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- grossa parte legata alle persone -> un capitolo sulle generazioni future

- comunità

- anche qui si richiede l’opinione del lettore

- rispetto delle diversità

- trasparenza

- obiettivo di sviluppo-> coinvolgimento di tutti gli stakeholders, bilancio sociale preventivo

ecc.

Cultura organizzativa -> nelle nostre menti si va a sovrapporre al concetto di identità.

Definizioni:

1) è l’insieme coerente di assunti fondamentali che un dato gruppo ha inventato, scoperto o

sviluppato imparando ad affrontare i suoi problemi di adattamento esterno (…)

2) le organizzazioni sono delle culture piuttosto che delle strutture. La cultura si esprime in

assunti, valori, sistemi di convinzioni, credenze, aspettative, linguaggi, rituali, consuetudini.

Parte di questo bagaglio è fattuale e si presta ad un’indagine di esplorazione connotabile

come empirica e descrittiva. Ma una parte è simbolica, più dipendente da percezioni e

significati che da dati di fatto.

3 livelli di analisi della cultura organizzativa:

- artefatti

- valori dichiarati

- assunti taciti

Possiamo trovarci in presenza di artefatti diametralmente opposti ma di valori pressoché identici.

Lezione 9 16/11/2006

- Artefatti-> ciò che posso vedere

integrazione interna -> dare un’identità forte all’impresa attraverso anche, ad esempio, il modo

di vestire, di parlare ecc.

- Valori -> non dichiarati, sono i valori profondi dell’impresa, che solo nei casi migliori sono

uguali a quelli dichiarati. È importante a proposito dei valori vedere alcuni assunti:

1) il contesto culturale nazionale

2) il tipo di cultura -> ad esempio in una cultura individualista l’organizzazione non da

niente e non si aspetta niente

3) il rapporto uomo-natura -> da una parte si può pensare che l’uomo domina l’ambiente,

dall’altra possiamo ipotizzare una cultura adattiva

4) la natura umana (uomo pigro vs. uomo naturalmente motivato al lavoro) -> McGregor ->

teoria X e teoria Y (teoria motivazionalista)

5) culture pragmatiche vs. culture religiose ed etiche

6) culture che considerano l’organizzazione dello spazio e del tempo (tempo/denaro) vs.

culture in cui il tempo non ha quasi nessun peso

E’ sempre più importante la gestione della diversità -> è un tema sorto in America, dove le persone

sono più diverse, provengono da differenti culture. Il concetto di diversità varia al variare

dell’impresa ma in generale si cerca di considerare il più ampio raggio possibile. Si ritiene

opportuno che tutti abbiano le stesse possibilità. Il rispetto per la diversità può diventare una

strategia di business. Da quando si decide di abbracciare una cultura della diversità ci vorranno

circa 3 anni perché questa venga effettivamente attuata nell’impresa.

Lezione 10 20/11/2006

Scenari che possiamo prospettarci quando le culture si incontrano (nella fusione/acquisizione di 2

imprese):

1) separazione -> le 2 imprese restano separate e continuano a fare esattamente come prima.

2) dominazione -> un’impresa viene assorbita completamente dall’altra; ciò è molto più facile

se un’impresa grande ne assorbe una piccola

3) commistione -> le due culture si mantengono, si fondono e prendono il meglio delle 2 per

fondare una cultura comune. È la più difficile da attuare.

Difficoltà nell’incontro tra 2 culture: l’esempio della missione di peace-keeping

Impresa multiculturale a tutti gli effetti perché è data dall’unione di più stati. Persone che vengono

tutte da una formazione militare, provenienti da stati diversi. Questo misto di culture diverse ha

fatto nascere dei problemi; certe situazioni sono state lette in maniera diversa dalle 2 culture ->

distance power -> la cultura militare inglese è fortemente gerarchica, basata su un forte distance

power, a differenza di quella danese. Ci sono delle culture fortemente basate su processi, canali

gerarchici ecc. (organizzazione procedura).

Si prospettano 3 possibilità per eliminare i problemi di incontri tra culture diverse:

1) integrare le differenze

2) creare un ponte tra le differenze

3) gestire (tollerare) le differenze

se ci sono delle differenze culturali si può puntare sull’appartenenza ad una categoria sopraelevata.

Lezione 11 23/11/2006

Peso dei conflitti interpersonali nel lavoro

Esiste anche una valenza positiva del conflitto, possiamo pensare al confronto oltre che allo scontro.

Conflitto:

- obiettivi

- fantastico

Aspetti positivi del conflitto (confronto):

Si rafforza col confronto il rapporto lavorativo. Che si tratti di un gruppo formale o informale di

solito ci sono delle norme condivise, in base alle qual si realizza la coesione del gruppo, ed in base

alle quali si identifica la devianza. Ogni gruppo ha le sue regole ma è vero che nei gruppi lavorativi

ci sono delle regole generali. Tra queste abbiamo la regola dell’equità (nella distribuzione del carico

di lavoro), le regole d’aiuto (è implicitamente richiesta la collaborazione in casi di necessità), il

rispetto della privacy, l’esclusione delle molestie, la vita sessuale, regole che riguardano terzi.

Bisogni relazionali (non materiali) -> alla base di una conflittualità latente. Sono:

- bisogno di identità

- bisogno di realizzazione di sé

- bisogno di riconoscimento

- bisogno di autonomia

Quando il conflitto non viene gestito c’è un’escalation, vale a dire un aumento dell’intensità del

conflitto. Sempre più issues di contrapposizione.

Lezione 12 27/11/2006

E’ importante saper gestire il conflitto.

Conflitto intra e inter unità Conflitto intra unità Conflitto inter unità

Persona Dilemma Conflitto interpersonale

Gruppo Conflitto interpersonale nel Conflitto tra gruppi

gruppo

Organizzazione Conflitto tra gruppi Conflitto tra organizzazioni

nell’organizzazione

Società Conflitto tra gruppi, Conflitto tra società, conflitti

organizzazioni, movimenti etnici, conflitti internazionali

sociali

La caratteristica che crea le difficoltà nelle missioni di peace-keeping è la natura stessa

dell’istituzione che fa la missione, l’esercito. In queste missioni gli obiettivi nel tempo mutano

notevolmente. Problema legato all’identità sociale dell’individuo -> i soldati sono legati all’idea del

nemico, mentre nelle missioni di peace-keeping non c’è un nemico.

Identità sociale -> vedi Tajfer

Strategie che l’individuo mette in atto davanti ad un conflitto d’identità:

1) Negoziazione: l’impegno personale è tutto concentrato su una sola delle 2identità, negando

l’altra.

2) Iperinvestimento: rafforzamento di una delle 2 identità in conflitto dandole delle valenze

positive. Più un’identità diventa positiva più l’altra diventa negativa. Una delle 2 è moto più

rilevante dell’altra.

3) Differenziazione: tra le 2 identità c’è un’area comune di valori, attitudini ed esperienze e

quest’area aiuta a mantenere un concetto positivo di sé.

4) Integrazione: le 2 identità possono essere combinate sotto ad una sovraordinata. In questo

modo entrambe le identità possono essere attivate in situazioni differenti. Questo è ancora

più complicato se divenire parte del gruppo è stato complicato.

Lezione 13 11/12/2006

Gruppo Testori

Riorganizzazione con la fusione che porta ad un’implementazione degli strumenti di comunicazione

-> logo, brochure, comunicazione istituzionale, schede di prodotto. Si avverte un bisogno di

comunicare che va al di là della semplice comunicazione del cambiamento. La fusione è

un’occasione per sviluppare degli strumenti comunicativi che erano precedentemente del tutto

assenti nell’impresa.

Con la fusione è importante fornire i nuovi numeri telefonici e i nuovi indirizzi a clienti e fornitori.

Il fatto che la fusione capitasse vicino all’anniversario dei 100 anni ha prodotto una certa unione tra

le persone. In occasione del centenario si è scelto di utilizzare nei materiali messi a disposizione il

logo del 1905.

La brochure nasce col nuovo logo (postfusione), la nuova impostazione grafica, informazioni di

prodotto ecc.

Comunicazione centrale per il cambiamento.

La cultura d’impresa si basa ancora in maniera forte sulla famiglia fondatrice dell’impresa.

Manca il 30/10 o il 2/11 Intervento 1 12/10/2006

Dott. Garavaglia, responsabile Ufficio Stampa Università Cattolica

L’ufficio marketing nasce da una branca dell’ufficio commerciale.

Oggi le più grandi aziende dispongono di una direzione comunicazione. L’Università Cattolica ha

una vera e propria direzione di comunicazione.

L’ufficio stampa è quello che dà la vision, è uno degli uffici strategici dell’azienda. Più l’azienda è

grande più l’ufficio stampa avrà il suo peso. L’ufficio stampa viene anche cercato dall’esterno. Esso

intrattiene i rapporti con i mass media. Realizza gli strumenti di comunicazione (house organ,

newsletter ecc.) per i pubblici specifici. È fondamentale cogliere le esigenze dell’impresa anche in

rapporto ai pubblici di riferimento.

L’ufficio stampa deve reagire al mercato.

Prima di comunicare l’ufficio stampa si deve chiedere quali sono i valori da trasmettere.

 Rassegna stampa -> serie di articoli che vengono inviati alla realtà aziendale. Grande

strumento di condivisione della conoscenza.

 Gestione della crisi

Che cos’è la notizia? -> è un fatto originale capace di suscitare un’emozione del pubblico (cattura

l’attenzione dando un’emozione). La notizia deve essere interessante per tutti, o almeno per molti.

Intervento 2 19/10/2006

Sergio Grati, organizzazione eventi

Organizzazione eventi:

- momento concettuale

- momento visuale

- momento di costruzione

- evento in sé, con spettacoli ecc.

Un evento è un mezzo di comunicazione vero e proprio, caratterizzato da un contatto diretto ed

emotivamente coinvolgente col proprio target.

- manca la cultura: in Italia manca una cultura diffusa, strumenti, riviste ecc.; solo negli ultimi

2 o 3 anni si sta sviluppando qualcosa

- ha origini antiche

- negli anni ’90 nascono in Italia gli eventi aziendali. In essi c’è una componente

autocelebrativa.

Quali messaggi possono veicolare gli eventi:

- valori aziendali

- strategie

- politiche commerciali (più legate alle forze vendite)

- tecniche di produzione innovative

- cambiamenti gestionali

- lancio di nuovi prodotti/servizi

- restyling di immagine

Quali tipologie di eventi esistono:

- lanci di prodotti/servizi

- eventi interni

- convention

- congressi/convegni

- eventi itineranti/roadshow

- B to B

- Celebrazioni anniversari

- Incentive -> viaggi pagati dall’azienda con conferenze ecc.

- Web events

Come nasce un evento:

 Il processo

- Il brief

- Il brainstorming

- La fase creative

- Lo studio di fattibilità

- Il progetto

I punti chiave del brief:

- background aziendale

- le ragioni dell’evento

- gli obiettivi dell’evento

- i messaggi da veicolare

- i target

- il periodo

- la sede

- la durata

Le caratteristiche tecniche:

- nome

- layout grafico

- timing

- strumenti

- allestimento scenografico

- speakers

- testimonial

- spettacolo

- gadget


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze della comunicazione pubblica ed internazionale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione pubblica e di impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Galardi Annalisa.

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