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Per conoscere in linea generale la

quantità di amilosio presente nelle

cariossidi è sufficiente colorarle con

tintura di iodio ed esse

diventeranno blu, più il blu intenso

più è alta la percentuale di amilosio,

diventano invece rossastre se è

alta la percentuale di amilopectina.

Il mais ceratina, o mais waxy, è

molto coltivato in Piemonte, è

composto quasi interamente da

amilopectina ed è impiegato per l'industria dell'amido (estrazione di amido per via umida). Il waxy corn si deve tenere

isolato per non far avvenire impollinazioni incrociate che alterino il prodotto desiderato in quanto il carattere è

recessivo. Lo screening della colorazione con tintura di iodio è utile per valutare l’eventuale inquinamento con altri

pollini. Il mais saccarata (o sweet corn) è di tipo orticolo, è il mais dolce; tende a mantenere molti zuccheri in soluzione

e viene raccolto alla maturazione lattea.

Nell’800 si sono sviluppate in diverse regioni del nord Italia delle varietà tradizionali antiche di mais: queste sono delle

e l’ottofile.

varietà a libera impollinazione, tra cui vi troviamo il pignoletto rosso Gli impieghi sono sia per alimentazione

umana che zootecnica. Sono mais del tipo indurata, quindi con frattura vitrea che implica una più difficile e lenta

perdita di umidità per la raccolta (dry down lento e semina tardiva). Vengono coltivate con investimenti di densità

2

basse di 3-6 piante/m e producono 4-7 t/ha di granella in ambienti fertili (che rispetto alle 14 t/ha dei mais ibridi è

veramente poco), perché tendono a competere troppo tra loro per la luce. Hanno livelli produttivi abbastanza bassi

così come bassa è la loro resistenza alle malattie, per questo rappresentano una fetta piccolissima del totale del mais

che va ad uso alimentare oggi, per il quale si usano mais ibridi.

IBRIDI

Gli ibridi a due vie hanno incrementato molto la produttività. Gli ibridi F1 hanno due vantaggi:

L’eterosi: l’incrocio tra due linee parentali distanti geneticamente produce ibridi sovradominanti con maggiori

- proprietà produttive

L’uniformità individui F1 sono omogenei perché derivano dall’incrocio di due linee pure. Piante

- genetica: gli

omogenee sono più facili da coltivare e gli interventi agronomici sono più efficaci in quanto tutte le piante si

sviluppano allo stesso modo e nello stesso momento

Per prima cosa bisogna ottenere linee pure facendo autofecondazione per ottenere

omozigosi, questa porta sia ad un minor vigore ma anche a uniformità! In questo modo

gli alleli recessivi negativi possono essere scoperti ed eliminati facendo selezione.

Dopo di che bisogna incrociare varie linee pure diventate ormai omozigoti per ottenere

un ibrido completamente eterozigote. La particolarità di questo tipo di selezione è che

l’agricoltore non può piantare la propria semente perché F2 non è uniforme. Quali sono

le tecniche per ottenere gli ibridi?

Ibridi a 2 vie (ibridi semplici): si ottengono dall’incrocio di due linee pure

-

(omozigoti e poco produttive); essi sviluppano al massimo livello il fenomeno

dell’eterosi e perciò manifestano un elevato vigore vegetativo e una grande potenzialità

produttiva. Sono i più efficienti ma il loro seme è più costoso;

Ibridi a 3 e 4 vie (ibridi doppi): Gli ibridi a tre vie derivano dall’incrocio tra un

-

ibrido a due vie (che funge da portaseme) ed una linea pura (come impollinante). Essi

presentano meno eterosi rispetto agli ibridi semplici ma il loro seme è meno costoso.

Gli ibridi a 4 vie hanno origine dall’incrocio tra due ibridi semplici, sono meno uniformi e

produttivi.

Una dose di semente di mais sono 25000 semi, in 1 ha si seminano 350 dosi di semente.

Scelta varietale: in base a quali caratteri scegliere gli ibridi?

Innanzitutto bisogna osservare il carattere precocità, cioè è necessario scegliere la corretta classe di maturazione. In

secondo luogo bisogna scegliere in base alla produttività: ricorda che il mais deve essere la fonte di energia a più

basso costo, quindi deve avere produttività adeguata affinché rimanga un prodotto economico. Il peso specifico è il

peso ettolitrico ed è molto correlato alla durezza. Infine bisogna puntare alla qualità della coltura, sia della granella

che della pianta intera: per esempio i mulini per l’alimentazione umana vogliono avere granelle vitree, dure e con un

buon peso ettolitrico, i mangimisti invece vogliono granella più farinosa perché è più facilmente digeribile dalle bestie.

Dal punto di vista agronomico invece sono interessanti:

- Caratteri accessori:

- Un buon apparato radicale può interessare molto in ambienti con poca acqua o con terreni più poveri;

L’early

- vigor: si vuole una semente che parta bene e arrivi in fretta alla levata;

- Il portamento delle foglie deve essere eretto e poco patente, più la foglia è eretta, più si può aumentare la

densità colturale. Più la foglia è orizzontale, patente, più compete;

- Fast dry down e stay green, due aspetti che spesso sono tra loro contrastanti. La rapidità di essiccamento

è collegata al rapido trasporto dei fotosintetati dallo stocco alla granella con conseguente senescenza dei

tessuti vegetativi, da un lato ciò consente di utilizzare genotipi relativamente più tardivi normalmente molto

produttivi a cui però fa da contrappeso la minore resistenza dei tessuti agli attacchi di agenti patogeni,

soprattutto del marciume dello stocco.

Il carattere stay green favorisce la vitalità dell’apparato vegetativo anche nelle fasi avanzate di maturazione

della granella proprio allo scopo di migliorare la resistenza agli attacchi patogeni, ma tende a ritardare la

mietitrebbiatura. Ad oggi prevale l’interesse verso lo stay green ma si punta a migliorare l’intensità del

traslocamento dei nutrienti dallo stocco alla granella senza ridurre anticipatamente la vitalità (dello stocco);

- Stand ability: vogliamo una pianta che stronca poco perché se la spiga cade a terra la mietitrebbiatrice non

riesce a raccoglierla;

- Tipologia di spiga (fix, flex): La spiga fix ha dimensioni costanti; la spiga flex a seconda delle condizioni può

essere più grande o più piccola.

- Caratteri ecologici: si continua a puntare ad una maggiore adattabilità agli alti investimenti (cioè

Il miglioramento genetico non viene fatto sulla singola pianta ma sull’intera

adattamento alla coltura fitta).

coltura all’ettaro, ciò ha permesso alle singole piante di produrre di più anche se sono a densità superiori e ad

avere una migliore competizione interspecifica. Il miglioramento genetico più importante è stato fatto a

carico delle foglie: oggi gli ibridi di mais tendono ad avere le foglie molto erette per intercettare più luce

nonostante la vicinanza con altre piante per l’alta densità di semina.

Precocità

In condizioni normali di coltura gli ibridi più tardivi sono anche i più produttivi perché sfruttano per intero il periodo

stagionale a disposizione: un ibrido troppo precoce produce meno, uno troppo tardivo però non raggiunge la normale

maturazione e quindi richiede maggiori costi di essiccamento.

Nei comprensori maidicoli asciutti a sud del Po i migliori risultati produttivi si ottengono con gli ibridi medio-precoci

nonostante sia possibile utilizzare ibridi tardivi e sfruttare l’intera stagione, ma essendo appunto zone asciutte, gli ibridi

più precoci fioriscono prima (quindi anticipano il periodo critico) riuscendo a scansare lo stress idrico delle giornate

siccitose estive. In ogni caso il ricorso ad ibridi tendenzialmente precoci è sempre consigliabile quando non si dispone

di acqua di irrigazione, soprattutto in terreni piuttosto argillosi.

Il mais viene diviso dalla FAO in classi convenzionali che indicano la lunghezza del ciclo

Le classi FAO sono espressa convenzionalmente con i numeri 100, 200, 300… 900, crescenti con la durata del ciclo.

Fino a 300-400 le colture sono precoci, non si sfruttano tutte le potenzialità dell'ambiente ma possono avere dei

vantaggi come una migliore sanità grazie al tempo di esposizione minore alle avversità (in autunno possono esserci

problemi di ammuffimento). Ultimamente si parla molto di ibridi precocissimi di classe FAO 200 che vanno bene per

luoghi gelati: questi hanno un eccezionale early vigor, sono meno produttivi, ma si cerca di andare verso investimenti

molto alti. Ovviamente più è precoce la pianta più è piccola la sua taglia.

L’ibrido può essere scelto in funzione dell'epoca di semina, per esempio alcuni agricoltori coltivano il mais come una

quarta semina (quindi serve un precoce)! In azienda zootecnica il mais è di solito una coltura intercalare.

La scelta dell'ibrido influenza le tecniche agronomiche adottate: per esempio con epoche di semina più tardive si può

avere una maggiore densità colturale. Come già anticipato prima, per l’agricoltore è importante anche sapere quanto

gli costerà essiccare la granella raccolta. Più il ciclo è lungo più si raccoglie umido e più si produce. Per esempio, i

600 hanno produzione maggiore, ma sono anche più umidi, possiamo pensare di scegliere la giusta varietà di 500 per

avere maggiore produzione (non maggiore dei 600) ma minore umidità.

Esistono mais per usi speciali che seguono filiere che si distinguono dalla filiera del mais tradizionale. Hanno esigenze

diverse e vengono segregati, cioè tenuti separati da quello tradizionale; per esempio il mais waxy è tale se rimane

omozigote recessivo, se non si isola il waxy si può provocare xenia (effetto del genotipo paterno su parti della pianta

di origine materna) e le cariossidi avranno un colore diverso. Oggi abbiamo ibridi molto produttivi di mais bianchi, usati

per fare la pasta gluten-free. Le pastiglie bianche farmaceutiche vengono fatte su base di amido di mais bianco. Vi è

quindi richiesta in molti campi di questa varietà. I mais oleici hanno germe più grande e sono usati per fare l'olio.

Il tipo di cariosside a frattura più vitrea dà più rese al mulino perché permette flessibilità nell'ottenere farine di

affinatezza diversa. Il semivitreo ha caratteristiche intermedie tra vitreo e comune.

Il peso ettolitrico è vario ed è maggiore per la tipologia indurata (82-87 kg/hL) piuttosto che per la tipologia

indentata (70-77 kg/hL). Il peso dei 1000 semi varia da 280-480 g. I pesi ettolitrici sono più bassi rispetto ad un

frumento.

MIGLIORAMENTO GENETICO

Serve a fissare caratteri di interesse che normalmente sono recessivi; bisogna stare attenti agli impollinamenti causati

da vento che possono inquinare la coltura con colture adiacenti: il mais di bordo campo viene scartato, quello centrale

viene tenuto se non è avvenuto inquinamento. Per legge bisogna trebbiarli, seccarli e stoccarli a parte. Tra le

tecnologie attualmente in corso c'è la transgenesi, cioè l’inserimento di geni di specie diverse, che tenta di perseguire

è l’obiettivo più ricercato oggi.

vari obiettivi. La resistenza ad erbicidi

La soia è la coltura OGM più diffusa, il mais rappresenta circa il 30% degli OGM nel mondo e poi seguono cotone e

colza. Oggi gli ogm (27 colture) sono coltivati in 28 paesi.


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AUTORE

iadatheo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher iadatheo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Coltivazioni erbacee e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ferrero Aldo.

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