Fauna Omeoterma Alessia Diana
Classificazione di Uccelli e Corso di Scienze Faunistiche presso la Scuola
Mammiferi di Agraria di Firenze
Anno 2019/2020 1 Indice
Classificazione degli uccelli
Struzioniformi……………………. 4
Tinamiformi…………………………4
Sfenisciformi…………………………5
Gaviformi…………………………… ... 5
Podicipediformi………………………… 6
Procellariformi………………………… … 7
Pelecaniformi………………………………7
Ciconiformi……………………………………8
Fenicotteriformi…………………………………13
Anseriformi……………………………………………14
Galliformi………………………………………………27
Caradriformi………………………………………………40
Gruiformi ………………………………………………… 44
Falconiformi…………………………………………. … 48 63
Strigiformi…………………………………………………….
Colombiformi ……………………………………………. …69
Passeriformi…………………………………………………71
Piciformi…………………………………………………………82 Classificazione dei Mammiferi
Mustelidi………… 84
Canidi…………………89
Felidi……………………92
Ursidi……………………94
…………………. 96
Lagomorfi
Roditori……………………… 101
Bovidi…………………………103
Cervidi…………………………108
Suida…………………………… 110 2
Classificazione degli Uccelli
Le due sottoclassi principali sono gli Archeorniti, estinti, ed i Neorniti, a sua volta si dividono in Odontognati
(+), Paleognati e Neognati.
1. Archeorniti (+): parliamo di specie presenti nel Giurassico
e caratterizzati da:
I. Mascella e mandibola, provviste di denti;
II. Capo e collo nudi, senza piume ma con squame, per
il resto il corpo era coperto da penne;
III. Animali non capaci di volare;
IV. Dita con unghie;
V. Assenza del pigostilo.
L’esemplare più noto è l’Archaeopteryx Lithographica, che
aveva molte di queste caratteristiche ed è rappresentato qui
accanto.
2. Neorniti: presenti già dal Cretaceo, sono caratterizzati dai
metacarpali fusi, coda con pigostilo terminale, sterno piatto
(carenato). Si dividono in:
2.1. Odontognati (+): uccelli acquatici sprovvisti di denti.
Avevano dimensioni notevoli.
2.2. Paleognati: uccelli senza denti, ma con palato simile ai
rettili antichi.
Comprendono i seguenti ordini: Dinornitiformi (+), Ratiti (Struzioniformi, Casuariformi, uccelli detti inetti al
volo), Tinamiformi (uccelli con sterno carenato).
2.3. Neorniti: comprendono Paleognati e Neognati.
In totale comprendono 26 ordini, che tratteremo di seguito a partire dai Paleognati.
Classificazione dei Neorniti
1. Ordine degli Struzioniformi: il più
significativo è lo Struzzo (Struthio
Camelus), unico rappresentante del
sottordine degli Struzionidi.
Ha le seguenti caratteristiche:
I. Due dita per piede, e non ci sono
aree apterili;
Concentra l’urina in una vescica e
II. la elimina separatamente dalle feci;
III. Provvisto di sinfisi pubica;
IV. Il maschio presenta un organo
sessuale ben definito, un pene.
È presente spontaneamente in Africa ed in
Medio Oriente, e rappresenta il più grande
uccello vivente.
Altri sottordini sono i Reidi, con il Nandù, o il sottordine dei Casuari, tra cui ricordiamo il Casuario e l’Emù,
degli Apterigi, con il Kiwi.
2. Ordine dei Tinamiformi: uccelli primitivi, capaci nel volo ed abili corridori.
Sono caratterizzati da: 3
I. Sterno carenato, ali corte ed arrotondate;
II. Uccelli stanziali;
III. Dieta di semi, insetti, e frutti;
IV. Nido a livello del terreno.
Si tratta di un ordine che include una sola
famiglia, tra cui Tinamidi e Martinette, che
vivono in un areale molto ampio. I
Tinamiformi e gli Struzioformi sono
sottoclassi che appartengono ai Paleognati,
quindi gli uccelli più primitivi.
A seguito trattiamo dei Neognati,
caratterizzati da uno sterno carenato e muscoli
pettorali per il volo. Vi troviamo la maggior
parte delle specie attuali.
3. Ordine degli Sfenisciformi: tra cui troviamo i
Pinguini.
Le caratteristiche principali sono le seguenti:
I. Quattro dita munite di unghie;
II. Ali a pala;
III. Penne piccole squamiformi;
IV. Eccellenti nuotatori, ma incapaci di volare.
Si trovano per lo più dell’emisfero meridionale e
sono una ventina di specie.
4. Ordine dei Gaviformi: ordine rappresentato tuttora solo da una famiglia, i Gavidae, che include 4 specie
dette Strolaghe, sono distribuite in tutte le regioni fredde dell’emisfero artico. In Italia sono presenti 3 specie.
Le strolaghe appaiono molto smile agli Svassi.
Hanno tutti queste caratteristiche:
I. Corpo snello, con collo lungo e
robusto, forma idrodinamica;
II. Becco appuntito e dritto;
III. Coda corda e poco evidente;
IV. Ali strette e zampe con muscolatura
possente;
V. Le zampe sono raccolte dietro la
coda, poiché aiuta il nuoto;
VI. Grande capacità del sangue di
trattenere riserve di ossigeno, utile in
quanto si tuffano a profondità
notevoli;
VII. Ossa compatte e pesanti, prive di
cavità pneumatiche.
Riproduzione: Nei periodi di riproduzione è
molto comune sentirli, di notte, in quanto emettono un verso molto forte. Depongono circa due uova e
l’accrescimento è rapido, con presa di autonomia veloce. I sessi sono molto simili, in quanto di inverno hanno
entrambi piumaggi grigi. 4
Habitat: Sono uccelli migratori, in primavera migrano verso sud per far ritorno a laghi artici dove nidificano.
L’alimentazione è ittica, per questo è a rischio a causa dell’inquinamento dei mari.
In Italia è frequente la Strolaga minore, la Strolaga mezzana, mentre sono più rare le Strolaghe maggiori, più
grandi dei precedenti.
La Strolaga minore è un visitatore regolare ed un migratore invernale in Italia, soprattutto verso settembre. Il
periodo di maggior presenza è novembre e gennaio. Agli ambienti marini, è legata comunemente la Strolaga
mezzana.
5. Ordine dei Podicipediformi: detti anche Svassi. Si parla di una sola famiglia di migratori parziali, acquatici
e mediocri volatori. Altre caratteristiche:
I. Becco appuntito e coda molto corda, come le Strolaghe;
II. Arti posteriori inseriti dietro al corpo, le dita lobate e sessi simili.
III. Piumaggio estivo vistoso;
IV. Dieta di pesci ed invertebrati acquatici.
V.
Habitat: acque calme, su cui costruiscono nidi galleggianti.
In Italia i più comuni sono:
< Lo Svasso piccolo, caratterizzato da un collo nero
ed un ciuffo di penne dorate a forma di ventaglio
nell’Europa centro-
dietro ciascun occhio. Diffuso
orientale.
Lo Svasso collorosso, più scuro, ed in primavera il
collo diventa castano acceso, d’inverno è più scuro.
Può avere una piccola cresta nera. Inoltre, è l’unico
svasso che presenta un becco giallastro, con punta e
dorso nerastra.
Nidifica in zone umide interne. < Lo Svasso maggiore è simile al precedente, ma più
grande. Ha un piumaggio estivo molto variopinto.
È caratterizzato da un collo lungo, bianco
anteriormente come la faccia, testa nera ed un ciuffo
rosso mattone e nero, che estende in caso di
pericolo.
Fa lunghe immersioni.
Il Tuffetto invece, è la specie più piccola tra tutti. È
caratterizzata da un becco corto, corpo arrotondato,
con piumaggio variopinto estivo e meno colorato ed
uniforme in inverno.
Il dimorfismo sessuale è molto limitato, i sessi
infatti sono molto simili. 5
< Si tratta di specie ma sedentarie che migratrice,
frequentano vari continenti, Eurasia, Africa ed
Oceania. In Europa centrale e meridionale viene a
svernare, in particolare in Italia ci sono molte coppie
nidificanti, tale nidificazione avviene in zone umide.
6. Ordine dei Procellariformi: si tratta di albatros e berte. Si tratta di uccelli perlopiù marini, grandi volatori e
volteggiatori, con ali molto lunghe e strette. Altre caratteristiche particolari sono:
I. Narici tubulari e ghiandole del sale ben sviluppate, con lo scopo di eliminare il sale.
II. Dita degli arti posteriori ben sviluppate;
III. Nidificano sulle isole.
Comprende 4 famiglie, le Diomeideidole, Procellaridae, Pelaconoidae, Hydrobatidae.
Le Fumari e le Berte nidificano
sulle parete rocciose o cavità e
rimangano sempre sul mare.
<La Berta maggiore ha spiccate
capacità di volo controvento ed è
molto veloce. Ha un piumaggio
nero sul dorso e biancastro sul
ventre, con becco scuro. Comune
nel mediterraneo.
La Berta minore invece ha il dorso scuro,
mentre la parte inferiore è chiara. Nidifica su
scogli ed isolotti e si nutrie di pesci e
crostacei. Ha un modo caratteristico di
volare, infatti sfrutta le correnti che si
formano sulle onde del mare. >
7. Ordine dei Pelecaniformi: un complesso ordine che si divide in 9 famiglie, le più importanti per noi sono:
Phalacroracidae, Pelacanidae. 6
I pellicani sono rappresentati da un solo genere, che comprende 8
specie.
Il pellicano comune ha una colorazione esclusivamente bianca,
adattato alla vita acquatica. Sono forti volatori e nidificano in colonie
numerosi, sull’erba e per terra o su un albero. I piccoli sono allevati
da entrambi i genitori. Altre caratteristiche:
I. Grandi dimensioni, con apertura alare fino a 3 metri;
II. Vivono nei laghi interni e paludi di Europa sudorientale, Asia ed
Africa;
III. Frequente in Italia;
IV. Alimentazione ittica; ha inoltre un becco a sacco con pareti
contrattili. Praticano pesca di gruppo, disponendosi a ferro di cavallo.
Invece, i Falacrocoracidi comprendono 40 specie di Cormorani, che
hanno le seguenti caratteristiche:
I. Grandi dimensioni, corpo nero o grigio;
II. Dimensioni variabili, apertura alare di 120-160 cm;
III. Bocca ad uncini;
IV. Lungo collo ad S elastico e dilatabile;
V. Piume permeabili, zampe con grandi membrane, che servono per spingersi fino a 6 m.
VI. Ottimi volatori grazie alle grandi ali, difficile decollo dalle acqua a causa delle zampe.
Il Cormorano in particolare è presente in tutti i continenti, in Italia ne esistono nidificazioni sparse, sia interne
che sulle coste. La maggior parte emigra per riprodursi nell’ Emisfero Sud, per la riproduzione, che avviene
nelle zone costiere, mentre il nido spesso è costruito con alghe o ramoscelli, su rocce o alberi.
Fanno 3-4 uova.
Tutte le specie sono carnivore, si nutrono infatti di
pesce di ogni tipo, spesso prediligendo prede in
basse profondità.
In Europa ci sono 450.000 Cormorani nidificanti,
in Oriente sono molto più numerosi. Quelli della
specie Guanay sono fonte di guano.
8. Ordine dei Ciconiformi: si suddivide in 4-7 famiglie, a seconda delle classificazioni. Tradizionalmente erano
compresi anche altri ordini, ora assegnati ai Pelecaniformi. Attualmente si considerano queste 4 famiglie:
Ardeidi, Catartidi, Ciconidi e Coclearidi.
Le Ardeidi comprendono 15 generi, tra cui troviamo gli aironi e tarabusi. Sono uccelli adattati in prevalenza
alla vita acquatica. Hanno collo, becco e gambe lunghe, con la parte inferiore della tibia libera da penne.
Si trovano in tutto il mondo, tranne qualche eccezione.
Gli aironi hanno un becco diritto ed appuntito, con zampe a quattro dita. L’unghia del dito mediano presenta,
di lato, un margine seghettato. In genere alcune aree dei fianchi, del petto e parti posteriori sono ricoperte da
un particolare piumino che non va incontro a mute, ma che si accresce durante tutta la vita, polverizzandosi
di questo “talco”.
così facendo si comparge
Si accoppiano e nidificano in gruppi numerosi, spesso comprendenti più specie congeneri, formando delle
garzaie. In Italia troviamo varie specie: Airone Bianco, Airone Cinerino, Airone Rosso, Garzetta, Nitticora,
Sgarza Ciuffetto, Airone guardabuoi. 7 L’Airone bianco maggiore è diffuso
nella maggior parte delle zone
temperature e tropicali del mondo.
Può essere confuso con la Garzetta, che
però ha dimensioni maggiori e non ha
penne lunghe sul capo e collo.
Ha un abito nuziale nella stagione
riproduttiva, in cui le zampe diventano
rossastre ed il becco nerastro, mentre il
piumaggio è più brillante.
In Italia è presente perlopiù come
specie migratrice, ma esistono anche
popolazioni svernanti e nidificanti nel
Nord Italia. Nidifica in colonie, anche
con altri Ardeidi.
Frequenta ambienti umidi, specialmente i canneti, praterie umide eccetera ma volendo si può trovare anche
nelle zone marine e d agricole. Tra tutti gli Ardeidi è quello più grande per dimensioni.
maniera solitaria o in piccoli gruppi, usando di solito la tecnica del “walking slowly”, camminata
Si nutre in
lenta, così a non prendere di sorpresa la preda. Ha un areale ampio e si tratta di una specie protetta.
L’airone cinerino invece è stanziale in Italia, ma vi sono alcune specie migratrici, solitamente giungono
dall’Africa.
Aspetto: Ha piume grigie sul dorso e biancastre sul ventre, becco giallo, collo lungo con piumaggio più chiaro
ed una fila di piume nere
che vanno fino al dietro
del collo. Anch’essa
specie protetta.
In Italia si trova soprattutto
nella Pianura Padana,
soprattutto lungo i fiumi e
nelle risaie. Ma è presente
anche in Toscana.
Nidifica come tutti gli
aironi nelle garzaie.
Si alimenta di pesci, rane,
invertebrati, eccetera. Per
la caccia, solitamente sta
immobile sulla riva e
cammina lentamente. Come tutti gli uccelli, ha bisogno di molto cibo, ed inoltre catturano pesci in superficie,
solitamente quelli più vecchi. 8 L’airone rosso chiamato così per la
colorazione ruggine, tranne che sul
dorso, coda, ha le stesse caratteristiche
di questi ardeidi, ma solo una
sottospecie arriva in Europa, essendo
specie migratrici.
Ha dimensioni leggermente minori di
quello cinerino, ed ha la sommità del
capo nera con un paio di penne dette
egrette. In Italia è comune nella
Pianura Padana, Sardegna, Toscana e
Puglia.
Frequenta ampi specchi di acqua dolce.
La sua dieta è composta perlopiù da
pesci, rane ed insetti, che si catturano nelle acque basse. La Garzetta invece è un piccolo airone
bianco col becco nero e zampe nere con
dita gialle. Agisce come gli aironi
suddetti, a livello di nidi, alimentazione,
ambienti.
Le popolazioni italiane sono in parte
migratrici ed in parte sedentarie,
solitamente quelle migratrici nidificano
nella pianura padana.
Come abbiamo detto, ha dimensioni
ridotte, e non presenta dimorfismo
sessuale.
< Le Nitticore invece sono ardeidi notturni con aspetto tozzo,
abbastanza frequente in Italia ma è migratrice e gregaria. Ha un
piumaggio bianco inferiormente, nero sul dorso e grigio sulle ali. Ha
delle penne sul capo bianche e lunghe che lo rendono inconfondibile.
Ha un areale molto vasto, e volando, ritira il capo sulle spalle quindi la
sua silhouette appare poco slanciata.
9
La Sgarza ciuffetto invece, ha un aspetto piuttosto
tozzo, piumaggio di colore marrone, bianco,
arancione. Le zampe ed il becco nel periodo
riproduttive diventano azzurre.
L’adulto ha un ciuffo nucale molto evidente, ma in
gioventù prevale il colore marrone.
Vive e nidifica come la Garzetta, ma è più
crepuscolare e diffidente, quindi nidifica spesso
isolata, in Spagna. In Italia infatti è molto poco
diffusa, si possono trovare nella Pianura Padana
lungo i fiumi.
Si nutre di pesci, rane, girini, invertebrati, ed è
migratrice. Un’ altra specie è l’Airone
Guardabuoi, che viene però
assegnato ad un altro genere rispetto
alla Sgarza Ciuffetto. Chiamato così
perché vive insieme a grossi
ruminanti, ed è di dimensioni
piuttosto piccole, ma è meno legato
all’ambiente acquatico.
È originario dell’Africa del Nord,
ma nel tempo ha iniziato a
diffondersi su un areale più vasto. In<
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