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Capitolo 1: Il tempo del e nel film

Rappresentazione e discorso

Diegesi = andamento narrativo, enunciazione (nel cinema: rappresentazione)

Tempo e rappresentazione

Il tempo nei film è sempre presente; corrisponde al presente dell’azione rappresentata. Si nota una stretta interdipendenza tra articolazione cronologica e successione causale.

Tempo della lettura

Il tempo nel cinema è un oggetto finito e la rappresentazione è disponibile come fruizione diretta; la temporalità rigida è data dalla successione delle immagini. Il tempo della letteratura invece dipende da chi legge (si possono saltare delle pagine o tornare su pagine già lette), è interdipendente da quello narrato; chi legge opera una decodifica temporale.

Il tempo è un ordine di successione irreversibile. Si distinguono fabula (cronologia degli eventi) e intreccio (montaggio, presentazione degli eventi).

  • t = fabula (tempo oggettivo, semantico)
  • t0 = intreccio (tempo della superficie semantica)
  • t1 = tempo della lettura (quello “vissuto” dal destinatario)

In un libro: t = t0 / t1

In un film: t = t2 = t1

Con il concetto di dureté si indica sia la “durezza” (illusione di realtà data dal film) che la “durata” (tempo che lo spettatore passa davanti al film). Un libro non viene mai presentato secondo la sua durata (= lunghezza, numero di pagine).

I tempi del discorso

Qualunque atto comunicativo è alle prese con il tempo, come oggetto di comunicazione o solo semplicemente perché la comunicazione avviene del tempo. Si possono utilizzare diverse “distinzioni temporali”, quali tempi verbali, avverbi, complementi di tempo, date…

Il tempo verbale mostra il particolare rapporto tra il parlante e l’oggetto del discorso (quello di cui si parla); ha una funzione rappresentativa. In un testo scritto il tempo è quello del lettore; in un testo detto il tempo è quello dell’ascolto che può essere alterato da richieste di sintesi, ripetizioni o anche solo interventi. Il film tende ad essere vissuto come parte del mondo invece che come discorso sul mondo.

Tempo dell’enunciazione

Viene vissuto forzatamente dallo spettatore di un film. Costruzione eterodiretta, esterna allo spettatore e inalterabile (nessuna decodifica). Il tempo dell’enunciazione è diverso dal tempo della rappresentazione di testi filmici, verbali o scritti. La temporalità cinematografica è oggettiva, costruita concretamente.

Es: comunicazione musicale. La musica è un evento: corrisponde all’enunciazione (successione temporale degli elementi = note).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e Tecniche della Comunicazione di Massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Deriu Marco.
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