1 LA COMUNICAZIONE DALLA SOCIETA' DI
MASSA ALLE NUOVE SFIDE DIGITALI
1.1 CAMBIAMENTI DEMOGRAFICI, POLITICI E SOCIALI. DALL’INNOVAZIONE
TECNOLOGICA ALLA DIGITALIZZAZIONE
1.2 TEORIE DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA: L'ETA' DEL POST-VERITA' (vedere libro
BENTIVEGNA)
1.2.1 TEORIA IPODERMICA
1.2.2 LASSWELL
1.2.3 EFFETTI LIMITATI DEI MEDIA
1.2.4 LA TEORIA FUNZIONALISTA DI THEORDORSON (1960)
1.2.5 LA SCUOLA DI FRANCOFORTE (HORKHEIMER E ADORNO 1947)
1.2.6 MODELLO SEMIOTICO-INFORMAZIONALE (ECO E FABBRI)
1.2.7 APPROCCIO MASSMEDIOLOGICO DI LUMHANN
1.2.8 AGENDA SETTING
1.2.9 MEDIA DIGITALI
1.2.10 L'EPOCA DELLA POST-VERITA'
1.1 CAMBIAMENTI AMBIENTALI,
DEMOGRAFICI, POLITICI E SOCIALI.
Dall’innovazione tecnologica alla
digitalizzazione
MACROTREND = i grandi cambiamenti e le principali tematiche che stanno disegnando lo
scenario sociale in cui ci troviamo oggi:
1) DINAMICHE DEMOGRAFICHE = calo della natalità all' invecchiamento della
popolazione mondiale
2) AUMENTO DEI FLUSSI MIGRATORI = che caratterizzano i cambiamenti politici e
sociale e che influenzano l’età contemporanea
3) VARIAZIONE DELLA POPOLAZIONE TOTALE (2015-2050)
Africa sub-sahariana: raddoppierà la propria popolazione
Asia: vedrà crescere la propria popolazione di quasi un miliardo di persone
America latina vedrà anch’essa una crescita demografica
Europa vedrà un calo di natalità e questo fattore sta incidendo molto sulla lettura
sociale e socio-demografica del nostro continente
4) CRISI ECONOMICA PERMANENTE = questo andamento di crisi sta caratterizzando
tutto il mondo occidentale europeo; naturalmente l’Italia ha un andamento negativo
ancora più marcato paragonata agli altri Paesi occidentali, con addirittura un tasso di
crescita ultimo rispetto al reddito pro-capite => CRESCE LA POVERTA'
5) CRESCITA DEI POPULISMI = la crescita del voto ai partiti populisti, negli ultimi dieci
anni fortemente incrementato
6) SENSIBILITA' AMIBIENTALE = sostenibilità, green economy, economia circolare hanno
conquistato centralità all’interno del dibattito pubblico: Greta Thumberg è diventata un po’
un’icona di quello che è comunque un sensibilità che già nel corso degli ultimi anni si
stava consolidando soprattutto nel mondo occidentale. Questa è una delle tematiche che
caratterizza la comunicazione e, nello specifico, le scelte di comunicazione di Paesi, partiti
politici, aziende e società.
7) FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI = tema molto importante perché la FRAMMENTARIETA'
che in questo periodo storico sta caratterizzando la nostra società è il terreno più fertile su
cui i populismi e un certo modo di fare comunicazione che quindi alimentano questi
populismi stanno attecchendo in maniera molto marcata.
Il Papa, rispetto al 2008, sta avendo un consolidamento della propria posizione
sopratutto dopo la nomina di Papa Francesco I
Chiesa e l’Unione Europea, che hanno fatto la storia e hanno rappresentato un punto
di ancoraggio per il mondo occidentale, sono in netto ribasso
8) FIDUCIA NEI MEDIA = anche la fiducia nei media tradizionali (quotidiani, TV, radio)
sembra abbassarsi notevolmente, mentre si alza sempre più la fiducia nei media digitali e
nei social media.
9) DIGITALIZZAZIONE
La digitalizzazione rappresenta un’occasione straordinaria di progresso e sviluppo
della cultura, dell’economia e della società.
75% della popolazione mondiale HANNO UNO SMARTPHONE
57% della popolazione mondiale HA UN ACCOUNT SOCIAL
Avvento del 5G e Intelligenza Artificiale
I nuovi sitemi ridefiniscono le interazioni tra le persone e tra le persone e le cose,
creando valore e annullando gli ostacoli geografici e temporali. Accorciando le
distanze tra le distanze e disintermediando le comunicazioni
Far sapere al mondo i nostri messaggi e comunicare le nostre attività e la modalità
attraverso la quale costruiamo la REPUTATION r
Reputation
è uno strumento chiave per attrarre il consenso degli stakeholders
la gamma valoriale di riferimento varia a seconda del contesto storico
1.2.1 TEORIA IPODERMICA
La teoria ipodermica, o bullet theory, si sviluppa tra gli anni ‘30 e ‘40 e si rifà a uno
schema di matrice behaviorista che prevede una relazione diretta e univoca tra Stimolo e
Risposta: S R.
All'inizio degli studi sulla comunicazione si credeva che ci fosse un rapporto diretto tra
emittente e destinatario, il messaggio potente e diretto arriva al destinatario, era senza
variazione della forma, in maniera diretta e persuasiva, il messaggio arriva a tutti allo
stesso modo.
Le ipotesi su cui si basa la teoria ipodermica sono:
Il pubblico è una massa indifferenziata
I messaggi dei media sono potenti e persuasivi
Gli individui sono indifesi di fronte a loro
I messaggi sono veicolalti da tutti allo stesso modo
La teoria ipodermica rappresenta il primo tentativo di spiegare il rapporto tra media a
individui, ma si tratta di un modello estremamente semplificativo e meccanicistico.
1.2.2 LASSWELL
Un primo avanzamento rispetto alla teoria ipodermica è dato dal modello elaborato da
Lasswell verso la fine degli anni ‘40
Lasswell amplia il concetto sull’analisi dell’EFFETTO determinato sui destinatari
analizzando 5 campi di analisi:
Chi ?
Dice cosa?
A chi ?
Con quale mezzo?
Con quali effetti?
Individua le aree della comunication research
L'analisi di Lasswell si focalizza sull'allarme per dei effetti dei media
1.2.3 EFFETTI LIMITATI DEI MEDIA
Lazarsfeld, Berelson e Gaudet (1948) condussero una ricerca il cui risultato offri elementi
utili ad evidenziale la riscoperta delle reti sociali e il ruolo di influenza esercitato dal leader
d'opinione
Katz e Lazersfeld definirono le VARIABILI INTERVENIENTI elementi che contribuisco a
facilitare o bloccare il flusso della comunicazione. Per interveniente si intende che
intervengono a facilitare o bloccare.
Per dar conto del diverso rapporto tra LEADER D'OPINIONI e media, gli studiosi
elaborarono il FLUSSO A DUE FASI DELLA COMUNICAZIONE:
L’ipotesi del flusso a due fasi della comunicazione si distanzia nettamente dalle ipotesi
semplicistiche e lineari della teoria ipodermica.
Gli individui non sono più isolati socialmente e nella reti vi è una figura filtro che spicca
nei meccanismi di selezione
Le informazioni selezionate vengono trasmesse al proprio gruppo di riferimento che le
rielabora e le trasmette in colloqui informali
1.2.4 LA TEORIA FUNZIONALISTA DI
THEORDORSON (1960)
La società è un insieme di parti interconnesse, nessuna può essere compresa senza le
altre. Un mutamento in una di queste produce squilibri in tutto il sistema fino alla
riorganizzazione del sistema stesso (Theodorson, 1960)
Elementi chiave della teoria funzionalista:
INTERCONNESSIONE delle parti nella società
EQUILIBRIO naturale autoprodotto
RIORGANIZZAZIONE che segue al precedente di squilibrio (risoluzione)
La società è equiparata ad un ORGANISMO BIOLOGICO all’interno del quale i vari organi
si dividono i compiti, lavorando di concerto per mantenere uno stato di equilibrio.
LASSWELL (uno dei principali esponenti della teoria): individua tre funzioni fondamentali
dei media nelle dinamiche sociali:
Il controllo dell'ambiente
La correlazione tra le parti della società ne rispondere alle sollecitazioni provenienti
dall'ambiente
La trasmissione del patrimonio sociale tra le generazioni
Divertimento (quarta funzione aggiunta da Wright)
PARSONE E MERTON: i media contribuisce a soddisfare il bisogno del mantenimento
della struttura valoriale, sostenendo e rinforzando i modelli di comportamento esistenti
nella struttura sociale. I media quindi non producono più effetti ma svolgono una funzione,
non esercitano più una manipolazione ma un’influenza.
SCHEMA DI WRITE (1960): in termini funzionali i rapporti tra media e società devono
essere letti per articolare:
1. Le funzioni
2. Le disfunzioni
3. latenti
4. manifeste delle trasmissioni
5. giornalistiche
6. informative
7. culturali
8. e di intrattenimento rispetto
9. alla società
10. ai gruppi
11. all'individuo
12. al sistema culturale
1.2.5 LA SCUOLA DI FRANCOFORTE
(HORKHEIMER E ADORNO 1947)
Adorno e Horkheimer (1947) coniano l’espressione INDUSTRIA CULTURALE, la
produzione di prodotti culturali è assimilata agli stessi principi di qualsiasi altra produzione
industriale.
L’industria culturale priva i soggetti della loro individualità, punta infatti al divertimento del
consumatore, il quale viene dominato con una fruizione mediale che non deve costare
alcun sforzo
NASCITA DEI GENERI: è la necessità dell’industria culturale di elaborare sia delle regole
per la produzione sia delle regole per il consumo, per rendere la ricerca della
programmazione piu semplice.
L’industria culturale ricorre alla STEREOTIPIZZAZIONE ossia elementi che definiscono il
genere prima che lo spettatore si interroghi di fronte a qualunque contenuto specifico si
trovi
RITORNO ALLA MANIPOLAZIONE: secondo i due studiosi i poteri economici sfruttano gli
individui e si insinuano anche nel loro tempo libero. La manipolazione dei media agisce
sul piano psicologico attraverso messaggi manifesti o latenti
1.2.6 MODELLO SEMIOTICO-
INFORMAZIONALE (ECO E FABBRI)
La SIGNIFICAZIONE è un'operazione che salda insieme il momento della codifica con
quello della decodifica
La nozione di DECODIFICA: con il concetto di codici si rovescia completamente
l'attribuzione di significato al messaggio pervenuto come significante
Il rischio della DECODIFICA ABERRANTE quando il destinatario non possiede i codici
utilizzati
1.2.7 APPROCCIO MASSMEDIOLOGICO DI
LUMHANN
Ciò che sappiamo della nostra società e del mondo in cui viviamo, lo apprendiamo dai
mass media (Luhmann, 1996)
Viene riconosciuto ai media un ruolo importate per la società poiché danno la possibilità
di vivere delle “Secondhand Experiences” (esperienze di seconda mano), ossia vivere
esperienze altrimenti impossibili.
I mass media offrono elementi in base ai quali prendiamo decisioni
1.2.8 AGENDA SETTING
I media hanno il potere di determinare e ordinare gerarchicamente la presenza dei temi in
agenda
La costruzione dell’agenda del pubblico è una conseguenza dell’agenda dei media,
inseriamo nella nostra agenda ciò che i media ci fanno vedere, e tralasciamo ciò che non
abbiamo visto.
1.2.9 MEDIA DIGITALI
L'introduzione dei nuovi media digitali è il piu recente, moderno e complesso contributo
alla modernità
Dalla comunicazione UNO A UNO a quella MOLTI A MOLTI, in uno spazio più ampio
Internet è lo spazio di interazione e conversazione delle informazioni
1.2.10 L'EPOCA DELLA POST-VERITA'
Nella formazione dell'opinione pubblica oramai i fatti oggettivi sono meno influenti degli
appelli all'emozione e alle convinzioni personali e in questo contesto la verità diventa
irrilevante (F. Martini, La fabbrica delle verità)
Non esiste piu una verità oggettiva ma solo la verità delle cose che provocano emozioni
soggettive agli individui o che sono simili alle convinzioni personali.
Risulta più rilevante ciò che viene narrato dagli strumenti di comunicazione rispetto a ciò
che viene comunicato dal sapere scientifico
Nel 2016 due fatti, secondo Fabio Martini erano stati determinati dal concetto di post-
verità:
Brexit (uscita dell'UK dalla UE): nella primavera del 2016 i fautori della Brexit avevano
sostenuto che Londra versava alla UE 350 milioni di sterline alla settimana e che tutto
questo denaro, in caso di leave, avrebbe potuto essere reinvestito nel Servizio
sanitario nazionale. Una falsa promessa perchè era falsa anche la premessa. Ma per
tre settimane la scritta vi aveva campeggiato sui bus rossi a due piani delle città inglesi
e la menzogna era diventata credibile.
Elezione di Trump: Donald Trump, da candidato alla presidenza, aveva sparato una
raffica di balle. Affermando, tra l'altro, che Barack Obama non era nato negli Stati Uniti
e che il padre di un suo sfidante alle primarie repubblicane, Ted Cruz, era amico
dell'assassino di John Kennedy. Un moltiplicarsi di invenzioni che aveva indotto i
canali televisivi Cnn e Msnbc a inserire, durante le interviste a Trump, delle scritte in
sovraimpressione che riportavano l'avvertenza: "L'affermazione è falsa".
2 CORPORATE COMMUNICATION E
COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
2.1 QUANDO ERAVAMO PUBBLICITARI (cap 6.1)
2.2 LA CORPORATE COMMUNICATION E LA REPUTATION (cap 7 )
2.4 L'EVOLUZIONE DELLA CORPORATE COMMUNICATION (cap 7)
2.1 QUANDO ERAVAMO PUBBLICITARI
Un pò di storia della pubblicità
Nel XX secolo la pubblicità diviene una professione
Anni ‘60, la TV - rivoluzione creativa - attenzione al design
Anni '80/90, età dell’oro con connubio tra MARKETING e PUBBLICITA'
Ex. Video Case History
Maxibon
Kodak
Ferrarelle
Vecchia: si parla solo del prodotto, esaltandone le caratteristiche, claim: Liscia,
gassata o ferrarelle
Nuova: stesso claim, ma cambia la maniera comunicativa, poco prodotto, tanti
meta messaggi, meta comunicazione, meta informazione. Oggi per descrivere un
prodotto serve parlare di ciò che il prodotto rappresenta.
Il mercato pubblicitario televisivo tra il 1978 e il 2008 è cresciuto di 68 volte grazie a
Anni '80 TV commerciali
Metà anni '90 allo sviluppo della telefonia
Il media mix tradizionale e la fruizione del msg in logica “top-down” sono entrati in crisi
perchè la facoltà di decidere cosa ascoltare, in quale momento e in quale contesto si è
trasferita a chi fino a poco tempo prima poteva fare ben poco: IL CONSUMATORE.
Il paradigma della comunicazione monodiezionale è stato soppiantato da quello
bidirezionale e ora di fatto multidirezionale , grazie all’avvento delle nuove tecnologie
2.2 LA CORPORATE COMMUNICATION E LA
REPUTATION
CORPORATE COMMUNICATON (o COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE) è l'insieme di
attività di comunicazione generate da un qualsiasi ente per raggiungere gi obiettivi
prestabiliti nel lungo periodo
La comunicazione istituzionale pone al centro del suo messaggio l’impresa nel suo
insieme, anziché aspetti specifici come i prodotti, il management o i risultati economici.
La comunicazione istituzionale si serve di una serie di azioni integrate che rappresentano
un particolare communication system costituito da:
Rapporti con i media
Relazionali istituzionali
Stakeholders engagement
Comunicazione di crisi
Comunicazione interna
Pubblicità istituzionale
Tre concetti sono diventati imprescindibili nel fare comunicazione:
Il CONTENUTO che ha acquisito sempre più valore affermandosi come la vera chiave
di successo
La CONCRETEZZA è un attributo importante per sostenere e rafforzare la reputazione
La CREDIBILITA': tutto ciò che viene comunicato deve essere credibile
CORPORATE REPUTATION (o REPUTAZIONE) è l' insieme di segnali che un emittente
trasmette ai propri interlocutori relativamente al suo agire, quindi parole come IMPEGNO,
INTEGRITA', CARATTERE, STORIA, hanno rilevanza strategica insieme ad altri drivers di
reputazione quali:
LEADERSHIP: l’efficacia delle strategie e il livello con il quale l’impresa domina il
mercato
PRODOTTI E SERVIZI: la percezione in merito alla qualità e all’affidabilità dei prodotti e
dei servizi offerti
INNOVAZIONE: i processi di ricerca e sviluppo dell’azienda e la capacità di adattarsi ai
mutamenti del mercato
SOCIAL RESPONSABILITY: l’attenzione dimostrata dall’impresa nei confronti
dell’ambiente e della comunità in cui opera e il suo livello complessivo di buon
cittadino
LIVELLO DEL MANAGEMENT: il livello manageriale tradotto nelle pratiche gestionali,
nei risultati economici e nella chiarezza sul futuro dell’impresa
FINANCIAL PERFORMANCE: le performance reddituali e finanziarie, legate alle
percezioni relative alla redditività, alle prospettive di crescita e al rischio d’impresa;
GOVERNANCE: le modalità di gestione dell’impresa, il comportamento etico e la
trasparenza
AMBIENTE DEL LAVORO: le condizioni di lavoro, riferite alla qualità e alla
professionalità dei dipendenti e alla qualità dell’ambiente di lavoro
INDUSTRY REPUTATION: la reputazione del settore produttivo di appartenenza
dell’impresa, all’interno del quale le azioni aziendali sono osservate e interpretate dagli
stakeholder
2.3 GLI STRUMENTI PER UN'EFFICACE
COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
La costruzione della REPUTATION significa CUSTODIRNE IL CARATTERE
CORPORATIVO, ossia cercare la coerenza tra:
il modo in cui le imprese si PRESENTANO e APPAIONO agli occhi di tutti
il modo in cui comunicano attraverso i diversi canali e il modo in cui enunciano le
proprie idee
il modo in cui difendono i propri interessi e la propria visione del mondo
la realtà oggettiva dei comportamenti dell’azienda
La REGOLA alla base è ascoltare i pubblici di riferimento, il peso che essi danno a questi
parametri e i linguaggi che usano
Il RISCHIO può essere che una comunicazione scollegata dalla propria identità si
trasformi in un FALLIMENTO comunicativo
Ex. Video Berlusconi e Monti con un cane
2.4 L'EVOLUZIONE DELLA CORPORATE
COMMUNICATION
La complessità nella costruzione di una efficace strategia per la costruzione del consenso
sta proprio nel riuscire ad essere incisivi, creando un legame emotivo per pubblici diversi,
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Comunicazione politica
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Comunicazione sociale e istituzionale
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Comunicazione politica - Appunti
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