Stato di salute generale del paziente
Una volta stabilita la diagnosi presuntiva, e prima di procedere alla pianificazione dell’eventuale intervento, il paziente deve essere valutato dal punto di vista generale: egli deve essere interrogato in dettaglio per escludere patologie pregresse o in atto, che alcune volte non dichiara spontaneamente. Qualora l’anamnesi evidenzi patologie che possano interferire con l’esecuzione di un intervento chirurgico, può essere necessario consultare il medico curante e/o far eseguire esami strumentali (radiografici e/o ematochimici) specifici.
Situazioni cliniche da valutare con estrema attenzione
- Insufficienza cardiaca congestizia: Le problematiche connesse agli interventi chirurgici possono essere il verificarsi di uno scompenso cardiaco intraoperatorio, infarto miocardico, arresto cardiaco, incidenti cerebro-vascolari, emorragie importanti.
Le precauzioni odontoiatriche variano a seconda della condizione del paziente:
- Se il paziente è ben compensato, bisogna comunque programmare interventi poco invasivi e di breve durata.
- Se il paziente è in terapia con digitale (cardiotonico, ha un’azione inotropa positiva aumentando quindi la forza di contrazione delle cellule miocardiche, agendo tuttavia in modo negativo sull’eccitabilità cardiaca: i digitalici agiscono in maniera negativa sia a livello del nodo seno-atriale sia a livello dell’atrio-ventricolare, allungando la fase di ripolarizzazione e determinando così un ritardo nella successiva depolarizzazione, che consegue in un allungamento del tratto P-Q o P-R; intervengono inoltre anche sul fascio di His e dunque sulla conduzione dell’impulso, che viene rallentata pertanto, gli effetti dei digitalici saranno di tipo inotropo positivo, però intervengono anche sulla formazione dell’impulso (batmotropi negativi), sulla sua condizione (dromotropi negativi), e quindi anche sulla frequenza (cronotropi negativi); i principali effetti tossici possono consistere nell’insorgenza di una grave bradicardia che, se si associa ad una bradicardia preesistente per alterata funzione del nodo seno-atriale o di quello atrio-ventricolare, può condurre fino all’arresto cardiaco), bisogna evitare la prescrizione di macrolidi o tetracicline che ne aumenterebbero l’effetto tossico e, inoltre, bisogna evitare la somministrazione di adrenalina che potrebbe scatenare delle aritmie.
- Se in terapia con anticoagulanti (i dicumarolici, che sono anticoagulanti indiretti, antagonizzano a livello epatico la sintesi dei fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti, ovvero protrombina e fattori VII, IX e X, rendendo inefficace il loro legame con il calcio; gli effetti si manifestano dopo 8-12 ore e come antidoto si somministra vitamina K), va monitorato il tempo di protrombina (o tempo di Quick).
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