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personale, gli scopi di socializzazione e l’acquisizione di nuove competenze ed esperienze utili.

Cinque sono invece le motivazioni altruistiche, e consistono in solidarietà, compassione, identificazione con i

sofferenti, credenze religiose e desiderio di portare speranza e dignità.

Lo studio sul volontariato ha inoltre portato altri frutti: come intuibile, i risultati ottenuti hanno confermato che

le persone motivate altruisticamente aiutano anche nelle circostanze in cui sono presenti vie di fuga, modi per

evitare di attuare comportamenti prosociali. Ciò non avviene, invece, per persone con motivazioni egoistiche.

Da approfondimenti, si è inoltre compreso che persone che, pur empatiche, sentono forte il disagio derivante da

certe situazioni, tendono ad aiutare di meno o a non aiutare se vi sono vie di fuga, mentre provvedono

comunque al supporto nelle casistiche in cui la fuga non è concessa dalla situazione vissuta.

Ancora, si è cercato di capire come si potrebbe spiegare l’aiuto nelle persone con tendenze egoistiche: le

motivazioni sono legate perlopiù a due concetti, che sono il vedere l’aiuto offerto come mezzo per ridurre la

propria tristezza, o come necessario per un variegato senso di unità, ossia la necessità di far sì che tutti stiano

bene affinché anche l’integrità personale ed il proprio tornaconto non vengano turbati da situazioni di empasse.

Il punto di vista interpersonale

E’ chiaro che, da un punto di vista interpersonale, scegliamo di aiutare le persone anche in base a cosa esse

rappresentano per noi nella nostra vita, in base cioè alla relazione affettiva che intercorre tra noi e loro.

Con un po’ di razionalismo, è possibile dividere le relazioni in relazioni di scambio e relazioni affettive.

- Sono relazioni di scambio le relazioni che intercorrono tra estranei o conoscenti: in esse, tendiamo a

ottenere il massimo dei guadagni, e a ragionare quindi in prospettiva più egoistica, distribuendo ricompense in

considerazione dei contributi di cui abbiamo usufruito per merito delle singole persone.

- Sono relazioni affettive, invece, le relazioni che sussistono tra noi ed amici, familiari e partner: in esse, è

ovviamente la prospettiva altruistica a prevalere e a motivare il desiderio di alleviare le sofferenze altrui, a

prescindere da cosa abbiamo ricevuto noi in passato, e a prescindere da chi sia a chiederci una mano.

Questa distinzione ci aiuta a far emergere la dinamica umana per la quale nelle relazioni di scambio dimostriamo

una discreta indifferenza ove non appaiono guadagni a nostro favore, ma anche la gratuità dei gesti e dei

comportamenti prosociali quando siamo coinvolti nell’aiuto e nelle richieste di una persona a noi davvero cara.

Organizzare tutto in termini di scambio economico sembrerebbe un modus molto razionale e condiviso per

affrontare la nostra vita, anche in virtù del fatto che vivere diversamente porta spesso gli uomini ad apparire

ridicoli agli occhi degli altri. Tuttavia non sempre l’uomo agisce per ricevere qualcosa in cambio, ed è proprio per

questo che, aldilà dei risvolti negativi che tale concezione può avere, gli psicologi sociali osservano che in virtù

anche di questo disinteressamento, proprio per non apparire “ridicoli” e “deboli” agli occhi degli altri e di sé

stessi, si manifesta il fenomeno della finzione di scambio, ossia la ricerca di motivazioni convincenti per apparire

ad ogni modo impegnati in un comportamento scambievole, e non caratterizzato da altruismo,disinteressato.

Paradossalmente, dunque, per convincere gli altri a fare del bene gratuitamente, bisogna dire loro che in realtà

quello che fanno ha un riscontro positivo anche per loro, ed è quindi figlio di un interesse reciproco, e non

monodirezionale, dall’aiutante all’aiutato. Ciò è stato ampiamente dimostrato da Holmes e colleghi con i loro

esperimenti sulla beneficenza (“compra candela beneficenza” vs “compra candela perché costa meno”).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher faraday92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Di Battista Silvia.

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