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donne. Il suo personaggio si incarna come giustiziere difensore dei più deboli soprattutto negli

episodi de I topi grigi (1918). L'intrigo poliziesco è solo un pretesto, Ghione tenta di elaborare uno

stile visivo in sintonia con il genere poliziesco emergente ma se ne distacca dal punto di vista

tematico.

Altre tendenze

Vi sono dei tentativi accanto ai principali filoni produttivi, che testimoniano la già gamma

espressiva del cinema muto italiano:

- Commedia borghese: molto importanti sono i film di Lucio d'Ambra e l'esordio nella

commedia di Augusto Camerini. Tentativi più maturi compaiono verso la fine del decennio,

ma perché la commedia si trasformi nel pilastro centrale della produzione italiana bisognerà

attendere gli anni ‘30 con i telefoni bianchi.

- Cinema del fantastico: c'è la presenza del fantastico che si dispiega attraverso i

principali filoni produttivi: dal film storico o al comico, al divistico o anche alla commedia.

Senza configurarsi come un genere, il fantastico rappresenta un elemento importante

nell'immaginario del cinema di questo periodo, che anche in Italia è all'origine di una serie

di film insoliti e intriganti.

I temi nazionali e la costruzione dell'identità italiana

Un'identità processuale e plurale

Il cinema asseconda il progetto strategico di una costituzione dell'identità italiana a partire

dall'élites politiche amministrative ed economiche, lavorando sul territorio e sulla genealogia del

nostro paese.

Identità e spazio: il paesaggio nazionale tra documentario e finzione

Il cinema dal vero italiano eredita la funzione educativa e spettacolare del libro Il bel paese,

pubblicato nel 1876 da Stoppani (testo di fondazione della nuova geografia turistica dell'Italia

unita). Le potenzialità commerciali del paesaggio italiano sono comprese subito dai fratelli Lumière

che distribuiscono su scala internazionale numerose vedute del nostro paese. Nell'Italia stessa tra

il 1896 e 1914 vengono realizzate centinaia di vedute che alimentano il mercato interno ed

internazionale.

In queste vedute ci sono tre temi principali:

- Scenari storico-artistici e naturali: viene descritta un'Italia arcaica, selvaggia, quasi che

ancestrale, vengono ripresi i paesi e i posti più sperduti dell'Italia e allo stesso tempo le

catastrofi naturali che sconvolgono il paese.

- Scenari di modernizzazione e di crescita economica: numerose riprese di eventi

sportivi, di corse automobilistiche gare aeronautiche, esposizioni nazionali e internazionali,

documentari sulle grandi opere pubbliche, e soprattutto i sempre più numerosi film

industriali interessati a documentare le fasi di un particolare processo produttivo.

- Immagine di Stato-nazione: si celebrano i personaggi gloriosi, le date fondo attive, gli

eventi pubblici, le memorie collettive, la monarchia le forze armate. Riprese di cerimonie

ufficiali, commemorazione dei padri della patria, elaborazioni...

Spesso i film dal vero si mescolano con i film a soggetto, che sanno sfruttare gli stessi luoghi

originali che offre il nostro paese. C'è quindi la spettacolare opportunità di ricorrere a location

storico-artistiche autentiche che favoriscono i film storici ma anche drammi moderni.

Il paesaggio più usato è quello del mezzogiorno d'Italia.

Identità e tempo: genealogia di una nazione

Il mito di Roma

L'importanza del film storico romano non è dal punto di vista quantitativo ma risiede in due

aspetti qualitativi:

- Capacità di diffusione e influenza sui mercati internazionali: le immagini dei film storico-

romani sono efficaci sul mercato internazionale non solo per celebrare le radici della

giovane identità italiana ma per incarnare il destino glorioso di una grande e moderna

nazione imperiale.

- Importanza del progetto culturale, spettacolare e ideologico che lo alimenta: questi film

richiamano in causa il mito originario della nazione, pilastro della problematica identità

italiana. L'invenzione di una genealogia nazionale che vede le proprie radici nella

grandezza di Roma possiede una forte capacità di penetrazione sociale: Roma antica

diventa un tema nazionale. Questi film non promuovono il progetto e ideologico

dell'identità italiana dal punto di vista dei personaggi, temi e i luoghi, ma bensì dalla

capacità del peplum di diffusione e di influenza sui mercati internazionali.

Stereotipi delle età di mezzo: Medioevo e Rinascimento

La reinvenzione della Storia non colpisce solo l'età romana ma anche il Rinascimento e il

Medioevo.

Molto forte in questo periodo è la tesi affermata la durante l'800 che raccorda l'Italia medievale e

rinascimentale con il processo di unificazione nazionale, tesi che ha alle spalle una forte

tradizione letteraria (stagione del romanzo storico ottocentesco).

Le vicende della storia medievale e rinascimentale quindi si prestavano a evocare le radici

dell'identità italiana, a celebrare i primi tentativi di dar vita a una coscienza unitaria (es. I

Borgia).

Il Risorgimento e l’Unità nazionale

Il Risorgimento è molto importante per la creazione dell'identità nazionale, viene ripreso molto

del cinema italiano. Tuttavia la filmografia risorgimentale del primo cinema italiano non è così fitta

come ci si aspetterebbe (60 titoli dal 1905 e il 1927).

Con questi film si vuole fondare una vera e propria religione laica della patria, in grado di

competere con la Chiesa (La presa di Roma).

L'adeguamento delle case italiane alla vocazione pedagogica delle classi dirigenti degli intellettuali,

è più per motivi commerciali legate le ricorrenze della recente storia della patria.

Molto importante è la figura di Garibaldi che svolge un ruolo decisivo: è l'eroe dei due mondi, è

rappresentato come leader di una rivoluzione di popolo, un uomo energico e votato all'azione

ancora capace di trasmettere forza e vecchi reduci ma anche di contagiare le giovani generazioni

vogliose di un radicale rinnovamento. La figura di Garibaldi viene usata soprattutto nella

propaganda fascista.

Tuttavia queste ricostruzioni del Rinascimento non aspirano a interpretare gli eventi ma

semplicemente vengono riportati, dandoli spesso per scontati, oppure viene usato il contesto

risorgimentale come uno sfondo solo accennato davanti al quale riproporre i consueti schemi del

melodramma.

I protagonisti di questa storia sono il più delle volte borghesi aristocratici, ma c'è anche una

grande presenza di patrioti bambini.

Colonialismo e il nazionalismo: da Tripoli al Piave

Negli anni ‘10 l'Italia impegnata in due conflitti:

- La guerra italo-turca (1911): è una delle prime guerre con un impiego massiccio dei

media, e il cinema in questo scenario svolge un ruolo fondamentale. Il cinema viene usato

per documentare le azioni militari italiane, a realizzare film di finzione sui temi bellici, e

soprattutto è utilizzato come mezzo di comunicazione capace di mettere in relazione i

soldati e i loro familiari, aspirando a integrare la lenta posta cartacea. Dal 1911 infatti la

Cines organizza le riprese cinematografiche delle famiglie dei combattenti da proiettare

a questi ultimi. Il cinema si pone come luogo capace di saldare il corpo affettivo della

nazione da una sponda all'altra del Mediterraneo, individuando nella dimensione del

riconoscimento l'idea che fonda l'appartenenza dei singoli all’ identità unitaria ma

collettiva della nazione. Si crea anche un filone di film a sfondo libico di finzione, che parte

dal 1911 e continua negli anni successivi. In questi film c'è il confronto/scontro tra

l'identità italiana e l'impero Ottomano, e la coscienza italiana risunta sicuramente

rafforzata sia in termini politici che in termini ento-culturali. La rappresentazione

cinematografica del diverso è funzionale a consolidare il profilo di un'identità nazionale

che era ancora instabile.

- La prima guerra mondiale: anche qui i film giocano sulla identità nazionale contro quella

del resto d'Europa. La finzione consente di dare al nemico una consistenza materiale ed

emotiva, ricca di implicazioni ideologiche. Inoltre dopo l'entrata in guerra dell'Italia non

circolano più in Italia film anti-tedeschi. Al patriottismo concorrono anche le dive

(soprattutto la Bertini), e anche i divi vengono investiti di compiti militari (in senso lato).

Il cinema di finzione tuttavia fallisce il suo tentativo di edificare un immaginario bellico

nazionale di forte e durevole presa sul pubblico.

Identità nazionale e questione cattolica

Il desiderio di creare una identità nazionale laica si scontra con la Chiesa cattolica. Vi è una

vera è propria contrapposizione frontale tra la Chiesa e le istituzioni laiche.

Il primo cinema italiano intreccia le spinte anticlericali e anche i tentativi di riconciliazione con

la Chiesa (molti sono i film risorgimentali che ricordano il patriottismo dei sacerdoti).

Nel primo cinema italiano sembra mancare la capacità di rappresentare l'operatività della fede

e della morale cattolica nei comportamenti quotidiani, nella visione del mondo, né i valori morali

sia delle élites che delle masse.

I temi privilegiati sono il perdono nella redenzione, delle volte il motivo religioso è un pretesto per

infiammare una macchina melodrammatica collaudata.

C'è un mancato decollo di un cinema di autentica ispirazione cattolica, anche se la posizione

della Chiesa favorevole rispetto al cinematografo (promozione della produzione di film educativi e

conformi alla morale).

Molti di più sono i film che mostrano il problematico rapporto tra Chiesa e istituzioni, primo tra

tutti La presa di Roma.

Luoghi e modi di produzione

Per una storia economica del cinema

Importanza di una storia economica

Il film è un prodotto industrialeil cinema è un'arte industriale.

Per produrre un film ci vogliono dei finanziamenti normalmente molto alti, e nessuna ricerca di

mercato può garantire a priori il successo economico del film.

Uno privato non può sostenere i costi o adempiere alle operazioni necessarie per la creazione

di film, motivo per cui molto importanti sono le società di produzione: organismi in grado di

realizzare con continuità, di affrontare i livelli di rischio e di compensare le eventuali perdite di un

profitto-film sbagliato con il successo di altre pellicole.

La produzione cinematografica quindi dipende da condizioni economiche, politiche e sociali,

non solo da necessità artistiche.

Hardware: sono le pellicole e i macchinari per la ripresa della proiezione, per lo sviluppo e la

stampa; nel secolo scorso esso è stato sottoposto a un continuo processo di rinnovamento: il

successo di mercato ha stimolato la ricerca di miglioramento non solo del prodotto finale, ma

anche di tutto quanto riguarda le attrezzature.

Strutture societarie

Società: si intende un insieme di individui uniti da uno strumento organizzativo liberamente

accettato; dal punto di vista economico una società è un ente costituito da due o più persone che

impegnano beni comuni dell'esercizio di un'attività economica.

Ci sono diverse forme di organizzazione societarie, differiscono principalmente per la quantità di

capitale impiegato e danno luogo a modi di produzione diversi:

- Società in nome collettivo: sono adatte a un lavoro di tipo artigianale, dove uno o più

individui che hanno particolari abilità, impiegano i pochi mezzi finanziari di cui dispongono

per migliorare le proprie attrezzature e i luoghi di lavoro;

- Società in accomandita semplice: ha un raggio più ampio in caso di successo della

produzione, raggiungono un limite quando le capacità di lavoro dei soci iniziali non sono

più sufficienti a seguire il ritmo dell'espansione (il capitale iniziale non basta più e

servono nuove fonti di finanziamento).

- Società per azioni: il capitale iniziale permette un'impostazione diversa del lavoro sia nella

fase organizzativa amministrativa che in quella produttiva che in quella commerciale,

ovvero impone il modo di produzione industriale.

Per produrre film sono necessari:

- Analisi di mercato: l'imprenditore deve aver chiaro le caratteristiche di cosa intende

produrre e a chi lo vuole vendere considerandone le dimensioni le possibilità economiche,

sociali e culturali.

- Capitale iniziale: per avere un capitale buono la società deve riscuotere fiducia già all'atto

della fondazione. All'inizio in Italia i primi pionieri confidano nelle proprie capacità pensando

ad una produzione e diffusione locale, praticando un modo di lavoro artigianale.

- Chiarezza dei programmi: una società deve formulare lucidamente un programma di

attività da svolgere, tuttavia gli imprenditori cinematografici italiani non avevano chiaro

come si sarebbe sviluppato il settore non erano capaci di pianificare l'espansione della

propria azienda. Quasi nessuna impresa è riuscita ad ottenere l'interesse delle banche

o di possibili forti investitori.

- Rifornimenti di materie prime: l'Italia, povera di materie prime e con lo sviluppo

industriale in forte ritardo, ha una forte dipendenza dall'estero e questo porta in primo

piano il problema dei prezzi delle materie prime e delle forniture industriali indispensabili

alla cinematografia (pellicole, prodotti chimici, obiettivi, apparecchiature...). Le società sono

quindi dipendenti dall'oscillazione della moneta e da un costante ritardo tecnologico

rispetto ai concorrenti stranieri, inoltre può esserci un blocco dell'importazione.

- Disponibilità di manodopera qualificata: il livello culturale del paese basso,

l'analfabetismo è altissimo; quindi la prima soluzione tentata è stata quella

dell'importazione di tecnici specializzati da paesi più progrediti, questo portò a buoni

risultati e alla formazione interna alle aziende di numerosi specialisti qualificati.

- Capacità imprenditoriali, amministrative e gestionali: pochissime case di produzione

italiane hanno raggiunto un livello di eccellenza dei dirigenti.

Le fonti

Le fonti per conoscere la vita di un'azienda cinematografica si possono ritrovare in archivi di

tribunali, in camere di commercio e in archivi notarili. Inoltre ci sono due aiuti aggiuntivi che

sono: il Foglio degli annunzi legali (un periodico ufficiale pubblicato a cura della prefettura di ogni

provincia in cui sono riportati gli estremi degli atti pubblici per legge) è il Bollettino ufficiale delle

società per azioni (pubblicato mensilmente dal credito italiano).

Realtà e problemi della produzione cinematografica italiana

Caratteristiche della produzione industriale

Non esiste in Italia una analisi critica globale delle società esistenti e del valore economico delle

loro attività.

Grande numero di società comparse all'inizio degli anni ‘10, e scomparse nel giro di pochi anni

spesso senza produrre neanche un film. Non è possibile dare risposte quantitative su questi anni

della cinematografia italiana.

Sono poche le società che sono riuscite ad affermarsi nel periodo muto:

- Ambrosio: formata a Torino da Ambrosio e Alfredo Gandolfi, che mantengono la

direzione dell'azienda per 10 anni. Il successo di questa società è nato dal suo fondatore

che era un commerciante esperto nel settore della fotografia e si interessa al cinema con

una buona preparazione tecnica ed imprenditoriale. Con la crisi mondiale e cerca di

salvarsi unendosi all'azienda italiana La società anonima officine meccaniche Zanotta ma

inutilmente. La società viene liquidata nel 1924.

- Cines: Alberini e Santoni e si trasforma poi in Cines.

- Milano Films: fondata da Luca Comerio nel 1907 (Luca Comerio & C.), società che si

unisce alla Società Anonima Fabbricazione Films Italiane (Saffi)Saffi-Comerio. Comerio

dopo un insuccesso di pubblico nel 1909 lascia la società, e nuovi soci milanesi ne entrano

in possesso rinominandola Milano Films. Società posta in liquidazione nel 1932 dopo il

crollo della produzione italiana.

- Dora film: unica azienda impostata secondo un modo di produzione artigianale. Fondata

da Nicola Notari e sua moglie. Si specializza nel genere delle forme tradizionali dello

spettacolo napoletano, collegato alla canzone e alla sceneggiata. Non ambisce a circuiti

nazionali ma rimane radicata nella città di Napoli. Tramonta con l’introduzione del sonoro

che è difficile da gestire in una produzione artigianale e inoltre il dialettalismo va contro la

volontà unitaria del fascismo (circa 1922).

- Itala Film: nasce sulla Rossi & C., una impresa fondata a Torino da Carlo Rossi a cui si

unisce l’industriale Guglielmo Remmert. Per volontà di Remmert entrano nell’azienda

Carlo Sciamengo e Giovanni Pastrone. Itala film fondata nel 1908. Poca trasparenza sulle

azioni della società. 1917 viene sciolta e rifondata, i nuovi amministratori sono romani

(Mecheri e Fiori). La società si unisce poi all’Unione Cinematografica Italiana (Uci) nel

1919, che è posta in liquidazione nel 1926.

- Lombardo-Teatro Film/Lombardo Film; Titanus: fondate da Gustavo Lombardo che

hanno una produzione molto ridotta rispetto alle altre concorrenti (53 pellicole). Unica

società che ha saputo superare il passaggio dal muto al sonoro ma anche la Seconda

Guerra Mondiale, per imporsi negli anni 50 e 60. Società Lombardo-Teatro Film fondata nel

1916. Nel 1927 Lombardo si trasferisce da Napoli e va a Roma dove fonda la Titanus,

l’anno successivo.

- Società anonima Stefano Pittalunga (Sasp): fondata nel 1919 da Stefano Pittalunga

aTorino. Acquisice poi la Fert e la Rodolfi, e successivamente anche ciò che rimane

dell’Uci. Liquidazione nel 1935.

- Società italiana Pineschi: fondata nel 1907 da Lamberto e Azeglio Pineschi a Roma,

tuttavia l’approccio artigianale causa un bilancio negativo già nell’anno della fondazione.

Nel 1916 i fratelli fondano la Società Tecnoteatro italiano Brevetti Pineschi costruendovi

un particolare teatro di posa. Nel 1919 la società viene presa da Santoni fondandone una

nuova,e della vecchia non si hanno più tracce.

I percorsi della teoria

Nel periodo del muto sono veramente poche le personalità che dedicano un numero di articoli o i

saggi di rilievo, sulla teoria del cinema, gli unici sono Luciani, Giovannetti, D’Ambra, Bellonci,

Gerbi e Ponzo.

Il problema della cinematografia italiana nel 1896-1930 è quella della tendenza a non conservare

memoria delle teorie elaborate in precedenza: l'atelier del cinema nel periodo muto è stata

sempre un oggetto, non ha mai pensato a se stessa come un oggetto culturale autonomo non

acquisendo così né memoria né coscienza di sé; se essa è stata continua e coerente questo è

dovuto ad azioni inconsce (ad esempio riferirsi a modelli comuni, magari esteri).

Più che scrivere saggi all'epoca del muto gli scrittori preferivano narrare dei racconti sul

cinematografo e sulla paura dell'avvento della modernità (Pirandello Serafino Gubbio operatore).

Tra il 1907 e 1914 i suoi quotidiani ci sono molte discussioni teoriche sul cinema:

- La filosofia del cinematografo (1907) di Papini su "La Stampa"  il cinema è il luogo

perfetto nel quale l'uomo d'ingegno dove può sperimentare nuove conformazioni dell’Io

e del mondo. Il cinema per loro è destinato a presentarsi come macchina capace di

creare e/o far ricevere sensazioni, come uno spettacolo.

- Trionfo del cinematografo (1908) di Canudo su "Il nuovo giornale": il cinematografo

nuovo tipo di teatro, destinato a riportare in vita i rituali della drammaturgia greca.

Andare al cinema è un rito culturale che ha valore di estetici, politici e religiosi, proprio

come nel teatro classico greco era stato il rito fondativo all'interno della polis. Canudo pone

poi in relazione cinematografo con l'automobile: in entrambi i mezzi le immagini

passano rapide e veloci, si ottiene con entrambi i mezzi di uno stesso piano di realtà.

- Spettacoli estivi. Il cinematografo (1907) di Orvieto sul " Il Corriere della Sera": cerca

punti di incontro tra moderno e antico, e mette in luce l'emergere di un'estetica

popolare che appartiene tanto al cinema di finzione quanto a settori del teatro dal quale


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calime

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DETTAGLI
Esame: Filmologia
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher calime di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filmologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Canosa Michele.

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