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Comunicazione e persuasione Appunti scolastici Premium

Appunti di Comunicazione e persuasione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: TEORIE SUGLI EFFETTI DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA
primo dopoguerra, riflessione sugli effetti della propaganda bellica, comportamentimo (plasticità assoluta, paradigma s-r , condizionamento operante)... Vedi di più

Esame di Comunicazione e persuasione docente Prof. C. Volpato

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CAP 2 – QUESTIONI DI METODO

L’ANALISI DELL’AUDIENCE

• rating: apparecchi (oppure audience) sintonizzati sul programma X / totale apparecchi (oppure totale popolazione) presenti

nella zona di rilevazione

• HUT (Households Using Television) = sommatoria dei rating = apparecchi (oppure audience) sintonizzati su qualsiasi

programma/ totale apparecchi (oppure totale popolazione) presenti nella zona di rilevazione

• share: apparecchi (oppure audience) sintonizzati sul programma x / apparecchi (oppure audience) sintonizzati su qualsiasi

programma

• reach o copertura: numero totale delle persone esposte allo spot ovvero % della popolazione bersaglio raggiunta almeno una

volta

•frequenza di esposizione o OTS (opportunity to see) = numero medio di volte in cui ogni persona è stata raggiunta

• GRP’s (gross rating points) = copertura x frequenza = % dell’audience raggiunta almeno una volta x numero medio di volte in

cui ogni persona è stata raggiunta

• segmentazione delle audience per variabili socio-demografiche, geografiche, comportamentali, psicografiche (atteggiamenti,

stili di vita)

• rilevazione delle audience per mezzo di metodi di analisi campionaria

• rilevazione delle audience televisive per mezzo di audiometer, in Italia Auditel (in alternativa tecniche del diario

• tempo giornaliero dedicato alla fruizione televisiva in Italia – bambini 6-10 anni: 3-4 ore per il 56%, 5-6 ore per il 19%; ragazzi

14-19: 3-4 ore per il 52%, 5-6 ore per il 14%; adulti: 3-4 ore per il 47%, 5-6 ore per l’11%

• in generale i maggiore fruitori sono i bambini, le donne, gli anziani (pop non attiva), classi sociali e di reddito inferiori

• tuttavia non tutto il tempo di “fruizione” si traduce in ascolto attento: televisione sottofondo, in particolare evidenza per i

bambini, che usano l’audio (es presenza di voci adulte o infantili) con funzione predittiva circa l’interesse che i contenuti

possono avere per loro

L’ANALISI DEL CONTENUTO E L’ANALISI DEL LINGUAGGIO

• l’analisi del contenuto è una tecnica di ricerca basata sulla registrazione, misurazione e valutazione dell’ammontare di “unità

di comunicazione” prodotte dalla fonte circa un dato argomento e viene effettuata su campioni rappresentativi della

comunicazione che si intende esaminare (comunicazione sui media, oppure comunicazine interpersonale di vario tipo)

• l’analisi del contenuto può avere tre obiettivi: 1) scoprire atteggiamenti e intenzioni della fonte attraverso la determinazione

del contenuto manifesto della comunicazione (es analisi necrologi manager maschi e femmine); 2) ricostruire indirettamente

percezioni e atteggiamenti di coloro che decidono di esporsi a quella comunicazione, anche tenuto conto del modo in cui

effettivamente si espongono (es atteggiamenti di maschi e femmine verso messaggi di contenuto erotico); collegare il

contenuto dei messaggi a fenomeni ad essi antecedenti o successivi (es analisi relazione storie di suicidio-casi di suicidio oppure

tv violenta-comportamenti violenti oppure tenore discorsi Johnson su Vietnam-livello di aggressività azioni di guerra successive)

• tipicamente l’analisi del contenuto è stata utilizzata per esaminare la rappresentazione dei ruoli sociali da parte dei mezzi di

comunicazione di massa, in particolare per quanto riguarda la discriminazione delle minoranze etniche, che può manifestarsi in

due modi: sottorapresentazione (rispetto all’effettiva consistenza numerica) e stereotipizzazione (prevalentemente in senso

negativo o cmq ridicolo). Da notare che quando si verificano entrambi i fenomeni, per effetto di una distorsione cognitiva

generale (percezione di una correlazione illusoria), si produce di fatto una sovrastima della co-occorenza dei due eventi

(membro della minoranza che mette in atto comportamenti negativi o comunque stereotipici) che accentua l’effetto di

discriminazione

•l’analisi del contenuto pone problemi metodologici di non facile soluzione: definizione univoca e non ambigua delle categorie

in cui vengono classificate le unità di comunicazione, degli indici utilizzati per la loro misurazione, delle unità di misurazione

•l’analisi del contenuto diventa analisi del linguaggio quando studia le variazioni stilistiche dei messaggi scritti: tipo di parole

usate, struttura sintattica della frase, quantità di tempo dell’eloquio, uso dei pronomi, livello di astrazione, ecc.

•rispetto al metodo sperimentale, i vantaggi dell’analisi del contenuto e del linguaggio sono che si tratta di tecniche non

reattive (non producono artefatti), che si concentrano su oggetti di ricerca di indubbia rilevanza sociale e che, lavorando su

materiali d’archivio, permettono di condurre indagini longitudinali; d’altra parte, i rischi sono di un abbassamento degli

standard scientifici, per quanto riguarda sia l’affidabilità delle misure sia, soprattutto, la loro validità per la comprensione dei

processi psicologici sottostanti, che spesso rimane equivoca perché poco ancorata a solide basi teorico-concettuali

• un buon esempio di analisi linguistiche che, al contrario, si fondano su una solida base teorica, sono quelle che indagano i

modi in cui si esprime comunicazionalmente il bias verso l’ingroup (teoria dell’identità sociale di Tajfer e Turner: tendenza a

favorire l’ingroup e sfavorire l’outgroup originata dalla motivazione a creare un dislivello valutativo da cui derivare un

innalzamento dell’autostima individuale per il semplice fatto di appartenere al gruppo valorizzato); in particolare è stato

evidenziato che nei resoconti giornalistici il bias si esprime attraverso:

― i meccanismi dell’attribuzione causale: azioni positive dell’ingroup e negative dell’outgroup sono più facilmente

attribuite a cause interne e stabili, mentre azioni negative dell’ingroup e positive dell’outgroup lo sono a cause esterne

e instabil, e questo tanto più quanto il giornalista si identifica con l’ingroup (cronache partite di calcio su giornali

locali)

― l’utilizzo di diversi livelli di astrazione: azioni positive dell’ingroup e negative dell’outgroup sono più spesso descritte

con categorie linguistiche più astratte (aggettivi e avverbi di stato) difficili da verificare empiricamente e che

implicitamente suggeriscono la presenza nella persona di strutture disposizionali stabili, mentre azioni negative

dell’ingroup e positive dell’outgroup sono preferibilmente descritte con categorie linguistiche più concrete (verbi

descrittivi di azione, verbi di azione interpretativi) che suggeriscono trattarsi di fenomeni contingenti, passeggeri)


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Comunicazione e persuasione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: TEORIE SUGLI EFFETTI DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA
primo dopoguerra, riflessione sugli effetti della propaganda bellica, comportamentimo (plasticità assoluta, paradigma s-r , condizionamento operante) → teoria ipodermica: i messaggi trasmessi attraverso i mezzi di comunicazione di massa provocano risposte immediate e dirette in tutte le persone esposte...ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione e persuasione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Volpato Chiara.

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