ISOMERI
STEREOISOMERI (o stereomeri):
isomeri conformazionali e isomeri configurazionali
Stessa formula molecolare, stesso ordine con cui gli atomi sono legati nelle molecole
(stessi atomi reciprocamente legati nello stesso ordine o sequenza)
ma diversa orientazione tridimensionale di atomi nello spazio
Isomeri conformazionali
Si interconvertono mediante rotazione attorno a legame singolo
Isomeri configurazionali
Non si interconvertono mediante rotazione attorno a legame singolo
Per convertire un isomero nell’altro
è necessario rompere un legame covalente e riformarlo.
ISOMERI
CHIRALITA’
Una molecola (o un oggetto) è chirale
quando non è sovrapponibile alla sua immagine speculare
Una molecola (o un oggetto) è achirale se è sovrapponibile
e coincidente cioè identica (identico) alla sua immagine
speculare χ
In greco eir = mano
La mano è un oggetto chirale
Chiralità
“L’immagine speculare” della mano sinistra non è sovrapponibile alla mano sinistra: è la mano destra
Oggetti chirali:
Mano, vite (quasi tutte destrorse – avanzano procedendo in senso orario),
cavatappi, filo del telefono avvolto ad elica con testa diversa da coda
Chiralità
CHIRALITA’
Un oggetto, se possiede un piano di simmetria, è achirale
(piano di simmetria = piano immaginario che divide l’oggetto in due metà,
che sono l’una l’immagine speculare dell’altra)
es. 2-cloropropano è una molecola achirale
Cl
Cl CH3
H
H
CH3 CH3
CH3
Ruotando di 180° attorno all’asse C⎯Cl la struttura disegnata a destra,
trovo che le due strutture disegnate (una immagine speculare dell’altra) sono sovrapponibili.
Cl
Cl H
CH3
CH3 H
CH3
CH3 CHIRALITA’
Un oggetto, se possiede un piano di simmetria, è achirale
es. 1,1-dicloroetano è una molecola achirale
le due strutture disegnate (una immagine speculare dell’altra)
sono sovrapponibili. CHIRALITA’
Cl
Cl
2-clorobutano CH
CH
H
H
CH CH 2 3
3 2 CH
CH 3
3
Cl (rotazione di 180° attorno al legame C⎯Cl,
H
CH Cl
3 in modo da sovrapporre legami C⎯Cl e C⎯H:
CH CH
2 3 non posso però allo stesso tempo sovrapporre i due legami C⎯CH 3
H e i due legami C⎯CH CH )
CH CH 2 3
3 2 CH
3
E’ chirale
L’immagine speculare non è sovrapponibile all’originale
Esistono quindi 2 strutture diverse
Le due strutture costituiscono una coppia di enantiomeri
CHIRALITA’
Enantiomeri
Due molecole che sono una l’immagine speculare dell’altra, non sovrapponibili
Enantiomeri differiscono per la disposizione dei gruppi legati al centro chirale
Disposizione dei gruppi legati al centro chirale è detta
configurazione del centro chirale
Enantiomeri
Sono isomeri configurazionali
stereoisomeri non interconvertibili per rotazione
stessi atomi legati ad atomo centrale
ma il loro orientamento nello spazio è diverso
I due enantiomeri hanno configurazioni opposte
CHIRALITA’
Cl
Cl
2-clorobutano CH
CH
H
H
CH CH 2 3
3 2 CH
CH 3
3 ≡
2-clorobutano: il C-2 è legato a 4 gruppi tra di loro diversi C asimmetrico
C asimmetrico
Atomo di carbonio legato a 4 atomi o gruppi tra di loro diversi
Carbonio asimmetrico costituisce un
centro chirale o stereocentro o centro stereogeno.
centro stereogeno: centro che dà origine a stereoisomeri)
( CHIRALITA’ A
A E
E D
D
c C
B
B
Struttura a sinistra: Struttura a destra:
Guardo lungo il legame C⎯A Guardo lungo il legame C⎯A
(con A lontano dall’osservatore), (con A lontano dall’osservatore),
per leggere BED, per leggere BED,
procedo in senso orario procedo in senso antiorario
E E
B C D D C B
A A
4 sostituenti diversi attaccati all’atomo di carbonio
Non c’è piano di simmetria
Esistono sempre due modi diversi in cui questi sostituenti si possono disporre attorno all’atomo
Posso sovrapporre solo due dei quattro legami dei due enantiomeri,
qualunque sia il movimento cui sottopongo i modelli (capovolgimento, rotazione…)
CHIRALITA’
2 sostituenti diversi e 2 uguali attaccati all’atomo di carbonio B
C’è piano di simmetria (nell’esempio passa per BCD e biseca angolo ACA)
Struttura achirale c A
D A
B B
c c
A A
D D
A A
Struttura achirale
struttura identica alla sua immagine speculare
(Considerando le due molecole una immagine speculare dell’altra
è sufficiente ruotare la struttura sopra a destra di 180° intorno al legame C⎯B
per ottenere una struttura identica, sovrapponibile a quella di sinistra)
A piano di simmetria
D C B
A
Tutte le molecole che posseggono un piano di simmetria sono achirali
CHIRALITA’
A Molecola chirale
D C B Manca piano di simmetria
E
Molecola con un centro stereogeno
(es. atomo di carbonio cui sono legati 4 gruppi diversi)
esiste sottoforma di 2 stereoisomeri, ovvero come coppia di enantiomeri.
Una molecola di questo genere non possiede un piano di simmetria.
*
Per convenzione si indicano con un asterisco gli stereocentri
eventualmente presenti in una molecola
*
CH CH CHCH CH CH
3 2 2 2 3
CH
3
H H
CH CH CH
CH CH CH
3 2 3
3 2 3
CH CH CH CH
CH CH
2 2 3 2 2 3
CHIRALITA’
*
CH CH CHCH CH CH
3 2 2 2 3
CH
3
H H
CH CH CH
CH CH CH
3 2 3
3 2 3
CH CH CH CH
CH CH
2 2 3 2 2 3
Scambiando le posizioni di due gruppi qualsiasi legati ad uno stereocentro
si ottiene l’enantiomero
La struttura disegnata sotto,
ottenuta dalla struttura di sinistra scambiando tra loro le posizioni dell’idrogeno e del propile,
è equivalente (identica) all’enantiomero (struttura di destra)
(è la stessa struttura, solo ruotata di 180°):
CH CH CH
2 2 3
CH
CH CH 3
3 2 H CHIRALITA’
Luce polarizzata e attività ottica
Luce. Radiazione elettromagnetica
Campo elettrico e campo magnetico oscillanti ad angolo retto l’uno rispetto all’altro
Nella luce naturale
le vibrazioni dei vettori campo elettrico e campo magnetico
si compiono disordinatamente in tutte le coppie di piani normali tra di loro
che ammettono per asse di intersezione la direzione di propagazione del raggio
Luce polarizzata linearmente:
i vettori campo elettrico e campo magnetico vibrano costantemente in due piani fissi,
tra loro perpendicolari.
Il piano di vibrazione del campo elettrico è chiamato piano di polarizzazione
(piano di vibrazione del campo magnetico è invece detto piano di vibrazione)
CHIRALITA’
Luce polarizzata linearmente:
i vettori campo elettrico e campo magnetico vibrano costantemente in due piani fissi,
tra loro perpendicolari.
Il piano di vibrazione del campo elettrico è chiamato piano di polarizzazione
(piano di vibrazione del campo magnetico è invece detto piano di vibrazione)
Si ottiene luce polarizzata linearmente (radiazione piano-polarizzata)
facendo passare un raggio di luce ordinaria attraverso una sostanza polarizzante,
particolare materiale che consente il passaggio solo di onde luminose
il cui campo elettrico vibra in uno specifico piano
es.
prisma di Nicol carbonato di calcio (calcite)
con particolare reticolo cristallino (“spato di Islanda”)
Polaroid composto organico cristallino, opportunamente orientato,
contenuto all’interno di una plastica trasparente
Un fascio di luce è in grado di passare attraverso due polarizzatori
solo se i loro assi di polarizzazione sono paralleli
Se gli assi di polarizzazione di due dischi di materiale polarizzante
sono ortogonali tra di loro, la luce non è in grado di passarli entrambi:
ogni disco da solo è trasparente, l’area in cui si sovrappongono è opaca.
(si può verificare sovrapponendo due lenti di occhiali da sole Polaroid con assi di polarizzazione ortogonali)
Polarimetro
sorgente luminosa
asse del prisma (nell’esempio, contenente
sostanza otticamente attiva,
tubo portacampioni
luce non polarizzata destrogira)
luce polarizzata
α
prisma polarizzatore piano di polarizzazione
luce α
ha subito rotazione
polarizzata asse del prisma
α .
prisma analizzatore
Zero dello strumento (posizione di 0° su scala ottica)
Luce accesa e portacampione vuoto:
ruoto il prisma analizzatore in modo tale che il raggio di luce che è stato polarizzato dal prisma polarizzatore
venga completamente bloccato.
Campo visivo oscurato (buio totale).
Asse del prisma polarizzante è ortogonale ad asse del prisma analizzatore.
Inserisco nel portacampione sostanza otticamente attiva. α
La sostanza otticamente attiva fa ruotare il piano di polarizzazione della luce polarizzata di un angolo (in senso orario o antiorario).
Il piano di polarizzazione della luce polarizzata non sarà più quindi ortogonale
all’asse di polarizzazione del filtro analizzatore.
La luce passerà attraverso l’analizzatore fino all’osservatore.
Si è persa la situazione di buio totale Polarimetro
sorgente luminosa
asse del prisma (nell’esempio, contenente
sostanza otticamente attiva,
destrogira)
tubo portacampioni
luce non polarizzata luce polarizzata
α
prisma polarizzatore piano di polarizzazione
luce α
ha subito rotazione
polarizzata asse del prisma
α .
prisma analizzatore
α
Dovrò ruotare il prisma analizzatore di un angolo in senso orario o antiorario,
fino a bloccare di nuovo il raggio di luce e tornare quindi alla situazione di buio totale.
rotazione osservata
angolo di cui deve essere ruotato il prisma analizzatore per tornare alla situazione di buio totale
rotazione osservata:
n° di gradi di cui quella soluzione della sostanza otticamente attiva
ha fatto ruotare il piano di polarizzazione della luce polarizzata
CHIRALITA’
Sostanza otticamente attiva destrogira: destrorotatoria (+)
Provoca una rotazione in senso orario
del piano di polarizzazione della luce polarizzata
Devo ruotare in senso orario il prisma analizzatore
Sostanza otticamente attiva levogira: levorotatoria (-)
Provoca una rotazione in senso antiorario
del piano di polarizzazione della luce polarizzata
Devo ruotare in senso antiorario il prisma analizzatore
L’enantiomero di una sostanza chirale è anche detto: antipodo ottico
CHIRALITA’
α
Il valore della rotazione osservata è funzione:
g della struttura molecolare del composto otticamente attivo
g del n° di molecole della sostanza otticamente attiva presenti nel portacampione
(ovvero della concentrazione della soluzione utilizzata)
α è direttamente proporzionale alla concentrazione della soluzione
Il valore di l
g della lunghezza del tubo l
α è direttamente proporzionale alla lunghezza del tubo
Il valore di λ
g della lunghezza d’onda della luce polarizzata
g della temperatura α ,
Devo standardizzare, normalizzare il valore della rotazione osservata
l
dividendo per la concentrazione della soluzione e la lunghezza del tubo portacampioni.
Rotazione specifica proprietà caratteristica di una data sostanza
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