Che materia stai cercando?

Istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica - il Compendio di diritto allo studio

Appunti di Istituzioni di Diritto pubblico e legislazione scolastica per l'esame del professor Bombardelli sul Compendio di diritto allo studio comprendente gli argomenti: l'evoluzione autonomia universitaria, l'assistenza universitaria, gli attori sistema universitario, la gestione contabile università, la didattica... Vedi di più

Esame di Istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica docente Prof. M. Bombardelli

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Compendio di diritto allo studio 19

Personale non docente

A fianco del personale docente c’è quello non docente al fine di realizzare gli scopi istituzionali

dell'università. I doveri dei dipendenti sono raggruppati in due categorie:

- l'una di stampo pubblicistico riconducibile alla fedeltà alla Repubblica (art. 51), all’imparzialità

e all'efficacia (art. 97) e alle caratteristiche democratiche (art.1) che impone di favorire rapporti di

fiducia con gli studenti.

- l'altra categoria si richiama ai principi di diligenza, obbedienze e onestà (per es. Codice

Deontologico della P.A.). Tra gli altri compiti, l’impiegato deve:

- collaborare e favorire la trasparenza nei confronti dello studente

- essere efficiente nello svolgimento delle funzioni

- semplificare le attività amministrative in favore degli studenti

- nei confronti dello studente, favorire tutte le informazioni cui abbia titolo

- rispettare l'orario di lavoro ed adempiere alle formalità previste

- osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l'accesso ai locali e non introdurre

persone estranee

- mantenere una condotta uniforme ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della

persona

-avere cura dei locali e dei beni affidati

Il dipendente non deve:

- violare il segreto d'ufficio

- divulgare notizie che possono recare danno all'immagine della pubblica amministrazione

- utilizzare a fini privati le informazioni d’ufficio

- svolgere durante l'orario di lavoro, attività estranee al servizio

- non chiedere né accettare compensi, regali e altre attività connesse alla prestazione lavorativa

- assentarsi senza giustificato motivo senza autorizzazione del superiore gerarchico all'ufficio

Il contratto collettivo nazionale che introduce il codice di condotta relativo alle molestie sessuali

in particolare prevede:

-il diritto dei lavoratori di denunciare la situazione di cui si è vittime

- l'assoluta riservatezza dei soggetti coinvolti durante l'indagine

-la più ampia sensibilizzazione dei dipendenti alle problematiche in oggetto

Compendio di diritto allo studio 20

Servizi di segreteria

Preiscrizioni

Allo scopo di programmare adeguatamente l'offerta formativa negli atenei, gli iscritti all'ultimo

anno degli istituti e delle scuole di istruzione secondaria superiore presentano entro il 30 novembre

di ogni anno domanda di iscrizione all'università secondo modalità definite con apposita ordinanza

ministeriale emanata previa intesa con il ministero dell'istruzione e sentiti la conferenza permanente

dei rettori delle università italiane nonché il consiglio nazionale degli studenti universitari. È quanto

stabilito dall'articolo 3 del DM del 21 luglio 1997 n° 245 contenente il regolamento recante norme

in materia di accessi all'istruzione universitaria e le connesse attività di orientamento. I soggetti che

presentano la domanda di iscrizione possono iscriversi all'università dopo aver conseguito il titolo

rilasciato a conclusione dell'istruzione secondaria superiore, secondo le leggi vigenti, ferma

restando la possibilità di modificare la propria opzione rispetto al corso di studi prescelto. Con

decreti ministeriali successivi concernenti le modalità di presentazione della domanda di iscrizione

relativa all'anno accademico in corso si è specificato che la stessa può essere effettuata anche via

Internet mediante appositi moduli disponibili sul sito web del ministero dell'Università e della

ricerca cioè www.universo.miur.it.

Il modulo in questione deve contenere generalmente:

- i dati anagrafici dello studente e il codice fiscale

- la scuola di provenienza

- le sedi universitarie prescelte

- le aree didattico-culturali ovvero uno specifico corso cui indirizzare la scelta

- l'eventuale interesse, avendone i requisiti a beneficiare della borsa di studio e di altri interventi

del diritto studio compresi gli ausili personalizzati in caso di studenti portatori di handicap

- l'autorizzazione all'utilizzo dei dati personali secondo il D. Lgs. 196/03l

La prescrizione è finalizzata alla predisposizione e alla fruizione di iniziative e attività di

orientamento per la scelta del corso di studi universitari in rapporto sia alle vocazioni e agli interessi

dello studente che alla programmazione dell'offerta formativa e dei servizi riservati agli studenti.

Il ministero deve disporre di una banca dati contenente i moduli compilati dagli studenti per

consentire l'accesso telematico alle università e dei centri servizi amministrativi nel caso di studenti

provenienti da scuole private o pubbliche collegate agli istituti di alta formazione artistica, musicale

e coreutica. Le scuole, l'università e altre istituzioni promuovono inoltre, una volta avvenuta la

scelta, attività di orientamento tendenti a far acquisire allo studente interessato la conoscenza degli

obiettivi formativi specifici, le opportunità di tirocini formativi, la disponibilità delle strutture

didattiche, la preparazione iniziale richiesta per il corso prescelto, la possibilità di approfondimento

personale nonché le connessioni col mondo del lavoro.

Accesso ai corsi universitari (ex legge 264/1999)

La legge 2 agosto 1999/264 disciplina gli accessi ai corsi universitari distinguendo quelli

programmati a livello nazionale e quelli invece programmati dalle università.

Compendio di diritto allo studio 21

In particolare sono programmati a livello nazionale gli accessi:

-ai corsi di laurea in medicina e chirurgia e medicina veterinaria e odontoiatrica e protesi dentaria

in architettura nonché ai corsi di diploma universitario ovvero individuati come di primo livello in

applicazione dell'articolo della legge 127/1997 e successive modificazioni concernenti la

formazione del personale infermieristico, tecnico e della riabilitazione ex articolo 6 del D. lgs

502/92 e successive modificazioni, conformemente alla normativa comunitaria e alla

raccomandazioni dell’Unione Europea

-ai corsi di laurea in scienze della formazione primaria e alle scuole di specializzazione per

l'insegnamento secondario

-nei corsi di formazione specialistica dei medici ex D.lgs 257/91

-alle scuole di specializzazione per le professioni legali

-ai corsi universitari di nuova istituzione o attivazione, su proposta delle università per un numero

di anni corrispondente alla durata del corso

Sono programmati invece dalle università gli accessi:

- ai corsi di laurea per i quali l'ordinamento didattico prevede l'utilizzazione di lavoratori ad alta

specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati

- ai corsi di diploma universitario per i quali l’ordinamento didattico prevede l'obbligo di tirocinio

da svolgere presso strutture diverse dall'ateneo

-ai corsi o alle scuole di specializzazione individuate dai decreti attuativi delle disposizioni

dell'articolo 17 della legge 127/1987 e successive modificazioni

L’ammissione ai corsi programmati è disposta degli atenei previo il superamento di prove di

cultura generale sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di verifica della

predisposizione per le discipline oggetto di corsi medesimi. I requisiti di ammissione alle tipologie

di corsi universitari previsti dal decreto 270/2004 sono determinate dai decreti emanati ex articolo

17 della legge 127/1987 e successive modificazioni, i quali non possono comunque introdurre

fattispecie di corsi ad accesso programmato ulteriori rispetto a quanto previsto dalla legge

264/1999.

Procedimento di iscrizione

All'iscrizione presso facoltà la prescelta segue il procedimento di iscrizione del proprio chi si

articola sostanzialmente in tre fasi:

- Fase dell'iniziativa, in cui lo studente avanza formalmente la richiesta di essersi iscritto

all’Università presentando presso la sede della facoltà prescelta un'apposita domanda e la

documentazione allegata per certificare il possesso dei requisiti descritti dalla legge per ottenere

l’ammissione;

- Fase istruttoria: corrispondente al riscontro che la segreteria di facoltà è tenuta a svolgere

sull'istanza presentata dall'interessato, allo scopo di verificare la sussistenza dei requisiti formali e

Compendio di diritto allo studio 22

sostanziali richiesti così da accertare la regolarità e la completezza della documentazione esibita

-fase costruttiva, ossia la fase deliberativa che culmina nell'immatricolazione, cioè nell'atto di

ammissione con cui viene conferito all'interessato lo status di studente universitario.

Da questo momento in poi tra l'amministrazione universitaria e lo studente sorge un vero e

proprio rapporto giuridico con relativi diritti doveri reciproci. Pertanto lo studente acquista ad

esempio il diritto di usufruire dell’ insegnamento universitario, così come ha il dovere di pagare

puntualmente le tasse e contributi per poter frequentare i corsi e sostenere gli esami. Da notare che

nel momento in cui viene accertata la presenza di tutti i requisiti previsti, l’immatricolazione dello

studente è un atto dovuto da parte dell’università. In quanto tale, rientra nella categoria delle

iscrizioni, intese come quei provvedimenti con cui la pubblica amministrazione conferisce a un

soggetto un particolare status giuridico dopo aver accertato la sussistenza dei requisiti richiesti,

prescindendo da qualunque apprezzamento discrezionale, in pratica si tratta di ammissione

vincolata.

Per iscriversi alla facoltà è comunque necessario rispettare determinati tempi. Le domande di

iscrizione possono infatti essere presentate di regola nel periodo compreso tra il 1º agosto al 5

novembre anche se eventuali proroghe possono essere stabilite dal rettore e comunque non oltre il

termine massimo del 31 dicembre. L'articolo 19 del RD 1522 /1933 con cui è stato approvato il

testo unico delle leggi sull'istruzione superiore chiarisce che l'anno accademico comincia il 1º

novembre e termina il 31 ottobre dell'anno successivo. L'art. 1 del regolamento generale

universitario approvato RD 274/1924 specifica a sua volta che il periodo delle lezioni comincia non

più tardi del 5 novembre e termine il 15 giugno; tuttavia principio e termine possono spostarsi di 5

giorni. Infine occorre sottolineare che ai sensi dell'art. 142 del TU delle leggi sull’istruzione

superiore è vietata l’iscrizione contemporanea a diverse università e diversi istituti d'istruzione

superiore non chiedere stavolta a scuola della stessa università o dello stesso istituto e a diversi corsi

di laurea e di diploma della stessa facoltà oscura.

Immatricolazione:

1) Titoli di ammissione per qualsiasi corso di laurea:

Possono iscriversi a qualsiasi corso di laurea: i diplomati degli istituti di istruzione secondaria di

secondo grado di durata quinquennale o quadriennale previa valutazione da parte della facoltà

interessata di eventuali obblighi formativi o di eventuali prove di verifica della preparazione iniziale

o di altro titolo conseguito all'estero riconosciuto idoneo a coloro che abbiano superato i corsi

integrativi previsti dalla legge che autorizza la sperimentazione negli istituti professionali. Occorre

tenere presente infine che indipendentemente dal titolo di istruzione secondaria superiore posseduto,

chiunque sia già in possesso di una qualsiasi laurea o titolo equipollente può iscriversi ad un altro

corso di laurea.

2) Modalità di iscrizione degli studenti italiani:

Alla domanda di immatricolazione in bollo indirizzato al rettore, redatta su apposito modulo

fornito dalla segreteria della facoltà, e recante i dati personali del richiedente, sia la specificazione

del corso di laurea al quale si chiede l'ammissione, l'aspirante matricola deve allegare i seguenti

documenti:

- titolo originale di studi secondari ovvero, qualora questo non sia stato ancora rilasciato, un

certificato provvisorio di conseguita maturità che dovrà essere sostituito con l'originale all'atto del

rilascio stesso Compendio di diritto allo studio 23

- due fotografie identiche formato tessera di cui una firmata nonché la fotocopia del documento

d'identità

- quietanze comprovanti il pagamento della prima rata di tasse, soprattassa e contributi stabiliti

dall'ateneo

- dichiarazione di non contemporanea iscrizione ad altra università e ad altra facoltà

- domanda di immatricolazione su moduli statistici predisposti dalla segreteria universitaria

- autocertificazione del reddito del nucleo familiare al quale lo studente appartiene

Le università non statali oltre alla documentazione sopraelencate possono richiedere ulteriori

documenti specificati nella relativa modulistica. Una volta espletata la procedura per l'accettazione

delle domande di iscrizione corredate dalla relativa documentazione, la segreteria è tenuta a

rilasciare al soggetto immatricolato un tagliando con data e timbro della facoltà a titolo di ricevuta.

Successivamente ha inizio una procedura interna alla segreteria e in virtù della quale si procede tra

l'altro alla trasmissione dei dati personali del soggetto al centro elaborazione dati, che restituirà a

sua volta il numero di matricola dell'interessato.

3) Adempimenti delle segreterie di facoltà

Le segreterie di facoltà sono gli uffici ai quali gli studenti possono rivolgersi per qualsiasi

procedura amministrativa che riguarda il proprio status al CdL prescelto. In segreteria si presentano

le domande di immatricolazione e iscrizione, di esame, di tesi, di passaggio di facoltà e di

trasferimento da una università all'altra, nonché le richieste di certificati. Gli uffici in questione

infatti provvedono a rilasciare, previa richiesta, il certificato relativo alla carriera scolastica, il titolo

accademico e restituire il diploma di maturità superiore nonché la copia autenticata del proprio

diploma di maturità. Secondo gli art. 4 e 5 del regolamento degli studenti approvato con RD 1269

del 4 giugno 1938, è compito delle segreterie di facoltà:

- conservare in appositi fascicoli personali tutti gli atti concernenti la carriera scolastica degli

studenti compreso l'esemplare dedicato della fotografia di ognuno di essi ha

- tenere aggiornati i registri della carriera scolastica degli studenti distinti per corsi di laurea o di

diploma, e formare per ogni corso di insegnamento, a titolo ufficiale o privato, l'elenco degli

studenti che sono iscritti

- rilasciare allo studente all'atto dell'immatricolazione una tessera di riconoscimento o un libretto

d'iscrizione validi per l'intero corso di studi

La tessera reca la fotografia dello studente, bollata col timbro dell'università, ed è munita dalla

firma del rettore e del direttore amministrativo. Il libretto d'iscrizione a sua volta firmato anch'esso

come prescritto per la tessera contiene tutti i dati riguardanti la carriera scolastica dello studente tra

cui insegnamenti seguiti, le tasse pagate, gli esami sostenuti, etc.

Ulteriori norme circa le modalità per la compilazione e la tenuta del libretto possono essere

contenute negli statuti universitari dei quali si evince ad esempio che nei casi in cui libretto risulti

smarrito o deteriorato lo studente è tenuto a chiedere il rilascio di un duplicato esibendo in

segreteria: Compendio di diritto allo studio 24

-domanda in carta semplice indirizzata al rettore contenente l'oggetto della domanda, le prove,

generalità del corso di laurea, il numero di matricola

-una foto formato tessera

-eventuale versamento per costo duplicato libretto.

Per la sostituzione del libretto deteriorato è necessario depositare l'originale nello stato in cui si

trova. In caso di smarrimento è altresì necessaria copia della denuncia presentata all'autorità di

pubblica sicurezza. In ogni caso lo studente è personalmente responsabile di tale alterazione recata

al libretto nonché abrasione e cancellatura fatta eccezione per quelli approvati dalla segreteria

un'apposita firma del presidente della commissione esaminatrice, invalida il libretto, mentre lo

studente assolto diventa passibile di provvedimenti disciplinari e, nei casi di maggiore gravità

finanche di denuncia all'autorità giudiziaria.

4) Modalità di iscrizione degli studenti italiani residenti all'estero

Secondo il dettato dell'articolo 147 del TU delle leggi sull'istruzione superiore, cittadini italiani

residenti all'estero in possesso di un titolo di studio conseguito all'estero, possono essere ammessi al

università all'anno di corso del quale dalle componenti autorità accademiche sia ritenuto sufficiente

il titolo di studio in loro possesso. A sua volta l'articolo 12 del regolamento studenti stabilisce che

coloro i quali intendono iscriversi a un corso universitario in base ai titoli di studio conseguiti

all'estero devono rivolgere al rettore dell'Università relativa domanda di immatricolazione o

d'iscrizione corredate da:

- titoli documenti comprovanti gli studi secondari conseguiti all'estero, gli studi eventualmente

compiuti e gli esami sostenuti presso un'università o istituti superiori esteri

- un esposto documentato contenente esatte informazioni circa la natura e gli studi compiuti e dei

titoli conseguiti all'estero

- un certificato di cittadinanza.

Sulla domanda delibera il senato accademico, udito il consiglio di facoltà competente,

determinando altresì l'ulteriore svolgimento della carriera scolastica. Gli interessati possono far

pervenire la domanda tramite le autorità diplomatiche o consolari italiane competenti per territorio

che dovranno però legalizzare il titolo prima di trasmetterlo all'università.

5) Norme in materia di tasse e contributi

Per contribuzione studentesca si intende l'ammontare complessivo della retribuzione a carico

degli studenti di ogni università comprensiva del gettito della tassa d'iscrizione e dai contributi

universitari, calcolata nel complesso di studenti dell'Ateneo come accertato il bilancio consuntivo

del medesimo. È quanto afferma l'articolo 1 del regolamento recante disciplina in materia di

contributi universitari emanato con d.p.r. 306 del 25 luglio 1997. Ai fini della determinazione della

tassa d'iscrizione e dai contributi, le università statali sono tenute a valutare la condizione

economica del nucleo familiare convenzionale dello studente secondo i criteri indicati dall'articolo

cinque del DPCM dove per il nome di uno che determinano autonoma mente le condizioni di

merito. L'articolo 2 del d.p.r. 306/1997 a sua volta precisa che gli studenti contribuiscono alla

copertura del costo dei servizi offerti dalle università mediante il pagamento sia di una tassa

Compendio di diritto allo studio 25

d'iscrizione di importo fisso circa € 154,94, rivalutabile ogni anno in base al tasso di inflazione

programmato, sia di contributi determinati dai singoli atenei nell'azione di adeguamento della

didattica di servizi degli studenti anche sulla base della specificità del percorso formativo. Resta

solo da ricordare che in base al regio decreto 1269/1938:

-lo studente che non risulti in regola col pagamento di tasse e contributi non può essere ammesso

agli esami né può essere iscritto al successivo anno di corso. Inoltre non può ottenere alcun

certificato riguardante la sua scolastica nella parte in cui si riferisce il predetto difetto di pagamento,

né il congedo per trasferirsi ad altra università

-lo studente che ha ottenuto l’iscrizione ad un anno di corso universitario non ha diritto in nessun

caso alla restituzione di tasse e contributi pagati.

L’art. 6 del d.p.r. 306/1997 specifica che gli atenei privati abilitati a rilasciare titoli aventi valore

legale determinano autonomamente la tassa d'iscrizione e contributi per tutti i corsi di studi. Sono

comunque esonerati in misura totale o parziale dal pagamento di tasse e contributi gli studenti

beneficiari di borse di studio e prestiti d’onore

6) Criteri per l'esonero totale o parziale dalle tasse d'iscrizione e dai contributi

Per questa materia occorre fare riferimento in particolare l'articolo 8 del DPCM 9 aprile del 2001.

Tale provvedimento afferma che sono totalmente esonerati dal pagamento di tasse e contributi gli

studenti beneficiari di borse di studio e prestiti d'onore. L'esonero totale viene inoltre applicato da

parte degli atenei statali anche gli studenti portatori di handicap con una invalidità pari superiore al

66% nonché agli studenti che pur essendo risultati idonei al conseguimento di borse di studio

concesse dalle regioni non hanno beneficiato di tali provvidenze per mancanza di fondi. Inoltre ai

sensi del DPCM 9 aprile del 2001 le università esonerano totalmente al pagamento di tasse

contributi le seguenti categorie di soggetti:

- studenti stranieri beneficiari di borse di studio del governo italiano nell'ambito dei programmi di

cooperazione e sviluppo o accordi intergovernativi culturale e scientifici

- studenti che intendano riprendere la loro carriera dopo un periodo di interruzione di studi di

almeno due anni accademici. L'esonero si applica per gli anni accademici in cui gli studenti sono

risultati iscritti

- studenti che svolgono il servizio civile nazionale

- studentesse madri che possono giovarsi della dispensa per l'anno di nascita di ciascun figlio

- studenti sono costretti a interrompere gli studi per infermità gravi e prolungate debitamente

certificate.

Secondo il dettato del DPCM 09-04-01 gli atenei statali possono prevedere a ulteriori forme di

esonero per:

- studenti portatori di handicap con invalidità sia inferiore al 66%

- studenti iscritti ai corsi di laurea che concludono gli studi entro i termini legali senza iscrizioni

fuori corso ripetente Compendio di diritto allo studio 26

- studenti che hanno superato annualmente tutti i crediti previsti dal piano di studi

- studenti che svolgono una documentata attività lavorativa dipendente o autonoma.

Infine occorre evidenziare altresì gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi , oltre a poter

godere di esonero totale o parziale da parte delle università statali possono usufruire anche nella

concessione di esoneri totali da parte degli atenei privati legalmente riconosciuti i quali serbano una

quota del contributo statale erogato ai sensi della legge 246/1991. Infine occorre ricordare che il

suddetto DPCM prevede anche obblighi di informazione a carico degli atenei i quali entro il 30

aprile di ogni anno sono tenuti a comunicare alla consulta nazionale per il diritto agli studi

universitari e al consiglio nazionale degli studenti universitari:

- il numero di studenti totalmente dispensati dal pagamento di tasse e contributi secondo le diverse

tipologie

- la distribuzione degli studenti per classi di importo delle tasse e dei contributi.

7) immatricolazione laureati

Ai sensi del regolamento studenti approvato con RD 1269/1238, chi sia già fornito di una laurea o

di un diploma può iscriversi al corso per il conseguimento di altra laurea o diploma alle condizioni

che sono stabilite dalla competente facoltà, fermo restando per ciò che riguarda l'eventuale

abbreviazione di corso: l'avvenuto conseguimento del titolo di istruzione superiore, la necessità di

nuova iscrizione, l'esaurimento degli effetti inerenti all’iscrizione anteriore. Nel caso in cui

l'interessato sia in possesso di una laurea affine al corso di studi al quale intende iscriversi, i

consigli facoltà possono anche disporre l'iscrizione con corso abbreviato e il riconoscimento di un

certo numero di esami. Ciascun interessato è tenuto a presentare insieme con la normale

documentazione prevista per l'immatricolazione di laureati:

- domanda in carta legale diretta al rettore mediante la quale si chiede l’iscrizione con

ampliamento di corso

- certificato di laurea in bollo con relativa indicazione di tutti gli esami sostenuti.

L'organo competente a deliberare sulla richiesta di immatricolazione laureati è il consiglio di

facoltà. Infine va detto che anche in questo caso i termini utili per la prestazione le domande di

iscrizione vanno dal 1º agosto al 5 novembre e sono prorogabili in via eccezionale fino al 31

dicembre.

8) Iscrizione ad anni di corso successivi al primo

a) norme generali

I studenti sono tenuti a iscriversi agli anni di corso successivi al primo entro il termine perentorio

del 5 novembre presentando in segreteria tutta la documentazione necessaria, la quale deve

comprendere qualora ne ricorrano le condizioni, anche ricevute attestanti la presentazione delle

seguenti domande: richiesta di esonero dalle tasse; richiesta di sospensione del pagamento delle

tasse in attesa dell'esito della domanda di assegno di studio.

b) iscrizione di studenti fuori corso

Compendio di diritto allo studio 27

Studenti fuoricorso che intendono esercitare i diritti derivanti dall’iscrizione devono richiedere

ogni anno all'università la ricognizione a loro qualità di studenti e pagare una speciale tassa la quale

aumenta progressivamente per ogni anno iscrizione in qualità di studente fuoricorso. In base al

disposto dell'articolo 15 del regolamento studenti, sono considerati sempre fuori corso:

-coloro che avendo seguito il proprio corso universitario per l'intera sua durata e avendone

frequentato con regolare iscrizione tutti gli insegnamenti prescritti per l'ammissione all'esame del

diploma non abbiano superato i relativi esami speciali l'esame di laurea o di diploma fino a che non

conseguono il titolo accademico

-coloro che siano stati iscritti ad un anno il proprio corso di studi ed essendo in possesso dei

requisiti necessari per potersi iscrivere all'anno successivo , non abbiano chiesto o ottenuto tale

iscrizione, per tutta la durata dell'interruzione degli studi

-coloro che essendo stati iscritti ad un anno dal proprio corso di studi avendo frequentato i relativi

insegnamenti, non abbiano superato gli esami obbligatoriamente richiesti per il passaggio all'anno

di corso successivo, fino a che non superano tutti gli esami.

c) iscrizione di studenti ripetenti

Alla luce delle indicazioni fornite dall'articolo 14 del regolamento studenti, devono iscriversi

come ripetenti degli insegnamenti mancanti di iscrizione o di frequenza gli studenti che abbiano

seguito il corso di studi da cui sono iscritti per l'intera sua durata senza aver preso l'iscrizione a tutti

gli insegnamenti prescritti per l'ammissione all'esame di laurea o diploma senza averne ottenuto le

relative attestazioni di frequenza. La ripetizione deve avvenire per uno o più anni a seconda che si

tratti di insegnamenti annuali o pluriennali. La stessa norma si applica agli studenti dei corsi di

laurea o diploma distinti in bienni che non siano iscritti che non abbiano ottenuto le attestazioni di

frequenza per tutti gli insegnamenti del biennio.

d) iscrizione in qualità di «condizionato»

Per alcuni corsi di laurea gli studenti sono tenuti a superare determinati esami prima di poter

accedere all'anno di corso successivo, dal momento che in caso di contrario sarebbero costretti

iscriversi in qualità di fuori corso. In questi casi però lo studente può anche chiedere di essere

regolarmente iscritto entro i termini di legge ossia non oltre il 5 novembre a patto però di riuscire a

superare il suddetto sbarramento nella sessione straordinaria. Pertanto questo tipo d'iscrizione è

detta “condizionata”. Quindi, una volta conclusa la sessione straordinaria, se lo studente è riuscito a

superare il previsto sbarramento si vedrà confermare la regolare iscrizione già eseguita, altrimenti,

complice l'ufficio, sarà iscritto come fuoricorso all'anno precedente.

9. Piani di studio

Lo statuto di ogni ateneo stabilisce l'ordine degli studi per ogni singolo corso di laurea. Lo

studente può scegliere generalmente tra il piano di studio cosiddetto “statutario” cioè fissato dallo

statuto tra quelli alternativi proposti dalla facoltà oppure può presentarne uno proprio purché sia

formulato secondo i criteri richiesti dalla facoltà in modo che gli insegnamenti inseriti nel piano

siano, per numero e contenuti, coerenti con il corso di studi prescelto.

a) piano di studi predisposti dalla facoltà

Esistono due tipi di piani di studio che lo studente può trovare già predisposti dalla facoltà: quello

Compendio di diritto allo studio 28

statutario e quello consigliato. Il primo è uguale per tutte le facoltà dello stesso tipo e presenta una

distinzione netta tra esami fondamentali obbligatori e esami complementari, i quali possono essere

scelti dallo studente che ha insegnamenti attivati nella propria o in un'altra facoltà. L'adozione del

piano di studio statutario esenta lo studente da presentare domanda al Consiglio di facoltà. Per

orientare gli universitari nella scelta degli esami, i consigli facoltà predispongono anche dei piani di

studio consigliati che consistono in gruppi di materie raccolte in insiemi organici dal punto di vista

scientifico e corrispondenti ai vari indirizzi presenti nella facoltà. Nell'ambito di questi gruppi gli

studenti possono scegliere il piano di studio più adatto alle proprie esigenze ed inclinazioni.

b) piani di studio individuale

Secondo il combinato disposto degli artt. 2 della legge 910/1969 e art.4 della legge 924 / 1970 lo

studente può predisporre un piano di studio diverso da quelli previsti dagli ordinamenti didattici in

vigore purché nell'ambito delle discipline effettivamente insegnate e nel numero di insegnamenti

stabilito. Per la redazione del piano di studio si utilizza un apposito modulo distribuito dalla

segreteria della facoltà. I studenti nella redazione del piano individuale dovranno attenersi alle

seguenti regole:

- inserire le discipline effettivamente insegnate dell'anno accademico

- rispettare il numero minimo degli insegnamenti complessivamente richiesti per l'ammissione

alla laurea

- non sostituire esami di cui si è in debito con gli esami superati

- nella sostituzione degli insegnamenti, tener conto della loro durata (per es. sostituire due corsi

annuali con uno biennale, tre annuali con uno triennale ecc.)

- sostiene tutti esami del piano di studio anche se il loro numero è superiore a quello minimo

richiesto.

Il DM 270/2004 precisa solo che i regolamenti didattici dei corsi di studi determinano ove sia

necessario il piani di studio individuale, in tal modo la materia è disciplinata diversamente a

seconda dell'ateneo e dai corsi di studio.

I criteri per determinare i piani di studio sono così stabiliti:

1) Tipologia di attività formative (TAF): definiti dal DM 509/99, se ne distinguono 6 tipi:

a. Attività formative indispensabili di base

b. Attività formative indispensabili caratterizzanti

c. Attività formative indispensabili affini o integrative

d. Attività formative a scelta dello studente (per tali attività nel regolamento didattico del corso di

studio sono segnalate allo studente proposte alternative corrispondenti a diversi orientamenti): gli

studenti nell'ambito D possono scegliere qualsiasi materia indicata dalla facoltà, nel qual caso

occorre idonea presentazione del piano di studi entro il 31 dicembre oppure quelle indicate dal

CCdL per le quali non occorre la presentazione del piano di studi (per es. se Tizio vuole seguire un

Compendio di diritto allo studio 29

corso di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni con il relativo esame, deve aggiungerlo al

piano di studi al posto di diritto ecclesiastico o geografia).

e. Attività formative per la prova finale e per la conoscenza della lingua straniera

f. Altre attività formative (si tratta di attività formative, non previste dalle lettere precedenti, volte

ad acquisire ulteriori conoscenze linguistiche e abilità informatiche e telematiche, relazionali, o

comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonché attività formative volte ad agevolare

le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio

può dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento di cui al decreto del

Ministero del Lavoro 25 marzo 1998, n. 142)

2) Settore scientifico disciplinare (SSD): definiti dal DM 4/10/00, si tratta di 14 aree che

raggruppano discipline nel cui ambito gli atenei attingono gli insegnamenti.

3) Crediti formativi universitari (CFU) e/o Euro Credit TranSystem (ECTS) indica la quantità del

lavoro di apprendimento richiesto nelle attività formative. I regolamenti didattici determinano la

frazione d'impegno complessivo riservata allo studio personale. Il DM 509/99 prevedeva questa

quota fino al 66%, invece la riforma Moratti la diminuisce al 50%, risparmiando una notevole fatica

agli studenti. Quindi per ogni CFU corrispondono 25 ore di lavoro per studente, cioè 12,5 ore di

apprendimento + 12,5 ore di didattica frontale.

4) Moduli: la riforma 509/99 ha introdotto la modularità degli insegnamenti, quindi i corsi di

studio sono stati sostituiti dai moduli di insegnamento. Ogni modulo è individuato oltre che dal

titolo, dal SSD, dall’ambito e dal codice identificativo. In alcuni casi è stato sperimentato

l’accorpamento di alcuni moduli d’insegnamento in unità più ampie con un unico esame finale che

implica l’acquisizione di tutti i crediti previsti per quella attività, la didattica rimane tuttavia

suddivisa in più moduli al termine dei quali potranno essere proposte prove di esame intermedie.

5) Obiettivi formativi qualificanti (OFQ): si tratta di obiettivi che devono rispondere alle esigenze

del mercato del lavoro. Il rapporto obiettivi-costi coincide con l'efficienza didattica.

10) esami di profitto

Ogni insegnamento incluso nel piano di studio comporta il superamento dell'esame di profitto che

può prevedere anche prove scritte o pratiche. Secondo il dettato dell'articolo 9 del regolamento

studenti gli esami di profitto debbono essere ordinati in modo da accertare la maturità intellettuale

del candidato e la sua preparazione organica della materia sulla quale verte l'esame senza limitarsi

alle nozioni impartite dal professore nel corso con lo studente sottoscritto. Normalmente sono

previsti due sessioni d'esame la prima inizia subito dopo la chiusura annuale di corsi e la seconda un

mese innanzi il principio del nuovo anno accademico. In ciascuna delle due sessioni che hanno

normalmente la durata di un mese si indicono almeno 2 appelli in giorni non consecutivi. La legge

8/1955 come modificato dall'articolo 1 della legge 34/1956 ha inoltre previsto una data straordinaria

da tenersi tra il 1° e il 15 febbraio di ogni anno. Oltre alle suddette tre sessioni sono previsti altri si

appelli speciali mensili riservati a studenti che debbano ancora sostenere prove relative agli anni di

corso precedenti. Si parla in questo caso di veri e propri prolungamenti delle normali sessioni, in

pratica mentre lo svolgimento dell’esame può avvenire per es. a novembre o dicembre, la relativa

registrazione si effettua nelle sessioni ordinarie. Per essere ammessi agli esami di profitto lo

studente deve comprovare l'iscrizione alle corrispondenti materie e averne ottenuto l'attestazioni

frequenza. È opportuno ricordare inoltre che:

Compendio di diritto allo studio 30

- non è possibile ripetere un esame già superato

- lo studente che non sia riuscito superare l’esame non può ripetere lo stesso nella medesima

sessione

- gli esami non possono essere sostenuti più di due volte in un anno accademico incluso l'appello

straordinario di febbraio

- nell'appello straordinario di febbraio gli studenti in corso non possono sostenere più di 2 esami

di profitto compreso quello di laurea. Tuttavia secondo l'articolo 2 della legge 8 / 1955 la

limitazione non si applica agli studenti fuoricorso

- non possono essere sostenuti esami in violazione delle norme riguardanti la propria identità

stabilito dallo statuto di studio

- gli esami di profitto sono pubblici.

Le commissioni per gli esami di profitto sono nominate dall'organo competente indicato nel

regolamento didattico di Ateneo. Ogni componente della commissione dispone, nell’attribuzione

dei voti, di 10 punti ed il voto di semplice idoneità è indicato con sei decimi del totale dei punti di

cui la commissione dispone. Le votazioni minime sono stabilite nei termini di 18/30, il

conferimento della lode richiede il conseguimento della votazione 30/30 e del consenso della

commissione all'unanimità. Il voto relativo all'esame di profitto va riportato sul libretto dello

studente e trascritto sul verbale d’esame che verrà poi depositato in segreteria debitamente

sottoscritto dallo studente. Tuttavia secondo quanto stabilito dal decreto di riforma i regolamenti

didattici disciplinano le procedure dello svolgimento degli esami di profitto e delle modalità con cui

si previene alla votazione del profitto ed essere comunque espresse in centesimi.

11) Esame di laurea

a) ammissione e modalità dell'esame

Per essere ammesso agli esami di laurea, lo studente deve comprovare di avere frequentato il

rispettivo corso di studi per il numero di anni prescritto, di aver superato tutti i descritti esami di

profitto e di aver pagato le tesse, soprattasse e contributi o di esserne stato dispensato. L'articolo

162 del TU approvato con RD 1592/1933 chiarisce che le modalità dell'esame di laurea sono

determinate dallo statuto dell'Università. Generalmente le domande di ammissione all’appello di

laurea, preparate in carta legale indirizzata al rettore, vanno presentate nei termini stabiliti dalle

singole facoltà. In segreteria bisogna inoltre considerare un certo numero di copie della tesi,

variabile a seconda della sede universitaria e della facoltà, tutte debitamente firmate dal relatore. Le

commissioni per gli esami di laurea - nominate rettore dell'università udito il preside della facoltà -

sono costituite dai professori ufficiali di maggioranza e dai liberi docenti cultori delle discipline che

fanno parte della facoltà. Di regola, il numero dei componenti è di 11 ma può essere ridotto in caso

di necessità fino a 7. Nell'ordinamento preveggente era prevista la presentazione di una tesi per una

dissertazione scritta sull'argomento attinente a una delle discipline studiate nel corso universitario

che viene discussa davanti all'apposita commissione, il cui compito è anche quello di ascoltare i

resoconti del relatore ovvero il docente che ha seguito il laureando nel lavoro di tesi, il correlatore o

di eventuali correlatori. Il voto finale potrà variare da un minimo di 60 fino a un massimo di

100/110 e lode. Il DM 270/2004, disciplinanti nuovi corsi di studio, stabilisce che ogni ordinamento

didattico determina nel regolamento didattico di Ateneo le caratteristiche della prova finale, per il

conseguimento del titolo di studio, le procedure per il suo svolgimento.

Compendio di diritto allo studio 31

b) laurea ad honorem

Secondo il dettato dell'articolo 169 del TU approvato con decreto del 592/1933 la laurea ad

honorem può essere conseguita soltanto da persone che , per opere compiute e pubblicazioni fatte,

siano riconosciute in base a meritata fama di singolare per perizia nelle discipline della facoltà per

cui è concessa. La deliberazione del consiglio di facoltà che conferisce la laurea ad honorem deve

essere presa a maggioranza dei due terzi dei voti ed approvata dal MIUR. La laurea ad honorem

attribuisce tutti diritti delle lauree ordinarie.

c) tutela delle qualifiche accademiche

La l. del 13 marzo 1958 stabilisce che le qualifiche accademiche di dottore compresa quella

honoris causa, le qualifiche di carattere professionale, la qualifica di libero docente possono essere

conferite soltanto con le modalità e nei casi indicati dalla legge. É vietato il conferimento delle

suddette qualifiche da parte di privati, enti ed istituti, comunque denominati, in contrasto con

quanto stabilito dalla legge. I trasgressori vengono puniti con la reclusione da tre mesi a un anno e

con una multa da € 887 a € 784. Analogamente chiunque faccia uso delle predette qualifiche dopo

averle ottenute illegalmente, è punito con una sanzione da € 77 a € 515. Le ultime due disposizioni

descritte si applicano anche a cittadini italiani che facciano uso di titoli universitari conseguiti

all'estero e non riconosciuti in Italia.

12) Trasferimenti e passaggi

a) trasferimento ad altro ateneo

Ai sensi dell'art. 9 della RD 1269 del 4 giugno 1938, lo studente in corso di studi può trasferirsi ad

un'altra università presentando entro il 31 dicembre apposita domanda al rettore. Ogni sede ha una

propria regolamentazione in materia di trasferimenti, anche se possono essere individuate alcune

regole generali, le più importanti delle quali sono: essere in regola col pagamento di tasse contributi

ed essere in possesso del foglio di congedo rilasciato dall'amministrazione universitaria. In

riferimento al rilascio del foglio di congedo la circolare ministeriale 943 del 10 marzo 1953 ha

chiarito che in relazione alla concessione di trasferimenti, può essere messo un certo potere

discrezionale da parte del rettore soltanto nei seguenti casi:

- studenti fuoricorso

- studenti che hanno presentato domanda di trasferimento dopo il 31 dicembre

- studenti che abbiano chiesto di tornare alla sede di provenienza entro l’anno solare.

Il Rettore dell'Università dalla quale proviene lo studente è tenuto a trasmettere il foglio di

congedo contenente la copia conforme della carriera scolastica dello studente stesso al Rettore

dell’università alla quale l’interessato si vuole trasferire. Il rettore dell’università accogliente a sua

volta provvede alla determinazione dell'ulteriore svolgimento della carriera scolastica, udito il

parere del consiglio di facoltà competente, e ne dà notizia per iscritto all'interessato.

Bisogna inoltre sapere che:

- lo studente che non abbia compiuto alcun atto scolastico presso l'università frequentata non può

chiedere un ulteriore trasferimento

Compendio di diritto allo studio 32

- allo studente che chiede il trasferimento ad altra facoltà può essere concessa l’iscrizione di anni

successivi al primo nel nuovo corso di studi su parere del consiglio di facoltà in base agli

insegnamenti precedentemente eseguiti e gli esami superati. In ogni caso la durata complessiva di

studi tenuto conto degli anni trascorsi l'area di provenienza non può essere inferiore a quella

prescritta per il corso al quale lo studente si trasferisce

- lo studente trasferito ad altra università non può far ritorno a quella di provenienza prima che sia

trascorso un anno solare salvo gravi motivi

- la diversità di ordinamenti didattici che può verificarsi tra le stesse facoltà di sedi diverse, non è

di impedimento ai trasferimenti di studenti da una all'altra università, poiché gli studi compiuti e gli

esami superati presso una determinata università hanno valore legale per ogni altra università.

b) passaggio ad altro corso di studi

Gli studenti iscritti ad un corso di laurea che intendono trasferirsi ad altro corso di studi devono

presentare apposita domanda in bollo al rettore nel periodo che va dal 1° agosto al 31 dicembre.

Spetterà al nuovo consiglio di facoltà o di corso di laurea verificare gli esami sostenuti e decidere se

iscrivere lo studente ad anni successivi al primo. In ogni caso la durata complessiva degli studi

tenuto conto degli anni già seguiti del corso di provenienza, non può essere inferiore a quella

prescritta per il corso al quale si passa. Diversamente dai trasferimenti, per il passaggio lo studente

deve dichiarare di non voler più sostenere esami nella facoltà di appartenenza; solo dopo questa

dichiarazione il suo fascicolo personale potrà essere fornito alla segreteria della facoltà di

destinazione. L'art. 24 del regolamento studenti specifica che nei casi di passaggio dall'uno all'altro

corso di studi, le tasse pagate nel corso di provenienza nell'anno in cui ha luogo il passaggio sono

computate per quelle dello stesso anno del nuovo corso di studi. Se nel nuovo corso le tasse

dovessero risultare più elevate, lo studente ha l’obbligo di pagare la differenza sia dell'anno in corso

al quale è iscritto sia per quelli di quali fosse dispensato per il nuovo corso. Non è ammesso invece

il rimborso della differenza quando le tasse siano minori nel corso di studi in cui l'utente fa il

passaggio.

13) Studenti decaduti

In via generale e sensi dell'art. 149 del RD 1592/1933 e salvo quanto previsto dei singoli

regolamenti didattici, coloro i quali abbiano compiuto l'intero corso di studi universitari senza

conseguire la laurea o che per qualsiasi motivo abbiano interrotto gli studi stessi, qualora intendano

esercitare i diritti derivanti dall'iscrizione, sono tenuti a chiedere ogni anno all'università la

ricognizione della loro qualità di studenti e pagare la relativa tassa. Gli studenti che, pur avendo

adempiuto tale obbligo, non sostengono esami per otto anni accademici consecutivi, sono dichiarati

decaduti. Sono comunque esclusi dal provvedimento di decadenza coloro i quali abbiano già

sostenuto tutti gli esami di profitto e debbono svolgere unicamente l'esame di laurea. Il computo

degli otto anni a sua volta inizia dalla data dell'ultimo esame di profitto oppure da quando lo

studente si è venuto a trovare nella condizione di fuoricorso. Il decorso il termine di decadenza si

interrompe nel caso in cui lo studente richiede il passaggio ad altro corso di laurea (prima

ovviamente di essere incorso nella decadenza), oppure abbia sostenuto un esame anche con esito

negativo. Lo studente decaduto perde completamente la qualità di studente e, in quanto tale, non

può più ottenere trasferimenti, passaggi, altri provvedimenti scolastici, o comunque chiedere

certificati relativi alla sua carriera universitaria seppure con l'annotazione dell'avvenuta decadenza.

Nel caso in cui volessero riprendere gli studi i soggetti colpiti dalla decadenza devono intendersi

alla stregua degli studenti che s'iscrivono all'università per la prima volta, il che significa che sono

Compendio di diritto allo studio 33

tenuti a rinnovare l'immatricolazione e a sostenere tutte le prove d'esame incluse quelle che

eventualmente avessero superato prima di decadere. Nella nuova normativa del DM 270/2004 è

prevista la possibilità di disciplinare nell'ambito dei regolamenti didattici che determinano le forme

di verifica periodica dei crediti acquisiti e il numero dei crediti da acquistare in tempi determinati. È

altresì previsto da preposti regolamenti il riordino della disciplina della procedura amministrativa

relativa alle cariche degli studenti in conformità con i decreti ministeriali e con i regolamenti

didattici di ateneo.

14) Rinuncia agli studi

Deve essere inoltrata con atto scritto in modo chiaro esplicito, senza alcuna condizione e senza

termini o clausole che ne restringano l’efficacia. La rinuncia sarà irrevocabile e lo studente non

potrà in avvenire far rivivere la sua precedente carriera universitaria. Potrà solo ripetere il corso alla

stregua di coloro che sono stati colpiti dalla decadenza. Lo studente che abbia interrotto gli studi

deve richiedere ogni anno la ricognizione ed è tenuto a pagare le relative tasse arretrate solo nel

momento in cui voglia esercitare diritti connessi all'istruzione, tanto per proseguire gli studi quanto

il passare ad altro corso universitario, facendo valere la vecchia iscrizione ai fini dell'eventuale

abbreviazione. In tal caso, l'interessato è tenuto a pagare soltanto le tasse di ricognizione del periodo

d'interruzione degli studi con esclusione di qualsiasi contributo. Qualora non voglia esercitare i

diritti derivanti dall'iscrizione, lo studente può rinunciare agli studi intrapresi e ricominciare ex

novo il medesimo corso di studi ovvero iscriversi al primo anno di un altro corso di laurea - seppure

non sia decaduto rispetto alla precedente iscrizione - senza essere obbligato a pagare le tasse di

ricognizione arretrate.

15) Documenti e certificazioni

È sensi dell'articolo 44 del regolamento studenti come sostituito dal d.p.r. 234 / 1965 tutti i

certificati attestazioni, copie, estratti e altri documenti relativi alla carriera scolastica degli studenti

devono essere rilasciati in conformità della legge sul bollo.

a) Rilascio di duplicato di diploma

L'articolo 50 del regolamento studenti come modificato dal d.p.r. 8 settembre 1760791, chiarisce

che per ciascuno laureato o diplomato, oltre il diploma originale da consegnare all'interessato, viene

redatto un altro esemplare originale, debitamente firmato dal rettore dell'Università, dal preside

della facoltà e dal direttore amministrativo. Tale esemplare, è poi conservato nel fascicolo personale

del laureato o diplomato. In caso di smarrimento o distruzione, dei diplomi originali, gli atenei

provvedono direttamente a rilasciare duplicati, dopo che l’interessato abbia presentato al rettore

apposita domanda in carta legale, corredata dei documenti comprovanti lo smarrimento o la

distruzione del diploma. Al di fuori dei casi di smarrimento e distruzione, il rettore può ugualmente

consentire, per giustificati e comprovati motivi, il rilascio del duplicato del diploma in sostituzione

di quello a suo tempo rilasciato, che deve essere restituito alla segreteria universitaria e conservato,

previo annullamento, nel fascicolo personale dell'interessato.

b) Presentazione di dichiarazioni sostitutive di certificazioni

In base ai d.p.r. 28 dicembre 2000 n° 445 i cittadini possono sostituire in via definitiva i certificati

non si è dichiarazioni che hanno la loro stessa validità relative ai fatti, stati e qualità personali tra

cui il possesso del titolo di studio o della qualifica professionale, di esami sostenuti, il possesso di

un titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione

tecnica. Le dichiarazioni possono essere prodotte dal diretto interessato contestualmente

Compendio di diritto allo studio 34

all'eventuale istanza da presentare al dipendente addetto a riceverle, esse devono essere

semplicemente sottoscritte dall'interessato e necessariamente in presenza dell'impiegato.

L'amministrazione è tenuta ad effettuare idonei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni

sostitutive; al riguardo essa richiede direttamente all'amministrazione competente per il rilascio

della relativa certificazione conferma scritta, anche attraverso l'uso di strumenti informatici e

telematici, nella corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei registri dagli stessi

custoditi. In tal caso non è necessario la successiva acquisizione del certificato.

c) norme in materia di procedimenti amministrativi del MIUR

Relativamente alla determinazione dei termini entro i quali devono essere adottati provvedimenti

di competenza del ministero vale la pena ricordare che con DM 734 del 14 giugno 1994 è stato

emanato apposito regolamento di attuazione della legge 241 del 7 agosto 1990 recante norme in

materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti. Il suddetto

regolamento si applica sia ai procedimenti che conseguano obbligatoriamente iniziativa di parte, sia

a quelli che debbano essere promossi d’ufficio. L’art.5 precisa che anche presso le sedi degli organi

o uffici della amministrazione sono rese note, mediante affissione agli appositi albi o con altre

forme di pubblicità, le modalità per prendere visione degli atti dei procedimenti. L'articolo 12 a sua

volta chiarisce che gli uffici competenti tengono a disposizione di chiunque vi abbia interesse

appositi elenchi recanti l'indicazione delle unità responsabili dell’istruttoria e del provvedimento

finale in relazione a ciascun tipo di procedimento.

d) protezione dei dati personali dei laureati

Secondo le indicazioni fornite dall'ufficio del garante per la protezione dei dati personali nel

settore universitario gli atenei in base alle normative generali che regolano l'attività, possono

diffondere all'esterno gli elenchi dei laureati comprensivi dei nomi degli studenti e delle votazioni

riportate a patto di dotarsi di un apposito regolamento. Infatti ai sensi dell'articolo 19 del D.Lgs 30

giugno 2003 che novella il codice in materia di protezione dei dati personali è abrogato la vecchia

legge 75/1996, è consentito ai soggetti pubblici di comunicare o diffondere all'esterno i dati

personali custoditi negli archivi. Al contrario nel caso in cui l'ateneo non ha disciplinato la materia,

la concessione di elenchi è vietata. Ecco perché all'interno del suddetto comunicato, il garante ha

ritenuto opportuno suggerire alle università, in virtù dell'autonomia riconosciuta dalla legge, di

adottare specifiche norme regolamentari volte a disciplinare anche quelle attività, legate alle

funzioni e alla finalità istituzionali dell'Università stesse, che presentino aspetti connessi alla tutela

della riservatezza delle persone e alla protezione dei dati personali. A tale scopo il garante per la

protezione dei dati personali ha approvato il 14 dicembre 2005 lo schema tipo di regolamento sul

trattamento dei dati sensibili giudiziari. L'adozione di questo protocollo sul quale l'autorità garante

ha espresso parere conforme è il frutto di una significativa azione di coordinamento svolta dalla

conferenza dei rettori delle università italiane che ha fornito un forte sostegno agli atenei di fini

dell'interpretazione e all'applicazione del codice in materia di protezione dei dati personali. Lo

schema di regolamento costituisce un punto di riferimento per tutte le università che devono

regolamentare la loro disciplina in materia di tasse evitando in tal modo a ciascuna università di

sottoporre l’argomento al garante. In tale schema è contenuto l'indice di trattamenti e le finalità

rilevanti di interesse pubblico per trattare dati sensibili e quelli relativi all'origine etnica, le

convinzioni religiose, i dati giudiziari cioè quelli idonei a rivelare provvedimenti giudiziari in

materia penale, di anagrafe delle sanzioni amministrative, da reato di ratifica degli pendenti, la

qualità di imputato al sindacato ai sensi del codice di procedura penale, le denominazioni nella

descrizione del trattamento dei dati, la fonte normativa, dati privati trattati nonché attività legate alle

finalità istituzionali delle università stesse.

Compendio di diritto allo studio 35

16) Titoli conseguiti all'estero

a) Premessa

Le normative vigenti ammettono la possibilità di richiedere equipollenza dei titoli di studio

conseguiti all'estero a patto di verifica nella corrispondenza del nostro sistema d'istruzione

superiore. Ai fini dell'ottenimento di tale riconoscimento gli interessati sono tenuti a formulare

apposita richiesta scritta da inoltrare all'attenzione del rettore dell'ateneo italiano di cui si è

contemplato la disciplina oggetto di valutazione. Le esperienza fin qui maturate hanno dimostrato

che la maggior parte delle domande di riconoscimento si risolvono nell’iscrizione di soggetti

interessati ad un ateneo italiano con abbreviazione del corso di studi prescelto. Così come è stato

verificato pure che in ambito comunitario all'accettazione dell'equipollenza di titoli è tutt'altro che

semplice e automatica, come dimostra il fatto che gli eventi vengono spesso sottoposti a tirocini

supplementari di adattamento o prove attitudinali. Le leggi attualmente in vigore provvedono altresì

che il riconoscimento dei titoli accademici possa avvenire anche sulla base di specifici accordi

bilaterali del nostro Stato e un altro paese. In tal caso c'è bisogno che l'accordo sia stata ratificato in

Italia mediante l'atto legislativo in cui risultino incluse speciali tabelle di equipollenza le quali

riportano gli elenchi dei titoli italiani accanto a quelli della nazione straniera di ritenuti

corrispondenti.

b) Riconoscimento dei titoli

Titoli di studi medi

Ai sensi dell'articolo 147 del regio decreto 1592/1933, i cittadini italiani residenti all'estero e gli

stranieri possono essere ammessi presso le università e gli istituti superiori all'anno di corso per il

quale, dalle competenti autorità accademiche siano ritenuti sufficienti titoli di studio conseguiti

all'estero. Per ottenere l'ammissione occorre possedere uno dei titoli di studi medi conseguiti

all'estero compresi fra quelli dei quali appunto è previsto il riconoscimento. L'articolo 12 del

regolamento studenti a sua volta precisa che coloro i quali intendono iscriversi a un corso

universitario in base al titolo di studi medi conseguito all'estero devono rivolgersi al rettore

dell'Università o al direttore dell'Istituto superiore prescelto entro i termini di legge con relativa

domanda di immatricolazione o iscrizione corredata da:

- titoli e documenti comprovanti gli studi secondari compiuti all'estero e gli studi eventualmente

compiuti e gli esami sostenuti presso atenei o istituti superiori esteri

- l'esposto documentato contenente informazioni esatte circa la natura e il valore degli studi

compiuti e di titoli conseguiti all'estero

- un certificato che attesti la cittadinanza dell'interessato.

Su domanda decide il Senato accademico, udita la facoltà competente, determinando altresì

l'ulteriore svolgimento della carriera scolastica. Prima di poter essere ammessi all'Università o

Istituto superiore prescelto, gli studenti stranieri devono comunque dimostrare di conoscere la

lingua italiana mediante un'apposita prova da svolgersi in forma di colloquio. Se la prova non

dovesse avere esito positivo, il candidato non può essere ammesso all'università ma può ripetere al

prova nell'anno accademico successivo.

Titoli accademici Compendio di diritto allo studio 36

Secondo il dettato dell'articolo 170 del RD 1592/1933 i titoli accademici conseguiti all'estero non

hanno valore legale in Italia salvo in caso di legge speciale. Ma la legge 11 luglio 2002 che

ratificava la convenzione di Lisbona dell'11 aprile 1997 sul riconoscimento dei titoli di studio

stranieri, le università hanno la competenza per il riconoscimento dei periodi di studio svolte

all'estero e di titoli di studio per l'accesso all'istruzione superiore, il trasferimento degli studi

universitari e del conseguimento dei titoli universitari italiani. Alla competenza esercitata

nell'ambito dell'autonomia universitaria e in conformità della riordinamenti e gli accordi bilaterali in

materia, le università si pronunciano sulle domande di riconoscimento, entro 90 giorni dal

ricevimento alla stessa istanza. I cittadini non comunitari prima di ottenere il riconoscimento

devono dimostrare la conoscenza della lingua italiana. Qualora l’esito della prova sia sfavorevole

essi non possono inoltrare richiesta di ripetere la prova stessa se non nell'anno accademico

successivo. Nel caso in cui il titolo accademico straniero non sia riconosciuto integralmente

dall'università italiana l'utente può ottenere un'abbreviazione nel corso di studi prescelto

presentando tramite le rappresentanze diplomatiche italiane oltre ai documenti richiesti per

l'immatricolazione, in titoli di studio in originale, laurea e diplomi di maturità, muniti del visto della

rappresentanza diplomatica. Anche in questo caso il cittadino non comunitario prima di ottenere

l'abbreviazione di carriera deve dimostrare la conoscenza della lingua italiana.

Compendio di diritto allo studio 37

Appendice. Formulario

Presentazione del piano di studi Al consiglio del corso di laurea in _____________

dell’Università di _____________

Oggetto: Piano di studi

Il sottoscritto _____________ nato a _____________il _____________ e residente a

_____________ in via _____________, matricola _____________, immatricolato al corso di laurea

in _____________l’anno accademico _____________, visto l’art. 94 del DPR 382/80 e gli artt. 5 e

6 del RD 1269/38, chiede che gli venga riconosciuto il nuovo piano di studi di seguito riportato.

Addì, _____________ Il richiedente

Compendio di diritto allo studio 38

I anno Corso di studio Settore Scientifico Disciplinare CFU

Diritto Privato IUS/01 4

Diritto Pubblico IUS/09 4

Etica Sociale M-FIL/03 8

Metodi e Tecniche del Servizio Sociale SPS/07 8

Principi e Fondamenti del Servizio Sociale SPS/07 8

Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari M-PSI/07 8

Sociologia SPS/07 8

Storia Contemporanea M-STO/04 8

Storia delle dottrine politiche SPS/02 4

60

II anno

Abilità Informatiche INF/01 4

Antropologia Culturale M-DEA/01 4

Diritto della Previdenza Sociale IUS/07 4

Diritto di Famiglia IUS/01 4

Diritto Penale IUS/17 4

Educazione degli Adulti M-PED/01 3

Lingua Inglese L-LIN/12 4

Organizzazione del Servizio Sociale SPS/09 8

Pedagogia Generale M-PED/01 8

Psicologia di Comunità M-PSI/05 4

Sociologia dell’Arte e della Letteratura SPS/08 6

Sociologia della Città SPS/10 3

Tirocinio (125 ore) 5

61


PAGINE

46

PESO

631.88 KB

AUTORE

summerit

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Istituzioni di Diritto pubblico e legislazione scolastica per l'esame del professor Bombardelli sul Compendio di diritto allo studio comprendente gli argomenti: l'evoluzione autonomia universitaria, l'assistenza universitaria, gli attori sistema universitario, la gestione contabile università, la didattica universitaria, il personale docente, il personale non docente.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Bombardelli Marco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in giurisprudenza

Riassunto esame istituzioni di diritto romano, prof. Miglietta, libro consigliato Istituzioni di diritto romano, Talamanca
Appunto
Esercitazioni su casi pratici di diritto romano
Appunto
Riassunto per l'esame di Istituzioni di diritto privato I, prof.ssa Teresa Pasquino, libro consigliato Codice civile e società politica, Natalino Irti
Appunto
Schemi diritto romano
Appunto