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Isotipo squamocellulare e adenocarcinoma esofageo

 L'isotipo squamocellulare interessa i 2/3 prossimali. Si presentano 2 forme   Più comuni adenocarcinoma epiteliale metaplastico colonnare distale. In più, troviamo un 3% di forme molto rare (linfoma, melanoma, carcinosarcoma).

Incidenza nei paesi occidentali

Nei paesi occidentali, il cancro dell'esofago è una malattia che colpisce prevalentemente soggetti in età avanzata con un’incidenza di 10-20 casi ogni 100.000 abitanti all’anno. L’incidenza più alta tra i paesi della Comunità Europea si trova in Francia ed in Scozia, dove la frequenza della patologia si è raddoppiata per entrambi i sessi a partire dal 1970. Il carcinoma dell’esofago è, rispetto ai paesi occidentali, 20-30 volte più frequente in Cina, Iran e nella regione del Transkei in Sud Africa.

Istopatologia

La vasta maggioranza dei tumori maligni primitivi dell’esofago è costituita dai carcinomi, e di questi l’epidermoide, o squamoso, è il più frequente. I tumori possono assumere il seguente aspetto macroscopico: polipoide (fungiforme); stenosante (scirroso), ulcerato.

  • Carcinoma in situ: viene solitamente localizzato per mezzo di colorazioni vitali ed è caratterizzato da polimorfismo e disordine architetturale in ogni strato dell’epitelio. È dimostrato che da tale istotipo si può passare ad un carcinoma microinfiltrante, configurando quadri endoscopici ed anatomo-clinici di early carcinoma.
  • Carcinoma squamocellulare: 95% dei carcinomi esofagei. Caratterizzati da cellule poligonali a citoplasma eosinofilo, con ponti intercellulari o spine e produzione di cheratina. Il tumore tende ad infiltrare in profondità i piani sottomucosi e ad estendersi in senso longitudinale. Invade la parete muscolare dell’esofago e successivamente le strutture mediastiniche adiacenti, soprattutto i nervi (laringeo ricorrente e frenico), la trachea, l’aorta ed il pericardio e/o i bronchi.

Il carcinoma squamocellulare insorge lungo tutta l’estensione dell’esofago con la stessa incidenza nel terzo medio e nel terzo inferiore, ma con minor frequenza nel tratto superiore. La disseminazione nelle stazioni linfonodali per i tumori prossimali avviene prevalentemente in direzione dei linfonodi sopraclaveari, cervicali e mediastinici superiori; le neoplasie del terzo medio possono coinvolgere tutti i linfonodi mediastinici ed i linfonodi che accompagnano l’arteria gastrica di sinistra ed il tripode celiaco, mentre le neoformazioni del terzo distale generalmente tendono a diffondere ai linfonodi del mediastino inferiore e sottodiaframmatici.

La diffusione metastatica per via ematogena ha quali localizzazioni...

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Scienze mediche MED/18 Chirurgia generale

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