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LABORATORIO DI COMUNICAZIONE E STUDI CULTURALI- MOD

1

PROF CALIANDRO

LEZIONE 2

Cultura-> cultura in senso antropologico (l’altra è una cultura umanistica in senso

sociologico, es quantitativo di libri che studio). È tutto quell’insieme di simboli, valori,

norme, punti di vista che un gruppo sociale condividi e che aiuta ad orientare a dare

senso al mondo.

Quale prospettiva di sociologia culturale? Tecno-determinismo, idea stereotipata per

cui le tecnologie funzionano in una determinata maniera (Karl Marx) costruzionismo

sociale: processo a fronte di una serie di negoziazioni, scontri, norme, valori, che

hanno converso sull’internet e quindi noi usiamo l’internet come lo conosciamo

Linguaggio-> due livelli dei media

-1° livello: un medium è la tecnologia che permette la comunicazione-> tecnologia

che trasporta la comunicazione da un emittente ad un ricevente (es lettera postale è

un medium)

-2° livello: un medium è un insieme di protocolli o di pratiche sociali e culturali che

sono cresciute attorno ad una tecnologia di comunicazione. i protocolli o di pratiche

sociali e culturali che sono cresciute attorno ad una tecnologia di comunicazione. i

protocolli esprimono una variante enorme di relazioni materiali, economiche e sociali

“NUOVI” MEDIA DIGITALI: sono un insieme di mezzi di comunicazione basati su

tecniche digitali e che hanno caratteristiche comuni che li hanno preceduti. Vengono

identificate le tecnologie di comunicazione basate sui computer e sulle reti che si sono

diffuse a partire dagli ultimi decenni del XX sec affiancando e poi integrandosi con i

mass media tradizionali.

L’aggettivo NUOVO è ambiguo-> non significa migliori di quelli vecchi, non li

soppiantano, ma li affiancano. Sono in realtà vecchi, sono ormai in giro da 40 anni

(vecchi pc)

WEB 1.0WEB 2.0: DIFFERENZA NELLA MODALITA’ DI FRUIZIONE

-web 1.0 fruizione passiva (come leggere un giornale) logica one-to-many

-Web2.0 permette agli utenti di modificare i contenuti in tempo reale, fruizione ad

interazione logica many-to-many, il pubblico non è più passivo. Non siamo più un

pubblico passivo, ma attivoPROSUMER: i PROSUMER siamo tutti noi, possiamo

pubblicare video, mettere like ecc. allo stesso tempo produttori e consumatori digitali

MEDIA DIGITALI:

-perché digitale? Perché tutta la comunicazione che passa da questi media sono tutti

convertiti in un codice di 0 e 1, non sono più analogici questi testi (testi, musica, video,

immagini, testi ecc).

-sono convergenti: significa che un medium digitale collassa tutti gli altri (es cellulare

in cui ha dentro sé tante cose, fotocamera, facebook, email ecc)

-sono ipertestuali: permette una modalità di lettura e di navigazione dei testi nuova

(es Wikipedia piena di link che permettere di leggere in modo non lineare)

-sono distribuiti: sfruttano le tecnologie internet, quindi i messaggi si muovono più

velocemente (0 e1), perché non seguono un percorso lineare-> si muove attraverso

delle reti connesse tra di loro

-sono interattivi:

-sono sociali: interagendo con i media sto interagendo con altre persone e quindi sto

creando delle comunità

-sono mobili: perché ce li portiamo con noi (es cellulare)

SOCIAL MEDIA: fa riferimento a quei mezzi online di comunicazione, collaborazione ed

incontro tra network interconnessi ed interdipendenti di persone, comunità e

organizzazioni, i quali sono potenziati dalle tecnologie digitali (tripadvaisor, blog ecc)

SOCIAL NETWORK (social networking sites): servizi web che permettono agli individui

di costruire un profilo pubblico all’interno di un sistema definito; permette di stilare

una lista di altri utenti con cui si condivide una qualche forma di connessione;

permette di visualizzare e navigare le proprie liste di utenti e permette di fare la stessa

cosa con le liste degli utenti con cui si è in connessione. (Instagram, facebook, twitter)

CULTURA DIGITALE CULTURA CONVERGENTE: la cultura che si crea sui media digitali

e soprattutto sui social media è una cultura convergente. Henry Jenkins parla di

cultura convergente tenendo conto dell’industria dell’entertainment, quindi

l’intrattenimento, i cartoni animati, i filmati, fumetti e ragiona su come questa venga

scompaginata con l’arrivo di internetla cultura digitale è una cultura

convergente.

Egli dice che la convergenza non è solo il fatto che un media collassa tutti gli altri, ma

la grande convergenza rivoluzione è che su questi media convergono delle persone,

delle comunità che interagiscono sugli stessi contenuti e creano nuovi modi di

produzione culturale, fare entertainment, che sono del tutto innovativi-> i contenuti

dell’entertainment non sono più delle cose passive, ma nascono da questo

intreccio do varie comunità, di varie persone che convergono sui contenuti

digitali e creano delle nuove forme di entertainment.

Per convergenza si intende il flusso dei contenuti su più piattaforme, la

cooperazione tra più settori dell’industria dei media e il migrare del pubblico

alla ricerca continua di nuove esperienze di intrattenimento.

Non sono più comunità passive CULTURA PARTECIPATIVA: l’espressione cultura

partecipativa contrasta con le vecchie nozioni di spettatore passivo. Anziché parlare di

produttori e consumatori come ruoli diversi, oggi potremmo considerarli come

interagenti.

Queste comunità sono efficaci perché singoli incalanano la loro competenza

individuale verso fini e obbiettivi condivisiINTELLIGENZA COLLIVA: è questa

capacità delle comunità virtuali di far leva sulla competenza combinata dei loro

membri, quel che non possiamo fare da soli, possiamo essere in grado di farlo

collettivamente.

ES fan di star wars hanno creato un sito e tutti insieme hanno ricreato uno dei film,

ognuno ha creato una scena.

AFFORDANCES: come a partire di un certo tipo di struttura dei media digitali che tipo

di interazioni sociali avvengono sui social media e che tipo di conseguenze sociali

avvengono?

Sono un intreccio di architetture tecniche sociali che stanno sui media

digitali e che plasmano la comunicazione e il comportamento delle persone e

indirizzarlo verso certi modi.

Altro aspetto che plasma i nostri comportamenti è un’architettura sociale, cioè un

insieme di norme sociali (es una norma sociale che molto influenza i nostri stili

comunicativi sono le notifiche, l’aspettativa di una risposta immediata alla notifica)

Le affordances è un tipo di dinamica comunicativa che emerge proprio perché c’è

questo intreccio.

NETWORKED PUBLICS (pubblici interconnessi). È uno spazio sociale digitale, che fa

si che succedano delle cose e che molto probabilmente non ne accadono altre->

nasce dall’incrocio dell’architettura tecnica dei media digitale,

dall’architettura sociale e anche dal modo in cui le comunità manipolano

queste tecniche e queste norme.

Un pubblico interconnesso nasce nel momento in cui noi immettiamo un contenuto

sulle reti digitali in cui lavorano i media-> scrivo una barzelletta su fb e questa

barzelletta mi connette immediatamente con un pubblico-> questo contenuto verrà pii

indicizzato da Google ed è quindi esposto ad un altro pubblico-> si può mandare su un

gruppo privato, ma niente mi assicura che da quel gruppo la mia foto non finisca su un

altro gruppo

COSA SUCCEDE ALLA COMUNICAZIONE QUANDO ENTRA IN QUESTO COMPLESSO

ECOSISTEMA? Dana Bovd le chiama affordances->questo intreccio tra tecnico e sociale

crea delle particolari dinamiche delle comunicazioni online QUALI SONO QUESTE

DINAMICHE?

-Persistenza: ogni manifestazione comunicativa online viene automaticamente

registrata ed archiviata (nel momento che si mette qualcosa online rimane li)

-Replicabilità: i contenuti fatti da bit possono essere facilmente duplicati (estrema

facilità con cui si possono copiare e replicare le cose, es share ig, fb ecc)

-Scalabilità: ogni contenuto ha una potenzialità di visibilità immensa all’interno dei

pubblici interconnessi (video molto divertente reso virale con i bottoni share, copia e

incolla)

-Ricercabilità: all’interno dei pubblici interconnessi i contenuti sono sempre accessibili

attraverso le funzioni di search (Una cosa virale diventa poi ricercabile e quindi il video

continua ad essere virale)

La comunicazione funziona così sui media digitali-> sui media digitali tendono a

nascere questi networked publibs, che funziona così e ovviamente questo tipo di

comunicazione non può non avere degli impatti concreti sulla socialità delle persone e

uno di questi impatti è:

-gli audience invisibili: è un pubblico invisibile, gente che io non so chi sia. (es metto

una cosa su fb ed io non sono sicuro di chi la guarda)

- collasso dei contesti: noi attraversiamo delle cerchie sociali (in famiglia, con gli

amici, con un partner, con la squadra), cerchie sociali separate l’una dall’altra e che a

volte si intrecciano, e quindi queste cerchie sociali sono spesso compromesse-> questi

contesti collassano, uno collassa sull’altro con delle conseguenze

-e quindi si ha un’erosione del confine pubblico/privato-> il concetto di privacy

viene molto ad erodersi, perché magari quello che noi consideriamo privato può

essere spesso esposto ad un invisibile publics (revenge porn)

LEZIONE 3

BIG DATA & SOCIAL MEDIA LOGIC

BIG DATA: oggi come oggi le comunicazioni digitali sono pervasive, cioè sono

ovunque nella nostra vita quotidiana e la prima cosa che fanno queste tecnologie è

creare dei dati, vengono generati una quantità enorme di dati ogni giorno (vedi foto

slide). Quando parliamo di big data non parliamo solo di internet e social media,

perché tutti una serie di oggetti che incontriamo nella vita quotidiana riproducono dati

(es smartphone crea dati sulla nostra posizione, anche i vestiti che indossiamo

producono dati, vestiti sportivi che producono dati sulle nostre performance sportive,

le catene di montaggio che producendo dati comunicano tra di loro, entrando nei

negozi siamo seguiti da delle telecamere che monitorano le nostre abitudini di

consumo).

Quando parliamo di Big Data non parliamo solo di una grande quantità di dati digitali,

ma parliamo anche del metodo, cioè i big data sono quelle grandi quantità di dati sui

quali però è possibile applicare in maniera molto semplice, perché sono più facili da

acquisire e quindi queste tecniche diventano molto utili per estrarre nuovi tipi di

informazioni che sono funzionare a creare delle nuove forme di valore per cittadino,

stato e impreseQuell’insieme di dati digitali a cui è possibile applicare dei

procedimenti statistico matematici i quali sono funzionali per estrarre nuovi

tipi di informazioni dal mondo della società questi tipi di informazioni in

quanto tali sono in grado di creare valore, cioè di dare nuovi tipi di benefici

alla società globalmente intesa, cioè come cittadini, istituzioni e aziende.

ES: istituto geologico degli USA utilizza i dati twitter per prevedere i terremoti, che li

combina con altri fonti di dati-> si sviluppano algoritmi per capire come prevedere i

terremoti

ES: I big data sono una grossa fonte di valore economico con cui si è riuscito a

prevedere il successo di un film, usando i big data prodotti da Wikipedia->algoritmo

che estrae dati da Wikipedia e fa attenzione se in un certo momento la voce di

Wikipedia comincia ad essere frequentata da vari editori e se in determinati lassi di

tempo comincia ad aumentare l’attività delle persone che modifica dei pezzi, li

corregge vuol dire che c’è interesse in generale per questo film e quindi sarà un

successo.

ES: Utilizzati anche per identificare le infezioni in bambini prematuri.

LE 3 V DEI BIG DATA: (Kitchin 2014)-> ciò che distingue i Big Data sono queste 3 V

-VOLUME: enormi quantità di dati

-VARIETA’: smartphone, gps, social media, shopping online

-VELOCITA’: creati in real-time

+ ESAUSTIVITA’: nel senso che non mi devo porre un problema di campionamento

Un questionario che diffondo online, che produce una quantità enorme di dati, non è

un big data perché non è in real-time, e quindi non sono veloci, ci vogliono dei tempi

molto lunghi e questo ha un impatto su come si producono i dati; devo pormi un

problema di campionamento, (è impossibile dare un questionario a tutta Italia) e

quindi questo aumenta i tempi e anche la fallacità del campione rappresentativo (non

è detto che siano veritieri).

BIG DATA E CONSUMI:

i big data fanno parte di ogni aspetto della vita quotidiana, e uno di questi aspetti è

quello dei consumi si lega a delle questioni di marketing che sono molto importanti.

Le aziende che riescono a mettere mano sui Big Data e ad usarli e gestirli

correttamente hanno un grande vantaggio competitivo sui competitor e ci

permettono di pianificare le nostre strategie di marketing e di business e

quindi ottenere del profittoesperimento di Alex Pentland durante il Black friday a

Macy, un supermercato USA: loro sono riusciti durante il black Friday, prima che il

negozio aprisse ai clienti a prevedere con un bassissimo margine di errore i guadagni

che avrebbe fatturato Macy. Sono riusciti a geolocalizzare i cellulari dei clienti nei

parcheggi e quindi hanno fatto una stima delle persone che stavano per entrare in

Macy e poi sono riusciti a fare una stima dei guadagni-> sono molte le aziende che

hanno incorporato i big data nel loro modello di business VEDERE VIDEO COME

WALMART SFRUTTA I BIG DATA.

COME WALMART SFRUTTA I BIG DATA:

1: gestire razionalmente i flussi alle casse-> cioè attraverso i big data che producono i

clienti nel negozio, cioè attraverso l’uso di telecamere, di tessere sconto per ricevere i

dati dei clienti, scaricando l’app del supermercato, o collegandosi al wifi tramite i

social e connettendosi così alle loro reti, loro ricevono moltissimi dati che utilizzano

per monitorare i flussi di clientela alle casse

2: riescono a prevedere i flussi alle casse e sanno quando implementare il personale

alle casse perché quello è l’orario di picco-> risparmio economico sul numero dei

dipendenti.

3: controllare con i big data la catena di distribuzione, perché è possibile tracciare la

merce, dal momento in cui scende dalla nave, arriva sul camioncino e arriva nei

negozi-> in questo modo si può controllare se qualcosa va storto (se la merce si è

bloccata in un particolare momento), calcolare giorno per giorno il tragitto più breve

per far arrivare la merce.

4: riorganizzazione continua degli scaffali del supermercato il perché un certo

prodotto è posizionato in un determinato punto dipendo dallo studio dei pattern di

consumo dei clienti-> es birra vicino alle patatine perché analizzando i big data si è

risalito al fatto che chi compra la birra, compra anche le patatine.

5: profilazione personale del singolo cliente-> chi scarica l’app, o si logga tramite la

rete wifi, il sistema capisce che tipo di cliente è, e quindi sul suo smartphone

cominceranno ad apparirgli offerte e annunci mirati e personalizzati.

Quando parliamo di vantaggio competitivo dei Big Data è bene tener conto questo

suggerimento dato da un esperto di marketing che diche che per avere un vantaggio

competitivo, per fare veramente profitto dai big data anzitutto devo pensare a come

posso usare i big data non solo per profilare la clientela, ma anche per offrire loro un

valore, in questo modo aumenterò la loro fedeltà, la loro disponibilità a farmi rilasciare

i loro dati e otterrò quindi quel vantaggio competitivo quando pensiamo a come

estrarre valore per il consumatore dobbiamo prima porci 3 domande:

1 quali tipi di informazioni possono aiutare i miei consumatori a ridurre i costi ed i

rischi dell’esperienza di consumo?

ES Tripadvirsor ha risolto questa cosa, mettendo a disposizione dei consumatori la

possibilità di trovare un buon ristorante che soddisfi i loro gusti e non andando

incontro al rischio di trovare ristoranti troppo costosi

2 quali tipi di informazioni, che ora si trovano disperse, o destruttura possono produrre

valore una volta aggregate?

ES Tala, una digital company spagnola che ha sviluppato un’applicazione che serve per

gestire l’accesso al credito-> il cliente della banca scarica questa app che genera dei

dati in cui si è scoperto che le persone che hanno tanti contatti e che sono molto

reattivi nel rispondere alle chiamate è buon indicatore e prevede con buon

approssimazione la capacità di trovare un buon cliente a cui poter concedere un

mutuo

3 che vantaggi il consumatore può ottenere da altri consumatori come lui?

ES Opower una digital Company che fornisce dei servizi per la gestione dell’energia in

casa, molto utile perché poi tenere sotto controllo quanto consumi e quindi puoi

facilmente ridurre i consumi elettrici, ma la cosa importante è che puoi avere un

profilo per vedere i dati di andamento di tutto il quartiere a livello aggregato e questo

aiutava a capire se si poteva fare meglio in termini di risparmi energetici.

McDonald’s ultimamente sta investendo molto sui Big Data, in procedure di

acquisizioni di big data e anche proprio in acquisizioni di compagnie che si occupano

dell’analisi dei big data. Utilizza sistemi di prediction, cioè quando ti stai avvicinando al

ristorante, il suo sistema ti localizza e ti consiglia quello che tu potresti mangiare in

base ai tuoi pattern di consumo precedente.

Le aziende stanno investendo moltissimo sull’acquisizione di big data, però in realtà

sono poche le aziende che sono riuscite a derivare un gr

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiarobino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di comunicazione e studi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Caliandro Alessandro.
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