destare la coscienza della dignità e l’ obbligo che abbiamo verso di essa.

DISCIPLINA:- Il filosofo tedesco Bueb Bernard sostiene che “bisogna ritrovare il coraggio di educare”,posto che si possa ancora educare oggi. Avere il coraggio di educare

disciplina.Coraggio

significa prima di tutto aver il coraggio di esercitare la che noi contemporanei avremmo perduto ed essendone privi siamo precipitati in una vera e propria

ab origine

forma di <<non –educazione>>. L’ errore pedagogico più grande,secondo Bueb,è stato confidare dell’ innata libertà dell’ educando,come se la liberà si trovasse

nell’ uomo. Bueb invece sostiene che essa si ottenga solo se si è disposti a esercitare la rinuncia,a raggiungere gradualmente l’’ autodisciplina e a trovare se stesso..Egli

snobba in secondo luogo,la pedagogia antiautoritaria del secondo dopoguerra,insistendo sul fatto che un educazione che prescinda dall’ autorità non è educazione. Chi vuole

educare in modo giusto deve essere pronto a punire,in mod che i giovani possano imparare il senso del limite,del lavoro,della metodicità.

Oggi ,più che una pedagogia della rimodellizzazione,servirebbe una più stringente valutazione sul che fare dell’ educazione,in un epoca in cui l’ educatore è l’ istruzione

degradata,il mercato del lavoro non regolato,il giocoliere mediatico,insomma,il clima sociale in cui viviamo.

DONNE FATALI:-Pasifae,Arianna e Fedra:rispettivamente madre figlia e sorella. Tre donne,tre storie di vergogna e disperazione,figure cupe che alla fine si toglieranno la

vita. Roberto Calasso le considera come l’ irreversibile di ogni metamorfosi:Pasifae ,sposa di Minosse,fu l’ amante del Toro Bianco,e da quell’ unione nacque un ibrido,un

minotauro che il padre nascose in un labirinto a Cnosso. Teseo,venuto dall’ Attica ,con l’ aiuto di Arianna,lo ucciderà per evitare il quarto ciclo di sacrifici di 7 efebi e 7 vergini

imposti da Minosse agli ateniesi per sfamarlo. Arianna ripeterà la stessa passione della madre;sposa di Dioniso,venne portata in Attica dallo stesso Teseo.Trascorse con lei

una notte d’ amore nelle stive di una nave.Quella stessa notte però Arianna gli verrà portata via da Dioniso ,il quale sprofondò Teseo nella confusione per farlo desistere dal

desiderio di possederla tutta per sé. Confuso Teseo si getta in quel mare che ancora porta il suo nome. Una favola mitica che spiega il prezzo da pagare,ogni volta ,all’

irrefrenabilità delle passioni.

DOSTOEVSKIJ:-Nel suo romanzo ,DELITTO E CASTIGO,distingue 2 categorie di umanità:la prima ,di uomini che per loro natura sono conservatori d’ ordine, che vivono

obbedendo e amano essere obbedienti;la seconda,di distruttori o propensi ad esserlo. I primi conservano il mondo e lo accrescono;sono i padroni del presente.I secondi

muovo il mondo;sono i padroni del futuro

EDONISMO TRAGICO:-tra il tragico e d’ edonismo c’è un forte legame;entrambi vivono con avidità e intensità

EDUCARE(ALLA PREFERENZA):-Così come ci percepiamo,siamo disposti a percepire,e così come ci vediamo percepiti accettiamo o rifiutiamo gli altri. La relazionalità

da,quindi,più valore al come più che al che cosa ed è a livello percettivo e auto percettivo che si collocano le premesse di una relazione riuscita o no.

Bisognerebbe educare alla preferenza e alla distinzione,in modo da non limitare cioè le capacità di scelta e di interpretazione di un fenomeno ,di un evento o di un azione.

EDUCATORE SENTIMENTALE:-l’ educatore sentimentale non sempre sa aiutare le donne,ma spesso le diseduca. E’ in genere,il primo uomo ,il primo amore.

EDUCAZIONE:-Chatwin definisce l’ educazione rifacendosi alla definizione di un ex direttore del Matropolitan di New York:l’ educazione è l’ arte di gettare perle false a porci

autentici.Essa mira a insegnare alla gente tutta la vastità della sua ignoranza.

EFFICACIA:-Secondo Francois Jullien il pensiero cinese pensa e comunica efficacia. Ma il modo per perseguirla si differenza dal nostro. Per i cinesi è possibile rendere

efficaci gli sforzi attraverso la discrezione e l’ agire indiretto. Le cose vanno perciò assecondate,finché esse non si inclinano a noi,aprendoci a loro. Accostare e farsi

accostare è un arte che L’ Occidente non conosce. Ciò che conosce è l’ appropriazione,l’ assimilazione fino alla distruzione del bene stesso

ELENA:-è l’ unica figlia di Zeus sulla terra e rappresenta il potere della bellezza. Essendo la sua bellezza il prodotto di sguardi,ella è detta,non non sa dire nulla né nulla sa di

sé. Le manca l’ universo discorsivo. Nei poemi omerici è molto contesa e controversa. C’ è la Elena che è andata a Troia e la Elena che è rimasta in Egitto.Quella che ha

infranto i codici morali dominanti e quella che incarna invece l’ ideale della fedeltà coniugale.

EMOZIONI:- May scrive che le emozioni sono una tensione che si spinge verso qualcosa,un impeto creativo. Sono un modo di comunicare con le persone significative che ci

circondano.

EMPATIA:- per empatia si intende una <<compressione profonda tra esseri umani>>.Di empatia,simpatia,antipatia se ne è interessata anche la letteratura rinascimentale,che

la considerava un criterio di cui servirci per la conoscenza del mondo naturale.Il pensiero rinascimentale inserisce l’ uomo in un campo di influenze naturali,nel senso che tra

enti e oggetti si stabilisce una

Forma di relazione che con la loro reciproca attrazione muovono l’ anima.

EPITTETO:- Autore stoico greco che sostiene di non darsi tanto da fare per fare in modo che le cose accadano come vorremmo,ma bisogna allenarsi ad accettare ciò che

accade come accade. Ci sono cose che con l’ uso di ragione possiamo modificare e cose che invece vanno accettate serenamente in quanto irrimediabili.

ESTETICA DELLA COMUNICAZIONE:-Paul Virilio ha fatto notare che non c’è ancora consapevolezza di quanto l’ estetica della nostra epoca abbia a che a fare con i

sistemi di comunicazione. Non sono più le parole a veicolare “modelli”.E’ invece alle immagini che è passata la funzione evocativa;l’ immagine è una forma intensiva della

velocità che è a sua volta sinonimo di “azione”.Vedere è desiderio d’ azione. Nell’ estetica della comunicazione il soggetto perde il proprio involucro e si fa campo di transito

di correnti di energia comunicativa. La caduta delle distanze tra tecno-scienza e arte ha reso possibile il continuo svolgimento e definizione della vita umana. Dalla scienza e

dalla tecnica si ricavano esperienze di tipo estetico,che servono sia come estensione della sensibilità sia come tentativo di umanizzazione della tecnica.

ESTROPIA:- Per estropia si intende la capacità di cui ogni sistema dispone per poter migliorare le proprie performance ,valorizzando l’ intelligenza sei suoi membri in modo

costruttivo. La comunicazione accetta quindi la sfida estropica,la sfida al principio di stabilità. Tuttavia vi è una difficoltà da parte della nostra cultura a tollerare il

trasformismo,l’ irruzione di quelli che stanno già fuori e vivono l’ esodo,inteso come costruzione e produzione di personalità forti che rifiutano,abbandonano la comunicazione

inappagante e si ostinano ad andare oltre il dato e il già detto,il visto e il già fatto. L’ estropia indica quindi un movimento da fuori;si può legare al lemma greco

oistros(estro)che indica l’ azione divina che stimolava il mortale durante l’accensione profetica.

Gli estropici in genere sono anche empatici:sviluppano una sensibilità per il dolore e la sofferenza degli animali e del mondo naturale. Sentono le cose oltre il loro apparire

ETICA(O MORALE)?:-un fitto dialogo tra Godin e Kahn aveva come argomento la possibilità di favorire la ricerca di una morale senza trascendenza. Axel Kahn affermava

che la morale non fosse altro che un etica universale,ed è l’ uomo che la costruisce,facendo il bene e combattendo il male. Ma l’ etica è sempre in cammino in quanto essa

ricerca continuamente la via e la soluzione giusta,soprattutto quando si affrontano terreni inesplorati come quelli della scienza e della tecnica. Godin,così,fa osservare che i

due termini,divorziano tra loro,nel senso che mentre la morale ha una base religiosa e si fonda sui principi immutabili che poggiano su un autorità,gestita da poteri esterni alla

coscienza individuale,l’ etica rifiuta ogni interferenza con la propria possibilità di autodeterminarsi liberamente. L’ etica,poi,è sempre personale,mentre la morale si connota di

proibizioni universali. L’ etica è legata a comportamenti particolari e determinati,ha la tendenza a rimpiazzare il bene con il buono e il bello,l’ obbligo col sostenibile,Essa è

insomma per Godin, una morale applicata alla vita reale.

FELICITA’:l’ esperienza della verità interrompe la ripetizione del sempre uguale per trasformarla in quella dell’ ancora una volta. La felicità è legata al carattere finito del

tempo:nel poter finire che segna l’ esperienza

FIDUCIA:-La fiducia è legata al tema della sicurezza,in quanto i bambini ne hanno un primo e immediato bisogno,e al tema dell’ aletheia,cioè la parola che dura nel tempo;la

verità che si ottiene camminando accanto a un altro che ho scelto. Mi fido di te perché fai qualcosa di buono per me. L’ ultimo paragrafo della Dialettica dell’ illuminismo di

Adorno e horkheimer,è dedicato al tema della stupidità,che veniva considerata come l’ esito tragico di un domandare senza poter ottenere risposte. Le domande che

rimangono senza risposta segnano un dolore che danneggia la crescita e insinua nell’ individuo la sfiducia in se stesso. E’ un fenomeno noto alla psichiatria:il domandante si

colpevolizza perché rimane nel dubbio di non aver saputo porre nella forma giusta o alla persona giusta la domanda che non ha ottenuto risposta.

FIDUCIA E LIBERTA’:- La fiducia non può esigersi,ma può essere unicamente offerta o unicamente accettata. Chi avvia una relazione attiva fiducia e chi la riceve accoglie

un opportunità a dimostrarsene degno. Essa può affermarsi anche dove la comunicazione non può avere luogo,in quanto presuppone che si sia stabilizzata nel tempo una

profondissima intesa,un forte comune sentire. So di potermi fidare di qualcuno anche quando non ci posso stabilire un contatto. Affinché però questa forma di comunicazione

possa riuscire è necessario un contesto di libertà ,ambienti in cui sia possibile sempre esprimersi. LA fiducia insomma presuppone una cultura dell’ altro,della differenze-

diversità come risorsa,di una reciprocità.Vi è poi,una affinità sottile tra la problematica della fiducia e quella del dono. Come nelle dinamiche donative, la fiducia ha bisogno di

essere contraccambiata,ossia ha bisogno di liberarsi quanto prima dall’ obbligo di gratitudine per chi e per ciò che si è ricevuto;anche se ,come nel caso del dono,il ricevuto

non è sempre ricambiabile,e questo perché a innescare fiducia sono spesso azioni non dovute,e perciò donate,che non obbediscono ad alcun dovere ,che nessuno avrebbe

il diritto di pretendere e che proprio per questo producono rispetto e riconoscenza.

FILOSOFIA DEI MEDIA:-Il libro di John Durham Peters,può essere considerato come un libro di filosofia dei media,ossia un libro dove letteratura,storia e antropologia

decidono di incontrarsi al fine di chiarire con quali forme e quali schemi mentali l’ umanità si sia fornita della comunicazione. Quello della comunicazione è un tema che da

sempre ,è stato oggetto di molteplici significati che i media contribuiscono a d arricchire e complicare. Peters delinea perciò una densa storia delle idee della comunicazione

che a partire dal classico trittico platonico,si amplia nelle maggiori correnti del pensiero moderno dandoci un idea di come si sviluppa il concetto di comunicazione,le sue

problematicità e le sue mobilità di senso;da strumento di diffusione di simbolismi persuasivi allo scopo di influenzare i pubblici a strumento per attenuare le divergenze e

stabilire relazioni sociali più razionali.

FOSTER:-Nel ritorno al reale”,Foster

suo libro “Il ci aiuta a considerare il contemporaneo come un azione differita del passato sul presente,come se il futuro fosse di continuo

anticipato e il passato continuamente restaurato .Il modello di retroazione consente a Foster di percorrere la vicenda artistica dal 1960 in avanti mostrando come le

neoavanguardie reinterpretano oggi il progetto delle avanguardie spingendoci a estendere il nostro orizzonte visivo,a rivolgerci alle immagini come a esperienze che

scompongono l’ identità del sentire.

GENIALITA’ E TALENTO:-Agamben spiega che il termine ingenium designa la somma di qualità fisiche e morali innate nell’ uomo. Genius era in qualche modo la

divinizzazione della persona. Ci si è chiesto quanto pesasse il talento nella produzione di un Genio. Secondo gli studi della Cambridge University non più dell’ 1%.Secono

Hamingway la creatività è per l’ 1% ispirazione e per il 99% è sudore ,fatica ,preparazione. Bisogna superare molte difficoltà prima di ottenere risultati soddisfacenti,tanto

lavoro e tanto studio per arrivare a dimostrare la propria grandezza. Nello sviluppo della genialità ,molto influisce l’ ambiente,,se sia stimolante o meno,ma importanti sono

anche la capacità di concentrazione e saper sfruttare le possibilità di imparare e mettere a frutto le conoscenze apprese

GIOCO:-Come nella comunicazione il gioco innesca dei processi senza che i giocatori possano poi controllare gli esiti. Il valore del gioco nell’ educazione è fondamentale

,perché è proprio nelle sequenze di svolgimento del giocare con qualcosa e qualcuno che avviene l’ apprendimento. Huizinga fa del gioco un prezioso alleato nell’

autoeducazione dell’ individuo perché impara al rispetto delle regole e sviluppa la capacità di coglierne i limiti e svilupparne di nuove.

Il gioco è stato spesso ostacolato a causa di effetti anche negativi che comporta. Se da un parte col gioco si può vincere tutto,si può anche perdere con la stessa probabilità.

Illusione e delusione fanno parte del mettersi alla prova,del mettersi ,appunto,in gioco.

GIOVANI:- Aiutare i giovani ,significa aiutarli a scoprire l’ utilità dell’ inutile:della vita,dell’ amore ,del desiderio,perché è proprio l’ inutile che produce ciò che poi è davvero

utile. Nel trattamento psichiatrico si cerca di farli evitare il terreno della tristezza,quello che normalizza ,ossia che imprigiona l’ altro nella sua etichetta,si cerca di sviluppare in

passioni gioiose .Passioni

loro altre possibilità non ancora attive,quello possibilità che Spinoza definiva come che hanno a che fare col corpo,la sensibilità,le sensazioni.

Secondo Spinoza non si sa mai ciò che un corpo può,e questo non sapere favorisce il dispiegarsi di tutti i saperi e di tutti i desideri perché non condanna l’ altro alla sua

etichetta.

GLOSSOLALIA:-Significa parlare in “glossa”cioè con parole estranee all’ uso comune. Italo Calvino ne parla prendendo ad esempio Tommaso Landolfi, e dicendo che

leggendo Landolfi capita di ritrovarsi di fronte a parole fin troppo belle,fin troppo giuste per essere vere,ma che sono parte di vocabolario e lui le allinea senza batter ciglio.

GUARDARE:-addestrare lo sguardo è un obiettivo primario nell’ agenda educativa perché un occhio bene addestrato a percepire le cose è il presupposto di un occhio

La custodia degli occhi ,al

interiore perspicace,alleato alle cose e attento a non prevaricarle al fine di farcele sentire. fine di evitare le emozioni e raffrenare le passioni è stata

a lungo oggetto della pedagogia. La vera rivoluzione viene con l’ esplosione mediatica che ha contribuito a disinibire lo sguardo. Come tutte le liberazioni,però,la disinibizione

ha fatto si che l’ occhio liberato inducesse lo spettatore a vedere simulazioni a bassa definizione di ciò che è nella realtà,a causa dell’ era televisiva e digitale,in cui oggi siamo

completamente immersi. Essa ha reso disponibile tutto a tutti ,una conquista solo apparentemente democratica,perché il seriale ha rimpicciolito tutto lo spazio del reale e l’

immagine ha completamente sopraffatto le cose,lasciandoci solo l’ illusione di poterle manipolare. Tutto è stato disvelato con la conseguenza che le cose in sé vengono de

realizzate e perdono di significanza;con l’ immaginazione che si atrofizza si indebolisce anche la nostra capacità di elaborare,compensare e scomporre le immagini che

riceviamo.

GUNTHERS ANDERS:-Fu un filosofo controvoglia:il suo era un pensiero di corpi,un pensiero scoperto nell’ epoca in cui l’ alienazione mediatica aveva assunto la forma di del

familiare,di un mondo fantastico che si affianca a quello reale fino a spodestarlo ,producendo l’ illusione della libertà attraverso l’ informazione. In realtà l’ informazione virtuale

non è mai libera perché toglie di mezzo il corpo dell’ informazione stessa. E senza un corpo non c’è neppure un anima.

L’ IDENTITA’:-Secondo Velleman esistono almeno tre io:un IO non riflessivo,quello che corrisponde alla rappresentazione di quello che noi abbiamo di noi stessi. Esiste poi

un Io riflessivo,che attraverso l’ immaginazione si affida a un passato o un futuro .C’è poi un Io che esercita la propria autonomia attraverso l’ esercizio dell’ autocritica:quello

che pensiamo di essere e quello che cerca di capire il nostro stesso modo di agire. La letteratura sociologica si interessa a quest’ ultimo IO. Bauman afferma che Uomini E

donne vivano il dramma dell’ identità a palinsesto,mai solida e definitiva. Il problema dell’ io contemporaneo ,è per l’ autore,quello di non godere più di quella autonomia che lo

rende riflessivo,di non saper più andare oltre la ricerca della gratificazione. Nel nostro tempo,la competizione ha causato un caos dell’ anima,.generando paura ,che ha reso

differenti e indifferenti allo stesso tempo,che ha reso ogni relazione anonima vuota e superficiale. C’ è poi un altro tipo di paura,che nasce dall’ inadeguatezza,dal vuoto

lasciato dalla sradicamento di valori e tradizioni. Essa genera il bisogno di conformismo alle idee comuni,di un più marcato individualismo che fa vedere l’ IO come sospeso

tra sogno e durezza del principio di realtà,tra un forte bisogno di approdo e una voglia di leggerezza. Bauman ha insistito su una dimensione umana “senza fissa

dimora”intendendo che l’ uomo difende il proprio spazio di vita e i propri interni domestici dall’ irruzione dell’ altro che è portatore di imprevedibilità,che minaccia proprio

perché racchiude in sé altre possibilità in un mondo già di x se caotico e minaccioso. Il desiderio dell’ altro ,d’ altri,è sempre attivo,ma se da una parte appare

interessante,coinvolgente ,dall’ altra spaventa perché potrebbe risucchiare ciò che resta della nostra identità.

IMMAGINARIO/IMMAGINAZIONE:-:-L’ immaginario, inteso come repertorio di immagini già immaginate,ha sostituito l’ immaginazione,inteso come lavoro creativo

personale;e lo ha fatto a causa della crescente tendenza di farsi solo spettatori .Ogni cosa che succede sembra essere già successa nella sfera dell’ immaginario e questo ci

risparmia la fatica di vederla con i nostri occhi. Il cinema di Fellini ha sviluppato il tema dell’ immaginazione,intendendolo come resistenza al principio di realtà. L’ unico vero

realista è per Fellini,il visionario che sta sempre altrove rispetto a dove sembra che stia. L’ occhio del visionario può ricreare il ricordo,riconfigurandolo e inventandolo

nuovamente. Calvino affermava che esistono due tipi di processi immaginativi:quello che parte dalla parola e arriva all’ immagine visiva(ex:avviene nella lettura;quando

leggiamo siamo portati a vedere la scena come se si svolgesse di fronte a noi)e quello che dall’ immagine visiva arriva alla parola. E questo avviene proprio nel cinema. L’

immagine che vediamo è passata prima attraverso un testo scritto,poi attraverso la vista mentale del

Regista e poi ricostruita sul set e fissata in fotogrammi. Calvino sostiene che il <<cinema mentale>> dell’ immaginazione ha una funzione simile a quelle delle sequenze che

sono prima registrate e poi montate. Scrive Calvino si sé e della esperienza di scrittore fantastico che nell’ ideazione di un racconto la prima cosa che gli viene in mente è un

immagine che gli si presenta come carica di significato. Appena l’ immagine si fa chiara nella sua mente comincia lo sviluppo della storia.

IMMAGINAZIONE INFANTILE:-L’ iniziazione della conoscenza del bambino ,che la pedagogia otto-novecentesca affidava all’ esplorazione sensoriale,a oggetti reali esistenti

in uno spazio,avviene oggi prevalentemente attraverso le immagini. Allard Claude sostiene che tra le immagini bambini si trovano più a loro agio che con le persone,a

scuola o in famiglia. Con le persone ha problemi di confronto,rivalità,complicazioni. Mentre con il piccolo schermo si rilassa,si svaga e con esso può imparare a difendersi,può

imparare a trasgredire le prescrizioni adulte. Giuseppe Tornatore in uno dei suoi film,STANNO TUTTI BENE,rappresenta la situazione dell’ infanzia allevata dal piccolo

schermo. Il nonno riesce a calmare il bambino,che ha cominciato ad urlare dopo che la TV ha smesso di funzionare,solo avviando la lavatrice e mettendoci il bambino seduto

di fronte. Questo film esprime il paradosso di una società in cui i bambini vivendo una situazione di abbandono ricevono rassicurazione solo dal piccolo schermo che gli offre

un senso di continuità della sua esistenza. Tornatore pone una questione:il bambino comprende ciò che passa attraverso il piccolo schermo o gli interessa solo il movimento

delle immagini che gli scorrono davanti?(vedere riassunti pedagogia e comunicaz.)

INFANZIE:-Definire l’ infanzia significa mettere in luce le forme del timore adulto che proviene da ciò che di imprevisto e imprevedibile può venire dai bambini. All’ infanzia

sono state anche affibbiate definizioni negative come insensatezza,irragionevolezza. Bambino è il diminutivo di bambo,che sta per ingenuo,sciocco,scimunito. Della sua

ingenuità e sprovvedutezza ,l’ adulto ha dimostrato di saper fare un buon uso politico. Ai bambini veniva affidato,per esempio, il compito di offendere e umiliare gli ebrei in

determinati periodi liturgici dell’ anno cristiano.

Fellini,attraverso i bambini,ha detto quanto l’ immaginario sia un luogo misterioso e solo preservando un po’ dell’ insensatezza e irragionevolezza dell’ infanzia nella vita

adulta si può arrivare a una scomposizione delle diverse immagini dell’ uomo e della donna.

INTELLETTUALI OCCIDENTALI:-Richard Rorty dedicandosi alla lettura nelle narrazioni di Jan McEwan ,fa l’ identikit dell’ intellettuale occidentale come un individuo ingrato

e dilettante,incapace di tenere in relazione il pensiero e l’ agire,e incapace a causa del suo idiotismo,di immaginare un modo per migliorare le cose.In un suo romanzo in

particolare,Saturday,Mc Ewan parla del suo protagonista,come di un uomo appagato,che si è realizzato in una professione socialmente utile e che vanta di una famiglia

composta da una moglie intelligente e protettiva e due figli, educati al riparo dai reality show,dall’ i-pod o dall’ ecstasy.Il problema del protagonista è,però,il suo buon

cuore,afferma Rorty;nel senso che gli intellettuali occidentali sembrano destinati a trascorrere tutta la vita come idioti,intendendo per idioti il senso letterale del termine,ossia

“individuo privato”.Il professore Perowe ,insomma,gli appare come un professionista lucido quanto basta per affrontare l’ imprevisto,l’ imprevedibile,che può accadere sul suo

tavolo chirurgico, ma non tanto da poter fronteggiare e governare la minaccia di eventi nuovi che sfuggono al suo potere interpretativo,quelli eventi per cui non ci si può più

avvalere degli insegnamenti della storia per progredire.Gli intellettuali occidentali sono in astinenza di prospettiva. Secondo McEwan nel momento più drammatico del

pomeriggio di un SATURDAY inglese,è la poesia che sconvolge il mondo pietrificato degli avvenimenti,che può restituire la fiducia smarrita;solo la poesia ,nemica del

caso,può avere partita vinta,come dice Calvino.

INTELLIGENZA:-Intelligo indica una capacità di legare insieme le cose più disparate. L’ intelletto umano è un centro di unione che non butta via niente,predisposto a ed

“eccitato” da le diversità,il misterioso,la molteplicità dei modi di essere e di pensare.

IRONIA:- L’ ironia conserva intatta la capacità di rimettere in questione ogni cosa; di demolire ogni definizione;l’ ironia è un antibiotico contro ogni ipocrisia.

LACRIME:-le lacrime sono considerate secrezione di vita .Per esempio all’ eroe Achille è affidato l’ umano destino di gestire la trasformazione della collera in dolore. A lui è

assegnato il ruolo di imprimere quell’ intensità,che contraddistingue il poema,quando l’ eroe piange ,appartiene interamente al suo dolore,come se questo lo isolasse dal resto

della vita e dei viventi.

LIBERTA’:-Secondo Beck e altri,il mondo si trova attraversato da flussi culturali de localizzati; ha perso tutti i punti di riferimento e l’ autore ha considerato lo spazio vuoto in

cui gli uomini si trovano ad agire come uno spazio vuoto da riempire con una nuova libertà liberata,di cui potremmo disporre solo dopo esserci lasciato alle spalle ogni meta

narrazione del passato.Dahrendorf ha sviluppato un concetto di libertà aperta,intendendo il fatto che oggi siamo più istruiti di ieri,vestiamo e mangiamo meglio,abbiamo

imparato a prenderci cura del nostro corpo,facendone un veicolo comunicativo potente e seduttivo.Inoltre abbiano più tempo per poter migliorare le nostra condizioni di vita e

di lavoro.

MACHIAVELLI(NATURA E POLIS):- In un celebre passo del principe ,Machiavelli sostiene la impossibilità di cambiare la natura umana.La riforma della repubblica può

disporre e utilizzare le inclinazioni naturali di molteplici individui per i suoi obiettivi in modo da affrontare gli eventi nel modo giusto ma può Anche limitare tali inclinazione

,senza però mutarle del tutto.La libertà non è più ,come prima,un fatto individuale,quanto un fatto politico.

MANN:- Mann sosteneva che il problema educativo,da Rousseau a noi stava nel sviluppare il giusto e cancellare per sempre con AZIONI OPPORTUNE,il falso che vuole

farsi avanti. Oggi come oggi,ci si trova in bilico tra l’ esigenza di disciplinare i nostri figli,senza escludere la punizione,e di lasciargli liberi di vivere la loro vita assecondandone

le propensioni. Non ci sarà più la “legge del padre”,m una società di “freres”,comunque tribale e competitiva che detta piccole regole di convivenza.

MCEWAN:-uno Cani neri,in

tra i suoi romanzi più belli è cui viene marcata l’ illusione che la fine della guerra fredda e la caduta del muro di Berlino avrebbe aperto la

mentalità occidentale. I cani neri giganteschi e inspiegabili che compaiono all’improvviso sul sentiero,rappresentano i demoni,il male infinito che l’ umanità riproduce ogni

volta con se stessa,quel male che ognuno di noi si porta dentro e che si impadronisce del singolo individuo,nel privato e nella famiglia stessa. Quei due cani sono forze

indomabili che simboleggiano i fantasmi di una guerra da cui l’ Europa andava lentamente svegliandosi dopo molte sofferenze subite;sono ferite che ogni volta si riaprono ,e

si materializzano nelle figure dei due cani. C’è speranza che la fiducia possa tornare che,questi animali possano essere allontanati dentro e fuori di noi e McEwan trova una

strada con l’ attenzione prestata all’ infanzia,con il delineare figure bambine che sono sempre in guerra contro le pretese educative dei suoi allevatori. Nel 1994 pubblica “l’

inventore dei sogni”in cui Mc Ewan elogia il bambino sognatore ,Peter, costruttore e prosumer dei suoi stessi sogni,capace di trasformare le cose attraverso l’

immaginazione,Un bambolo a cui piaceva stare da solo e <<pensare i suoi pensieri>> lontano dal consumo televisivo. Peter pensava che la gente esagerasse con quello

smisurato bisogno di confermare presenze e fedeltà di branco,che si stesse insieme per costrizione e non per vera scelta.McEwan pensa che i bambini debbano tornare ad

annoiarsi un po’ dei loro spazi privati,che la noia sia un loro diritto ,perché è in essa che la fantasia ,l’ immaginazione comincia a lavorare ,libera dall’ ingombro dell’

immaginario ,facendo acquistare la fiducia nei sogni.

MCLUHAN:-Secondo l’ autore il mondo è diventato un villaggio globale,in cui lettura e scrittura sono fuori gioco ,in cui è la tecnologia che ha scavalcato i procedimento

razionali dell’ apprendimento e che mestieri e specialisti sono ormai cose del passato. La nostra secondo McLuhan sarebbe la prima età che ha preso coscienze e

consapevolezza degli strumento comunicativi,cogliendone tutta la potenza creatrice e distruttiva insieme. E questo è accaduto perché la comunicazione oggi ha saputo

distinguersi dalle altre attività sociali,perché rispetto al passato,abbiamo il vantaggio di poter cogliere l’ interazione tra fatti economici,tecnologi e culturali di cui i media sono

interpeti e artefici insieme. I media influenzano le modalità della vita quotidiana,modificando comportamento interiori ed esteriori,e l’ educazione non può non studiarli e

utilizzarli.

MEDIA EDUCATION:-La media education non è un semplice esercizio di addestramento all’ uso buono della strumentazione mediatica,quanto un modo per rendere

coscienti delle conseguenze della mediatizzazione totale del nostro tempo sulla produzione della realtà. I media sono oggi fuori controllo,difficili da comprendere e governare.

La nostra società è una società dell’ infocomunicazione,nella quale le tecnologie hanno reso più pervasive le tecniche della manipolazione. Tutto già detto e tutto già

spiegato,ma tutto ancora da decodificare e verificare. La media education mira a creare le condizioni per una liberazione dello sguardo mediato, attraverso l’ industria dell’

immaginario .

MEMORIA:-Asor Rosa ,sostiene che la memoria e meno prevedibile e meno motivata da un esigenza razionale,rispetto a intelligenza e azione. L a memoria va dove vuole

,ricorda non solo ciò che vuole ricordare,ma anche ciò che non si voleva o non si prevedeva;porta in direzioni del tutto imprevedibili e sorprendenti,quasi fosse un gomitolo,il

cui filo ,svolgendosi porta all’ indietro ,percorrendo sentieri marginali oltre che la strada maestra. La memoria è ,oltre che inesplicabile,anche inesauribile:ha la conoscenza del

passato,ma ha anche memoria di sé:persone,oggetti,cose si cui ognuno fa esperienza. Essa è ancora insopprimibile:non la si può costringere in un sistema di regole e

limitazioni. Contiene tutto ciò che sono stato e che di volta in volta ho pensato di essere e forse anche quello che gli altri hanno pensato che fossi. Se i tempi della vita sono

presente,passato e futuro ,quello della memoria,è la simultaneità,che coincide con l’ identità. E’ IL NON-TEMPO STORICO,nel senso che il tempo della Memoria va all’

indietro invece che muovere in avanti. Poi,così come l’ identità muta continuamente, anche la memoria lo fa,perché si arricchisce sempre di nuovi particolari,ed anche perché

quello che è gia stato e già c’èra ,viene continuamente rielaborato e ripensato. In essa immaginazione e realtà si mescolano,in quanto produce immagini e storie attraverso le

quali l’ ‘uomo non fa che costruire, decostruire e ricostruire se stesso.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Pesare Mimmo.

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