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Manuale di psicologia dell'adolescenza: compiti e conflitti

A cura di A. Maggiolini e P. Charmet

Parte prima

Capitolo 1: L'adolescenza nella storia della psicoanalisi

La psicologia dell’adolescenza è da un lato una psicologia psicodinamica e dall’altro una psicoterapia psicoanalitica.

Sigmund Freud: L'adolescenza non nominata

Nei suoi saggi Freud non parla di adolescenza, ma di pubertà ("Tre saggi sulla teoria sessuale"); il rischio è di ricondurre le complesse vicende psichiche dell'adolescenza ad un epifenomeno delle trasformazioni somatiche e fisiologiche che lo sviluppo puberale determina. Riprendendo il libro di Aichorn “Gioventù traviata”, sostiene che per determinare un cambiamento sui ragazzi trasgressivi l'educatore deve acquisire una cultura psicoanalitica, senza mai nominare il concetto di adolescenza, che oggi racchiude invece passaggi inediti della storia dell’individuo capaci di riorganizzare in modo trasformativo le basi infantili della personalità definite nei primi 6 anni di vita.

In “Psicologia del ginnasiale” (legami, idealizzazione e identità) Freud sostiene che per lo sviluppo della personalità sono decisivi i primi 6 anni di vita, concezione non più accettata: oggi si sostiene l'importanza del periodo adolescenziale nelle trasformazioni della personalità. Freud dimostra comunque grande attenzione ai processi identificatori adolescenziali soffermandosi sulle complesse esperienze relazionali e interne che il ginnasiale sperimenta a scuola, ad esempio vedendo nella figura del professore quella del padre.

Anna Freud: L'adolescente e le sue difese

“L'io e i meccanismi di difesa” è il primo testo psicoanalitico in cui l'adolescente è visto come un soggetto psichico con una sua specificità, e in cui l’autrice si concentra sulle caratteristiche intrapsichiche dell’adolescente in termini di strutture. Individua due meccanismi tipici dell'adolescenza:

  • Intellettualizzazione: opera spostando su un piano teorico e astratto questioni e conflitti che in realtà ineriscono la vita emotiva e quotidiana dell'adolescente; oggi meccanismo che appare meno centrale nella descrizione di come l'adolescente affronta i suoi compiti evolutivi, per la società in cui si trovano a vivere oggi gli adolescenti, con la perdita di grandi sistemi ideologici, i mass media e dunque perdita di familiarità con la riflessione personale.
  • Ascetismo: diretto a frustrare o disconoscere i bisogni corporei più elementari: diretto a padroneggiare bisogni e pulsioni in risposta all'angoscia scatenata dai cambiamenti.

In scritti successivi: “L'adolescenza come disturbo evolutivo” descrive altre modalità difensive caratteristiche:

  • Tendenza ad agire: tendenza a convertire spinte e tensione intrapsichiche in azioni compulsive, è in aumento sempre per la perdita di sistemi ideologici.
  • Difesa contro i legami oggettuali infantili: spostamento dell'investimento libidico dai genitori all'ambiente esterno, in cui trova nuovi legami
  • Importanza del gruppo dei pari che possiede grande capacità di assorbire le energie pulsionali e mentali dell'adolescente, gruppo in cui vengono rielaborati miti e valori che possono spingere l’individuo ad una condotta trasgressiva.
  • Ritiro dell'investimento libidico verso il sé: forti sentimenti ipocondriaci e dismorfofobici o condotte alimentari disturbate.

Erik Erikson: L'adolescenza come tappa del ciclo di vita

Autore interessante all’interno della psicologia dell’io. Ha inserito lo sviluppo del bambino e dell'adolescente nel quadro di un complesso e conflittuale piano di adattamento dell'individuo all'ambiente sociale. L'esito di questo sviluppo adattivo è un forte senso di identità, aperto al mondo e capace di relazione; è legato con la scuola interpersonalista (Jacobson, Sullivan), che vede il concetto di relazione come al centro della riflessione sull’adolescenza.

Individua 8 tappe evolutive successive nel processo di crescita e sviluppo e indica come opposizione dialettica che fonda e caratterizza l’adolescenza quella che contrappone identità vs dispersione. Centralità dell'acquisizione di un senso di identità: acquisire un’identità è un obiettivo specifico dello sviluppo adolescenziale. Identità = sintesi e integrazione tra le diverse parti della personalità; concordanza tra interiorità dell'Io ed esteriorità sociale dei ruoli del sé; crescere per Erikson significa essere diviso in parti e comprendere questa pluralità. L’autore è anche precursore del concetto di Sé. L'importanza di questo processo implica il rischio parallelo del fallimento catastrofico, la dispersione del sé, intesa come disgregazione del senso di identità, che pregiudica la possibilità di accedere ad una vita adulta e ad una prospettiva mentale e affettiva “genitale”.

In questo periodo tutte le fasi dello sviluppo precedenti sono messe in discussione e possono essere riorganizzate; è un approccio non deterministico dell’adolescenza.

Peter Blos: Le fasi dell'adolescenza

Il lavoro di Blos fa parte della psicologia dell’Io ed è attento alle funzioni dell’io e ai processi di maturazione e organizzazione del Sé. Sequenza evolutiva dell'adolescenza suddivisa in fasi:

  • Pre-adolescenza: aumenta la pressione pulsionale legata alla pubertà; organizzazione dei maschi in gruppi “omosessuali”, con un atteggiamento aggressivo e svalutante nei confronti delle ragazze, mentre le femmine si rivolgono subito all'altro sesso, facendo nella mente romanzi d’amore per difendersi dalle tentazioni regressive che le riportano alla madre.
  • Prima adolescenza: piano intrapsichico: avvio del processo di separazione dai genitori, rinuncia all’illusione infantile della bisessualità, formazione degli ideali dell'Io. Importanza per i maschi del gruppo dei pari e dei modelli idealizzati; per le femmine sono importanti le esperienze idealizzate rappresentate dall’“amica del cuore” e dai primi innamoramenti che consentono di entrare nel mondo della sessualità.
  • Adolescenza vera e propria: assidua ricerca di un oggetto d'amore (compito evolutivo oggi inserito in un clima culturale più liberale rispetto ad un tempo).
  • Tarda adolescenza e post-adolescenza: due fasi poco differenziate caratterizzate dal pieno conseguimento della posizione sessuale e genitale definitiva. Porta al compimento dell'organizzazione di un Io organico e integrato (obiettivo primario nello sviluppo adolescenziale per Erikson).

Donald Winnicott: L'adolescente nella bonaccia

Obiettivo fondamentale: raggiungere l'indipendenza individuale, sempre collegato a drammatici conflitti e a un bisogno di realtà e verità; gli adolescenti alternano spirito di indipendenza e spinte regressive verso la dipendenza infantile. I principali bisogni evolutivi per lui sono collegati al rapporto con l'ambiente sociale, così come era in infanzia la diade madre-bambino.

  • Necessità di sfidare l'ambiente familiare da cui è dipendente; l’adulto deve saper accettare la sfida senza abbandonarlo.
  • Bisogno di “pungolare” continuamente la società, come la messa in discussione di qualcosa di vecchio e ripetitivo.
  • Evitare le false soluzioni: l'adolescente elabora diverse soluzioni nella ricerca di un sé, che però acquistano ai suoi occhi una caratteristica di falsità (es. identificazione imitativa con genitori e coetanei).
  • Per mitigare l'angoscia l'adolescente mette in atto anche una seconda modalità che consiste in un'attività sessuale compulsiva, senza un reale incontro con l'altro es. masturbazione.
  • In generale gli adolescenti devono passare attraverso una zona di bonaccia: fase in cui si sentono futili e non hanno ancora trovato se stessi.

Donald Meltzer: Adolescenza come passione della verità

L’adolescente è preoccupato della conoscenza e del capire, egli ha bisogno di comprensione e simbolizzazione di sé e del mondo. Per crescere ed emanciparsi l'adolescente ha bisogno di un'ipernutrizione di verità che lo aiuti a uscire dalla confusione e dalle illusioni dell'infanzia e della pubertà. Era un’idea già presente in Bion. L’adolescente ha bisogno di verità che lo aiuti a uscire dall’infanzia. Lo stesso processo di deidealizzazione investe anche i genitori che ora non appaiono più onniscienti, onnipotenti o buoni, il sapere diviene anche dolore, è una conquista dolorosa. Propone diverse tipologie mentali e psicopatologiche:

  • Adolescenti che vogliono restare nella famiglia ancora dominati dalla teoria sul mondo che caratterizza la fase di latenza, che prevede che verità e forza siano trasmesse per mimesi dai genitori al bambino.
  • Adolescenti protesi verso un'adultizzazione precoce spesso votata ad un successo che ha a che fare con le ambizioni irrealizzate dei genitori.
  • Adolescenti isolati che trovano un'illusoria sensazione di onnipotenza e di superiorità nel ritiro narcisistico dal mondo dei coetanei.
  • Gli adolescenti prossimi alla normalità accettano di far parte della comunità dei coetanei, come loro protesi alla ricerca della verità.

Moses e M.E. Laufer: Il dramma del corpo genitalizzato

Affermano che principale funzione evolutiva è l'instaurarsi dell'organizzazione sessuale definitiva, dunque focalizzano l’attenzione sul ruolo centrale dello sviluppo sessuale. Il fallimento di questa funzione evolutiva può provocare un vero e proprio BREAKDOWN EVOLUTIVO. La pubertà impone un primo compito evolutivo: integrare la rappresentazione sessuale dei genitali sessuali maturi nell'immagine del corpo e nel sé. L'attaccamento regressivo ad oggetti sessuali arcaici e ad una rappresentazione infantile del sé può far fallire questo processo: l'adolescente allora rigetta la sessualità.

Accettata la propria sessualità, si deve integrare la nuova rappresentazione del proprio schema corporeo e dei propri organi sessuali nella fantasia masturbatoria centrale (prodotto inconscio, proveniente dall'infanzia, che si manifesta nella mente conscia attraverso derivati, che si esprimono in fantasie sessuali). L'assenza di masturbazione non implica l'assenza di fantasia. Se questa integrazione non avviene: scacco evolutivo, che può essere causato da immaturità dell'Io, Super-Io rigido o grandioso, difficoltà a sviluppare ideali dell'Io fase-specifici.

L'adolescenza nella psicoanalisi francese: Dal primato dell'Edipo a quello del narcisismo

Adolescenza esplorata a partire dalla teoria pulsionale freudiana.

  • Francoise Dolto: pone la vicenda edipica al centro dello sviluppo umano; la triangolazione edipica costituisce la soggettività individuale. Solo con l'accettazione della castrazione e del divieto edipico si accede alla normalità questa difficile accettazione conosce una cruciale riaccensione nella pubertà (fondamentale è il ruolo e l'aiuto dei genitori, altrimenti se non è superata si verificano gravi fragilità narcisistiche).
  • Francois Ladame: pone il processo di separazione-individuazione al centro del suo pensiero.
  • Philippe Jeammet: con la pubertà e lo sviluppo genitale l'equilibrio narcisistico risulta pericolosamente destabilizzato. L’adolescente è quanto più equilibrato quanto più possiede strumenti interni (mentalizzare il corpo genitalizzato, relazione con gli oggetti esterni).
  • Xavier Pommerau: per colpa dei genitori il figlio può presentare una fragilità narcisistica che, in adolescenza, può accentuarsi e diventare una grave forma di disagio.

La psicoanalisi dell'adolescenza in Italia

La scuola italiana di psicoanalisi dell'adolescenza è attenta ai fattori ambientali, socio-familiari e ai contesti di vita: sul piano teorico la categoria cardine è il concetto di sé, funzionale, operazionale, non meta psicologico, ma un costrutto epistemologicamente leggero, vincolato dalla dimensione rappresentazionale, simbolica della vita mentale.

  • Tommaso Senise: sono soprattutto le vicissitudini del rapporto con l'oggetto che decidono il modo in cui l'adolescente potrà affrontare la separazione. Fonda un primo modello di “consultazione e psicoterapia breve e di individuazione”. È breve, interferisce il meno possibile con i naturali processi evolutivi. Il termine individuazione mette al centro non tanto il conflitto sessuale, quanto la nascita dell’adolescente come individuo separato e soggettivato. È importante dunque il modo con cui il soggetto rappresenta se stesso e il mondo esterno, dato che è il rapporto con i suoi oggetti che sancisce il grado di accettabilità della separazione.
  • Arnaldo Novelletto: costruisce una rappresentazione dell'apparato psichico in cui Io e Sé / Es e Super-io costituiscono due polarità in interazione reciproca; interazione particolarmente nevralgica in adolescenza.
  • Francesco Fornari: fonda l’Istituto milanese il Minotauro. La sua riflessione si fonda sul “codice affettivo primario” ed è integrata con il riferimento ai compiti evolutivi primari, mantenendo un riferimento naturalistico-evolutivo, attento ai fattori socioculturali. Fornari parla di codice, come traduzione e prescrizione. Il codice affettivo è un programma che prescrive il modo in cui ci si aspetta che un ruolo realizzi il proprio compito, vi sono valori diversi a seconda dei ruoli es madre vs padre, un professore che può assumere il proprio ruolo, avvicinandosi a valori differenti, usando una differente sintonizzazione affettiva, classi di significato attorno ai quali ci sintonizziamo in modo innato, è una modalità sia cognitiva che affettiva, una forma di comprensione degli altri.

Parte seconda: Compiti e conflitti evolutivi

Capitolo 1: La preadolescenza

Introduzione

Fase di transizione dall'infanzia all'adolescenza, momento di cambiamento fisico e psichico che per rapidità è secondo solo al cambiamento infantile. Importante sottolineare come la preadolescenza sia una fase di transizione specifica, caratterizzata da rapidi cambiamenti radicali e irreversibili sul piano sociale, fisico e psicologico. Si sovrappone e si intreccia in vari modi con la pubertà (processo di trasformazioni fisiche che segnano l'uscita dall'infanzia), anche se sono due processi distinti. La preadolescenza racchiude trasformazioni psicologiche, relazionali e sociali che accompagnano la pubertà, sono strade che si intrecciano come aveva già postulato Freud. Inoltre sono cambiamenti continui, che non si fermano al raggiungimento della maturità sessuale. La stessa pubertà non va ridotta alla sola maturazione sessuale ma anzi implica altre trasformazioni di tipo morfologico e fisiologico. Il termine preadolescenza infine è un concetto ampio e non univoco, alcuni parlano di prima adolescenza, altri di early adolescence o di later childhood; il punto in comune è che sia una fase di passaggio tra il periodo latente e l’adolescenza, una fase che più risulta consolidata e più renderà facile quella successiva.

Le trasformazioni fisiche della pubertà

La pubertà è un processo biologico con rilevanti effetti sul piano sociale ed emotivo dell’individuo. Non è un singolo processo o stadio ma è un processo continuo. I cambiamenti interni-esterni della pubertà coprono 5-6 anni:

  • Cambiamento nel sistema ormonale ed endocrino che regola gli effetti puberali
  • Accelerazioni (spurt puberale, scatto di crescita) seguito da rallentamento e arresto.
  • Aumento e ridistribuzione del grasso corporeo e del tessuto muscolare
  • Sviluppo del sistema circolatorio e respiratorio, più forza e più resistenza
  • Maturazione dei caratteri sessuali secondari e degli organi riproduttivi.

Sistema Endocrino. Il sistema è controllato dall’asse ipotalamo ipofisi: Maturazione fisica e funzioni riproduttive sono controllate dal sistema endocrino; gli ormoni gonadici (estrogeni e testosterone) sono regolati da due ormoni secreti dall'ipofisi: LH (importante per la produzione di ormoni sessuali, androgeni maschili, estrogeni femminili) e FSH (stimola lo sviluppo delle capacità riproduttive, femmine ovoociti, maschi cellule del Sertoli) controllati a loro volta da un ormone prodotto nell'ipotalamo, GnRH. Questi centri vanno in condizione di quiescenza alcuni mesi dopo la nascita e riprendono l'attività nella pubertà con un aumento progressivo.

Cambiamenti sessuali e somatici. Femmina: appare il seno tra gli 8 e i 13 anni e poco dopo o contemporaneamente i primi peli pubici. Crescita dell'altezza in parallelo con il seno (“scatto di crescita”) che ha l'accelerazione massima nella media pubertà. Successiva allo scatto di crescita puberale è la comparsa del menarca, che nel corso degli anni ha subito un processo di preconizzazione, oggi la media è circa 12 anni, nel 1900 era 16.

Maschi: 1 o 2 anni più tardivi delle femmine. Accrescimento dei testicoli tra i 9 e i 14 anni. Sviluppo successivo del pene, ingrandimento dello scroto e aumento dei peli pubici in 5 stadi. La maturazione si completa in 3-5 anni. Dopo 2 anni dalla crescita dei testicoli si vede lo scatto di crescita, solo successivamente prima eiaculazione, mutamento della voce, comparsa dei peli facciali.

Aumento e diversa distribuzione del grasso corporeo e dei muscoli: specifica e differenziata per i due sessi, nella ragazza sono più evidenti i tessuti adiposi e il modellamento delle curve, nel ragazzo si evidenzia la muscolatura.

Variazioni nell’inizio della pubertà

Vi sono forti differenze individuali e molta variabilità.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Psicologiaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Riva Crugnola Cristina.
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