Azienda Ospedaliera S. Camillo - Forlanini
FLAJANI
Linee guida
diagnostiche ed assistenziali
nel Paziente chirurgico
Sviluppate ad uso interno dalla
STRUTT. COMPL. di CHIRURGIA GENERALE I
FLAJANI
Direttore: Prof. Roberto Tersigni
Coordinatore: Livio Paganelli
Gennaio 2001 1
Indice
Profilassi 3 Emorragie digestive alte 36
Respiratoria 3 Varici esofagee 37
Stress gastro-duodenale 3 Emorragia da ulcera 38
Trombo-embolica 3 Emorragie digestive basse 39
Antibiotica 4 Interventi sullesofago
Interventi di Chirurgia minore 5 Disfagia 40
Esami di routine 5 Reflusso gastroesofageo 40
Interventi sulla tiroide 5 Carcinoma esofageo 41
Nodulo tiroideo 6 Esofagectomia per neoplasia 41
Carcinoma tiroideo 6 Linfadenopatie 42
Iperparatiroidismo 7 Melanoma 42
Tumefazioni del collo 7 Massa retroperitoneale 43
Tumori della parotide 8 Sindrome da intestino corto 43
Malattie della mammella 9 Incidentaloma surrenalico 44
Regole generali 9 Splenomegalie di interesse chirurgico 45
Carcinoma mammario 9 Day surgery 46
Capezzolo secernente 10 Il diabete nel paziente chirurgico 47
Patologie benigne 10 Nutrizione artificiale 48
Tumore recidivo 10 Schede di richiesta per N.A. 48
Malattie dello stomaco e duodeno 11 Embolia polmonare 49
Ulcera gastrica 12 TNM 50
Ulcera duodenale 12 Analgesia postoperatoria 39
Neoplasie maligne dello stomaco 13
Cancro del cardias 17
Malattie del colon - retto 18
Carcinoma del colon 19
Carcinoma del retto e dell’ano 20
Morbo di Crohn 21
Colite ulcerosa 21
Volvolo 22
Diverticolite acuta 22
Incontinenza fecale 23
Occlusione intestinale 24
Malattie del fegato 25
Calcolosi della colecisti 25
Calcolosi del coledoco 25
Colecistectomia laparoscopica 26
Colecistectomia laparotomica 26
Ittero colestatico 27
Tumori del fegato 28
Carcinoma della colecisti 28
Carcinoma epatocellulare 29
Malattie del pancreas
Pancreatite acuta 30
Pancreatite cronica 31
Classificazione di gravità 32
Tumori del pancreas 33
Carcinoma periampollare 33
Classificazione di gravità 32
Laparoscopia diagnostica (linee guida) 34 2
PROFILASSI R (RESPIRATORIA) (prima e dopo interventi di chirurgia maggiore)
1) Aerosol con Fluimucil 1 f e Bentelan 1,5 mg 1 f + 3 ml di Sol. Fis., due volte al dì.
2) Fisioterapia respiratoria (Spirometria incitativa con Tri-flo)
3) Deambulazione precoce, in I^ giornata, salvo disposizioni particolari
4) Nei Pazienti con BOC asmatica: Antibiotici ( Ciproxin 250 mg x 2 per os)
Tefamin 1 f in 100 cc di fisiologica x2 e.v.
Urbason 8 mg x 2 e.v.)
PROFILASSI SGD (STRESS GASTRODUODENALE)
INDICAZIONI
- Tutti i Pazienti con anamnesi positiva per ULCERA PEPTICA, per qualunque intervento che
comporti una sospensione dell’alimentazione o una terapia antalgica.
- Tutti i Pazienti candidati ad interventi di chirurgia maggiore.
POSOLOGIA
Ranitidina (Zantac) 50 mg 1 f e.v. lenta 60 min. prima dell’induzione e poi 1 f e.v. ogni 6 ore
DURATA
Non meno di 72 ore e comunque fino a ripresa dell’alimentazione orale.
PROFILASSI TE (TROMBOEMBOLICA) (pre e postoperatoria)
INDICAZIONI
Interventi pelvici (retto, utero, ovaie, prostata)
Interventi di lunga durata e di Chirurgia Maggiore
Paz. ad elevato rischio (In questi casi è consigliabile una elastocompressione degli arti
inferiori):
Con Varici arti inferiori
Obesi con più di 40 anni Nessuna profilassi :
nei paz. senza rischio TE, per
Pregressi episodi di tromboflebite interventi di chirurgia viscerale
Pregressi episodi di embolia polmonare <45 min.:
Poliglobulia non neoplastica,
Terapie protratte con contraccettivi orali non infiammatoria,
non emorragica
Paz. neoplastici .
e senza estese dissezioni
Paz. con cardiopatia ischemica
Pregresso Infarto miocardico, o Ictus o TIA
Pregressi int. Cardiovascolari, soprattutto con protesi. In tutti gli interventi in A.G.
CONTROINDICAZIONI ♦ Calze elastiche
Alterazione grave della coagulazione ♦ Mobilizzazione precoce
Gravi epatopatie
Ulcera gastroduodenale attiva
Paz. in stato di shock : in tal caso eventualmente non usare la somministrazione sottocutanea (per
ipoperfusione e possibilità di accumulo)
PTT allungato.
MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE
Via sottocutanea (con ago sottile).
Plica cutanea della parete addominale anteriore (comunque lontano dal sito della futura incisione
chirurgica).
Alternare i punti di iniezione.
Nel postoperatorio iniezioni lontano dai drenaggi e dalla ferita chirurgica. 3
POSOLOGIA
Eparina Calcica (Calciparina) 5000 UI 2 ore prima dell’intervento
5000 UI sei ore dopo l’intervento
5000 UI x2 nei giorni successivi
DURATA DEL TRATTAMENTO
Fino alla mobilizzazione completa ed in ogni caso almeno fino alla 7ª giornata p.o.
Nei Paz con precedenti tromboembolici è consigliata una terapia antiaggregante piastrinica
con Ac. Acetilsalicilico 100 mg ( Aspirinetta), per un mese dopo la dimissione.
PRECAUZIONI NEI PAZ. IN TERAPIA CON ANTIAGGREGANTI o ANTICOAGULANTI
Ibustrin, Tiklid, Persantin, Acido acetil salicilico: sospendere almeno 3 giorni prima
dell’intervento
Sintrom: sospendere 3 giorni prima dell’intervento, controllare PT, PTT.
Sostituire con Calciparina 5000 UI x2 o x3 secondo i casi.
RIPRESA DELLA PREESISTENTE TERAPIA ANTICOAGULANTE
Sovrapporre la terapia calciparinica con la ripresa del Sintrom per 3 giorni :
somministrare 1 cp (4 mg) il 1° 2° e 3° giorno, poi ridurre secondo il valore del PT;
somministrare la cp alle 18 per avere un attendibile valore de l PT alle 7 del mattino seguente.
PROFILASSI A (ANTIBIOTICA ) (1)
1) Trattare prima dell’intervento qualsiasi infezione contemporanea in altri distretti in grado
di contaminare il campo chirurgico (in particolare bonificare il cavo orale).
2) La prima dose parenterale deve essere somministrata alla preanestesia (30 min. prima dell’inizio)
3) La profilassi può essere: 1) dose singola (SINGLE SHOT),
2) fino ad un massimo di 48 ore (SHORT TERM).
4) Se è presente una ridotta funzione renale si devono ridurre consensualmente le
dosi di antibiotico.
SCHEMA STANDARD (Single shot o Short term):
INTERVENTI DI CHIRURGIA MINORE INTEGRAZIONE
INTERVENTI sul COLLO Profilassi antibiotica “single shot” (plastica erniaria, noduli mammari,
INTERVENTI su STOMACO E DUODENO varici, proctologia minore):
INTERVENTI sulle v ie BILIARI Cefazolina (Cefamezin—Totacef ) 1 g ev/im in preoperatorio .
INTERVENTI sull’ UTERO Profilassi antibiotica più prolungata “short term” (colecistectomia
CPRE e FISTOLOGRAFIA trans-Kehr laparotomica e laparoscopica, resezioni mammarie, mastectomie,
laparoceli, interventi proctologici maggiori)
NEI PAZ. CIRROTICI SOTTOPOSTI AD Cefazolina (Cefamezin) 1 g ev/im in preoperatorio.
ESAMI ENDOSCOPICI: Ceftozixima ( Eposerin) 1 g ev in preoperatorio, successivamente 1g/12h
Cefazolina (Cefamezin - Totacef) 2g e.v. prima Chirurgia colorettale (preparazione invariata SELG 2 lt + FLAGYL 2 x 3)
dell’intervento, ripetuta ogni 3 ore per CEFTIZOXIMA (Eposerin) 1-2g in preoperatorio oppure
AMO XICILLINA + A C. CLAVULANICO (Augmentin) 2,2 g ev in
tutta la durata dell’intervento o in preoperatorio, da ripetere in sala operatoria se l’intervento si prolunga oltre
presenza di emorragia massiva. le 4 ore, poi 2,2 g ev ogni 8 ore per 48 - 72 ore.
2,4
INTERVENTI sul COLON - RETTO
Metronidazolo (Flagyl) 250 mg 2 cp x 3 il giorno prima dell’intervento (ore 13 - 14 - 23)
Ceftizoxima (Eposerin) 1g ev prima dell’induzione da ripetere dopo 4 ore, poi ogni 12 ore
(oppure: Cefotaxime (Claforan - Zariviz) 2 g e.v. prima dell’induzione da ripetere tre volte al
dì ) in associazione a Metronidazolo (Deflamon) 500 mg e.v. ogni 8 ore.
INTERVENTI PER PERITONITE
Cefamezin 2g x 3 + Gentamicina (Gentalyn) 80 mg x 2 + Deflamon 500 mg x 3 ev. per 5 gg.
(Nella peritonite postoperatoria protrarre fino a 7 gg.)
FEBBRE POSTOPERATORIA: NORME DI COMPORTAMENTO
1) Una febbre senza puntate sopra i 38° insorta nelle prime 48 ore dopo un intervento non deve essere automaticamente trattata. Spesso è
dovuta ad atelettasia lobare (toilette bronchiale). Si possono attendere 36 ore dalla sua insorgenza e poi procedere come al punto 2.
2) In caso di puntate febbrili al di sopra di 38° ( specie se ripetute), eseguire una accurata visita, prelevare campioni di sangue, espettorato
ed urine per ABG, poi iniziare una terapia antibiotica.
3) Una febbre insorta dopo le prime 48 ore con puntate sopra i 38° deve essere considerata infettiva e quindi trattata sempre dopo aver
eseguito prelievi per esami colturali. Le cause più comuni sono respiratorie, genitourinarie, flebitiche, ascessuali, intestinali,
miocardiche. (Attenzione ai cateteri per alimentazione parenterale).
____________________________
1) Page CP, Bohnen JMA, et al. Antimicrobial Profilaxis for surgical wounds: guidelines for clinical care. Arch Surg. 1993; 128:79-88
2) Marvin L.Corman C. R. Surgery 517 - 519 Lippincott Philadelphia 1995.
3) Norton, Stiegmann, Eiseman Surg. Dec. Mak. 2000
4) Goodman e Gilman 1026 Basi farmacologiche della terapia. 4
INTERVENTI DI CHIRURGIA MINORE (Appendicectomia, Ernia, Varici,
Varicocele, Idrocele, Fimosi, Amputazioni ecc.)
ESAMI PREOPERATORI
Routine
Rx torace ESAMI di ROUTINE
ECG ( e visita cardiologica se Paz. cardiopatico). Rx torace INR, TAP PTT
Rettosigmoidoscopia (se Paz. ricoverato per emorroidi). ECG fibrinogeno
Profilassi A prima dell’induzione. Emocromo AST e ALT
Glicemia CPK
Profilassi TE se necessario. Azotemia CHE
Creatininemia Bilirubinemia t e f
Visita angiologica + es. doppler nel caso di amputazioni arti inferiori. Protidogramma TSH
POSTOPERATORIO
Anestesia locale : nessuna restrizione alimentare o di posizione.
Anestesia spinale: terapia infusionale per 24 ore (2500 ml).
Anestesia generale: terapia infusionale per 12 - 48 ore come da schema., dieta idrica fino a
ripresa della canalizzazione. Precoce mobilizzazione.
Dimissione variabile da “immediata” fino alla seconda - terza giornata p. o.
INTERVENTI SULLA TIROIDE
ESAMI PREOPERATORI
Routine + FT3, FT4, TSH, Calcemia e Fosforemia , fosfatasi alcalina (se non già eseguiti da
meno di 21 gg.)
Visita ORL con laringoscopia.
Visita cardiologica
Rx trachea o stratigrafia trachea e mediastino; Ev. TAC cervicotoracica.
Eventuale dosaggio Ab anti TG, Ab antimicrosomiali, calcitonina.
PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO
Non sospendere trattamento con antitiroidei (Tapazole) fino alla vigilia dell’intervento.
Sospendere eventuali Betabloccanti (Inderal) nei due giorni precedenti l’intervento (in accordo con
l’anestesista).
(Eventuale Iodoterapia (Lugol XV gtt x2) solo nel M. di Graves)
Profilassi TE nei casi a rischio elevato.
Profilassi A.
Profilassi R.
Profilassi SGD
POSTOPERATORIO
Paz. semiseduto. Profilassi R.
Nel caso di tiroidectomia totale: dosaggio calcemia alle 17.00 se l’intervento è avvenuto di
mattina, e alle 20.00 se di pomeriggio. Nei 3 giorni successivi calcemia ore 7 e 16.
Nel caso di tiroidectomia totale mantenere la perfusione fino al mattino dopo l’intervento ( ev.
terapia calcica endovenosa d’urgenza).
Controllo segni e sintomi di ipocalcemia.
Medicazione ferita in I e III giornata.
Rimozione drenaggio in II - III giornata.
Dimissione eventuale in III—IV giornata.
Rimozione punti o agrafes in V giornata.
Nel caso di tiroidectomia totale continuare la monitorizzazione quotidiana della calcemia fino alla
normalizzazione.
Se ipocalcemia: AT 10 XV gtt x3 (o Rocaltrol 1 cp x 2) e Calcium Sandoz Fortissimum 1 x 4.
Nel caso di tiroidectomia totale per patologia benigna: Eutirox 100 1 cp/die dalla dimissione.
ALLA DIMISSIONE
Emitiroidectomia : visita endocrinologica dopo un mese con dosaggio T3, T4, FT3, FT4, TSH.
Tiroidectomia totale: continuare eventuale AT 10 o Rocaltrol e Calcium Sandoz, dosaggio
calcemia ogni settimana per 1 mese, poi controllo endocrinologico con dosaggi T3, T4, FT3,
FT4, TSH. In ogni caso inviare il Paz. a visita endocrinologica.
Nel caso di tiroidectomia totale per patologia benigna: continuare Eutirox 100 1 cp/die
Nel caso di tiroidectomia totale per patologia maligna non eseguire terapia sostitutiva ma una
scintigrafia total body di staging con I dopo circa 30 gg. Per eventuale terapia radiometabolica.
131 5
Nodulo tiroideo
Storia clinica ed es.obb.
Età, sesso
Tossicosi
Linfonodi palpabili
Cambiamenti di voce
Disfagia
Familiarità Basso Tireotossicosi Cisti risolta Follow up
(< 0.5) citologia Benigno
cistico
Nodulo Normale Componente
TSH¹ 2
FNAB
tiroideo solida FNAB
(0.5-5.0) solido Maligno Vedi carcinoma
Elevato Caldo
T 4
(>5.0)
Laboratorio Follicolare Freddo
TSH Sospetto³ Papillare Tiroidectomia
Atipico Calcitonina
4
Benigno FNAB
Soppressione con T 4
¹ Il TSH andrebbe controllato di routine in tutti i Pazienti. Le opzioni chirurgiche sono:
un TSH basso deve far sospettare una tireotossicosi. Eseguire T3,T4 - Emitiroidectomia + istmectomia (nei pazienti giovani)
e scintigrafia. - Tiroidectomia totale + asportaz dei linfonodi ingranditi. O linfoade-
² La FNAB puo fornire l’indicazione chirurgica meglio della scintigrafia nectomia centrale o modificata
e dell’ecografia. I noduli solitari e i noduli maggiori di una tiroide - Emitiroidectomia + lobectomia subtotale controlaterale, talora con
multinodulare hanno lo stesso rischio di cancro e andrebbero sempre radioablazione della tiroide residua.
biopsiati. Nel ca midollare: tiroidectomia totale.
4 L’adenoma follicolare >2 cm deve essere trattato come un carcinoma
³ Il trattamento del carcinoma papillare o follicolare è controverso. follicolare.
Carcinoma della Tiroide
Storia clinica ed es.obb.
Nodulo tiroideo 131
Ablazione dei residui con I
Tiroidectomia totale
Papillare³
Linfonodi palpabili Scintigrafia
+ ( se Ecografia +)
Paralisi c. vocale Soppressione con T 4
Linfoadenectomia Tireoglobulina
centrale
4
Follicolare Linfonodi lat. Linfoadenectomia Terapia sost.
positivi 8
modificata con T 4
Tiroidect. totale
Carcinoma 5
Midollare Linfadenect. centrale
tiroideo Calcitonina
Biopsia linfonod. lat.
6
Anaplastico Radioterapia Escissione palliat.
Laboratorio Chemioterapia
Rx torace
T4 7
Linfoma
Scintigrafia¹ Tiroidectomia
Intratiroideo
FNAB² Chemioterapia
Radioterapia
Ecografia Extratiroideo Biopsia
Calcitonina
RET protooncogene
¹ Un nodulo “caldo” ha poche probabilità di essere maligno. 97%. Se lo stadio è più avanzato: sopravvivenza a 5 anni 65%.
6
² Se la FNAB è positiva o altamente sospetta per ca. papillare o midollare Non esiste trattamento curativo per il ca anaplastico. La radioterapia
==> ecografia del collo per i linfonodi giugulari ==> se ingranditi: preop. può permettere una resezione palliativa. Non è da considerare
biopsia ==> se positiva: linfoadenectomia modificata. malattia chirurgica.
7
³ Minima invasione: sopravvivenza a 20 anni 100%. Se il linfoma è confinato alla tiroide sopravv. a 5 anni 86%, se
Invasione estesa: sopravvivenza a 10 anni 40%. extratiroideo sopravv. a 5 anni 38%.
4 8
Il ca follicolare con componenti papillari andrebbe trattato come il La linfadenectomia modificata permette di conservare la v. giugulare
papillare. Sopravvivenza a 20 anni 90-95%. interna, lo sternocleidomastoideo, ed il nervo accessorio (XI°) .
5 I familiari di pazienti con ca midollare andrebbero studiati per la MEN La linfadenectomia sembra più utile nei tumori midollari. In quelli diffe-
9
II. Se la malattia è confinata alla tiroide: sopravvivenza a 10 anni renziati non sembra influenzare significativamente la sopravvivenza 6
Ipercalcemia ed Iperparatiroidismo
Storia clinica ed es. obb.¹
Familiarità Norton-Stiegmann-Eisemann 2000
1 ingrandita
Radioterapia del collo 4
Paratiroidectomia
3 normali
Stanchezza eccessiva ± biopsia di 1 normale
(>80%)
Debolezza muscolare
Depressione, psicolabilità
Poliuria, polidipsia Normocalcemia
Stipsi Scint. con sestamibi
2 ingrandite
Ipertensione 5
Doppia paratiroidect. TC o RMN
2 normali
Urolitiasi + biopsia di 2 normali mediast.
(2-4%)
Artrite e dolori ossei Dos. selett.PTH
Dispepsia Angiog. selett. della
mammaria interna
3 normali Timectomia cervicale Ghiandola
inferiore non Tiroidectomia polare iperplastica in
Ipercalcemia evidente inf. tiroide
ed mo
Iperparatiroidis Ipercalcemia Esplorazione
4 ingrandite 7
persistente mediastinica
Asportaz. di 3 paratir.
(10-15%) 8
Timectomia cervicale
Esplorazione soprannumerarie Lasciare <60 mg Normocalcemia
chirurgica³ (15-20%)
mininvasiva
(radioguidata o 6
Follow-up:
Laboratorio videoassistita) Prolattina, ACTH
Calcemia.¹ Follow-up:
Studio ipofisi (TC)
Fosforemia 1-3 ingrandite ed MEN I Calcitonina
Studio isole pancreatiche
Albuminemia iperplastiche Catecolamine
Azotemia, creatininemia in modo Scintigrafia
Asportazione delle
PTH asimmetrico gh. ingrandite
Scintig. con Sestamibi² (5%) Normocalcemia
MEN II Tiroidectomia totale
Ecografia, TC, RMN
1 Escludere altre cause di ipercalcemia come l’insuff. renale, le neoplasie con o iperplasia asimmetrica. I casi primitivi con adenoma singolo non richiedono
senza interessamento osseo e le ipercalcemie familiari ipocalciuriche (una ulteriori studi per evidenziare il coinvolgimento endocrino di altri organi.
5
calciuria <100mg in 24 ore suggerisce tale diagnosi). Due cause di La possibilità di trovare doppi adenomi (10%) è il motivo per cui si deve sempre
ipercalcemia possono coesistere. esplorare tutti e due i lati del collo in assenza di esami strumentali accurati.
6
² La localizzazione strumenta
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Chirurgia - nozioni generali
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Chirurgia generale - i drenaggi
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Chirurgia generale - chirurgia toracica
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Chirurgia - chirurgia generale - Appunti