INFEZIONI IN CHIRURGIA
TIPOLOGIA DI INFEZIONI IN CHIRURGIA
- del sito chirurgico
- vie urinarie
- respiratorie (+ frequenti, provocano la > parte dei decessi)
- vie biliari
- accessi vascolari
- ulcere da decubito
- ascessi
- setticemie
DEL SITO CHIRURGICO (ISS) → quando la virulenza degli agenti microbici supera le barriere
criteri diagnostici:
- c’è pus (essudato purulento),
- essudato non purulento associato a eritema, febbre, dolore, flogosi, deiscenza margini
della ferita, esami colturale positivo
Microrganismi coinvolti
- gram - tipici dell'apparato gastro enterico (pseudomonas, escherichia coli)
nel collo → sono normalmente nella
- gram + tipici di accessi vascolari, incisioni
superficie cutanea
- miceti tipico in pz immunodepressi
Contaminazione:
- endogena: da cute mucose, visceri del pz
- esogena: dal personale sanitario (orofaringe, naso, cute), strumenti, materiali,
disinfettanti contaminati
Complicanze:
locali: processo flogistico porta a riduzione di apporto sanguigno e quindi
- necrosi =
necrosi, se non viene rimossa si passa alla cancrena = tessuto necrotico
infetto da batteri anaerobi ⇒ amputazione
di ferita = i margini non sono chiusi e non guariscono per prima
- deiscenza
intenzione ⇒ non va chiusa riaccostando i margini perché suppura, guariscono
dal basso verso l’alto ⇒ medicazioni molto lente
(fascia muscolare, poi sottocute, poi cute)
(poliuretano, zaffo iodato)
deturpanti o invalidanti (es cheloidi → causati da un eccesso di
- cicatrici
collagene)
sistemiche:
- febbre
- batteriemia/setticemia = batteri migrano nel sangue
→ situa grave in cui pz può morire, corpo non risponde
- shock settico
all’infezione, pz va in ipotensione e non risponde a sostanze vasoattive
(dopamina, adrenalina), cell vanno in microperfusione e non riusciamo più a
usare l’ossigeno
- morte
Classificazione ferite
IN BASE ALLA SEDE
cute/sottocute, in una cavità non normalmente presente nel corpo =
• superficiali:
ascesso = raccolta infetta all’interno in una zona del corpo → se la cavità è
normalmente presente nel corpo la raccolta si chiama “empiema”
- terapia conservativa e antibiotici
ascessi ⇒ esplorazione
- chirurgica e drenaggio
• profonde: diffuse (necrosi e gangrena anaerobia)
- trattamento: H2O2, Betadine, esplorazione + rimozione chirurgica del tessuto necrotico
e antibiotico terapia mirata
empiema ⇒ esplorazione chirurgica e drenaggio
-
• sistemiche: batteriemia, piemia e sepsi
IN BASE AL RISCHIO INFETTIVO
• pulite
- 1-4% di infezione,
- non traumatica,
- non apertura di tratti respiratorio/genitourinario/digerente
Ernioplastiche (con protesi), Chirurgia vascolare minore, Chirurgia del collo, Chirurgia della mammella
protesica
• pulite-contaminate
- < 10% di infezione
- non c’è trauma
- apertura dei tratti respiratorio/digestivo in assenza di evidente contaminazione
- apertura orofaringe, dei tratti genitourinari e biliare (non infetti)
Appendicectomia, Interventi sul colon-retto, Chirurgia del collo, Chirurgia epatica e delle vie biliari
• contaminate
- 10-20% di infezioni
- ferite traumatiche recenti
- importante contaminazione tratto gastrointestinale
- apertura tratti genitourinario/biliare in presenza di urina o bile infette
• sporche
- 20-40% di infezione
- fratture traumatiche non recenti o infette (frattura esposta, ferita da arma da fuoco)
- infezioni in atto
- visceri perforati
- raccolte purulente
Fattori di rischio:
• del pz: età, obesità, diabete, immunodepressione, trattamento con corticosteroidi (è un
, stato nutrizionale, tabagismo, coesistenti infezioni, degenza preoperatoria
immunosoppressione)
• infettivo operatorio inerenti all’uomo , all’ambiente, all’atto terapeutico
(pz e personale sanitario)
rischio aumentato in caso di chirurgia addominale (apparato digerente → feci = batteri), trapianti
+ (pz immunodepressi), amputazioni (ridotto apporto vascolare, > proliferazione di batteri
anaerobi)
Principi generale di prevenzione
- adeguata preparazione del pz e dell’equipe chirurgica
- gestione del personale colonizzato o infetto che minimizzi il rischio di trasmissione
preparazione del pz
● igiene personale e della sede chirurgica,
● pulizia intestinale,
● CV se serve
● compenso idroelettrolitico
● profilassi antibiotica → antibiotico sicuro, poco costoso, battericida, spettro che copre i
contaminanti + probabili
- Momento di infusione della dose iniziale dell’agente microbico
(induzione anestesia)
x raggiungere la concentrazione battericida di farmaco nel siero e tessuti al
momento dell’incisione cutanea
- Mantenere i livelli terapeutici durante tutta l’operazione.
- Somministrazione EV
↓
• chirurgia pulita ⇒ Cefalosporina II generazione
• chirurgia pulita-contaminata ⇒ Penicillina protetta (ampicillina+sulbactam)
• chirurgia vascolare maggiore (protesica) ⇒ Amoxicillina+acido clavulanico o Cefalosporina II
generazione
• chirurgia ortopedica ⇒ Cefalosporina II generazione
negli USA molti interventi vengono fatti senza profilassi antibiotica o con la dose one
shot = 1 dose solo quando viene eseguita la ferita
- doccia la mattina dell’intervento o il gg prima con antisettico
- tricotomia va fatta prima dell’intervento xk molti soffrono di follicolite (pre stato di infezione che si
sviluppa durante la notte se ci si depila la sera prima dell’intervento)
battericida: uccide il batterio
batteriostatico: blocca la proliferazione batterica
igiene dell'ambiente di degenza, microclima, ventilazione, temperatura
x evitare contaminazione microbica dell'aria:
● uso di percorsi controllati,
● utilizzo di un sistema di ventilazione idoneo
● corretta applicazione delle norme di sanificazione ambientale
igiene dell'operatore:
sociale e specifico delle mani, cura delle unghie ⇒
● lavaggio tecnica/durata del
lavaggio, tecnica di asciugatura, tecnica x infilarsi i guanti, condizioni delle mani ⇒ adeguate
● utilizzo di copricapo e mascherine,
● assenza di oggetti, monili
● unghie corte, pulite, limate, no smalto
● manovre corrette
controllo nell'immediato post-operatorio: valutazione di
● condizioni cliniche
● presenza di una o più ferite chirurgiche, drenaggi, stomie,
● monitoraggio di dolore localizzato in sede di ferita chirurgica e di temperatura corporea
prevenzione in sala operatoria
● Adeguati sistemi di ventilazione della sala operatoria
● Adeguata pulizia e disinfezione dell’ambiente
● Campionamento microbiologico ambientale
● Adeguata sterilizzazione strumenti chirurgici
● Rispetto dell’asepsi e adeguate tecniche chirurgiche
● Adeguate modalità di medicazione della ferita
Gestione ferita chirurgica
- Accurato lavaggio delle mani ad inizio e fine di ogni medicazione
- Iniziare sempre con la medicazione delle ferite "pulite", poi contaminate, poi infette ⇒ anche x
pz in stanze diverse ⇒ si trasportano i germi tramite il carrello/cestino
- I rifiuti vanno allontanati e smaltiti nel più breve tempo possibile
- Preferibile eseguire le medicazioni in ambiente dedicato e non nella stanza di degenza
- Scoperta la ferita, usare tutte le norme di asepsi nelle manovre che intercorrono tra questo
momento e il confezionamento della nuova medicazione
• Ispezionare sempre la ferita e il suo decorso:
- segni locali precoci di infezione sono l'eritema, il dolore e l'ispessimento dei margini.
- fuoriuscita di pus è un evento già più tardivo.
sempre presente in sede di incisione chirurgica; deve progressivamente
- dolore
ridursi dopo il primo gg post-op. ed infine scomparire ⇒ se permane o si
accentua = infezione
• Disinfettare la ferita con movimenti circolari dall'interno verso l'esterno, coprirla con diversi
strati di garza permettere il drenaggio di fluidi prodotti ma mai lasciate bagnate ⇒ rischio di
(devono
Utilizzare medicazioni semipermeabili che consentano l'aerazione.
macerazione)
pancia si disinfetta dall’ombelico verso l’esterno in modo circolare cambiando sempre batuffolo
• Drenaggi gestiti e tenuti con cura sostituendo i dispositivi di raccolta a circuito chiuso (a caduta
o per aspirazione attiva o a valvola d'acqua) evitando che poggino sul pavimento o sul letto
medicazioni e non ogni gg ⇒ aria può contaminare, rischio di
- ferita pulita medicata a gg alterni
asportare neo tessuto
→ medicate ⇒ rimuovere fibrina
- ferite sporche tutti i gg
→ macerazione
- medicazione bagnata va cambiata
- rimozione punti di sutura: normalmente 8/10 giornata post- op.,nei pz immunodepressi dopo
14/20 gg perchè ci mettono tanto a cicatrizzare;
● punti tolti gradualmente così la ferita cicatrizza meglio, se li togli tutti insieme c’è >
rischio di riapertura
= rimozione di parte della sutura cutanea, apertura della ferita e
- ferita suppurata
drenaggio del materiale purulento ⇒ lavi con betadine e fisiologica o solo fisiologica
e poi ricuci. La ferita va fatta sanguinare
Complicanze post-operatorie: contrastano il processo di guarigione del paziente
- classificate in base al tempo di insorgenza, ai segni vitali e agli apparati e sistemi coinvolti
- “complicanze riferite alla ferita chirurgica” e “complicanze post-operatorie” legate alle condizioni
generali del paziente nel post-operatorio
precoci della guarigione delle ferite (altrimenti
sieroma = accumulo di essudato liquido nel tessuto sottocutaneo non infetto
sarebbero ascessi) → se non trattati aumenta la pressione, i margini si scostano e la
ferita diventa deiscente
- trattamento: punture evacuative, compressione, eventualmente drenaggio in aspirazione
ematomi = raccolta di sangue tra sottocute e tessuto muscolare sottostante causato da rottura
della parete di un vaso sanguigno
- trattamento: puntura evacuativa o easy flow (drenaggio piatto x far uscire sangue da una zona
→ se non efficace revisione chirurgica
sottostante)
deiscenza = riapertura spontanea o mancata chiusura dei margini di una
(superficiale o profonda)
ferita precedentemente suturata. Parziale = interessa uno o alcuni punti di sutura, completa =
estesa a tutta la ferita
che non fa respirare il tessuto sottostante ⇒ ferita ha bisogno di O2 x guarire (si aprono
tappo di fibrina
solo cute e sottocute)
- Trattamento: nelle superficiali toilette chirurgica, nelle profonde revisione chirurgica
addominali, conseguenza della deiscenza
eviscerazione = dalla ferita fuoriescono i visceri
⇒ cute, sottocute e fascia muscolare sono aperti, porta a morte, causate da suture
fatte male
cellulite = infezione batterica che si diffonde negli strati tissutali, di solito sostenuta da
streptococco
ascesso = raccolta localizzata e purulenta, molto dolente; determina una pressione che tende a
disperdere il contenuto purulento verso i tessuti circostanti.
linfangite = diffusione nel sistema linfatico di un processo infettivo
tardive della guarigione delle ferite
cicatrici ipertrofica = confinate lungo le linee di incisione, appaiono come un cordone rilevato.
- Trattamento: regrediscono spontaneamente (inizia dopo 3-6 mesi, spariscono completamente dopo
1-2 anni)
cheloide = tessuto cicatriziale in eccesso, si forma in una ferita chirurgica, margini mal definiti
e rilevati, pigmentazione scura ; dolore, prurito, problemi
(eccessiva proliferazione delle fibre collagene)
estetici
- Trattamento: corticosteroidi e anestetici intralesionali, laserterapia, chirurgia plastica.
laparocele = fuoriuscita dei visceri dalla fascia muscolare ma non dalla cute
- Trattamento: revisione chirurgica con eventuale plastica.
piaghe da decubito = necrosi cutanea, possono arrivare a dimensioni notevoli se non trattate e
prevenute
VAC (vacuum assisted closure) → x pz in cui si sospetta una difficile cicatrizzazione (es pz obesi)
medicazione che promuove la guarigione attraverso la pressione topica negativa, controllata
sulla sede della ferita attraverso una spugna in poliuretano; aiuta ad avvicinare i lembi della
ferita, rimuove il materiale infetto e favorisce la formazione di tessuto di granulazione
SALA OPERATORIA
blocco operatorio = insieme di locali e strutture necessarie all’esecuzione di interventi chirurgici
(percorsi in cui il personale entra, si cambia, pre sala (anestesista, accessi venosi, controllo cartella clinica e controllo
sito chirurgico), sala operatoria, sala di risveglio e uscita)
↓
regole prestabilite x circolazione di persone e materiali x limitare la contaminazione microbica
ambientale
- solo personale addetto all’intervento/gestione della sala, spostamenti ridotti, evitare di ridere/parlare/muoversi
inadeguatamente (flusso d’aria), ingresso in reparto operatorio solo attraverso zona di filtro (cambio divisa e
calzari, quando si esce vanno ritolti), porte chiuse durante l’intervento, indossare mascherina e copricapo
→
vestizione e lavaggio chirurgico durata: almeno 5 minuti totali
1. Bagnare uniformemente mani e avambracci fino a due dita sopra la piega del gomito;
2. Erogare sulle mani l’antisettico premendo con il gomito la leva del dispenser;
3. Lavare mani e avambracci per circa due min, ogni dito e ogni spazio interdigitale, impiegando
circa un min per mano;
4. Spazzolare le unghie per mezzo min per mano, poi lasciar cadere lo spazzolino nell'apposito
contenitore;
5. Risciacquare le mani e poi gli avambracci tenendo le mani sopra il livello dei gomiti,
risciacquare le dita una alla volta dalle estremità delle dita fino alla piega dei gomito;
• Usando un telo sterile asciugare prima ciascun dito, poi mani infine gli avambracci fino a
piega del gomito con movimenti circolari e senza ripassare dall’avambraccio alla mano.
sterile ⇒ afferrarlo dalla sua parte centrale e poi dal collo,
• Indossare il camice
permettendogli di svolgersi e mantenendolo lontano dal corpo (parte interna rivolta verso di
, infilare prima le braccia e lasciare che un infermiere dietro di voi possa chiudere il
voi, non sterile)
camice posteriormente
• Con l’aiuto dello strumentista, indossare poi i guanti sterili monouso.
sterilità di zona verde preparazione del campo sterile ⇒ fatta da equipe chirurgica e strumentista
- tavolo madre (di solito già preparato precedentemente dallo strumentista, dispone di tutti gli strumenti
necessari in base al tipo di intervento)
- servitore
- tavolo operatorio
campo sterile continuamente salvaguardato da fonti di contaminazione ⇒ se
personale non vestito sterilmente si sposta ⇒ percorso + lungo x evitare di venire a
contatto con il campo operatorio
preparazione del pz in sala
- Posizionare il pz secondo il tipo di intervento (posizione litotomica, prona, supina, laterale,..)
- Disinfettare il sito chirurgico superando abbondantemente il limite della zona di incisione per
poter eventualmente ampliare l’incisione e crearne di nuove se necessario (disinfettanti comunemente
⇒
usati: Iodo-povidone 7-10% in soluzione alcolica 70°; Clorexidina gluconato 0,5-2% in soluzione alcolica 70°)
disinfettare in modo concentrico dal centro verso la periferia del sito chirurgico
- Isolamento dell’area chirurgica: circondare il sito chirurgico con teli sterili sui 4 lati; ricoprire
con un telone le gambe del pz; delimitare l’area di interesse chirurgico da quella di interesse
anestesiologico posizionando un telo separatore verticalmente tra testa del pz e resto del corpo
• equipe chirurgica deve sempre avere le mani sterili al di sopra del tavolo operatorio, ben
visibili sul campo sterile e solo loro possono venire a contatto con strumenti chirurgici sterili
• mani sterili possono toccare solo oggetti di cui sia certa la sterilità, attenzione a non toccarsi
inavvertitamente il copricapo o la mascherina che non sono assolutamente sterili;
• non prelevare direttamente dal tavolo servitore gli strumenti chirurgici ⇒ chiedere
allo strumentista di quale ferro si ha bisogno e aprire bene il palmo della mano per
riceverlo.
asepsi e antisepsi
asepsi = procedure e comportamenti x mantenere lontani i microrganismi patogeni x prevenire
contaminazione (vestizione)
antisepsi = procedimenti x eliminare e distruggere i microrganismi patogeni (disinfettante)
prevenire la contaminazione di una ferita chirurgica
prima dell’intervento:
- Attenta e meticolosa pulizia del sito chirurgico, ed eliminazione di ogni pelo/capello;
- Conoscere perfettamente la storia anamnestica e i fattori di rischio cui il pz è esposto e che
potrebbero complicare la guarigione di una ferita e facilitarne la sua contaminazione (pz diabetico,
immunodepresso,..);
- In pazienti fortemente a rischio considerare l’ipotesi di una profilassi antibiotica.
durante l’intervento:
- Adottare una tecnica chirurgica adeguata ed eseguirla correttamente;
- Cambiarsi i guanti ed eventualmente rilavarsi se si viene a contatto con zone del corpo
altamente colonizzate da batteri (es interventi sul grosso intestino);
- Mantenere nel pz una giusta temperatura corporea e una tensione di O2 a livelli adeguati.
dopo l’intervento:
- Lavarsi le mani prima di iniziare una medicazione e utilizzare guanti sterili monouso nel post-
operatorio per disinfettare la ferita e cambiare le garze.
strumenti chirurgici impugnatura chirurgica = 1 e 4 dito
- monouso
non monouso →
- sterilizzabili (imbustati con doppia busta)
classificazione:
→ tagliare, sezionare e rimuovere tessuti
1. TAGLIENTI
bisturi (“lama a freddo”)
- bisturi con lama monouso montata su manico sterilizzabile
- bisturi monouso, lama monouso
- lame:
- panciute: + grosse, incisioni gr
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-
Chirurgia generale - chirurgia toracica
-
Chirurgia generale - chirurgia d'urgenza
-
Chirurgia generale
-
Chirurgia - chirurgia generale - Appunti