Comportamento dei liquidi dell'organismo e omeostasi
Una cellula scambia gas, substrati energetici e altre sostanze con l'ambiente esterno. Negli organismi pluricellulari gli scambi avvengono con il liquido extra-cellulare. Al fine di evitare danni alle cellule, la composizione del liquido extra-cellulare deve essere costante e avere caratteristiche ottimali per il funzionamento delle stesse (mantenimento dell'omeostasi).
Liquido extracellulare
Il problema dell’omeostasi dell’ambiente extracellulare viene risolto suddividendo il LEC in due compartimenti che possono scambiare tra loro:
- Liquido interstiziale: È a contatto con le cellule dei tessuti, formato per la maggior parte da collagene e filamenti di proteoglicano. I filamenti di proteoglicano sono composti per il 98% circa da acido ialuronico.
- Plasma: Parte liquida del sangue che circola e viene a contatto con il liquido interstiziale (a livello dei capillari) e, in alcuni organi (polmoni, rene, apparato gastroenterico, cute), con l’ambiente esterno.
Gli scambi tra sangue (plasma) e ambiente esterno garantiscono che la quota circolante del LEC presenti caratteristiche ottimali e abbastanza costante.
Suddivisione dell'acqua totale dell'organismo in compartimenti liquidi
Acqua totale = 60% del peso corporeo. La percentuale è inferiore nelle donne e maggiore nei bambini. Inoltre, essendo la quantità di tessuto adiposo inversamente proporzionale alla percentuale di acqua, gli obesi tendono ad avere una percentuale minore di acqua all’interno del proprio corpo.
- LIC 40%
- LEC 20%
- 5% plasma
- 15% liquido interstiziale
Barriere tra i diversi compartimenti
- Membrana cellulare: Innanzitutto esiste la membrana cellulare che solitamente è assolutamente permeabile all’acqua (eccezione rene) e invece selettivamente permeabile per diversi tipi di ioni.
- Parete capillare: Esiste poi la parete capillare (endotelio e membrana basale) che fa sì che siano separati liquido interstiziale e plasma. La parete capillare è permeabile sia all’acqua, sia alla maggior parte dei soluti (fanno eccezione le macromolecole). La permeabilità è aumentata grazie alla presenza di particolari “pori”. Abbiamo innanzitutto una fessura intercellulare, costituita da una sottile fenditura tortuosa tra cellule endoteliali adiacenti. Ciascuna di queste fessure è interrotta a intervalli da brevi agganci proteici che tengono insieme le cellule endoteliali, ma il liquido può liberamente percolare attraverso la fessura. Le fessure intercellulari rappresentano solitamente non più di 1/1000 dell’area della superficie totale del capillare.
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Fisiologia del comportamento
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