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Comunicazione e cosmopolitismo responsabile Appunti scolastici Premium

Appunti di Sociologia della Comunicazione della prof.ssa Buonanno sulla comunicazione e cosmopolitismo responsabile: comunicazione come risorsa globale, Dominique Schnapper, il concetto di svolta comunicativa, rivoluzione comunicativa e svolta, l'abuso di parola, masse o individui.

Esame di Sociologia della comunicazione docente Prof. M. Buonanno

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Leggere l’11 settembre in chiave comunicativa, significa attivare una riflessione che rivisitando il ns passato,

vada alla ricerca di quelle tracce che possano farci individuare la genesi di atteggiamenti capaci di riconoscere

le risorse adatte a risolvere i problemi. L’evento mediatico dell’11 settembre ha provocato 2 effetti:

1. Percezione dell’umana vulnerabilità.

2. un’incredibile quantità di analisi e riflessioni proposte da libri e giornali.

Questi 2 effetti sono la conseguenza della rivoluzione comunicativa che sta alla base dell’allargamento della

sfera pubblica.

La svolta comunicativa si colloca all’intreccio di 3 eventi:

1. Guerra.

2. Perfezionarsi di scienze e tecnologie

3. Messa a punto di teorie.

Dopo la 2° guerra mondiale, si pare una stagione decisiva per la rivoluzione comunicativa. Il processo di

allargamento della sfera pubblica procede in modo sempre più veloce.

Occorre valorizzare la comunicazione come grande risorsa a ns disposizione, comunicazione intesa come

capacità di liberarsi dai pregiudizi delle comunità e delle società chiuse. E’ attraverso la comunicazione che gli

esseri umani cambiano e imparano a gestire le proprie paure e incertezze.

4 A –

BUSO DI PAROLA LE PAROLE DERUBATE DEI LORO SIGNIFICATI ORIGINARI

Occorre coltivare ottimismo, riscoprire il senso profondo della nostra storia per coltivare quella vocazione

universalistica che talvolta illuminato il nostro passato. Per poterlo fare dobbiamo ritrovare il significato

originario, complesso e profondo di parole importanti che molti di noi oggi utilizzano in modo distorto.

La parola comunicazione è stata abusata e tradita.

solo a partire dalla consapevolezza del problema, ossia quando si capisce

La comunicazione diviene risorsa

che è difficile entrare in comunicazione con se stessi (con l’altro che è dentro di noi) e con l’altro. La

consapevolezza del problema attiva la necessità di conoscere se stessi e gli altri, facendo esperienza, attivando

dialogo e riflessività.

5 C

OMUNICAZIONE COME PUNTO DI VISTA E COME RISORSA

Comunicazione è soprattutto un processo un agire e una presenza. Che ha il fine di costruire relazioni

cooperative. La comunicazione è disturbata o disturbante, quando non produce relazioni cooperative, quando

non convoca al dialogo, alla conversazione all’apprendimento. Comunicare, significa aprirsi ad una esperienza

di cambiamento attraverso l’apprendimento. Significa potersi fidare dell’altro. I terroristi sono negatori della

comunicazione. Sono non comunicativi, anche tutti coloro che hanno la presunzione di essere nella verità.

6 M ?

ASSE O INDIVIDUI NELLA SERA PUBBLICA

6.1 F

ARE I CONTI CON I GRANDI NUMERI

Ai grandi numeri si attribuiscono connotazioni negative, come se la numerosità non fosse costituita da tanti

singoli. La presenza dei grandi numeri, è un fatto recente.

6.2 M ?

ASSE O INDIVIDUI

La storia moderna, può essere letta come storia dell’integrazione delle masse. Si pensi ai grandi numeri che

sono emersi come soggetti storici nelle guerre coloniali del Nord America, ma anche agli operai della

rivoluzione industriale inglese. Inoltre, i grandi numeri fanno il loro ingresso in politica attraverso i sindacati e

i partiti che non a caso, assumono la denominazione di massa. Le parole di massa entrano nel lessico politico,

sociologico e culturale. Ci sono masse buone e masse cattive.

B : quando sono masse di fedeli osannanti una religione, quando sono masse operaie e contadine

UONE

riscattate dalla coscienza di classe.

C : quando sono ignoranti e irrazionali e divengono imprevedibili.

ATTIVE

Le masse sono al centro della storia, ma questo protagonismo è stato ambiguo e ambivalente in seguito al fatto

che quasi ovunque il termine massa ha contribuito a costruire una ideologi anche ha ostacolato gli obiettivi di

uguaglianza e giustizia. L’uso delle parole massa e massificazione oscurava la realtà di un processo di

differenziazione sociale, che sempre più avrebbe caratterizzato una trasformazione sociale più profonda di

quella visibile. Diventare soldato o operaio, significava non perdere la propria individualità,ma arricchirla con

nuovi ruoli. Un vero paradosso, non solo viene usato il nome sbagliato per descrivere una realtà sociale, ma si

sceglie un nome che nega proprio ciò che sta accadendo, per di più con un’accezione negativa. Gustave Le

Bon fu il primo a parlare di folla in termini negativi.

6.3 C ?

HI ENTRA NELLA SFERA PUBBLICA 3


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Buonanno Milly.

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