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Chinesiologia 2 – Polso e mano

Il polso, che è il supporto della mano e del pollice, corrisponde al segmento più stretto dell’arto superiore, è la zona di transizione tra il pollice e l’avambraccio e avrà lo scopo di aumentare le possibilità della mano di fare movimenti in senso antero-posteriori e trasversali. È un’articolazione che realizza un “cono di rivoluzione”, con il suo movimento completo, in altre parole, disegna un tronco di cono con il suo movimento. Che significa? Che la risultante dei suoi movimenti, si può iscrivere in una figura geometrica, il tronco di un cono.

Il polso realizzerà movimenti complessi e parteciperà alla prono-supinazione, grazie alle sue articolazioni. Anche se la prono-supinazione sarà sempre a carico dell’articolazione radio-ulnare inferiore e radio-ulnare superiore, infatti il polso non è fatto per fare questo movimento, ma vi partecipa aumentando la possibilità della mano di fare i movimenti in senso antero-posteriori e trasversali.

Polso

Il polso è un insieme di 15 articolazioni, che devono essere bene in equilibrio, poiché la minima disfunzione si tradurrà in una disfunzione globale di tutto il sistema polso. Quindi, funzionalmente non potremmo separare l’articolazione radio-carpica dall’articolazione medio-carpica, poiché, i movimenti di queste due articolazioni avvengono in un modo simultaneo, e dovremmo anche associarci l’articolazione poi carpo-metacarpale.

Quindi descriviamo le 3 articolazioni:

  • Articolazione radio-ulnare inferiore (o distale)
  • Articolazione radio-carpale
  • Articolazione medio-carpale (intercarpale)

Articolazione radio-ulnare inferiore (o distale)

Per quanto riguarda l’articolazione radio-ulnare inferiore (o distale), questa appartiene anatomicamente all’avambraccio, ed è la seconda indispensabile articolazione di quest’ultimo, essendo un’entità meccanica indissociabile dall’articolazione radio-ulnare superiore e anche grazie alla presenza e funzione della membrana interossea. Quindi, funzionalmente è unita al massiccio del carpo e ne orienta la fisiologia.

La superficie articolare, innanzitutto è una trocoide (quindi un ginglimo laterale), cioè un cilindro pieno l’ulna e uno vuoto il radio. L’insieme dell’articolazione radio-ulnare superiore (o prossimale) ma con una configurazione inversa, cioè la superiore mette a contatto la piccola cavità sigmoidea dell’ulna (o incisura radiale) con il contorno del capitello radiale. Quindi, mette in rapporto la piccola cavità sigmoidea dell’ulna (o incisura radiale) che è concava indietro e piana verticalmente, la testa del radio che è un segmento cilindrico convesso da davanti a dietro.

Poi c’abbiamo il legamento triangolare che è una lamina fibrosa orizzontale, la cui faccia superiore è ricoperta di cartilagine, per la faccia inferiore della testa dell’ulna.

Legamento triangolare

  • Il legamento triangolare, è il legamento più importante di quest’articolazione, ed è teso tra il margine inferiore della piccola cavità sigmoidea (o incisura ulnare) del radio, fino all’angolo che forma la faccia inferiore della testa dell’ulna, con la faccia esterna della base dell’apofisi stiloide dell’ulna (o processo stiloideo). La faccia superiore del legamento è articolare con la testa dell’ulna, mentre la faccia inferiore del legamento, è articolare con il condilo carpale (osso piramidale). Questo legamento coatta in senso trasversale l’articolazione, guida la testa dell’ulna durante le rotazioni.
  • I legamenti anteriori e posteriori corrispondono a dei veri e propri rinforzi capsulari e nascono come espansioni di questo legamento triangolare.

La stessa membrana interossea può essere considerata un legamento a distanza di questa articolazione, quindi la membrana tra radio e ulna, può essere considerata un legamento, come se fosse una prosecuzione di questo, anche se distante dall’articolazione di cui abbiamo parlato.

Prono-supinazione

Per quanto riguarda la prono-supinazione, è un movimento permesso dalle due articolazioni radio-ulnare, che sono un’unità funzionale unica ed indivisibile. Essa consiste in una rotazione assiale dell’avambraccio su un asse longitudinale, è permessa pure dalla forma particolare dei due segmenti ossei, ovvero il capitello radiale è ovale anziché rotondo, con una differenza di qualche millimetro tra un diametro e l’altro. Il radio è conformato come una specie di manovella, quindi una vera e propria barra di torsione. L’ulna è scavata sulle sue facce per accogliere i muscoli. Quindi, sarà un movimento finalizzato ad orientare la mano nello spazio. L’asse di questo movimento passa tra la zona conoide dell’omero e la tuberosità bicipitale e per la membrana interossea per arrivare al grande osso ovvero il capitato della mano.

Queste due articolazioni sono strutturate logicamente secondo gli stessi principi meccanici dovendo realizzare un movimento comune. La prono-supinazione è permessa dalla forma di questi due segmenti ossei e implica adattamenti passivi del gomito, nella radio-ulnare inferiore (o distale) e nel carpo. Il radio è molto più piccolo superiormente e invece diventa molto grande inferiormente, mentre è il contrario per l’ulna.

A livello del gomito, il radio è l’elemento adattativo del movimento o anche direttivo, mentre l’ulna è l’elemento portante. A livello del polso invece, il radio diventa il punto d’appoggio o anche elemento portante, sia per l’ulna che per la mano, mentre la testa dell’ulna è l’elemento direttivo dell’articolazione radio-ulnare inferiore (o distale) e del massiccio del carpo.

Non è come per tibia e perone che hanno lo stesso ruolo sia a livello del ginocchio che della caviglia. L’articolazione radio-ulnare superiore (o prossimale) ha sede nella regione supinatrice dell’arto superiore, infatti la supinazione forzata avviene nel gomito, e tale movimento è comandato da quale muscolo? Qual è il muscolo potente supinatore più che flessore? Il bicipite brachiale. Ed è rinforzato dal supinatore breve, invece il muscolo lungo supinatore non è propriamente un supinatore, tranne che nel caso in cui il gomito sia in una pronazione forzata, la sua invece è quella di impedire la lussazione del capitello radiale in flessione.

L’articolazione radio-ulnare inferiore (o distale) ha sede nella regione pronatrice dell’arto superiore, è una zona meno stabile e meno potente della precedente. La pronazione forzata richiede l’intervento della spalla, con la partecipazione anche dei muscoli rotatori interni della spalla.

La pronazione è preparata invece dal muscolo flessore lungo del pollice ed è eseguita dal muscolo pronatore quadrato e pronatore rotondo. I muscoli pronatore rotondo e supinatore breve, immaginiamoli come una forcella. La pronazione e la supinazione si calcolano con il gomito a 90°, in una posizione intermedia. Il radio in pronazione va da dietro verso l’avanti e l’ulna si nasconde sotto la testa del radio.

La pronazione è efficace per i seguenti fattori:

  • La differenza di diametro della testa del capitello radiale che presenta in pronazione il suo diametro maggiore
  • L’orientamento obliquo fuori del collo del radio

In questo modo si crea lo spazio sufficiente affinché la tuberosità bicipitale si infili tra i due segmenti ossei. Se non fosse così ci sarebbe un ostacolo, quindi la pronazione sarebbe minore e la potenzialità della mano sarebbe molto diminuita.

Inoltre intervengono altri 3 fattori a dare spazio alle masse muscolari:

  • L’orientamento a manovella del radio (che permette alle masse muscolari di non essere schiacciate tra le due ossa durante la pronazione)
  • Inoltre vediamo una leggera concavità di radio e ulna (nel senso che la diafisi non è perfettamente rotonda, ma leggermente concava, con una leggera concavità anteriore dell’avambraccio)

Questi sono piccoli dettagli, ma sommandoli l’uno all’altro, fanno la differenza. La prono-supinazione rappresenta la possibilità a livello della mano, di fare dei movimenti di rotazione, infatti il polso, di per sé, può eseguire solo la flesso-estensione e ab-adduzione. Se il polso avesse dovuto strutturalmente essere predisposto per dei movimenti di rotazione, probabilmente la mano sarebbe stata molto più rigida e pesante, ma soprattutto meno forte, invece in questo modo ci sono muscoli più lunghi, quindi con leve maggiori e di conseguenza più forti, è la stessa cosa che succede a livello dei piedi, perché i muscoli che danno uno slancio (tibiale posteriore, flessore lungo delle dita, flessore lungo dell’alluce) si trovano nella gamba.

Quindi il gomito e l’articolazione radio-ulnare superiore (o prossimale) sono le zone della supinazione. La pronazione che è un movimento più debole delicato, per essere forte ha bisogno di far intervenire la muscolatura della spalla, attenzione perché un deficit di pronazione porta poi a compensi in adduzione della spalla.

Quando parliamo di polso, non possiamo esimerci dal considerarlo in una visione globale di tutto l’arto superiore (e io espanderei a tutto il corpo). E a lungo andare un compenso di ab-adduzione di spalla può portare anche una risalita della testa dell’omero, con una conseguente sindrome da impingement, vedete questi compensi a catena cosa possono portare?

Vi ricordate che spesso a livello della spalla si trova un deficit di piccoli movimenti, per esempio lo scivolamento indietro durante la flessione. Quindi se si riescono a recuperare questi piccoli movimenti, si guadagna tantissimo in termini di macromovimenti, anche distali.

Legamenti del polso

A livello superiore, in prono-supinazione il radio gira su se stesso:

  • Legamento quadrato di Denunce, regola e guida il movimento di rotazione del radio
  • Legamento anulare (con la sua forma a tronco rovesciato), impedisce la discesa della testa del radio
  • A livello inferiore, durante la supinazione, l’estremità inferiore del radio gira intorno alla testa dell’ulna, da dietro in fuori e davanti a dietro
  • A livello inferiore durante la pronazione, invece l’estremità inferiore del radio, gira attorno alla testa dell’ulna, da fuori in dentro e da dietro in avanti, la testa dell’ulna scompare sotto il radio e si porta in fuori

A livello dell’articolazione radio-ulnare inferiore (o distale):

  • Legamento triangolare assicura la coattazione articolare trasversale
  • I legamenti anteriori e posteriori limitano rispettivamente la supinazione e la pronazione

E a livello della prono-supinazione, la membrana interossea svolge un’importante azione, perché si oppone all’allontanamento longitudinale di radio e ulna, trasmette la forza all’arto superiore e limita quando serve la supinazione eccessiva e la pronazione eccessiva.

Carpo

Il massiccio del carpo. Il carpo serve a sostenere e dirigere la mano nei piani sagittale e frontale, indipendentemente dalla rotazione dell’avambraccio. Abbiamo già detto che corrisponde a 15 articolazioni che devono essere bene in equilibrio tra di loro e che le due articolazioni del carpo non possono muoversi autonomamente. Le due articolazioni del carpo sono due articolazioni condiloidee (ovvero con 2 gradi di libertà, due assi di lavoro) e daranno al polso un grande asse di movimento, che va dalla faccia inferiore del radio, verso il quinto metacarpo, per cui si dirige obliquamente in basso e in dentro passando per il grande osso (ovvero il capitato), dove incrocia l’asse anatomico della mano.

Il carpo è composto di 8 ossa articolari tra di loro e disposte su 2 filiere:

  • La prima filiera, con: scafoide, semilunare, piramidale e pisiforme
  • La seconda filiera con: trapezio, trapezoide, grande osso (capitato) e uncinato

La prima filiera è solidale con l’avambraccio, invece la seconda filiera con la mano.

Scafoide

L’osso scafoide ha una forma di scafo, presenta 3 facce articolari e 3 facce non articolari. Sulla faccia laterale presenta, la presenza del tubercolo dello scafoide per il legamento laterale esterno, si articola con radio, semilunare, grande osso, trapezoide e trapezio e si inserisce l’abduttore breve del pollice.

Osso semilunare

L’osso semilunare invece è una forma di semiluna, presenta 4 facce articolari e 2 non articolari, e si articola con radio, scafoide, piramidale, uncinato e grande osso. Spesso questi piccoli segmenti ossei possono andare in disfunzione.

Osso piramidale

L’osso piramidale ha una forma di piramide, presenta 4 facce articolari e 2 non articolari. La faccia posteriore (che non è articolare) presenta la cresta della piramide, che termina medialmente con il tubercolo del piramidale.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giacomo.benedetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chinesiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof Pasta Marco.
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