La comunicazione persuasiva
Il termine persuasione possiede una grande ampiezza
semantica e può essere studiato in diversi modi. In
generale, attraverso la comunicazione è possibile
persuadere, ossia attrarre, convincere, far cambiare idea
ad un’altra persona. Studiare la comunicazione persuasiva
dal punto di vista psicologico/cognitivo/comportamentale
significa studiare i processi psicologici che vengono
utilizzati nel recepire un messaggio persuasivo.
Gli studi sulla persuasione
Gli studi sulla persuasione: si parla da tanto tempo di studi
riguardanti il fenomeno persuasivo, con i greci ecc.., ma dal
punto di vista sistematico essi nascono negli anni ‘20/’30 e
viene effettuato uno sviluppo più profondo soprattutto in
America negli anni ‘40/’50 all’Università di Yale, dove
veniva effettuato uno studio della persuasione da parte
della psicologia sociale americana che fu influenzata molto
dalla II guerra mondiale. I primi studi di psicologia sociale
sulla persuasione si sono concentrati soprattutto sugli
atteggiamenti (con ciò la psicologia sociale cerca di
diventare scientifica) e si iniziano a sviluppare uno serie di
misurazioni riguardanti gli atteggiamenti, ad esempio la
scala Likert. Successivamente viene studiato anche il
rapporto tra gli atteggiamenti e l’azione/il comportamento,
ossia quando l’atteggiamento diventa predittivo, o se lo
può diventare, del comportamento. La II guerra mondiale
provoca un’accelerazione degli studi riguardanti la
persuasione perché in questo contesto gli studiosi iniziano
a riflettere sul perché alcuni regimi, come quello tedesco,
abbiano ricevuto tanto consenso e potere. Si studia come
veniva creato il consenso in questi regimi, in più la guerra
inizia a porre problemi di tipo pratico, ad esempio in ambito
militare bisogna tener conto che il consenso a combattere
diventa importante. Oppure tramite il consenso si è riusciti
a far cambiare il regime alimentare alle persone. Hovland,
ideatore di questi studi sulla persuasione, e i suoi
collaboratori iniziano a studiarla in modo sistematico
tramite l’analisi delle caratteristiche delle componenti
comunicative, fonte-messaggio-destinatario della
comunicazione persuasiva. In questo caso si parla di
approccio atomistico della persuasione perché si va ad
analizzare tutte le singole caratteristiche degli elementi
della persuasione (fonte, messaggio, destinatario) cercando
di individuare dei nessi causali. Il metodo usato è induttivo.
Questo approccio cambia perché non si riesce ad ottenere
una visione omogenea. Il modello non è più induttivo, ma
deduttivo. In seguito, negli anni ‘60/’70, il focus principale
degli studi si pone sulla social cognition (psicologia
cognitiva applicata all’interno della psicologia sociale), che
studia i processi di elaborazione delle informazioni sociali
ed è presente un focus più specifico sul cambiamento di
atteggiamento. In questo ambito si inizia a tener conto
della figura del destinatario (fase di decodifica) e si vanno
quindi a studiare i processi di elaborazione dei messaggi
sociali. Si studia inoltre quali sono i processi che rendono
possibile il cambiamento di atteggiamento.
Definizione di persuasione
Ci sono state diverse visioni nel corso del tempo, di cui ne
sono presenti due principali:
1. La prima visione vede la persuasione come un’arte
irrazionale, una capacità irrazionale e innata di
riuscire a convincere qualcuno (meno razionale
rispetto alla psicologia sociale). Essa non possiede
quindi una base scientifica. “La persuasione
pubblicitaria è la più grande forma d’arte del
ventesimo secolo” (Marshall McLuhan).
La seconda visione, diversamente dalla prima, vede gli
psicologi sociali iniziare a parlare di scienza (studio
sistematico dei meccanismi cognitivi) della
persuasione e vedono come sono presenti
processi/meccanismi con cui le persone cambiano la
propria idea. La persuasione, in generale, è definibile
come il processo (è una sequenza di atti/eventi) che,
mediante atti di comunicazione, porta alla formazione,
al rafforzamento o alla modificazione degli
atteggiamenti, quindi un atteggiamento si può creare e
modificare.
La persuasione è quindi un processo intenzionale e
consapevole, implica che una fonte ha lo scopo di produrre
nel ricevente un determinato stato e vuole convincere
l’altro di qualcosa. La persuasione è diversa dal processo di
influenza sociale, secondo cui le persone cambiano
atteggiamento perché sono parte di un gruppo
(conformismo) non perché c’è qualcuno che vuole
convincere le persone a cambiare atteggiamento. Infine, la
persuasione è un atto di comunicazione, tutti i fenomeni
persuasivi coincidono con un atto comunicativo. C’è
persuasione solo con la comunicazione, fonte e destinatario
contribuiscono a creare la relazione comunicativa.
Cosa riguarda la persuasione?
Il messaggio persuasivo agisce su vari livelli come:
1. Opinioni e credenze: convincere le persone delle
proprie opinioni (un medico che vuole convincere il
paziente ad adottare una dieta sana ed equilibrata)
2. Atteggiamenti e valori: cambiare un atteggiamento
-> è la disposizione negativa o positiva verso un fatto
3. Comportamento: mettere in pratica un nuovo
atteggiamento/comportamento (è quello che io faccio,
sono le azioni)
Perché ci sia una vera e propria persuasione, l’atto
comunicativo deve riguardare il piano cognitivo (faccio
cambiare idea -> opinioni e credenze e atteggiamenti e
valori) e il piano comportamentale (si comporta in modo
coerente alla nuova idea). Se si agisce su entrami i piani, si
può dire che il processo persuasivo risulta efficace.
I modelli teorici della persuasione
Lo studio della persuasione si basa sulle componenti
dell’atto comunicativo (fonte-messaggio-destinatario). I
risultati di questi studi molte volte non portavano a risultati
coerenti tra loro, dato che a volte le caratteristiche delle
componenti comunicative funzionano e altre volte no. Si
sviluppò quindi l’esigenza di costruire modelli teorici più
deduttivi. I modelli teorici principali sono i modelli duali:
Il modello ELM Elaboration Likelihood Model
(Petty e Cacioppo, 1981; 1986)
Hanno elaborato il modello della probabilità di
elaborazione, esso è un modello duale della persuasione
perché ipotizza che quando un messaggio persuasivo arriva
al destinatario si possono percorrere due vie, o percorsi di
elaborazioni, differenti.
Percorso centrale/sistematico: un processo di
elaborazione attenta e di riflessione sulle
argomentazioni contenute nel messaggio persuasivo
(si focalizza su segnali centrali, direttamente connessi
al discorso). Richiede un’elevata quantità di risorse
cognitive, tramite l’utilizzo di processi base:
attenzione, comprensione, integrazione con
conoscenze possedute e valutazione.
Es: vendita di un telefono -> si valutano i pro e i
contro. Ci si concentra maggiormente sulle proposte
del venditore, è una riflessione approfondita sulle
informazioni del messaggio che vengono detti segnali
centrali del messaggio. Uso una certa energia
cognitiva, è un processo faticoso nel quale devo
possedere delle conoscenze pregresse. Alla fine, se la
persona valuta positivamente il messaggio del
venditore, esso passa dalla via centrale, se invece lo
valuta negativamente non passa da questa via.
Il percorso centrale/sistematico prevede questi 4 passaggi
fondamentali
1. Il messaggio persuasivo deve catturare l’attenzione
del destinatario
2. La comprensione non è sempre la conseguenza
dell’attenzione, ma significa condividere il significato e
interpretare il significato del messaggio in maniera
giusta
3. Interazione con conoscenze possedute, quindi
integro le nuove conoscenze con quelle pregresse, si
associano ed entrano nella mia elaborazione profonda
delle informazioni
4. Valutazione dopo tutti questi step posso valutare la
qualità del messaggio e decidere se accettarlo oppure
rifiutarlo.
Percorso periferico/euristico: un processo di
elaborazione a basso sforzo cognitivo che riguarda
elementi non direttamente pertinenti al contenuto del
messaggio (si focalizza su segnali periferici non
direttamente connessi al discorso, es: competenza
della fonte o attrattività di essa), e che si basa su
ragionamento euristico.
Le euristiche sono scorciatoie cognitive, processi di
ragionamento veloci e semplici che portano alla
formulazione di decisioni. Questo è quindi un percorso
superficiale, non ci si basa solo sulle caratteristiche
pertinenti all’oggetto in vendita (telefonino) e sul contenuto
della comunicazione, ma ci si basa ad esempio sulle
caratteristiche della fonte (il venditore è bello e simpatico e
mi fido di ciò che dice). Gli elementi periferici non hanno a
che fare con il contenuto del messaggio, ad esempio, i
messaggi più lunghi spesso risultano più persuasivi dei
messaggi più corti, il testimonial è un esempio di elemento
periferico (associare una fonte nota al messaggio per
aumentare la forza persuasiva del messaggio).
1.Personal involvement as a determinant of
argument-based persuasion (Petty, R.E.,
Cacioppo, J.T. e Goldman R.—1981) Journal of
Personality and Social Psychology
Ipotesi
All’aumentare del coinvolgimento personale aumenterebbe
la considerazione delle argomentazioni contenute in un
messaggio (caratteristiche centrali) e diminuirebbe la
considerazione delle caratteristiche periferiche (es: grado
di competenza della fonte da cui il messaggio proviene).
Questa ricerca parte per assunzioni che il coinvolgimento
personale dei soggetti in un messaggio persuasivo possa
essere una variabile chiave che determina l’utilizzo della
via centrale piuttosto che della via periferica della
persuasione.
Esperimento
Partecipanti: 145 studenti dell’Università del Missouri,
maschi e femmine, iscritti a un corso Strumenti e
procedura: ai soggetti venivano fatti ascoltare una serie di
pareri su una proposta di cambiamento nelle procedure
degli esami universitari. La proposta prevedeva l’aggiunta
di un esame universitario all’attuale corso di studi.
A metà dei soggetti veniva detto che il progetto era
stato elaborato da una prestigiosa commissione
scientifica, mentre all’altra metà veniva detto che il
progetto era frutto del lavoro di un gruppo di
studenti -> si varia la competenza della fonte, quindi
una caratteristica periferica del messaggio.
A metà dei soggetti venivano presentati argomenti
convincenti («gli stipendi si sono mostrati più alti per
chi proviene da università dove è stato introdotto
l’esame») all’altra metà argomenti banali («l’esame
prepara per future competizioni nella vita») -> si
manipola la forza dell’argomentazione, quindi una
caratteristica centrale del messaggio persuasivo
(l’argomentazione fa parte del contenuto del
messaggio).
A metà dei soggetti si diceva che l’eventuale
cambiamento nello statuto universitario sarebbe
avvenuto fin dall’anno successivo (il cambiamento
avrebbe riguardato gli studenti direttamente, di
persona); all’altra metà dei soggetti si diceva che il
cambiamento si sarebbe potuto realizzare tra 10 anni
-> si voleva variare il livello di coinvolgimento
personale, se un messaggio persuasivo mi riguarda da
vicino allora il coinvolgimento personale dovrebbe
essere elevato, mentre se il messaggio riguarda altre
persone il coinvolgimento dovrebbe essere basso e si
varia perciò anche la motivazione che nel primo caso è
alta, mentre nel secondo è bassa.
Disegno fattoriale tra i soggetti 2x2x2: l’esperimento è
basato sulla manipolazione di 3 variabili indipendenti che
sono state misurate, tre ipotetici casi di comportamento
(ciascuna a 2 livelli)
2 (competenza della fonte: alta vs bassa) x
2 (qualità delle argomentazioni: forti vs deboli) x
2 (coinvolgimento personale: alta vs bassa) ->
manipolato dicendo che l’esame gli avrebbe riguardati
direttamente oppure no
Risultati
Cambiamento di atteggiamento nei confronti del tema in
funzione del livello di coinvolgimento dei soggetti e della
qualità degli argomenti del messaggio persuasivo.
- Quando le persone sono molte coinvolte nel messaggio
persuasivo (l’esame li riguarda da vicino) c’è una
grande differenza dovuta alla forza delle
argomentazioni. Le persone cambiano di più
atteggiamento quando le argomentazioni sono forti,
mentre cambiano di meno atteggiamento quando le
argomentazioni sono deboli. Questa differenza si
riduce notevolmente quando il coinvolgimento è basso,
quando le persone non si sentono coinvolte dal
messaggio persuasivo (l’esame riguarderà altre
persone) la forza delle argomentazioni non fa grade
differenza.
Cambiamento di atteggiamento nei confronti del tema in
funzione del livello di coinvolgimento dei soggetti e
dell’expertise della fonte del messaggio persuasivo. Qui il
risultato è inverso rispetto a prima.
- Nel caso in cui alle persone veniva suscitato un
coinvolgimento elevato nel messaggio non vi era una
grande differenza in termini di cambiamento e
atteggiamento in funzione di expertise della fonte. La
differenza si amplia nel momento in cui si considera la
condizione in cui il soggetto aveva un coinvolgimento
basso, cioè quando un messaggio non mi riguarda
direttamente mi farò probabilmente più influenzare
dall’expertise della fonte. Cambio più atteggiamento
quando il messaggio mi viene presentato da una fonte
esperta. L’expertise fa una grande differenza solo
quando il coinvolgimento è basso, mentre se il
coinvolgimento è alto l’expertise non fa una grande
differenza.
Conclusioni
- La qualità dell’argomentazione contenuta nel
messaggio persuasivo determina un cambiamento di
atteggiamento più accentuato dei soggetti più
coinvolti rispetto al tema.
- La credibilità della fonte del messaggio determina un
cambiamento di atteggiamento più accentuato nei
soggetti meno coinvolti rispetto al tema.
- La via maestra alla persuasione passa attraverso
l’elaborazione sistematica ed esauriente del
contenuto del messaggio (forza e qualità
dell’argomentazione).
- I soggetti elaborano sistematicamente (percorso
centrale o sistematico) i messaggi quando hanno la
motivazione (e la capacità cognitiva) per farlo. In caso
contrario una modificazione dell’atteggiamento può
essere indotta dagli aspetti superficiali del
messaggio (euristica dell’esperto, euristica della
lunghezza del messaggio).
Esistono due vie della persuasione e come ipotizzato dal
modello implicano uno sforzo cognitivo diverso e il fatto di
percorrere l’una o l’altra via può essere influenzato dalla
motivazione che in questo caso era indotta attraverso il
coinvolgimento nel messaggio, quando una persona è
coinvolta nel messaggio persuasivo è maggiormente
motivata ad elaborarlo quindi è più probabile che elabori
quel messaggio in modo sistematico. Diversamente quando
la persona non è coinvolta nel messaggio avrà una più
scarsa motivazione a elaborarlo e quindi si baserà su
aspetti superficiali del messaggio come la competenza
della fonte.
Elaboration Likelihood Model
La via centrale alla persuasione è percorsa quando ci sono:
1. MOTIVAZIONE -> Quando il ricevente percepisce che il
messaggio riveste molta importanza personale sarà
motivato ad effettuare una riflessione attenta sui suoi
contenuti (concentrando la sua attenzione sulla forza
dell’argomentazione)
2. ABILITA’ COGNITIVA ->
- L’individuo deve essere in grado di elaborare il
messaggio, non solo in termini di capacità più o meno
stabili di comprensione del messaggio, ma anche in
termini di condizioni contingenti che influiscono sullo
sforzo cognitivo. Un messaggio per essere elaborato in
modo sistematico e approfondito deve essere
compreso (strumenti: background linguistico e
semantico) e ci sono delle caratteristiche contingenti
della situazione che diminuiscono l’attenzione delle
persone verso il messaggio, quindi gli elementi
distrattori che interferiscono sull’attenzione del
soggetto diminuiscono le loro abilità di comprensione
del messaggio e influiscono quindi sulle abilità
cognitive.
- Esistono poi differenze interpersonali nella motivazione
ed elaborazione dei messaggi:
- alto bisogno di cognizione -> via centrale (fatica
cognitiva)
- basso bisogno di cognizione -> via periferica
Questo bisogno di cognizione è una caratteristica personale
che ci distingue ma non riguarda l’intelligenza, quindi ci
sono persone che sono più propense e trovano maggiore
gratificazione in queste attività e persone che invece non la
trovano.
Il modello della probabilità di elaborazione (Petty e
Cacioppo, 1981)
Le persone hanno la motivazione e la capacità cognitiva
necessaria per analizzare il contenuto del messaggio?
Se le persone NON hanno questa capacità cognitiva ->
percorso periferico (elaborazione superficiale).
Se le persone HANNO questa capacità cognitiva ->
percorso centrale (elaborazione sistematica).
Le domande che si porranno: le caratteristiche
periferiche del messaggio sono conv
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