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Gli archetipi dell'inconscio collettivo

L'inconscio è qualcosa di incontrollabile; la vita è infatti dominata per 1/4 dal conscio e per i restanti 3/4 dall'inconscio.

Inconscio personale

L'inconscio personale poggia su di uno strato più profondo, ovvero l'inconscio collettivo. Contiene situazioni un tempo consce che sono state rimosse e dimenticate. I suoi contenuti sono i complessi a totalità affettiva che si manifestano tramite l'insicurezza (patrimonio individuale).

Inconscio collettivo

L'inconscio collettivo contiene situazioni che non sono mai state consce, ovvero un patrimonio non individuale ma ereditario e innato comune a tutti gli uomini, che si manifesta in modo simbolico (non necessita di esperienza diretta). I contenuti dell'inconscio collettivo sono gli archetipi.

Archetipo

Il termine archetipo è molto antico e deriva da due termini:

  • Archè: principio, origine
  • Typos: forma, immagine

Ovvero, immagine preesistente, immagini primordiali di comportamenti. I contenuti dell'inconscio collettivo sono immagini comuni fin dai tempi remoti e si esprimono tramite:

  • Rappresentations collectives: termine usato da Levy-Bruhl per designare le immagini simboliche delle primitive visioni del mondo.
  • Mito e favola

Questi si differenziano dagli archetipi in quanto forme già elaborate dal conscio (storiche), mentre l'archetipo è il dato psichico immediato, ovvero non sottoposto ad elaborazione cosciente.

Significato simbolico di archetipo

L'uomo primitivo ha un'anima portata a far risalire qualsiasi esperienza sensibile ad un accadere psichico. Così tutti i fenomeni naturali sono stati mitizzati, rappresentando un'espressione simbolica dell'inconscio dramma dell'anima.

Miti

I miti sono manifestazioni psichiche che rivelano l'essenza dell'anima.

Anima

L'anima contiene tutte le immagini da cui sono sorti i miti (archetipi). Tutte le religioni cercano di afferrare gli accadimenti dell'anima e per tutto ciò che è psiche propongono una formula religiosa più bella e vasta dell'esperienza diretta. Così per lungo tempo queste hanno impedito all'uomo di interrogarsi sul perché di certe sensazioni, visioni o sogni. Quando i simboli religiosi hanno iniziato a crollare perdendo di fascino, l'uomo ha ricercato in altre religioni nuovi simboli capaci di spiegare e giustificare.

L'esperienza della visione di frate Niklaus è un esempio di elaborazione del simbolo. Mostra l'utilità del simbolo dogmatico che dà ad un accadere psichico un significato comprensibile senza danneggiarne il significato. Con l'aiuto dell'immagine dogmatica della divinità il frate riesce ad affrontare le sue esperienze interne.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

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