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ESTRATTO DOCUMENTO

Da considerare anche la mineralizzazione della S.O., la precessione colturale, le precipitazioni

atmosferiche.

Metodo del bilancio: X=bR+Np-Nt

(b coefficiente di di asportazione, R resa, Np azoto perso per lisciviazione etc., Nt azoto reso

disponibile dal terreno)

Come frazionare:

1° apporto - da valutare, 0/40 Kg/ha, all’inizio dell’accestimento

2° apporto - fondamentale, inizio levata, spiga a 1 cm, 60/80 Kg/ha

3° apporto - fondamentale, levata, 40/70 Kg/ha

4° apporto - da valutare, alla botticella, soprattutto per varietà di forza e temo carenze, 0/25 Kg/ha

Fraziono di più e prevedo una dose maggiore se il terreno è più sabbioso e tante piogge, perché

dilavabile e quindi rischio perdite.

In botticella sono determinati tutti i fattori tranne la % di allegagione e il riempimento della

cariosside (% proteica del 15% dà un grano di forza, necessita però l’ultima dose di azoto)

Non sempre il grano di forza è il più conveniente, dipende al terreno e dalle richieste del mercato

della zona.

Qualità del frumento

Qualità globale, ha almeno 4 aspetti: qualità agronomica, merceologica, tecnologica e sanitaria.

Merceologica: caratteristiche fisiche della granella.

Tecnologica: quantità, qualità e caratteristiche delle proteine di riserva.

Filiera: agricoltore, stoccatore, mugnaio, panificatore/pastificatore, distributore, consumatore.

Ogni passaggio implica degli sprechi.

Salubrità del prodotto: assenza di micotossine, metalli pesanti, fitofarmaci, che dipende dalla

tecnica colturale, modalità di trasformazione, stoccaggio etc.

Qualità tecnologica: si divide in merceologica (caratteristiche della granella), reologica

(caratteristiche che riguardano la “chimica” della granella e il processo di trasformazione),

nutrizionale (assenza di elementi dannosi e presenza di nutrienti).

amido nell’endosperma 60/70%

strato aleuronico: vitamine, proteine 7/18%

La farina è il prodotto della macinazione del frumento tenero; la semola è il prodotto della

macinazione del grano duro. Si producono poi farinette, crusca e cruschello.

FRUMENTO TENERO

Destinazione: panificazione, biscottiera, succedanei del pane, pasta all’uovo, prodotti per l’infanzia,

uso zootecnico, amideria e cosmesi

Qualità merceologica: umidità della granella, purezza fisica, peso 1000s, peso ettolitrico, durezza

del seme. Tramite questi parametri si definisce la qualità molitoria (resa in farina) della granella.

Sistemi di valutazione della qualità della farina.

Alveografo di Chopin: simula la lievitazione e quindi permette di determinare l’attitudine

panificatoria delle farine. L’impasto di farina e acqua forma una bolla fino allo scoppio della

stessa. (P tenacità, L estensibilità, W forza)

Qualità merceologica

come l’acquirente, il mercato può determinare alcuni aspetti della granella.(?)

umidità della granella

purezza fisica

peso dei 1000 semi

peso ettolitrico

durezza del seme:hardness - caratteristica varietale che determina la granulometria dei prodotti di

macinazione (soft, medium, hard). dipende da come viene costituito l’amido. (hard ha

frantumazione irregolare, soft invece di facile macinazione)

Farina 00 derivata da granelli soft, fino a un grado di macinazione molto spinto. con ceneri 0,50%

Farina 0 0,65%

Farina 1 0,80%

Qualità tecnologica

in base alla destinazione, con diversi sistemi di valutazione: elettroforesi alveografo etc (macchine

da banco)

Nella cariosside ci sono proteine e zuccheri di riserva, per garantire lo sviluppo l’anno successivo.

Proteine a lunga catena, alto PM. Proteine citoplasmatiche (solubili in acqua o soluzioni saline

neutre) o di riserva (alto PM per le glutenine, gliadine + glutenine = glutine).

Le gliadine danno estensibilià e viscosità.

Le glutenine consentono di mantenere la forma, elasticità e tenacità.

Insieme danno la viscoelasticità del glutine (punti disolfuro). A fine lievitazione rimane la CO2

intrappolata nel reticolo proteico. (4 categorie di grano: di forza, panificatore superiore,

panificatore, da biscotti)

L’amido costituisce dal 60 al 70% dell’endosperma, è uno zucchero di riserva e differisce in T.

durum ed aestivum. E’ formato da due componenti: amilosio e amilopectina (ramificata). Sono

disponibili macchine da banco per giudicare la composizione dell’amido. (Metodo di RVA per il

profilo termico e gelatinizzazione.) A seconda del numero di caduta (falling number FN) si ha una

diversa disposizione dell’aria nell’impasto, è quindi un indice di qualità dell’amido e della granella.

Fenomeni che in campo posso pregiudicare la qualità del prodotto: pregerminazione, attacco di

alcune cimici che iniettano una soluzione che crea problemi nella panificazione.

Mais

Coltura primaverile estiva, prevalentemente per l’alimentazione zootecnica. La granella può essere

utilizzata per l’alimentazione umana e zootecnica.

ORIGINE E DIFFUSIONE

E’ una coltura molto antica, originatasi in Centro America circa 8000 anni fa (Messico, Honduras,

Nicaragua), il cui progenitore selvatico è il teosinte. La consociazione era mais, fagiolo e zucca.

E’ una pianta annuale, con frutto secco, di dimensioni notevoli, con un prodotto ricco di energia

(amido) non stancante.

Entra in Italia dal Polesine nel 1500 (Venezia) e viene inventata la polenta di mais (prima di miglio

e panico).

L’Ucraina è lo stato europeo che produce più mais (30.949.550 t).

Classificazione di Stutvan:

Zea mais tunicata - vestito

• Zea mais saccarata - dolce

• Zea mais amilacea - da amido

• Zea mais ceratina - ceroso

• Zea mais indurata - flint (vitreo)

• Zea mais indentata - dent (dentato)

• Zea mais everta - pop corn

MAIS IN ITALIA

Fino al 1950 in Italia l’impiego prevalente del mais (Flint) era, per quanto riguarda la granella,

l’alimentazione umana e, per quanto riguarda la pianta, l’alimentazione del bestiame (granturchino

o parte superiore della pianta). Il mais flint rimane ancora oggi il mais da polenta.

Nel 1949-1950 vengono introdotti gli ibridi dentati, nel 1960 semivitrei, nel 1970 dentati.

Nel 1970 si passa dal granturchino per alimentazione a verde al trinciato integrale per l’insilato. Ciò

è stato possibile per l’introduzione della falcia trincia caricatrice e la messa a punto delle tecniche

di insilamento (abbassamento del pH per l’attività di batteri lattici che producono acido lattico, che

inibisce l’attività di altri microorganismi). Nel momento in cui vennero introdotti gli ibridi,

l’allevamento si intensificò considerevolmente. Il silomais costituisce il piatto unico.

Il mais viene utilizzato oggi anche per alimentare gli impianti da biogas. (Food, feed, fuel)

Il mais da coltura e da trinciato differiscono per ibridi, densità, concimazione, raccolta.

Il ciclo colturale del mais può andare da 90 a 170 giorni. La FAO ha stabilito 9 classi di maturità: da

100 a 900 per ordine di precocità decrescente (giorni dall’emergenza alla maturità fisiologica). Un

classe 600 è medio tardivo e ha un ciclo di 120-130 gg. Non bisogna lasciare in campo il mais con

piogge (attenzione a settembre) perché si ha lo sviluppo delle micotossine.

Questa classificazione ha il difetto di essere in base ai gg (non oggettiva). Utilizzare la temperatura

sarebbe più oggettivo, c’è infatti una classificazione in base al GDD.

Per fare un mais da trinciato con una varietà da granella posso aggiungere 2 piante/m2. Se voglio

mais da trinciato posso scegliere un mais con classe superiore perché raccolgo a maturità cerosa

(prima della maturazione della granella) quindi gli “accorcio” il ciclo, che quindi può entrare nel mio

periodo utile. Scelgo una classe più alta perché più produttiva.

Per le prime semine (aprile - inizio maggio) in Italia sono utilizzati di più i 600 per la granella e i 700

per il trinciato. Per le seconde semine 300 e 400 rispettivamente.

CICLO PRODUTTIVO

CGR elevato, da 0,3 g di cariosside a 400-500 g di pianta, la metà dei quali sotto forma di spiga.

Una buona produzione è 20-25 t/ha.

Ha un CGR molto elevato quando dall’inizio della levata all’emissione del pennacchio si ha un

incremento di 400-500 g/ha.

E’ una pianta C4.

L’apparato radicale è ben sviluppato e dipende molto dalla tecnica colturale, dalle caratteristiche

del terreno e dallo sviluppo della LAI (almeno 4-5).

Il mais è una coltura da rinnovo, che apre la rotazione. Ha elevate potenzialità produttive, che

necessita di una certa tecnica colturale perché ha a disposizione una ricchezza naturale (durata

del giorno e radiazione) da utilizzare. Precede altre colture, in genere veniva inserito tra un prato e

altri cereali, perché utilizzava molto bene la fertilità residua del prato avvicendato. Su questa

coltura vengono concentrate le distribuzioni di P e K destinate anche alle altre colture (risparmio

sulle lavorazioni). Lascia il terreno in condizioni migliori di come l’ha trovato.

Non è favorevole la monosuccessione, per l’insorgere della piralide e della diabrotica. Si può avere

inoltre una infestazione di infestanti, la peggiore è con tanti semi di poche specie (258,3 milioni

plantule e semi/ha in monosuccessione - 34,7 milioni con mais-grano - 22,1 milioni con mais-

grano-medica). Una buona rotazione è con la soia.

Emette una foglia ogni 60 gradi utili di calore. La levata inizia con 8-9 foglie, e il terreno in questo

momento è coperto.

MAIS IN SECONDA COLTURA

Negli ambienti irrigui e a clima molto favorevole per il mais (Val Padana), di notevole interesse

economico è il mais in seconda coltura dopo il primo taglio di un prato, dopo erbaio (loiessa o

orzo), dopo colture a raccolta precoce come pisello da industria o orzo da granella. E’ necessaria

la disponibilità di mezzi rapidi per la raccolta e la preparazione del terreno, e di mais precoci. La

prevalente destinazione è la produzione di insilati. (mais 300-400).

Mais in consociazione

Non più in Italia, ma in giro per il mondo. Azienda familiare: con leguminose da granella (fagiolo,

arachide, fagiolo dall’occhio, soia) o con orticole (zucche).

TECNICA COLTURALE

Scelta dell’ibrido

La durata media della vita commerciale: 5-7 anni

I moderni ibridi si caratterizzano per: radici più espanse, stocchi più resistenti, migliore stay green

(piante più resistenti perché rimangono verdi fino a maturazione completa), foglie erette, maggiore

tolleranza alla piralide, più rapida granigione (ibridi Fast dry down, quindi rapido disseccamento a

maturazione).

Resistenza a stress di natura abiotica, come vento, grandine, ritorni di freddo.

Caratteristiche fisiologiche che permettano un miglior sfruttamento delle risorse (foglie erette ad

esempio).

Non sono variati: altezza, inserzione della spiga, epoca di fioritura, n° foglie e LAI.

E’ importante la scelta perché influenza: destinazione della coltura.

Lavorazione del terreno

lavorazione: aratura autunnale (25-30 cm) che interra letami ed erpicatura prima della semina a

• 10 cm

minima lavorazione

• nessuna lavorazione

Preparazione del letto di semina

Lavorazione in due strati:aratri ripuntatori, ripuntatori + aratri a versoio, erpici…

Un classe 700 in prima semina: 4-5 piante/m2 da granella +2 piante se da trinciato.

Se diminuisco la classe aumento il numero di piante/m2.

Epoca di semina

Quando la temperatura del terreno è stabilmente su almeno 12°C. Ibridi con resistenza al freddo:

anticipare la semina anche a fine marzo. Se troppo freddo, il mais non germina, aspetta, ma

rischia di essere mangiato o danneggiato.

Con una semina tempestiva ho:

fioritura e allegagione in epoca ottimale

• anticipo di granigione

• minore sensibilità alla piramide di 2a generazione

• maturazione completa e raccolta anticipata.

La densità reale dipende da classe, n° di semi, % di germinazione.

Il n° di piante è definitivo alla 4-5a foglia, ma può diminuire a causa di parassiti.

Profondità di semina

Uniforme, a 4 cm nei terreni freddi e umidi, a 6 cm nei terreni asciutti.

Concia del seme e disinfestazione del terreno:

il seme può essere trattato con prodotti fungicidi. Vietati i neonicotinoidi (per moria delle api).

Concimazione azotata

Il mais può assorbire il nitrato, e anche la forma ammoniacale nei primi stadi.

L’assimilazione si può misurare analizzando la nitratoreduttasi nelle parti aeree.

Viene distribuito di solito azoto ureico appena prima della levata, l’apparato radicale cessa di

crescere all’apparizione delle sete. Questo momento è quindi critico per quanto riguarda

l’assorbimento e l’assimilazione dell’azoto.

Nei terreni argillosi la distribuzione è 50% alla semina e 50% in copertura. Nei terreni sciolti 1/3 alla

semina e 2/3 in copertura.

CARENZE

Azoto - diminuisce il vigore, con foglie più piccole e le foglie più giovani verde-giallo. Prima della

fioritura sono le foglie basali a ingiallire e disseccare.

Fosforo - piante arrossate, con foglie basali arrossate. Nei terreni freddi viene consigliata la

concimazione localizzata alla semina perché minore è l’assorbimento in questo caso.

Potassio - depressione dell’attività fotosintetica, aumenta la respirazione e la pianta si indebolisce.

Forti carenze rendono i culmi meno resistenti allo stroncamento.

CONTROLLO DELLE AVVENTIZIE

Sono 75% foglia larga, 23% graminacee, in totale 130 spp. selvatiche, di cui 30 molto diffuse, 12

molto aggressive.

Periodo critico: periodo di tempo in cui la coltura è molto sensibile alla competizione esercitata

dalle infestanti. Le infestanti in questo periodo devono essere assenti. Va da 15 gg (2-3 foglie) a 40

gg dopo l’emergenza. Con semine precoci il periodo critico si allunga di 10-20 gg.

Se T basse la crescita è rallentata e quindi non inizierà dal 15° giorno, ma dopo. Se ne

avvantaggiano alcune dicotiledoni con germinazione precoce come Cirsium, Equisetum,

Anagallis…

Sorghum halepense (da rizoma e da seme) sorghetta

Panicum dichotomiflorum (giavone americano, panico) semi molto piccoli

Abutilon theophrasti cencio molle, 2 m, con 60 capsule con 60 semi. Germina un pochino prima del

mais e i semi resistono nell’intestino degli animali e possono essere distribuiti con letami e liquami.

8000 semi/pianta

Chenopodium album

Portulaca oleracea (porcellana comune)

Echinochloa crus-galli (giavone comune)

Digitaria sanguinalis (sanguinella)

Setaria glauca (pabbio)

Cynodon dactylon (rizoma) (dente di cane, gramigna)

Amaranthus Convolvolus Sonchus Ambrosia

Le infestanti sono piante indicatrici (indice di Landolt):

Rumex spp. di disponibilità/eccesso di azoto,

Equisetum spp. di condizioni di ristagni,

Ranuncolo Ortica di acidità del terreno perché acidofile.

Quando modifico la mia tecnica allora compaiono nuove specie:

1. Monosuccessione e stessi diserbanti, come l’atrazina: Sorghetta, Amarathus, Solanum,

Chenopodium;

2. Dopo il divieto: Xanthium;

Passando da una lavorazione continua a set aside: nuove infestanti come Sicyos angulatus,

3. Humulus lupulus, Ambrosia;

Con l’anticipo della semina: Stellaria, Polygonum aviculare, Faloppa convolvulus.

4.

Gestione agronomica: corretta e razionale rotazione colturale.

Gestione meccanica: lavorazione principale (contiene le perenni), preparazione del letto di semina

e sarchiatura (completa il diserbo chimico, ma attenzione ai rizomi).

Gestione chimica, nel biologico non è permessa quindi si utilizza la rotazione, la falsa semina e/o

strigliatura. E’ necessario il rilievo delle specie presenti, e confrontare con una soglia di intervento

che varia a seconda della specie. I programmi di intervento possono essere in pre o post

emergenza. In pre semina e pre emergenza devo utilizzare una miscela di principi attivi ad ampio

spettro, in post emergenza posso essere più preciso, ma importante la tempestività di intervento

(3a foglia) con la giusta dose.

Irrigazione

I=Apporto naturale - (run off + perdite per percolazione) + apporto falda + umidità terreno - ET

A luglio agosto: ETr=70.000 l/ha

300-400 l/kg s.s.

400 kg s.s./d

Irrigo tra la capacità di campo e il punto di appassimento (acqua facilmente disponibile), circa al

60%. 1000 m3=100 mm per intervento

E’ una coltura macroterma con grande CGR, C4 con grande velocità di crescita e accumulo di

biomassa. Questo necessita un’elevata quota idrica giornaliera. La WUE (efficienza e produttività

di utilizzo dell’acqua) molto alta.

Momenti critici per il mais 15 gg prima della fioritura e 15 gg dopo la fioritura. L’insufficienza

d’acqua e uno stress idrico in fioritura porta all’appassimento e al fallimento dei processi

fecondativi e quindi a una riduzione del numero di cariossidi per spiga.

Il mais in coltura asciutta è quasi scomparso (per aleatorietà delle produzioni).

Sistemi gravitazionali WUE=0,5-0,6 (Solchi nel mais con terreni poco sciolti migliorano la WUE)

Metodi a pressione WUE=0,7-0,9

metodi per aspersione: rete avvolta, rainger, Pivot, manichetta

AVVERSITÀ

Abiotiche: meteoriche come temperatura, siccità, ristagno idrico, vento, grandine.

Biotiche: animali ipogei come elateridi (ferretti), agrotidi (nottue);

animali epigei come piralide, diabrotica, tripodi.

Principali litofagi:

elateridi, si sviluppano ai primi stadi vegetativi con una T relativamente bassa nel terreno. Dopo

• un prato il rischio è maggiore, va considerata la presenza e la percentuale di attacco (che si

riduce con le semine più tardive). Le larve rimangono attive anche per 2-3 mesi;

nottue, 2 generazioni annue, mangiano i tessuti della guaina, penetrano nel colletto e provocano

• un danno irreversibile se attaccano l’apice meristematico;

afidi, attaccano foglie e pennacchio, sottraggono linfa e portano virus (Virus del nanismo giallo

• ruvido). Possono ridurre la disponibilità di polline e quindi ridurre la fertilità, sono particolarmente

dannosi su mais dolci;

piralide (Ostrinia nubilalis, al Nord, Sesamia cretica, al Sud) è una farfallina bianca, la prima

• generazione attacca e rovina lo stocco, la seconda entra nella spiga, nel tutolo e può attaccare

anche le cariossidi, da qui poi può avvenire l’attacco dei funghi. Ci sono ibridi resistenti alla

piralide;

diabrotica, ha superato come danno la piralide in alcune zone. E’ arrivata dagli USA in

• Jugoslavia nel 1992, ed è stata registrata a Venezia nel 1999 e a Milano nel 2002. Viene

attaccato l’apparato radicale e la pianta si alletta. L’adulto mangia sete e polline. E’ molto

pericolosa nella zone con mais in monosuccessione. Viene favorito l’attacco da inverni miti,

primavere piovose e estati calde. Anche la doppia semina può favorirne lo sviluppo perché rende

disponibile nuovo nutrimento. Difesa: trappola per il monitoraggio, rotazioni, semine precoci,

ibrido, insetticidi.

Principali malattie fungine:

Carbone, Ustilago maydis, forma galle bianche sulla spiga e sulla pianta, che si trasformano in

• massa nera polverulenta. Viene favorito da un clima caldo asciutto.

Elmintosporiosi, Helmintosporium turcicum e H. maydis, provocano disseccamenti longitudinali

• su alcune foglie, che poi si estendono. Viene favorita da alta umidità.

Cima pazza, Sclerospora macrospora, trasforma il pennacchio in una scopa disordinata, la

• pianta non è più produttiva.

Marciume dello stocco, Fusarium graminearum, la base dello stocco si copre di muffa rosa,

• con rammollimento, e anche stroncatura. Se non si stronca, il fungo entra nella pianta e si

manifesta sulla spiga e sulle cariossidi. Si ha la produzione di micotossine.

Fusariosi della spiga, Fusarium verticillioides, il vento trasporta le spore e gli insetti, come la

• piralide, aprono la cariosside. Vengono prodotte micotossine: Fumonisine (6000 ppm)

Marciumi, da Aspergillus flavus, si sviluppano attraverso sete o ferite, grazie alla piralide, in fase

• di maturazione, disidratazione e stress idrico. Si sviluppa una muffa verde: Aflatossine. Si

sviluppa anche in magazzino se Umidità > 15%, o se la spiga non è perfettamente sana o intera.

Marciumi della spiga, da Penicillum spp., si possono sviluppare in magazzino se la cariosside è

• danneggiata. Vengono prodotte Ocratossine.

Aspergillus - è molto termofilo (7-42°) resiste al secco, predilige un clima caldo, è tipico del post

raccolta.

Penicillum - ambienti freschi e umidi tipico del post raccolta.

Fusarium - dipende dalle condizioni in campo, clima caldo umido ed errori agronomici (irrigazione

gestita male e quindi ristagni idrici, semina troppo densa)

In agricoltura biologica è più comune un attacco da parte di funghi, perché è più difficile il controllo.

Un prodotto contaminato da tossine può portare epatiti, nefriti, cancerogenesi. Ci sono regolamenti

che fissano limiti ai contenuti di micotossine nei prodotti.

MISURE DI CONTENIMENTO DELLE MICOTOSSINE

Gestione integrata, accorgimenti agronomici e

Accorgimenti agronomici in pre-semina, pre-raccolta:

• avvicendamenti e gestione dei residui, che possono fungere da inoculo (trinciatura e

interramento dei residui favoriscono l’abbattimento della carica fungina totale, con aggiunta

di N perché C/N=30);

scelta varietale e miglioramento genetico (cicli brevi contengono contaminazioni);

vocazionalità ambientale (no terreni umidi e ristagni).

Influenza dell’agrotecnica:

• concimazione e irrigazione;

corretto investimento;

interventi fitoiatrici (anticrittogamici, semi o in magazzino);

epoca di raccolta troppo ritardata, quindi meglio ibridi medio precoci e giusta classe di

maturità;

presenza di infestanti aumenta l’umidità.

Controllo in fase di raccolta e post raccolta:

• raccolta tempestiva, pulizia della granella e rapido essiccamento;

evitare rotture della granella.

La medica va raccolta in fase di bottone fiorale (bleu), momento in cui le foglie basali sono ancora

verdi. Le graminacee a inizio spigatura.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

La raccolta dipende dalla destinazione del prodotto. Per la produzione di granella: a maturazione

fisiologica (punto nero, quando stacco un granello e stacco il peduncolo vedo la cariosside

imbrunita, 24-26%) raggiungiamo la fine dell’accumulo nella granella e inizia la perdita d’acqua.

Aspettare quindi a raccogliere permette di risparmiare sull’essiccamento, ma non bisogna

aspettare troppo perché arrivano le piogge (se eccessiva umidità si può anche avere un fenomeno

di germogliamento in pianta). Per perdere 5-6% sono necessari 10-12 gg. Per una corretta

conservazione bisogna arrivare a un 14% di umidità.

Si utilizzano mietitrebbiatrici da mais con organi spannocchiatori. La granella troppo secca si

stacca facilmente.

Per l’uso zootecnico: insilato, pastone integrale (spiga), pastone di granella (granella umida).

L’insilato viene raccolto quando la biomassa ha un 35-40% di s.s., in questo momento la granella

ha una s.s. del 50-60%, quindi ha raggiunto un stadio di maturazione cerosa (spaccare la spiga a

metà e cercare la linea lattea sulle cariossidi, se è a circa metà, quindi al 50%, siamo a

maturazione cerosa). Vengono utilizzati ibridi di classe superiore, alti, con foglie grandi.

Concimazione azotata: +40-50 kg N/ha. La fibra lunga aumenta la digeribilità, va però trinciato a

2-3 cm perché deve esserci la giusta superficie disponibile per l’attacco dei batteri lattici per la

fermentazione. (pH<4 : ac. lattico, acetico, propionico, butirrico, gli ultimi due non li vorrei.) Quando

desilo devo fare attenzione a non riattivare la fermentazione aerobica. Viene utilizzato il trinciato

integrale di mais come piatto unico.

Mais

Coltura primaverile estiva, prevalentemente per l’alimentazione zootecnica. La granella può essere

utilizzata per l’alimentazione umana e zootecnica.

ORIGINE E DIFFUSIONE

E’ una coltura molto antica, originatasi in Centro America circa 8000 anni fa (Messico, Honduras,

Nicaragua), il cui progenitore selvatico è il teosinte. La consociazione era mais, fagiolo e zucca.

E’ una pianta annuale, con frutto secco, di dimensioni notevoli, con un prodotto ricco di energia

(amido) non stancante.

Entra in Italia dal Polesine nel 1500 (Venezia) e viene inventata la polenta di mais (prima di miglio

e panico).

L’Ucraina è lo stato europeo che produce più mais (30.949.550 t).

Classificazione di Stutvan:

Zea mais tunicata - vestito

• Zea mais saccarata - dolce

• Zea mais amilacea - da amido

• Zea mais ceratina - ceroso

• Zea mais indurata - flint (vitreo)

• Zea mais indentata - dent (dentato)

• Zea mais everta - pop corn

MAIS IN ITALIA

Fino al 1950 in Italia l’impiego prevalente del mais (Flint) era, per quanto riguarda la granella,

l’alimentazione umana e, per quanto riguarda la pianta, l’alimentazione del bestiame (granturchino

o parte superiore della pianta). Il mais flint rimane ancora oggi il mais da polenta.

Nel 1949-1950 vengono introdotti gli ibridi dentati, nel 1960 semivitrei, nel 1970 dentati.

Nel 1970 si passa dal granturchino per alimentazione a verde al trinciato integrale per l’insilato. Ciò

è stato possibile per l’introduzione della falcia trincia caricatrice e la messa a punto delle tecniche

di insilamento (abbassamento del pH per l’attività di batteri lattici che producono acido lattico, che

inibisce l’attività di altri microorganismi). Nel momento in cui vennero introdotti gli ibridi,

l’allevamento si intensificò considerevolmente. Il silomais costituisce il piatto unico.

Il mais viene utilizzato oggi anche per alimentare gli impianti da biogas. (Food, feed, fuel)

Il mais da coltura e da trinciato differiscono per ibridi, densità, concimazione, raccolta.

Il ciclo colturale del mais può andare da 90 a 170 giorni. La FAO ha stabilito 9 classi di maturità: da

100 a 900 per ordine di precocità decrescente (giorni dall’emergenza alla maturità fisiologica). Un

classe 600 è medio tardivo e ha un ciclo di 120-130 gg. Non bisogna lasciare in campo il mais con

piogge (attenzione a settembre) perché si ha lo sviluppo delle micotossine.

Questa classificazione ha il difetto di essere in base ai gg (non oggettiva). Utilizzare la temperatura

sarebbe più oggettivo, c’è infatti una classificazione in base al GDD.

Per fare un mais da trinciato con una varietà da granella posso aggiungere 2 piante/m2. Se voglio

mais da trinciato posso scegliere un mais con classe superiore perché raccolgo a maturità cerosa

(prima della maturazione della granella) quindi gli “accorcio” il ciclo, che quindi può entrare nel mio

periodo utile. Scelgo una classe più alta perché più produttiva.

Per le prime semine (aprile - inizio maggio) in Italia sono utilizzati di più i 600 per la granella e i 700

per il trinciato. Per le seconde semine 300 e 400 rispettivamente.

CICLO PRODUTTIVO

CGR elevato, da 0,3 g di cariosside a 400-500 g di pianta, la metà dei quali sotto forma di spiga.

Una buona produzione è 20-25 t/ha.

Ha un CGR molto elevato quando dall’inizio della levata all’emissione del pennacchio si ha un

incremento di 400-500 g/ha.

E’ una pianta C4.

L’apparato radicale è ben sviluppato e dipende molto dalla tecnica colturale, dalle caratteristiche

del terreno e dallo sviluppo della LAI (almeno 4-5).

Il mais è una coltura da rinnovo, che apre la rotazione. Ha elevate potenzialità produttive, che

necessita di una certa tecnica colturale perché ha a disposizione una ricchezza naturale (durata

del giorno e radiazione) da utilizzare. Precede altre colture, in genere veniva inserito tra un prato e

altri cereali, perché utilizzava molto bene la fertilità residua del prato avvicendato. Su questa

coltura vengono concentrate le distribuzioni di P e K destinate anche alle altre colture (risparmio

sulle lavorazioni). Lascia il terreno in condizioni migliori di come l’ha trovato.

Non è favorevole la monosuccessione, per l’insorgere della piralide e della diabrotica. Si può avere

inoltre una infestazione di infestanti, la peggiore è con tanti semi di poche specie (258,3 milioni

plantule e semi/ha in monosuccessione - 34,7 milioni con mais-grano - 22,1 milioni con mais-

grano-medica). Una buona rotazione è con la soia.

Emette una foglia ogni 60 gradi utili di calore. La levata inizia con 8-9 foglie, e il terreno in questo

momento è coperto.

MAIS IN SECONDA COLTURA

Negli ambienti irrigui e a clima molto favorevole per il mais (Val Padana), di notevole interesse

economico è il mais in seconda coltura dopo il primo taglio di un prato, dopo erbaio (loiessa o

orzo), dopo colture a raccolta precoce come pisello da industria o orzo da granella. E’ necessaria

la disponibilità di mezzi rapidi per la raccolta e la preparazione del terreno, e di mais precoci. La

prevalente destinazione è la produzione di insilati. (mais 300-400).

Mais in consociazione

Non più in Italia, ma in giro per il mondo. Azienda familiare: con leguminose da granella (fagiolo,

arachide, fagiolo dall’occhio, soia) o con orticole (zucche).

TECNICA COLTURALE

Scelta dell’ibrido

La durata media della vita commerciale: 5-7 anni

I moderni ibridi si caratterizzano per: radici più espanse, stocchi più resistenti, migliore stay green

(piante più resistenti perché rimangono verdi fino a maturazione completa), foglie erette, maggiore

tolleranza alla piralide, più rapida granigione (ibridi Fast dry down, quindi rapido disseccamento a

maturazione).

Resistenza a stress di natura abiotica, come vento, grandine, ritorni di freddo.

Caratteristiche fisiologiche che permettano un miglior sfruttamento delle risorse (foglie erette ad

esempio).

Non sono variati: altezza, inserzione della spiga, epoca di fioritura, n° foglie e LAI.

E’ importante la scelta perché influenza: destinazione della coltura.

Lavorazione del terreno

lavorazione: aratura autunnale (25-30 cm) che interra letami ed erpicatura prima della semina a

• 10 cm

minima lavorazione

• nessuna lavorazione

Preparazione del letto di semina

Lavorazione in due strati:aratri ripuntatori, ripuntatori + aratri a versoio, erpici…

Un classe 700 in prima semina: 4-5 piante/m2 da granella +2 piante se da trinciato.

Se diminuisco la classe aumento il numero di piante/m2.

Epoca di semina

Quando la temperatura del terreno è stabilmente su almeno 12°C. Ibridi con resistenza al freddo:

anticipare la semina anche a fine marzo. Se troppo freddo, il mais non germina, aspetta, ma

rischia di essere mangiato o danneggiato.

Con una semina tempestiva ho:

fioritura e allegagione in epoca ottimale

• anticipo di granigione

• minore sensibilità alla piramide di 2a generazione

• maturazione completa e raccolta anticipata.

La densità reale dipende da classe, n° di semi, % di germinazione.

Il n° di piante è definitivo alla 4-5a foglia, ma può diminuire a causa di parassiti.

Profondità di semina

Uniforme, a 4 cm nei terreni freddi e umidi, a 6 cm nei terreni asciutti.

Concia del seme e disinfestazione del terreno:

il seme può essere trattato con prodotti fungicidi. Vietati i neonicotinoidi (per moria delle api).

Concimazione azotata

Il mais può assorbire il nitrato, e anche la forma ammoniacale nei primi stadi.

L’assimilazione si può misurare analizzando la nitratoreduttasi nelle parti aeree.

Viene distribuito di solito azoto ureico appena prima della levata, l’apparato radicale cessa di

crescere all’apparizione delle sete. Questo momento è quindi critico per quanto riguarda

l’assorbimento e l’assimilazione dell’azoto.

Nei terreni argillosi la distribuzione è 50% alla semina e 50% in copertura. Nei terreni sciolti 1/3 alla

semina e 2/3 in copertura.

CARENZE

Azoto - diminuisce il vigore, con foglie più piccole e le foglie più giovani verde-giallo. Prima della

fioritura sono le foglie basali a ingiallire e disseccare.

Fosforo - piante arrossate, con foglie basali arrossate. Nei terreni freddi viene consigliata la

concimazione localizzata alla semina perché minore è l’assorbimento in questo caso.

Potassio - depressione dell’attività fotosintetica, aumenta la respirazione e la pianta si indebolisce.

Forti carenze rendono i culmi meno resistenti allo stroncamento.

CONTROLLO DELLE AVVENTIZIE

Sono 75% foglia larga, 23% graminacee, in totale 130 spp. selvatiche, di cui 30 molto diffuse, 12

molto aggressive.

Periodo critico: periodo di tempo in cui la coltura è molto sensibile alla competizione esercitata

dalle infestanti. Le infestanti in questo periodo devono essere assenti. Va da 15 gg (2-3 foglie) a 40

gg dopo l’emergenza. Con semine precoci il periodo critico si allunga di 10-20 gg.

Se T basse la crescita è rallentata e quindi non inizierà dal 15° giorno, ma dopo. Se ne

avvantaggiano alcune dicotiledoni con germinazione precoce come Cirsium, Equisetum,

Anagallis…

Sorghum halepense (da rizoma e da seme) sorghetta

Panicum dichotomiflorum (giavone americano, panico) semi molto piccoli

Abutilon theophrasti cencio molle, 2 m, con 60 capsule con 60 semi. Germina un pochino prima del

mais e i semi resistono nell’intestino degli animali e possono essere distribuiti con letami e liquami.

8000 semi/pianta

Chenopodium album

Portulaca oleracea (porcellana comune)

Echinochloa crus-galli (giavone comune)

Digitaria sanguinalis (sanguinella)

Setaria glauca (pabbio)

Cynodon dactylon (rizoma) (dente di cane, gramigna)

Amaranthus Convolvolus Sonchus Ambrosia

Le infestanti sono piante indicatrici (indice di Landolt):

Rumex spp. di disponibilità/eccesso di azoto,

Equisetum spp. di condizioni di ristagni,

Ranuncolo Ortica di acidità del terreno perché acidofile.

Quando modifico la mia tecnica allora compaiono nuove specie:

Monosuccessione e stessi diserbanti, come l’atrazina: Sorghetta, Amarathus, Solanum,

1. Chenopodium;

Dopo il divieto: Xanthium;

2.

3. Passando da una lavorazione continua a set aside: nuove infestanti come Sicyos angulatus,

Humulus lupulus, Ambrosia;

4. Con l’anticipo della semina: Stellaria, Polygonum aviculare, Faloppa convolvulus.

Gestione agronomica: corretta e razionale rotazione colturale.

Gestione meccanica: lavorazione principale (contiene le perenni), preparazione del letto di semina

e sarchiatura (completa il diserbo chimico, ma attenzione ai rizomi).

Gestione chimica, nel biologico non è permessa quindi si utilizza la rotazione, la falsa semina e/o

strigliatura. E’ necessario il rilievo delle specie presenti, e confrontare con una soglia di intervento

che varia a seconda della specie. I programmi di intervento possono essere in pre o post

emergenza. In pre semina e pre emergenza devo utilizzare una miscela di principi attivi ad ampio

spettro, in post emergenza posso essere più preciso, ma importante la tempestività di intervento

(3a foglia) con la giusta dose.

Irrigazione

I=Apporto naturale - (run off + perdite per percolazione) + apporto falda + umidità terreno - ET

A luglio agosto: ETr=70.000 l/ha

300-400 l/kg s.s.

400 kg s.s./d

Irrigo tra la capacità di campo e il punto di appassimento (acqua facilmente disponibile), circa al

60%. 1000 m3=100 mm per intervento

E’ una coltura macroterma con grande CGR, C4 con grande velocità di crescita e accumulo di

biomassa. Questo necessita un’elevata quota idrica giornaliera. La WUE (efficienza e produttività

di utilizzo dell’acqua) molto alta.

Momenti critici per il mais 15 gg prima della fioritura e 15 gg dopo la fioritura. L’insufficienza

d’acqua e uno stress idrico in fioritura porta all’appassimento e al fallimento dei processi

fecondativi e quindi a una riduzione del numero di cariossidi per spiga.

Il mais in coltura asciutta è quasi scomparso (per aleatorietà delle produzioni).

Sistemi gravitazionali WUE=0,5-0,6 (Solchi nel mais con terreni poco sciolti migliorano la WUE)

Metodi a pressione WUE=0,7-0,9

metodi per aspersione: rete avvolta, rainger, Pivot, manichetta

AVVERSITÀ

Abiotiche: meteoriche come temperatura, siccità, ristagno idrico, vento, grandine.

Biotiche: animali ipogei come elateridi (ferretti), agrotidi (nottue);

animali epigei come piralide, diabrotica, tripodi.

Principali litofagi:

elateridi, si sviluppano ai primi stadi vegetativi con una T relativamente bassa nel terreno. Dopo

• un prato il rischio è maggiore, va considerata la presenza e la percentuale di attacco (che si

riduce con le semine più tardive). Le larve rimangono attive anche per 2-3 mesi;

nottue, 2 generazioni annue, mangiano i tessuti della guaina, penetrano nel colletto e provocano

• un danno irreversibile se attaccano l’apice meristematico;

afidi, attaccano foglie e pennacchio, sottraggono linfa e portano virus (Virus del nanismo giallo

• ruvido). Possono ridurre la disponibilità di polline e quindi ridurre la fertilità, sono particolarmente

dannosi su mais dolci;

piralide (Ostrinia nubilalis, al Nord, Sesamia cretica, al Sud) è una farfallina bianca, la prima

• generazione attacca e rovina lo stocco, la seconda entra nella spiga, nel tutolo e può attaccare

anche le cariossidi, da qui poi può avvenire l’attacco dei funghi. Ci sono ibridi resistenti alla

piralide;

diabrotica, ha superato come danno la piralide in alcune zone. E’ arrivata dagli USA in

• Jugoslavia nel 1992, ed è stata registrata a Venezia nel 1999 e a Milano nel 2002. Viene

attaccato l’apparato radicale e la pianta si alletta. L’adulto mangia sete e polline. E’ molto

pericolosa nella zone con mais in monosuccessione. Viene favorito l’attacco da inverni miti,

primavere piovose e estati calde. Anche la doppia semina può favorirne lo sviluppo perché rende

disponibile nuovo nutrimento. Difesa: trappola per il monitoraggio, rotazioni, semine precoci,

ibrido, insetticidi.

Principali malattie fungine:

Carbone, Ustilago maydis, forma galle bianche sulla spiga e sulla pianta, che si trasformano in

• massa nera polverulenta. Viene favorito da un clima caldo asciutto.

Elmintosporiosi, Helmintosporium turcicum e H. maydis, provocano disseccamenti longitudinali

• su alcune foglie, che poi si estendono. Viene favorita da alta umidità.

Cima pazza, Sclerospora macrospora, trasforma il pennacchio in una scopa disordinata, la

• pianta non è più produttiva.

Marciume dello stocco, Fusarium graminearum, la base dello stocco si copre di muffa rosa,

• con rammollimento, e anche stroncatura. Se non si stronca, il fungo entra nella pianta e si

manifesta sulla spiga e sulle cariossidi. Si ha la produzione di micotossine.

Fusariosi della spiga, Fusarium verticillioides, il vento trasporta le spore e gli insetti, come la

• piralide, aprono la cariosside. Vengono prodotte micotossine: Fumonisine (6000 ppm)

Marciumi, da Aspergillus flavus, si sviluppano attraverso sete o ferite, grazie alla piralide, in fase

• di maturazione, disidratazione e stress idrico. Si sviluppa una muffa verde: Aflatossine. Si

sviluppa anche in magazzino se Umidità > 15%, o se la spiga non è perfettamente sana o intera.

Marciumi della spiga, da Penicillum spp., si possono sviluppare in magazzino se la cariosside è

• danneggiata. Vengono prodotte Ocratossine.

Aspergillus - è molto termofilo (7-42°) resiste al secco, predilige un clima caldo, è tipico del post

raccolta.

Penicillum - ambienti freschi e umidi tipico del post raccolta.

Fusarium - dipende dalle condizioni in campo, clima caldo umido ed errori agronomici (irrigazione

gestita male e quindi ristagni idrici, semina troppo densa)

In agricoltura biologica è più comune un attacco da parte di funghi, perché è più difficile il controllo.

Un prodotto contaminato da tossine può portare epatiti, nefriti, cancerogenesi. Ci sono regolamenti

che fissano limiti ai contenuti di micotossine nei prodotti.


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meggbb94

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in produzione e protezione delle piante e dei sistemi del verde
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meggbb94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Coltivazioni erbacee e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Bocchi Stefano.

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