Comunicazione pubblica 2015/2016
Lezione 1
Le istituzioni
I soggetti della comunicazione pubblica sono tanti tra cui: esponenti politici, imprenditori, istituzioni (termine ombrello che raccoglie tante differenze), enti pubblici etc. Dentro le istituzioni troviamo: media, agenzie stampa, scuola, sanità, chiesa. Noi utilizziamo il termine comunicazione pubblica al singolare ma in realtà ci riferiamo a tante modalità differenti in quanto ciascun attore coinvolto ha obiettivi che non sono necessariamente coincidenti.
Le istituzioni si modificano nel tempo e sono dunque composte da persone che possono avere valori, concezioni, idee e punti di vista non congruenti; pensiamo all'esempio del processo della riforma Gelmini, alcuni erano pro, altri contro. Si parla di eterogeneità delle istituzioni in quanto esse, quando comunicano tra loro, non sono sempre coese; all'interno vi sono scambi continui ma è fondamentale tenere conto dei diversi punti di vista (es: reparti che devono accordarsi tra loro per svolgere una determinata attività).
Cosa rende pubblica la comunicazione pubblica? Ambiguità terminologica
La comunicazione è pubblica per gli effetti che produce nella società; i contenuti della comunicazione pubblica sono importanti per le conseguenze. La comunicazione è dunque pubblica quando ha ricadute per la collettività. Gli attori possono essere privati o pubblici. Mancini dice che esistono varie istituzioni che possono essere definite quasi-pubbliche ed esempi sono: organizzazioni imprenditoriali, i partiti politici, i sindacati e anche la chiesa, la quale viene definita come una istituzione quasi-pubblica in quanto essa stessa dice che se tutta la società funzionasse in base al suo modello di valore la società funzionerebbe meglio (questa è una pretesa che si rivolge a tutti quanti e quindi da questo punto di vista è pubblica).
Esistono quindi molte organizzazioni di carattere semi-pubblico, non finalizzate al profitto, che intervengono su argomenti di interesse generale a carattere controverso. Il loro scopo è quello di universalizzare il proprio punto di vista ed interesse, facendolo diventare quello di tutta la comunità.
Dimensione relazionale
Quello che succede nei processi comunicativi dipende dalle persone che ne prendono parte (es: se parlo con un bambino il tono della voce, il linguaggio e le parole utilizzate saranno differenti da quelle utilizzate nella conversazione con un adulto). I processi comunicativi hanno natura relazionale. La comunicazione pubblica è un ambiente relazionale che dipende da chi trasmette la comunicazione e da chi la deve recepire; la natura della comunicazione pubblica è la linfa dello sviluppo della democrazia in quanto si basa sul confronto tra tutti gli attori compresenti.
La struttura dello spazio è importante perché comunica a chi entra delle cose; lo spazio è il luogo attraversato dalle persone che hanno ruoli differenti (es: in aula c'è sia la professoressa con il microfono che spiega che gli studenti intenti a prendere appunti). La comunicazione pubblica è nata con l'avvento della democrazia parlamentare e con il processo di differenziazione che ha portato alla decentralizzazione di compiti e funzioni prima assorbiti nella figura del sovrano assoluto.
Lezione 2
La fiducia
È più facile uno scambio comunicativo se le persone con cui interagiamo nutrono in noi fiducia. Tale scambio, qualunque sia la direzione, rappresenta un insieme di tecniche che richiedono delle condizioni di qualche tipo e un riconoscimento reciproco (es: campagna ministero sull'AIDS → mancanza di fiducia, aumento della preoccupazione, no rassicurazione). L'efficacia dei flussi è fondamentale. Dobbiamo tener conto anche del fatto che la comunicazione ha dei costi in termini di energia, tempo, soldi etc, e ad esempio dedicare attenzione e tempo a qualcosa che non serve sottrae risorse che sarebbero potute essere impiegate in altri ambiti. È dunque fondamentale decidere l'allocazione di tali risorse.
La nostra visione riguardo alle istituzioni è statica più di quanto le istituzioni stesse lo siano. La fiducia ha a che fare con le aspettative che abbiamo nei confronti degli altri. L'idea di fondo è che le istituzioni rappresentino la cosa migliore per assolvere a tutta una serie di compiti che riguardano la risoluzione di problemi collettivi. Le istituzioni servono per rispondere alle esigenze della collettività (es: istituzione scuola → aumentare il benessere collettivo e la conoscenza).
La fiducia istituzionale ha a che fare con il grado di affidabilità per quanto riguarda le istituzioni e il loro operare. La fiducia non è un aspetto comunicativo ma un presupposto della comunicazione. Lazarsfeld: come convincere qualcuno ad adottare una pratica? Secondo alcune sue ricerche deduce che era più facile che si stabilisse una circolazione dell'innovazione su base orizzontale e non verticale (processo bottom-up e non top-down). Nel caso specifico, i contadini erano disponibili ad adottare pratiche nuove in base a quanto avevano fatto i contadini vicini perché c'era fiducia. La fiducia implica quindi una specie di scommessa, su basi razionali, relativa alle azioni che gli altri potrebbero realizzare.
Gli italiani e lo stato – rapporto 2014
Sondaggio telefonico: la domanda era → quanta fiducia prova nei confronti delle seguenti organizzazioni, associazioni, gruppi sociali e istituzioni? L'assunto comune è che abbiamo poca fiducia nelle istituzioni. Alcuni dati ed esempi: La fiducia nello Stato era diffusa tra il 30% della popolazione nel 2010, mentre nel 2014 scende al 15% → dato molto sconfortante. La fiducia nel Parlamento (organo che prende le decisioni sulla vita collettiva, luogo della rappresentanza) era diffusa tra il 13% della popolazione nel 2010, mentre nel 2014 scende al 7%. La fiducia nei partiti scende dall'8% del 2010 al 3% del 2014 etc.
C'è dunque una sfiducia reciproca tra tutti gli attori che dovrebbero essere invece coesi e in relazione tra loro. La fiducia nelle istituzioni pubbliche si dimezza da un anno all'altro. Da notare che tanto più le istituzioni sono distanti (es: Stato centrale, regioni...) e tanto meno abbiamo fiducia e viceversa. Il comune ad esempio è più vicino a noi in quanto conosce e agisce sul territorio in cui noi siamo situati e per questo ottiene maggiore fiducia. Sembrerebbe dunque aver ragione Lazarsfeld.
Pubblico e privato
Domanda: mi può dire quanto si sente d'accordo con le seguenti affermazioni? Soddisfazione nei servizi pubblici e privati.
- Indice soddisfazione servizi pubblici: 39% nel 2014 / 41% nel 2010
- Indice soddisfazione servizi privati: 45% nel 2014 / 42% nel 2010
Questa è una tendenza consolidata che sembra rafforzarsi sempre più (ci sono molti luoghi comuni su tale dicotomia, la più comune è quella che dice che il privato funziona bene mentre il pubblico funziona male, i dati mostrano proprio questo). I cittadini in media hanno bassissima fiducia nelle istituzioni in generale e ancor meno per quelle pubbliche. Ciò che conta sono le dimensioni relazioni e le caratteristiche personali: se noi siamo coinvolti nella comunità possiamo immaginare che la nostra esperienza sia più attiva in quanto vogliamo dare un contributo positivo alla società. Se invece non siamo coinvolti tendiamo a isolarci e a non esprimerci (teoria dell'ago ipodermico) per cui tendiamo a dare un giudizio negativo su ciò che ci troviamo di fronte.
Politica: Cos'è?
La politica è l'ambiente nel quale si prendono le decisioni importanti.
- Indice di partecipazione politica: 50% nel 2014, 46% nel 2010
- Indice di partecipazione sociale: 63% nel 2014, 58% nel 2010
- Nuove forme di partecipazione: 48% nel 2014, 47% nel 2010
Si stabiliscono quali sono i problemi a cui dare maggiore rilevanza subito e quelli meno urgenti. Sembra esserci una maggiore partecipazione da parte dei cittadini negli ultimi anni, i quali vogliono e cercano di attivarsi per migliorare le sorti del loro paese. Le istituzioni però ci appaiono inefficienti perché è come se riuscissimo a percepire solo una parte di ciò che ci offrono e di come sono organizzate. Una conseguenza è che viene meno la dimensione condivisa; se salta la fiducia condivisa salta la condizione necessaria per il confronto. È difficile da ricostruire la fiducia nel momento in cui viene meno.
Il partito politico svolge essenzialmente due funzioni:
- Aggregare la domanda politica dai vari ceti della società;
- Consentire ad essi di poter partecipare, attraverso la rappresentanza, al processo di formazione delle decisioni.
L'attività di comunicazione è evidentemente fondamentale a questo tipo di organizzazione, che ha bisogno di aggregare consenso e dare visibilità alla propria azione. Perciò i partiti progressivamente hanno ampliato la propria struttura proprio per poter comunicare in modo migliore con gli attivisti, gli elettori e anche le altre formazioni politiche.
Lezione 3
Frame cognitivi
Regime democratico o autoritario? Ci troviamo impossibilitati a vedere le differenze e dunque facciamo fatica a vedere il vero funzionamento delle istituzioni. Noi tendiamo a criticare le istituzioni ma c'è da considerare che noi stessi tendiamo ad avere una visione segmentata per cui non prendiamo in considerazione tutto il processo. Dentro il mondo delle istituzioni sicuramente ci sono anche persone serie ed oneste che adempiono correttamente al loro lavoro ma queste persone non vengono da noi considerate, non le vediamo in quanto siamo distratti e tendiamo a semplificare/generalizzare le cose.
La nostra idea/posizione nei confronti delle istituzioni è negativa e questa posizione non la abbandoniamo facilmente: questo perché mettiamo in atto dei particolari frame cognitivi → incorniciamo la realtà che ci circonda secondo una particolare prospettiva. Spot: due squadre che si passano la palla e nel frattempo passa una persona vestita da orso. Non facciamo caso a quella persona perché la nostra attenzione è rivolta a contare i passaggi della squadra bianca. Stesso procedimento avviene quando consideriamo le istituzioni.
Scuola di Palo Alto → Watzkawick (maggior esponente) studia le ragioni che rendono complessa la relazione inter-individuale. Le resistenze e le complicazioni che riguardano le relazioni interpersonali hanno risvolti particolari anche nel campo della comunicazione pubblica. Perché quando ci troviamo a dover fare piccole esercitazioni riscontriamo molte difficoltà? Compito: unire i 9 punti con 4 segmenti. Se osserviamo i 9 punti posizionati in modo equidistante noi vediamo istintivamente un quadrato anche se realmente non c'è. Facciamo fatica a svolgere questo compito perché il sistema per venirne a capo consiste nell'uscire dal quadrato. Il quadrato è nella nostra testa e questo frame è molto potente. Gli schemi mentali svolgono un ruolo molto forte per quanto riguarda la formazione della rappresentazione della realtà. Quando ci concentriamo su qualunque cosa, non solo le istituzioni, pensiamo che la nostra osservazione sia accurata/precisa e per questo utilizziamo dei giudizi di valore, che però sono solo in parte fondati.
La comunicazione pubblica (Mancini, 2003). Definizione:
“La comunicazione pubblica include la comunicazione degli enti governativi, delle diverse articolazioni dello stato, delle istituzioni complesse pubbliche private e semi pubbliche, finalizzate in maniera sistematica ad uno scopo e che agiscono in un campo di pertinenza che non è quello del profitto o degli interessi esclusivamente privati, bensì quello delle funzioni socialmente rilevanti”. Da questa definizione possiamo mettere in luce il fatto che esistono tantissimi attori (pubblici o privati che siano) i quali emettono flussi comunicativi il cui obiettivo è quello di ottenere funzioni che hanno ricadute per tutta la collettività. Gli intoppi nei processi comunicativi si verificano quando le funzioni svolte non sono socialmente rilevanti (gli effetti ovviamente possono anche essere non voluti).
Il processo di costruzione sociale della comunicazione pubblica
I fenomeni sono socialmente costruiti: essi possono cambiare nel tempo e nello spazio e dipendono dunque da caratteristiche riguardanti ciò che succede attorno al fenomeno stesso e non solo dalla sue caratteristiche intrinseche. → importanza del contesto. Ricerca degli anni '30 effettuata da parte di una antropologa di nome Margaret Mead che ha scritto un libro intitolato “Sesso e Temperamento”. Le ricerche presso tre tribù della Nuova Guinea e l'incontro con modi di pensare estranei alla cultura occidentale hanno suggerito a Margaret Mead una particolare tesi: le differenze tra uomo e donna non dipendono dal sesso, ma dal temperamento individuale e quindi i ruoli abitualmente etichettati come maschili e femminili non sono altro che costruzioni sociali. Questo libro fornisce una risposta ai pregiudizi che ostacolano, ancora oggi, la comunicazione fra uomo e donna. La differenza uomo/donna è quindi principalmente costruita socialmente e dipende dalle caratteristiche dei contesti che possono essere molto diversi.
L'assunto è che non bisogna partire con idee pre-concette e pregiudizi, anzi bisogna sempre cercare di contestualizzare per quanto possibile al fine di capire meglio il fenomeno in esame tenendo anche conto delle caratteristiche dei soggetti che sono variabili. La comunicazione pubblica è nata con l'avvento della democrazia parlamentare e con il processo di differenziazione dei poteri, da cui la necessità di rendere pubblici i dibatti. La comunicazione pubblica a sua volta può modificare il contesto e darci informazioni su di esso; le caratteristiche del contesto riguardano fenomeni non specifici ma ampi, e tali fenomeni devono essere analizzati nella loro totalità al fine di evitare che la nostra immagine resti codificata/standardizzata in quel determinato modo.
Esempi di fenomeni socialmente costruiti:
- Lo stigma che accompagna la malattia mentale dei soggetti è diversa da paese a paese;
- Il diverso trattamento per i soggetti che raggiungono la maggior età (es: guidare);
- Le differenze che dipendono dalla personalità individuale
La costruzione sociale riguarda tutti i fenomeni complessi e non solo la comunicazione pubblica. Tali fenomeni sociali non hanno un andamento evolutivo, non cambiano con il passare del tempo. Questo modo di classificare i fenomeni riguarda due elementi:
- L'etichetta delle istituzioni
- Distinzione tra pubblico e privato
Il nostro modo di concettualizzare la realtà funziona attraverso modalità che si avvalgono di cornici che ci permettono di identificare e interpretare i fenomeni; noi utilizziamo infatti degli schemi di pensiero che ci permettono di scegliere e selezionare gli aspetti su cui dobbiamo indirizzare la nostra attenzione. Facciamo dunque ricorso ai frame.
Lezione 4
Istituzioni e cambiamento
Definizione di istituzioni (Bagnasco, Barbagli e Cavalli, 1997) Il concetto di istituzione copre una gamma di fenomeni molto eterogenea. Nel linguaggio comune per istituzione si intende: un apparato preposto allo svolgimento di funzioni e di compiti che hanno a che fare con l'interesse pubblico, comunque inteso, quali l'istruzione (istituzioni scolastiche), la cura della salute (istituzioni sanitarie), l'amministrazione della giustizia (istituzioni giudiziarie), la difesa del territorio (istituzioni militari) etc.
Nelle scienze sociali per istituzioni si intendono modelli di comportamento che presuppongono la presenza di un elemento normativo in qualche misura vincolante, cioè si dice che si tratta di modelli di comportamento che in una determinata società sono dati di cogenza normativa. Le istituzioni sono ambienti all'interno dei quali ci viene fornita una particolare strada che dobbiamo percorrere; ci costringono a seguire una serie di tappe al fine di raggiungere un obiettivo. In realtà quando si parla di istituzioni si parla anche di entità astratte e non solo di luoghi;
- La sociologia per esempio si basa su un sistema di regole che vengono applicate per effettuare le ricerche;
- Il linguaggio ad esempio è un modello di comportamento che prevede la presenza di regole vincolanti, come le regole della sintassi.
Le regole sono come dei frame, dei sentieri che si aiutano a semplificare non solo la percezione della realtà ma anche le relazioni. A volte le istituzioni sono opprimenti, pensiamo alle istituzioni totali ad esempio: esse hanno una particolare forza nel vincolare le nostre possibilità di movimento e a volte arrivano a spersonalizzare gli individui stessi (es: carcere, manicomio, ospedali psichiatrici e tutte quelle strutture che adottano pratiche di controllo molto violento sulle persone).
Concetto di istituzionalizzazione
I sistemi di regole possono essere più o meno vincolanti e a seconda del loro grado di vincolo esercitato si può dire che un certo aspetto della realtà è più o meno istituzionalizzato. Ma da cosa dipende il livello di istituzionalizzazione (Bagnasco, Barbagli e Cavalli)
- Dalle forme flessibili o rigide del controllo sociale che ne garantiscono l'osservanza;
- Dal grado di informazione in merito alla loro esistenza che ne hanno gli attori coinvolti;
- Dal grado di accettazione di tali regole da parte della società nel suo complesso;
- Dal tipo e dall'intensità delle sanzioni che premiano la conformità o puniscono la trasgressione;
- Dal grado di interiorizzazione dei codici morali individuali (quanto queste regole sono costitutive dell'identità dei soggetti coinvolti).
Ci sono tante regole non scritte che apprendiamo attraverso processi di socializzazione che ci danno la possibilità di...
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Comunicazione pubblica - Appunti
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Appunti Comunicazione pubblica e istituzionale
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Appunti di Comunicazione pubblica e istituzionale
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Prima lezione: Appunti di Comunicazione pubblica e istituzionale