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Si consiglia inoltre di somministrare i dicumarolici alle ore 18.00 per essere a conoscenza del valore

dell'INR del giorno stesso (in genere eseguito alle ore 6.00) e per avere un attendibile valore della coagulazione della

mattina successiva..

- Possibile insorgenza di una piastrinopenia iatrogena e controllo dei parametri della coagulazione

Nelle normali condizioni d'impiego per la profilassi tromboembolica l'eparina a basso peso molecolare non

modifica i parametri della coagulazione.

Qualora fosse utilizzata per un trattamento prolungato ( ad esempio protratta immobilità del paziente per

complicanze locali o generali) e a dosaggi elevati, sarà opportuno eseguire un monitoraggio biologico che consiste

nel controllo frequente della conta piastrinica. Ovviamente una conta piastrinica sarà stata eseguita prima del

trattamento. Sono stati descritti , infatti, rari casi di trombocitopenia iatrogena, talvolta gravi.

- Controindicazioni all'uso delle eparine

- gravi alterazioni dei parametri della coagulazione

- manifestazioni o tendenze emorragiche legate a disturbi dell'emostasi

- gravi epatopatie

- lesioni organiche a rischio di sanguinamento ( ad esempio ulcera gastroduodenale in fase attiva, traumi

cranioencefalici ed accidenti cerebrovascolari emorragici)

- endocardite infettiva acuta

- anamnesi positiva per trombocitopenia iatrogena

- allergia alle eparine.

- Precauzioni negli interventi in anestesia spinale o peridurale

Particolare attenzione andrà attuata in caso di anestesia spinale/epidurale. L'inserimento dell'ago a livello

spinale dovrebbe essere effettuato almeno 10-12 ore dopo la somministrazione dell'eparina a basso peso molecolare ,

così come il cateterino epidurale andrebbe rimosso non prima di 10 ore dalla precedente somministrazione di eparina

ed almeno due ore prima dalla successiva somministrazione del farmaco (per esempio nel caso di una

somministrazione alle ore 6.00 ed alle ore 18.00, il cateterino può essere rimosso alle ore 16.00)

- Modalità di somministrazione

- via sottocutanea con ago sottile (siringhe già pronte per l'eparina a basso peso molecolare)

- alternare i punti di inoculo ad ogni somministrazione .

- in caso di chirurgia addominale, nell'immediato pre-operatorio inoculazione all'esterno della spina iliaca per non

interessare il campo operatorio

- nel post-operatorio iniezioni lontano dai drenaggi e dalla ferita chirurgica

- Durata del trattamento

La somministrazione di eparina a basso peso molecolare andrà effettuata fino alla mobilizzazione completa

del paziente (in genere 7-10 giorni per il paziente di chirurgia generale e fino a tre settimane per il paziente 3

ortopedico), cioè fino ad una soddisfacente deambulazione. Nel caso tale periodo di rischio tromboembolico si

dovesse prolungare (o nel caso di artroprotesi totale di ginocchio, o per l'insorgenza di complicanze locali o generali,

o per preesistenti cause mediche di rischio tromboembolico) sarà necessario un trattamento di più lunga durata

oppure il ricorso ad altre metodiche di profilassi tromboembolica ( CPI, anticoagulanti orali, secondo il caso clinico)

N.B. Le eparine a basso peso molecolare differiscono per il metodo impiegato nella produzione, nel peso

molecolare e nella attività specifica . Si raccomanda pertanto di attenersi alle rispettive schede tecniche e di non

passare da un marchio all'altro durante il trattamento.

BENDAGGIO FISSO DEGLI ARTI INFERIORI E CALZE ELASTICHE ANTITROMBO

- metodiche controindicate in caso di arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori

- presidi particolarmente indicati in caso di sindrome post-flebitica, insufficienza venosa cronica di rilievo

- opportuno sottolineare l'importanza della giusta scelta della taglia della calza (piccola, media, grande; corta o lunga)

COMPRESSIONE PNEUMATICA INTERMITTENTE DEGLI ARTI INFERIORI

- secondo la letteratura sembra avere una efficacia sovrapponibile se non superiore alla terapia farmacologica.

- indispensabile nei casi in cui sia controindicato l'inpiego dell'eparina, in associazione o meno alle calze elastiche

antitrombo ( ad esempio pazienti sottoposti ad intervento neurochirurgico intracranico)

FILTRO CAVALE

L'impiego di un filtro cavale temporaneo deve essere preso in considerazione qualora si dovesse procedere

ad un intervento chirurgico

- in urgenza, in un paziente con flebotrombosi in atto

- in paziente con altissimo rischio per evento tromboembolico

- in urgenza ortopedica, in un paziente ad alto rischio tromboembolico e con sanguinamento in atto, che controindica

l'impiego di farmaci anticoagulanti (es: frattura di bacino).

NB Una precoce mobilizzazione del paziente nel post-operatorio, con una

conseguente soddisfacente deambulazione quando possibile, rappresentano una

delle misure più importanti per la prevenzione delle tromboembolie . Una

adeguata terapia antidolorifica nell'immediato postoperatorio è di aiuto a tal fine. 4

• FATTORI DA CUI DIPENDE IL RISCHIO TROMBOEMBOLICO

- Relativi al paziente:

a - età (età >60 aa è considerata un rischio aggiuntivo)

b - costituzione (obesità)

c - uso di estroprogestinici (vanno sospesi almeno un mese prima)

d - altre patologie presentate dal paziente

- cardiopatie: - protesi valvolari cardiache

- fibrillazione atriale

- difetti valvolari

- cardiopatia ischemica

- miocardiopatia dilatativa

- pregressi episodi tromboembolici

- alterazioni ematologiche con tendenza alla trombofilia (poliglobulia, trombocitosi,

malattie mieloproliferative , deficit di proteina C, S, LAC/APLA, AT III, etc.)

- varici arti inferiori

- BOC severa

- patologia neoplastica maligna

- patologie che impediscono la mobilità degli arti inferiori (es. ictus, lesioni del midollo

spinale. politraumi).

- Relativi alla patologia che richiede l'intervento chirurgico ed al tipo di intervento

- patologia neoplastica maligna, stato settico

- chirurgia maggiore (anche laparoscopica) e chirurgia complicata (ad es. settica, emorragica)

- estese dissezioni (esempio alcuni interventi di chirurgia plastica, ampie dissezioni linfonodali)

- sede dell'intervento ( esempio tutta la chirurgia pelvica: urologica prostatica e vescicale, ginecologica,

ortopedica)

- durata dell'intervento (> 30 min)

- interventi che presuppongono una immobilizzazione prolungata (oppure una deambulazione tardiva e/o

insufficiente)

• DEFINIZIONE DELL'ENTITA' DEL RISCHIO TROMBOEMBOLICO NEL PAZIENTE

CHIRURGICO

- basso età < 40 aa senza fattori di rischio (*) chirurgia minore non complicata

- moderato età < 40 aa senza fattori di rischio chirurgia maggiore/malignità oppure

÷

età 40 60 aa senza fattori di rischio chirurgia di ogni tipo oppure

qualunque (* *) con fattori di rischio chirurgia minore 5


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AUTORE

Moses

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+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Chirurgia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chirurgia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze mediche Prof.

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