Comunicazione pubblica
Comunicazione delle istituzioni pubbliche
Attori pubblici e cittadini: comunicazione, istituzioni e democrazia. L'evoluzione del sistema normativo relativo alla comunicazione delle istituzioni pubbliche e alla loro relazione coi cittadini in Italia. Governare la comunicazione: organizzazione delle istituzioni e organizzazione della comunicazione. Ripensare la comunicazione delle istituzioni pubbliche all'interno delle ecologie dell'informazione digitale.
24/09/2019 - Ed Murrow fu, nella prima parte della sua vita, un giornalista radiofonico durante la II GM e uno dei primi giornalisti americani a passare alla televisione. È diventato famoso perché nei suoi programmi di giornalismo televisivo avviò un'inchiesta sull'attività del politico McArthy, senatore repubblicano che negli anni '50 fu il principale animatore della seconda stagione del pericolo rosso negli USA (isteria collettiva ed anticomunista). Murrow diventò famoso perché fu uno dei principali artefici della fine della carriera politica del senatore McArthy, in quanto ne denunciò la pratica che, spesso, si basava su frodi fabbricate.
All'inizio degli anni '60, Murrow diventa il direttore di una agenzia governativa americana (oggi non esiste più) denominata United States Information Agency (secondo dopoguerra) che doveva occuparsi della percezione che le opinioni pubbliche internazionali avevano dell'attività del governo (prima agenzia di public diplomacy, attività diplomatiche che vengono fatte da uno Stato nei confronti di opinioni pubbliche internazionali).
Nel 1961, durante la presidenza Kennedy, si verifica l'attacco fallimentare della baia dei porci. Un gruppo di esuli cubani addestrati dalla CIA cerca, con l'invasione via mare nell'isola di Cuba, di rovesciare il regime comunista filosovietico di Fidel Castro, ma vennero respinti in pochi giorni e quell'operazione si rivelò, da un punto di vista di immagine, disastrosa. La CIA chiamò Murrow per gestire la situazione e rispose: "Se mi vogliono a bordo in caso di atterraggio di emergenza, sarebbe meglio che mi avessero preso a bordo fin dal decollo".
La comunicazione nelle istituzioni pubbliche è vista ancora oggi come un paracadute da utilizzare in caso di emergenza/crisi. Il problema fondamentale è che se la comunicazione può fare qualcosa per aiutare a gestire una situazione critica, allora è necessario che chi si occupa di comunicazione venga incluso nei processi decisionali fin dall'inizio (cosa che non avviene quasi mai). Se non si pensano gli organigrammi delle amministrazioni immaginando che la comunicazione è parte integrante dei processi di pianificazione ed implementazione di policy, allora la comunicazione non riuscirà mai a fare il suo lavoro e a svolgere quel ruolo fondamentale di relazione fra cittadini ed istituzioni che queste ultime si aspettano che la comunicazione esegua.
Approcci alla definizione di comunicazione pubblica
Ci possono essere due approcci alla definizione di comunicazione pubblica:
- La prima definizione si focalizza sugli attori della comunicazione - La CP (comunicazione pubblica) è quel campo che ha a che vedere con le attività di comunicazione delle istituzioni pubbliche. Questo approccio è un po' primitivo secondo il prof. Augusto. Preferisce una definizione basata sull'oggetto della comunicazione.
- La seconda definizione si focalizza sull'oggetto della comunicazione - Definisce la CP come quel campo di comunicazione che ha a che vedere ed include tutte le attività comunicative che hanno come oggetto l'interesse generale, avvengono all'interno di uno spazio pubblico e riguardano attori non esclusivamente privati. All'interno di questa definizione c'è anche la comunicazione politica, partitica. Normalmente si dice che l'oggetto di interesse generale di un partito si occupa di tematiche controverse su cui non c'è accordo assoluto. Il partito parla, agisce e dichiara di farlo per l'interesse generale, ma porta argomentazioni molto controverse.
Includiamo 3 sottocategorie di comunicazione pubblica:
- Comunicazione delle istituzioni pubbliche
- Comunicazione politica (intesa come comunicazione degli attori politici)
- Comunicazione di solidarietà sociale
La pubblica amministrazione e la comunicazione
Chi – La PA (Pubblica Amministrazione)
Cosa – Pubblicizzazione dell'attività normativa. Questo è uno dei primi compiti dell'istituzione, ovvero comunicare ai cittadini le norme che la PA stabilisce per quanto riguarda gli argomenti e le questioni di sua competenza. Quando la PA stabilisce delle regole è chiaro che le deve comunicare al cittadino. Per aderire alle regole il cittadino le deve conoscere. È molto importante che la PA comunichi le proprie attività. I cittadini devono essere al corrente di come la PA sta agendo e impegnando le risorse che ha a disposizione. È fondamentale che il cittadino conosca nello specifico quelle che sono le aree di competenza della PA, quali sono le sue funzioni e che la PA pubblichi il proprio punto di vista su quelli che sono i principi che stanno dietro all'attività del policy making.
Oggigiorno si sono aggiunti ulteriori aspetti che stanno diventando sempre più cruciali nella relazione con i cittadini, anche a fronte di una trasformazione degli ecosistemi comunicativi. Sempre di più "comunicazione delle istituzioni pubbliche" non significa solo attività di informazione, ma anche attività di comunicazione bidirezionale e relazione con i cittadini (amministrazione e cittadino che la PA precedentemente non contemplava). Oggi la PA deve comunicare su canali digitali che consentono ai cittadini di porre delle domande, di interagire, di fare proposte. La PA è un'istituzione burocratica che produce norme e procedure che non sempre riescono a trasformarsi sulla base di una necessità di rispondere a modifiche di ambienti comunicativi. Queste sono le sfide a cui le PA devono oggi rispondere.
A chi – Ha il dovere di comunicare a tutti gli stakeholders, ai portatori di interesse comune, ai cittadini, ai soggetti collettivi ed organizzati, ad organizzazioni di cittadini e di categoria, realtà pubbliche e private e al sistema dei media. Quando andremo a vedere come la PA in Italia, secondo le norme vigenti, è organizzata, vedremo che questa distinzione tra attività di comunicazione ai media e attività di comunicazione ai cittadini è ancora molto forte. C'è una forte separazione funzionale. È davvero il modello di comunicazione più efficiente per la PA un modello di comunicazione che vede figure e canali pensati per la comunicazione ai media da una parte e per la comunicazione dei cittadini dall'altra? Gli attuali ecosistemi di comunicazione vedono una separazione così netta tra questi interlocutori?
Effetti – Lo scopo è quello di garantire dei diritti. Le istituzioni pubbliche che comunicano hanno degli obblighi di comunicazione e questa comunicazione ha dei doveri di completezza. La comunicazione e l'informazione dei cittadini sono un presupposto fondamentale affinché i cittadini riescano e possano esercitare i propri diritti di cittadinanza e partecipazione. Su questo tema c'è ancora confusione. Devo citare le norme. Il messaggio va sempre adattato ai canali, ma la comunicazione delle istituzioni pubbliche non può porsi al di fuori dei vincoli.
Un altro aspetto fondamentale della comunicazione è quello di costruire l'identità dell'ente, definire, ribadire, aggiustare e confermare (a seconda dei casi) quelli che sono i principi che muovono l'agire dell'ente. Questo è molto forte nel momento in cui parliamo di alcuni aspetti che oggi sono importanti nella comunicazione delle istituzioni pubbliche come, ad esempio, il city branding. È un'attività di comunicazione delle istituzioni pubbliche che ha a che vedere con la definizione di posizionamento di una città all'interno di un sistema di città che devono definire la propria identità e rendersi più attrattive nei confronti di soggetti diversi (turisti, imprenditori, istituzioni internazionali, ecc.).
Spesso, anche storicamente, è stata associata al suo omologo in ambito commerciale, ovvero l'advertising (pubblicità). Questo tipo di comunicazione ha dei tratti in comune con l'advertising e la pubblicità, perché utilizza le stesse tecniche, canali, linguaggi. Deve avere un effetto sul target (interlocutore). Nel caso dell'advertising tradizionale l'effetto è quello di modificare/indirizzare un comportamento d'acquisto, nel caso della comunicazione di solidarietà sociale l'effetto è un altro. Si cerca, nel caso della comunicazione di solidarietà sociale, di convincere un gruppo di persone a modificare un atteggiamento o un comportamento che viene considerato un comportamento non in linea con l'interesse generale, comunicando idee e valori che dovrebbero avere un carattere non controverso e cercando di produrre un output (modifica comportamento) che sia a vantaggio della comunità. Questo tipo di comunicazione può essere svolto da qualsiasi tipo di soggetto.
Interesse generale e comunicazione politica
Ha per oggetto l'interesse generale. I partiti, in campagna elettorale, che vogliono essere eletti dichiarano di avere a cuore l'interesse generale. La differenza fondamentale è che questa comunicazione si pone come esplicitamente ed intrinsecamente controversa. È una comunicazione competitiva; gli attori in competizione tra loro propongono temi controversi, non c'è accordo (c'è accordo su alcune issues che caratterizzano la campagna elettorale). Il tema della campagna diventa: "Io sono più bravo di lui e porterò a casa un risultato elettorale". Ci sono issues performative e posizionali (rispetto a cui i partiti e l'elettorato sono divisi, ad esempio in destra e sinistra, es. unioni civili). Gli attori sono istituzioni private molto particolari, come i partiti politici e gli altri soggetti che competono all'interno dei sistemi politici elettorali.
Quando le istituzioni comunicano con l’obiettivo costante di creare consenso, allora succede qualcosa di problematico. Siamo entrati in quella che chiamiamo campagna permanente. Situazione politico-comunicativa che vede saltato uno degli elementi guida o cardine dei sistemi di comunicazione dello spazio pubblico che distingueva tra un periodo di campagna e uno di ristagno. Ristagno di governo: c'è il governo che governa e l'opposizione, ma non c'è quella vivacità comunicativa e quell'attenzione alla crescita costante del consenso che vediamo oggi nella campagna permanente. La campagna permanente è l'utilizzo di tecniche specifiche della comunicazione politico-elettorale e del marketing elettorale per creare consenso attorno alle policy di governo.
Salvini è stato, nel governo precedente, un esempio di utilizzo di strategie e di comunicazione per creare consenso attorno alle policy di governo e consenso personale. Renzi, quando presentò le slides di quello che aveva fatto il governo con una comunicazione che deliberatamente echeggiava non solo alla comunicazione politico-elettorale, ma anche al marketing in generale e anche al marketing politico-elettorale, venne fortemente criticato.
Questa è una situazione molto delicata per i funzionari della PA. Le norme stabiliscono che da una parte ci dovrebbe essere la comunicazione delle istituzioni pubbliche e dall'altra la comunicazione politica. Quando gli amministratori, ovvero i politici eletti, intendono l'attività di comunicazione delle istituzioni come un'attività molto vicina alla propria attività di comunicazione politica, questo è problematico e sbagliato. I politici eletti vogliono sempre di più maggiore controllo sulla comunicazione istituzionale. Questo è dannoso per l'immagine delle istituzioni. I cittadini hanno fiducia nella comunicazione istituzionale laddove la percepiscono come sganciata, almeno in parte, dalla comunicazione dell'amministratore che sta al vertice e che ha la responsabilità politica.
Elementi caratteristici dei regimi democratici
26/09/194 - Quali sono a tuo avviso i principali elementi che caratterizzano i regimi democratici? Libertà di espressione, stampa, voto, sovranità popolare, libera informazione, separazione dei poteri, comunicazione, pensiero, partecipazione. Libertà di pensiero, diritto di voto, libertà di espressione, partecipazione – Aspetti fondamentali dei sistemi democratici. Hanno a che vedere con l'interazione tra cittadini e istituzioni e sono strettamente collegati alla sfera della comunicazione e dell'informazione.
Il diritto di voto è un sottoinsieme della partecipazione. Sono elementi che indirettamente hanno a che vedere con l'informazione. Affinché io possa esercitare a pieno il mio diritto di voto, di cosa ho bisogno in termini informativi? Devo conoscere i partiti, l'organizzazione delle istituzioni, come ha governato per decidere se confermare o meno la fiducia nei suoi confronti. Se non ho buone informazioni non esercito appieno il mio diritto di voto. Devo anche sapere che le elezioni ci sono (comunicazione delle istituzioni).
Il legame tra democrazia e informazione è molto forte. Affinché i regimi democratici funzionino al meglio è necessario che i cittadini siano ben informati. La buona informazione serve loro per esercitare alcuni diritti di cittadinanza che sono connessi con l'informazione (libertà di espressione) e indirettamente per esercitare dei diritti politici (diritto di voto). L'informazione riguarda tutti i diritti universali dei cittadini. Noi ci occupiamo di informazione e comunicazione tra cittadini e istituzioni pubbliche perché questo è un aspetto fondamentale del funzionamento dei regimi democratici.
Democrazia, cittadinanza, comunicazione. Frank Underwood – La democrazia per funzionare bene ha bisogno che i cittadini siano ben informati. House of Cards – Storia di un politico che manipola il funzionamento dell'organizzazione democratica degli USA e anche l'informazione e la comunicazione. La democrazia è davvero sopravvalutata ("Democracy is so overrated") – Vuole sottolineare gli elementi di fragilità e debolezza che vanno preservati e che sono fondamentali se collegati all'informazione dei cittadini e alla comunicazione con essi e nei loro confronti. Sottolinea l'elemento competitivo della democrazia.
La democrazia è competizione per il consenso dei cittadini in un MKT delle idee che deve essere libero (libertà di circolazione delle informazioni, libertà di espressione). Dall'altro lato dice che affinché la democrazia funzioni è necessario che i cittadini partecipino. Se i cittadini non partecipano alla vita pubblica allora non c'è democrazia. Alcuni autori sottolineano come eccessi di partecipazione possano avere anche conseguenze di indebolimento delle funzioni democratiche. Il livello maggiore di partecipazione cittadina si esprime con il voto. Affinché il diritto di voto venga esercitato appieno è necessario che i cittadini siano ben informati. Se partecipano hanno la possibilità di far sentire la propria voce e possono informarsi adeguatamente su quello che fanno i governi per poi votare in modo corretto. Per fare questo i governanti dovranno tenere conto dei bisogni dei governati, altrimenti rischieranno di non essere rieletti. Rendere gli amministratori responsabili di quello che hanno fatto e, nella necessità, di tenere presente dei desideri dei cittadini, altrimenti perderanno nella competizione.
Per tutti gli studiosi l'informazione nei confronti dei cittadini è centrale, rilevante e dirimente. Se non c'è informazione "sana" e comunicazione allora non ci può essere una democrazia che funzioni al meglio.
Da un punto di vista storico possiamo collegare la rilevanza della comunicazione nello spazio pubblico con l'introduzione del concetto (introdotto da Habermas) di sfera pubblica. Habermas dice che nel momento in cui emerge un ceto borghese-mercantile che ha interessi privati di pubblica rilevanza (commercio) si crea uno spazio intermedio tra la sfera privata (sfera domestica, individuo e famiglia) e quella dello Stato, caratterizzata da discussioni e conversazioni che coinvolgono soggetti privati che discutono del pubblico (interessi di pubblica rilevanza).
La sfera pubblica diventa il luogo in cui soggetti diversi dallo Stato discutono e si confrontano rispetto a questioni di pubblica rilevanza. Habermas immagina situazioni ben precise – descrive una sfera pubblica molto semplice, che si riunisce in un luogo fisico (club, caffè) e ritiene che questa sia resa possibile e possa esercitare sulla base del fatto che ha informazioni che arrivano dai media. È una sfera di discussione pubblica che necessita di informazioni e che ha anche lo scopo di esercitare pressioni e relazioni con lo Stato. È un embrione della sfera pubblica contemporanea.
Habermas ne sottolinea alcuni aspetti: informazioni, uguaglianza, forza dell'argomento migliore (qualità dell'argomentazione della conversazione). Visione semplicistica criticata da molti autori successivi perché è una sfera pubblica esclusivamente maschile, borghese e, in quanto tale, esclude tutte le classi subalterne. Pertanto, la teoria successiva ha messo in crisi questa idea dicendo che esistono e sono esistite diverse sfere pubbliche anche in competizione tra loro.
La sfera pubblica emerge nel momento in cui lo Stato finisce di essere caratterizzato esclusivamente...
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