UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI GENOVA
Facoltà di Medicina e Chirurgia
CATTEDRA DI CHIRURGIA D’URGENZA
TESINA
INFARTO INTESTINALE
ANNO ACCADEMICO 2012/2013
INDICE ………………………………………………………
INTRODUZIONE 3
CAPITOLO 1 …………….
CENNI DI ANATOMIA DEL CIRCOLO SPLANCNICO 4
CAPITOLO 2
……………………………………………………………
EZIOLOGIA 14
CAPITOLO 3 …………………………………………………….
FISIOPATOLOGIA 18
CAPITOLO 4 ……………………………….
QUADRO ANATOMO-PATOLOGICO 21
CAPITOLO 5 ………………………….
QUADRO CLINICO-LABORATORISTICO 22
CAPITOLO 6 ……………………………………
DIAGNOSTICA STRUMENTALE 24
CAPITOLO 7
STRATEGIE TERAPEUTICHE NELL’ISCHEMIA E
NELL’INFARTO ARTERIOSO ……………………………………….. 35
CAPITOLO 8
STRATEGIE TERAPEUTICHE NELL’ISCHEMIA E
NELL’INFARTO VENOSO …………………………………………… 51
CAPITOLO 9 ………………………………………
IL DANNO DA RIPERFUSIONE 53
CAPITOLO 10
IL PROBLEMA DELL’INFARTO INTESTINALE DOPO
……………………………..
INTERVENTI DI CARDIOCHIRURGIA 56
CAPITOLO 11
……………………………………………………………..
CASISTICA 57
……………………………………………………….
CONCLUSIONI 64
………………………………………………………
BIBLIOGRAFIA 65
2
INTRODUZIONE
L’infarto intestinale rappresenta la drammatica ed irreversibile conseguenza
dell’ischemia mesenterica acuta evoluta verso la necrosi della parete intestinale.
Nonostante i progressi dei presidi medico-chirurgici, il tasso di mortalità che
caratterizza tale affezione risulta ancora elevato e ciò è dovuto, in particolare, al
ritardo con cui spesso si giunge alla diagnosi.
Il successo è invece legato alla precoce individuazione della fase di ischemia
acuta, quando non si è ancora instaurata una condizione di danno irreversibile ed
è possibile effettuare interventi meno demolitivi.
Purtroppo la diagnosi precoce non risulta affatto agevole, a causa della povertà e
soprattutto dell’aspecificità del quadro clinico e dei dati laboratoristici.
La presenza di «addome acuto senza addome acuto», eventuali precedenti
anamnestici di angina abdominis, cardiopatie o vasculopatie di altri distretti
possono soltanto indurre sospetti.
In questo stadio, neppure le immagini radiologiche standard sono discriminanti.
L’ecocolordoppler non da, in genere, risultati sicuri e non è spesso attuabile in
condizioni di urgenza.
L’angiografia, pur rappresentando un valido strumento diagnostico, si dimostra
non poco invasiva e non scevra da rischi anche letali. L’effettuazione
indiscriminata di tale esame ha condotto in passato a trovarsi di fronte al 50% di
casi negativi ed ancora oggi, in realtà, si tende all’abuso.
Un’innovazione diagnostica in tale campo è rappresentata dall’esame TC, il
quale non solo è dotato di notevole sensibilità e specificità, ma risulta non
invasivo ed è di facile attuazione in condizioni d’urgenza, apprestandosi a
divenire l’esame di prima scelta nella diagnosi di ischemia mesenterica acuta-
infarto intestinale. 3
Capitolo 1
CENNI DI ANATOMIA DEL CIRCOLO SPLANCNICO
La vascolarizzazione arteriosa splancnica è sostenuta da tre grossi vasi (il tronco
celiaco, l’arteria mesenterica superiore, l’arteria mesenterica inferiore) e dai loro
rami. Queste strutture, inoltre, sono fra loro connesse da una complessa rete di
circoli collaterali.
1.1 TRONCO CELIACO
E’ una grossa arteria, lunga circa 1,5 cm, che origina dalla superficie anteriore
dell’aorta addominale, sotto l’orifizio aortico diaframmatico e delle arterie
freniche inferiori. Decorre in avanti e verso destra, dividendosi in tre rami:
- arteria gastrica sinistra;
- arteria epatica comune;
- arteria lienale.
L’arteria gastrica sinistra risale in alto e a sinistra, e dopo aver fornito due o
tre arterie esofagee, discende sulla piccola curvatura dello stomaco,
anastomizzandosi con l’arteria gastrica destra.
L’arteria epatica comune, dopo l’origine a destra del tronco celiaco, fornisce
l’arteria gastroduodenale e la gastrica destra, ed ascende al fegato come «epatica
propria». L’arteria gastroduodenale discende tra il duodeno e la testa del
pancreas dividendosi terminalmente nelle arterie gastroepiploica destra e
pancreaticoduodenale superiore. Questi due rami contraggono anastomosi
rispettivamente con l’arteria gastroepiploica sinistra, collaterale della lienale, e
con la pancreaticoduodenale inferiore, originata dalla mesenterica superiore.
L’arteria lienale, dopo aver rilasciato rami pancreatici e gastrici brevi, fornisce
l’arteria gastroepiploica sinistra, per poi terminare con i rami lienali.
4
1.2 ARTERIA MESENTERICA SUPERIORE
Origina dall’aorta, 1-2 cm sotto il tronco celiaco, decorre posteriormente alla
testa del pancreas ed incrocia la porzione orizzontale del duodeno, per poi
penetrare nella radice del mesentere. Descrivendo una curva convessa a sinistra,
raggiunge la fossa iliaca destra, dove termina con l’arteria ileocolica, suo ramo
terminale.
I suoi rami collaterali sono: l’arteria pancreaticoduodenale inferiore, l’arteria
colica media, l’arteria colica destra, le arterie digiunali e ileali.
Figura 1.1
Arteria mesenterica superiore e branche collaterali.
–
1 tripode celiaco;
–
2 tronco duodenopancreatico inferiore o
pancreaticoduodenale sinistro;
–
3 arteria colica media;
–
4 arteria colica destra;
–
5 arteria colica ascendente;
–
6 arteria ileocolica;
–
7 arterie ileali;
–
8 arterie digiunali;
–
9 arteria renale sinistra;
a
–
10 1 arteria digiunale;
–
11 arteria mesenterica superiore.
–
Tratto con modifiche da: Encyclopédie Médico-Chirurgicale (Paris) 43-105 40-492.
5
L’arteria pancreaticoduodenale si divide, appena dopo l’origine, in
inferiore
un ramo anteriore ed uno posteriore, che si anastomizzano con altrettanti rami
dell’arteria pancreaticoduodenale superiore, distribuendosi al pancreas ed al
duodeno.
L’arteria colica media si dirige in avanti e verso destra, dividendosi in un ramo
destro ed uno sinistro, che si anastomizzano con i corrispondenti delle arterie
coliche destra e sinistra. Si vengono così a creare ampie arcate dalla cui
convessità nascono piccoli rami, i quali, dividendosi ulteriormente, possono
formare altre arcate.
Vascolarizza prevalentemente il colon trasverso.
L’arteria colica destra si divide in due rami, discendente ed ascendente, che si
anastomizzano rispettivamente all’arteria ileocolica e alla colica media. Anche
in questo caso si formano arcate con la stessa modalità descritta sopra.
Il territorio di distribuzione comprende il colon ascendente e la flessura destra.
L’arteria ileocolica termina dividendosi in un ramo superiore che si
anastomizza con l’arteria colica destra e in uno inferiore, connesso con la
terminazione dell’arteria mesenterica superiore.
Irrora l’ileo distale, il cieco e parte dell’ascendente.
Le arterie digiunali e ileali o «arterie intestinali» nascono dal lato sinistro
convesso dell’arteria mesenterica superiore e si distribuiscono al digiuno e
all’ileo formando una complessa rete di arcate. Dall’ultima serie di arcate,
originano numerose piccole arterie rette, che raggiungono le anse fornendole
così di rami terminali.
1.3 ARTERIA MESENTERICA INFERIORE
Più piccola della mesenterica superiore, nasce 6-7 cm sotto di essa e discende in
basso a sinistra nella piccola pelvi terminando con l’arteria rettale superiore.
I suoi rami collaterali sono l’arteria colica sinistra e le arterie sigmoidee.
6
Figura 1.2
La figura mostra le arterie mesenteriche ed i loro rami.
L’arteria colica sinistra si risolve, in genere, in un ramo ascendente che
contrae anastomosi con l’arteria colica media, e in un ramo discendente che si
anastomizza con la prima arteria sigmoidea.
Vascolarizza parte del colon trasverso, la flessura sinistra, il colon discendente
prossimale.
Le arterie sigmoidee, in numero di 2 o 3, decorrono in basso e a sinistra,
formando arcate che si distribuiscono al colon discendente distale e al sigma,
anastomizzandosi con l’arteria rettale superiore.
L’arteria rettale superiore o «emorroidaria superiore» si divide in due rami
che, discesi sui due lati del retto, si risolvono in rami più fini che si uniscono
7
all’arteria collaterale dell’iliaca interna e alla
rettale media, rettale inferiore,
ramo della pudenda interna.
1.4 ARCATE E CIRCOLI COLLATERALI
Le arcate e i circoli collaterali tra le arterie splancniche rivestono un ruolo
clinico rilevante. Permettono infatti il mantenimento della perfusione viscerale
in caso di ostruzione delle vie di circolo principali o di legatura chirurgica. E’
tuttavia importante la velocità con cui si sviluppano le lesioni: se lenta, i circoli
di svilupparsi; se invece l’interruzione avviene in
collaterali hanno il tempo
modo brutale (ad esempio per un embolo) si instaura l’ischemia acuta.
L’arcata di Barkow origina dall’anastomosi fra le arterie epiploiche destra e
sinistra, derivanti dalle rispettive arterie gastroepiploiche.
L’arcata di Rio Branco deriva dall’unione dei rami anteriori e posteriori delle
arterie pancreaticoduodenali e stabilisce una importante via di comunicazione
tra arteria epatica e mesenterica superiore.
L’arcata di Drummond costituisce una via di comunicazione tra le due arterie
mesenteriche, essendo costituita da rami della ileocolica e delle arterie coliche
destra, media e sinistra. Decorre lungo l’inserzione mesenteriale del colon
sinistro e da essa originano i vasi retti.
L’arcata di Riolano, come la precedente, connette le due arterie mesenteriche,
ponendo in anastomosi l’arteria colica destra con la sinistra. Sono stati descritti
da Courbier quattro principali tipi di arcata di Riolano (figura 1.3), in base
all’emodinamica del flusso e al calibro dell’arcata e dell’arteria emorroidaria
superiore. 8
Figura 1.3
I quattro tipi di arcata di Riolano
arcata arteria emorroidaria diagnosi
di Riolano superiore
– ostruzione isolata dell’AMI
tipo 1 piccola piccola
–
tipo 2 grossa piccola ostruzione AMS
– ostruzione all’origine dell’AMI e del carrefour
tipo 3 grossa grossa
–
tipo 4 grossa grossa ostruzione osti AMS e AMI
9
Figura 1.4
Arcate e circoli collaterali
–
1 arteria pancreatica dorsale;
–
2 arcata di Kirk
–
3 arcata di Riolano;
–
4 arcata pancreaticoduodenale posteriore;
–
5 arcata pancreatico duodenale superiore;
–
6 arcata di Rio Branco;
–
7 arcata di Buhler;
–
8 arcata di Drumond;
–
9 tronco duodenopancreatico inferiore;
–
10 arcata di Villemin. –
Tratto con modifiche da: Encyclopédie Médico-Chirurgicale (Paris) 43-105 40-492.
10
L’arco di Buhler costituisce una anastomosi diretta tra il tronco celiaco e
l’arteria mesenterica superiore. La sua presenza rappresenta un’evenienza rara
(2%) ed è legata ad una mancata involuzione embriologica.
Figura 1.5
Arco di Buhler
1.5 PUNTI CRITICI DI VASCOLARIZZAZIONE
Nell’ambito di un così complesso sistema di arcate, non possono mancare punti
di debolezza, i quali possono impedire il normale «salvataggio» delle anse da
parte dei circoli collaterali. I più noti sono:
- punto di Griffith;
- punto di Sudeck;
- punto di Reiner. è situato a livello dell’angolo colico sinistro, tra l’arteria
Il punto di Griffith 11
colica sinistra e l’arcata del colon trasverso e interrompe il circolo di Riolano .
si colloca tra il sistema terminale dell’arteria mesenterica
Il punto di Sudeck
inferiore e l’arteria emorroidale superiore.
Figura 1.6
Punti deboli della vascolarizzazione mesenterica
12
è costituito da un segmento dell’arteria mesenterica
Il punto di Reiner
superiore, compreso fra il punto situato a monte dell’origine della seconda
arteria intestinale e della colica media ed un punto a valle dell’ileocolica.
Figura 1.7
Segmento di Reiner 13
Capitolo 2
EZIOLOGIA
L’eziologia dell’ischemia mesenterica acuta può essere schematizzata in quattrro
categorie comprendenti: embolie e trombosi arteriose, trombosi venose, cause
funzionali.
2.1 EMBOLIA ARTERIOSA
E’ la causa più frequente, rappresentando il 50% dei casi.
La maggior parte degli emboli origina da trombi delle cavità cardiache di
sinistra o da lesioni valvolari. I trombi sono a loro volta dovuti ad aritmie
(fibrillazione atriale) o alla presenza di aree discinetiche successive ad infarto
miocardico o ad altre affezioni cardiache (cardiomiopatie dilatative).
Circa il 15% degli emboli si arresta all’origine dell’arteria mesenterica
superiore, ma la maggior parte si colloca a 3-10 cm da tale punto, poco oltre
l’origine dell’arteria colica media. Quasi sempre vi è concomitante
embolizzazione di altri distretti arteriosi.
2.2 TROMBOSI ARTERIOSA
E’ responsabile del 25% dei casi.
E’ solitamente associata a lesioni aterosclerotiche. Molti pazienti lamentano una
storia di ischemia cronica, con dolore post-prandiale (angina abdominis), perdita
di peso e sazietà precoce.
La lesione ateromasica progredisce lentamente negli anni, fino al
raggiungimento di un limite critico di stenosi. A questo punto, è sufficiente una
l’improvvisa trombizzazione della parte del
riduzione del flusso per favorire 14
lume rimasta pervia.
Generalmente, la trombosi arteriosa mesenterica si verifica all’origine dei vasi.
Tabella 2.1
Classificazione eziologica dell’infarto intestinale da ostruzione arteriosa
Embolica: - infarto miocardico
- fibrillazione atriale
- endocardite vegetante
- miocardite
- anomalie congenite
- chirurgia cardiaca
aneurismi ed ateromasia dell’aorta toracica
-
Trombotica: - aterosclerosi
- ipercoagulabilità sanguigna
- arteriopatie rare: luetica, settica, panarterite nodosa, arteriti
2.3 TROMBOSI VENOSA
Descritta per la prima volta da Elliott nel 1895 come «trombosi del sistema
venoso porto-mesenterico», costituisce una rara evenienza, stimata intorno al 5-
15%. Il tasso di mortalità a lungo termine risulta particolarmente elevato, pari a
83%.
Vi può essere interessamento diretto della vena mesenterica superiore o in
conseguenza di ostruzione portale. Inoltre si distinguono forme primitive,
idiopatiche, da forme secondarie a varie affezioni, sistemiche o locali.
L’occlusione venosa si traduce in una stasi ematica che impedisce il flusso
15
arterioso e provoca congestione capillare, emorragia sottomucosa ed infarto
intestinale.
Tabella 2.2 intestinale da ostruzione venosa
Classificazione eziologica dell’infarto
Cause locali:
- tromboflebiti tronculari (discendenti): - cirrosi epatica
- epatite luetica
- splenomegalie croniche e
tromboflebitiche
- pileflebite suppurativa
- tromboflebiti radicolari (ascendenti): - appendicite acuta
- enterite ulcerosa
- colite tipica
- diverticolite
- tumori intestinali ulcerati
- parassitosi intestinali
- affezioni flogistiche
(vie biliari, pancreas, apparato
uro-genitale ecc.)
tumori dell’apparato
- genitale
femminile
- traumi chirurgici
Cause generali:
- setticemia
- piemia
- flebiti di altri distretti
- polmoniti
- ipercoagulabilità ematica (piastrinosi post-splenectomia, deficit di
antitrombina III ereditario o secondario ad uso di estro-progestinici )
16
2.4 ISCHEMIA «FUNZIONALE»
E’ la conseguenza di un deficit di flusso a cui fa seguito vasocostrizione
mesenterica.
Si verifica in seguito a deficit della pompa cardiaca, shock, emoconcentrazione,
somministrazione di farmaci e sostanze ad azione vasocostrittiva (digitale,
cocaina ecc.) e può complicare, come sarà detto più avanti, interventi
cardiochirurgici.
Scoperta per la prima volta 30 anni fa, la sua incidenza è oggi in diminuzione,
grazie all’evoluzione dei presidi terapeutici e ria
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