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Compendio di diritto allo studio 19

università italiane nonché il consiglio nazionale degli studenti universitari. È quanto stabilito

dall'articolo 3 del DM del 21 luglio 1997 n° 245 contenente il regolamento recante norme in materia di

accessi all'istruzione universitaria e le connesse attività di orientamento. I soggetti che presentano la

domanda di iscrizione possono iscriversi all'università dopo aver conseguito il titolo rilasciato a

conclusione dell'istruzione secondaria superiore, secondo le leggi vigenti, ferma restando la possibilità di

modificare la propria opzione rispetto al corso di studi prescelto. Con decreti ministeriali successivi

concernenti le modalità di presentazione della domanda di iscrizione relativa all'anno accademico in

corso si è specificato che la stessa può essere effettuata anche via Internet mediante appositi moduli

disponibili sul sito web del ministero dell'Università e della ricerca cioè www.universo.miur.it.

Il modulo in questione deve contenere generalmente:

- i dati anagrafici dello studente e il codice fiscale

- la scuola di provenienza

- le sedi universitarie prescelte

- le aree didattico-culturali ovvero uno specifico corso cui indirizzare la scelta

- l'eventuale interesse, avendone i requisiti a beneficiare della borsa di studio e di altri interventi del

diritto studio compresi gli ausili personalizzati in caso di studenti portatori di handicap

- l'autorizzazione all'utilizzo dei dati personali secondo il D. Lgs. 196/03l

La prescrizione è finalizzata alla predisposizione e alla fruizione di iniziative e attività di orientamento

per la scelta del corso di studi universitari in rapporto sia alle vocazioni e agli interessi dello studente

che alla programmazione dell'offerta formativa e dei servizi riservati agli studenti.

Il ministero deve disporre di una banca dati contenente i moduli compilati dagli studenti per

consentire l'accesso telematico alle università e dei centri servizi amministrativi nel caso di studenti

provenienti da scuole private o pubbliche collegate agli istituti di alta formazione artistica, musicale e

coreutica. Le scuole, l'università e altre istituzioni promuovono inoltre, una volta avvenuta la scelta,

attività di orientamento tendenti a far acquisire allo studente interessato la conoscenza degli obiettivi

formativi specifici, le opportunità di tirocini formativi, la disponibilità delle strutture didattiche, la

preparazione iniziale richiesta per il corso prescelto, la possibilità di approfondimento personale nonché

le connessioni col mondo del lavoro.

Accesso ai corsi universitari (ex legge 264/1999)

La legge 2 agosto 1999/264 disciplina gli accessi ai corsi universitari distinguendo quelli programmati

a livello nazionale e quelli invece programmati dalle università.

In particolare sono programmati a livello nazionale gli accessi:

-ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e medicina veterinaria e odontoiatrica e protesi dentaria in

architettura nonché ai corsi di diploma universitario ovvero individuati come di primo livello in

applicazione dell'articolo della legge 127/1997 e successive modificazioni concernenti la formazione del

personale infermieristico, tecnico e della riabilitazione ex articolo 6 del D. lgs 502/92 e successive

modificazioni, conformemente alla normativa comunitaria e alla raccomandazioni dell’Unione Europea

-ai corsi di laurea in scienze della formazione primaria e alle scuole di specializzazione per

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l'insegnamento secondario

-nei corsi di formazione specialistica dei medici ex D.lgs 257/91

-alle scuole di specializzazione per le professioni legali

-ai corsi universitari di nuova istituzione o attivazione, su proposta delle università per un numero di

anni corrispondente alla durata del corso

Sono programmati invece dalle università gli accessi:

- ai corsi di laurea per i quali l'ordinamento didattico prevede l'utilizzazione di lavoratori ad alta

specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati

- ai corsi di diploma universitario per i quali l’ordinamento didattico prevede l'obbligo di tirocinio da

svolgere presso strutture diverse dall'ateneo

-ai corsi o alle scuole di specializzazione individuate dai decreti attuativi delle disposizioni dell'articolo

17 della legge 127/1987 e successive modificazioni

L’ammissione ai corsi programmati è disposta degli atenei previo il superamento di prove di cultura

generale sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di verifica della predisposizione

per le discipline oggetto di corsi medesimi. I requisiti di ammissione alle tipologie di corsi universitari

previsti dal decreto 270/2004 sono determinate dai decreti emanati ex articolo 17 della legge 127/1987

e successive modificazioni, i quali non possono comunque introdurre fattispecie di corsi ad accesso

programmato ulteriori rispetto a quanto previsto dalla legge 264/1999.

Procedimento di iscrizione

All'iscrizione presso facoltà la prescelta segue il procedimento di iscrizione del proprio chi si articola

sostanzialmente in tre fasi:

- Fase dell'iniziativa, in cui lo studente avanza formalmente la richiesta di essersi iscritto all’Università

presentando presso la sede della facoltà prescelta un'apposita domanda e la documentazione allegata

per certificare il possesso dei requisiti descritti dalla legge per ottenere l’ammissione;

- Fase istruttoria: corrispondente al riscontro che la segreteria di facoltà è tenuta a svolgere sull'istanza

presentata dall'interessato, allo scopo di verificare la sussistenza dei requisiti formali e sostanziali

richiesti così da accertare la regolarità e la completezza della documentazione esibita

-fase costruttiva, ossia la fase deliberativa che culmina nell'immatricolazione, cioè nell'atto di

ammissione con cui viene conferito all'interessato lo status di studente universitario.

Da questo momento in poi tra l'amministrazione universitaria e lo studente sorge un vero e proprio

rapporto giuridico con relativi diritti doveri reciproci. Pertanto lo studente acquista ad esempio il diritto

di usufruire dell’ insegnamento universitario, così come ha il dovere di pagare puntualmente le tasse e

contributi per poter frequentare i corsi e sostenere gli esami. Da notare che nel momento in cui viene

accertata la presenza di tutti i requisiti previsti, l’immatricolazione dello studente è un atto dovuto da

parte dell’università. In quanto tale, rientra nella categoria delle iscrizioni, intese come quei

provvedimenti con cui la pubblica amministrazione conferisce a un soggetto un particolare status

giuridico dopo aver accertato la sussistenza dei requisiti richiesti, prescindendo da qualunque

apprezzamento discrezionale, in pratica si tratta di ammissione vincolata.

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Per iscriversi alla facoltà è comunque necessario rispettare determinati tempi. Le domande di

iscrizione possono infatti essere presentate di regola nel periodo compreso tra il 1º agosto al 5

novembre anche se eventuali proroghe possono essere stabilite dal rettore e comunque non oltre il

termine massimo del 31 dicembre. L'articolo 19 del RD 1522 /1933 con cui è stato approvato il testo

unico delle leggi sull'istruzione superiore chiarisce che l'anno accademico comincia il 1º novembre e

termina il 31 ottobre dell'anno successivo. L'art. 1 del regolamento generale universitario approvato RD

274/1924 specifica a sua volta che il periodo delle lezioni comincia non più tardi del 5 novembre e

termine il 15 giugno; tuttavia principio e termine possono spostarsi di 5 giorni. Infine occorre

sottolineare che ai sensi dell'art. 142 del TU delle leggi sull’istruzione superiore è vietata l’iscrizione

contemporanea a diverse università e diversi istituti d'istruzione superiore non chiedere stavolta a scuola

della stessa università o dello stesso istituto e a diversi corsi di laurea e di diploma della stessa facoltà

oscura.

Immatricolazione:

1) Titoli di ammissione per qualsiasi corso di laurea:

Possono iscriversi a qualsiasi corso di laurea: i diplomati degli istituti di istruzione secondaria di

secondo grado di durata quinquennale o quadriennale previa valutazione da parte della facoltà

interessata di eventuali obblighi formativi o di eventuali prove di verifica della preparazione iniziale o di

altro titolo conseguito all'estero riconosciuto idoneo a coloro che abbiano superato i corsi integrativi

previsti dalla legge che autorizza la sperimentazione negli istituti professionali. Occorre tenere presente

infine che indipendentemente dal titolo di istruzione secondaria superiore posseduto, chiunque sia già

in possesso di una qualsiasi laurea o titolo equipollente può iscriversi ad un altro corso di laurea.

2) Modalità di iscrizione degli studenti italiani:

Alla domanda di immatricolazione in bollo indirizzato al rettore, redatta su apposito modulo fornito

dalla segreteria della facoltà, e recante i dati personali del richiedente, sia la specificazione del corso di

laurea al quale si chiede l'ammissione, l'aspirante matricola deve allegare i seguenti documenti:

- titolo originale di studi secondari ovvero, qualora questo non sia stato ancora rilasciato, un

certificato provvisorio di conseguita maturità che dovrà essere sostituito con l'originale all'atto del

rilascio stesso

- due fotografie identiche formato tessera di cui una firmata nonché la fotocopia del documento

d'identità

- quietanze comprovanti il pagamento della prima rata di tasse, soprattassa e contributi stabiliti

dall'ateneo

- dichiarazione di non contemporanea iscrizione ad altra università e ad altra facoltà

- domanda di immatricolazione su moduli statistici predisposti dalla segreteria universitaria

- autocertificazione del reddito del nucleo familiare al quale lo studente appartiene

Le università non statali oltre alla documentazione sopraelencate possono richiedere ulteriori

documenti specificati nella relativa modulistica. Una volta espletata la procedura per l'accettazione delle

domande di iscrizione corredate dalla relativa documentazione, la segreteria è tenuta a rilasciare al

soggetto immatricolato un tagliando con data e timbro della facoltà a titolo di ricevuta. Successivamente

ha inizio una procedura interna alla segreteria e in virtù della quale si procede tra l'altro alla trasmissione

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dei dati personali del soggetto al centro elaborazione dati, che restituirà a sua volta il numero di

matricola dell'interessato.

3) Adempimenti delle segreterie di facoltà

Le segreterie di facoltà sono gli uffici ai quali gli studenti possono rivolgersi per qualsiasi procedura

amministrativa che riguarda il proprio status al CdL prescelto. In segreteria si presentano le domande di

immatricolazione e iscrizione, di esame, di tesi, di passaggio di facoltà e di trasferimento da una

università all'altra, nonché le richieste di certificati. Gli uffici in questione infatti provvedono a rilasciare,

previa richiesta, il certificato relativo alla carriera scolastica, il titolo accademico e restituire il diploma di

maturità superiore nonché la copia autenticata del proprio diploma di maturità. Secondo gli art. 4 e 5

del regolamento degli studenti approvato con RD 1269 del 4 giugno 1938, è compito delle segreterie di

facoltà:

- conservare in appositi fascicoli personali tutti gli atti concernenti la carriera scolastica degli studenti

compreso l'esemplare dedicato della fotografia di ognuno di essi ha

- tenere aggiornati i registri della carriera scolastica degli studenti distinti per corsi di laurea o di

diploma, e formare per ogni corso di insegnamento, a titolo ufficiale o privato, l'elenco degli studenti

che sono iscritti

- rilasciare allo studente all'atto dell'immatricolazione una tessera di riconoscimento o un libretto

d'iscrizione validi per l'intero corso di studi

La tessera reca la fotografia dello studente, bollata col timbro dell'università, ed è munita dalla firma

del rettore e del direttore amministrativo. Il libretto d'iscrizione a sua volta firmato anch'esso come

prescritto per la tessera contiene tutti i dati riguardanti la carriera scolastica dello studente tra cui

insegnamenti seguiti, le tasse pagate, gli esami sostenuti, etc.

Ulteriori norme circa le modalità per la compilazione e la tenuta del libretto possono essere contenute

negli statuti universitari dei quali si evince ad esempio che nei casi in cui libretto risulti smarrito o

deteriorato lo studente è tenuto a chiedere il rilascio di un duplicato esibendo in segreteria:

-domanda in carta semplice indirizzata al rettore contenente l'oggetto della domanda, le prove,

generalità del corso di laurea, il numero di matricola

-una foto formato tessera

-eventuale versamento per costo duplicato libretto.

Per la sostituzione del libretto deteriorato è necessario depositare l'originale nello stato in cui si trova.

In caso di smarrimento è altresì necessaria copia della denuncia presentata all'autorità di pubblica

sicurezza. In ogni caso lo studente è personalmente responsabile di tale alterazione recata al libretto

nonché abrasione e cancellatura fatta eccezione per quelli approvati dalla segreteria un'apposita firma

del presidente della commissione esaminatrice, invalida il libretto, mentre lo studente assolto diventa

passibile di provvedimenti disciplinari e, nei casi di maggiore gravità finanche di denuncia all'autorità

giudiziaria.

4) Modalità di iscrizione degli studenti italiani residenti all'estero

Secondo il dettato dell'articolo 147 del TU delle leggi sull'istruzione superiore, cittadini italiani

residenti all'estero in possesso di un titolo di studio conseguito all'estero, possono essere ammessi al

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università all'anno di corso del quale dalle componenti autorità accademiche sia ritenuto sufficiente il

titolo di studio in loro possesso. A sua volta l'articolo 12 del regolamento studenti stabilisce che coloro i

quali intendono iscriversi a un corso universitario in base ai titoli di studio conseguiti all'estero devono

rivolgere al rettore dell'Università relativa domanda di immatricolazione o d'iscrizione corredate da:

- titoli documenti comprovanti gli studi secondari conseguiti all'estero, gli studi eventualmente

compiuti e gli esami sostenuti presso un'università o istituti superiori esteri

- un esposto documentato contenente esatte informazioni circa la natura e gli studi compiuti e dei

titoli conseguiti all'estero

- un certificato di cittadinanza.

Sulla domanda delibera il senato accademico, udito il consiglio di facoltà competente, determinando

altresì l'ulteriore svolgimento della carriera scolastica. Gli interessati possono far pervenire la domanda

tramite le autorità diplomatiche o consolari italiane competenti per territorio che dovranno però

legalizzare il titolo prima di trasmetterlo all'università.

5) Norme in materia di tasse e contributi

Per contribuzione studentesca si intende l'ammontare complessivo della retribuzione a carico degli

studenti di ogni università comprensiva del gettito della tassa d'iscrizione e dai contributi universitari,

calcolata nel complesso di studenti dell'Ateneo come accertato il bilancio consuntivo del medesimo. È

quanto afferma l'articolo 1 del regolamento recante disciplina in materia di contributi universitari

emanato con d.p.r. 306 del 25 luglio 1997. Ai fini della determinazione della tassa d'iscrizione e dai

contributi, le università statali sono tenute a valutare la condizione economica del nucleo familiare

convenzionale dello studente secondo i criteri indicati dall'articolo cinque del DPCM dove per il nome

di uno che determinano autonoma mente le condizioni di merito. L'articolo 2 del d.p.r. 306/1997 a sua

volta precisa che gli studenti contribuiscono alla copertura del costo dei servizi offerti dalle università

mediante il pagamento sia di una tassa d'iscrizione di importo fisso circa € 154,94, rivalutabile ogni

anno in base al tasso di inflazione programmato, sia di contributi determinati dai singoli atenei

nell'azione di adeguamento della didattica di servizi degli studenti anche sulla base della specificità del

percorso formativo. Resta solo da ricordare che in base al regio decreto 1269/1938:

-lo studente che non risulti in regola col pagamento di tasse e contributi non può essere ammesso agli

esami né può essere iscritto al successivo anno di corso. Inoltre non può ottenere alcun certificato

riguardante la sua scolastica nella parte in cui si riferisce il predetto difetto di pagamento, né il congedo

per trasferirsi ad altra università

-lo studente che ha ottenuto l’iscrizione ad un anno di corso universitario non ha diritto in nessun

caso alla restituzione di tasse e contributi pagati.

L’art. 6 del d.p.r. 306/1997 specifica che gli atenei privati abilitati a rilasciare titoli aventi valore legale

determinano autonomamente la tassa d'iscrizione e contributi per tutti i corsi di studi. Sono comunque

esonerati in misura totale o parziale dal pagamento di tasse e contributi gli studenti beneficiari di borse

di studio e prestiti d’onore

6) Criteri per l'esonero totale o parziale dalle tasse d'iscrizione e dai contributi

Per questa materia occorre fare riferimento in particolare l'articolo 8 del DPCM 9 aprile del 2001.

Tale provvedimento afferma che sono totalmente esonerati dal pagamento di tasse e contributi gli

studenti beneficiari di borse di studio e prestiti d'onore. L'esonero totale viene inoltre applicato da parte

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degli atenei statali anche gli studenti portatori di handicap con una invalidità pari superiore al 66%

nonché agli studenti che pur essendo risultati idonei al conseguimento di borse di studio concesse dalle

regioni non hanno beneficiato di tali provvidenze per mancanza di fondi. Inoltre ai sensi del DPCM 9

aprile del 2001 le università esonerano totalmente al pagamento di tasse contributi le seguenti categorie

di soggetti:

- studenti stranieri beneficiari di borse di studio del governo italiano nell'ambito dei programmi di

cooperazione e sviluppo o accordi intergovernativi culturale e scientifici

- studenti che intendano riprendere la loro carriera dopo un periodo di interruzione di studi di almeno

due anni accademici. L'esonero si applica per gli anni accademici in cui gli studenti sono risultati iscritti

- studenti che svolgono il servizio civile nazionale

- studentesse madri che possono giovarsi della dispensa per l'anno di nascita di ciascun figlio

- studenti sono costretti a interrompere gli studi per infermità gravi e prolungate debitamente

certificate.

Secondo il dettato del DPCM 09-04-01 gli atenei statali possono prevedere a ulteriori forme di

esonero per:

- studenti portatori di handicap con invalidità sia inferiore al 66%

- studenti iscritti ai corsi di laurea che concludono gli studi entro i termini legali senza iscrizioni fuori

corso ripetente

- studenti che hanno superato annualmente tutti i crediti previsti dal piano di studi

- studenti che svolgono una documentata attività lavorativa dipendente o autonoma.

Infine occorre evidenziare altresì gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi , oltre a poter godere

di esonero totale o parziale da parte delle università statali possono usufruire anche nella concessione di

esoneri totali da parte degli atenei privati legalmente riconosciuti i quali serbano una quota del

contributo statale erogato ai sensi della legge 246/1991. Infine occorre ricordare che il suddetto DPCM

prevede anche obblighi di informazione a carico degli atenei i quali entro il 30 aprile di ogni anno sono

tenuti a comunicare alla consulta nazionale per il diritto agli studi universitari e al consiglio nazionale

degli studenti universitari:

- il numero di studenti totalmente dispensati dal pagamento di tasse e contributi secondo le diverse

tipologie

- la distribuzione degli studenti per classi di importo delle tasse e dei contributi.

7) immatricolazione laureati

Ai sensi del regolamento studenti approvato con RD 1269/1238, chi sia già fornito di una laurea o di

un diploma può iscriversi al corso per il conseguimento di altra laurea o diploma alle condizioni che

sono stabilite dalla competente facoltà, fermo restando per ciò che riguarda l'eventuale abbreviazione di

corso: l'avvenuto conseguimento del titolo di istruzione superiore, la necessità di nuova iscrizione,

l'esaurimento degli effetti inerenti all’iscrizione anteriore. Nel caso in cui l'interessato sia in possesso di

una laurea affine al corso di studi al quale intende iscriversi, i consigli facoltà possono anche disporre

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l'iscrizione con corso abbreviato e il riconoscimento di un certo numero di esami. Ciascun interessato è

tenuto a presentare insieme con la normale documentazione prevista per l'immatricolazione di laureati:

- domanda in carta legale diretta al rettore mediante la quale si chiede l’iscrizione con ampliamento di

corso

- certificato di laurea in bollo con relativa indicazione di tutti gli esami sostenuti.

L'organo competente a deliberare sulla richiesta di immatricolazione laureati è il consiglio di facoltà.

Infine va detto che anche in questo caso i termini utili per la prestazione le domande di iscrizione

vanno dal 1º agosto al 5 novembre e sono prorogabili in via eccezionale fino al 31 dicembre.

8) Iscrizione ad anni di corso successivi al primo

a) norme generali

I studenti sono tenuti a iscriversi agli anni di corso successivi al primo entro il termine perentorio del

5 novembre presentando in segreteria tutta la documentazione necessaria, la quale deve comprendere

qualora ne ricorrano le condizioni, anche ricevute attestanti la presentazione delle seguenti domande:

richiesta di esonero dalle tasse; richiesta di sospensione del pagamento delle tasse in attesa dell'esito

della domanda di assegno di studio.

b) iscrizione di studenti fuori corso

Studenti fuoricorso che intendono esercitare i diritti derivanti dall’iscrizione devono richiedere ogni

anno all'università la ricognizione a loro qualità di studenti e pagare una speciale tassa la quale aumenta

progressivamente per ogni anno iscrizione in qualità di studente fuoricorso. In base al disposto

dell'articolo 15 del regolamento studenti, sono considerati sempre fuori corso:

-coloro che avendo seguito il proprio corso universitario per l'intera sua durata e avendone

frequentato con regolare iscrizione tutti gli insegnamenti prescritti per l'ammissione all'esame del

diploma non abbiano superato i relativi esami speciali l'esame di laurea o di diploma fino a che non

conseguono il titolo accademico

-coloro che siano stati iscritti ad un anno il proprio corso di studi ed essendo in possesso dei requisiti

necessari per potersi iscrivere all'anno successivo , non abbiano chiesto o ottenuto tale iscrizione, per

tutta la durata dell'interruzione degli studi

-coloro che essendo stati iscritti ad un anno dal proprio corso di studi avendo frequentato i relativi

insegnamenti, non abbiano superato gli esami obbligatoriamente richiesti per il passaggio all'anno di

corso successivo, fino a che non superano tutti gli esami.

c) iscrizione di studenti ripetenti

Alla luce delle indicazioni fornite dall'articolo 14 del regolamento studenti, devono iscriversi come

ripetenti degli insegnamenti mancanti di iscrizione o di frequenza gli studenti che abbiano seguito il

corso di studi da cui sono iscritti per l'intera sua durata senza aver preso l'iscrizione a tutti gli

insegnamenti prescritti per l'ammissione all'esame di laurea o diploma senza averne ottenuto le relative

attestazioni di frequenza. La ripetizione deve avvenire per uno o più anni a seconda che si tratti di

insegnamenti annuali o pluriennali. La stessa norma si applica agli studenti dei corsi di laurea o diploma

distinti in bienni che non siano iscritti che non abbiano ottenuto le attestazioni di frequenza per tutti gli

insegnamenti del biennio. Compendio di diritto allo studio 26

d) iscrizione in qualità di «condizionato»

Per alcuni corsi di laurea gli studenti sono tenuti a superare determinati esami prima di poter accedere

all'anno di corso successivo, dal momento che in caso di contrario sarebbero costretti iscriversi in

qualità di fuori corso. In questi casi però lo studente può anche chiedere di essere regolarmente iscritto

entro i termini di legge ossia non oltre il 5 novembre a patto però di riuscire a superare il suddetto

sbarramento nella sessione straordinaria. Pertanto questo tipo d'iscrizione è detta “condizionata”.

Quindi, una volta conclusa la sessione straordinaria, se lo studente è riuscito a superare il previsto

sbarramento si vedrà confermare la regolare iscrizione già eseguita, altrimenti, complice l'ufficio, sarà

iscritto come fuoricorso all'anno precedente.

9. Piani di studio

Lo statuto di ogni ateneo stabilisce l'ordine degli studi per ogni singolo corso di laurea. Lo studente

può scegliere generalmente tra il piano di studio cosiddetto “statutario” cioè fissato dallo statuto tra

quelli alternativi proposti dalla facoltà oppure può presentarne uno proprio purché sia formulato

secondo i criteri richiesti dalla facoltà in modo che gli insegnamenti inseriti nel piano siano, per numero

e contenuti, coerenti con il corso di studi prescelto.

a) piano di studi predisposti dalla facoltà

Esistono due tipi di piani di studio che lo studente può trovare già predisposti dalla facoltà: quello

e quello Il primo è uguale per tutte le facoltà dello stesso tipo e presenta una

statutario consigliato.

distinzione netta tra esami fondamentali obbligatori e esami complementari, i quali possono essere

scelti dallo studente che ha insegnamenti attivati nella propria o in un'altra facoltà. L'adozione del piano

di studio esenta lo studente da presentare domanda al Consiglio di facoltà. Per orientare gli

statutario

universitari nella scelta degli esami, i consigli facoltà predispongono anche dei piani di studio consigliati

che consistono in gruppi di materie raccolte in insiemi organici dal punto di vista scientifico e

corrispondenti ai vari indirizzi presenti nella facoltà. Nell'ambito di questi gruppi gli studenti possono

scegliere il piano di studio più adatto alle proprie esigenze ed inclinazioni.

b) piani di studio individuale

Secondo il combinato disposto degli artt. 2 della legge 910/1969 e art.4 della legge 924 / 1970 lo

studente può predisporre un piano di studio diverso da quelli previsti dagli ordinamenti didattici in

vigore purché nell'ambito delle discipline effettivamente insegnate e nel numero di insegnamenti

stabilito. Per la redazione del piano di studio si utilizza un apposito modulo distribuito dalla segreteria

della facoltà. I studenti nella redazione del piano individuale dovranno attenersi alle seguenti regole:

- inserire le discipline effettivamente insegnate dell'anno accademico

- rispettare il numero minimo degli insegnamenti complessivamente richiesti per l'ammissione alla

laurea

- non sostituire esami di cui si è in debito con gli esami superati

- nella sostituzione degli insegnamenti, tener conto della loro durata (per es. sostituire due corsi

annuali con uno biennale, tre annuali con uno triennale ecc.)

- sostiene tutti esami del piano di studio anche se il loro numero è superiore a quello minimo

richiesto. Compendio di diritto allo studio 27

Il DM 270/2004 precisa solo che i regolamenti didattici dei corsi di studi determinano ove sia

necessario il piani di studio individuale, in tal modo la materia è disciplinata diversamente a seconda

dell'ateneo e dai corsi di studio.

I criteri per determinare i piani di studio sono così stabiliti:

1) Tipologia di attività formative (TAF): definiti dal DM 509/99, se ne distinguono 6 tipi:

a. Attività formative indispensabili di base

b. Attività formative indispensabili caratterizzanti

c. Attività formative indispensabili affini o integrative

d. Attività formative a scelta dello studente (per tali attività nel regolamento didattico del corso di

studio sono segnalate allo studente proposte alternative corrispondenti a diversi orientamenti): gli

studenti nell'ambito D possono scegliere qualsiasi materia indicata dalla facoltà, nel qual caso occorre

idonea presentazione del piano di studi entro il 31 dicembre oppure quelle indicate dal CCdL per le

quali non occorre la presentazione del piano di studi (per es. se Tizio vuole seguire un corso di

Psicologia del lavoro e delle organizzazioni con il relativo esame, deve aggiungerlo al piano di studi al

posto di diritto ecclesiastico o geografia).

e. Attività formative per la prova finale e per la conoscenza della lingua straniera

f. Altre attività formative (si tratta di attività formative, non previste dalle lettere precedenti, volte ad

acquisire ulteriori conoscenze linguistiche e abilità informatiche e telematiche, relazionali, o comunque

utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonché attività formative volte ad agevolare le scelte

professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio può dare

accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento di cui al decreto del Ministero del

Lavoro 25 marzo 1998, n. 142)

2) Settore scientifico disciplinare (SSD): definiti dal DM 4/10/00, si tratta di 14 aree che raggruppano

discipline nel cui ambito gli atenei attingono gli insegnamenti.

3) Crediti formativi universitari (CFU) e/o Euro Credit TranSystem (ECTS) indica la quantità del

lavoro di apprendimento richiesto nelle attività formative. I regolamenti didattici determinano la

frazione d'impegno complessivo riservata allo studio personale. Il DM 509/99 prevedeva questa quota

fino al 66%, invece la riforma Moratti la diminuisce al 50%, risparmiando una notevole fatica agli

studenti. Quindi per ogni CFU corrispondono 25 ore di lavoro per studente, cioè 12,5 ore di

apprendimento + 12,5 ore di didattica frontale.

4) Moduli: la riforma 509/99 ha introdotto la modularità degli insegnamenti, quindi i corsi di studio

sono stati sostituiti dai moduli di insegnamento. Ogni modulo è individuato oltre che dal titolo, dal

SSD, dall’ambito e dal codice identificativo. In alcuni casi è stato sperimentato l’accorpamento di alcuni

moduli d’insegnamento in unità più ampie con un unico esame finale che implica l’acquisizione di tutti i

crediti previsti per quella attività, la didattica rimane tuttavia suddivisa in più moduli al termine dei quali

potranno essere proposte prove di esame intermedie.

5) Obiettivi formativi qualificanti (OFQ): si tratta di obiettivi che devono rispondere alle esigenze del

mercato del lavoro. Il rapporto obiettivi-costi coincide con l'efficienza didattica.

Compendio di diritto allo studio 28

10) esami di profitto

Ogni insegnamento incluso nel piano di studio comporta il superamento dell'esame di profitto che

può prevedere anche prove scritte o pratiche. Secondo il dettato dell'articolo 9 del regolamento studenti

gli esami di profitto debbono essere ordinati in modo da accertare la maturità intellettuale del candidato

e la sua preparazione organica della materia sulla quale verte l'esame senza limitarsi alle nozioni

impartite dal professore nel corso con lo studente sottoscritto. Normalmente sono previsti due sessioni

d'esame la prima inizia subito dopo la chiusura annuale di corsi e la seconda un mese innanzi il

principio del nuovo anno accademico. In ciascuna delle due sessioni che hanno normalmente la durata

di un mese si indicono almeno 2 appelli in giorni non consecutivi. La legge 8/1955 come modificato

dall'articolo 1 della legge 34/1956 ha inoltre previsto una data straordinaria da tenersi tra il 1° e il 15

febbraio di ogni anno. Oltre alle suddette tre sessioni sono previsti altri si appelli speciali mensili

riservati a studenti che debbano ancora sostenere prove relative agli anni di corso precedenti. Si parla in

questo caso di veri e propri prolungamenti delle normali sessioni, in pratica mentre lo svolgimento

dell’esame può avvenire per es. a novembre o dicembre, la relativa registrazione si effettua nelle sessioni

ordinarie. Per essere ammessi agli esami di profitto lo studente deve comprovare l'iscrizione alle

corrispondenti materie e averne ottenuto l'attestazioni frequenza. È opportuno ricordare inoltre che:

- non è possibile ripetere un esame già superato

- lo studente che non sia riuscito superare l’esame non può ripetere lo stesso nella medesima sessione

- gli esami non possono essere sostenuti più di due volte in un anno accademico incluso l'appello

straordinario di febbraio

- nell'appello straordinario di febbraio gli studenti in corso non possono sostenere più di 2 esami di

profitto compreso quello di laurea. Tuttavia secondo l'articolo 2 della legge 8 / 1955 la limitazione non

si applica agli studenti fuoricorso

- non possono essere sostenuti esami in violazione delle norme riguardanti la propria identità stabilito

dallo statuto di studio

- gli esami di profitto sono pubblici.

Le commissioni per gli esami di profitto sono nominate dall'organo competente indicato nel

regolamento didattico di Ateneo. Ogni componente della commissione dispone, nell’attribuzione dei

voti, di 10 punti ed il voto di semplice idoneità è indicato con sei decimi del totale dei punti di cui la

commissione dispone. Le votazioni minime sono stabilite nei termini di 18/30, il conferimento della

lode richiede il conseguimento della votazione 30/30 e del consenso della commissione all'unanimità. Il

voto relativo all'esame di profitto va riportato sul libretto dello studente e trascritto sul verbale d’esame

che verrà poi depositato in segreteria debitamente sottoscritto dallo studente. Tuttavia secondo quanto

stabilito dal decreto di riforma i regolamenti didattici disciplinano le procedure dello svolgimento degli

esami di profitto e delle modalità con cui si previene alla votazione del profitto ed essere comunque

espresse in centesimi.

11) Esame di laurea

a) ammissione e modalità dell'esame

Per essere ammesso agli esami di laurea, lo studente deve comprovare di avere frequentato il

rispettivo corso di studi per il numero di anni prescritto, di aver superato tutti i descritti esami di

profitto e di aver pagato le tesse, soprattasse e contributi o di esserne stato dispensato. L'articolo 162

Compendio di diritto allo studio 29

del TU approvato con RD 1592/1933 chiarisce che le modalità dell'esame di laurea sono determinate

dallo statuto dell'Università. Generalmente le domande di ammissione all’appello di laurea, preparate in

carta legale indirizzata al rettore, vanno presentate nei termini stabiliti dalle singole facoltà. In segreteria

bisogna inoltre considerare un certo numero di copie della tesi, variabile a seconda della sede

universitaria e della facoltà, tutte debitamente firmate dal relatore. Le commissioni per gli esami di

laurea - nominate rettore dell'università udito il preside della facoltà - sono costituite dai professori

ufficiali di maggioranza e dai liberi docenti cultori delle discipline che fanno parte della facoltà. Di

regola, il numero dei componenti è di 11 ma può essere ridotto in caso di necessità fino a 7.

Nell'ordinamento preveggente era prevista la presentazione di una tesi per una dissertazione scritta

sull'argomento attinente a una delle discipline studiate nel corso universitario che viene discussa davanti

all'apposita commissione, il cui compito è anche quello di ascoltare i resoconti del relatore ovvero il

docente che ha seguito il laureando nel lavoro di tesi, il correlatore o di eventuali correlatori. Il voto

finale potrà variare da un minimo di 60 fino a un massimo di 100/110 e lode. Il DM 270/2004,

disciplinanti nuovi corsi di studio, stabilisce che ogni ordinamento didattico determina nel regolamento

didattico di Ateneo le caratteristiche della prova finale, per il conseguimento del titolo di studio, le

procedure per il suo svolgimento.

b) laurea ad honorem

Secondo il dettato dell'articolo 169 del TU approvato con decreto del 592/1933 la laurea ad

honorem può essere conseguita soltanto da persone che , per opere compiute e pubblicazioni fatte,

siano riconosciute in base a meritata fama di singolare per perizia nelle discipline della facoltà per cui è

concessa. La deliberazione del consiglio di facoltà che conferisce la laurea ad honorem deve essere

presa a maggioranza dei due terzi dei voti ed approvata dal MIUR. La laurea ad honorem attribuisce

tutti diritti delle lauree ordinarie.

c) tutela delle qualifiche accademiche

La l. del 13 marzo 1958 stabilisce che le qualifiche accademiche di dottore compresa quella honoris

causa, le qualifiche di carattere professionale, la qualifica di libero docente possono essere conferite

soltanto con le modalità e nei casi indicati dalla legge. É vietato il conferimento delle suddette qualifiche

da parte di privati, enti ed istituti, comunque denominati, in contrasto con quanto stabilito dalla legge. I

trasgressori vengono puniti con la reclusione da tre mesi a un anno e con una multa da € 887 a € 784.

Analogamente chiunque faccia uso delle predette qualifiche dopo averle ottenute illegalmente, è punito

con una sanzione da € 77 a € 515. Le ultime due disposizioni descritte si applicano anche a cittadini

italiani che facciano uso di titoli universitari conseguiti all'estero e non riconosciuti in Italia.

12) Trasferimenti e passaggi

a) trasferimento ad altro ateneo

Ai sensi dell'art. 9 della RD 1269 del 4 giugno 1938, lo studente in corso di studi può trasferirsi ad

un'altra università presentando entro il 31 dicembre apposita domanda al rettore. Ogni sede ha una

propria regolamentazione in materia di trasferimenti, anche se possono essere individuate alcune regole

generali, le più importanti delle quali sono: essere in regola col pagamento di tasse contributi ed essere

in possesso del foglio di congedo rilasciato dall'amministrazione universitaria. In riferimento al rilascio

del foglio di congedo la circolare ministeriale 943 del 10 marzo 1953 ha chiarito che in relazione alla

concessione di trasferimenti, può essere messo un certo potere discrezionale da parte del rettore

soltanto nei seguenti casi:

- studenti fuoricorso Compendio di diritto allo studio 30

- studenti che hanno presentato domanda di trasferimento dopo il 31 dicembre

- studenti che abbiano chiesto di tornare alla sede di provenienza entro l’anno solare.

Il Rettore dell'Università dalla quale proviene lo studente è tenuto a trasmettere il foglio di congedo

contenente la copia conforme della carriera scolastica dello studente stesso al Rettore dell’università alla

quale l’interessato si vuole trasferire. Il rettore dell’università accogliente a sua volta provvede alla

determinazione dell'ulteriore svolgimento della carriera scolastica, udito il parere del consiglio di facoltà

competente, e ne dà notizia per iscritto all'interessato.

Bisogna inoltre sapere che:

- lo studente che non abbia compiuto alcun atto scolastico presso l'università frequentata non può

chiedere un ulteriore trasferimento

- allo studente che chiede il trasferimento ad altra facoltà può essere concessa l’iscrizione di anni

successivi al primo nel nuovo corso di studi su parere del consiglio di facoltà in base agli insegnamenti

precedentemente eseguiti e gli esami superati. In ogni caso la durata complessiva di studi tenuto conto

degli anni trascorsi l'area di provenienza non può essere inferiore a quella prescritta per il corso al quale

lo studente si trasferisce

- lo studente trasferito ad altra università non può far ritorno a quella di provenienza prima che sia

trascorso un anno solare salvo gravi motivi

- la diversità di ordinamenti didattici che può verificarsi tra le stesse facoltà di sedi diverse, non è di

impedimento ai trasferimenti di studenti da una all'altra università, poiché gli studi compiuti e gli esami

superati presso una determinata università hanno valore legale per ogni altra università.

b) passaggio ad altro corso di studi

Gli studenti iscritti ad un corso di laurea che intendono trasferirsi ad altro corso di studi devono

presentare apposita domanda in bollo al rettore nel periodo che va dal 1° agosto al 31 dicembre.

Spetterà al nuovo consiglio di facoltà o di corso di laurea verificare gli esami sostenuti e decidere se

iscrivere lo studente ad anni successivi al primo. In ogni caso la durata complessiva degli studi tenuto

conto degli anni già seguiti del corso di provenienza, non può essere inferiore a quella prescritta per il

corso al quale si passa. Diversamente dai trasferimenti, per il passaggio lo studente deve dichiarare di

non voler più sostenere esami nella facoltà di appartenenza; solo dopo questa dichiarazione il suo

fascicolo personale potrà essere fornito alla segreteria della facoltà di destinazione. L'art. 24 del

regolamento studenti specifica che nei casi di passaggio dall'uno all'altro corso di studi, le tasse pagate

nel corso di provenienza nell'anno in cui ha luogo il passaggio sono computate per quelle dello stesso

anno del nuovo corso di studi. Se nel nuovo corso le tasse dovessero risultare più elevate, lo studente

ha l’obbligo di pagare la differenza sia dell'anno in corso al quale è iscritto sia per quelli di quali fosse

dispensato per il nuovo corso. Non è ammesso invece il rimborso della differenza quando le tasse siano

minori nel corso di studi in cui l'utente fa il passaggio.

13) Studenti decaduti

In via generale e sensi dell'art. 149 del RD 1592/1933 e salvo quanto previsto dei singoli regolamenti

didattici, coloro i quali abbiano compiuto l'intero corso di studi universitari senza conseguire la laurea o

che per qualsiasi motivo abbiano interrotto gli studi stessi, qualora intendano esercitare i diritti derivanti

dall'iscrizione, sono tenuti a chiedere ogni anno all'università la ricognizione della loro qualità di

studenti e pagare la relativa tassa. Gli studenti che, pur avendo adempiuto tale obbligo, non sostengono

Compendio di diritto allo studio 31

esami per otto anni accademici consecutivi, sono dichiarati decaduti. Sono comunque esclusi dal

provvedimento di decadenza coloro i quali abbiano già sostenuto tutti gli esami di profitto e debbono

svolgere unicamente l'esame di laurea. Il computo degli otto anni a sua volta inizia dalla data dell'ultimo

esame di profitto oppure da quando lo studente si è venuto a trovare nella condizione di fuoricorso. Il

decorso il termine di decadenza si interrompe nel caso in cui lo studente richiede il passaggio ad altro

corso di laurea (prima ovviamente di essere incorso nella decadenza), oppure abbia sostenuto un esame

anche con esito negativo. Lo studente decaduto perde completamente la qualità di studente e, in quanto

tale, non può più ottenere trasferimenti, passaggi, altri provvedimenti scolastici, o comunque chiedere

certificati relativi alla sua carriera universitaria seppure con l'annotazione dell'avvenuta decadenza. Nel

caso in cui volessero riprendere gli studi i soggetti colpiti dalla decadenza devono intendersi alla stregua

degli studenti che s'iscrivono all'università per la prima volta, il che significa che sono tenuti a rinnovare

l'immatricolazione e a sostenere tutte le prove d'esame incluse quelle che eventualmente avessero

superato prima di decadere. Nella nuova normativa del DM 270/2004 è prevista la possibilità di

disciplinare nell'ambito dei regolamenti didattici che determinano le forme di verifica periodica dei

crediti acquisiti e il numero dei crediti da acquistare in tempi determinati. È altresì previsto da preposti

regolamenti il riordino della disciplina della procedura amministrativa relativa alle cariche degli studenti

in conformità con i decreti ministeriali e con i regolamenti didattici di ateneo.

14) Rinuncia agli studi

Deve essere inoltrata con atto scritto in modo chiaro esplicito, senza alcuna condizione e senza

termini o clausole che ne restringano l’efficacia. La rinuncia sarà irrevocabile e lo studente non potrà in

avvenire far rivivere la sua precedente carriera universitaria. Potrà solo ripetere il corso alla stregua di

coloro che sono stati colpiti dalla decadenza. Lo studente che abbia interrotto gli studi deve richiedere

ogni anno la ricognizione ed è tenuto a pagare le relative tasse arretrate solo nel momento in cui voglia

esercitare diritti connessi all'istruzione, tanto per proseguire gli studi quanto il passare ad altro corso

universitario, facendo valere la vecchia iscrizione ai fini dell'eventuale abbreviazione. In tal caso,

l'interessato è tenuto a pagare soltanto le tasse di ricognizione del periodo d'interruzione degli studi con

esclusione di qualsiasi contributo. Qualora non voglia esercitare i diritti derivanti dall'iscrizione, lo

studente può rinunciare agli studi intrapresi e ricominciare ex novo il medesimo corso di studi ovvero

iscriversi al primo anno di un altro corso di laurea - seppure non sia decaduto rispetto alla precedente

iscrizione - senza essere obbligato a pagare le tasse di ricognizione arretrate.

15) Documenti e certificazioni

È sensi dell'articolo 44 del regolamento studenti come sostituito dal d.p.r. 234 / 1965 tutti i certificati

attestazioni, copie, estratti e altri documenti relativi alla carriera scolastica degli studenti devono essere

rilasciati in conformità della legge sul bollo.

a) Rilascio di duplicato di diploma

L'articolo 50 del regolamento studenti come modificato dal d.p.r. 8 settembre 1760791, chiarisce che

per ciascuno laureato o diplomato, oltre il diploma originale da consegnare all'interessato, viene redatto

un altro esemplare originale, debitamente firmato dal rettore dell'Università, dal preside della facoltà e

dal direttore amministrativo. Tale esemplare, è poi conservato nel fascicolo personale del laureato o

diplomato. In caso di smarrimento o distruzione, dei diplomi originali, gli atenei provvedono

direttamente a rilasciare duplicati, dopo che l’interessato abbia presentato al rettore apposita domanda

in carta legale, corredata dei documenti comprovanti lo smarrimento o la distruzione del diploma. Al di

fuori dei casi di smarrimento e distruzione, il rettore può ugualmente consentire, per giustificati e

comprovati motivi, il rilascio del duplicato del diploma in sostituzione di quello a suo tempo rilasciato,

che deve essere restituito alla segreteria universitaria e conservato, previo annullamento, nel fascicolo

personale dell'interessato. Compendio di diritto allo studio 32

b) Presentazione di dichiarazioni sostitutive di certificazioni

In base ai d.p.r. 28 dicembre 2000 n° 445 i cittadini possono sostituire in via definitiva i certificati non

si è dichiarazioni che hanno la loro stessa validità relative ai fatti, stati e qualità personali tra cui il

possesso del titolo di studio o della qualifica professionale, di esami sostenuti, il possesso di un titolo di

specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica. Le

dichiarazioni possono essere prodotte dal diretto interessato contestualmente all'eventuale istanza da

presentare al dipendente addetto a riceverle, esse devono essere semplicemente sottoscritte

dall'interessato e necessariamente in presenza dell'impiegato. L'amministrazione è tenuta ad effettuare

idonei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive; al riguardo essa richiede direttamente

all'amministrazione competente per il rilascio della relativa certificazione conferma scritta, anche

attraverso l'uso di strumenti informatici e telematici, nella corrispondenza di quanto dichiarato con le

risultanze dei registri dagli stessi custoditi. In tal caso non è necessario la successiva acquisizione del

certificato.

c) norme in materia di procedimenti amministrativi del MIUR

Relativamente alla determinazione dei termini entro i quali devono essere adottati provvedimenti di

competenza del ministero vale la pena ricordare che con DM 734 del 14 giugno 1994 è stato emanato

apposito regolamento di attuazione della legge 241 del 7 agosto 1990 recante norme in materia di

procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti. Il suddetto regolamento si applica sia

ai procedimenti che conseguano obbligatoriamente iniziativa di parte, sia a quelli che debbano essere

promossi d’ufficio. L’art.5 precisa che anche presso le sedi degli organi o uffici della amministrazione

sono rese note, mediante affissione agli appositi albi o con altre forme di pubblicità, le modalità per

prendere visione degli atti dei procedimenti. L'articolo 12 a sua volta chiarisce che gli uffici competenti

tengono a disposizione di chiunque vi abbia interesse appositi elenchi recanti l'indicazione delle unità

responsabili dell’istruttoria e del provvedimento finale in relazione a ciascun tipo di procedimento.

d) protezione dei dati personali dei laureati

Secondo le indicazioni fornite dall'ufficio del garante per la protezione dei dati personali nel settore

universitario gli atenei in base alle normative generali che regolano l'attività, possono diffondere

all'esterno gli elenchi dei laureati comprensivi dei nomi degli studenti e delle votazioni riportate a patto

di dotarsi di un apposito regolamento. Infatti ai sensi dell'articolo 19 del D.Lgs 30 giugno 2003 che

novella il codice in materia di protezione dei dati personali è abrogato la vecchia legge 75/1996, è

consentito ai soggetti pubblici di comunicare o diffondere all'esterno i dati personali custoditi negli

archivi. Al contrario nel caso in cui l'ateneo non ha disciplinato la materia, la concessione di elenchi è

vietata. Ecco perché all'interno del suddetto comunicato, il garante ha ritenuto opportuno suggerire alle

università, in virtù dell'autonomia riconosciuta dalla legge, di adottare specifiche norme regolamentari

volte a disciplinare anche quelle attività, legate alle funzioni e alla finalità istituzionali dell'Università

stesse, che presentino aspetti connessi alla tutela della riservatezza delle persone e alla protezione dei

dati personali. A tale scopo il garante per la protezione dei dati personali ha approvato il 14 dicembre

2005 lo schema tipo di regolamento sul trattamento dei dati sensibili giudiziari. L'adozione di questo

protocollo sul quale l'autorità garante ha espresso parere conforme è il frutto di una significativa azione

di coordinamento svolta dalla conferenza dei rettori delle università italiane che ha fornito un forte

sostegno agli atenei di fini dell'interpretazione e all'applicazione del codice in materia di protezione dei

dati personali. Lo schema di regolamento costituisce un punto di riferimento per tutte le università che

devono regolamentare la loro disciplina in materia di tasse evitando in tal modo a ciascuna università di

sottoporre l’argomento al garante. In tale schema è contenuto l'indice di trattamenti e le finalità rilevanti

di interesse pubblico per trattare dati sensibili e quelli relativi all'origine etnica, le convinzioni religiose, i

dati giudiziari cioè quelli idonei a rivelare provvedimenti giudiziari in materia penale, di anagrafe delle

Compendio di diritto allo studio 33

sanzioni amministrative, da reato di ratifica degli pendenti, la qualità di imputato al sindacato ai sensi del

codice di procedura penale, le denominazioni nella descrizione del trattamento dei dati, la fonte

normativa, dati privati trattati nonché attività legate alle finalità istituzionali delle università stesse.

16) Titoli conseguiti all'estero

a) Premessa

Le normative vigenti ammettono la possibilità di richiedere equipollenza dei titoli di studio conseguiti

all'estero a patto di verifica nella corrispondenza del nostro sistema d'istruzione superiore. Ai fini

dell'ottenimento di tale riconoscimento gli interessati sono tenuti a formulare apposita richiesta scritta

da inoltrare all'attenzione del rettore dell'ateneo italiano di cui si è contemplato la disciplina oggetto di

valutazione. Le esperienza fin qui maturate hanno dimostrato che la maggior parte delle domande di

riconoscimento si risolvono nell’iscrizione di soggetti interessati ad un ateneo italiano con

abbreviazione del corso di studi prescelto. Così come è stato verificato pure che in ambito comunitario

all'accettazione dell'equipollenza di titoli è tutt'altro che semplice e automatica, come dimostra il fatto

che gli eventi vengono spesso sottoposti a tirocini supplementari di adattamento o prove attitudinali. Le

leggi attualmente in vigore provvedono altresì che il riconoscimento dei titoli accademici possa avvenire

anche sulla base di specifici accordi bilaterali del nostro Stato e un altro paese. In tal caso c'è bisogno

che l'accordo sia stata ratificato in Italia mediante l'atto legislativo in cui risultino incluse speciali tabelle

di equipollenza le quali riportano gli elenchi dei titoli italiani accanto a quelli della nazione straniera di

ritenuti corrispondenti.

b) Riconoscimento dei titoli

Titoli di studi medi

Ai sensi dell'articolo 147 del regio decreto 1592/1933, i cittadini italiani residenti all'estero e gli

stranieri possono essere ammessi presso le università e gli istituti superiori all'anno di corso per il quale,

dalle competenti autorità accademiche siano ritenuti sufficienti titoli di studio conseguiti all'estero. Per

ottenere l'ammissione occorre possedere uno dei titoli di studi medi conseguiti all'estero compresi fra

quelli dei quali appunto è previsto il riconoscimento. L'articolo 12 del regolamento studenti a sua volta

precisa che coloro i quali intendono iscriversi a un corso universitario in base al titolo di studi medi

conseguito all'estero devono rivolgersi al rettore dell'Università o al direttore dell'Istituto superiore

prescelto entro i termini di legge con relativa domanda di immatricolazione o iscrizione corredata da:

- titoli e documenti comprovanti gli studi secondari compiuti all'estero e gli studi eventualmente

compiuti e gli esami sostenuti presso atenei o istituti superiori esteri

- l'esposto documentato contenente informazioni esatte circa la natura e il valore degli studi compiuti

e di titoli conseguiti all'estero

- un certificato che attesti la cittadinanza dell'interessato.

Su domanda decide il Senato accademico, udita la facoltà competente, determinando altresì l'ulteriore

svolgimento della carriera scolastica. Prima di poter essere ammessi all'Università o Istituto superiore

prescelto, gli studenti stranieri devono comunque dimostrare di conoscere la lingua italiana mediante

un'apposita prova da svolgersi in forma di colloquio. Se la prova non dovesse avere esito positivo, il

candidato non può essere ammesso all'università ma può ripetere al prova nell'anno accademico

successivo. Compendio di diritto allo studio 34

Titoli accademici

Secondo il dettato dell'articolo 170 del RD 1592/1933 i titoli accademici conseguiti all'estero non

hanno valore legale in Italia salvo in caso di legge speciale. Ma la legge 11 luglio 2002 che ratificava la

convenzione di Lisbona dell'11 aprile 1997 sul riconoscimento dei titoli di studio stranieri, le università

hanno la competenza per il riconoscimento dei periodi di studio svolte all'estero e di titoli di studio per

l'accesso all'istruzione superiore, il trasferimento degli studi universitari e del conseguimento dei titoli

universitari italiani. Alla competenza esercitata nell'ambito dell'autonomia universitaria e in conformità

della riordinamenti e gli accordi bilaterali in materia, le università si pronunciano sulle domande di

riconoscimento, entro 90 giorni dal ricevimento alla stessa istanza. I cittadini non comunitari prima di

ottenere il riconoscimento devono dimostrare la conoscenza della lingua italiana. Qualora l’esito della

prova sia sfavorevole essi non possono inoltrare richiesta di ripetere la prova stessa se non nell'anno

accademico successivo. Nel caso in cui il titolo accademico straniero non sia riconosciuto integralmente

dall'università italiana l'utente può ottenere un'abbreviazione nel corso di studi prescelto presentando

tramite le rappresentanze diplomatiche italiane oltre ai documenti richiesti per l'immatricolazione, in

titoli di studio in originale, laurea e diplomi di maturità, muniti del visto della rappresentanza

diplomatica. Anche in questo caso il cittadino non comunitario prima di ottenere l'abbreviazione di

carriera deve dimostrare la conoscenza della lingua italiana.

Compendio di diritto allo studio 35

Appendice. Formulario

Presentazione del piano di studi Al consiglio del corso di laurea in _____________

dell’Università di _____________

Oggetto: Piano di studi

Il sottoscritto _____________ nato a _____________il _____________ e residente a

_____________ in via _____________, matricola _____________, immatricolato al corso di laurea

in _____________l’anno accademico _____________, visto l’art. 94 del DPR 382/80 e gli artt. 5 e

6 del RD 1269/38, chiede che gli venga riconosciuto il nuovo piano di studi di seguito riportato.

Addì, _____________ Il richiedente

Compendio di diritto allo studio 36

I anno Corso di studio Settore Scientifico Disciplinare CFU

Diritto Privato IUS/01 4

Diritto Pubblico IUS/09 4

Etica Sociale M-FIL/03 8

Metodi e Tecniche del Servizio Sociale SPS/07 8

Principi e Fondamenti del Servizio Sociale SPS/07 8

Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari M-PSI/07 8

Sociologia SPS/07 8

Storia Contemporanea M-STO/04 8

Storia delle dottrine politiche SPS/02 4

60

II anno

Abilità Informatiche INF/01 4

Antropologia Culturale M-DEA/01 4

Diritto della Previdenza Sociale IUS/07 4

Diritto di Famiglia IUS/01 4

Diritto Penale IUS/17 4

Educazione degli Adulti M-PED/01 3

Lingua Inglese L-LIN/12 4

Organizzazione del Servizio Sociale SPS/09 8

Pedagogia Generale M-PED/01 8

Psicologia di Comunità M-PSI/05 4

Sociologia dell’Arte e della Letteratura SPS/08 6

Sociologia della Città SPS/10 3

Tirocinio (125 ore) 5

61

Compendio di diritto allo studio 37

III anno

Diritto Amministrativo IUS/10 4

Diritto Penitenziario IUS/17 4

Igiene Generale e Applicata MED/42 4

Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale SECS-S/05 8

Politica Sociale SPS/09 8

Psichiatria MED/25 4

Psicologia Generale M-PSI/01 8

Teorie del Linguaggio e della Comunicazione M-FIL/03 4

Tirocinio (250 ore) 9

Prova Finale 9

62


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Compendio di diritto allo studio per docenti, impiegati, studenti, rappresentanti e chi si dedica all’università italiana.
Appunti sulla storia dell'autonomia delle università, cosa sono le attività di assistenza universitaria, i servizi di segreteria, gli attori del sistema universitario: personale docente e non docente.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Eschilo Ottorino.

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