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Oltre il senso del luogo: media e comportamento

Quasi tutti i ricercatori hanno abbandonato la vecchia teoria ipodermica, cioè una risposta diretta e universale allo stimolo di un messaggio, preferendo invece inserire variabili. La maggior parte degli studi sui media si concentra sui messaggi che i media "iniettano" e non sui modelli di flusso informatico adottati dai diversi media. Negli ultimi 20 anni, delusi dai scarsi risultati di queste teorie, si è passati all'approccio degli "usi e gratificazioni", dove persone e anche bambini piccoli sono piuttosto selettori e proprio perché li usano in maniera selettiva, sono le persone a influenzare i media.

Tuttavia, ci si continua a orientare sul contenuto e sul controllo della tv; il mezzo di comunicazione in quanto tale è considerato un sistema neutro di erogazione, un limite per le teorie, e si cerca di andare oltre. Per fare ciò, bisogna sapere in che modo i mutamenti nei media possono cambiare l'ambiente sociale e in quali modi un cambiamento nell'ambiente sociale può influire sul comportamento degli individui.

Teoria dei media e analisi storica

Si uniscono perciò due prospettive:

  • La teoria dei media e l'analisi storica
  • Il situazionismo: ricerca sui modi in cui il comportamento sociale viene modellato dalle e nelle "situazioni sociali"

Innis vede il controllo sui mezzi di comunicazione come un mezzo su cui si regge il potere politico e sociale. Inoltre, sostiene che i media hanno diverse potenzialità di controllo. Un medium scarsamente disponibile e con codificazione e decodificazione particolare verrà sfruttato da un'élite che ha tempo e risorse necessarie, viceversa un medium molto accessibile alla gente comune tenderà a rendere democratica la cultura. Inoltre, ogni medium ha tendenza a durare nel tempo e a superare facilmente lunghe distanze.

Equilibrio sensoriale di McLuhan

McLuhan parla di "equilibrio sensoriale": analizza i media come estensioni dei sensi. Egli divide la storia in tre periodi: orale, scrittura/stampa, elettronico. Secondo lui, i media elettronici sono prolungamenti del nostro sistema nervoso poiché i sensori ci propongono incontri su scala globale simili a quelli faccia a faccia.

Chaytor ed Elisabeth Eisenstein si concentrano sul passaggio da scrittura a stampa. Ong descrive le analogie tra oralità primaria e oralità secondaria che deriva dall'introduzione dei media, studiando un ritorno alla parola in forma elettronica. Boorstin spiega come i media producano in massa il momento e rendano l'esperienza ripetibile e come appiattiscano tempi e modi.

Teoria e ecologia dei sistemi

Anche se in queste teorie i nuovi media vengono considerati trasformatori di cultura, essi non distruggono i vecchi sistemi comunicativi. Ecco la teoria e l'ecologia dei sistemi che afferma che se aggiungiamo un nuovo fattore a un ambiente preesistente, il risultato non sarà un ambiente più un nuovo fattore, ma sarà un nuovo ambiente e l'ampiezza è data da quanto il nuovo fattore altera le forze del sistema preesistente.

C'è molto scetticismo poiché i cambiamenti informazionali sembrano molto mistici e astratti. Inoltre, teorici come Innis e McLuhan scrivono in modo oscuro, poco chiaro, senza arrivare a definizioni, e attraggono lettori già convinti delle loro argomentazioni. Negli studi sulla teoria dei media, manca il tentativo di collegare l'analisi delle caratteristiche dei media con l'analisi della struttura e delle dinamiche dell'interazione sociale quotidiana.

Situazioni e comportamento

Le situazioni sociali formano la base nascosta dei nostri modelli di azione. Ogni situazione definita prevede regole e ruoli specifici; ogni definizione situazionale assegna e proibisce ruoli diversi a partecipanti differenti. Dunque, bisogna conoscere la definizione della situazione. Si imparano se si assimilano modi di comportamento nelle varie situazioni; a soli quattro anni i bambini capiscono che devono parlare in modi diversi a seconda del pubblico e della situazione. Di solito si presta poca attenzione alle agende delle situazioni perché sono scontate, salvo quando qualcosa va storto, tipo un avvocato in un'istanza di divorzio che si mette a cantare.

Gli effetti delle definizioni situazionali si chiariscono in tre categorie:

  • Comportamenti che si verificano quasi sempre nella situazione data
  • Comportamenti che non si verificano quasi mai
  • Comportamenti che si verificano ogni tanto

Poiché le situazioni sono create da noi, le possiamo anche cambiare; gli individui spesso stabiliscono contratti reciproci per definire e ridefinire le loro interazioni. Tuttavia, ogni volta definita una situazione, siamo legati dalla sua definizione. Gran parte del cambiamento è lento e inconscio. Inoltre, l'evoluzione nelle situazioni sociali è spesso una conseguenza imprevista delle innovazioni tecnologiche (esempio della legge che solo dopo molte generazioni potrà essere considerata naturale poiché integrata nei modi e comportamenti naturali).

Goffman e le situazioni

Goffman è lo studioso delle situazioni; egli vede recitare molti ruoli su numerosi palcoscenici. Egli sostiene che queste rappresentazioni di ruoli sono necessarie per regolare il normale e liscio flusso della vita sociale. Secondo lui, quando entriamo in un ambiente sociale vogliamo e dobbiamo sapere qualcosa a proposito della situazione e degli altri partecipanti per essere adeguati e capire che tipo di comportamento possiamo assumere, poiché anche se non si fa nulla, stiamo dirigendo le energie in una data maniera. Se invece siamo in presenza di altri, siamo disposti al dialogo.

Goffman sostiene che il comportamento di un individuo in un determinato ambiente può essere suddiviso in due categorie: retroscena e palcoscenico. Tutti coloro che recitano un ruolo tendono a crearsi spazi da retroscena dove, assieme ai loro compagni di squadra, si rilassano ed esercitano. Il comportamento da retroscena può sembrare più onesto di quello da palcoscenico, ma la verità sociale è un concetto sfuggente che dipende dalla situazione. Chi interpreta o recita viene considerato disonesto, ma non è così: tutti danno una qualche impressione. Goffman sostiene che le persone oneste sono quelle almeno parzialmente coinvolte nelle loro rappresentazioni.

Ogni individuo percepisce se stesso attraverso il rapporto con le altre persone; anche noi, quando ci immaginiamo in una situazione sociale, spesso assumiamo il punto di vista di un'altra persona. Alcuni studiosi interpretano Goffman come una negazione dell'individualità, altri come celebrazione di questa. Lo studio delle situazioni, sostenuto dal situazionismo, per ora si sofferma sulla descrizione di comportamenti specifici in una situazione.

Il gap teorico

Ci sono difficoltà nell'integrare gli studi teorici alle situazioni, poiché i teorici descrivono come i media rimodellano vasti ambienti culturali ma non ci dicono molto sui modi in cui rimodellano specifiche situazioni o comportamenti. Eppure hanno degli elementi comuni: entrambe affrontano il tema dei modelli di accesso reciproco.

Media, situazioni e comportamento

Oltre il senso del luogo: situazioni come sistemi informativi. Le situazioni sono definite da comportamenti in luoghi fisici. Si tiene conto anche di scopi, regole, ruoli, tradizioni, fattori temporali e caratteristiche delle persone presenti. Ma il luogo sembra essere implicito alla definizione della situazione. Un luogo assume un significato sociale particolare perché la sua collocazione, le sue pareti e porte aperte o chiuse tendono a includere o escludere i partecipanti in modo specifico. Sul comportamento all'interno di una stanza, poi, influiscono anche la temperatura o l'arredamento.

La natura dell'interazione non è determinata dall'ambiente fisico poiché oltre al luogo c'è un altro elemento chiave: le barriere che si frappongono alla percezione. Infatti, il luogo è una sottocategoria del campo percettivo (esempio dei camerieri). Perciò le situazioni sociali e i comportamenti all'interno della società possono essere modificati dall'introduzione di nuovi mezzi di comunicazione. Infatti, con gli incontri mediati, le situazioni sociali non si limitano agli incontri faccia a faccia in luoghi e tempi determinati. Perciò, prendiamo in considerazione il concetto di modelli di accesso all'informazione.

Nuovi media, nuove situazioni

Ci sono molte analogie tra flusso informatico attraverso i media e il flusso informatico negli ambienti fisici. Per esempio, prima che una porta si apra o prima che una persona risponda al telefono, i venditori sono ancora nel retroscena. Ma la linea di confine tra retroscena e scena non è necessariamente fisica, ma è informativa. In un certo senso, guardare la tv è come osservare attraverso uno specchio a senso unico degli individui che sanno di essere osservati da milioni di persone. Un aspetto che distingue le comunicazioni mediate dalle comunicazioni dirette è l'assenza di rischio di essere coinvolti o colpiti a livello fisico.

Un cambiamento soltanto dell'ambiente non provocherà un cambiamento completo o immediato, ma se gli ambienti delle situazioni si dividono o spariscono, sarà impossibile conservare le vecchie definizioni delle situazioni.

Situazioni nuove, nuovo comportamento

Comportamenti davvero nuovi possono emergere solo quando le definizioni delle situazioni cambiano radicalmente. In definitiva, l'introduzione di nuovi media può portare a nuovi modelli di comportamento sociale, proprio perché le situazioni e i comportamenti all'interno della società possono essere modificati.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione e Processi Culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Pecchinenda Gianfranco.
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