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comunicazione pubblica - Il codice dell'informazione e le sue applicazioni Appunti scolastici Premium

dispensa per l'esame di comunicazione pubblica del professor Franz Foti, cdl in scienze della comunicazione. L'argomento trattato è il codice dell'informazione e le sue applicazioni, la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, le leggi sull'editoria, la pubblicità, l'informazione sanitaria, la legge sulla privacy...

Esame di Comunicazione pubblica docente Prof. F. Foti

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ESTRATTO DOCUMENTO

Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

La nostra Legge sulla Stampa/ n. 47 – 08.02.1948 è stata fatta dall’Assemblea Costituente (quello

speciale parlamento che operò per un periodo dopo il referendum per repubblica o monarchia).

Dopo provvederanno Senato della Repubblica e Consiglio.

Anch’essa obsoleta. Con questa legge si dà un nome al responsabile della testata. Si attua solo a

stampati pubblicati (in quanto mandati al pubblico).

La stampa non può essere sottoposta a censura, gli editori però sono costretti a registrare le testate al

tribunale. Gli editori nel colophon o tamburino devono riportare i dati sulla testata: registrata presso

il Tribunale…. La carta stampata è libera, ma può contenere qualcosa che offende, quindi il

colophon permette di risalire a chi ne risponde. In regime di pubblicità legale si ha l’obbligo di

indicare chi pubblica la testata. Ogni stampato, anche occasionale, deve avere le indicazioni

obbligatorie relative all’editore (se ha una tiratura superiore alle 500 copie). Anche riviste aziendali

(house organ, bollettini, depliant, brochure). Può essere evitato quando si conoscono i destinatari e

quando è saltuaria la pubblicazione. Mentre quando il numero è tale da non riuscire più a

individuare il destinatario – in ogni caso quando la tiratura supera le mille unità - e quando la

pubblicazione diventa periodica, è meglio iscrivere qualsiasi stampato. Per un periodico si deve

registrare il Direttore Responsabile (che da ora può essere anche di nazionalità europea, vale la

autocertificazione). Per registrarsi l’editore si presenta al Tribunale. Deve essere cittadino

comunitario, maggiorenne, godere dei diritti civili e non aver riportato condanne infamanti. Il

direttore deve essere iscritto all’Albo dei Giornalisti nell’Elenco Pubblicisti. Il tribunale non ha

diritto di controllare nulla, tiene solo il registro con i nomi dei responsabili delle testate.

Le pubblicazioni periodiche devono avere la “targa” (colophon) e essere registrate, mentre i

volantini debbono solo riportare chi è l’editore.

Le testate web devono registrarsi al ROC per godere delle agevolazioni e in ogni caso hanno

l’obbligo della registrazione al Tribunale per evitare una sanzione penale con sequestro della testata.

Grasso: le authorities

Nel nostro ordinamento, caratterizzato da un elevato grado di tecnicismo, il nostro legislatore ha

sentito l’esigenza di creare delle istituzioni autonome e indipendenti dal governo. Si tratta delle

cosiddette AUTHORITIES, che assommano funzioni amministrative, giudiziali (quasi giudiziarie)

e legislative.

Esistono diverse authorities:

 concorrenza e del mercato

 privacy

 telecomunicazioni

GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO (antitrust L. 281 10/10/90).

É un organo collegiale con un presidente. É bipartisan. L’attuale presidente è il prof. Tesauro ed ha

sede a Roma. Nasce per attuare una direttiva europea in Italia:

 Vigila sulle intese restrittive della concorrenza a danno dei consumatori

 Vigila sulla pubblicità comparativa e ingannevole.

Ogni anno fa una relazione che viene inviata alla Camera per aiutare l’esecutivo e i legislatori a

dare un parere sulla sua attività e suggerimenti per correttivi in questi ambiti.

Cos'è l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nota anche come Autorità Antitrust, è una

"Autorità indipendente" istituita dalla legge n. 287 del 10 ottobre 1990 ("Norme per la tutela

della concorrenza e del mercato"). Con il termine Autorità indipendente si fa riferimento a

un'amministrazione pubblica che prende le proprie decisioni sulla base della legge, senza possibilità

di ingerenze da parte dell'Esecutivo. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Essa ha anche competenze in materia di pubblicità ingannevole e di pubblicità comparativa, così

come stabilito dal decreto legislativo n. 74 del 25 gennaio 1992, modificato dal decreto legislativo

n. 67 del 25 febbraio 2000, emanati in attuazione di Direttive comunitarie.

L'Autorità è un organo collegiale, un organo, cioè, formato da più persone, che prendono le

decisioni votando a maggioranza. É composta da un Presidente e da quattro Componenti nominati,

di concerto, dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Il Presidente

Giuseppe Tesauro (nominato il 1° gennaio 1998) e i quattro componenti, Marco D'Alberti e

Michele Grillo (nominati l'11 novembre 1997), Nicola Cesare Occhiocupo e Carlo Santagata de

Castro (nominati il 16 febbraio 2000), durano in carica sette anni senza possibilità di un secondo

mandato.Il Segretario Generale dell'Autorità (Rita Ciccone), che è nominato dal Ministro delle

Attività Produttive su proposta del Presidente dell'Autorità, sovrintende al funzionamento dei

servizi e degli uffici. Il personale, tra quello in organico e quello con contratto a tempo determinato,

è attualmente composto da 182 dipendenti e potrà raggiungere le 220 unità.

Quali sono i compiti dell'Autorità

L'Autorità ha il compito di applicare la legge n. 287 del 1990 vigilando:

a. sulle intese restrittive della concorrenza,

b. sugli abusi di posizione dominante,

c. sulle operazioni di concentrazione che comportano la costituzione o il rafforzamento di una

posizione dominante in modo tale da eliminare o ridurre in misura sostanziale e duratura la

23

concorrenza .

L'Autorità ha anche il compito di applicare le norme contenute nel decreto legislativo n. 74 del

1992, con le modifiche apportate dal decreto legislativo n. 67 del 2000, in materia di pubblicità

ingannevole e di pubblicità comparativa.

A questi compiti si aggiungono l'attività di segnalazione al Parlamento e al Governo e l'esercizio

dell'attività consultiva.

Introducendo una normativa antitrust nazionale il legislatore ha voluto, tra l'altro, dare attuazione

all'articolo 41 della Costituzione, che riconosce espressamente la libertà di iniziativa economica

privata, e adeguare il nostro ordinamento a quello comunitario.

I principali obiettivi sono:

a. assicurare le condizioni generali per la libertà di impresa, che consentano agli

operatori economici di poter accedere al mercato e di competere con pari

opportunità;

b. tutelare i consumatori, favorendo il contenimento dei prezzi e i miglioramenti della

qualità dei prodotti che derivano dal libero gioco della concorrenza.

Per ciò che concerne l'applicazione della normativa sulla pubblicità ingannevole, compito

dell'Autorità è quello di "inibire" la divulgazione dei messaggi pubblicitari giudicati ingannevoli.

La pubblicità ingannevole viene vietata, oltre che per la capacità di indurre in errore e quindi di

causare un danno al consumatore, anche per le distorsioni della concorrenza che indirettamente è in

grado di produrre.

L'Autorità ha inoltre il compito di giudicare le controversie in materia di pubblicità comparativa,

verificando se sono soddisfatte le condizioni di liceità della comparazione pubblicitaria.

23 (*) L'articolo 11, comma 2, della Legge n. 57/01, modificando l'articolo 9 della legge n.192/98, attribuisce

all'Autorità la facoltà di intervenire in materia di abuso di dipendenza economica.

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Anno 2004

Da chi è finanziata

L'Autorità è finanziata con uno stanziamento annuale in un apposito capitolo dello stato di

previsione del Ministero delle Attività Produttive .

Per il 2004 esso ammonta a 22,768 milioni di euro. L'Autorità provvede autonomamente, nei limiti

di questo fondo, alla gestione delle spese per il proprio funzionamento.

Il consuntivo della gestione finanziaria, approvato dall'Autorità entro il 30 aprile di ogni anno, è

assoggettato al controllo della Corte dei Conti.

Com'è organizzata

Al funzionamento degli uffici dell'Autorità sovrintende il Segretario Generale, che ne risponde al

Presidente.

Per quanto riguarda l'attività istruttoria, la struttura dell'Autorità, così come stabilito nel marzo

2000, prevede una Direzione Generale Istruttoria articolata nelle seguenti Direzioni settoriali:

 Direzione A : Industria di base ed energia (industria estrattiva, minerali non metalliferi,

costruzioni, industria petrolifera, energia elettrica, gas, acqua, riciclaggio e smaltimento

rifiuti).

 Direzione B : Agroalimentare e farmaceutico (agricoltura, industria alimentare e delle

bevande, industria farmaceutica, grande distribuzione).

 Direzione C : Industria manifatturiera e trasporti (chimica, gomma e materie plastiche,

metallurgia, meccanica, elettronica (esclusi prodotti informatici), tessile e abbigliamento,

legno e carta, vetro, manifatturiere varie, mezzi di trasporto, trasporti e infrastrutture dei

trasporti, noleggio di mezzi di trasporto).

 Direzione D : Comunicazioni (telecomunicazioni, radiotelevisione, diritti televisivi,

informatica, editoria e stampa, servizi pubblicitari).

 Direzione E : Servizi finanziari e postali (servizi finanziari, credito, assicurazioni, servizi

postali, attività immobiliari).

 Direzione F : Attività professionali, ricreative ed altri servizi (attività professionali,

istruzione, turismo, discografico, cinema, altre attività ricreative e culturali, attività sportive,

altri servizi).

La Direzione Generale Istruttoria si avvale dell'Ufficio Analisi dei Mercati, che svolge

approfondimenti in relazione alle metodologie di analisi delle situazioni di mercato.

Ciascuna delle Direzioni settoriali svolge, per i settori di rispettiva competenza, attività di indagine

e di analisi delle pratiche restrittive della concorrenza, delle concentrazioni tra imprese, della

pubblicità ingannevole e comparativa.

Alla Direzione Generale Istruttoria si affiancano:

 L'Ufficio di Coordinamento cura l'armonizzazione e il corretto adempimento delle

procedure.

 Il Servizio Giuridico svolge attività di analisi di temi e questioni di carattere giuridico

inerenti all'attività dell'Autorità. Presta consulenza giuridica alle Direzioni e agli Uffici,

esprimendo pareri su specifiche questioni relative a casi e procedimenti.

 La Direzione Risorse Informative cura lo sviluppo e la gestione del patrimonio

informativo dell'Autorità. È articolata in due uffici: Ufficio Statistico e per la Gestione

Documentale e Ufficio Documentazione e Biblioteca.

 L'Ufficio di Segreteria cura gli adempimenti necessari per le riunioni dell'Autorità e

provvede alla tenuta dei verbali e delle delibere, curandone la conservazione. Svolge altresì

attività di supporto alle funzioni di coordinamento del Segretario Generale.

 La Direzione Amministrazione e Personale cura gli affari amministrativi, e la gestione e la

formazione del personale. È articolata in Ufficio Amministrazione e Ufficio del Personale.

 L'Ufficio per i Servizi Tecnologici che garantisce l'erogazione dei servizi informatici e di

telecomunicazione, attraverso lo sviluppo e la gestione della infrastruttura tecnologica

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Sessione autunnale

Anno 2004

dell'Autorità e fornendo la necessaria assistenza agli utenti; recepisce e soddisfa le esigenze

di automazione delle Direzioni e degli Uffici, anche attraverso lo sviluppo di prodotti

applicativi per la gestione dei processi istituzionali e delle risorse.

Il Gabinetto del Presidente è composto dal Capo di Gabinetto, da non più di due assistenti e tre

addetti di segreteria.

Rispondono direttamente al Presidente:

 La Direzione Studi e Relazioni Istituzionali, che segue l'andamento della situazione

concorrenziale in Italia e all'estero e cura i rapporti correnti con le istituzioni dell'Unione

europea, con altri organismi internazionali, con le istituzioni nazionali e con le pubbliche

amministrazioni.

 L'Ufficio Stampa, che cura i rapporti con gli organi di informazione, provvedendo tra l'altro

alla stesura e diffusione dei comunicati stampa, e segue l'organizzazione delle

manifestazioni esterne dell'Autorità.

A ciascun Componente dell'Autorità sono assegnati due assistenti e un addetto di segreteria. Le loro

funzioni sono definite dal Componente stesso.

Nel dicembre 1998 è stato istituito il Collegio dei revisori, cui è affidato il compito di effettuare il

riscontro degli atti della gestione finanziaria e di esprimere un parere sul progetto di bilancio

preventivo, nonché sul rendiconto annuale.

É sottoposta a particolari regole di comportamento?

L'esigenza di un comportamento particolarmente rigoroso, avvertita fin dalla sua costituzione, ha

condotto l'Autorità all'approvazione, nell'agosto 1995, di un codice etico a cui devono attenersi tutti

gli appartenenti ad essa.

Questo codice è parte integrante del contratto che regola il rapporto con i dipendenti e fornisce

direttive in merito al corretto svolgimento dei compiti affidati e ai rapporti con il pubblico.

Riguardo al primo aspetto, costituiscono requisiti indispensabili l'imparzialità, la riservatezza, la

correttezza nei rapporti con soggetti interessati a qualunque titolo all'attività svolta dall'Autorità. Il

codice non afferma solo principi generali, ma fornisce anche disposizioni pratiche su tutta una serie

di questioni: dal conflitto di interessi ("il dipendente si astiene dal partecipare all'adozione di

decisioni o ad attività dell'Autorità che possano coinvolgere, direttamente o indirettamente, interessi

finanziari o non finanziari propri o di parenti entro il quarto grado o conviventi") all'invio di regali

("il dipendente non accetta, neanche in occasione di festività, per sé o per altri, regali o altre utilità

aventi valore economico da soggetti in qualsiasi modo interessati dall'attività dell'Autorità, ad

eccezione di regali d'uso di modico valore").

Le funzioni di vigilanza sull'applicazione del codice etico sono assegnate ad un magistrato, che è

nominato dalla stessa Autorità per sette anni e non può essere riconfermato. Attualmente queste

funzioni sono svolte dal Professor Vittorio Guccione, Presidente Onorario della Corte dei Conti.

Che rapporto c'è tra Autorità e Governo?

L'Autorità va ricompresa tra le "Autorità Indipendenti", che svolgono la propria attività e

prendono decisioni in piena autonomia rispetto al potere esecutivo.

All'indipendenza dell'Autorità contribuiscono, tra l'altro, le modalità di nomina e i requisiti del

Presidente e dei Componenti, i quali sono nominati congiuntamente dai Presidenti di Camera e

Senato e non possono essere confermati nella carica alla scadenza dei sette anni.

In particolare, il Presidente viene scelto tra persone di notoria indipendenza che abbiano ricoperto

alte cariche istituzionali; i quattro Componenti sono scelti tra persone di notoria indipendenza da

individuarsi tra magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti o della Corte di Cassazione,

professori universitari ordinari e personalità di alta e riconosciuta professionalità provenienti da

settori economici. Corso Operatori Ufficio Stampa

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Anno 2004

Cosa sono le intese restrittive della concorrenza

Talvolta le imprese, invece di competere tra loro, si mettono d'accordo e coordinano i loro

comportamenti sul mercato. La cooperazione tra imprese può avere l'obiettivo o l'effetto di

restringere la concorrenza.

Ciò accade, ad esempio, quando più imprese fissano congiuntamente i prezzi o si spartiscono i

mercati, attraverso la costituzione dei cosiddetti cartelli anticoncorrenziali. Intese di questo tipo,

alterando il gioco della concorrenza, riducono gli incentivi a operare in modo efficiente e ad offrire

prodotti con prezzi e caratteristiche tali da soddisfare al meglio le esigenze dei consumatori.

Possono risultare restrittive della concorrenza anche intese realizzate tra imprese che operano in

stadi successivi di un processo produttivo (ad esempio, un accordo di esclusiva tra il produttore e il

distributore di un bene, oppure tra il fornitore di una materia prima e un'impresa manifatturiera), in

particolare quando sono tali da ostacolare l'entrata sul mercato di nuovi concorrenti.

Quando un'intesa tra imprese comporta, anche solo potenzialmente, una consistente restrizione della

concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, essa è vietata (articolo 2

della legge n. 287/90).

Tenendo conto del fatto che il coordinamento anticoncorrenziale dei comportamenti delle imprese

può realizzarsi in vari modi, la legge non considera intese soltanto gli accordi formali tra gli

operatori economici, ma tutte le attività in cui è possibile individuare il concorso volontario di più

operatori diretto a regolare i propri comportamenti sul mercato. Sono pertanto ritenute intese sia le

pratiche concordate, sia le deliberazioni di associazioni e consorzi.

Se sono soddisfatte alcune particolari condizioni, l'Autorità ha il potere di autorizzare, per un

periodo limitato, intese che risultano restrittive della concorrenza (articolo 4 della legge n. 287/90).

Per ottenere un'autorizzazione è necessario che le imprese interessate dimostrino che tali intese

comportano miglioramenti nelle condizioni di offerta sul mercato, che le restrizioni della

concorrenza sono strettamente necessarie per conseguire tali effetti positivi e che i miglioramenti

delle condizioni di offerta arrecano un sostanziale beneficio per i consumatori (ad esempio,

determinando una riduzione dei prezzi o rendendo disponibile un prodotto che altrimenti non

sarebbe offerto).

Il 1° luglio 1996 l'Autorità ha pubblicato un formulario per le imprese al fine di favorire la

comunicazione volontaria delle intese e l'eventuale richiesta di autorizzazione in deroga.

E un abuso di posizione dominante?

Il funzionamento del mercato non viene distorto, di per sé, dal fatto che un'impresa raggiunga

grandi dimensioni. Talvolta, per operare in modo efficiente, è necessario essere attivi su larga scala

o in più mercati.

Inoltre, un'impresa può crescere proprio grazie al suo comportamento "virtuoso" sul mercato,

offrendo prodotti che meglio di altri, anche tenuto conto del prezzo, soddisfano le esigenze dei

consumatori. Si dice che un'impresa detiene una posizione dominante quando essa vende gran parte

dei prodotti di un determinato mercato e quando, a causa delle caratteristiche economiche di quel

mercato, nonché, eventualmente, di vincoli istituzionali, le possibilità di reazione degli altri

concorrenti, effettivi o potenziali, sono limitate, così che essa può comportarsi in modo

significativamente indipendente dai concorrenti e dai consumatori.

La legge non vieta la posizione dominante in quanto tale, ma pone dei vincoli ai possibili

24

comportamenti di un'impresa che si trova in questa situazione .

È vietato che una o più imprese abusino di una posizione dominante all'interno del mercato

nazionale o in una sua parte rilevante (articolo 3 della legge n. 287/90).

24 In alcuni casi la legge ha previsto veri e propri limiti. Il decreto-legge 30 gennaio 1999, n.15, come modificato, in

sede di conversione, dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, ha stabilito che nessun soggetto possa acquisire più del 60%

dei diritti di trasmissione in esclusiva, in forma codificata, di partite del campionato di calcio di serie "A" (art. 2).

L'Autorità è tenuta a pronunciarsi entro 60 giorni qualora tale limite venga superato e può eventualmente derogare ad

esso, sentita l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Corso Operatori Ufficio Stampa

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I principali esempi di abuso consistono nel praticare prezzi o condizioni ingiustificatamente gravosi

o nell'adottare comportamenti volti ad ostacolare l'accesso al mercato di altri concorrenti o a indurre

questi ultimi ad abbandonare l'attività.

Parliamo ora delle operazioni di concentrazione e di quando vengono vietate

Un'impresa può crescere non soltanto aumentando le vendite dei propri prodotti nel mercato, ma

anche concentrandosi con altre imprese. Un'operazione di concentrazione si realizza quando

un'impresa si fonde con un'altra o ne acquisisce il controllo, cioè la possibilità di esercitare

un'influenza determinante sull'attività della stessa. Si ha, inoltre, un'operazione di concentrazione

quando due imprese mettono insieme le proprie attività attraverso la creazione di un'impresa

comune, controllata da entrambe.

Ciò che preoccupa, dal punto di vista del funzionamento del mercato, è la possibilità che

un'impresa, concentrandosi con altri operatori in precedenza indipendenti, riduca in modo

sostanziale e durevole la concorrenza accrescendo così la propria capacità di aumentare i prezzi o

praticare condizioni svantaggiose per gli utenti.

Pertanto, la legge n. 287/90 richiede che tutte le operazioni di concentrazione in cui il fatturato delle

imprese interessate supera determinate soglie, prima di essere realizzate, siano comunicate

all'Autorità. La legge stabilisce che un'operazione di concentrazione deve essere notificata se il

fatturato realizzato nel territorio italiano dall'impresa acquisita o se il fatturato realizzato nel

territorio italiano dall'insieme delle imprese interessate superano determinate soglie che vengono

aggiornate annualmente tenendo conto dell'inflazione. L'aggiornamento di maggio 2004 ha portato

25

queste soglie, rispettivamente, a 41 milioni di euro e 411 milioni di euro .

Il 1° luglio 1996 è entrato in vigore il formulario per la comunicazione preventiva delle

concentrazioni (modificato nel 1998). In tale occasione, si è chiarito che non realizzano una

concentrazione, in aggiunta alle operazioni già escluse dall'articolo 5 della legge 287/90

(acquisizione di partecipazioni a fini meramente finanziari e imprese comuni cooperative) e alle

operazioni intragruppo (realizzate fra società già sottoposte al controllo di un unico soggetto), le

operazioni i cui partecipanti non svolgono alcuna attività economica. Inoltre, non vi è obbligo di

notifica per quelle concentrazioni i cui effetti non si esplicheranno sui mercati italiani.

L'Autorità esamina gli effetti sulla concorrenza di tutte le operazioni comunicate. Quando ritiene

che una concentrazione comporti la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, così

da ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza, essa ne vieta la realizzazione (articolo 6

della legge n. 287/90).

La legge prevede un'ulteriore possibilità, oltre a quella di vietare le operazioni di concentrazione

restrittive della concorrenza. Una concentrazione restrittiva della concorrenza può essere autorizzata

dall'Autorità a condizione che vengano apportate modifiche rispetto al progetto originario, idonee a

rimuovere gli aspetti distorsivi. Ad esempio, un'operazione può essere autorizzata subordinatamente

alla cessione a un terzo di un impianto o di una parte dell'impresa acquisita.

Cosa si intende per pubblicità ingannevole e pubblicità comparativa

Dal 1992 l'Autorità è l'organo incaricato dell'applicazione del decreto legislativo n.74 che, dando

attuazione ad una direttiva della Comunità Europea, ha introdotto anche in Italia una disciplina in

materia di Pubblicità Ingannevole.

Si ritiene "ingannevole" qualsiasi pubblicità che, in qualunque modo, compresa la sua

presentazione, induca in errore o possa indurre in errore le persone fisiche e giuridiche alle

quali è rivolta e che abbia la capacità di pregiudicare il comportamento economico di questi

25 Per quanto concerne la distribuzione cinematografica, devono essere comunicate preventivamente all'Autorità le

concentrazioni che comportino il controllo diretto o indiretto di una quota di mercato superiore al 25% in almeno una

delle 12 città capo zona (articolo 26 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28).

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soggetti oppure possa ledere un concorrente. La nozione di pubblicità è molto ampia e si estende

fino a comprendere la stessa confezione dei prodotti.

Secondo l'articolo 1 del decreto la pubblicità deve essere "palese, veritiera e corretta". In

particolare l'articolo 4 fa riferimento alla trasparenza della pubblicità che deve essere "chiaramente

riconoscibile" come tale.

Una particolare attenzione viene posta ai messaggi pubblicitari che riguardano prodotti che mettano

in pericolo la salute dei consumatori e che possono raggiungere bambini o adolescenti.

L'Autorità non può agire d'ufficio, ma si può attivare solo a seguito di una denuncia, che può

essere effettuata da:

a. singoli consumatori

b. associazioni di consumatori

c. concorrenti delle imprese che divulgano i messaggi presunti ingannevoli

d. Ministero delle Attività Produttive e ogni pubblica amministrazione che ne ha

interesse in relazione ai propri fini istituzionali, anche su denuncia del pubblico.

L'11 aprile 2000 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 67, che attribuisce all'Autorità la

competenza a giudicare le controversie in materia di pubblicità comparativa. Con il nuovo decreto

legislativo, alla finalità di tutela dalla pubblicità ingannevole viene affiancata quella di verificare le

condizioni di liceità della comparazione pubblicitaria, riconducibili, in termini generali, a due: che

la pubblicità comparativa non sia ingannevole e che non risulti "sleale".

Le Direzioni settoriali intrattengono rapporti con altre Amministrazioni Pubbliche: in particolare

con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (istituita con legge 31 luglio 1997, n. 249),

che esprime un parere non vincolante sull'ingannevolezza dei messaggi pubblicitari diffusi

attraverso stampa, radio e televisione e sull'illiceità della comparazione di beni e servizi.

Cosa sono i poteri di segnalazione e consultivi dell'Autorità

A complemento delle competenze nel controllo degli atti e dei comportamenti delle imprese,

all'Autorità sono stati attribuiti alcuni poteri volti a sollecitare, anche nell'attività legislativa e

regolamentare, un'adeguata considerazione delle esigenze della concorrenza e del mercato.

L'Autorità non può certo sostituirsi al Governo e al Parlamento nel decidere quali norme (leggi,

regolamenti, provvedimenti amministrativi di carattere generale) debbano regolare il funzionamento

dell'economia. Tuttavia, essa ha il potere di segnalare al Governo, al Parlamento o alle

amministrazioni pubbliche competenti i casi in cui provvedimenti normativi già vigenti, o in via di

formazione, siano tali da introdurre restrizioni della concorrenza che non risultano giustificate in

base ad esigenze di interesse generale (articoli 21 e 22 della legge n. 287/90).

L'Autorità utilizza i propri poteri di segnalazione specie nei casi in cui provvedimenti normativi

limitano la concorrenza ad esclusivo vantaggio delle imprese già operanti nel mercato, ad esempio

sottomettendo l'esercizio di un'attività o l'accesso a un mercato a restrizioni quantitative, oppure

stabilendo diritti esclusivi in certe aree o imponendo pratiche generalizzate in materia di prezzi e di

condizioni di vendita.

Inoltre, come espressamente richiesto dall'articolo 24 della legge n. 287/90 essa, nei primi anni di

attività ha presentato tre rapporti al Presidente del Consiglio circa le azioni da promuovere per

adeguare ai principi della concorrenza la normativa in materia di appalti pubblici, distribuzione

commerciale e concessioni di servizi di pubblica utilità.

L'Autorità, infine, per le materie di propria competenza è chiamata ad esprimere un parere

obbligatorio sulla definizione delle concessioni e degli altri strumenti che regolano l'esercizio dei

servizi di pubblica utilità ai sensi della legge n. 481 del 1995, che istituisce le autorità di settore.

Cosa sono le indagini conoscitive

Quando il funzionamento di un mercato o di un settore presenta delle caratteristiche che lasciano

presumere l'esistenza di ostacoli all'operare della concorrenza, l'Autorità può avviare di propria

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iniziativa, o a seguito di sollecitazioni di organi pubblici, indagini conoscitive di natura generale

sullo stesso mercato o settore.

Nel corso di questi anni sono state condotte numerose indagini conoscitive.

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (privacy Legge 675/1996).

É un organo collegiale costituito da un presidente e tre membri che possono stare in carica solo

quattro anni (non rinnovabili). Sono eletti due dalla Camera e due dal Senato. Anch’essa nasce per

attuare una direttiva europea. L’attuale presidente è Rodotà.

Cosa fa?

 Tutela la diffusione e il trattamento dei dati sensibili (dati del singolo su opinioni politiche,

religiose, gusti sessuali, salute), cioè quei dati che costituiscono i diritti personali

 Controlla la conformità del trattamento

 Esamina segnalazioni e reclami

 Dà autorizzazioni generali al trattamento.

Anch’essa informa annualmente Parlamento e Governo proponendosi come un consulente in

materia.

Se si fa il giornalista non occorrono autorizzazioni.

Chi è il Garante?

Presidente Stefano Rodotà

Componenti Giuseppe Santaniello Vice presidente

Gaetano Rasi - Mauro Paissan

Segretario generale Giovanni Buttarelli

Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità indipendente istituita dalla legge sulla

privacy (legge 31 dicembre 1996 n. 675) per assicurare la tutela dei diritti e delle libertà

fondamentali ed il rispetto della dignità nel trattamento dei dati personali.

É un organo collegiale, composto da quattro membri eletti dal Parlamento, i quali rimangono in

carica per un mandato di quattro anni rinnovabile.

L’attuale collegio si è insediato il 19 marzo 2001.

L’Ufficio del Garante, al quale sovrintende il Segretario generale, è articolato, oltre che in alcune

unità temporanee, in dipartimenti e servizi:

Compiti del Garante

L’attività del Garante, iniziata nel 1997, ha riguardato ogni settore della vita sociale economica e

culturale del Paese in cui si sia manifestata l’esigenza della protezione dei dati personali.

Sotto tale aspetto, speciale interesse hanno rivestito i provvedimenti adottati in materia di attività

delle pubbliche amministrazioni, sanità, lavoro, credito ed assicurazioni, giornalismo,

telecomunicazioni, videosorveglianza, marketing.

I compiti del Garante sono attualmente specificati nell’art. 31 della legge 675/1996, dove vengono

indicati, tra l’altro:

 il controllo della conformità dei trattamenti di dati personali a leggi e regolamenti e la

segnalazione ai titolari o ai responsabili dei trattamenti delle modifiche da adottare per

conseguire tale conformità;

 l’esame delle segnalazioni e dei reclami degli interessati, nonché dei ricorsi presentati ai

sensi dell’art. 29 della legge;

 l’adozione dei provvedimenti previsti dalla normativa in materia tra cui, in particolare, le

autorizzazioni generali per il trattamento dei dati sensibili;

 la promozione, nell’ambito delle categorie interessate, della sottoscrizione dei codici di

deontologia e di buona condotta; Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

 il divieto, in tutto od in parte, ovvero il blocco del trattamento di dati personali quando per la

loro natura, oppure per le modalità o gli effetti di tale trattamento, vi sia il rischio concreto

di un rilevante pregiudizio per l’interessato;

 la segnalazione al Governo dei provvedimenti normativi di settore, la cui adozione si

manifesti opportuna, e la formulazione dei pareri richiesti dal Presidente del Consiglio o da

ciascun ministro in ordine ai regolamenti ed agli atti amministrativi inerenti alla materia

della protezione dei dati personali;

 la predisposizione di una relazione annuale sull’attività svolta e sullo stato di attuazione

della legge e la sua trasmissione al Parlamento e al Governo;

 la partecipazione alle attività comunitarie ed internazionali di settore, quale componente

delle autorità comuni di controllo previste da convenzioni internazionali (Europol,

Schengen, Sistema informativo doganale);

 il controllo, anche a richiesta degli interessati, sui trattamenti dei dati personali effettuati da

forze di polizia e dai servizi di informazione e di sicurezza;

 l’indicazione degli accorgimenti da adottare nell’uso dei dati "semi-sensibili" (cd. prior

checking, introdotto dal d.lg. n. 467/2001).

GARANTE PER LE TELECOMUNICAZIONI (AGCOM).

Il presidente è Cheli ed ha sede a Napoli. La nomina è con decreto del Presidente della Repubblica

su indicazione del Presidente del Consiglio con parere delle commissioni parlamentari. La carica ha

durata di sette ani non rinnovabili. Esistono due Commissioni:

Una per le infrastrutture delle reti (vigila sul mezzo)

Una per i prodotti e per il servizio offerto sul mezzo di telecomunicazioni (contenuti).

Agicom vigila, delibera e tratta del pluralismo (par condicio in tempo di elezioni e non). Si occupa

della tutela dei minori. Delibera attraverso il Consiglio (delle due Commissioni), ad esempio:

Come ripartire le frequenze

Verifica dei bilanci degli operatori delle comunicazioni

Tiene il registro nazionale degli operatori della comunicazione (ROC) che contiene tutti i soggetti

che fanno comunicazione, le imprese editrici e le TV locali.

Chi si deve iscrivere al ROC

I soggetti in elenco devono provvedere all'iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazioni

(R.O.C.) entro la data del 31/12/2001 (Legge 31 luglio 1997, n. 249):

 soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione;

 imprese concessionarie di pubblicità;

 imprese di produzione e distribuzione di programmi radiotelevisivi;

 imprese editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste;

 agenzie di stampa di carattere nazionale;

 soggetti esercenti l’editoria elettronica e digitale;

 imprese fornitrici di servizi di telecomunicazioni e telematici.

Laura Caramella: il codice deontologico - terminologia

Il codice deontologico del giornalista o codice dell’informazione entra in vigore nell’agosto del

1998 e nasce come costola della legge sulla Privacy 675/1996, abolita dal codice di protezione dei

dati personali o della Privacy entrato in vigore il 1° gennaio 2004.

In generale il giornalista ha il dovere di essere corretto nell’esercizio del diritto di cronaca:

possiamo altresì dire che il diritto di cronaca è bilanciato dal diritto di privacy de soggetti interessati

Il codice deontologico impone:

1. che venga accertato l’interesse pubblico della notizia Corso Operatori Ufficio Stampa

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Anno 2004

2. che vengano accertati i fatti, che siano veritieri, attraverso l’ascolto di fonti opposte

3. che l’esposizione rispetti i principi della continenza

4. che si rispetti la dignità della persona.

Terminologia:

TRATTAMENTO: qualsiasi forma di utilizzo dei dati (raccolta, classificazione, registrazione,

diffusione, comunicazione)

DATO PERSONALE: qualsiasi informazione su un soggetto

DATO SENSIBILE: le informazioni di un soggetto che riguardano salute, vita sessuale,

appartenenza religiosa, politica, sindacale, origine razziale.

TITOLARE: colui il quale conserva i dati

INTERESSATO: il soggetto

Le regole del codice deontologico si applicano anche ai non giornalisti (chiunque) che fanno attività

giornalistica anche temporaneamente.

I giornalisti facendo attività civica d’informazione devono poter trattare i dati in modo particolare.

Cosa devono fare?

1. rispettare i limiti del diritto di cronaca e quindi il rispetto della dignità umana nella

salvaguardia dell’essenzialità dell’informazione

2. rivelare l’identità

3. rivelare la finalità

4. evitare artifici e pressioni indebite

5. tutelare i minori

Cosa possono non fare (quali privilegi)?

1. non sono tenuti a fare l’informativa preventiva per iscritto per la raccolta dei dati

2. non devono chiedere il consenso all’interessato per trattare i suoi dati

3. non devono chiedere autorizzazioni al garante.

Cosa possono fare?

1. possono trattare dati, fatti e circostanze che siano stati resi noti anche attraverso propri

comportamenti in pubblico

2. possono continuare nel trattamento e nella conservazione dei dati senza limiti di tempo (Il

diritto di cronaca in questo caso si contrappone perfino al diritto all’oblio, se risponde ad un

interesse pubblico e c’è l’attualità).

Il giornalista ha un diritto/dovere di privacy attenuato: deve rispettare la privacy delle sue fonti e

non rivelarle, tranne nel caso in cui, durante un processo, il giudice lo costringa a farlo. Il

giornalista può trasferire dati all’estero.

Nella ricerca dei dati sono naturalmente assolutamente vietate le tecniche invasive e rispettare

alcune regole:

1. rispetto del domicilio (luogo dove il soggetto esercita funzioni personali, ad es. ospedale)

2. dovere di rettificare le inesattezze

3. tutela dei dati sensibili e dei familiari non direttamente coinvolti.

CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (2004)

Entra in vigore il 1° gennaio 2004 il decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, denominato

“Codice in materia di protezione dei dati personali”. Il Codice, che rappresenta il primo tentativo

al mondo di comporre in maniera organica le innumerevoli disposizioni relative, anche in via

indiretta, alla privacy, riunisce in unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi,

regolamenti e codici deontologici che si sono succeduti in questi anni, e contiene anche importanti

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Anno 2004

innovazioni tenendo conto della “giurisprudenza” del Garante e della direttiva Ue 2000/58 sulla

riservatezza nelle comunicazioni elettroniche.

Il Testo unico è ispirato all’introduzione di nuove garanzie per i cittadini, alla razionalizzazione

delle norme esistenti e alla semplificazione degli adempimenti e sostituirà la legge “madre” sulla

protezione dei dati, la n. 675 del 1996.

Il Codice è diviso in tre parti:

 la prima è dedicata alle disposizioni generali, riordinate in modo tale da trattare tutti gli

adempimenti e le regole del trattamento con riferimento ai settori pubblico e privato;

 la seconda è la parte speciale dedicata a specifici settori. Questa sezione, oltre a disciplinare

aspetti in parte inediti (informazione giuridica, notificazioni di atti giudiziari, dati sui

comportamenti debitori), completa anche la disciplina attesa da tempo per il settore degli

organismi sanitari e quella dei controlli sui lavoratori;

 la terza affronta la materia delle tutele amministrative e giurisdizionali con il

consolidamento delle sanzioni amministrative e penali e con le disposizioni relative

all’Ufficio del Garante.

Ecco, in sintesi, alcuni dei punti rilevanti del testo, che in molte parti recepisce e codifica le

numerose pronunce emanate e i pareri forniti in questi anni dal Garante.

Sanità

In ambito sanitario si semplifica l’informativa da rilasciare agli interessati e si consente di

manifestare il necessario consenso al trattamento dei dati con un’unica dichiarazione resa al medico

di famiglia o all’organismo sanitario (il consenso vale anche per la pluralità di trattamenti a fini di

salute erogati da distinti reparti e unità dello stesso organismo, nonché da più strutture ospedaliere e

territoriali).

Per il settore sanitario vengono inoltre codificate misure per il rispetto dei diritti del paziente:

distanze di cortesia, modalità per appelli in sale di attesa, certezze e cautele nelle informazioni

telefoniche e nelle informazioni sui ricoverati, estensione delle esigenze di riservatezza anche agli

operatori sanitari non tenuti al segreto professionali.

Vengono introdotte (a partire dal 1 gennaio 2005) le cosiddette ricette impersonali, la possibilità

cioè di non rendere sempre e in ogni caso immediatamente identificabili in farmacia gli intestatari

di ricette attraverso un tagliando predisposto su carta copiativa che, oscurando il nome e l’indirizzo

dell’assistito, consente comunque la visione di tali dati da parte del farmacista nei casi in cui sia

necessario.

Per i dati genetici viene previsto il rilascio di un’apposita autorizzazione da parte del Garante,

sentito il Ministro della salute.

Per quanto riguarda le cartelle cliniche sono previste particolari misure per distinguere i dati

relativi al paziente da quelli eventualmente riguardanti altri interessati (comprese le informazioni

relative ai nascituri), ma anche specifiche cautele per il rilascio delle cartelle cliniche a persone

diverse dall'interessato.

Lavoro

Viene confermata l’elaborazione di un codice di deontologia e buona condotta che dovrà fissare

regole per l’informativa ed il consenso anche degli annunci per finalità di occupazione (selezione

del personale) e della ricezione dei curricula.

Il Codice affronta anche la questione dei controlli a distanza con la riaffermazione di quanto

sancito dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970). Il lavoratore domestico è tenuto

a mantenere la necessaria riservatezza per tutto quanto si riferisce alla vita familiare.

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Trattamento dati personali in ambito giudiziario

Vengono meglio garantiti i diritti della personalità delle parti. Il Codice prevede anche che

l’interessato possa chiedere, nel processo, di apporre sulla sentenza un’annotazione con la quale si

avvisa che, in caso di pubblicazione del verdetto su riviste giuridiche o su supporti elettronici o di

diffusione telematica, devono essere omessi i dati dell’interessato. La versione della sentenza così

pubblicata va sempre “criptata” quando si tratta di minori.

Con disposizione espressa si attribuisce maggiore tutela ai minori non solo nel processo penale,

ma anche nei procedimenti civili e amministrativi.

Pubblica amministrazione

Il Codice innova anche, raccogliendo indicazioni del Garante, nella materia della notificazione degli

atti giudiziari e degli atti amministrativi e impone la regola della busta chiusa per i casi di notifica

effettuata a persona diversa dal destinatario.

Viene sancita espressamente la necessità per gli enti pubblici di approvare regolamenti per i

trattamenti dei dati sensibili, ma solo con il parere conforme del Garante.

Liste elettorali

Le liste elettorali non possono essere più usate per promozione commerciale, ma solo per scopi

collegati alla disciplina elettorale e per finalità di studio ricerca statistica, scientifica o storica o a

carattere socio assistenziale.

Telecomunicazioni

I cittadini potranno meglio scegliere se essere inseriti nell’elenco telefonico o le modalità con le

quali comparire sull’elenco: potranno decidere, in particolare, se far usare i loro numeri telefonici e

indirizzi anche per informazioni commerciali o solo per comunicazioni interpersonali.

Vengono previste misure per combattere il fenomeno delle chiamate di disturbo.

Confermato il diritto a ricevere, su richiesta, fatture dettagliate (con le ultime tre cifre “in chiaro”)

in caso di contestazione.

Spamming

L'invio di messaggi attraverso sistemi automatizzati (Sms, Mms, fax, posta elettronica) richiede il

consenso degli interessati. Il cliente deve essere informato della possibilità di opporsi a "messaggi

indesiderati".

Internet, video sorveglianza, direct marketing, “centrali rischi” private

Per settori così delicati il codice conferma la previsione di appositi codici deontologici che fissano

regole specifiche.

Sanzioni

Sanzioni pecuniarie e penali aumentate per chi viola la privacy, in particolare per l’uso dei dati

senza consenso degli interessati, per il mancato adempimento nei confronti di un provvedimento del

Garante, per la mancata informativa agli interessati sull’uso che si intende fare dei dati che li

riguardano.

Misure di sicurezza

Vengono rafforzate, in un quadro di evoluzione tecnologica, le misure di sicurezza contro i rischi di

distruzione, intrusione o uso improprio. Alle precauzioni già previste nella normativa precedente

(password, codici identificativi, antivirus etc.) che entrano in vigore il 1 gennaio 2004, se ne

aggiungono altre come: password di non meno di otto caratteri, autenticazione informatica, sistemi

di cifratura, procedure per il ripristino dei dati, etc). Corso Operatori Ufficio Stampa

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Notificazione

Semplificata la notificazione, ovvero dell’atto con cui l’impresa, il professionista o la pubblica

amministrazione segnala all’Autorità i trattamenti di dati che intende effettuare. La notifica dovrà

essere effettuata solo in particolari casi di trattamento di dati sensibili (specie se sanitari) con

determinate modalità d’uso, ma anche per trattamenti particolarmente a rischio, effettuati con

strumenti elettronici, nel campo della profilazione dei consumatori, oppure in relazione a

procedure di selezione del personale e ricerche di marketing, nonché in ipotesi di utilizzo di

informazioni commerciali e relative alla solvibilità .

Diminuiscono le ipotesi di notifica obbligatoria, e vengono snellite anche le modalità della stessa:

solo per via telematica, seguendo le indicazioni del Garante quanto all’utilizzo della firma digitale.

Consenso

Il codice della privacy sviluppa il principio del bilanciamento degli interessi con uno snellimento

degli adempimenti a carico delle aziende. Resta sostanzialmente confermata la necessità del

consenso, ma si prevedono alcune altre ipotesi di esonero con riferimento a settori specifici.

Informativa

Rimane fermo l’adempimento dell’informativa agli interessati preventiva al trattamento dei dati.

Il Garante può, comunque, individuare modalità semplificate in particolare per i servizi telefonici di

assistenza e informazione al pubblico (call center).

________________________________________________________________________________

Codice deontologico

ORDINE DEI GIORNALISTI - Consiglio Nazionale

Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività

giornalistica ai sensi dell’art. 25 della legge 31 dicembre 1996, n. 675.

Art. 1. Principi generali

1. Le presenti norme sono volte a contemperare i diritti fondamentali della persona con il diritto

dei cittadini all’informazione e con la libertà di stampa.

2. In forza dell’art. 21 della Costituzione, la professione giornalistica si svolge senza

autorizzazioni o censure. In quanto condizione essenziale per l’esercizio del diritto dovere di

cronaca, la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di notizie su eventi e

vicende relativi a persone, organismi collettivi, istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e

movimenti di pensiero, attuate nell’ambito dell’attività giornalistica e per gli scopi propri di tale

attività, si differenziano nettamente per la loro natura dalla memorizzazione e dal trattamento di

dati personali ad opera di banche dati o altri soggetti. Su questi principi trovano fondamento le

necessarie deroghe previste dai paragrafi 17 e 37 e dall’art. 9 della direttiva 95/46/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea del 24 ottobre 1995 e dalla legge n.

675/1996.

Art. 2. Banche dati di uso redazionale e tutela degli archivi personali dei giornalisti

1. Il giornalista che raccoglie notizie per una delle operazioni di cui all’art. 1, comma 2, lettera b),

della legge n. 675/1996 rende note la propria identità, la propria professione e le finalità della

raccolta, salvo che ciò comporti rischi per la sua incolumità o renda altrimenti impossibile

l’esercizio della funzione informativa; evita artifici e pressioni indebite. Fatta palese tale attività,

il giornalista non è tenuto a fornire gli altri elementi dell’informativa di cui all’art. 10, comma 1,

della legge n. 675/1996. Corso Operatori Ufficio Stampa

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2. Se i dati personali sono raccolti presso banche dati di uso redazionale, le imprese editoriali sono

tenute a rendere noti al pubblico, mediante annunci, almeno due volte l’anno, l’esistenza

dell’archivio e il luogo dove è possibile esercitare i diritti previsti dalla legge n. 675/1996. Le

imprese editoriali indicano altresì fra i dati della gerenza il responsabile del trattamento al quale

le persone interessate possono rivolgersi per esercitare i diritti previsti dalla legge n. 675/1996.

3. Gli archivi personali dei giornalisti, comunque funzionali all’esercizio della professione e per

l’esclusivo perseguimento delle relative finalità, sono tutelati, per quanto concerne le fonti delle

notizie, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 69/1963 e dell’art. 13, comma 5, della legge n.

675/1996.

4. Il giornalista può conservare i dati raccolti per tutto il tempo necessario al perseguimento delle

finalità proprie della sua professione.

Art. 3. Tutela del domicilio

1. La tutela del domicilio e degli altri luoghi di privata dimora si estende ai luoghi di cura,

detenzione o riabilitazione, nel rispetto delle norme di legge e dell’uso corretto di tecniche invasive.

Art .4. Rettifica

1. Il giornalista corregge senza ritardo errori e inesattezze, anche in conformità al dovere di rettifica

nei casi e nei modi stabiliti dalla legge.

P.S. è un diritto che si combina con quello della Privacy. La rettifica deve essere inviata tramite fax

(ha valore legale ed è il mezzo migliore anche rispetto alle lettere e alle email) a chi ha firmato il

pezzo, al caporedattore e al direttore Responsabile, con una lettera di accompagnamento nella quale

si spiega il motivo della rettifica e in cui si avvisa dell’invio del testo da rettificare. Il testo deve

essere breve ma positivo, in definitiva si scrive tutto quello che si vuole far pubblicare (in definitiva

la lettera la imposti pensata per il Direttore avvertendolo dell’errore, mentre il testo va costruito

pensando al pubblico che lo legge, infatti il testo di rettifica non si modifica). Anche l’agenzia

stampa deve rettificare. Di solito questo comporta una inimicizia con la testata e il giornalista,

quindi prima di farla bisogna essere proprio sicuri che l’errore sia grave e nocivo

all’organizzazione. Altra cosa che può succedere e che in coda alla lettera di rettifica venga inserita

una risposta (nota come filo di nota) dall’autore del pezzo in questione, solitamente non è di scuse

ma di motivazione. Risultato: parità se va bene, altri attacchi se va male.

Una buona lettera potrebbe essere così impostata:

“Egregio Direttore, leggiamo con disappunto nell’articolo pubblicato oggi, a pagina…, dal titolo…,

a firma…., che ….Dobbiamo precisare che si tratta di informazioni errate perché…Cordiali saluti”

(ottimo sarebbe accompagnare la lettera con la fotocopia del pezzo). Qui bisogna scrivere le

motivazioni, le lamentele, le pressioni etc. etc. (lettera breve max 30 righe), nel testo ufficiale più

che scrivere tutto ciò che non si deve dire è meglio inserire proprio quello che vogliamo venga

scritto e su cui attirare l’attenzione (mai inserire lo sfogo, la rabbia!!). In fondo al testo bisogna

inserire la formula: “Ai sensi dell’art. 8 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, La invito a volere

provvedere alla pubblicazione di quanto sopra con il dovuto rilievo”. Meglio avvisare

telefonicamente l’autore dell’articolo di quanto sta per accadere. Nei casi di refusi si può scrivere

due righe in forma più amichevole.

La rettifica può essere fatta anche se la cosa può essere vera, ad es. una foto compromettente può

essere rettificata se offensiva (con il diritto di difesa si ha anche quello di mentire).

Art. 5. Diritto all’informazione e dati personali

1. Nel raccogliere dati personali atti a rivelare origine razziale ed etnica, convinzioni religiose,

filosofiche o di altro genere, opinioni politiche, adesioni a partiti, sindacati, associazioni o

organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché dati atti a rivelare le

condizioni di salute e la sfera sessuale, il giornalista garantisce il diritto all’informazione su fatti

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di interesse pubblico, nel rispetto dell’essenzialità dell’informazione, evitando riferimenti a

congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti.

2. In relazione a dati riguardanti circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o

attraverso loro comportamenti in pubblico, è fatto salvo il diritto di addurre successivamente

motivi legittimi meritevoli di tutela.

Art. 6. Essenzialità dell’informazione

1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto

della sfera privata quando l’informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione

dell’originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto,

nonché della qualificazione dei protagonisti.

2. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se

le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica.

3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla

libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti.

Art. 7. Tutela del minore

1. Al fine di tutelarne la personalità, il giornalista non pubblica i nomi dei minori coinvolti in fatti

di cronaca, né fornisce particolari in grado di condurre alla loro identificazione.

2. La tutela della personalità del minore si estende, tenuto conto della qualità della notizia e delle

sue componenti, ai fatti che non siano specificamente reati.

3. Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al

diritto di critica e di cronaca; qualora, tuttavia, per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo

restando i limiti di legge, il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti

minori, dovrà farsi carico della responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero

nell’interesse oggettivo del minore, secondo i principi e i limiti stabiliti dalla “Carta di Treviso”.

Art. 8. Tutela della dignità delle persone

1. Salva l’essenzialità dell’informazione, il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o

fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona, né si

sofferma su dettagli di violenza, a meno che ravvisi la rilevanza sociale della notizia o

dell’immagine.

2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il

giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il

consenso dell’interessato.

3. Le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi, salvo che ciò sia

necessario per segnalare abusi.

Art. 9. Tutela del diritto alla non discriminazione

1. Nell’esercitare il diritto dovere di cronaca, il giornalista è tenuto a rispettare il diritto della

persona alla non discriminazione per razza, religione, opinioni politiche, sesso, condizioni

personali, fisiche o mentali.

Art. 10. Tutela della dignità delle persone malate

1. Il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una determinata persona, identificata o

identificabile, ne rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specie nei

casi di malattie gravi o terminali, e si astiene dal pubblicare dati analitici di interesse

strettamente clinico.

2. La pubblicazione è ammessa nell’ambito del perseguimento dell’essenzialità dell’informazione

e sempre nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare

rilevanza sociale o pubblica. Corso Operatori Ufficio Stampa

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Art. 11. Tutela della sfera sessuale della persona

1. Il giornalista si astiene dalla descrizione di abitudini sessuali riferite ad una determinata persona,

identificata o identificabile.

2. La pubblicazione è ammessa nell’ambito del perseguimento dell’essenzialità dell’informazione

e nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza

sociale o pubblica.

Art. 12. Tutela del diritto di cronaca nei procedimenti penali

1. Al trattamento dei dati relativi a procedimenti penali non si applica il limite previsto dall’art. 24

della legge n. 675/1996.

2. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all’art. 686, commi 1,

lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale è ammesso nell’esercizio del diritto di

cronaca, secondo i principi di cui all’art. 5.

Art. 13. Ambito di applicazione, sanzioni disciplinari

1. Le presenti norme si applicano ai giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti e a chiunque

altro, anche occasionalmente, eserciti attività pubblicistica.

2. Le sanzioni disciplinari, di cui al titolo III della legge n. 69/1963, si applicano solo ai soggetti

iscritti all’albo dei giornalisti, negli elenchi o nel registro.

Il Presidente: PETRINA

________________________________________________________________________________

Legge Gasparri - 112/2004

Art. 4. (Principi a garanzia degli utenti)

1. La disciplina del sistema radiotelevisivo, a tutela degli utenti, garantisce:

a. l'accesso dell'utente, secondo criteri di non discriminazione, ad un'ampia varietà di

informazioni e di contenuti offerti da una pluralità di operatori nazionali e locali,

favorendo a tale fine la fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e di libertà di

concorrenza, delle opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica da parte dei soggetti

che svolgono o intendono svolgere attività nel sistema delle comunicazioni;

b. la trasmissione di programmi che rispettino i diritti fondamentali della persona, essendo,

comunque, vietate le trasmissioni che contengono messaggi cifrati o di carattere

subliminale, o che contengono incitamenti all'odio comunque motivato o che, anche in

relazione all'orario di trasmissione, possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o

morale dei minori, o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata o

pornografiche, salve le norme speciali per le trasmissioni ad accesso condizionato che

comunque impongano l'adozione di un sistema di controllo specifico e selettivo;

c. la diffusione di trasmissioni pubblicitarie e di televendite leali ed oneste, che rispettino la

dignità della persona, non evochino discriminazioni di razza, sesso e nazionalità, non

offendano convinzioni religiose o ideali, non inducano a comportamenti pregiudizievoli

per la salute, la sicurezza e l'ambiente, non possano arrecare pregiudizio morale o fisico

a minorenni, non siano inserite nei cartoni animati destinati ai bambini o durante la

trasmissione di funzioni religiose e siano riconoscibili come tali e distinte dal resto dei

programmi con mezzi di evidente percezione con esclusione di quelli che si avvalgono

di una potenza sonora superiore a quella ordinaria dei programmi, fermi gli ulteriori

limiti e divieti previsti dalle leggi vigenti; Corso Operatori Ufficio Stampa

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d. la diffusione di trasmissioni sponsorizzate che rispettino la responsabilità e l'autonomia

editoriale del fornitore di contenuti nei confronti della trasmissione, siano riconoscibili

come tali e non stimolino all'acquisto o al noleggio dei prodotti o dei servizi dello

sponsor, salvi gli ulteriori limiti e divieti stabiliti dalle leggi vigenti in relazione alla

natura dell'attività dello sponsor o all'oggetto della trasmissione;

e. la trasmissione di apposita rettifica, quando l'interessato si ritenga leso nei suoi interessi

morali o materiali da trasmissioni o notizie contrarie a verità, purché tale rettifica non

abbia contenuto che possa dare luogo a responsabilità penali o civili e non sia contraria

al buon costume;

f. la diffusione di un congruo numero di programmi radiotelevisivi nazionali e locali in

chiaro, ponendo limiti alla capacità trasmissiva destinata ai programmi criptati e

garantendo l'adeguata copertura del territorio nazionale o locale; la presente disposizione

non si applica per la diffusione via satellite;

g. la diffusione su programmi in chiaro, in diretta o in differita, delle trasmissioni televisive

che abbiano ad oggetto eventi, nazionali e non, indicati in un'apposita lista approvata con

deliberazione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in quanto aventi

particolare rilevanza per la società.

2. É favorita la ricezione da parte dei cittadini con disabilità sensoriali dei programmi

radiotelevisivi, prevedendo a tale fine l'adozione di idonee misure, sentite le associazioni di

categoria.

3. Il trattamento dei dati personali delle persone fisiche e degli enti nel settore radiotelevisivo é

effettuato nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità umana, con

particolare riferimento alla riservatezza e all'identità personale, in conformità alla legislazione

vigente in materia.

Art. 10. (Tutela dei minori nella programmazione televisiva)

1. Fermo restando il rispetto delle norme comunitarie e nazionali vigenti a tutela dei minori e

in particolare delle norme contenute nell'articolo 8, comma 1, e nell'articolo 15, comma 10,

della legge 6 agosto 1990, n. 223, le emittenti televisive devono osservare le disposizioni per

la tutela dei minori previste dal Codice di autoregolamentazione TV e minori approvato il 29

novembre 2002. Eventuali integrazioni, modifiche o adozione di nuovi documenti di

autoregolamentazione sono recepiti con decreto del Ministro delle comunicazioni, emanato

ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della

Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451.

2. Le emittenti televisive sono altresì tenute a garantire, anche secondo quanto stabilito nel

Codice di cui al comma 1, l'applicazione di specifiche misure a tutela dei minori nella fascia

oraria di programmazione dalle ore 16,00 alle ore 19,00 e all'interno dei programmi

direttamente rivolti ai minori, con particolare riguardo ai messaggi pubblicitari, alle

promozioni e ad ogni altra forma di comunicazione commerciale e pubblicitaria. Specifiche

misure devono essere osservate nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi,

in particolare calcistici, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di

una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di

violenza legati allo svolgimento di manifestazioni sportive.

3. L'impiego di minori di anni quattordici in programmi radiotelevisivi, oltre che essere vietato

per messaggi pubblicitari e spot, é disciplinato con regolamento adottato ai sensi

dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro delle

comunicazioni, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il

Ministro per le pari opportunità, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della

presente legge.

4. Alla verifica dell'osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo, e di cui ai commi

da 10 a 13 dell'articolo 15 della legge 6 agosto 1990, n. 223, provvede la Commissione per i

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servizi e i prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in collaborazione con il

Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori, anche sulla base

delle segnalazioni effettuate dal medesimo Comitato. Conseguentemente, all'articolo 1,

comma 6, lettera b), numero 6), della legge 31 luglio 1997, n. 249, sono aggiunti, in fine, i

seguenti periodi: "In caso di inosservanza delle norme in materia di tutela dei minori, ivi

comprese quelle previste dal Codice di autoregolamentazione TV e minori approvato il 29

novembre 2002, e successive modificazioni, la Commissione per i servizi e i prodotti

dell'Autorità delibera l'irrogazione delle sanzioni previste dall'articolo 31 della legge 6

agosto 1990, n. 223. Le sanzioni si applicano anche se il fatto costituisce reato e

indipendentemente dall'azione penale. Alle sanzioni inflitte sia dall'Autorità che dal

Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori viene data

adeguata pubblicità e la emittente sanzionata ne deve dare notizia nei notiziari diffusi in ore

di massimo o di buon ascolto".

5. In caso di violazione delle norme in materia di tutela dei minori, le sanzioni sono applicate

direttamente secondo le procedure previste dal comma 3 dell'articolo 31 della legge 6 agosto

1990, n. 223, e non secondo quelle indicate dai commi 1 e 2 dell'articolo 31 della medesima

legge n. 223 del 1990, e dalle sezioni I e II del Capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Il Ministero delle comunicazioni fornisce supporto organizzativo e logistico all'attività del

Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori mediante le

proprie risorse strumentali e di personale, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello

Stato.

6. I limiti minimo e massimo della sanzione pecuniaria prevista al comma 3 dell'articolo 31

della legge 6 agosto 1990, n. 223, sono elevati, in caso di violazione di norme in materia di

tutela dei minori, rispettivamente a 25.000 e 350.000 euro.

7. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presenta al Parlamento, entro il 31 marzo di

ogni anno, una relazione in materia di tutela dei diritti dei minori, sui provvedimenti adottati

e sulle eventuali sanzioni irrogate. Ogni sei mesi, l'Autorità per le garanzie nelle

comunicazioni invia alla Commissione parlamentare per l'infanzia di cui alla legge 23

dicembre 1997, n. 451, una relazione informativa sullo svolgimento delle attività di sua

competenza in materia di tutela dei diritti dei minori, con particolare riferimento a quelle

previste dal presente articolo, corredata da eventuali segnalazioni, suggerimenti o

osservazioni.

8. All'articolo 114, comma 6, del codice di procedura penale, dopo il primo periodo, é inserito

il seguente: "É altresì vietata la pubblicazione di elementi che anche indirettamente possano

comunque portare alla identificazione dei suddetti minorenni".

9. Il Ministro delle comunicazioni, d'intesa con il Ministro dell'istruzione, dell'università e

della ricerca, con decreto da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore

della presente legge, dispone la realizzazione di campagne scolastiche per un uso corretto e

consapevole del mezzo televisivo, nonché di trasmissioni con le stesse finalità rivolte ai

genitori, utilizzando a tale fine anche la diffusione sugli stessi mezzi radiotelevisivi in orari

di buon ascolto, con particolare riferimento alle trasmissioni effettuate dalla concessionaria

del servizio pubblico radiotelevisivo.

10. Le quote di riserva per la trasmissione di opere europee, previste dall'articolo 2, comma 1,

della legge 30 aprile 1998, n. 122, devono comprendere anche opere cinematografiche o per

la televisione, comprese quelle di animazione, specificamente rivolte ai minori, nonché

produzioni e programmi adatti ai minori ovvero idonei alla visione da parte dei minori e

degli adulti. Il tempo minimo di trasmissione riservato a tali opere e programmi é

determinato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Corso Bovio – Avv. Malaveda: diffamazione

DIFFAMAZIONE

Il principio della libera espressione del proprio pensiero è riconosciuto come convenzione a livello

della Unione Europea. 

Art 21 Codice Penale giusta causa, non punibile colui che esercita un diritto,

in rapporto alla situazione ovviamente (legittima

difesa): il diritto alla difesa è un diritto assoluto

Art 21 Costituzione riconosce il diritto di manifestare il proprio pensiero

 La diffamazione non è punibile se si esercita un diritto

 I reati gravi sono rappresentati dai delitti (rapina, omicidio), mentre quelli meno gravi sono

sanabili con contravvenzioni

 La DIFFAMAZIONE è un delitto: è, come l’ingiuria, un reato contro l’onore. La differenza

è che nella prima la persona è assente, mentre quando si parla di ingiuria, la persona è

presente.

 Nel caso della diffamazione si va a toccare la reputazione, mentre l’ingiuria può essere un

insulto o un’insinuazione

Quando viene commesso il reato di diffamazione? Quando viene lesa la reputazione

Il “Decalogo” sulla questione è rappresentato da una sentenza del 1984. Da qui sono stati elaborati

3 criteri in base ai quali il giornalista può invocare il diritto di difesa:

1. correttezza dell’informazione (veridicità del fatto)

2. interesse pubblico

3. continenza formale

Il diritto di cronaca al parti del diritto di critica sono propri dell’informazione.

La SATIRA ha come soggetto i potenti. Ci sono poi i VIGNETTISTI, che fanno informazione

attraverso il disegno.

La Legge 69/63 art. 2 impone la tutela della fonte orale, cioè di non rivelare la fonte se gli viene

chiesto.

L’art. 59 del Codice Penale riconosce l’applicabilità che il 51 è stato esercitato in maniera non

corretta: se sono convinta della veridicità di un fatto e sull’affidabilità della fonte e poi è dimostrato

il contrario è BUONA FEDE.

Se riporto dichiarazioni altrui virgolettate e nel virgolettato è contenuta una diffamazione nei

confronti di altri, il giornalista è ritento corresponsabile, quando non è ufficiale.

Le sezioni unire della Cassazione sono le più alte e sono composte da 9 giudici. Ciò che decidono è

inappellabile: il giornalista che riporta fedelmente le opinioni altrui e questo altrui è persona

talmente importante che parla in maniera diffamatoria di altri, il giornalista se riporta è punibile.

In definitiva occorre essere cauti (omissione cauta di qualche termine).

Posso REGISTRARE e VIDEO REGISTRARE se sono presente e gli altri mi vedono (il

registratore potrebbe essere anche nascosto). Il registrato può avere copia del nastro.

La diffamazione su un mezzo di diffusione ad alta diffusione può prevedere una pena pecuniaria

rafforzata.

Della salute, sessualità, credenze religiose… posso parlare solo se È LA NOTIZIA (malato di AIDS

punta la siringa contro direttore di banca). L’art. 25 delle Legge sulla Privacy ammette la diffusione

del dato solo se è essenziale.

(ANSA) - ROMA, 26 OTT - Niente più carcere per i giornalisti che diffamano. È questa la novità

sostanziale del testo sulla diffamazione approvato a larghissima maggioranza dall'Aula della

Camera. Il provvedimento passa all'esame del Senato.

NIENTE PIÙ CARCERE - La diffamazione semplice e quella a mezzo stampa restano dunque dei

reati ma non potranno più essere puniti con il carcere, come adesso.

Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

LA SANZIONE - Il giornalista che diffama potrà essere condannato al pagamento di una sanzione

pecuniaria: nel caso in cui il danno provocato non sia quantificabile non potrà superare il tetto dei

30.000 euro.

Nei casi di diffamazione semplice è prevista una multa fino a 3.000 euro, che può arrivare fino a

10.000 se, diffamando, si attribuisce un fatto determinato.

Se poi l'offesa viene fatta attraverso giornali o "con qualsiasi altro mezzo di pubblicità", la multa

può arrivare fino a 8 mila euro. Sempre che il giornalista decida di non rettificare la sua notizia.

Nel caso di prima condanna, il magistrato, per quanto riguarda la sanzione disciplinare, dovrà

rivolgersi all'ordine professionale.

L'INTERDIZIONE - In caso di recidiva invece potrà disporre lui stesso come pena accessoria

l'interdizione dalla professione per un periodo da uno a sei mesi.

LA RETTIFICA - Il giornalista non potrà essere punito comunque nel caso rettifichi la sua notizia

nei modi e nei tempi indicati.

L'azione civile per il risarcimento del danno si prescrive entro un anno dalla pubblicazione.

IL DIRETTORE - Per quanto riguarda la responsabilità del direttore, nel testo si legge che "fuori

dai casi di concorso" il direttore o il vicedirettore responsabile rispondono del reato commesso

solo "se il delitto è conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della

pubblicazione”. La pena per loro, in ogni caso, è ridotta di un terzo.

I LIBRI - Nel caso in cui a diffamare non sia il cronista, ma ad esempio 1' autore di un libro, cioè

di una pubblicazione non periodica, questi per evitare la condanna dovrà1 pubblicare a proprie

spese, ed entro due giorni dalla richiesta, la rettifica o la replica dell'offeso "su almeno due

quotidiani a tiratura nazionale".

LA NORMA SALVA JANNUZZI - Le condanne detentive già decise prima dell'entrata in vigore

della legge si possono trasformare in pena pecuniaria qualora la condanna non sia ancora stata

eseguita o sia in corso di esecuzione. È quella che e1 stata definita " salva-Jannuzzi" perchè

eviterebbe il carcere al senatore-giornalista. (ANSA).

(ANSA) - ROMA, 26 OTT - "La legge rappresenta un compromesso. Restano dubbi

sull'applicazione della pena accessoria della sospensione dalla professione, norma che potrà essere

modificata dal Senato ma occorre riconoscere che la Camera ha fatto uno sforzo complessivo che

va certamente apprezzato": così l'Ordine nazionale dei giornalisti commenta l'approvazione alla

Camera della nuova normativa in materia di diffamazione a mezzo stampa, che ora passerà al

Senato.

Per l'Ordine, si tratta di una riforma che da una parte allarga la sfera delle libertà individuali,

dall'altra offre garanzie concrete al cittadino che sì ritiene offeso. È importante - sottolinea

l'Ordine dei giornalisti - che per il reato di diffamazione a mezzo stampa sia stato abolito il

carcere, ma lo è ancora di più che sia stato dato valore concreto alla rettifica, troppo spesso

inattuata e inapplicata”. (ANSA).

(ANSA) - ROMA, 26 OTT - L'approvazione alla Camera della legge sulla diffamazione

rappresenta, per il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi, "un passo in avanti”', anche se

occorrono alcune modifiche quando il testo passerà al Senato.

In particolare, il sindacato esprime preoccupazione per il fatto che "sia affidata al giudice la

responsabilità di comminare la pena accessoria dell'interdizione temporanea dalla professione

giornalistiche in alcuni casi particolarmente gravi. Occorre - sottolinea Serventi - difendere il

ruolo di autogoverno deontologico della categoria affidato all'Ordine dei giornalisti che, solo, ha il

potere dì sanzionare le violazioni alla correttezza professionale".

Per la Fnsi bisogna anche rivedere "alcuni dei tetti ai risarcimenti danni in seguito agli

emendamenti peggiorativi introdotti durante la discussione alla Camera. Per queste ragioni,

d'intesa con l'Ordine e con l'unione Nazionale Cronisti, ci riserviamo di proporre emendamenti

migliorativi n sede di discussione al Senato". Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Comunque per il sindacato, la legge approvata alla Camera, che cancella le pene detentive per i

giornalisti e fissa tetti ai risarcimenti danni, "elimina due grossi ostacoli alla libertà di

espressione". (ANSA).

RETTIFICA (Art. 8 legge 47 del ’48), si chiede quando sono apparse sul giornale immagini, atti o

dichiarazioni negative, che possono ledere l’immagine.

Si scrive al direttore responsabile, che ha l’obbligo di pubblicarla.

Il CODICE DI PROCEDURA PENALE in vigore dal 1989 parla anche del testimone. Prevede

alcuni casi in cui il testimone possa non rispondere, come ad esempio la testimonianza nei confronti

di un familiare. Alcune categorie di persone sanno di non poter testimoniare (sacerdoti, medici,

avvocati…) perché coperti dal segreto professionale.

Art. 200 del codice di procedura penale: rientra al comma 2 solo il giornalista professionista. Se la

fonte è necessaria per proseguire nelle indagini, il codice permette la deroga per il giornalista che

può essere sollevato dal tenere segreta la fonte.

Tale particolare però è smentito dall’art. 10 della Costituzione Europea, che sancisce il diritto

assoluto all’informazione: in questo caso viene condannata la nazione che lo consente.

La RETTIFICA TV va indirizzata al Concessionario per iscritto.

Sergio Borsi

Contratto Nazionale di lavoro giornalistico (FIEG-FNSI)

(1° Marzo 2001 - 28 Febbraio 2005)

MATERIA DEL CONTRATTO

Art. 1

Il presente contratto regola il rapporto di lavoro fra gli editori di quotidiani, di periodici, le agenzie

di informazioni quotidiane per la stampa, l'emittenza radiotelevisiva privata di ambito nazionale e

gli uffici stampa comunque collegati ad aziende editoriali, ed i giornalisti che prestano attività

giornalistica quotidiana con carattere di continuità e con vincolo di dipendenza anche se svolgono

all'estero la loro attività.

La regolamentazione dei rapporti di lavoro intercorrenti fra le aziende di giornali elettronici ed i

redattori addetti è disciplinata dall'Allegato N.

La legge su «Ordinamento della professione giornalistica» del 3 febbraio 1963, n. 69 garantisce

l'autonomia professionale dei giornalisti e fissa i contenuti della loro deontologia professionale

specificando che «è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica,

limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo

inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà

e dalla buona fede».

Dichiarazione a verbale

La Federazione Nazionale della Stampa per quanto la concerne ed in base ai mandati ricevuti

dichiara che le norme del contratto nazionale di lavoro giornalistico costituiscono, nel loro

complesso, il trattamento economico e normativo minimo inderogabile per ogni prestazione di

lavoro giornalistico subordinato; esse, pertanto, si applicano ai giornalisti che prestino attività

subordinata nei quotidiani, nei periodici, nelle agenzie di stampa, nelle emittenti radiotelevisive e

negli uffici stampa di qualsiasi azienda. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Nota a verbale

Le parti convengono che ai giornalisti assunti successivamente alla data di stipula del presente

contratto dalle emittenti radiotelevisive private di ambito locale collegate con aziende editoriali

troverà applicazione la regolamentazione prevista dal contratto collettivo 3 ottobre 2000 per la

regolamentazione del lavoro giornalistico nelle imprese di radiodiffusione sonora e televisiva in

ambito locale.

Resta confermata l'applicazione del contratto nazionale stipulato tra FIEG e FNSI per i giornalisti

della emittenza di cui sopra assunti anteriormente alla stipula del presente contratto.

Art. 2

Le norme del presente contratto si applicano anche ai collaboratori fissi, cioè ai giornalisti addetti ai

quotidiani, alle agenzie di informazioni quotidiane per la stampa, ai periodici, alle emittenti

radiotelevisive private e agli uffici stampa comunque collegati ad aziende editoriali, che non diano

opera giornalistica quotidiana purché sussistano continuità di prestazione, vincolo di dipendenza e

responsabilità di un servizio.

Agli effetti di cui al comma precedente sussiste:

 continuità di prestazione allorquando il collaboratore fisso, pur non dando opera

quotidiana, assicuri, in conformità del mandato, una prestazione non occasionale,

rivolta a soddisfare le esigenze formative o informative riguardanti uno specifico

settore di sua competenza;

 vincolo di dipendenza allorquando l'impegno del collaboratore fisso di porre a

disposizione la propria opera non venga meno tra una prestazione e l'altra in

relazione agli obblighi degli orari, legati alla specifica prestazione e alle esigenze di

produzione, e di circostanza derivanti dal mandato conferitogli;

 responsabilità di un servizio allorquando al predetto collaboratore fisso sia affidato

l'impegno di redigere normalmente e con carattere di continuità articoli su specifici

argomenti o compilare rubriche.

Le norme del presente contratto si applicano altresì ai giornalisti che prestano soltanto opera di

collaboratori o di articolisti con i quali l'editore abbia esplicitamente convenuto tale applicazione

per iscritto.

Il collaboratore fisso ha diritto ad una retribuzione mensile proporzionata all'impegno di frequenza

della collaborazione ed alla natura ed importanza delle materie trattate ed al numero mensile delle

collaborazioni. Tale retribuzione ivi comprese in quanto di ragione le quote di tutti gli elementi

costitutivi della retribuzione medesima non potrà comunque essere inferiore a quella fissata nella

tabella allegata al presente contratto (pag. ) rispettivamente per almeno 4 o 8 collaborazioni al

mese. Limitatamente ai collaboratori fissi addetti ai periodici nella tabella allegata al presente

contratto è fissata anche la retribuzione minima per almeno 2 collaborazioni al mese.

POTERI DEL DIRETTORE

Art. 6

La nomina del direttore di un quotidiano, periodico o agenzia di informazioni per la stampa è

comunicata dall'editore al comitato o fiduciario di redazione con priorità rispetto a qualunque

comunicazione a terzi, almeno 48 ore prima che il nuovo direttore assuma la carica.

Le facoltà del direttore sono determinate da accordi da stipularsi tra editore e direttore, tali, in ogni

caso, da non risultare in contrasto con le norme sull'ordinamento della professione giornalistica e

con quanto stabilito dal presente contratto. Questi accordi, con particolare riguardo alla linea

politica, all'organizzazione ed allo sviluppo del giornale, del periodico o dell'agenzia di

informazioni per la stampa sono integralmente comunicati dall'editore al corpo redazionale tramite

il comitato o fiduciario di redazione, contemporaneamente alla comunicazione della nomina del

direttore. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Quale primo atto dal suo insediamento il direttore illustra all'assemblea dei redattori gli accordi di

cui al comma precedente ed il programma politico-editoriale concordato con l'editore.

È il direttore che propone le assunzioni e, per motivi tecnico-professionali, i licenziamenti dei

giornalisti.

Tenute presenti le norme dell'art. 34, è competenza specifica ed esclusiva del direttore fissare ed

impartire le direttive politiche e tecnico-professionali del lavoro redazionale, stabilire le mansioni di

ogni giornalista, adottare le decisioni necessarie per garantire l'autonomia della testata, nei contenuti

del giornale e di quanto può essere diffuso con il medesimo, dare le disposizioni necessarie al

regolare andamento del servizio e stabilire gli orari secondo quanto disposto dal successivo art. 7.

COMITATO DI REDAZIONE

Art. 34

Nelle aziende editrici di giornali quotidiani, di periodici e nelle agenzie di informazioni quotidiane

per la stampa che abbiano alle proprie dipendenze almeno dieci redattori, viene istituito un comitato

di redazione al quale è demandata la tutela dei diritti morali e materiali derivanti ai giornalisti dal

presente contratto e dalle norme di legge (in particolare la legge 3-2-1963, n. 69 e lo Statuto dei

lavoratori).

È compito del comitato di redazione:

a. mantenere il collegamento con le Associazioni regionali di stampa e i giornalisti

professionisti e pubblicisti e i praticanti dipendenti dall'azienda;

b. controllare l'applicazione esatta del contratto di lavoro e intervenire per l'osservanza

delle norme di legislazione sociale;

c. tentare la conciliazione delle controversie individuali o collettive sorte tra le parti;

d. esprimere pareri preventivi e formulare proposte sugli indirizzi tecnico-professionali, la

fissazione degli organici redazionali e i criteri per la loro realizzazione - con particolare

riferimento a quanto previsto dall'art. 4 (situazione occupazionale) - anche in rapporto

alle esigenze dei singoli settori della redazione, l'utilizzazione delle collaborazioni fisse,

gli orari, i trasferimenti, i licenziamenti, i mutamenti e l'assegnazione di mansioni e

qualifiche ed ogni iniziativa che riguardi l'organizzazione dei servizi anche con

riferimento all'autonomia della testata ai fini del miglioramento del giornale e possa

avere riflessi sui livelli occupazionali, anche in relazione agli strumenti da attivare per il

graduale riassorbimento della disoccupazione di settore.

Tali pareri saranno obbligatori quando riguardino i mutamenti di mansioni che possano

dare luogo a risoluzione del rapporto da parte del giornalista;

e. esprimere pareri preventivi o formulare proposte sui nuovi programmi, iniziative di

ristrutturazione aziendale, trasferimenti di impianti, ed ogni attività che investa la

struttura dell'azienda e che, comunque, possa recare pregiudizio alle specifiche

prerogative dei giornalisti.

Affinché il comitato di redazione possa esprimere i pareri preventivi e formulare le proposte sulle

materie di cui ai punti d) ed e) il direttore e l'editore, fatte salve le situazioni di comprovata urgenza,

devono fornire la necessaria informativa almeno 72 ore prima della realizzazione dei provvedimenti

che si intendono adottare.

Il comitato di redazione ha 72 ore dal ricevimento dell'informativa per esprimere i propri pareri.

In ogni caso per l'applicazione del comma d) avranno luogo incontri con periodicità quindicinale tra

direttore e comitato di redazione.

In relazione al disposto del comma e) il direttore, un rappresentante dell'editore e il comitato di

redazione, integrato da un rappresentante dei giornalisti di ogni servizio e delle redazioni decentrate

che non fossero già rappresentate nel comitato di redazione, si riuniranno, almeno bimestralmente,

per l'esame dei sopra specificati problemi e anche al fine di favorire una più intensa collaborazione

dei giornalisti allo sviluppo delle imprese. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

In coincidenza con il deposito del bilancio consuntivo annuale presso la Camera di Commercio,

l'editore procede ad illustrarne i contenuti al comitato di redazione consegnandone la copia.

L'azienda comunicherà al comitato di redazione la richiesta di dichiarazione di stato di crisi ai sensi

dell'art. 35 della legge 5 agosto 1981, n. 416 relativa al settore poligrafico.

Per la consultazione sindacale nei casi di crisi aziendale per i quali l'editore intende richiedere

l'applicazione delle norme di cui agli artt. 35, 36 e 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416 (Cassa

Integrazione Guadagni) si applica la procedura di cui all'allegato protocollo D).

Il comitato di redazione, a richiesta del singolo giornalista dipendente che ravvisi un pregiudizio

alla propria funzione professionale, potrà, con carattere non vincolante, esprimere pareri e

formulare proposte integrative al direttore in tema di completezza dell'informazione anche in

riferimento ai servizi di cronaca.

Nei gruppi editoriali che pubblicano più testate (quotidiani, periodici, agenzie di informazione) può

essere istituito un coordinamento sindacale dei comitati di redazione con il compito di tutelare la

corretta applicazione delle norme contrattuali sull’autonomia delle singole testate, anche in

relazione agli investimenti, ai piani editoriali, alle innovazioni tecnologiche. A tale fine sono

previsti tra il coordinamento e l'editore incontri con periodicità almeno trimestrale; per questi

incontri, oltre che per ogni trattativa sindacale di gruppo, i coordinamenti fruiranno dei permessi

sindacali previsti dall'art. 23.

Il comitato di redazione è costituito da tre membri, eletti dall'assemblea di redazione alla quale

partecipano con diritto di voto i giornalisti professionisti e i praticanti.

Se il numero dei giornalisti professionisti e praticanti è inferiore a 10, in luogo del comitato di

redazione sarà eletto un fiduciario con compiti identici a quelli del comitato di redazione.

Il comitato di redazione sarà integrato a tutti gli effetti:

 da un fiduciario professionista della redazione o dell'ufficio di corrispondenza dalla Capitale

composto da almeno 5 professionisti;

 da un fiduciario professionista delle redazioni decentrate o degli uffici di corrispondenza

composti da almeno 10 giornalisti con diritto di voto;

 da un fiduciario professionista eletto congiuntamente dalle redazioni decentrate e dagli uffici

di corrispondenza composti ciascuno da meno di 10 giornalisti con diritto di voto;

 da un fiduciario pubblicista eletto dai corrispondenti, dai collaboratori fissi e dai pubblicisti

part-time delle redazioni centrali, decentrate e degli uffici di corrispondenza.

Nelle aziende editrici di periodici i giornalisti pubblicisti godono dell'elettorato attivo e passivo. In

quelle aziende le cui redazioni sono costituite in prevalenza da giornalisti pubblicisti, la

maggioranza del comitato di redazione potrà essere costituita da giornalisti pubblicisti. Nei

periodici le cui redazioni sono costituite in prevalenza da giornalisti pubblicisti e che non abbiano il

numero di redattori sufficiente per costituire un comitato di redazione, il fiduciario potrà essere un

giornalista pubblicista.

Nel caso in cui un'azienda editrice di periodici pubblichi più testate, i rappresentanti sindacali per

l'esercizio dei compiti specificatamente inerenti le singole testate saranno eletti, per ognuna di esse,

con i seguenti criteri: uno per le testate da 6 a 30 giornalisti; due per le testate da 31 a 60; tre per le

testate con oltre 60 professionisti, praticanti e pubblicisti dipendenti.

Per l'esercizio dei compiti del presente articolo che abbiano riflessi di carattere generale sui

giornalisti dipendenti dell'azienda, sarà costituito tra i rappresentanti sindacali delle singole testate

un organismo unico aziendale.

Il predetto organismo sarà composto di tre membri nelle aziende con meno di 200 giornalisti

dipendenti.

Nel caso in cui una azienda pubblichi, oltre ad un quotidiano, altro giornale, in aggiunta al comitato

di redazione o fiduciario per la testata principale sarà eletto un altro comitato di redazione per ogni

altra testata avente più di 25 giornalisti professionisti e praticanti. In questi casi il comitato di

redazione potrà essere unitario. Per le testate con un numero di giornalisti professionisti e praticanti

Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

compreso fra 6 e 25 saranno invece eletti altrettanti fiduciari che entrano a far parte del comitato di

redazione della testata principale.

La nomina del comitato di redazione, del fiduciario, dei rappresentanti dei servizi, deve essere

notificata all'editore dall'Associazione regionale di stampa. Il comitato di redazione, il fiduciario e i

rappresentanti dei servizi durano in carica due anni. I componenti del comitato, il fiduciario e i

rappresentanti dei servizi uscenti possono essere rieletti.

Note a verbale

1. La FNSI si riserva di dare informazione alla FIEG del regolamento di elezione degli

organismi sindacali aziendali che si propone di elaborare, d'intesa con le Associazioni

regionali di stampa, durante la validità del presente contratto.

2. La FIEG e la FNSI, ferme restando le previsioni normative dell'articolo, si impegnano -

nel corso di vigenza contrattuale - ad operare una più razionale collocazione sistematica

dei relativi contenuti.

3. Qualora in sede aziendale dovessero insorgere particolari problematiche relative alla

composizione della rappresentanza sindacale nelle aziende editrici di periodici che

editano più testate con un organico complessivo di giornalisti dipendenti inferiore a 30

unità le parti si incontreranno per esaminare i relativi aspetti.

Comunicati sindacali

Nell'ambito della funzione informativa dei giornali quotidiani, dei periodici, delle agenzie di

informazioni quotidiane per la stampa e delle emittenti radiotelevisive private comunque collegate

ad aziende editoriali, si consente all'impegno di pubblicare i comunicati ufficiali della Federazione

Nazionale della Stampa Italiana, delle Associazioni regionali di stampa e dei comitati di redazione

secondo i seguenti criteri territoriali:

 i comunicati della Federazione Nazionale della Stampa Italiana sui mezzi di informazione di

tutto il territorio nazionale;

 i comunicati delle Associazioni regionali di stampa sui mezzi di informazione delle

rispettive giurisdizioni territoriali.

Il comitato di redazione e il coordinamento dei comitati possono chiedere almeno tre ore avanti la

chiusura della prima edizione al direttore, o a chi lo sostituisce, l'inserimento dei loro comunicati

sulle pubblicazioni dell'azienda. L'eventuale dissenso sulla opportunità della pubblicazione sarà

risolto dal rappresentante statutario dell'Associazione regionale della stampa o, per quanto concerne

le agenzie di stampa, della FNSI.

Tali comunicati dovranno contenersi in limiti ragionevoli di spazio e riferirsi ai problemi sindacali

dei giornalisti. Il sindacato del direttore del giornale, sul contenuto di tali comunicati, dovrà

limitarsi agli aspetti che investono la sua responsabilità di fronte alla legge.

Per quanto riguarda i giornali periodici a contenuto politico-informativo e a diffusione nazionale la

pubblicazione dei comunicati sindacali, nell'ambito di quanto previsto dai precedenti commi, dovrà

essere richiesta nei tempi tecnici consentiti dalla chiusura del giornale.

Tutela sindacale

I componenti del comitato di redazione, i fiduciari e i rappresentanti dei servizi nonché delle

redazioni decentrate e degli uffici di corrispondenza non possono essere licenziati o trasferiti, in

difetto di loro consenso, senza il nulla osta dell'Associazione regionale di stampa.

Tale nulla osta verrà rilasciato entro il termine perentorio di 8 giorni dalla notifica della richiesta

quando il provvedimento non dipenda dall'attività sindacale svolta.

In caso di dissenso la Commissione Paritetica Nazionale di cui all'art. 47 dovrà pronunciarsi entro

quaranta giorni dalla denuncia del dissenso.

La tutela prevista dai commi precedenti è estesa ai dirigenti delle Associazioni regionali e

interregionali di stampa, nonché ai componenti del consiglio nazionale della Federazione Nazionale

Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

della Stampa Italiana, in quanto delle suddette cariche o funzioni sia stata data preventiva formale

notifica alla Federazione Italiana Editori Giornali.

Analoga tutela spetterà ai membri della Commissione di cui all'art. 47, sempre che i nomi dei

membri che rappresentano i giornalisti siano stati notificati preventivamente alla Federazione

Italiana Editori Giornali.

La tutela prevista dal presente articolo dura fino ad un anno dopo la cessazione dell'incarico.

Rappresentanti per la sicurezza

La relativa materia è di disciplina dell'allegato Q.

PUBBLICISTI

Art. 36

Ai pubblicisti che esercitano attività giornalistica in via esclusiva e prestano opera quotidiana con

orario di massima di 36 ore settimanali si applica il trattamento economico e normativo previsto per

i giornalisti professionisti di cui al primo comma dell'art. 1 del presente contratto con esclusione

degli aspetti infortunistici gestiti dall'INPGI e del trattamento previdenziale integrativo di cui

all'allegato G salvo quanto previsto dall'art. 11 dello stesso allegato.

L'editore è tenuto a notificare alla Commissione paritetica nazionale di cui all'art. 4 i nominativi dei

pubblicisti dipendenti che prestano attività giornalistica secondo quanto previsto dal comma

precedente e a rilasciare agli interessati l'attestazione - necessaria ai fini professionali - che gli stessi

svolgono attività giornalistica quotidiana alle sue dipendenze, con orario pieno e con il trattamento

contrattuale stabilito per i giornalisti professionisti di cui al primo comma dell'art. 1 del presente

contratto. Il giornalista pubblicista, superato l'esame professionale, mantiene la qualifica e le

mansioni già precedentemente riconosciutegli.

Nota a verbale

I regimi dei minimi tabellari per i pubblicisti a tempo pieno e con esercizio esclusivo dell'attività

giornalistica trovano applicazione secondo gli importi definiti per i giornalisti professionisti di cui

al 1° comma dell'art. 1 del contratto (in servizio al 30 novembre 1995 ovvero assunti dal 1°

dicembre 1995). A tal fine i mesi di anzianità professionale per l'individuazione del minimo

tabellare sono computati con riferimento ai mesi di iscrizione all'elenco dei pubblicisti dell'albo dei

giornalisti. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Pubblicisti nelle redazioni decentrate

o negli uffici di corrispondenza

L'instaurazione di rapporti di lavoro giornalistico, con le modalità e i limiti di cui al presente

paragrafo, è consentita soltanto con giornalisti pubblicisti che - esercitando ai sensi dell'art. 1 della

legge professionale 3.2.1963, n. 69, altre professioni o impieghi - prestano quella giornalistica,

anche non quotidiana, nelle redazioni decentrate o negli uffici di corrispondenza - esclusi quelli di

cui al punto b) dell'art. 5 - di quotidiani, agenzie quotidiane per la stampa e di periodici in ragione

di: due pubblicisti per ogni redazione decentrata che occupi un redattore professionista, ovvero tre

• pubblicisti per ogni redazione decentrata che occupi due o più redattori professionisti;

quattro pubblicisti per ogni ufficio di corrispondenza di cui al punto d) dell'art. 5;

• due pubblicisti per gli altri uffici di corrispondenza.

Ai pubblicisti operanti nelle redazioni decentrate o negli uffici di corrispondenza il presente

contratto si applica con le seguenti modalità e limiti:

1. si applicano le norme di cui agli articoli 3, 4 (1° paragrafo), 6, 8, 9, 10 (limitatamente al 1° e 2°

comma), 14, 15, 19, 20, 24, 25, 26, 28 (per quanto di ragione), 29 (per quanto di ragione), 30,

31, 32, 33 (per quanto di ragione), 34, 42, 47, 50 e 52;

2. a decorrere dal 1° gennaio 1996 i pubblicisti hanno diritto, per ogni anno di servizio prestato,

ad un periodo di ferie retribuite pari a:

ventisei giorni lavorativi per coloro che hanno un’anzianità aziendale fino a cinque anni;

• trenta giorni lavorativi per coloro che hanno una anzianità aziendale di oltre cinque anni.

Per quanto riguarda l'aspettativa ed i permessi sindacali, le festività cadenti nel periodo delle ferie

ed il compenso sostitutivo per le ferie non godute, valgono le corrispondenti norme di cui all'art. 23.

Al pubblicista che occasionalmente sia chiamato a dare nella stessa giornata, oltre alla normale

prestazione, altra prestazione piena per una differente testata dello stesso editore, è dovuto un

ventiseiesimo della retribuzione mensile maggiorato del 20%;

3. la risoluzione del rapporto, quando non avvenga per fatto o per colpa del pubblicista così grave

da non consentire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto stesso, dà diritto ad un

preavviso da parte dell'editore di tre mesi se il pubblicista non ha superato i cinque anni di

anzianità aziendale e di quattro mesi se egli ha superato i cinque anni di anzianità aziendale

nonché alla corresponsione del trattamento di fine rapporto di cui alla legge 29 maggio 1982,

n. 297. Il pubblicista, tranne i casi previsti dall'art. 32, non potrà abbandonare l'azienda senza

dare un preavviso di tre mesi. La inosservanza di tale disposizione darà diritto all'editore di

avere una indennità equivalente all'importo della retribuzione correlativa al periodo di

preavviso per il quale è mancata la prestazione. In caso di dimissioni del pubblicista dovrà

essere corrisposto dall'editore soltanto il trattamento di fine rapporto;

4. l'orario settimanale di lavoro dei pubblicisti operanti nelle redazioni decentrate o negli uffici di

corrispondenza non deve risultare inferiore alle 18 ore e superiore alle 24 ore ripartite secondo

gli obblighi specificatamente concordati per l'attività impegnata;

5. il pubblicista operante nelle redazioni decentrate o negli uffici di corrispondenza ha diritto ad

una retribuzione mensile - ivi comprese, in quanto di ragione, le quote di tutti gli elementi

costitutivi della retribuzione medesima - non inferiore a quella fissata nella tabella allegata al

presente contratto (pag. ) e con riferimento all'orario settimanale massimo di 24 ore ed in

proporzione agli orari settimanali inferiori. Il pubblicista ha diritto per ogni biennio di

anzianità maturato presso la stessa azienda ad una maggiorazione del 6% calcolata sulla

retribuzione minima di cui al comma precedente riferita all'orario settimanale di 18 ore. Si

applicano, in quanto compatibili, le norme di cui all'art. 13.

Tutti gli altri diritti e doveri inerenti e dipendenti dal rapporto sono regolati dalle norme di legge.

Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Nota a verbale

Per i rapporti di lavoro instaurati anteriormente all'1.1.1981 l'anzianità di servizio utile per gli

aumenti periodici è quella maturata a partire dalla suddetta data.

Pubblicisti collaboratori fissi

Ai pubblicisti che prestano la loro opera di collaboratori fissi ai sensi dell'art. 2 del presente

contratto, spetta il trattamento retributivo previsto dall'art. 2 e quello normativo previsto dalle lettere

a), b) e c) del paragrafo precedente.

INVESTIMENTI ED INNOVAZIONI

TECNOLOGICHE

Art. 42

L'utilizzazione dei sistemi elettronici editoriali e di ogni altro supporto tecnologico da parte delle

redazioni deve favorire lo sviluppo del pluralismo, il miglioramento della qualità dell'informazione

e l'economicità di gestione delle imprese. Questi obiettivi devono essere realizzati, oltre che con

l'ammodernamento degli impianti, anche attraverso l'adozione di nuovi modelli di organizzazione

del lavoro redazionale che favoriscano incrementi di produttività dell'impresa. Il processo di

ammodernamento deve inoltre favorire la nascita di nuove iniziative, lo sviluppo della diffusione e

l'ampliamento delle aree di mercato.

Investimenti

La FIEG e la FNSI procederanno annualmente all'esame dei programmi globali degli investimenti

previsti nel settore a breve e medio termine.

Gli editori, anche tramite la FIEG, informeranno a livello nazionale, territoriale, aziendale e di

gruppo gli organismi sindacali dei giornalisti su programmi che comportino iniziative editoriali - sia

da parte di aziende esistenti che da parte di nuovi operatori del settore - la creazione di insediamenti

produttivi, ampliamenti o trasformazioni di quelli esistenti, utilizzazione del colore nei quotidiani,

illustrando i criteri generali che li ispirano per quanto concerne la localizzazione, l'occupazione e la

qualificazione professionale dei giornalisti.

L'utilizzazione dei sistemi editoriali, compreso il processo di video impaginazione, deve essere

realizzata garantendo la professionalità del singolo giornalista, senza determinare impropria

redistribuzione di mansioni con altre categorie e con il fine di valorizzare la qualità del prodotto

redazionale inteso come opera intellettuale collettiva.

In particolare, deve essere garantito al corpo redazionale e - nell'ambito delle rispettive competenze

- a ciascun giornalista e ai singoli settori l'accesso a tutta l'informazione che affluisce al sistema

anche attraverso l'utilizzazione dei VDT nell'ambito dell'attività lavorativa.

Piani di trasformazione tecnologica

I piani di trasformazione tecnologica devono essere impostati con visione globale delle finalità che

si vogliono raggiungere e contenere le necessarie indicazioni sull'organizzazione del lavoro

redazionale. Programmi parziali di intervento per singoli settori redazionali devono essere motivati

come tali e fornire indicazioni sui limiti di estensione successiva ad altri settori.

I piani presentati dall'azienda dovranno contenere precise indicazioni sulle scelte editoriali che sono

a base del progetto, sull'impostazione tecnico-produttiva (anche in caso di utilizzo di servizi

telematici e di banche dati) e sui criteri di organizzazione del lavoro ritenuti più rispondenti per la

realizzazione del prodotto e per il miglioramento del suo livello qualitativo. In tal senso i piani

debbono evidenziare le caratteristiche del sistema editoriale e i criteri della sua utilizzazione da

parte della redazione centrale e delle redazioni decentrate, nonché le misure per garantire adeguate

condizioni ambientali e la tutela della salute del giornalista. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Procedure e modalità di realizzazione dei piani.

Per l'introduzione e l'utilizzo dei sistemi editoriali o per la sostanziale trasformazione di quelli

esistenti che non costituisca modifica od aggiornamento degli stessi si devono seguire le seguenti

procedure:

1. L'azienda - con il necessario anticipo rispetto ai tempi della sua realizzazione - elabora il

piano che consegnerà al comitato di redazione e alle organizzazioni sindacali territoriali.

Copia del piano sarà trasmessa contestualmente alla FIEG che ne curerà l'inoltro alla FNSI.

Nella preparazione del piano l'azienda potrà anche acquisire le indicazioni fornite da un

gruppo di lavoro misto all'uopo costituito.

In presenza di nuove iniziative editoriali, e qualora non risulti istituito il comitato di redazione,

l'esame del piano e la trattativa di cui ai successivi punti verrà effettuata con l'intervento

dell'associazione territoriale di stampa.

2. Entro 15 giorni dalla presentazione del piano verrà avviata in sede aziendale con l'assistenza

delle Organizzazioni nazionali su richiesta di una delle parti la trattativa fra editori, direttore

e comitato di redazione per la definizione delle fasi di attuazione dello stesso con particolare

riferimento alle nuove linee organizzative del lavoro giornalistico, anche per quanto riguarda

il più efficace collegamento con le redazioni decentrate. In tale sede saranno altresì

individuate le soluzioni ritenute più corrispondenti per quanto riguarda la dislocazione nei

vari servizi dei terminali del sistema editoriale, di stampanti e/o di altre apparecchiature,

avendo come riferimento l'efficienza organizzativa della redazione e la tutela della

professionalità.

In particolare - e in relazione alle caratteristiche del sistema - saranno precisati gli strumenti

attraverso i quali assicurare:

a. la segretezza dei testi attraverso l'adozione di "chiavi di accesso" o la predisposizione

di particolari zone di "memoria" o altri tipi di accorgimenti tecnici;

b. la permanenza, in memoria, per almeno 72 ore di ogni testo con l'identificazione

dell'autore e delle correzioni introdotte, fatto salvo quanto disposto dall'art. 9;

c. accessi di diverso livello agli archivi di servizio a seconda dei gradi di competenza;

d. l'informazione preventiva sui programmi tipografici, in grado di interagire sul

sistema editoriale;

e. misure di salvaguardia per il mantenimento dei testi in memoria nei casi di guasti del

sistema.

3. Qualora al livello aziendale insorgano contrasti sull'applicazione delle disposizioni del

presente articolo, le questioni, su iniziativa di una delle parti, potranno essere rimesse alla

cognizione delle organizzazioni stipulanti per l'esame degli aspetti controversi.

Le organizzazioni nazionali dovranno esprimere il proprio parere sull'applicazione delle

disposizioni contrattuali entro trenta giorni dall'inoltro della richiesta, decorsi i quali la procedura si

intenderà conclusa e le parti aziendali riacquisiranno la propria iniziativa.

4. La fase di introduzione del sistema sarà obbligatoriamente preceduta da un periodo di

addestramento professionale da realizzarsi, settore per settore o secondo le altre modalità

concordate, nell'arco di tre mesi. Al termine di questo periodo inizierà la sperimentazione

produttiva durante la quale si procederà agli eventuali adeguamenti o modifiche che si

fossero dimostrati necessari sulla base delle esperienze maturate.

Sono a carico dell'editore le spese per i corsi di formazione ed addestramento dei redattori

sull'utilizzo dei nuovi sistemi elettronici editoriali.

Qualora l'addestramento si svolga al di fuori del normale orario di lavoro il giornalista percepirà il

trattamento straordinario contrattuale (art. 7). Sono altresì a carico dell'editore le spese per le visite,

seminari e pubblicazioni specializzate per consultazione redazionale, utili all'ulteriore

aggiornamento dei redattori sui nuovi sistemi di produzione. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

L'editore, il direttore e i comitati di redazione concorderanno la nuova organizzazione del lavoro

con l'obiettivo di determinare le scelte più opportune e gli organici adeguati per la realizzazione del

programma indicato nel piano. Eventuali esuberanze di organico redazionale verranno risolte:

a) mediante l'eliminazione delle prestazioni straordinarie;

b) mediante l'utilizzo dell'avvicendamento normale dei giornalisti.

Nei casi in cui l'azienda intenda far ricorso agli articoli 35, 36 e 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416

e successive modificazioni, si applicheranno le procedure del protocollo di "consultazione

sindacale" allegato al presente contratto.

Utilizzo dei sistemi editoriali

Fermo il riferimento alle norme degli artt. 6, 22 e 34 - commi d) ed e) - il giornalista utilizzerà le

nuove tecniche per svolgere la propria professione anche con la mobilità, nell'ambito delle redazioni

centrali e decentrate.

Nella organizzazione del lavoro il singolo giornalista è pertanto impegnato ad utilizzare con le

caratteristiche proprie della professione giornalistica, i nuovi mezzi tecnici per elaborare i testi

redazionali, anche intervenendo sul materiale fornito dalle fonti di informazioni interne ed esterne

all'azienda collegate in linea con il sistema editoriale e per concorrere, sulla base delle proprie

prerogative professionali, alla fase di video impaginazione in modo che siano utilizzate con criteri

adeguati le distinte mansioni dei giornalisti e dei poligrafici.

Nei casi in cui l'utilizzo del sistema editoriale preveda forme dirette di integrazione tra attività

giornalistica e poligrafica, saranno istituite in sede aziendale, su richiesta delle parti, commissioni

consultive paritetiche composte da rappresentanti della direzione aziendale e del C.d.R. alle quali

saranno invitati a partecipare rappresentanti della componente poligrafica. Tali commissioni

possono esprimere pareri sulle forme di sviluppo e di integrazione delle professionalità e procedere

ad analisi sulle fasi di realizzazione dei piani.

Non è di competenza del giornalista digitare il materiale proveniente dall'esterno della redazione

quali collaborazioni, corrispondenze, rubriche di servizio, o testi elaborati da altri redattori.

Non saranno inviati in produzione testi giornalistici che non siano stati preliminarmente esaminati

dalla redazione secondo le specifiche competenze, qualifiche, mansioni e responsabilità.

Gli interventi sui testi - salvo quanto previsto dal primo comma dell'art. 9 - sono riservati alla sola

redazione.

L'accesso alle memorie del sistema è riservato al corpo redazionale. Fanno eccezione a tale riserva i

notiziari trasmessi dalle agenzie ed il materiale già pubblicato. Avranno inoltre accesso i tecnici

addetti alla manutenzione del sistema.

Eventuali interventi, modifiche o integrazioni dei testi - nel rispetto delle vigenti norme contrattuali

- possono essere effettuate esclusivamente dalla direzione responsabile del giornale, dai capi

redattori, dai capi servizio e/o dai redattori, ciascuno per il settore di sua competenza.

L'utilizzazione delle tecnologie non deve essere un mezzo per valutare il rendimento del redattore,

la sua produttività ed i tassi di errore. Sono, pertanto, esclusi programmi diretti ad individuare tali

parametri.

La partecipazione del giornalista al processo di video impaginazione, anche al terminale del sistema

dotato di caratteristiche adeguate, deve riguardare l'ideazione delle pagine e gli eventuali successivi

interventi di verifica e/o modifica sulle pagine stesse connessi all'esercizio della sua professionalità.

Restano invece di competenza dei lavoratori poligrafici gli interventi tecnico-produttivi resi

necessari dalle caratteristiche del sistema.

Nelle aziende che editano periodici la video impaginazione è opera del redattore grafico. Le

funzioni del redattore grafico sono quelle inerenti sia l’ideazione sia la progettazione e realizzazione

delle pagine secondo i criteri tipici della sua professionalità. Restano invece di competenza dei

lavoratori grafici gli interventi di carattere tecnico-produttivo. In ogni caso devono essere evitate

duplicazioni di interventi operativi. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

Per gli interventi al VDT su notizie di agenzia o per la stesura allo stesso VDT di articoli frutto di

rielaborazione di agenzie, il redattore potrà avvalersi anche dei testi di agenzia riprodotti su carta.

Ambiente di lavoro e tutela della salute

La riconversione tecnica degli impianti e i nuovi sistemi di produzione devono essere realizzati in

condizioni ambientali e di lavoro idonee allo svolgimento dell'attività redazionale.

È costituito su base paritetica un Osservatorio per lo studio dei problemi connessi alla prevenzione e

alla tutela della salute ed integrità dei giornalisti in relazione all'uso dei sistemi elettronici editoriali.

L'Osservatorio, organismo autonomo delle due Federazioni stipulanti, avrà sede presso la

CASAGIT e potrà avvalersi per lo svolgimento dei suoi compiti dell'apparato tecnico della

CASAGIT medesima e di altre strutture medico scientifiche esterne.

All'Osservatorio potrà essere demandato, su richiesta dell'azienda o del C.d.R., lo svolgimento di

indagini sugli ambienti di lavoro e ricerche di carattere medico ed ergonomico onde acquisire

indicazioni sugli interventi e le misure da adottare con particolare riferimento a coloro che in

maniera prevalente operano stabilmente ai VDT e tenuto conto anche delle pause di fatto connesse

alle caratteristiche proprie dell'espletamento dell'attività giornalistica.

All'Osservatorio verranno trasferite le intese aziendali relative alla materia di cui al presente

paragrafo.

Per la prevenzione e la tutela della salute ed integrità dei giornalisti in relazione all'uso dei sistemi

elettronici editoriali, editore e Comitato di redazione definiranno aziendalmente le modalità per la

realizzazione - tenendo conto anche delle indicazioni fornite dall'Osservatorio permanente - delle

visite mediche preventive all'installazione e all'utilizzazione dei nuovi impianti per tutti coloro che

ne facciano uso, e di quelle successive.

L'azienda assumerà a proprio carico l'onere delle indagini preventive e di controllo concordate con

le rappresentanze sindacali.

L'installazione di nuovi impianti sarà preceduta, dove necessario, dalla trasformazione degli

ambienti di lavoro in modo da realizzare condizioni adeguate alle specifiche concordate.

I VDT in uso nelle redazioni saranno sottoposti annualmente a controllo antiradiazioni.

In caso di inidoneità comprovata da attestazione medica rilasciata da pubbliche strutture ospedaliere

specializzate il redattore sarà esentato dall'uso dei VDT con salvaguardia della sua professionalità.

Le pause di fatto e i cambiamenti di attività connessi alle caratteristiche proprie dell'attività

redazionale e che comportano nel corso di svolgimento dell'attività lavorativa interruzioni

periodiche e ricorrenti della medesima, realizzano ed assolvono le prescrizioni di cui al titolo VI,

art. 54 del Decreto legislativo n. 626 del 19 settembre 1994 e ciò al di fuori dei tempi di attesa delle

risposte da parte del sistema.

Nota a verbale

Le parti renderanno operativo l'Osservatorio per gli adempimenti previsti dall'articolo entro 90

giorni dalla data di stesura del presente contratto.

Teletrasmissioni in fac-simile

La teletrasmissione a distanza in fac-simile dei giornali quotidiani, o la teletrasmissione di parte di

essi integrata nella sede in cui tale teletrasmissione arriva con l'inserimento di altre pagine di testo e

pubblicità qui composte e che aggiunte alle pagine teletrasmesse formano un'edizione locale del

medesimo quotidiano, possono essere attuate dalle aziende con la salvaguardia dei livelli

occupazionali alle seguenti condizioni:

a. nelle aziende in cui la teletrasmissione ha luogo, sarà mantenuto il livello

occupazionale precedente all'impiego della stessa (numero dei posti di lavoro);

b. nel caso che la trasmissione in fac-simile riguardi testate plurime o varie testate

facenti capo ad uno stesso gruppo editoriale, il mantenimento dei livelli

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Sessione autunnale

Anno 2004

occupazionali dovrà essere salvaguardato sia dall'unità aziendale che trasmette, come

da quella che riceve in fac-simile;

c. ogni qualvolta si intenda introdurre l'utilizzazione o una nuova o diversa

utilizzazione della trasmissione in fac-simile le Federazioni stipulanti si

incontreranno un mese prima della prevista entrata in funzione del nuovo sistema per

esaminare i riflessi di tali innovazioni;

d. le parti contraenti si impegnano a incontrarsi almeno ogni sei mesi per verificare,

attraverso i dati previdenziali di categoria, il movimento delle forze occupazionali

del settore - a monte e a valle del processo produttivo - conseguente all'introduzione

della trasmissione in fac-simile nell'intento che la teletrasmissione non danneggi i

livelli occupazionali. Le Federazioni stipulanti si impegnano, nel caso in cui

dall'esame di questi elementi risultassero sostanziali modificazioni di livelli

occupazionali riferibili all'entrata in funzione del nuovo sistema, a proporre e

realizzare congiuntamente iniziative capaci di sanare tali situazioni.

Nota a verbale

Si conferma che i riferimenti ai VDT previsti dai paragrafi «Utilizzo dei sistemi editoriali» e

«Ambiente di lavoro e tutela della salute» comprendono anche i p.c. redazionali collegati o meno al

sistema.

DIFFERENZE CON IL VECCHIO CONTRATTO

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA

È francamente incomprensibile l’insistenza con la quale gli editori hanno voluto che nel contratto

collettivo fossero definite le linee applicative dei regolamenti disciplinari. Si tratta, infatti, di una

disposizione che lo Statuto dei lavoratori pone a garanzia dei lavoratori e non delle aziende.

Gli obblighi di ogni lavoratore scaturenti dal rapporto di lavoro sono sia quelli derivanti

dall’osservanza degli obblighi contrattuali sia quelli derivanti dall’osservanza degli obblighi di

legge, in particolare degli articoli 2104 e 2105 del C.C. che si riferiscono alla diligenza del

prestatore di lavoro e all’obbligo di fedeltà.

A sua volta l’art. 2106 del C.C. stabilisce che l’inosservanza di tali obblighi "può dar luogo

all’applicazione di sanzioni disciplinari" da parte del datore di lavoro.

Questo potere di ogni imprenditore nei confronti dei suoi dipendenti e quindi di ogni editore nei

confronti dei giornalisti ha trovato una limitazione nell’art. 7 della L. 20.5.1970 n. 300 il quale ha

previsto che le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali

ciascuna di esse può essere applicata, "devono essere portate a conoscenza del lavoratore

mediante affissione in luogo accessibile a tutti". La stessa norma aggiunge che "essi devono

applicare quanto in materia è stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano". Ciò significa

che in assenza di regolamentazione della materia a livello di contrattazione collettiva il datore di

lavoro può autonomamente redigere un disciplinare che trova immediata applicazione nella

propria azienda. È di tutta evidenza che, nell’ambito di questa cornice normativa, e non avendo

mai le parti previsto alcunché nella contrattazione collettiva, ogni editore era, di fatto, libero di

imporre a suo piacimento norme disciplinari valide per i propri dipendenti, anche giornalisti. Così

è avvenuto in molte aziende.

Oggi, questo scenario è completamente mutato. Il regolamento di disciplina introdotto nel

contratto definisce garanzie ineludibili per tutti i giornalisti, vincola e limita il potere disciplinare

degli editori, sostituisce automaticamente tutte le norme disciplinari che, a livello aziendale, sono

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Sessione autunnale

Anno 2004

state assunte dagli editori e che dovessero risultare difformi e peggiorative della normativa

concordata a livello nazionale.

Tutto ciò premesso, ed entrando nel merito del regolamento concordato, si deve sottolineare come

il potere disciplinare dell’editore sia stato limitato alle violazioni di norme di comportamento senza

alcuna possibilità di interferenza sulla prestazione del lavoro e sui suoi contenuti professionali. In

premessa, infatti, il regolamento esclude la possibilità di intervento dell’editore nel campo dei

diritti e dei doveri fissati dalla legge istitutiva dell’Ordine e che rientrano nelle competenze

disciplinari dei consigli regionali e nazionali dell’Ordine.

Inoltre, si prevede che l’azienda possa assumere un provvedimento disciplinare soltanto dopo aver

sentito il direttore.

I provvedimenti disciplinari vanno dal rimprovero verbale, in presenza di lievi infrazioni, o quando

il giornalista sia venuto meno agli obblighi derivanti dall’applicazione dell’art.7 (orario di lavoro),

al rimprovero scritto in caso di recidiva o quando non abbia comunicato la sua assenza dal lavoro

senza giustificato motivo, alla multa in presenza di gravi recidive per le violazioni precedenti, alla

sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a 5 giorni quando si

usino gli strumenti aziendali per lavori estranei all’attività dell’azienda o quando, per colpa grave,

si procuri un danno di notevole entità al materiale aziendale, per finire al licenziamento, misura

estrema, che può essere assunta in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo, così

come prevede la L. 604 del ’66, ovvero in presenza di una violazione del diritto di esclusiva sancito

dall’art. 8 del contratto.

VIDEO IMPAGINAZIONE NEI PERIODICI

La norma del vecchio contratto relativa alla partecipazione del giornalista nel processo di video

impaginazione dei periodici prevedeva testualmente che "nelle aziende che editano periodici la

video impaginazione è opera esclusiva del redattore grafico anche se si richiamano "dal

magazzino" soluzioni o schemi già catalogati. Le funzioni del redattore grafico sono quelle inerenti

la progettazione e realizzazione delle pagine secondo i criteri tipici della sua professionalità. Le

video stazioni devono essere collocate all’interno delle redazioni e ad esse devono essere adibiti

solo redattori".

La nuova dizione di questo comma è così formulata "nelle aziende che editano periodici la video

impaginazione è opera del redattore grafico. Le funzioni del redattore grafico sono quelle inerenti

sia alla ideazione sia alla progettazione e realizzazione delle pagine secondo i criteri tipici della

sua professionalità. Restano invece di competenza dei lavoratori grafici gli interventi di carattere

tecnico-produttivo. In ogni caso devono essere evitate duplicazioni di interventi operativi".

La differenza tra la vecchia disposizione contrattuale e la nuova appare di tutta evidenza. Mentre

prima l’intero processo di video impaginazione era affidato nei periodici ai giornalisti grafici,

comprese le competenze e le mansioni proprie del personale grafico, con la nuova norma si tende a

distinguere tra gli interventi di carattere tecnico-produttivo, di competenza dei grafici e la fase di

ideazione progettazione e realizzazione delle pagine di competenza esclusiva del giornalista

grafico. Si tratta, a nostro avviso, di una chiarificazione della normativa per renderla più

rispondente alle mutate realtà tecnologiche che salvaguarda, comunque, il ruolo la competenza e la

professionalità del giornalista grafico. Corso Operatori Ufficio Stampa

Sessione autunnale

Anno 2004

PROCEDURE SULL’INTRODUZIONE DELLE TECNOLOGIE E DELLE SINERGIE

Sia l’art. 42 relativo agli investimenti e alle innovazioni tecnologiche, sia l’art. 43, che

regolamenta le economie di gruppo ed interaziendali, hanno subito una modifica limitata agli

aspetti procedurali.

In particolare, l’art. 42 prevedeva una prima fase caratterizzata dall’esame di conformità dei

singoli piani aziendali a livello nazionale. La norma recitava "l’esame di conformità del piano alle

normative contrattuali avverrà di norma a livello nazionale tra la Fieg e la Fnsi, presenti l’azienda

e le organizzazioni territoriali e aziendali, ovvero a livello territoriale qualora le parti firmatarie lo

ritengano possibile". A questa fase seguiva quella della trattativa in sede aziendale.

La modifica introdotta prevede che " entro 15 giorni dalla presentazione del piano verrà avviato in

sede aziendale con l’assistenza delle Organizzazioni nazionali su richiesta di una delle parti la

trattativa fra editore, direttore e comitato di redazione per la definizione delle fasi di attuazione

dello stesso…". In pratica, con questa modifica si unifica, come peraltro nella prassi è sempre

avvenuto nel passato, la fase di confronto nazionale con quella di confronto aziendale. Ad evitare,

in ogni modo, che l’accorpamento delle procedure possa attenuare le garanzie di controllo

sindacale è stata introdotta una nuova disposizione che prevede che "qualora al livello aziendale

insorgano contrasti sull’applicazione delle disposizioni del presente articolo, le questioni, su

iniziativa di una delle parti, potranno essere rimesse alla cognizione delle organizzazioni stipulanti

per l’esame degli aspetti controversi. Le organizzazioni nazionali dovranno esprimere il proprio

parere sull’applicazione delle disposizioni contrattuali entro trenta giorni dall’inoltro delle

richiesta, decorsi i quali la procedura si intenderà conclusa e le parti aziendali riacquisiranno la

propria iniziativa". Di fatto, come si vede, si è snellita la procedura, mantenendosi inalterato il

potere di intervento, sia del comitato di redazione, sia del sindacato nazionale.

Identico percorso è stato definito in relazione alle sinergie. Fermi restando gli obblighi, i limiti e le

garanzie che devono accompagnare ogni progetto sinergico, ci si è limitati ad accelerare le

procedure. La norma precedente prevedeva che i singoli piani sinergici dovessero essere

"trasmessi alla commissione paritetica nazionale di cui all’art. 47 che esprimerà pareri sulla

conformità degli stessi alle norme contrattuali. La commissione paritetica nazionale si pronuncerà

nei 20 giorni successivi alla trasmissione dei piani" e proseguiva "acquisito il parere della

commissione, i piani relativi ai programmi di integrazione e di supporto formeranno oggetto di

confronto in sede aziendale ai fini della loro applicazione, confronto che dovrà esaurirsi nei trenta

giorni successivi".

Oggi la norma prevede che i piani devono essere preventivamente "consegnati ai Comitati di

redazione e contestualmente trasmessi alla Fieg, alla Fnsi ed alle organizzazioni regionali" ed

aggiunge "qualora a livello aziendale insorgano contrasti sull’applicazione delle disposizioni del

presente articolo, le questioni, su iniziativa di una delle parti, potranno essere rimesse alla

cognizione delle organizzazioni stipulanti per gli esami degli aspetti controversi.

Le organizzazioni nazionali dovranno esprimere il proprio parere sull’applicazione delle

disposizioni contrattuali entro trenta giorni dall’inoltro della richiesta, decorsi i quali la procedura

si intenderà conclusa e le parti aziendali riacquisiranno la propria iniziativa".

Anche in questo caso, quindi, resta integro il potere di intervento degli organismi sindacali,

aziendale e nazionale.

EMITTENZA RADIOTELEVISIVA IN AMBITO LOCALE

Con le modifiche apportate all’art.1 si conferma l’applicazione del contratto collettivo a tutta

l’emittenza radiotelevisiva privata di ambito nazionale. Quindi, non solo ai network televisivi come

Mediaset e TMC ma anche a quelli radiofonici che operano a livello nazionale.


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Docente: Foti Franz
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Foti Franz.

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