Introduzione - dalla canicola a Katrina
Nel luglio 2003 l'autore del libro si trovava a Mont-de-Marsan in cui la temperatura da alcuni giorni superava i 36 gradi. Al tempo non si parlava ancora della canicola e delle morti eccedenti. Fu l'anno della grande ondata di caldo in Agosto e delle inondazioni nel dicembre dello stesso anno nel sud-est della Francia. Il vero e proprio dramma scoppiò nell'agosto 2003, con la sequela di esitazioni e menzogne da parte delle autorità pubbliche e con un aumento di 15000 morti rispetto al solito.
A partire dalla fine di agosto e dopo l'ecatombe, i francesi iniziarono a preoccuparsi maggiormente dei mutamenti climatici: le tempeste che avevano devastato la Francia il 26 e il 28 dicembre 1999 avevano iniziato a preoccuparli. Ci si interrogò sulle relazioni che potrebbero esistere tra le tempeste del 1999, le catastrofi del 2003, gli uragani del 2004 e del 2005 nel Golfo del Messico e il riscaldamento climatico. Molti si chiedono se era possibile prevedere la canicola del 2003 o limitarne gli effetti.
Su un sito internet di Meteo-France si può leggere che tutte le stazioni meteorologiche del mondo hanno registrato all'inizio del XX secolo un lento aumento della temperatura. In realtà fino al 2000 le medie annuali delle temperature massime giornaliere registrate nel nostro paese per tutto il XIX secolo indicavano un raffreddamento generale di 1,2 °C.
Il tema dell'influenza delle attività umane sull'attuale riscaldamento climatico pone oggi importanti problemi scientifici e suscita numerose controversie: non è stata ancora raggiunta una piena unanimità scientifica sull'argomento. La forza della perturbazione non spiega l'essenza del problema. Non spiega la mancanza di solidità degli edifici, delle infrastrutture urbane e di alcune dighe del sud-est degli Stati Uniti, dopo tanti allarmi, inondazioni, cicloni e morti ogni anno.
Non spiega perché i cittadini di colore siano stati i più colpiti, non spiega i saccheggi e le violenze delle bande armate del paese modello del liberismo economico. La dignità e la solidarietà delle popolazioni del sud-est asiatico colpite dallo tzunami ci danno una lezione sulla quale dovremmo riflettere. Scopo del libro è capire perché le catastrofi climatiche sono prima di tutto disastri sociali e per quale ragione esse sono anche spietati indici dell'indifferenza di quelle che i giornalisti chiamano "le élites".
Drammi climatici o incuria politica?
Luglio 1995: durante una canicola (nome romano della stella Sirio, costellazione del cane maggiore e sorge insieme al sole nel periodo estivo in cui si manifesta la canicola) di soli quattro giorni, più di 730 persone muoiono per il caldo a Chicago, dove le temperature raggiungono a tratti i 46°C. A fine giugno 1995 un documento ufficiale del ministro della salute americano aveva contato 5379 morti provocate dal caldo che colpì gli Stati Uniti tra il 1979 e il 1992. Gli abitanti di Chicago quell'anno svuotarono i negozi di climatizzatori e ventilatori.
Morti per il caldo
La società elettrica non riesce più a far fronte all'aumento dei consumi, i black out si moltiplicano e gli impianti rimangono senza corrente. Si tratta di una società privata, la Commonwealth Edison. Lo scopo principale di un'azienda privata è realizzare profitti. Nei quartieri poveri l'unica soluzione per rinfrescarsi è spruzzarsi l'acqua: gli idranti vengono aperti abusivamente, l'acqua viene a mancare in numerosi quartieri aggravando la disidratazione di anziani, ammalati e neonati, la polizia interviene e cominciano così le guerriglie urbane per l'acqua. In conseguenza gli ospedali diventano sovraffollati e gli obitori saturi. Sono i poveri dunque a pagare il tributo più pesante, mentre le autorità e perfino il sindaco democratico Richard M. Daley scaricheranno le responsabilità alla società elettrica e alle stesse vittime.
La canicola del 1976 in Francia: 6000 morti
La siccità del 1976 in Francia ha provocato 6000 morti eccedenti rispetto agli anni normali. Nel 1983 l'ondata di calore ha causato 300 decessi eccedenti nella sola regione di Marsiglia. Nell'ultima settimana di luglio del 1983 le temperature minime a Marsiglia non sono scese sotto i 28°C, mentre le temperature massime erano comprese tra i 35 e i 41°C. Il termometro non ha segnato mai valori inferiori ai 20°C.
Nei mesi di giugno e luglio del 1983 in tutta la Francia il tasso di mortalità è aumentato fino ad un totale di 4700 decessi eccedenti. Negli ultimi dieci anni del mese di luglio 1983 il tasso di mortalità è più che raddoppiato a Marsiglia: la mortalità è stata più alta tra le donne che gli uomini, ma ha colpito soprattutto anziani. Come regola la soglia è 35°C di giorno, quando durante la notte è stata raggiunta una temperatura di 22°C: il centro meteorologia dell'aeroporto Marseille-Marignane segnala questi dati al laboratorio di sanità della facoltà di Medicina e avvertite quindi la stampa e la tv. Questa notizia è stata pubblicata dalla rivista Santé publique, rivista scientifica francofona con tanto di comitato di lettura: indi per cui non manca di serietà.
Tra il 1992 e il 2003 non è stato fatto niente per garantire un'informazione delle persone a rischio. Si è dovuto aspettare la fine della primavera 2004 perché le farmacie cominciassero a diffondere consigli in materia di lotta contro la canicola.
La canicola dell'agosto 2003 in Francia: 14802 morti ufficiali
Le prime due settimane dell'agosto del 2003 la soglia dei 35°C viene superata del 70% delle stazioni di Meteo-France. Le temperature massime medie superano di 2°C quelle delle ultime tre estati più calde (1976, 1983 e 1994). Nel 15% delle stazioni meteo si raggiungono i 40°C. A Parigi le minime restano al di sopra dei 23°C tra il 7 e il 14 agosto. Nella notte tra l'11 e il 12 agosto il termometro non è mai sceso al di sotto dei 25,5°C. I nove giorni consecutivi hanno presentato minime che hanno superato i 20°C e le massime hanno superato i 35°C.
Non si conosce il numero ufficiale dei morti totali causati dalla canicola: sono stati registrati solo i decessi avvenuti tra il 1° e il 20 agosto 2003. Il Rapport operationnel du systeme d'alerte canicule et santé 2004 dell'Istituto di sorveglianza sanitaria francese ha riportato che il periodo tra il 15 luglio e il 15 agosto 2003 è stato caratterizzato dalla persistenza di forti ondate di caldo. I dipartimenti francesi hanno subito un aumento del tasso di mortalità. Non è facile conoscere le cifre riguardanti il resto d'Europa.
Il fenomeno meteorologico che ha provocato la canicola è stato diverso dai precedenti per intensità e durata: si è trattato di un anticiclone delle Azzorre forte e stabile che si è esteso in Europa da un'immensa dorsale (area anticiclonica di forma allungata) con masse di aria calda e secca provenienti dall'Africa che impediscono il passaggio di aria umida. Poiché l'aria calda del sud del Mediterraneo invade sia gli strati alti che quelli bassi dell'atmosfera, le notti non sono sufficientemente fresche.
Gli esperti avanzano il numero di 35000 morti per le regioni europee toccate da quest'ondata di caldo. I paesi maggiormente colpiti sono stati l'Italia, la Francia, la Spagna e il Portogallo. Quest'ultimo avrebbe dichiarato solo 1316 morti eccedenti tra la fine di luglio e la metà di agosto. L'84% dei francesi deceduti risiedevano dentro case di riposo o in famiglie, comunque non erano solo quindi la colpa è stata attribuita ai parenti delle vittime piuttosto che alle istituzioni. Ricordiamo anche le 57 vittime della regione parigina i cui corpi non furono reclamati dai loro parenti. Nel dipartimento di Val-de-Marne si è registrato il 171% di decessi eccedenti contro il 127% di Parigi.
Nelle banlieue non fa più caldo che in città, ma il tasso di disoccupazione è elevato, le condizioni abitative difficili, gli abitanti partono meno per le vacanze. Anche la città di Parigi ha conosciuto una maggiore mortalità: essa cresce con l'età, raggiunge il 70% nelle persone tra i 75 e i 94 anni e il 120% nelle persone dai 95 anni in su. In ogni caso gli anziani più ricchi sono stati i meno colpiti. In Belgio invece la curva della temperatura della canicola si è situata leggermente più in basso rispetto la Francia: massime non superiori ai 35°C e minime di 22°C. Il sistema delle case di riposo belghe è diverso da quello francese:
- I posti disponibili sono parecchi e dal 1997 al 2002, 25000 posti letto sono stati medicalizzati;
- Il rispetto per la popolazione belga per gli anziani si esprime con un personale più numeroso rispetto in Francia;
- Nei periodi di forte caldo le persone anziane non avvertono la sete oppure non sono in grado di bere da sole o ancora rischiano di soffocare bevendo da sole. Questo richiede maggior personale per dissetare 60 persone contemporaneamente: in Belgio questi assistenti sanitari sono già operativi.
- Le spese di alloggio sono inferiori rispetto la Francia
Detto ciò il governo del Belgio ha dichiarato di non essere stato toccato dalla canicola.
Molti decessi potevano essere evitati
A Marsiglia la canicola fu molto intensa, ma furono seguite le raccomandazioni del professor San Marco. Così le morti eccedenti non superarono il 17,5%: solo cinque decessi imputabili al caldo. Ripercorriamo le tappe:
- La canicola venne annunciata il primo agosto da Meteo-France;
- Il 3 agosto in alcune regioni vengono battuti record di caldo assoluti. La stampa reagisce, ma prevalgono ancora le preoccupazioni riguardanti la siccità che imperversa da maggio in tutta Europa e le foreste incendiate;
- Il 4 agosto si sono verificati 300 decessi eccedenti: ciò si viene a sapere molto dopo.
- I ministri non si preoccupano dell'ondata di caldo: Jean-Francois Mattei, ministro della salute, presenta una lista di farmaci non più rimborsabili e il ministro dell'ecologia Roselyne Bachelot il 5 agosto emana un decreto che modifica la parte di costa in cui è possibile cacciare anatre e rallidi.
- Il 7 agosto la situazione degenera negli ospedali parigini: numero crescenti di malori dovuti al caldo. Meteo-France stima che l'ondata di caldo si manterrà nei sei o sette giorni successivi e mette in guardia i cittadini contro i rischi sanitari.
- L'8 agosto i pompieri di Parigi contano più di 100 interventi al giorno per malori dovuti al caldo. L'assistance publique-Hopitaux de Paris organizza un sistema di accoglienza a causa delle condizioni climatiche eccezionali, aumenta la capacità di posti letto e rinvia le operazioni meno urgenti, mentre un comunicato del ministero consiglia prudenza. Si registrano già 3900 morti eccedenti.
- Domenica 10 agosto il dottor Patrick Pelloux denuncia in televisione la gestione scandalosa della canicola negli ospedali. Annuncia 50 morti. La direzione generale della sanità francese riconosce un aumento della mortalità e 6541 esiti fatali.
- Lunedì 11 agosto gli ospedali dell'Ile-de-France decidono di passare alla fase due del piano d'azione contro il caldo estremo. Nel pomeriggio Roselyne Bachelot chiama i francesi al senso civico e al risparmio energetico: fa spegnere l'aria condizionata nel suo ministero per dare l'esempio. La sera dello stesso giorno, durante il suo intervento al telegiornale, Jean-Francois Mattei annuncia l'attivazione di un numero verde per la prevenzione contro gli effetti del caldo e della disidratazione. I morti sono arrivati a 8000.
- Martedì 12 agosto c'è una conferenza stampa del primo ministro Jean-Pierre Raffarin in cui annuncia la creazione di posti letto supplementari negli ospedali militari. Dall'inizio del mese 10600 persone hanno trovato la morte.
- Mercoledì 13 agosto le pompe funebri registrano rispetto al 2002 un aumento di mortalità del 37% tra il 4 agosto e il 10. Vengono adottate soluzioni d'emergenza per conservare i corpi (frigoriferi). Mattei ammette che ci sono più morti del solito, ma afferma che il sistema sanitario ha saputo far fronte alla situazione. Raffarin chiede che nell'Ile-de-France venga attivato il piano bianco (piano di organizzazione del sistema ospedaliero in caso di afflusso di vittime o crisi di carattere eccezionale).
- Giovedì 14 agosto Mattei evoca un'epidemia di decessi: parla di 1500-3000 morti. La direzione generale della sanità ne annuncia 3000. Il presidente Chirac fa sapere che segue dal suo luogo di villeggiatura l'evoluzione della situazione. Il primo ministro chiede che il piano bianco sia attivato in tutti i dipartimenti. Attaccato dal partito socialista e comunista, Mattei dichiara di non aver nulla da rimproverarsi.
- Il 15 agosto le temperature si abbassano e il 16 agosto scendono al di sotto dei 30°C. Lo stesso giorno il primo ministro annuncia in una conferenza stampa che avrebbe ricompensato il personale sanitario e di assistenza impegnato nei giorni passati: 90 euro per chi ha lavorato meno di 6 giorni e 130 euro per chi ha lavorato più di sei giorni.
- Il 17 agosto Jean-Francois Mattei annuncia che la situazione è sotto controllo e smentisce la stima di 5000 morti presentata dal dottor Patrick Pelloux.
- Il 18 agosto cambia idea ritenendo plausibile la stima e prendendosela con la direzione generale della salute che non lo avrebbe informato, provocando così le dimissioni di Lucien Abenhaim, direttore generale della sanità.
- Il 20 agosto Raffarin promette di presentare cifre ufficiali sul bilancio della canicola in Francia. Si verrà a sapere dunque che ci sono state 14802 persone morte per il caldo.
Il ministro della salute, i medici del pronto soccorso e le onoranze funebri non disponevano, alla data del 13 agosto, dei numeri per valutare l'entità della catastrofe. Le autorità pubbliche potevano dunque soltanto reagire. Se la politica consiste solo nel reagire ci si condanna all'inoperosità che fu all'ordine del giorno fin dal 3 agosto. Se invece si ritiene che governare sia anche prevedere bisognava allora prendere delle precauzioni efficaci per quanto costose. Nell'estate del 2005, secca ma non canicolare, la stampa gridò alla canicola (allarmi spesso esagerati). Sono stati necessari molti decessi affinché fossero prese precauzioni elementari.
Gli incendi delle foreste
Nel 2003 gli incendi delle foreste furono una conseguenza della siccità che imperversava da diversi mesi in Francia, così come dei venti di scirocco legati alle temperature canicolari che regnavano sull'esagono fin da metà luglio. I più anziani si ricorderanno delle tragedie del 1947 e del 1949 nel dipartimento delle Landes, dove bruciarono 390000 e 140000 ettari e perirono tra le fiamme circa 100 persone. Da allora sono stati tracciati sentieri, disposte strade di accesso e dispositivi di allarme. Questo non è avvenuto però nelle regioni di sud-est. La lottizzazione di alcune zone a fini industriali ha reso difficile la prevenzione e la lotta contro gli incendi è stata complessa e pericolosa. Un tempo gli insediamenti erano costituiti solo da villaggi, più facili da difendere.
Meteo-France mette a disposizione delle autorità pubbliche uno strumento di prevenzione: le stazioni meteo vengono integrate allo stato maggiore di zona dei vigili del fuoco. Il compito del ministro è prendere misure di prevenzione. Il 17 e il 18 luglio del 2003 un incendio devasta il massiccio del Maures, nel Var, distruggendo 10000 ettari nelle regioni di Saint-Aygulf, Issambres e Roquebrune-sur-Argens: 8000 persone devono essere evacuate. Le fiamme raggiungono per fino le strade provinciali. È il più grande incendio verificatosi in questo dipartimento negli ultimi 13 anni. Il 21 luglio Roselyne Bachelot, ministro dell'ecologia, emana un decreto di apertura della caccia alle anatre sul litorale. Il 27 luglio il presidente Chirac si complimenta perché ancora una volta il coordinamento e l'unione hanno premiato nella lotta contro il fuoco. Il giorno seguente però, il 28 luglio, un secondo incendio colpisce ancora i comuni già colpiti.
Il 30 luglio mentre gli incendi infuriano nelle regioni del sud est, la federazione nazionale dei vigili del fuoco di Francia denuncia la mancata anticipazione e attuazione delle misure di prevenzione. Il 31 luglio Sarkozy, allora ministro dell'Interno, annuncia una serie di misure: un importo eccezionale sarà versato ai servizi dipartimentali antincendio e di soccorso. Il 5 agosto in visita nel massiccio di Maures, Roselyne Bachelot condanna la mancata applicazione dei piani di prevenzione contro i rischi d'incendio delle foreste. Il primo settembre le fiamme divampano nel punto di convergenza dei comuni di Cogolin, Grimaud e La Garde-Freinet, sempre nel dipartimento di Var. Tre pompieri muoiono nell'incendio.
Nel 2003 gli incendi nelle foreste avrebbero distrutto nelle regioni mediterranee 63000 ettari e ucciso 10 persone. La flotta di 25 aerei e 8 elicotteri ha effettuato più di 9000 ore di voli operativi e 16000 lanci dalla metà di luglio; sono state sparse 5000 tonnellate di prodotti ritardanti. Il 2 settembre Sarkozy promette di sostituire i due vecchi Fokker 27 della protezione civile e viene deciso di ordinare anche 3 Canadair e degli elicotteri. A novembre si viene a sapere che un importo di 45 milioni di euro sarebbe stato aperto nella rettifica alla finanziaria per il 2003 per consentire la sostituzione del Canadair perso e dei due Fokker con un aereo di grande capacità.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Economia della cultura, Prof. Castellani Massimiliano, libro consigliato Economia delle arti, Cande…
-
Riassunto esame Psicologia della comunicazione, prof. Caterina, libro consigliato: Moda, relazioni sociali e comuni…
-
Riassunto esame sociologia della comunicazione. Libro consigliato La scienza della comunicazione, Morcellini, Fatel…
-
Riassunto esame Sociologia della comunicazione, Prof. Lalli Pina, libro consigliato Le rappresentazioni sociali , M…