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Appunti comunicazione e persuasione - Alberici

Appunti di comunicazione e persuasione basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Alberici dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Facoltà di Scienze politiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Comunicazione e persuasione docente Prof. I. Alberici

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APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE: l’origine del cnv deriva da fattori sia biologici che

legati all’apprendimento e all’esperienza sociale

I SISTEMI DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE:

Cinesico: volto e sguardo, gesti

1. Vocale: voce, vocalizzazioni non verbali = non hanno a che fare con ciò che viene

2. detto ma con le caratteristiche della voce (tono, volume..)

Prossemico: spazio interpersonale ovvero contatto, spazio e postura

3. Visivo: ha a che fare con le immagini, segnali

4.

Sistema Cinesico

Il viso è la sede principale degli ingressi sensoriali. Tutte le espressioni che possiamo

assumere derivano dalla posizione dei muscoli facciali, in particolare dal nervo facciale —

> i muscoli sono stati analizzati in particolari movimenti. Da un lato i più importanti sono i

muscoli zigomali e gli altri sono i muscoli corruttori

Il viso è il canale principale per l’espressione di emozioni —> i movimenti muscolari sono

stati studiati in relazione con le emozioni

Sono diversi i movimenti se si parla di espressioni volontarie e espressioni involontarie

Questi studi di Echmann iniziano studiando le popolazioni lontane primitive: si

propongono dei fotogrammi che rappresentano le espressioni tipo e si chiede a dei

soggetti di riconoscerle —> le risposte coincidono con il pensiero degli occidentali

—> si presuppone che esistano espressioni prototipiche che esistono in ogni cultura e

che hanno carattere universale e innato

Sistemi di codifica delle espressioni delle emozioni:

FAST (Facal Affect Scoring Tecnique) —> movimenti tipo che combinati tra loro danno

luogo alle espressioni del viso

FACS (Facial Affect Coding Scheme) —> metodo standardizzato più elaborato sulla

codifica delle espressioni del viso, basato sulla codifica di 46 unità di azione = singoli

movimenti muscolari che combinati tra loro rappresentano le espressioni universali

prototipiche e la loro intensità, in modo da capire l’intensità dell’emozione (5 livelli di

intensità) 15/10/15

Sorpresa: emozione di solito breve, è un’emozione di transizione neutra che di solito si

trasforma in un’altra emozione; sopracciglia sollevate, occhi spalancati, bocca aperta

Paura: emozione che può durare di più, la paura però se viene provata molto a lungo

causa un crollo psicologico della persona; è spesso un’emozione anticipatoria rispetto a

ciò che sta per accadere; sopracciglia sollevate, bocca un pò stirata

Disgusto: provato in presenza di odori, sapori, rappresentazioni tattili.. La reazione che ne

consegue è evitare la cosa che ci disgusta; naso arricciato, labbro superiore arricciato

Disprezzo: sorta di disgusto ma nei confronti di un persona, ci si sente superiori; la bocca

può assumere una forma asimmetrica

Rabbia: interessa tutti i muscoli del viso, anche se non provata pienamente è un

sentimento abbastanza riconoscibile

Felicità: facile da decodificare, di solito è caratterizzata dal sorriso, dallo strizzare degli

oggi

Tutte queste sono emozioni primarie

- universali = comuni a tutti i membri di una specie

- spontanee = non sono frutto del controllo consapevole dell’individuo

- innate = ogni bambino possiede lo stesso repertorio di base che risulta indipendente

dai processi di apprendimento e in più il bambino ha la capacità innata di riconoscere

le espressioni del volto della madre

Teoria neoculturale = queste emozioni innate vengono poi modificate attraverso il

processo di apprendimento, si impara quando e come esprimerle

Le emozioni primarie vengono considerate famiglie di emozioni, sono contenitori in cui ci

sono altre piccole categorie

Segnali del volto

Segnali statici = segnali immutabili come colore della pelle, forma del viso, del naso,

1. della bocca..

Segnali lenti / a variazione lenta = tratti del viso che cambiano nel tempo come rughe,

2. alterazioni del tono muscolare

Segnali rapidi = movimenti dei muscoli facciali che producono effetti temporanei sul

3. viso come rughe mentre si sorride..

- Messaggi emotivi = messi in atto quando si mima un’emozione non

spontaneamente ma in maniera consapevole

- Messaggi emblematici = con significati molto specifici, possono essere

considerati l’equivalente di una parola (strizzata dell’occhio..)

- Punteggiatura di una conversazione = i segnali rapidi del viso servono a dare un

senso e un ritmo al discorso, danno una struttura proprio come la punteggiatura

- Micro-espressioni = comparsa sul viso velocissima, non si riescono quasi a

cogliere e quindi si perde una parte della conversazione

Come può trasparire il controllo delle espressioni del viso?

Ekmann basa le sue ipotesi anche sul lato psicologico e individua che la base fisiologica

con cui le persone controllano le espressioni è diversa: l’ipotalamo è la sede delle

espressioni involontarie —> entra in gioco il sistema piramidale

La corteccia cerebrale è invece la base delle espressioni volontarie

- Micro-espressioni

- Espressioni soffocate = cercare di nascondere un’emozione appena si manifesta

coprendola con un’altra —> una tipica copertura è il sorriso

- Tracce dovute alla mancata inibizione di muscoli meno controllabili

- Tempi di esecuzione

- Collocazione nel flusso del discorso, cioè capire quando le espressioni compaiono

rispetto al tono di voce e a ciò che sta dicendo —> se l’espressione non coincide con il

momento in cui una cosa viene detta, allora è possibile che sia controllata

- Asimmetria = i muscoli entrano in gioco in modo asimmetrico —> lateralizzazione del

cervello: il lato sinistro controlla il linguaggio, il lato destro le emozioni —> la parte

destra del viso è più facile da controllare perché è collegata al lato sinistro del cervello /

la parte sinistra è la più spontanea

Lo sguardo è un altro elemento del sistema cinesico. In realtà quando si parla non si

guarda direttamente negli occhi un persona. La gestione dello sguardo serve a dare un

flusso alla comunicazione per definire l’alternanza di turni, se si vuole continuare a parlare

si tende a guardare altrove

- Sguardo consapevole: movimenti ed espressioni degli occhi, direzione dello sguardo

- Sguardo involontario: componenti dello sguardo non sotto il nostro controllo come

dilatazione pupille (pupille dilatate = più interesse)

Lo sguardo serve soprattutto a:

Comunicare gli atteggiamenti interpersonali

• Dominante

(sguardi più diretti, più sguardi quando si parla

e meno quando si ascolta) Amichevole

Ostile (maggiore frequenza sguardi)

Sottomesso 21/10/15

Lo sguardo può essere rivelatore delle relazioni che ci sono tra le persone

Teoria dell’equilibrio mette in relazione lo sguardo con il grado di intimità degli

interlocutori: le due persone che comunicano cercano di mantenere segnali non verbali in

modo coerente con il grado di relazione che hanno es. durata e frequenza degli sguardi

reciproci —> gli interlocutori estranei si guardano di più quando sono lontani rispetto a

quando sono vicini

Altre funzioni dello sguardo

Accompagnare il discorso

- gestire la sequenza del dialogo, l’alternanza di turni es. si toglie lo sguardo quando si

vuole parlare

- è intermittente (le occhiate in una conversazione non durano più di 3 secondi)

- aiutare a riconoscere i feedback

- serve a inviare informazioni

I gesti sono azioni volontarie e involontarie compiute dalle mani e dalle parti del corpo

limitrofe. I primi studi sistematici si sviluppano intorno agli anni 30 in risposta a delle

teorie degli anni 30 che ipotizzavano che l’eccessiva gestualità fosse tipica delle razze

inferiori

I gesti ora vengono studiati in concomitanza col discorso per vedere come la gestualità

entra nella comunicazione, prima invece erano studiati in modo isolato dalla

comunicazione

Funzione di sostenere, modificare, completare, sostituire il discorso:

illustrano il contenuto del parlato, funzione descrittiva perché chiariscono meglio cosa si

• sta dicendo

funzione di coordinazione, danno struttura, coerenza e ritmo al discorso verbale

• sostituiscono il parlato es. lingua italiana di segni LIS

Classificazione dei gesti fatta da alcuni studiosi italiani che ipotizzano che ci siano due

categorie:

gesti connessi al discorso

1.

—> coesivi = partecipano insieme alle parole alla costruzione del contenuto del discorso,

non tanto per quanto riguarda il contenuto semantico ma più per dare una struttura

semantica chiara

—> ideativi= rendono meno ambiguo il contenuto semantico e il significato di ciò che si

dice. Si dividono in emblematici = gesti simbolici culturalmente condivisi e possono

sostituire il parlato - e illustratori = illustrano e descrivono fisicamente quello che viene

fatto verbalmente, sono iconici (illustrano forme e movimento di aspetti concreti di ciò

che si dice es. mimare gesto scrittura), metaforici (illustrano concetti astratti) e deittici

(indicano persona o oggetti fisicamente presenti o qualcosa di idealmente presente)

2. gesti non connessi al discorso = gesti che non hanno nessuna apparente relazione con

il parlato —> etero-adattatori = gesti che facciamo quando invadiamo lo spazio

circostante, si distinguono in oggetto-adattatori e persona-adattatori

—> auto-adattatori = il soggetto tocca parte del proprio corpo

Ekman sostiene che alcuni gesti possono indicare un controllo consapevole da parte del

soggetto:

lapsus gestuali = le persone si lasciano sfuggire dei gesti i micro gesti che tradiscono

• qualcosa che si vuole nascondere, perciò viene eseguito solo un frammento del gesto

gesti fuori posizione = gesto che viene eseguito fuori dal normale spazio di esecuzione

• diminuzione dei gesti = quando si mente, si tende a usare meno i gesti soprattutto i

• gesti illustratori: accade per interferenza emotiva (la paura tende a far diminuire i gesti)

auto-manipolazione = gesti auto-adattatori, da prendere molto con cautela

• 22/10/15

Il sistema vocale

Le vocalizzazioni non verbali devono soprattutto a:

Sostenere, modificare, completare, sostituire il discorso con pause, regolazione del tono

• di voce, enfasi e cadenza

Esprimere emozioni: la felicità e la tristezza sono più facile da decodificare attraverso il

• tono di voce

La voce e l’espressione delle emozioni

Il tono è acuto ma come smussato, la voce Felicità

appare aperta e corposa e modulata. Modo di

parlare veloce e serrato

Tono basso, fiacco e sordo, articolazione molto Tristezza

lenta, strascicata. Lunghi momenti di silenzio e

volume debole

Voce di tono medio e uiforme, Sillabazione Disprezzo e disgusto

spesso molto lenta, scadenzata, inframmezzata

da brevi pause

Voce strozzata, esile, acuta e tesa. Modo di Paura

parlare affrettato. Discorso pieno di esitazioni,

borbotti

Tonalità secca, spigolosa.. Voce quasi gridata Rabbia

Dominante

(sguardi più diretti, più sguardi quando si parla

e meno quando si ascolta)

Tono grave della voce - modifica delle vocalizzazioni

Amichevole

Ostile (maggiore frequenza sguardi)

Timbro e tono di voce vivaci

Sottomesso

Si confermano le vocalizzazioni NV dell’interlocutore

Communication and accomodation theory: in una comunicazione c’è la tendenza da parte

di chi ha una posizione di status inferiore a conformare le sue vocalizzazioni non verbali

rispetto all’interlocutore che si trova in una posizione di dominanza. Chi invece si trova in

posizione di dominanza modifica in modo minore le proprie vocalizzazioni non verbali

—> questa dominanza e sottomissione vengono studiate attraverso un’analisi spettrale

del tono della voce

Queste ricerche mostrano quanto sia importante l’aspetto vocale della comunicazione

non verbale e quanto sia importante l’aspetto emotivo es. politici

Sistema prossemico

= sistema della comunicazione non verbale che ha a che fare con la gestione dello spazio

interpersonale

Distanza interpersonale e contatto corporeo, sono più semplici da misurare

• Orientazione

• Postura

Distanza interpersonale —> studio della distanza che le persone devono mantenere

rispetto agli altri in base alla relazione che hanno tra loro: concetto di spazio vitale = sorta

di confine che una volta varcato provoca nella persona una sorta di disagio

Classificazione della distanza tra interlocutori di Hall, esistono alcune categorie di spazio

che presuppongono un certo tipo di relazione tra le persone che parlano in queste

distanze

- spazio dell’intimità 0-50 cm riservato alle relazioni più intime

- spazio personale 50-120 cm persone con cui si ha confidenza

- spazio sociale 120-240 cm persone con cui si ha una relazione più formale, come

rapporti di lavoro; nessun contatto consentito in questo caso

- spazio sociale pubblico oltre 240 cm 28/10/15

Da cosa viene influenzata la distanza interpersonale? Dalla cultura, dal genere, dalla

relazione..

norme culturali: differenze tra oriente e occidente e tra le culture

• genere: spazio viale femminile è maggiore di quello maschile

• personalità: le persone più estroverse tendono a occupare più facilmente lo spazio altrui

• status: le persone con uno status più elevato tendono più facilmente a vegliare il

• proprio spazio

compito/situazione: in situazioni di pericolo le persone accettano maggiormente la

• riduzione della distanza interpersonale

ambiente: ambienti sconosciuti e minacciosi possono rendere le persone più sospettose

• e meno tolleranti, portandole ad aumentare lo spazio di sicurezza

Orientazione = angolazione che le persone decidono di assumere quando devono

occupare uno spazio —> serve soprattutto a comunicare gli atteggiamenti interpersonali

Competizione —> faccia a faccia es. colloquio di lavoro, esame

Cooperazione —> fianco a fianco

Conversazione —> angolo a 90°

Postura parte del sistema prossemico, riguarda la posizione del corpo e come questa

può denotare alcune caratteristiche, atteggiamenti e emozioni

Presentare se stessi: la scelta di che postura assumere invia agli interlocutori una serie di

• informazioni

Esprimere emozioni

• Comunicare atteggiamenti interpersonali

• Dominante

(sguardi più diretti, più sguardi quando si parla

e meno quando si ascolta)

(Tono grave della voce - modifica delle vocalizzazioni)

Postura eretta, mani sui fianchi, gesti esuberanti Amichevole

Ostile (maggiore frequenza sguardi)

(Timbro e tono di voce vivaci)

Inclinazione in avanti

Sottomesso

(Si confermano le vocalizzazioni NV dell’interlocutore)

Abbassare il capo, raggomitolarsi, inchinarsi

Fenomeno ecoposturale = quando c’è sintonia tra due persone che comunicano, queste

tendono a imitare reciprocamente le posture

Sistema visivo

Ha a che fare con tutto ciò che viene comunicato attraverso le immagini

Peculiarità del sistema visivo:

- Rapporti spaziali: attraverso le immagini si possono dare informazioni più chiare

- Universalità: può essere compreso da individui che non parlano la stessa lingua, alcune

immagini sono simboliche per certi significati. L’universalità è maggiore quando c’è una

stretta somiglianza strutturale e percettiva tra ciò che si deve dire e il “disegno” che si

fa

La percezione è un processo cognitivo molto complesso e dinamico, è stato studiato a

fondo e sono stati delineati alcuni principi generali di organizzazione percettiva che

vengono considerati innati = regole di configurazione spaziale

Articolazione figura-sfondo = capacità di isolare le diverse configurazioni presenti nel

1. campo visivo —> comprendere che una figura funge la sfondo e una da figura

principale

Figure ambigue = caratterizzate dal fatto che le diverse componenti del campo

2. percettivo possono assumere ruoli diversi, a seconda del significato globale che viene

assegnato all’immagine —> ci sono aspetti di alcune figure che possono assumere

significati diversi in base al punto da cui le si guarda —> il significato di una figura

emerge dall’interazione tra i suoi fattori (è il tutto che precede le parti)

Fattori di organizzazione percettiva

- Principio di somiglianza = gli stimoli percettivi che sono simili per forma o per colore

tra loro vengono visti come un’unica percezione

- Principio di vicinanza = si tende a configurare come un’unica figura gli stimoli che tra

loro sono vicini

- Principio di chiusura = si percepisce un’unità quando gli elementi vanno a formare una

figura chiusa

- Principio di continuità = gli elementi del campo percettivo vengono uniti in modo da

percepire elementi coerenti nella forma e nella direzioni

Il contesto culturale condiziona la percezione, la categorizzazione e memorizzazione delle

scene che vengono viste

Nisbett e alcuni colleghi hanno svolto uno studio su americani e giapponesi: la ricerca

evidenzia che gli occidentali utilizzano maggiormente un tipo di analisi analitica = gli

elementi vengono analizzati in modo indipendente dal contesto

Gli orientali utilizzano di più un’analisi olistica = viene privilegiata la relazione tra gli

oggetti della figura che dipendono molto di più dal contesto

Il passo successivo della ricerca è di ricordare e descrivere la figura: a volte veniva

mostrato lo stesso sfondo, a volte nessuno sfondo, altre volte uno sfondo diverso —> gli

orientali fanno più fatica nel momento in cui non c’è uno sfondo

Ci sono dei fenomeni individuati nella comunicazione di massa che mostrano come la

comunicazione visiva non serva solo a informare e descrivere, ma serve anche a veicolare

dei messaggi —> viene studiato come le immagini possano veicolare alcuni valori o

stereotipi

- scelta delle inquadratura: Face-ism = esiste una differenza se si decide di inquadrare

solo il viso della persona o una parte più ampia: ci sono immagini ad alta prominenza

facciale che sono quelle immagini in cui ci si focalizza sul viso delle persone e in questo

modo si veicola l’idea che la persona ricopra un ruolo più elevato rispetto agli altri

Al contrario, le immagini a bassa prominenza facciale esprimono uno status minore

- Spatial Agency Bias ha a che fare con la dimensione orizzontale dello spazio: tendenza

da parte degli occidentali di vedere i movimenti che vanno da sinistra verso destra e ad

immaginare che chi compie un’azione (ruolo attivo) stia a sx mentre chi subisce l’azione

sta a dx (ruolo passivo)

Questo meccanismo è stato usato dai media per enfatizzare le differenze di genere: le

donne sono spesso rappresentate a destra o con un profilo che guarda verso destra

—> tanto più le donne vengono rappresentare a destra, quanto più vengono attribuiti dei

tratti stereotipati a donne e a uomini

—> La gestione dello spazio visivo può avere delle conseguenze nella comunicazione di

stereotipi

MANCANO APPUNTI 29/10 4/11/15

Società dei mass media: tutto circondato da dispositivi di comunicazione che creano uno

scambio simbolico tra noi (fruitori) e ciò che i mass media condividono con noi —>

produzione, immagazzinamento, circolazione e conservazione delle informazioni

Nella nostra società c’è stato un enorme sviluppo della tecnologia, che ha modificato

completamente lo spazio fisico e temporale tra chi produce la notizia e chi la riceve

La comunicazione di massa si esplica come la funzione istituzionalizzata e la diffusione di

merci simboliche, attraverso la fissazione

Caratteristiche della comunicazione di massa:

- Avanzati mezzi tecnologiche

- Mercificazione delle forme simboliche = le informazioni diventano merci, si paga per

diffondere informazioni —> questo influenza il modo in cui le informazioni vengono

date

- Separazione strutturale tra fonte di produzione e ricezione

- Accessibilità delle forme simboliche nello spazio e nel tempo

- Circolazione pubblica delle forme simboliche

I media producono significati e interpretazioni, perciò definiscono il Mondo attraverso le

notizie e i commenti

—> L’uomo è economizzatore cognitivo = l’uomo prima di giungere a una conclusione

dovrebbe passare da una serie di step, ma molte volte non succede così: si prende una

decisione o si forma un’opinione in base a delle euristiche (semplificazioni, stratagemmi

mentali)

Le euristiche cognitive vengono messe in atto quando entriamo in contatto con una

notizia

Una delle principali euristiche del mondo del mass media è il priming effect = effetto

psicologico per cui l’esposizione a uno stimolo influenza una risposta agli stimoli

successivi

Euristica del riconoscimento = maggiore è l’enfasi e la frequenza con cui viene proposta

una notizia, tanto maggiore è il richiamo alla memoria dello schema mentale del lettore

—> sfruttando il priming i comunicatori influenzano le decisioni di voto o di acquisto

degli elettori e dei consumatori

Le euristiche provocano la credenza che le notizie già contengano un’opinione, il che non

è del tutto sbagliato perché i giornalisti hanno il diritto di esprimere la loro opinione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione e società
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuly_0723 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione e persuasione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Alberici Isabella Augusta.

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