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sopra le palpebre): il paziente può reagire in modo "appropriato" cercando di allontanare lo stimolo o di ritrarsi, allora

significa che le vie motorie sono integre, oppure può reagire solo flettendo o estendendo gli arti.

_

La presenza di rapidi movimenti senza sosta degli arti da entrambi i lati indica che i fasci corticospinali sono integri.

Se vi sono movimenti coreici, atetosici o ballistici è indice di lesioni a carico dei gangli della base.

_ Rigidità Decorticata (arto/i superiore completamente flesso e abdotto, arti inferiori estesi):

indica lesione corticale o della capsula interna o del talamo:

sostanzialmente è una paralisi spastica mono- o bilaterale.

La ragione per cui nell'uomo la postura decorticata consista in estensione degli arti inferiori e flessione di quelli superiori non è

chiara; da un punto di vista finalistico bisogna osservare che, essendo un animale bipede, i muscoli flessori degli arti superiori sono

per noi antigravitari.

E' stato suggerito che la flessione degli arti superiori sia dovuta al nucleo rosso che, in seguito ad una lesione corticale o

sottocorticale, si trova "liberato" dal controllo centrale e può esercitare il suo effetto facilitatorio sui muscoli flessori degli arti

superiori. Invece l'estensione degli arti inferiori si spiega con la "liberazione" della formazione reticolare pontina, che è alla base

anche della postura decerebrata:

_ Postura diagonale (= flessione di un arto superiore ed estensione dell'arto inferiore dal lato opposto):

indicano lesione sopratentoriale.

_ Rigidità Decerebrata (arti completamente estesi, con piede in flessione plantare):

indice di lesione omolaterale a livello mesencefalico (di conseguenza questa postura NON è dovuta all'interessamento

del fascio corticospinale).

Esperimenti di Sherrington sul gatto: si otteneva una postura decerebrata in seguito ad un taglio nella regione intercollicolare (quindi

a livello del tetto del mesencefalo, fra i tubercoli quadrigemini superiori e inferiori).

Un taglio di questo tipo elimina il controllo effettuato dalla corteccia sulla formazione reticolare, che è la struttura che regola i

muscoli estensori:

la formazione reticolare pontina ha un effetto eccitatorio sui motoneuroni che innervano i muscoli estensori, quella bulbare invece

ha un effetto inibitorio;

la corteccia in condizioni normali esercita una maggior facilitazione a livello della formazione reticolare bulbare, perciò quando i

collegamenti con la corteccia vengono meno è la formazione reticolare pontina che prende il sopravvento e che quindi produce

l'estensione dei quattro arti.

Contemporaneamente l'estensione è favorita anche dai nuclei vestibolari laterali;

un altro fattore che forse è importante è che un taglio a livello intercollicolare interrompe (oltre al fascio piramidale) anche la via

rubro-spinale, che almeno negli animali è importante per l'attivazione dei muscoli flessori, che quindi viene meno.

_ Arti superiori rigidamente estesi, arti inferiori che rispondono in flessione:

indicano lesione a livello dei nuclei vestibolari, associata alla perdita del riflesso oculo-vestibolare.

_ Flaccidità e totale assenza di qualsiasi postura e movimento:

lesioni troncoencefaliche al di sotto del piano dei nuclei vestibolari.

Se il "taglio" non è a livello mesencefalico ma più sotto, non ottengo una postura decerebrata in estensione ma ottengo invece la

perdita di qualsiasi postura: la flaccidità totale.

La tosse, la deglutizione, il singhiozzo e il respiro spontaneo in genere sono conservati, a parte le forme più profonde di intossicazione e di coma

metabolico.

I riflessi tendinei e plantari forniscono scarse indicazioni.

Respiro:

_

respiro di Cheyne-Stokes (alternanza regolare di periodi di iperpnea crescente e decrescente con più brevi periodi di

apnea): da lesioni sopratentoriali estese, lesioni cerebrali bilaterali profonde o alterazioni metaboliche.

Questo fenomeno è attribuito all'isolamento dei centri respiratori del tronco encefalico dal resto del cervello, il che li

rende più sensibili all'anidride carbonica --> stimolo all'iperventilazione.

Un coma con respiro di Cheyne-Stokes è di solito dovuto a intossicazione, a grave alterazione metabolica oppure

comunque a lesioni corticali bilaterali (esempio ematomi subdurali estesi a entrambi gli emisferi);

il pericolo è imminente solo se questo tipo di respiro lascia il posto ad altri tipi patologici.

_

iperventilazione neurogena centrale (aumento persistente di frequenza e profondità del respiro --> alcalosi):

da lesioni del mesencefalo o del tegmento pontino, oppure da linfoma del diencefalo.

Si pensa sia dovuta a a liberazione dei meccanismi riflessi preposti al controllo respiratorio nella parte inferiore del

mesencefalo.

_

respiro apneustico (inspirazione piena e poi pausa di 2-3 s prima di espirare):

lesioni della parte inferiore del ponte, in genere da occlusione della basilare.


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DETTAGLI
Esame: Neurologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - durata 6 anni)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Sorbi Sandro.

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