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governi stranieri e la formazione di un mercato internazionale dei titoli statali. La rivoluzione dell'assetto

“specializzazione”

bancario si configura come processo di del settore bancario.

Nel sistema bancario londinese, oltre alle già citate merchant bank, si istituiscono le banche di deposito, le

banche di investimento, le overseas bank, ossia quegli istituti con sede sociale a Londra che svolgevano la

loro attività nell’ambito dell’impero britannico e all’estero. Agli inizi del xxsec Londra può essere

considerata a tutti gli effetti capitale finanziaria del mondo.

I FATTORI DEL PREDOMINIO DI LONDRA AGLI INIZI DEL XX SECOLO

Il suo predominio è riferibile a:

-aumento del volume di affari

-incremento degli addetti al settore finanziario

-espansione delle attività e dei servizi finanziari

-diffusione della lingua inglese

MA SOPRATTUTTO ALLE

prodotte nell’organizzazione delle attività e nell’erogazione di servizi altamente qualificati,

innovazioni

difficilmente reperibili altrove.

La città ha conservato la sua posizione, nonostante alcune fasi di forte recessione, a suo tempo dovute alla

dissoluzione dell'impero coloniale, e più tardi negli anni sessanta del ventesimo secolo alla perdita di potere

della sterlina come valuta internazionale.Con la creazione del mercato dell’eurodollaro Londra ha assunto,

sempre più visibilmente, il carattere di un centro finanziario diversificato:

Una city a valenza nazionale (che continuava a svolgere la sua tradizionale attività di trasferimento di

risparmio interno e di liquidità al sistema produttivo e al commercio nazionali, attraverso le attività bancarie

vigilate dalla Bank of England.

Una city internazionale (attiva sul fronte dei circuiti finanziari internazionali non soggetti alla

regolamentazione del paese).

Negli ultimi decenni del ventesimo secolo l'economia del Regno Unito versava in gravi difficoltà, in

particolare nel suo comparto manifatturiero

Al contrario la city londinese rappresentava un segno del successo internazionale della politica conservatrice

del governo Thacher. Il Regno Unito occupava una posizione di primo piano nella divisione internazionale

del lavoro “postindustriale”, in forza appunto della capacità espansiva dell’industria dei servizi finanziari

sovranazionali, sostenuta notevolmente dalla politica di liberalizzazione degli scambi Il Big Bang del 1986

identità e nuove strumentazioni operative all’International

ha assegnato una nuova Stock Exchange Alla

svolta del ventunesimo secolo, Londra si trova a fronteggiare la competizione di New York sempre più

intensa, registrando segni di mutamento dei rapporti di forza che, secondo molti osservatori, tendono a

favorire il gigantesco apparato finanziario del centro americano. Londra detiene ancora il primato mondiale

per la specializzazione negli affari internazionali e per il numero di banche straniere e uffici di

rappresentanza di imprese finanziarie. Inoltre, la capitale britannica svolge un ruolo di città centro

finanziario globale per molti settori cruciali del settore finanziario.

Il primato di Londra su New York si basa sulla favorevole regolamentazione.

NEW YORK CITTÀ CENTRO FINANZIARIO GLOBALE

Ad analogia di Londra, anche l’origine di New York si ricollega alla formazione, nel diciassettesimo secolo,

di un primo insediamento commerciale sulla costa

atlantica del continente americano. Grazie alla favorevole posizione geografica rispetto alle rotte del Nord

Atlantico e rispetto a una ampia area interna del continente, il nucleo originario si è espanso come fulcro dei

commerci delle colonie inglesi con la madrepatria. In seguito la costruzione e sviluppo del porto

e realizzazione della rete ferroviaria hanno decretato il successo di New York.

All' espansione degli scambi commerciali è conseguita una prima organizzazione del sistema finanziario,

servizi di credito e varie forme di assicurazione, tuttavia ben lontano da quello già evoluto di Londra.

Dopo la proclamazione dell’indipendenza, il costante sviluppo del commercio, l'avvio dell’

industrializzazione e la costruzione di infrastrutture di comunicazione hanno generato un aumento forte

domanda di capitali.

Il finanziamento all’industria è fornito dalle istituzioni finanziarie di Manhattan che mobilitano i depositi di

lavoratori e imprenditori, mentre le imprese di costruzioni, con la creazione del mercato dei titoli, attirano

e privati dall’estero.

capitali pubblici

In modo particolare i titoli emessi dallo Stato Federale per il potenziamento dei canali navigabili, non solo

costituiscono una forte attrazione per i capitali esteri ma anche per quelli già investiti a Philadelphia che

nella fase storica indicata rappresentava il principale competitore finanziario di New York.

New York prima di affermarsi come centro finanziario internazionale (a differenza di Londra) ha dovuto

contendere il primato nazionale a Philadelphia (sede della Bank of United States, di un mercato di borsa

e di grandi compagnie assicurative)

Le attività finanziarie di New York sono state all’origine prevalentemente di carattere nazionale (a

differenza di Londra)

La vera supremazia di New York nel sistema finanziario mondiale prende avvio dopo la seconda guerra

mondiale. Ciò è riferibile agli accordi di Bretton Woods

Accordi per il funzionamento e la stabilità del sistema finanziario, e da questo momento l'egemonia di New

York nel mondo si basa sulla potenza economica e politica degli USA e sul ruolo del dollaro come valuta di

riferimento per il cambio.

La formazione della città finanziaria è connessa all'aggregazione nel suo contesto urbano di un’industria dei

“ polarizzante “

servizi finanziari necessaria per svolgere una funzione sia per le banche nazionali con

proiezioni operative verso l'esterno, sia per le banche straniere alla ricerca di una via di accesso ai mercati

finanziari nord americani. Presenza di un mercato mobiliare molto sviluppato.

LONDRA E NEW YORK TRA COMPETIZIONE E COOPERAZIONE “catena

Saskia Sassen rappresenta le relazioni tra le funzioni delle città globali come l'immagine di una

della produzione della finanza”. di “centro di

Verso la metà degli anni 80 Tokio esportava moneta verso New York, che svolgeva la funzione

lavorazione” elaborando e utilizzando strumenti finanziari in grado di massimizzare i rendimenti di capitali.

Londra, invece, dotata di un' effciente organizzazione, capace di accentrare flussi monetari provenienti da

operava come “centro di raccolta”.

mercati di tutto il mondo,

Le interazioni tra le città globali centri finanziari, mostrano chiaramente che l'economia finanziaria si basa

non solo sulla competizione, quanto sulla diversificazione e sulla specializzazione, determinando in tal

modo forme di cooperazione globale.

Citta' rete di nodi: la città espansa si assimila ad un insieme di nodi costituiti da funzioni urbane, imprese,

istituzioni, interconnessi da relazioni orizzontali di varia natura che configurano appunto la rete. Le relazioni

verticali sono quel complesso di rapporti che ogni nodo della città rete intrattiene con nodi di altre reti, con

la conseguente formazione di reti sovralocali. In questo senso le città assumono il ruolo di nodi di una rete

globale. Si indebolisce l'importanza dei fattori localizzativi, mentre assume valenza di primario rilievo la

connettività.

Le due città vengono da alcuni viste come un enorme megalopoli con oltre venti milioni di abitanti estesa

sulle due sponde dell'atlantico. Questo è comprovato dal pendolarismo di professionisti, e la loro

configurazione di città integrate in altri settori dell'economia tanto che il successo di una è strettamente

correlata a quello dell'altra.

CAP.4 LE CITTA' CENTRI FINANZIARI DEI PAESI EMERGENTI DELL'ASIA

“paesi emergenti”: quelle regioni del mondo che hanno avviato un percorso di apertura del sistema

economico ai mercati internazionali. Prevalenza del controllo statale sul sistema economico, progressivo

aumento degli investimenti privati, degli investimenti di portafoglio e di investimenti diretti esteri.

BRIC: Brasile, Russia, India, Cina in questi paesi vive la metà della popolazione mondiale e negli ultimi

dieci anni hanno contribuito per oltre un terzo alla crescita economica globale, con un tasso di sviluppo

attorno al 10%.

alcuni studiosi sostengono che entro il 2020 si collocheranno nelle prime dieci potenze mondiali. In modo

particolare la Cina è destinata ad occupare il primo posto nella graduatoria delle economie più forti e come

il più importante paese creditore, relegando al quinto posto gli USA entro il 2050.

oltre agli aspetti positivi però vi sono anche dei fattori negativi, quale un debole aumento del pil/pro capite e

una forte ineguaglianza nell'allocazione delle risorse.

La recente crisi finanziaria non ha colpito, come nei paesi sviluppati, la stabilità economica dei BRIC, anche

se sono rallentate le esportazioni di beni cinesi e servizi indiani.

I BRIC hanno in comune il tasso di crescita economica ma si contraddistinguono per le forti differenziazioni

sociali, storiche e culturali. E non hanno un progetto economico e politico condiviso, anche se la divisione

del lavoro prefigura un ruolo di primaria importanza per la Cina nella produzione e nell'esportazione di beni

finiti, mentre l'India assumerà una funzione leader nel comparto dei servizi. Al Brasile e alla Russia invece,

ricche di risorse naturali, viene attribuita per il futuro una posizione predominante nel mercato delle

materie prime e dell'energia. In particolare dal punto di vista politico, nonostante il primo summit formale

dei ministri economici dei BRIC nel 2008, sia stato considerato come un segnale di indipendenza di un

gruppo di paesi in forte avanzamento economico, è ancora ben lontano da rappresentare una potenziale

assunzione di ruolo politico comune nello scenario globale.

IL SISTEMA FINANZIARIO CINESE. UN SOCIALISMO DI LIBERO MERCATO

la fase di sviluppo del sistema economico cinese prende avvio alla fine degli anni settanta del ventesimo

secolo, riducendo gradualmente il divario che la separa dall'economia statunitense. La Cina non soltanto si

pone come la nazione guida all'interno dell'area asiatica, bensì come uno degli interlocutori più influenti

nella scena economica e nella strategia dei rapporti di potere politico del mondo.

All' espansione dell'economia cinese hanno contribuito una serie di riforme politiche ed economiche di

decentramento di attività produttive e di nuova organizzazione del settore agricolo nelle province e di

crescente apertura agli investimenti stranieri.

A riguardo dell' economia finanziaria, la Cina è diventata paese importatore di capitali stranieri sottoforma di

investimenti diretti e di investimenti in portafoglio, sostenuta dall'economia reale e dalla rigidità dei cambi

che favorisce l'aflusso di valuta estera (di carattere speculativo) determinando un eccesso di liquidità

incanalata al finanziamento del debito pubblico statunitense(primo finanziatore mondiale).

L'avvio del moderno sistema finanziario cinese prende avvio dopo la guerra dell'oppio nel 1840 tra Cina e

Gran Bretagna che si è conclusa con l'affermazione del dominio britannico sulle aree costiera strategiche

del paese, introducendo l'apparato finanziario e legale occidentale, rimasto poi in vigore fino alla fine del

1940. dopo la rivoluzione, infatti il governo socialista ha istituito congegni finanziari esclusivamente

finalizzati al sostegno dell'economia pianificata, evidente tutt'oggi nella forte centralizzazione del sistema,

determinata dalla banca centrale direttamente controllata dal Ministero delle finanze.

A partire dagli anni 70, l'orientamento della Cina ai mercati mondiali ha imposto un radicale cambiamento al

sistema finanziario e la prima iniziativa è la graduale eliminazione del monopolio bancario, con la creazione

Four”, le “state owned banks”.

di quattro banche statali”Big

La svolta degli anni novanta, a seguito del Southern Tour del leader cinese Xiaoping, segna l'avvio di una

nuova espansione economica del paese, con l'aumento di investimenti diretti, deregolamentazione del

settore bancario, istituzioni di banche commerciali controllate da governi locali e dalla rinascita di

Shanghai.

Nel 2001 entra a far parte del WTO, inaugurando per il sistema finanziario una nuova epoca, perchè entrare

vuol dire adattarsi alle norme internazionali (apertura del tasso di cambio).

Oggi le principali connotazioni del sistema finanziario cinese si possono indicare nel ruolo di primaria

importanza del sistema bancario, controllato ancora dal governo attraverso le Big Four per l'80%. Di

conseguenza il sistema bancario rappresenta il principale canale di finanziamento dell'economia cinese,

“liberismo

comprovando che l'obiettivo princiale rimane il sostegno pianificato dello Stato in una sorta di

controllato” CHE GUIDA LA PROGRESSIVA PRIVATIZZAZIONE DELLE STRUTTURE

PRODUTTIVE E FINANZIARIE E L'APERTURA ALL'ESTERNO DELL'ECONOMIA.

Il punto critico è rappresentato dalle relazioni tra banche e imprese, le banche sostengono non le imprese

più produttive e innovative ma quelle legate al potere politico, rallentando l'ammodernamento del sistema.

HONG KONG CENTRO FINANZIARIO CINESE

I principali centri finanziari della CINA sono Hong Kong, Shanghai, e Beijing, ai quali recentemente è

stato affiancato il mercato azionario di Shenzhen.

Le tradizioni finanziarie di Shanghai e Hong Kong risalgono alla seconda metà del diciannovesimo secolo,

ad opera della Gran Bretagna che possedeva in queste aree i suoi fulcri commerciali. Anche in Cina come

Londra e NY i fattori geografici legati alla posizione e accessibilità hanno rappresentato la creazione prima

di un centro commerciale seguito poi da uno finanziario. Da allora Hong Kong ha svolto il ruolo di leader

nell'area asiatica, sino al secondo dopoguerra quando l'ingresso di Tokio lo supera.Un punto di svolta nel

potenziamento del centro finanziario cinese avviene con la creazione del mercato degli eurodollari in Asia

con sede Singapore. Le eurodivise infatti vengono immediatamente trasferite all'estero per finanziare

imprese e governi delle principali economie della regione asiatica. Hong Kong diventa centro di raccolta e

di trasferimento delle eurodivise provenienti da Singapore per sostenere l'economia cinese.

A partire dagli anni 90 il suo successo internazionale è riferibile all'insediamento di molte multinazionali

alla ricerca di risorse finanziarie e di favorevoli regimi fiscali. A differenza di NY, Hong Kong si trova al

momento ad affrontare (oltre alla tradizionale concorrenza di Singapore) quella più recente di Beijing,

capitale politica e sede delle maggiori istituzioni finanziarie della Cina, e di Shanghai.

SHANGHAI, BEIJING, E L'EMERGENTE SHENZHEN

SHANGHAI: Anche a Shanghai il moderno sistema finanziario occidentale è stato introdotto dopo la

guerra dell'oppio, allorché con il trattato di Nanjing 1842 è stato dichiarato un porto ad usi commerciali

britannici per tutto il periodo previsto dall'accordo. Da allora, grazie ai diritti di extraterritorialità di cui

godevano i non residenti, le banche inglesi hanno cominciato a localizzarsi a Shanghai. Nel 1902 sorge il

mercato azionario.

Shanghai ha svolto una funzione in primo piano fino alla guerra sino-giapponese combattuta prima e

durante il secondo conflitto mondiale. Solo nel 1949 con la costituzione della Repubblica Popolare Cinese si

verifica la ripresa del centro finanziario che però non riacquista la posizione svolta in precedenza. Cio è

riferibile anche alle ostilità delle ideologie del governo socialista cinese che adotta il sistema sovietico con

“repressione

l'emarginazione dei servizi. Infatti dal 1949 al 1979 il governo ha effettuato politiche di

finanziaria” con il conseguente allontanamento delle banche e istituzioni straniere, e sono stati chiusi i

mercati di borsa.

Nel 1979 nascono segnali di rinascita in seguito alle riforme e alla formazione di zone economiche speciali,

Shanghai dapprima esclusa, e dalla riapertura dei mercati azionari e l'istituzione delle borse merci. Il

governo cinese vuole attribuire un ruolo di primario rilievo alla città entro il 2010.

BEIJING: Capitale politica di uno Stato ancora di stampo socialista, ha assunto un ruolo di primo piano,

comprovato dalla presenza delle principali istituzioni finanziarie che gestiscono, controllano e orientano il

sistema economico della Cina. Le funzioni di gestione e controllo sono qui localizzate nel quartiere

finanziario della financial street.

E' sede dei più importanti mezzi di comunicazione, delle maggiori imprese di servizi alla produzione, di

imprese e uffici regionali delle corporate straniere accogliendo circa il 55% del totale nazionale. Anche le

decisioni di emissione di moneta, tasso di interesse e di cambio vengono prese qui.

Il guanxi network, ossia la ricerca di qualche influente funzionario statale facente parte del consiglio di

amministrazione di una compagnia sul quale investire, fa agglomerare ancor più le multinazionali straniere a

Beijing, nelle vicinanze degli uffici governativi che costituiscono la fonte dell'informazione non

standardizzata, fattore cruciale del successo delle imprese.

In questo senso Beijing potrebbe diventare il più importante centro finanziario cinese in un futuro non molto

lontano, il che comporterebbe notevoli difficoltà per gli altri centri finanziari cinesi, non superabili neppure

dalle misure di policy adottate dal governo per lo sviluppo di Shanghai, perchè Baijing rimarrà la fonte di

informazione fino a quando il potere politico sarà diviso da quello economico, e le varie istituzioni di

controllo e banca centrale non opereranno in autonomia e in conformità con le regole del mercato mondiale.

SHENZHEN: Negli anni novanta, si inaugura il mercato di borsa nella zona economica speciale di

Shenzhen, antico villaggio di pescatori, grazie alla sua strategica posizione geografica è stata la prima zona

economica speciale istituita dal governo nel 1978, e in un ventennio è diventato un moderno central

business district. Al giorno d'oggi i centri finanziari cinesi sembrano avviati a costituire un network con

funzioni differenziate e solo uno di essi è destinato ad assumere un ruolo di comando e controllo in grado di

affiancarsi ai centri finanziari globali del mondo occidentale.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto dei capitoli 3, 4, 5 e 6 del libro di Saskia Sassen "Le città nell'economia globale" per il corso di Geografia Economica. Al suo interno si affrontano i seguenti argomenti: la città globale come centro finanziario e il concetto di area di influenza; analisi dei casi di Londra, New York e Tokio; i centri finanziari urbani dei paesi asiatici emergenti; i centri finanziari Offshore; il concetto di esclusione finanziaria.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher irejuventina89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Ugolini Gian Marco.

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