Esperienza al CoGPSY lab
L'esperienza al laboratorio di Psicofisiologia Cognitiva presso il Dipartimento di Psicologia di San Salvi è stata interessante ed anche molto costruttiva: mi ha permesso di entrare fisicamente in contatto con l'ambiente di ricerca che opera in questo settore, di vedere quindi quanto effettivamente avviene in laboratorio, aggiungendo così alla mia conoscenza, derivante dallo studio e quindi esclusivamente teorica, un lato più pratico e concreto.
La ricerca
La ricerca portata avanti in questo laboratorio si basa su dati elettrofisiologici: viene registrata l'attività elettrica dell'encefalo tramite elettroencefalografia (EEG); dall'elettroencefalogramma vengono poi estratti gli Event-Related Potentials (ERPs), oggetto di studio. Questa tecnica, non invasiva, permette di registrare le risposte cerebrali agli eventi (gli ERPs sono utilizzati anche come misura dell'elaborazione implicita), ha un'alta risoluzione temporale (nell'ordine di un millisecondo), ma una bassa risoluzione spaziale (l'area che origina ogni specifica componente ERP può essere solo inferita).
Strumenti
Gli strumenti utilizzati nel laboratorio sono quindi una cuffia su cui sono applicati gli elettrodi, un elettroencefalografo e un programma installato su computer che permette di leggere in forma grafica e analizzare i dati registrati tramite EEG.
Cuffia
La distribuzione degli elettrodi nella cuffia segue lo standard denominato Sistema Internazionale 10/20; ogni elettrodo è definito da una lettera e un numero, corrispondenti al lobo cerebrale sottostante (F= Frontale, T= Temporale, P= Parietale, C= Centrale, O= Occipitale; A= elettrodi di riferimento) e alla posizione rispetto alla linea mediana (numeri pari per l'emisfero destro e dispari per il sinistro; "z" per gli elettrodi mediani). Sono inoltre applicati degli elettrodi esteriormente allo scalpo: uno su entrambi i mastoidi, che funzionano da references per il calcolo dei potenziali registrati, ed alcuni in prossimità degli occhi, che permettono la registrazione dell'attività elettrica legata allo sbattimento delle palpebre ed ai movimenti oculari.
Tutti gli elettrodi sono fatti aderire allo scalpo in modo da ridurre il più possibile l'impedenza dovuta a capelli, cellule epiteliali morte ecc. ed un gel conduttivo applicato in loro corrispondenza facilita la trasmissione del segnale.
Elettroencefalografo
Tutti gli elettrodi sono connessi all'elettroencefalografo, macchina che amplifica il voltaggio tra gli elettrodi attivi e le references. Questo è a sua volta collegato al computer che, grazie ad un programma mirato, permette allo sperimentatore di controllare
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