CIRCUITI RLC
Quando il circuito è forzato ad oscillare dall'esterno partendo dalla condizione di equilibrio, la corrente giunge con frequenza f; l'energia ha durata variabile, appunto secondo la frequenza. Il sistema reagisce nel tempo immagazzinando l'energia in base alla sua frequenza naturale f0. Il trasferimento di energia dal generatore al circuito è tanto più efficace quanto la frequenza del generatore è vicina a quella dell'oscillatore (in questo modo generatore e circuito non si ostacolano a vicenda).
Se f=f0, generatore e oscillatore sono in risonanza. In questa situazione ottimale, il circuito riceve energia dal generatore ad ogni oscillazione. In un caso ideale senza resistenze, l'ampiezza delle oscillazioni diventerebbe infinita; nella realtà le oscillazioni raggiungono un valore massimo finito; molta energia serve ad alimentare le oscillazioni, ma una parte viene dissipata. In questo modo si ottengono oscillazioni di valore massimo finito; la resistenza, quindi, ha un ruolo importante per rendere meno restrittiva la condizione di risonanza.
Se f-f0≠0 e il sistema dissipa energia, onde di frequenze molto simili a f0, ma non perfettamente identiche, possono entrare in risonanza con l'oscillatore. Se la frequenza del generatore non è nemmeno simile a f0, l'energia viene prevalentemente dissipata.
Circuiti RLC
Quando il circuito è forzato ad oscillare dall’esterno partendo dalla condizione di equilibrio, la comunità giunge con frequenza f. L’energia ha durata variabile, appunto secondo la fr frequenza. Il sistema reagisce nel tempo immagazzinando l’energia in base alla sua frequenza naturale f0.
Il trasferimento di energia dal generatore al circuito è tanto più efficace quanto le frequenze del generatore è vicina a quella dell’oscillatore (in questo modo generatore e circuito non si ostacolano a vicenda).
Se f ≠ f0, generatore e oscillatore sono in risonanza. In questa situazione ottimale, il circuito riceve energia dal generatore ad ogni oscillazione. In un caso ideale, senza resistenze, l’ampiezza delle oscillazioni diventerebbe infinita; nella realtà le oscillazioni raggiungono un valore massimo finito; molta energia serve ad alimentare le oscillazioni ma una parte viene dissipata. In questo modo si ottengono oscillazioni di valore massimo finito; da resistenze, quindi, ha un ruolo importante per rendere meno restrittiva la condizione di risonanza (f ≠ f0) e il sistema dissipa energia anche a frequenze molto simili a f0, ma non per forza identiche, fornisce energie in risonanza con l’oscillatore.
Se la frequenza del generatore non è nemmeno simile a f0, l’energia viene prevalentemente dissipata.
Considerazioni
Il resistore da lieve da oa in poi considerato, non contribuisce all'oscillazione. È incluso negli schemi per pura completezza e coerenza con la realtà.
Applico la legge delle maglie:
f - Ri + find - Q/C = 0
f = Ri + L dI/dt + Q/C
dQ = dq = I dt => I = dQ/dt
f = R dQ/dt + L d2Q/dt2 + 1/c ∫ dq
L d2Q/dt2 + R dQ/dt + 1/c ∫ dq = f
L d2Q/dt2 + R/L dQ/dt + Q/Lc = f/L
Ponendo:
w2 = 1 / LC
R / L = 2γ
d2Q / dt2 + 2γ dQ / dt + w2Q = ƒ / L
dato w2Qp = ƒ / L => Qp = ƒ / w2L = ƒc
allora: QGEN(t) = Qom(t) + ƒc
α2 + 2γα + w2 = 0
Q = ęαt
α = -γ ± √γ2 - w2
Le oscillazioni dipenderanno dal Δ:
Δ < 0
Δ = 0
Δ > 0
Se t → ∞
dI / dt = 0 → perché Q diviene cost, ossia Q = ƒc
Esempio - Circuito RLC con Deviatore
Ubs + Um → 0 dissipate in R
1/2 Q2/2L=0
Generatore con F.E.M. Variabile
f(t) = RI(t) + L dI/dt + Q(t)/C
I(t) = I0sin(ωt)f(t) = f0sin(ωt)
VR(t) = RI(t) = RI0sin(ωt)
VL(t) = LdI/dt = LI0ωcos(ωt)
VC(t) = Q(t)/C = ∫tt I(t) dt = -I0cos(ωt) /Lω
Quindi:
VR(t) = RI0sin(ωt)VL(t) = ωLI0sin(ωt+π/2)VC(t) = -I0 / ωC sin(ωt - π/2)Vettori Rotanti
Θ = ωt-
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