Roma
Nel 300 circa quando Costantino conquista la città:
- Le mura aureliane (ben conservate fino ai giorni nostri) per dodici miglia cingono la
massima parte della città antica, dove stavano i simboli della potenza di Roma (campidoglio,
foro romano, colosseo, i fori imperiali, il campo marzio e più verso nord il mausoleo di augusto, il
.
circo massimo e il pantheon, il teatro di pompeo e lo stadio di Diocleziano)
- Coloro che detenevano il potere vivevano discosti, sui i colli dove l’aria era più salubre,
sia all’interno che all’esterno delle mura aureliane, in ville confinanti dominate dal verde dei
giardini tutt’intorno (Area, questa, che dal trecento ospitò anche le terme di Caracalla e
.
Diocleziano)
- Il resto della popolazione viveva compressa tra la striscia di verde dei potenti e il centro di
rappresentanza affollato di monumenti, in abitazioni delle più diversificati: dai palazzi a più
piani fino alle piccole case costruite in materiale scadente.
- San Giovanni in Laterano: Costantino regalò subitoalla comunità cristiana di Roma una
cattedrale. E’ a partire dal 313 che cominciarono i lavori di costruzione della San Giovanni
in Laterano che sorse per
(dotata anche di una residenza per il vescovo e la sua corte)
l’appunto laddove sorsero una volta le proprietà dei laterani (proprio entro la cintura verde
delle ville dei potenti che col tempo erano divenute proprietà imperiali). Oggi san Giovanni
in Laterano esiste ancora, ma in un aspetto tutto nuovo (anche se antiche parti della
.
costruzione e loro ornamenti sono ancora presenti sotto l’attuale livello del pavimento)
Questa basilica spezzava la tradizione edilizia sacra, quella delle domus ecclesiae, piccole
residenze adattate alle esigenze religiose e amministrative di una piccola congregazione
(stanze per riunioni, stanze per l’istruzione, sgabuzzini, alloggi per il clero, solo col tempo si
dotarono di stante appositamente usate per le funzioni religiose), quindi di carattere privato
di dimensioni modeste e di funzione utilitaria.
La nuova basilica invece era unicamente concepita per il culto ed era di dimensioni
grandiose e la sua maestosità anche ornamentale le donava una
(tremila o più fedeli)
vestizione pubblica: Per l’appunto una basilica (antica sala pubblica romana per le riunioni o
cristiana, ovviamente rimaneggiata: con altare e navate laterali addotte per
altre funzioni)
contenere più fedeli.
Questi nuovi edifici:
- Servivano anche come cimiteri coperti per i santi
- Come luoghi in cui consumare banchetti funebri
- Talvolta si collegavano al mausoleo centra
- Edifici pubblici rappresentativi: prima che imperatore cristiano, Costantino era
imperatore dell’impero romano e in quanto tale era suo dovere dimostrare le propria
grandiosità e il proprio potere
o del 315 è una costruzione termale sul Quirinale, che anch’essa andava a sommergere tutta
una serie di proprietà private assimilati dalle proprietà imperiali;
o sul foro romano dominò una statua equestre di Costantino;
o l’arco trionfale a lui dedicato dal senato nel 315 per la vittoria ai Saxa Rubra posto presso il
colosseo; il giano quadrifronte nel foro boario).
- Le costruzioni cristiane di Costantino: non sorsero in vicinanza del centro urbano,
laddove potevano rivaleggiare con gli altri edifici pubblici (si pensi alle chiese dei martiri sparse
. Perché?:
fuori dalle mura, o alla Santa croce in Gerusalemme)
o Le chiese dei martiri sorsero laddove sepolcri e cimiteri ospitavano i resti dei martiri ed era
legge il divieto di seppellire i morti all’interno delle mura.
o Per rispetto dei sentimenti pagani della maggioranza della città, Politicamente e
religiosamente il centro di Roma era delicatissimo: Nel campo marzio nei fori, sorgevano
monumenti dedicati agli Dei che per un millennio avevano protetto i romani, il senato e gli
imperatori stessi: quale affronto sarebbe stato nei loro confronti erigere monumenti cristiani?
(solo la cattedrale sul laterano sorgeva vicino al centro, ma comunque fuori dal limite
religioso rappresentato dalle mura repubblicane, quelle severiane).
o Tutte le prime costruzioni cristiane risultavano finanziate privatamente dall’imperatore e
sorsero su sue proprietà, ecco da dove venne il diritto di costruirle (solo successivamente,
quando l’integrazione del cristianesimo fu “completa”, diciamo dopo gli anni venti del IV
secolo, vennero usati fondi statali).
UNA POLITICA CRISTIANA CARATTERIZZATA DALL’AMBIGUITÀ
- La devozione al cristianesimo fu per Costantino il mantenimento di una promessa: In
sogno, prima della battaglia di Ponte Milvio, egli vide il Chi-Rho (il monogramma di Cristo, segno
della salvezza), ritenendolo il segnale della presenza di Cristo al suo fianco che gli permise di
vincere poi la battaglia: così egli si pose sotto la protezione di cristo.
- La sua non fu affatto una conversione immediata: certamente a partire del secondo
decennio del 300 egli appoggiò sempre più la nuova fede, senza però apparire cosi antipagano
come l’encomio d’Eusebio vorrebbe farci credere (l’apice del suo rapporto con la religione si
potrebbe al massimo definire come una sprezzante tolleranza verso il paganesimo).
- simboli pagani e cristiani convivono nella città come nella sua persona: lasciatasi
adulare liberamente come un dio dal suo popolo (come per gli imperatori del passato).
- Evitare l’urto frontale con le potenze conservatrici: rimase sempre parte integrante della
politica costantiniana. E Costantino non amò mai Roma forse per questo (vi soggiorno solo tre volte
per poco tempo).
- La città era prima di tutto la città di Costantino (si certo, che ovviamente dedicò a cristo):
anche nelle strade di Costantinopoli erano erette statue pagane (Ma dopotutto quello era l’arredo si
qualsiasi città tardo antica). E la nuova capitale, in effetti, non è proprio la grande città cristiana che
Eusebio vorrebbe farci credere (Alla morte di Costantino l’unica chiesa era quella degli apostoli, e
:
per di più ospitava il mausoleo di Costantino)
ES. ogni gara dell’ippodromo era aperta da un carro che trasportava una statua d’orata raffigurante
costantino e alla quale gli imperatori si inchinava dal kathisma.
ES. i cittadini presso la colonna del foro offrivano preghiere e suppliche a costantino, divinizzandolo
(come può non considerare oltraggioso un gesto del genere un patriarca della chiesa ortodossa come
Fozio nel IX secolo? Costantino non aveva scrupolo di manifestarsi come il nuovo helios, anche se a
partire dal terzo secolo è proprio con helios che si fuse la figura di cristo. Non è un caso se Eusebio
scrive malvolentieri e in modo vago queste situazioni).
- Costantino, non si dubiti, nel 330 era fermo cristiano: Solo che in quanto primo imperatore
cristiano ricopre un ruolo particolare. Divinizzarsi per lui non era assolutamente fuori dal comune
come lo sarebbe stato per un cristiano successivo, egli era cresciuto in una cultura in cui
l’imperatore era per definizione un dio: fu in questa ottica che la sua politica teologica (ben descritta
dalla nostra fonte Eusebio) formulò l’idea del Dio, unico e solo, che prende dimora nel corpo
dell’imperatore.
Cosi l’impero cristiano non è che una mimesi, un’anticipazione del regno dei cieli… e costatino ne è
l’imperator: azzarderei, la realtà figurale della divina commedia.
Costantinopoli
- La vittoria a Crisopoli di Costantino su Licinio nel 324 lo fa divenire unico imperatore.
(Egli ormai era cristiano, seppur a suo modo: in un certo senso si può considerare la battaglia con
.
licinio come una “guerra santa”)
Diviene pressante la presenza di una stabile città cristiana da cui governare l’impero, e
questa non poteva di certo essere la Roma tradizionalista (la rottura definitiva avvenne nel 326
.
quando costantino si rifiutò di comparire sul campidoglio per la celebrazione della vittoria)
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