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Sembrano disconfermate:

teoria della catarsi (visione di spettacoli violenti come “valvola di sfogo” dell’aggressività che così non

• sfocerebbe in effettivi comportamenti aggressivi);

teoria della predilezione (sono le persone disposizionalmente violente che cercano gli spettacoli violenti);

• teoria dell’ostracismo (le persone violente trascorrono più tempo da sole, ergo guardano più TV, ergo più

• spettacoli violenti);

teoria del convenzionalismo (sono proprio le persone più placide quelle che passano più tempo davanti

• alla TV, ergo le più esposte a spettacoli violenti).

Capacità dei mezzi di comunicazione di istigare al suicidio per imitazione: le evidenze di ricerca, non univoche,

sembrano a favore di una conferma dell’ipotesi; le cronache di suicidi possono generare un aumento dei casi di

suicidio, nonché suggerire l’adozione di modalità di suicidio analoghe a quelle dei casi riportati. L'entità

dell'effetto varia a seconda della rilevanza data all'evento e a seconda della zona in cui la cronaca è stata più

presente. Anche alcuni incidenti mortali (senza coinvolgimento di altri) potrebbero essere suicidi dissimulati e

rispecchiare il desiderio di farla finita → aumento incidenti nel terzo giorno successivo alla notizia di un

suicidio; tre giorni servono per metabolizzare la notizia o per dissimulare la relazione tra il proprio atto e quello

apparso nelle notizie. Correlazione tra l'età del suicida famoso e guidatori vittime di questi incidenti.

Film sul suicidio non incide sulle frequenze totali dei suicidi ma sulle modalità di esecuzione.

La variabile cruciale risulta essere il livello di identificazione tra il soggetto e il protagonista del caso di suicidio:

se elevato, favorisce maggior coinvolgimento emotivo (aumento del cattivo umore dopo notiziario), miglior

ricordo della cronaca del suicidio (peggiore delle altre notizie). Risultati opposti per bassa identificazione.

Comportamenti prosociali indotti dai mezzi di comunicazione di massa

Nei bambini, l’osservazione in TV di comportamenti prosociali sembra favorire la messa in atto di comportamenti

analoghi, anche se non sono ancora chiare la generalizzazione a situazioni differenti da quella sperimentale e la

capacità di perdurare.

La TV può incidere indirettamente sull’adozione di comportamenti positivi favorendo l’acquisizione di

atteggiamenti prerequisiti. Nonostante si abbiano effetti solo su atteggiamenti espressi verbalmente, non sui

comportamenti connessi, si può ottenere la riduzione di stereotipi direttamente (proposta di contro

argomentazioni rispetto allo stereotipo, che ne pongono in luce la scarsa validità) o indirettamente

(presentazione di personaggi non stereotipici appartenenti al gruppo stereotipizzato).

Perché la comunicazione contro-stereotipica sia efficace:

il personaggio, oltre a non essere stereotipico, deve essere giudicato positivamente dai destinatari della

• comunicazione;

non deve essere reso saliente il suo essere un esemplare periferico della categoria stereotipizzata: i soggetti

• non devono essere indotti a valutare consapevolmente l'atipicità degli esemplari, che devono essere

giudicati positivamente a priori;

la credibilità della fonte contro-stereotipica è importante nella modificazione degli atteggiamenti, ma ha

• effetto solo in condizioni di basso coinvolgimento dei soggetti (euristiche di giudizio);

per i bambini (a scuola), devono esserci adulti che invitano alla discussione, interagendo con colui verso

• il quale gli atteggiamenti stereotipici sono rivolti; all'individuo → elaborazione più profonda del

il messaggio deve risultare direttamente indirizzato

• messaggio.

I mass media sono efficaci nell’aumentare le conoscenze delle persone circa un determinato tema e nel modificare

i loro atteggiamenti, ma da soli non sono sufficienti ad attivare cambiamenti comportamentali, che necessitano

dell’apporto di figure esperte o di dinamiche di gruppo.

I bambini e i mezzi di comunicazione di massa

Tempo di esposizione alla TV: 6-10 anni (media 3 ore/giorno con punte di 6, nel 1988).

Meno del 50% dei bambini di età inferiore ai 6 anni è in grado di capire la metà di materiale televisivo che dagli

adulti viene giudicato come adatto a quella età. Gli episodi di violenza vengono giudicati con criteri diversi da

percettive). E’ necessario considerare le

quelli degli adulti (più dei contenuti, influiscono le caratteristiche

capacità sociali, emozionali e cognitive raggiunte (capacità di attenzione, rappresentazione, comprensione,

ritenzione di info, assunzione di ruolo).

Anche i bambini molto piccoli non sono fruitori passivi della TV: pur esposti per molte ore, mantengono o

distolgono l’attenzione in funzione della comprensibilità e dell’interesse del contenuto, utilizzando spesso il

sonoro come indicatore predittivo. Mentre il numero di elementi ricordati di una storia può essere persino più

alto nei bambini più piccoli, solo a partire degli 8 anni il bambino ha un livello di elaborazione semantica, 6

capacità di fare inferenze e disponibilità di conoscenza schematiche tali da permettergli di cogliere le

informazioni centrali di una storia nonché quelle implicite che giocano un ruolo essenziale nel suo dispiegarsi.

La distinzione tra programmi e pubblicità è problematica fino a 6 anni, tra i 7 e i 10 anni non è chiara la

funzione della pubblicità, ma c’è delusione per oggetti presentati come meravigliosi che si rivelano poi stupidi e

anni è chiaro l’intento di vendita e profitto della pubblicità, ma permane (come

noiosi. Verso gli 11-12

nell’adulto) l’influenza e il comportamento d’acquisto. La distinzione tra personaggi di realtà e di fantasia è

problematica è fino ai 9-10 anni.

Gli studi sulla relazione tra fruizione della televisione e sviluppo cognitivo, apprendimento scolastico e creatività

hanno dato risultati controversi (correlazioni spurie, prodotte da variabili socio-demografiche e personali):

interruzione di 6 settimane nell’utilizzo della tv → aumento Q.I. e stimoli ad attività (lettura e pittura);

• utilizzo della TV → effetto positivo nel ridurre il gap tra gruppi con differente status sociale;

• → capacità di lettura minore in bambini con Q.I. medio alto, ma maggiore in

elevata fruizione di TV

• bambini con Q.I .basso;

esposizione a programmi ben costruiti, in determinate condizioni di visione → effetti positivi

• sull’apprendimento.

Cap 5 VERSO UN MODELLO PSICOLOGICO DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA

L'approccio cognitivista

Cerca di individuare quali sono e come operano le strutture che danno significato all’esperienza dell’individuo e

come possono essere modificate dalla presentazione di nuove info.

Le info vengono selezionate, manipolate e organizzate in modi tipici e indagabili. Il nostro sistema cognitivo

presenta dei limiti e utilizza specifiche strutture (categorie e schemi) per lavorare sulle info, compiendo scelte di

priorità e cercando vie più rapide per arrivare a giudizi motivati. Al termine dei processi di elaborazione il

prodotto di conoscenza deve essere soggettivamente coerente con il sistema di conoscenze e valori.

Le strutture schematiche

Schemi: strutture di dati organizzati in M.L.T., conoscenze su concetti, oggetti, eventi e relazioni che li legano.

Reticoli di info disposte verticalmente (gerarchia) e orizzontalmente (relazioni tra elementi diversi).

Le info in entrata vengono inserite in unità conoscitive articolate e funzionali: l’attivazione di un nodo dello

schema fa sì che vengano recuperati valori di default che aiutano a colmare i vuoti di un'info incompleta.

Tipologie di schemi, secondo il tipo di relazione che lo schema incorpora e rappresenta:

relazioni spaziali (schema del volto umano, della disposizione delle stanze in un edificio): rappresentano

• sia gli elementi costitutivi sia le relative posizioni;

relazioni temporali: script o copioni, serie di azioni stereotipate che hanno luogo in uno specifico scenario

• ambientale e/o sociale (ristorante);

relazioni logiche: ogni concetto o info richiama dalla memoria altre info che si pongono in rapporto logico

• con essi.

Le strutture schematiche intervengono a livello della codifica delle info e a livello del recupero in M.L.T.:

guidano la produzione di inferenze e facilitano l'elaborazione di info congruenti ad esse. A volte, però, info

incongruenti possono venir ricordate meglio perché estranee allo schema, sottoposte ad accurata elaborazione.

Interpretiamo le info secondo i “nostri” schemi: uno dei più potenti schemi organizzativi è quello inerente al self.

Non è possibile individuare tendenze assolute nel modo in cui accogliamo le proposte dei media in quanto vi è

interazione tra i contenuti oggettivi e gli schemi che ciascuno utilizza: ciò che leggiamo, vediamo e ascoltiamo è

largamente dipendente dalle condizioni in cui ci troviamo, codificando e recuperando il materiale.

La comprensione dei testi

Due prospettive di analisi della questione:

La costruzione del significato di un messaggio è diretta dagli elementi impliciti forniti da chi lo produce: è

• possibile, attraverso differenti formulazioni linguistiche, indirizzare le inferenze ed i processi deduttivi

dell'audience (emittente in primo piano).

Il fruitore dei media è in primo piano: nelle prime fasi di comprensione, le precedenti conoscenze e gli

• elementi contestuali intervengono per definire il significato appropriato da attribuire a ciascun termine.

Dati i possibili diversi significati di uno stesso termine, esistono processi che attivano il significato

appropriato inibendo gli altri. Vengono prodotte inferenze funzionali per la comprensione (nessi causali,

motivi e conseguenze), si assume il punto di vista del protagonista e di chi invia il messaggio e si presta

attenzione alle caratteristiche della cornice all'interno della quale il testo viene letto. 7

Le relazioni e le inferenze causali

Uno dei tipi di legame logico più studiati in relazione alla comprensione dei testi è la causalità (antecedenti che

spiegano le ragioni del verificarsi di un evento e le sue conseguenze). Tanto più le frasi sono interconnesse da

vincoli causali tanto più rapida è la lettura (coerenza interna al testo → miglior ricordo). Tanto più tempo passa

tra l'ascolto e il recupero, tanto più si accentua la differenza tra le info casualmente rilevanti e quelle no.

Proposizioni di connessione che costituiscono una plausibile inferenza causale vengono inserite nelle

ricostruzioni dei testi anche se non esplicitamente presenti nel testo originario. Minore è la conoscenza di un

argomento, maggiore sarà la predilezione per la modalità del guardare verso gli antecedenti, piuttosto che alle

conseguenze degli eventi. La semplice convinzione di possedere info può indurre a formulare più giudizi e a

formularli più estremi, ancorati alle conoscenze stereotipiche del soggetto.

Inferenze causali, percezione e giudizio sociale

È molto probabile che un individuo effettui in modo automatico delle inferenze attribuzionali (riconducendo il

comportamento altrui a caratteristiche interne) tutte le volte che osserva un comportamento di un'altra persona.

Solo in un momento successivo è possibile correggere l'impressione iniziale, a condizione siano disponibili

sufficienti risorse cognitive. In situazione di risorse limitate, sono le info riguardanti il linguaggio non verbale

ad avere il sopravvento su quelle di tipo linguistico: si è maggiormente tutelati dalle lusinghe della componente

verbale della comunicazione.

Prestare troppa attenzione agli aspetti non verbali può far correre rischi, essendo processi di valutazione che

richiedono un'attenta valutazione dello stimolo e che portano a cogliere solo aspetti macroscopici e vistosi.

Inferenze di tipo goal-directed

Un altro tipo di legame logico tra i più studiati in relazione alla comprensione dei testi è la finalità. Le persone

generano in modo spontaneo inferenze a proposito dei possibili obiettivi che un attore sociale si propone di

realizzare, tenuto conto della situazione in cui si trova. I tempi di lettura si riducono se le frasi sono legate da

inferenze goal-directed, il ricordo è maggiore per le frasi in cui lo scopo dell'azione è esplicito o in cui il legame

tra l'azione e lo scopo è forte.

Lo scenario interpretativo in cui collochiamo il messaggio persuasivo influenza la capacità dell'interlocutore di

persuaderci. Se la motivazione viene fornita direttamente si accresce la probabilità che una richiesta venga

accettata, a prescindere dalla sua bontà (es.: fare fotocopie).

Le persone sembrano continuamente impegnate a decifrare i motivi che guidano il comportamento altrui

basandosi sulla conoscenza di schemi tipici; tutto ciò che è in grado di modificare gli scenari consueti può

rendere gli individui maggiormente esposti all'azione di scaltri persuasori.

L'automaticità dei processi inferenziali e di attivazione semantica

Le inferenze vengono compiute durante l'esame del materiale (on-line, in modo spontaneo e non consapevole) e

in momenti successivi (off-line, si riprende in considerazione il materiale per produrre nuove relazioni o

arrivare a nuove conclusioni; inferenze generate in modo consapevole e controllato).

Le info sembrano rappresentate in memoria sotto forma di reticoli; ogni concetto è un nodo, legato agli altri del

reticolo attraverso i legami logici. I concetti che attivano un nodo attivano anche quelli ad esso collegati; la

forza dell'attivazione dipende dalla forza del legame che unisce i nodi (inferenze sovraordinate: obiettivi

primari; inferenze subordinate: obiettivi secondari). L'attivazione di un concetto ha ripercussioni su come

verranno elaborate le successive informazioni: rendere saliente un concetto fa sì che venga utilizzato con

maggiore probabilità quale chiave di lettura per dare valore e significato alle nuove info in entrata.

un’informazione è spesso recuperata più rapidamente se un’altra informazione ad essa strettamente

Priming:

legata è stata da poco recuperata o innescata (componente affettivo-valutativa, cognitiva e comportamentale). I

fenomeni di priming attivano non solo un'area semantica ma anche un'area di valore: presentare un concetto

connotato positivamente fa sì che una molteplicità di aggettivi, anche non relati, siano connotati positivamente.

Gli effetti dell'attivazione di stati di umore sono di massima importanza nello studio delle comunicazioni di

massa: i costrutti congruenti con il tono d'umore sono maggiormente accessibili e guidano la percezione e la

codifica dei nuovi stimoli.

Il tempo di risposta è un indice indiretto, ma valido, del grado con cui un costrutto risulta accessibile nella mappa

dei significati posseduti dall'individuo; i costrutti maggiormente accessibili sono quelli che verranno attivati per

dare significato a stimoli ambigui (effetto anche non consapevole).

Alcuni costrutti, se molto salienti per l'individuo, divengono accessibili in modo cronico. Uno dei fattori che

incide sull'accessibilità di un costrutto è la frequenza di attivazione, che permette al materiale depositato in

memoria di rendersi facilmente disponibile in fase di giudizio. 8

Il prime esercita effetti sia sulla percezione e sulla valutazione di stimoli sociali, sia sui comportamenti

(→ assimilazione, ma anche contrasto).

La percezione subliminale

Rapide presentazioni, al di sotto della soglia di riconoscimento del soggetto, possono influenzare l'elaborazione

delle info successive. Lo studio sul cinema di Fort Lee, effettuato negli anni cinquanta, suscitò molto clamore

ma non fu mai chiaro a cosa fosse realmente dovuto l'incremento della vendita di pop corn.

I risultati sul priming indicano che un soggetto può essere influenzato da stimoli che non è in grado di

riconoscere. In letteratura mancano riscontri chiari e univoci circa l'influenza che gli stimoli subliminali hanno

sul comportamento.

I processi che guidano l'agire non sono limitati alla percezione; un conto è incidere sui comportamenti immediati,

altro conto è presupporre effetti a lungo termine; in condizione di laboratorio è possibile inviare messaggi senza

interferenze, mentre in condizioni naturali la componente interferente è elevata, tanto da coprire gli eventuali

effetti del materiale subliminale.

Nonostante sia dubbio l'effetto, la paura dell'individuo di essere eterodiretto ha generato una rigida legislazione

riguardo l'utilizzo dei messaggi subliminali.

E' possibile, inoltre, poter trarre beneficio da specifiche presentazioni subliminali (audiocassette per aumentare

memoria → non si verificava nessun miglioramento nelle prestazioni mnestiche, ma si modificava il vissuto dei

soggetti in relazione all'abilità che supponevano essersi incrementata: effetto placebo).

Gli effetti dei messaggi subliminali sembrano legati a fattori motivazionali o a credenze individuali. E' la

pubblicizzazione dei possibili messaggi subliminali ad esercitare una forte azione di suggestione.

Gli effetti della semplice esposizione

Uno stimolo ripetutamente presentato assume un alone di familiarità ed, in seguito, sebbene non consciamente

riconosciuto, viene giudicato più positivamente rispetto a stimoli analoghi ma sconosciuti. Si possono indurre

modifiche negli atteggiamenti mediante la ripetuta presentazione di materiale stimolo, senza sforzo da parte del

soggetto né utilizzo di argomentazioni a favore del cambiamento.

In condizioni naturali è improbabile che gli stimoli possano presentarsi con tempi di esposizione sottosoglia, ma

ciò avviene anche se il soggetto è inconsapevole non dello stimolo, ma della potenzialità che questo ha di

influenzare le risposte.

Il ricordo di stimoli registrati consapevolmente può mancare senza che ne scompaiano gli effetti. I messaggi che

provengono dai media si pongono all'interno di questa tipologia, meno temuta ma che presenta un'incidenza

superiore.

Ad una percezione consapevole può seguire una mancata capacità di recupero in memoria, la quale può essere

associata alla presenza delle info in sistemi di memoria implicita che, aggirando la consapevolezza, possono

ugualmente influenzare l'individuo (spot pubblicitari non ricordati ma fortemente impattanti sui comportamenti

di acquisto).

Il trattamento differenziale delle info congruenti e di quelle incongruenti al proprio schema

Le info, a seconda che siano congruenti oppure incongruenti, subiscono un diverso tipo di elaborazione. Pensiamo

di dover riportare alla “normalità” una situazione che presenta incongruenze:

Possiamo abbandonare lo schema interpretativo utilizzato ed introdurne uno nuovo, creando un sottotipo

• (individuo simpatico appartenente ad un outgroup avverso → creazione gruppo particolare all'interno del

→ malato di mente).

più ampio outgroup), spostando la categoria (es. cameriere seduto al tavolo

Possiamo elaborare più a fondo le info incongruenti ed in seguito ricordarle meglio: violando le

• aspettative, attirano l'attenzione e necessitano di tempi più lunghi di elaborazione (→ traccia mnestica

duratura e profonda), ma solo se il soggetto ha l'opportunità di compiere attribuzioni che diano senso alle

deviazioni dallo schema;

Possiamo elaborare prevalentemente le info congruenti.

Tanto maggiore è l'intervallo tra la prova e il ricordo, più prevalgono le info congruenti. Nel processo sono

importanti il grado in cui lo schema è radicato, la proporzione di info congruenti e incongruenti e la loro

frequenza, gli obiettivi operanti durante l'elaborazione. In presenza di info riferite a gruppi o ad individui, gli

elementi incongruenti sono più salienti nel secondo caso (individui); con info riferite a tratti di personalità o a

comportamenti, l'effetto di congruenza è più marcato per il primo tipo di info (tratti di personalità).

Molte delle variabili elencate sono manipolabili per influenzare il ricordo dell'audience; quando l'attenzione può

essere interamente dedicata al compito, il ricordo è superiore per le info incongruenti, quando vengono sottratte

risorse cognitive, il risultato si inverte. 9

Le precedenti conoscenze e aspettative sono più rilevanti quando c'è scarsità di risorse cognitive; l'essere vigili

può consentire di cogliere importanti elementi di novità per evitare di emettere giudizi sommari.

Comprensione e memoria

Un americano spende, davanti alla TV, il doppio del tempo di quello dedicato alle interazioni con il prossimo, ma

nonostante ciò la maggior parte delle conoscenze possedute dalle persone sul mondo non deriva da esse;

Visione del telegiornale in un setting “naturale” (casa): il ricordo delle notizie è molto debole sia dal punto di

vista quantitativo, sia della sua estensione temporale. Anche se vengono forniti cues, solo pochi soggetti

recuperano più del 20% delle notizie (scarsa motivazione e molteplici distrazioni).

Effetto marmellata: elementi appartenenti a storie diverse vengono mescolati in fase di ricostruzione del ricordo.

Gli scarsi risultati possono essere attributi sia a limitazioni della mente umana, sia a fattori estrinsechi.

Le caratteristiche della notizia

Notizie dall'interno vs notizie internazionali: è la rilevanza a determinare la performance mnestica. Negli USA,

durante la guerra fredda, si ottenevano brillanti risultati sulle notizie dall'URSS; in Israele, migliori prestazioni

sulla politica interna (conflitto palestinesi-israeliani).

Caratteristiche importanti della notizia per un efficace ricordo:

riferita ad un personaggio famoso;

• evento con rilevanti conseguenze;

• riferimento al vissuto, anche emotivo, di chi è coinvolto;

• presenza di elementi di incertezza e imprevedibilità vs elementi stereotipati e prevedibili.

Il livello del ricordo

Nella rievocazione possiamo privilegiare il livello percettivo, a discapito di quello semantico, o viceversa.

Gli aspetti semantici perdurano in memoria (due frasi diverse per significato ma simili per sintassi, portano a

livelli altissimi di discriminazione tra le due), mentre gli aspetti della costruzione sintattica decadono

velocemente (due frasi con stesso significato e diversa sintassi portano a livelli molto inferiori di

discriminazione).

Se si vuole che gli aspetti percettivi permangano occorre indirizzare l'attenzione verso di essi finché

l'informazione è disponibile.

I commenti verbali forniscono interpretazioni alle immagini: le didascalie delle foto sui giornali servono a

dirigere le attribuzioni di significato alle immagini; quel che rimane è l'interpretazione offerta dal giornale,

spesso incongruente con quanto raffigurato.

Velocità di presentazione

Per le news è importante economizzare tempo condensando molte info in un breve spazio temporale (elevata

velocità di presentazione delle notizie). Il livello di ricordo è costante all'interno di un'ampia gamma di parole;

superata tale soglia la comprensione e il ricordo calano drasticamente, anche se aumenta l'interesse per le info in

versione accelerata.

Il soffermarsi su una notizia

Le info aggiuntive hanno un ruolo nell'influenzare il ricordo di una notizia. Un riepilogo al termine del notiziario

produce un migliore ricordo. Le info aggiuntive connesse con la frase principale incrementano la traccia

mnestica, quelle irrilevanti peggiorano la performance. Sembra che info successive possano interferire con

l'elaborazione di info precedenti: l'immagazzinamento in memoria non avviene in stadi indipendenti.

I meccanismi di interferenza

Il ricordo di una notizia può influenzare quello delle altre info nello stesso notiziario.

L'esigenza di dividere le notizie in aree di contenuto trova ostacoli nel sistema cognitivo umano: interferenza

proattiva (abuso di uno stesso codice generale di rappresentazione).

Il canale di trasmissione e la funzione di supporti visivi

Presentazione delle notizie in forma audio-visiva:

elaborazione più profonda grazie alle modalità congiunte del codice iconico-figurativo e di quello verbale

vs

fenomeni di interferenza tra i due diversi canali.

Il materiale appreso attraverso la lettura è meglio ricordato rispetto a quello appreso attraverso la radio o la TV.

Le variabili dell'audience: il livello di istruzione e le modalità di coinvolgimento.

Il tipo di media preferito e le modalità di fruizione dipendono da diverse variabili, come il livello di istruzione e

di attenzione. I soggetti meno scolarizzati focalizzano l'attenzione su aspetti più concreti delle notizie (notizie

sul tempo) mentre i più colti ricordano meglio notizie più astratte (economia, politica estera). I soggetti di

livello universitario ricordano solo il 5% in più delle notizie; 10


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlessioBellatoOfficial di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione e persuasione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Arcuri Luciano.

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