Colloquio psicologico
Problemi etici nel colloquio
Come primo passo dobbiamo affrontare i problemi di tipo etico:
- Competenza
- Consenso informato
- Riservatezza (o segreto professionale)
- Potere
- Giustizia sociale
- Diversità e multiculturalità
Bisogna portare rispetto (non deridere) a ciò che ci è stato raccontato e non bisogna cadere in giudizi affrettati.
Competenza
Dobbiamo aver cura di essere adeguatamente competenti in un'area delimitata. Posso impiantare un percorso di psicoterapia o avventurarmi in un percorso psicoanalitico se non ho le competenze di base? Devo avere la certificazione e saper fare un'autovalutazione in merito. Competenza significa anzitutto delimitare un'area, ciò significa che quindi non sono competente in altre.
Uno psicologo competente riesce a rinunciare a una fonte di reddito per inviare il cliente da persone più competenti di noi in certe aree, quando non siamo capaci di aiutarlo efficacemente. Parte della competenza personale consiste nel riconoscere che non è possibile "fare" tutto e che possiamo aver bisogno di cercare supervisioni appropriate.
È il paziente che ci insegna, ma bisogna stare attenti a non sentirsi troppo incompetenti o troppo competenti. Contro cosa contrasta l'idea dell'invio quando non ti senti efficace? Cosa conosci per condurre un colloquio (o un counseling, o una psicoterapia)? Cosa non conosci?
Conoscenze, addestramento, esperienza supervisionata, accrediti professionali (titoli), esperienza professionale appropriate. Impegno per ottenere conoscenze, consapevolezza personale, sensibilità e abilità. Dobbiamo sentirci "nani sulle spalle dei giganti", saperci sempre mettere in discussione. Abbiamo e avremo ancora tanto da imparare. Dobbiamo sempre diffidare da coloro che sono sempre sicuri di se stessi. Questo è un mestiere che si basa sulla relazione, quindi richiede molta attenzione da parte del clinico, che deve sempre imparare molto dal cliente, perché io non so niente di lui.
Consenso informato
Informare il cliente in merito ai suoi diritti, le mie personali competenze e cosa probabilmente accadrà. Esistono vari modelli del consenso informato (nel caso in cui si faccia una tesi di tipo compilativo, dobbiamo presentare uno dei modelli del consenso informato), presenti nel sito.
Nel momento in cui faremo role play o simulazioni è opportuno informare il "paziente volontario" dei suoi diritti, le mie personali competenze, cosa probabilmente accadrà.
Riservatezza
Come "psicologi principianti" non ci sono "obblighi legali" alla riservatezza nonostante ciò che può essere ascoltato e detto in una sessione pratica deve essere tenuto per sé. La fiducia consiste nel costruire il mantenimento della fiducia. Il nostro lavoro è basato sulla riservatezza. La riservatezza delimita il setting della relazione.
Non è detto che il cliente ci dica la verità. Un conto è la fiducia, un altro la riservatezza e un altro ancora la sincerità. Nella mediazione c'è sempre qualcosa di “scuro”, di omesso, non siamo mai sinceri fino in fondo. La sincerità è uno stereotipo.
Dove nasce la fiducia? Si tratta di essere in grado di ascoltare, ascoltare le informazioni della persona, informazioni che possono non essere che una valanga di bugie. Bisogna smontare luoghi comuni sugli psicologi e sul rapporto con i clienti. La capacità di ascolto è essenziale, l'accoglienza è la parola chiave.
Potere
Nella relazione di aiuto, c'è una scismogenesi (o schismogenesi = separazione di ruoli, scismada = divisione) asimmetrica. Relazioni complementari o asimmetriche hanno a che fare col potere. Noi attribuiamo sempre potere a qualcuno, è dentro ogni tipo di relazione e può essere condiviso o cambia da situazione a situazione. Il cliente, in un rapporto professionale intenzionale parte da una posizione di potere inferiore rispetto al professionista.
Nella società esiste un “differenziale” di potere. Bisogna ricordare che avere potere significa assumersi anche grandi responsabilità, aver cura. Il potere è assumersi responsabilità. È la responsabilità che mi dà reale potere, ma che mi dà anche servizio. Secondo la teoria dei tipi logici, una classe determina l'organizzazione della realtà. Consapevolezza e disponibilità a parlarne è un modo per lavorare nelle situazioni asimmetriche.
Esercizio: elencare situazioni in cui esiste un differenziale di potere. Pensando alla frase “se io fossi” cosa mi viene in mente, di primo acchito?
Giustizia sociale
Giustizia sociale significa avere attenzione ai diritti umani, correttezza ed equità.
Colloquio intenzionale
Il colloquio, essendo un'attività professionale per noi psicologi, dovremmo chiamarlo intenzionale. Intenzionale, in quanto avente uno scopo, quindi strutturato. Si ha una co-costruzione dello scopo. Non è necessariamente psicologico. C'è un'asimmetria di potere tra lo psicologo e il cliente? Lo psicologo non “aiuta”, nel colloquio lo psicologo ha come scopo trasferire il “potere” al cliente, farcelo arrivare da solo, è quindi lo sviluppo della persona.
Aspettiamoci sempre che i nostri clienti dispongano di “enormi” capacità per lo sviluppo di sé. Questo significa che anche con una persona disabile cognitiva o un ritardo mentale, devo aspettarmi questo. Es: una persona con l'Alzheimer piegava in continuazione pezzi di carta, non avevano tenuto di conto che aveva fatto il cameriere per tutta la vita. Una volta che gli sono stati dati tovaglioli, si è messo a piegarli, rallentando il processo di decadimento dovuto all'Alzheimer.
In un centro diurno un signore iniziò a suonare le note di una canzone, che però nessuno riusciva a ricordarsi, un signore tornando dal bagno intonò “Bambina innamorata...” e un altro rispose “...stanotte ti ho sognata” e iniziarono a cantare tutti insieme: il gruppo sopperiva alle mancanze individuali (memoria collettiva, Vygotsky).
Secondo la prospettiva Rogeriana, il colloquio è volto ad aiutare la persona a sviluppare se stessa (insegnare a pescare, non regalare pesci). Quando ho la sensazione di aver imparato qualcosa, di essermi arricchito.
C'è una stagione nella vita in cui è giusto prendersi e lasciarsi: chi l'ha detto che tornare insieme al/la ragazzo/a sia la cosa migliore per il cliente, ad esempio? I ragazzi che hanno avuto la fortuna di essere stati lasciati dalla ragazza hanno attraversato una fase di sofferenza e un certo punto hanno sentito la necessità di cambiare pagina. È una ricchezza, che ci rendiamo conto di avere solo col passare del tempo. È lo spirito con cui la persona affronta l'esperienza.
Durante il colloquio bisogna creare lo spazio affinché la persona ci arrivi da sola: ogni nostra lettura impedisce ogni altra lettura. L'ambiguità in psicoterapia è un modo in cui si dicono cose incomplete o inesatte affinché la persona arrivi da sola a rispondersi. Noi possiamo avere il privilegio di accompagnare la persona in questo cammino, durante il colloquio.
Quanto più è insolubile il problema, quanto più cercherò strategie per risolverlo. Un amico dà consigli, lo psicologo no. Parlare della situazione a volte ci serve, per questo ricerchiamo i consigli degli amici.
[Guardare “Lolita” di Kubrick → pedofilia. Lettera al mio giudice → il punto di vista della mente criminale. “Arancia Meccanica” di Kubrick → Alex trattamento comportamentale, molto simile a quelli che venivano attuati negli anni '50, condizionamento classico (viene arruolato nella polizia, forma di violenza socialmente accettata. Non c'è stata crescita personale col trattamento ricevuto)]
Esistono aree di interrelazione tra: colloquio psicologico, counseling e psicoterapia. Ogni colloquio non può non agire nello sviluppo della persona che ho davanti. Questo aspetto si sovrappone con quelli etici, perché si tratta di rispettare la persona. Es: il pedofilo può rimanere nel suo delirio, ma io posso agire per aiutare a superarlo (in questo caso sì, faccio qualcosa).
Consenso informato
Significa “trasparenza”: dobbiamo fare in modo che il cliente sia informato di ogni nostra azione. Può essere più o meno dettagliato. È possibile agire in termini di sviluppo personale, senza la trasparenza? È difficile. Se condiviso davvero, abbiamo già fatto una buona fetta di lavoro.
Colloquio psicologico
È alla base del tutto, non si può fare un counseling o psicoterapia o psicodiagnosi senza colloquio. Il colloquio può essere applicato in molti campi clinici (dal punto di vista della sofferenza) o meno.
Caso: una signora viene da noi per una consultazione. “Sono sopraffatta. Mio marito è stato messo in cassa integrazione dalla sua azienda e mi rende la vita impossibile. Il mio lavoro va bene ma sono preoccupata per il pagamento delle bollette e della rata dell'auto. La nostra vecchia lavatrice è rotta, ha allagato la cantina e rovinato la scatola delle foto di famiglia. Nostra figlia è tornata a casa piangendo perché i ragazzi la hanno presa in giro e mia madre sta per venire in visita la prossima settimana. Cosa devo fare?” “Mi sembra sia una situazione complicata, vogliamo provare a dare un ordine a questi problemi?” non devo fare interpretazioni personali, non devo fare domande suggestive, la mia risposta è fonte di distorsione.
Uno degli errori infatti che commettiamo nelle nostre domande è anticipare la risposta che vorremmo dal cliente.
Counseling
Anastasi definisce il counseling (consiglio, consulenza) come l'agire clinico dello psicologo. Rogers rifiuta l'approccio medico alla sofferenza e si colloca in una prospettiva, che vede come tecniche di potenziamento della persona. È un intervento di aiuto e di potenziamento della persona. Spesso si caratterizza per non lavorare direttamente sulla patologia (psicoterapia).
Viene usato in diversi contesti, non necessariamente clinici o sanitari (es: aiutare una persona ad orientarsi rispetto ai percorsi formativi = aiutare la persona a trovare autonomamente la propria predisposizione). La diagnosi genetica è un esempio di counseling: fattori di rischio per un figlio con una disabilità, come si comunica con queste persone?
Aiutiamo la persona a fare una rielaborazione personale della propria esperienza (es: una ragazza viene lasciata dal ragazzo). Lo sviluppo della persona è un obiettivo condiviso anche da altre professioni, non è un'esclusiva nostra. Dobbiamo mettere in condizione la persona di narrare, quindi di narrarsi, per ascoltarsi a sua volta ed arrivare alla soluzione migliore per se stessa, da sola.
Se dò dei segnali di disagio senza riconoscere che il mio stato di malessere sia dovuto a una determinata causa (es: ho bruciori di stomaco e non dormo e mi ha lasciato la ragazza).
Psicoterapia
Qual è la differenza con il counseling? È un'esperienza salutare di rinnovamento personale.
Cambia l'oggetto, non il metodo: nella psicoterapia è la psicopatologia. Sono 2 metodi diversi, ma perché è l'oggetto che cambia.
Abilità di base comuni al counseling, psicoterapia e colloquio clinico: attending behaviour (comportamento di accoglienza, di attesa), le domande aperte/chiuse, abilità di osservazione del cliente, l'incoraggiamento, la parafrasi e il riassumere e la riflessione dei sentimenti.
Attending behaviour
È un incoraggiamento per la persona a continuare a parlare delle sue idee o sentimenti liberamente. Senza usare parole, si comunica che si sta ascoltando la persona. Dovremmo essere interessati autenticamente, sennò le persone se ne accorgono. Un conto è ciò che provo, un altro ciò che accade. Ogni giudizio dovrebbe essere sospeso, qualsiasi atteggiamento giudicante è un problema.
Devo stare molto attento a cosa sta accadendo in aula, ad esempio, non alle sensazioni che provo. Cado facilmente nel falso giudizio altrimenti: tutto ciò che mi dirà una persona per la quale provo una certa simpatia potrebbe deviare il mio giudizio su una realtà “mia” rispetto a un'altra, quella che vedo. L'autenticità è il saper mettere a proprio agio il cliente e farlo sentire accolto e ascoltato.
Riflettendo sulle proprie esperienze possiamo imparare.
Attending: funzioni principali
È un comportamento che incoraggia il cliente a parlare (e ridurre il tempo in cui parla lo psicologo). Al negativo (non attenzione) può aiutare le persone a parlare meno di argomenti distruttivi o non produttivi. Non dobbiamo essere accoglienti su tutto, solo sulla persona come valore, individuo. Imparare abilità di ascolto può essere utile per il cliente.
Una tecnica diversiva può essere chiedere: “dove abiti? Cosa c'è intorno a casa tua?” nel caso in cui ci venisse a dire che non starà bene e non passerà un bel week-end per esempio. Per quanto un'esperienza particolare possa colpire malamente una persona (perdita di un figlio), non potrà rimuginare in continuazione e piangere sempre, ci sono e ci saranno dei “barlumi” di serenità, sorrisi, noi dobbiamo guardare quelli.
Accadono molte cose, se riusciamo ad ascoltare in senso più ampio la persona, forse riusciamo a far sì che si ascolti anche lei. La persona ha bisogno di sentirsi accolta per potersi raccontare. E può quindi iniziare a raccontare le cose con un'altra visione.
La sostanza su cui si costruisce l'attenzione, partecipazione e relazione è il feedback ricevuto.
Attending: funzioni secondarie
Comunicare interesse verso il cliente è fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia e facilitare il processo di auto-esplorazione.
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Raccolta domande colloquio psicologico
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Tecniche del colloquio psicologico