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Il compositore sarà poi condotto verso altre frasi, ritmi e armonie

in modo non sempre consapevole e spesso capisce il suo lavoro

solo dopo che lo ha terminato. l'opera creativa non è mai una

ripetizione (R.Sessions).

Queste riflessioni dei compositori abbracciano un arco di 150 anni

di musica ma hanno elementi in comune:

1-nella composizione ci sono 2 fasi: l' "ispirazione" è quella

immediata e l' "esecuzione" è il processo di consapevolezza che

trasforma questa idea assoggettandola a regole.

L'ispirazione sembra provenga dall'esterno ma la fase compositiva

implica il saper costruire a partire da essa e dalle sue caratteristiche

in base a dei principi.

Si può vedere facilmente come un compositore ha trattato un tema

grazie agli abbozzi dei manoscritti ma non da dove esso è nato.

L'analisi musicale ha evidenziato che i lavori partono da nuclei di

note e con trasposizione, aumentazione, suddivisione,

ricombinazione, cambi ritmici, armonici ecc. (le consuete tecniche

compositive), si sviluppa l'opera musicale.

Il modo col quale il compositore abitualmente modifica il

materiale lo identifica stilisticamente.

Il risultato non sempre è bello ed efficace m i compositori più bravi

sono quelli che non si accontentano, che non usano i vincoli

precostituiti per iniziare un brano ma conoscono molto bene le

tecniche compositive e le sanno usare all'occorrenza.

Nella fase della "generazione di soluzioni" si usano strategie per

produrre soluzioni possibili e i più bravi riescono a trovare le

migliori. Purtroppo non garantiscono il successo soprattutto nella

composizione musicale dove il musicista che crea è libero di

cambiare.

Le tecniche compositive di cui parlavamo prima rappresentano

delle strategie ma sono allo stesso tempo anche verifiche e nuove

strategie funzionanti possono essere inventate dal compositore

durante il processo creativo.

Lo studio del contrappunto di J.S.Bach è ritenuto di fondamentale

importanza per acquisire le basi compositive. Una volta affinate

queste tecniche antiche su cui si basa tutta la musica tonale degli

ultimi 500 anni si possono scrivere brani accettabili.

Continuando a leggere ciò che i compositori dicono del loro

processo creativo ecco Ciaikowski che scrive di avere una grande

fantasia tematica ma di essere molto carente nella forma,

Hindemith dice che i temi che si usano sono comuni a tutti ma solo

il musicista creativo sa come utilizzarli aggiunge anche che se

fosse solo una questione di lavoro tutti sarebbero dei geni.

Il sostanza un compositore banale non può fare ciò che fa il grande

compositore.

Il creatore vero “vede” la musica e la sottopone alle regole in modo

perfetto e sono poche le musiche che raggiungono questa

perfezione di immaginazione e padronanza compositiva.

I compositori che descrivono i loro processi creativi normalmente

non sono tanto attendibili ma riferiscono come si dovrebbe

svolgere un lavoro per ottenere un risultato: quasi tutti dicono di

essere "spettatori" stimolati da un' ispirazione oscura e solo alla

fine prendono coscienza del processo In realtà gli aspetti del lavoro

creativo sono consci anche se i compositori tentano di descriverla

come un fenomeno. È vero comunque che alcune cose possono

essere ricordate ed altre no ad esempio se si arriva subito ad una

soluzione, senza passi intermedi oppure nel caso in cui si è usato

momentaneamente, per un breve istante un materiale che poi è

stato sostituito.

Questi fatti sono intuizioni improvvise di cui poi si perde il

ricordo. La difficoltà a ricordare il processo creativo è data anche

dalla mancanza all'inizio di una pianificazione del lavoro: le idee

sono tante e mescolate ma rimane il fatto che non sono

completamente inconsce! La prova è chiedere al compositore di

verbalizzare il processo nel momento in cui lo svolge: egli è

capace di farlo ma nel tempo la memoria si affievolisce.

Gli psicologi Ericsson e Simon affermano dunque che la

verbalizzazione contemporanea all'atto è quella più attendibile.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 1992-1993

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fermo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia musicale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Fraschini Mario.

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