Il campo della comunicazione politica
Comunicazione politica: scienza multidisciplinare, racchiude prodotti come giornalismo politico, pubblicità elettorale, dibattiti tra candidati, ecc. La comunicazione politica ha origine quando la filosofia greca inizia a riflettere sul potere, dando vita al discorso persuasivo (retorica = arte della persuasione, attraverso cui i cittadini si scontrano, discutono e fanno politica). Altri termini risalgono a questo periodo, ad esempio la parola candidato, che era un pretendente a cariche pubbliche che durante la campagna elettorale indossava una toga bianca. Con la fine della Repubblica Romana, la democrazia elettorale scompare per 18 secoli. L'unico tipo di comunicazione lontanamente parente alla comunicazione politica è la manipolazione dell'informazione e della cultura. Solo dopo la firma della Costituzione americana e la Rivoluzione Francese possiamo ritrovare forme di comunicazione politica, si diffonde anche il giornalismo libero, e in seguito le libere elezioni diventano il fondamento delle moderne democrazie, dando vita alle campagne elettorali e alla moderna comunicazione politica.
Si può parlare di comunicazione in senso pieno solo con la nascita dei mezzi di comunicazione di massa (cinema, radio, TV). Tra le due Guerre Mondiali, la comunicazione politica ha subito un brusco arresto. Gli USA sono il più grande laboratorio di comunicazione politica grazie alla stabilità delle istituzioni e alla grande libertà di cui godevano i mezzi di comunicazione. Il marketing politico è nato insieme alla democrazia, sperimentato negli USA. Oggi la politica non può prescindere dai mass media; è cruciale, nello sviluppo della comunicazione politica, la trasformazione del modello di spazio pubblico (o sfera pubblica) che vede i cittadini come depositari delle strutture e dei processi di democrazia. Il carattere fondante della comunicazione politica è il suo legame con il contesto e le regole della democrazia, distinguendosi nettamente dalla propaganda.
Sfera pubblica culturale e politica
Dahlgreen distingue in: sfera pubblica culturale (quella in cui circolano le idee sulla letteratura e sulle arti) e sfera pubblica politica (dialogo sociale, che tocca temi di interesse comune). Grazie ai mass media e all'informazione in tempo reale è stata creata una cittadinanza critica e informata? Ci sono due scuole di pensiero:
- Pessimismo scuola di Francoforte: vedono nell'azione dei media un impedimento alla crescita e all'informazione dei cittadini.
- Altri: credono che i mass media creino uno spazio pubblico allargato che supera i confini eletti all'epoca della stampa. Lo spazio dei media tuttavia non esaurisce lo spazio pubblico, in quanto esiste il territorio della società civile all'interno del quale nascono sensibilità verso issues (femminismo, terzo mondo, ecc.). Si sviluppano dibattiti raccolti e diffusi poi dalla stampa specializzata e che raggiungono i mass media.
Modello pubblicistico-dialogico della comunicazione politica
M: sistema dei media
C: cittadini
P: sistema politico
d: comunicazione politica mediatizzata
Le istituzioni politiche (governi, partiti, leader, ecc.) interagiscono con i cittadini, e questi con le istituzioni politiche, creando uno spazio condiviso. Gli attori politici tengono rapporti di comunicazione anche con i media e viceversa, dando vita allo spazio comunicativo. I media si relazionano con i cittadini e si crea uno spazio comunicativo di tipo informativo. I tre spazi comunicativi costituiscono una rete di scambi di natura politica, cioè una comunicazione politica. Lo spazio d costituisce invece la comunicazione politica mediatizzata. Il modello pubblicistico-dialogico della comunicazione politica è così definito perché colloca tale comunicazione all'interno di un più ampio processo di interazioni discorsive tra tutte le componenti dello spazio pubblico.
Modello mediatico
Mediatizzazione della politica: secondo questo modello l'azione della politica oggi avviene all'interno dello spazio mediale o dipende in maniera rilevante dall'azione dei media. Questa prospettiva si innesta in due diverse scuole di pensiero politologico:
- Concezione competitiva del mercato: i media
- Democrazia del pubblico: i media sono il nuovo foro della rappresentanza politica
Secondo questo modello, i media non sono degli attori primari ma si identificano largamente con lo spazio pubblico. La comunicazione politica è il prodotto dell'interazione e competizione tra i diversi attori nello spazio pubblico mediatico. La comunicazione di ognuno dei tre attori è differente:
- Il sistema politico magistratura, capo dello stato, governo, ecc. -> comunicazione principalmente istituzionale. Partiti, movimenti, ecc. -> comunicazione non istituzionale.
- Il sistema dei media: insieme delle istituzioni mediali che svolgono attività di produzione e distribuzione del sapere: informazione, idee, cultura.
- Il cittadino-elettore: i cittadini possono far sentire la propria voce creando gruppi o associazioni.
I flussi della comunicazione politica
- Dal sistema politico al sistema dei media: il sistema politico mira ad estendere la sua influenza e il suo controllo sui media e può assumere diverse forme (regolamentazione, media e news management, informazione).
- Dal sistema politico al cittadino-elettore: comunicazione pubblica o istituzionale, contatto personale, propaganda pubblicitaria.
- Dal cittadino-elettore al sistema politico: risposta del cittadino-elettore ai messaggi provenienti dal sistema politico (voto, dibattito pubblico, interazione diretta).
- Dal sistema dei media al sistema politico: informazione, vigilanza/critica, partigianeria, mediatizzazione.
- Dal sistema dei media al cittadino-elettore: informazione, informazione partigiana, pubblicità.
- Feedback, es. decidere se cambiare canale, acquistare o meno un giornale.
- Dal cittadino elettore al sistema dei media: comunicazione politica, lo scambio e il confronto dei contenuti di interesse pubblico-politico prodotti dal sistema politico, dal sistema dei media e dal cittadino elettore.
La comunicazione politica si può definire meglio osservando le sue tre dimensioni:
- Pragmatica: è usata per convincere, persuadere, ecc.
- Simbolica: la comunicazione politica passa attraverso riti di manifestazione del consenso/dissenso.
- Strutturale: la comunicazione politica transita sui canali istituzionali (parlamento, PA), sui canali mediali e interpersonali.
La comunicazione politica è una materia multidisciplinare che copre aree di maggior interesse come retorica, propaganda, cambiamento degli atteggiamenti. La comunicazione politica è composta da vari settori (comunicazione elettorale, comunicazione politica e l'informazione, il voto, rapporto tra governo e organi di informazione). Retorica politica, l'informazione e gli atteggiamenti politici.
Tre fasi della comunicazione politica dalla fine della 2° GM ad oggi
- 1° fase (dal dopoguerra agli anni '50): la comunicazione politica era subordinata a un sistema di istituzioni e fedi politiche molto salde; forte adesione e appartenenza dei cittadini ai partiti.
- 2° fase (dagli anni '60 agli anni '80): diffusione TV; allentamento fedeltà partitiche; grazie alla TV si possono raggiungere segmenti dell'elettorato da sempre scarsi consumatori dei vecchi media; il linguaggio TV più accessibile.
- 3° fase (dagli anni '90 ad oggi): abbondanza mezzi di comunicazione; mutazione della comunicazione politica: professionalizzazione del rapporto con la pubblica opinione (politici ricorrono a professionisti della comunicazione), aumenta la competizione tra i contenuti dei media e la comunicazione politica, rapido declino delle ideologie (populismo), moltiplicazione canali di comunicazione permette ai politici di confezionare i messaggi e indirizzarli a pubblici specifici, consumo occasionale di comunicazione politica.
Sistema politico e mass media
La comunicazione politica è il prodotto dello scambio tra i tre attori (sistema politico, sistema dei media e cittadini-elettori), sbilanciato a favore dei primi due mentre i cittadini svolgono un ruolo residuale. Prima di una mediatizzazione della politica c’è una mediatizzazione della società; tra i media, soprattutto la TV influenza la formazione di mode e gusti ma anche la diffusione di nuove idee. Centralità dei media che non si limitano a fare da tramite ma sottopongono i messaggi provenienti dalla sfera politica ad una importante mutazione per farli corrispondere alle proprie esigenze produttive.
Ma non solo i media sono necessari alla politica, ma è vero anche il contrario, in quanto l’attività dei media è oggetto di regolamentazione da parte della politica e in alcuni sistemi politici media e politici fanno parte della stessa élite di potere. Nella produzione di informazione, questa interdipendenza fa escludere l’eventualità di un’ideocrazia; politica i media dipendono dalle fonti politiche. La comunicazione degli attori politici da un lato è espressione di interessi di parte (propaganda), dall’altro, quando viene fatta dalle istituzioni ha funzione di pubblicità dell’azione di governo.
Il presidente
La ricerca della comunicazione del presidente è soprattutto negli USA (legato alla personalizzazione del potere; il presidente USA è costantemente sotto i riflettori dei mezzi di comunicazione). L'azione di comunicazione del presidente per poter stabilire un contatto con il pubblico segue due strategie:
- Aggiramento dei media: tentativo di evitare il filtro dei media.
- Imbonimento dei media: atteggiamento amichevole e collaborativo.
Media management:
- Concessione/rifiuto ai giornalisti di essere ammessi alla presenza del presidente.
- Scaltra gestione del segreto per alcuni giornalisti e indiscrezioni per altri.
I media americani antepongono l’interesse nazionale agli imperativi commerciali. In Italia i rapporti dei presidenti con la stampa non sono sempre stati tranquilli.
Il governo
La comunicazione prodotta dal potere esecutivo si distingue tra comunicazione pubblica (policy, attiene alla sfera dell’interesse pubblico) e comunicazione politica (relativa all’aspetto politico, rapporti con le forze di coalizione o opposizione, ecc.). Due strategie comunicative del governo:
- Media management: stabilire rapporti collaborativi con i media.
- Information/news management: palese/occulta manipolazione dell’informazione da parte della politica.
Una strategia diffusa nei paesi anglosassoni è lo spin-doctoring: consulenti del leader che hanno il compito di estrarre il meglio da qualsiasi situazione in cui il leader è implicato.
Il parlamento
- Comunicazione istituzionale: bollettini ufficiali, briefings, ecc.
- Comunicazione informale: non ufficiale, accessibile solo ai giornalisti.
- Comunicazione giornalistica: intrecciata con le prime due; la pubblicità è assicurata dall’eco informativa che certe decisioni hanno su giornali e TV e dal fatto che la dialettica politica è oggi in gran parte mediatizzata.
La simbiosi tra giornalismo e politica raggiunge il suo massimo grado nella comunicazione del parlamento. Quando i media si impossessano dell’agenda la possono sconvolgere puntando i riflettori su come il problema viene dibattuto piuttosto che sulla sostanza del tema. A decidere la notiziabilità di un evento non è il parlamento ma il sistema dei media. Per porre rimedio a ciò si è pensato tra le altre cose di trasmettere in diretta TV il dibattito in aula; la telecamera nelle aule ha modificato il modo di comunicare dei politici.
I partiti
È in declino la comunicazione interna al partito; la dialettica intrapartitica sbarca sui mass media; anche la dialettica interpartitica passa dal parlamento alle pagine di giornali o ai talk-show TV; il processo di personalizzazione della politica ha portato ad accrescere l’importanza dei leader; si è così sviluppato il partito mediale, portato da questa mediatizzazione della comunicazione.
I gruppi di interesse e i gruppi di pressione
Associazioni di categoria, sindacati, ecc. rappresentano interessi comuni e sono spesso impegnati in attività di lobby o pressione sui decisori pubblici. I gruppi di pressione perseguono finalità di natura politica in concorrenza con i poteri costituiti:
- Gruppi che agiscono nella legalità (manifestano pacificamente le proprie idee): no-global, ambientalisti.
- Gruppi che agiscono nell’illegalità: violenza organizzata.
Questi gruppi sono resource poor (svantaggiati nell’accesso alle risorse mediatiche) rispetto ai soggetti privilegiati (governo, partiti); per assicurarsi la copertura informativa non devono necessariamente avere accesso ai media, strategie usate:
- Suscitare simpatia all’opinione pubblica.
- Inscenare manifestazioni spettacolari di dissenso.
- Sfruttare pubblicità gratuita ottenuta nella copertura delle provocazioni.
I mass media sono consapevoli di essere in qualche modo usati ma esiste una concordanza di bisogni (si appoggiano gli uni agli altri per raggiungere i propri scopi). I media puntano spesso al sensazionalismo, alle titolazioni-shock; media: informazione di qualità.
Il rapporto tra terrorismo, politica e media: molti giornali hanno avuto crisi di coscienza davanti al dilemma diritto di cronaca/rischio di essere strumentalizzati quando si trattava di decidere se fosse più conveniente alla democrazia ignorare le dichiarazioni dei terroristi o applicare le regole giornalistiche e diventare involontari fiancheggiatori dei terroristi.
La magistratura
È anche essa un potere politico; nell’inchiesta Mani Pulite i giudici sono stati osannati dalla società quando demolivano l’antica classe politica, ma in seguito sono stati accusati di voler delegittimare anche la nuova classe politica eletta dalla maggioranza; nell’inchiesta si è creato un rapporto a tre tra politica, giustizia e mass media. Si è realizzato un circuito mass mediatico che ha esaltato il potere politico della magistratura.
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