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LE TETRACICLINE
INTRODUZIONE
Le Tetracicline[1] sono un gruppo di antibiotici che derivano dalla famiglia delle
naftacenecarbossiamidi policicliche.
La storia[2] di questi antibiotici si apre nel 1947-48 con la scoperta della clortetraciclina
(Aureomicina®) in colture di Streptomyces aureofaciens. E’ del 1950 la scoperta della
ossitetraciclina (Terramicina®), isolata dallo Streptomyces rimosus. Il terzo esponente degli
antibiotici tetraciclinici naturali fu preparato originariamente per via chimica: si tratta della
tetraciclina stessa (Figura 1), considerata come il prototipo di questi antibiotici, ottenuta per
idrogenolisi catalitica della clortetraciclina. In seguito la tetraciclina è stata isolata anche da uno
streptomicete proveniente da un campione di terreno texano; non solo, ma si accertò che anche lo
Streptomyces aureofaciens, normale produttore di clortetraciclina, in opportune condizioni può
elaborare come antibiotico principale la tetraciclina al posto di quest’ultima.
Figura 1 Tetraciclina.
La demeclociclina o demetilclortetraciclina[2] è il prodotto di un ceppo mutante di Streptomyces
aureofaciens; la metaciclina, la doxiciclina, la minociclina, la rolitetraciclina e la limeciclina sono 2
tutti derivati semisintetici. La clortetraciclina , la metaciclina, l’ossitetraciclina, la demeclociclina e
la tetraciclina, con i due sottocomposti rolitetraciclina e limeciclina, sono definite tetracicline di
prima generazione, mentre dossiciclina e minociclina sono dette di seconda generazione.
Le tetracicline possiedono un’attività antimicrobica[2] molto estesa che comprende batteri gram-
positivi e gram-negativi aerobi e anaerobi. Inoltre, esse sono attive nei confronti di alcuni
microorganismi resistenti agli antibiotici che agiscono sulla parete cellulare batterica, quali le
rickettsie, le clamidie, micoplasmi, alcuni micobatteri atipici, molte spirochete ma sono poco attive
contro i funghi. In generale, si tratta di farmaci batteriostatici[2] e la resistenza di un particolare
microorganismo nei confronti dei diversi analoghi è simile. I microorganismi gram-positivi sono
inibiti da concentrazioni di tetraciclina più basse rispetto ai gram-negativi; tuttavia questi antibiotici
non rappresentano il farmaco di scelta per le infezioni causate dai batteri gram-positivi, sia per i
problemi legati al fenomeno della resistenza, che si manifesta essenzialmente con la mancata
penetrazione dell’antibiotico nella cellula batterica, sia per la disponibilità di altri farmaci
antimicrobici più efficaci e più sicuri.
Se si esamina, infatti, l’attività antibatterica si può constatare come risultino facilmente resistenti[3]
gli stafilococchi, gli streptococchi, gli enterococchi, gli pneumococchi, molti ceppi di H. influenzae
ad eccezione della doxiciclina a cui il 90% dei ceppi è ancora sensibile, molte neisserie ( eccetto
N.gonorrhoeae e N. meningitidis), Clostridium spp. e molti coliformi. Le tetracicline, invece, sono
particolarmente indicate[4] nella terapia delle infezioni causate da H. ducreyi( cancroide), Brucella
e Vibrio cholerae. Inoltre, sono in grado di inibire la crescita di Legionella pneumophila in vitro,
ma non in vivo[5], Helicobacter pylori, Yersinia pestis (peste) e Pasteurella multocida. La
sensibilità dei batteri anaerobi gram-positivi alle tetracicline varia molto, il Propionibacterium è il
più sensibile e il Peptococcus è il meno sensibile.
I microorganismi che sono diventati resistenti ad una tetraciclina, come già detto, frequentemente
manifestano resistenza anche alle altre[6]; i tre meccanismi principali della resistenza sono:
1) diminuzione dell’accumulo di tetracicline, sia a causa di un ridotto ingresso dell’antibiotico
sia per l’acquisizione di una via di eliminazione energia-dipendente;
2) riduzione dell’accesso della tetraciclina al ribosoma per la presenza di proteine che
proteggono i ribosomi;
3) in attivazione enzimatica delle tetracicline; 3
Indicazioni cliniche
Le tetracicline sono state largamente utilizzate[7] sia per la terapia di patologie infettive sia come
additivo dei mangimi per animali per promuoverne la crescita. Questo largo impiego ha determinato
l’insorgenza di ceppi batterici resistenti con una riduzione drastica del loro uso in terapia.
Le tetracicline rappresentano il farmaco di scelta nelle infezioni causate da rickettsie, micoplasmi e
clamidie. Le tetracicline, infatti, risultano molto efficaci nelle infezioni da rickettsie comprendenti
la febbre delle Montagne Rocciose, il tifo epidemico recidivante (malattia di Brill), la rickettiosi
vescicolare.
Il Mycoplasma pneumoniae è sensibile alle tetracicline; il trattamento della polmonite con
tetracicline consente di ridurre la durata della febbre, della tosse, dei rantoli polmonari.
Le tetracicline sono attualmente il farmaco di scelta per il trattamento del Linfogranuloma venereo;
la dose per os di tetraciclina è di 500 mg , quattro volte al giorno, per almeno due settimane. Le
tetracicline possono essere utilizzate nelle infezioni( polmoniti,bronchiti, sinusiti) da Chlamydia
pneumoniae e nell’uretrite aspecifica causata da Chlamydia trachomatis dove si raccomanda la
somministrazione per os di 500 mg di tetraciclina ogni sei ore, o di 100 mg di doxiciclina ogni 12
ore, per sette giorni. Le malattie sessualmente trasmesse(MST) costituiscono attualmente
l’indicazione clinica nella quale le tetracicline sono più frequentemente utilizzate[8]. Nelle infezioni
genitali alte della donna (salpingiti, annessiti), spesso polimicrobiche, il trattamento è di almeno tre
settimane, associando una tetraciclina (più spesso doxiciclina) al metronidazolo. Le tetracicline
sono inoltre efficaci nel trattamento delle infezioni gonococciche non complicate[7]; tutti i pazienti
affetti da gonorrea dovrebbero essere trattati con tetraciclina, ofloxacina o con un macrolide per
debellare le infezioni da C. trachomatis che possono potenzialmente coesistere. Le tetracicline
possono essere anche utilizzate nel trattamento della sifilide[8], in caso di allergia alle penicilline,
per esempio con la somministrazione orale di 200 mg di doxiciclina due volte al giorno, per due
settimane.
Le tetracicline si sono dimostrate efficaci nel trattamento di infezioni acute e croniche da Brucella
melitensis, B. suis e B. abortus. L’associazione di una tetraciclina, ad esempio doxiciclina associata
alla streptomicina[8] ha dato risultati convincenti nei casi di brucellosi acuta. Nei confronti del
Colera[7] è stato osservato che la tetraciclina è il farmaco più attivo nel ridurre il volume delle feci,
nel diminuire la quantità di liquido da reintegrare per via endovenosa e nel ridurre la durata della
diarrea. 4
Nelle infezioni da cocchi[7], la minociclina è in grado di prevenire le patologie da meningococchi,
anche se, non se ne raccomanda l’uso in quanto il farmaco può provocare disturbi vestibolari.
Le tetracicline sono utilizzate nel trattamento dell’actinomicosi anche se il farmaco di scelta è la
penicillina G; esse si sono dimostrate utili nel trattamento acuto e nella profilassi della leptospirosi
(Leptospira spp.). Esse sono impiegate anche nel trattamento dell’acne[8], grazie al loro effetto di
inibizione dei propionibatteri (Propionibacterium acnes), che si accumulano nel follicolo sebaceo
dove metabolizzano i lipidi con produzione di acidi grassi liberi irritanti; il trattamento però deve
essere prolungato e a basso dosaggio.
Farmacologia e Farmacocinetica
La maggior parte delle tetracicline non viene assorbita completamente nel tratto
gastrointestinale[9]; l’assorbimento avviene principalmente nello stomaco e nella parte superiore
dell’intestino tenue. Le tetracicline possono causare una profonda alterazione della flora batterica
intestinale a causa delle alte concentrazioni raggiunte nell’intestino. L’assorbimento, in seguito a
somministrazione orale di una dose a stomaco vuoto, varia in base al tipo di tetraciclina[10]; quasi
completo con la doxiciclina e la minociclina (95%), diminuisce progressivamente con la
limeciclina, antibiotico semisintetico, derivato esterificato della tetraciclina semplice (80%), la
tetraciclina (75%), l’ossitetraciclina e metaciclina (60%), la clortetraciclina (30%). Le tetracicline
cosiddette classiche (clortetraciclina, ossitetraciclina, tetraciclina) hanno una migliore
biodisponibilità a digiuno o lontano dai pasti( la presenza di alimenti, soprattutto latte ostacola il
loro assorbimento gastroenterico), mentre la doxiciclina e la minociclina possono essere
somministrate anche durante i pasti senza che il loro assorbimento venga modificato. La presenza di
cationi metallici di origine alimentare (i latticini fonte di calcio), o apportati da alcuni farmaci
(medicazioni intestinali a base di alluminio, magnesio, calcio, ferro, etc.), infatti, riduce per
chelazione l’assorbimento gastroenterico. Le tetracicline non vanno, inoltre, somministrate insieme
ad antiacidi o adsorbenti, a ranitidina o cimetidina, a colestiramina, farmaci che ne ritardano o
riducono l’assorbimento[11]; è utile invece associare alle tetracicline per via orale acido citrico,
sodio metafosfato o glucosamina, che, impedendo la chelazione del calcio, aumentano il loro
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assorbimento. I livelli ematici ottenuti dopo somministrazione orale di 0.5 g di questi farmaci, sono
µg/ml µg/ml
di 4 per la tetraciclina e l’ossitetraciclina, di 1 per la clortetraciclina. Per quanto
concerne la somministrazione per via parenterale e.v. i picchi sierici sono più elevati e più rapidi,
soprattutto per la rolitetraciclina[12] derivato semisintetico altamente idrosolubile, particolarmente
indicata, anche se oramai è in disuso, nella terapia parenterale, mentre non viene assorbita per via
orale. La diffusione tissutale [10] e la penetrazione intracellulare sono molto elevate, nella maggior
parte dei tessuti, ad eccezione del liquido cefalo-rachidiano (leggermente meglio per le tetracicline
liposolubili, soprattutto la minociclina). Le tetracicline hanno una capacità di concentrazione nel
tessuto polmonare e una buona diffusione nelle secrezioni bronchiali e nel tessuto prostatico e sono
escrete nel latte materno; con la minociclina si ha, grazie alla sua liposolubilità, una buona
concentrazione a livello salivare e lacrimale. Questi farmaci presentano, inoltre, una buona affinità
per il tessuto osseo, i denti in formazione e le cellule tumorali. La biotrasformazione[13]
metabolica è notevole con la clortetraciclina, diminuisce con la doxiciclina, fino a diventare
relativamente debole con le altre tetracicline. Tutte le tetracicline, con l’eccezione della doxiciclina,
vengono escrete soprattutto nell’urina per filtrazione glomerulare, sicché i loro livelli ematici
crescono in presenza di un’insufficienza renale. La doxiciclina viene escreta soprattutto nelle feci.
Tutte le tetracicline vengono in parte escrete nella bile, col raggiungimento di concentrazioni biliari
elevate, e vengono poi parzialmente riassorbite. Tutte quelle somministrate per via orale provocano
effetti collaterali[14] GI di varia entità, come nausea, vomito e diarrea e possono causare una colite
pseudomembranosa (Clostridium difficile) e sovrainfezioni da Candida. È frequente la
tromboflebite dopo somministrazione EV. Le tetracicline possono provocare colorazione dei denti,
ipoplasia dello smalto dentario e crescita anomala delle ossa nei bambini e nei feti di donne gravide.
o
Pertanto le tetracicline devono essere evitate dopo il 1 trimestre di gravidanza e nei bambini
< 8 anni. Nei neonati si può verificare lo pseudotumor cerebri, con aumento della pressione
intracranica e protrusione delle fontanelle. Tutte le tetracicline possiedono un effetto antianabolico e
aumentano il catabolismo proteico che può provocare un peggioramento dell’uremia nei pazienti
con insufficienza renale. Con livelli ematici eccessivi, dovuti a dosi elevate, uso EV o insufficienza
renale, si può determinare una degenerazione grassa acuta del fegato, specie in corso di gravidanza.
Le tetracicline (e la demeclociclina in particolare) possono provocare fotosensibilizzazione. La
demeclociclina può provocare anche un diabete insipido nefrogeno. La minociclina provoca
abitualmente vertigini. La doxiciclina è la tetraciclina utilizzata più comunemente a causa del
prezzo contenuto, della possibilità di somministrazione due volte al giorno e della migliore
tollerabilità. Le tetracicline a validità scaduta possono degenerare e provocare una sindrome di
Fanconi. Le tetracicline sono disponibili in commercio in diverse formulazioni[15] per l’utilizzo
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orale, parenterale e topico; la dose orale[15] prescritta dipende dalla gravità dell’infezione che deve
essere curata: per le tetracicline classiche la dose consigliata negli adulti varia da 1 a 2 g al giorno;
la demeclociclina si usa per via orale alle dosi di 0,6-1,2 g/die nell’adulto e di 10-15 mg/kg/die nel
bambino, in due somministrazioni giornaliere; la limeciclina, in disuso, si utilizza sia per via orale
che per via parenterale alle dosi di 0,6-0,8 g /die nell’adulto e di 10 mg/kg/die nel bambino, essa,
però non è in vendita in Italia.; la metaciclina si impiega per via orale alle dosi di 0,6 g/die
nell’adulto e di 10-15 mg/kg/die nel bambino in due somministrazioni giornaliere; la rolitetraciclina
si impiega per via endovenosa o per via intramuscolare alle dosi di 0,3-0,6 g/die nell’adulto e di 10-
15 mg/kg/die nel bambino in due somministrazioni giornaliere; la doxiciclina è negli Stati Uniti la
tetraciclina di scelta per la somministrazione parenterale, viene prescritta nei casi in cui il paziente
non riesce ad ingerire il farmaco o quando la somministrazione orale è associata alla comparsa di
forte nausea e vomito.
Per via endovenosa sono consigliabili 0,1-0,2 g/die nell’adulto e 3-4 mg/kg/die nel bambino; per via
orale, nell’adulto, si usa alle dosi di 0,2 g il primo giorno e di 0,1 g/die nei giorni successivi; la
minociclina si usa per via orale alle dosi di 0,2 g /die nell’adulto e di 4 mg/kg/die nel bambino in
due somministrazioni giornaliere.
L’utilizzo topico delle tetracicline[16] non è raccomandato ad eccezione del trattamento topico delle
infezioni dell’occhio. Le preparazioni oftalmiche, disponibili in forma di pomata o di sospensione,
comprendono clortetraciclina cloridrato (Aureomicina®), tetraciclina cloridrato e ossitetraciclina
cloridrato. 7
CAPITOLO I
PRINCIPI ATTIVI
Tutte le tetracicline hanno in comune la stessa struttura tetraciclica (nucleo naftacen-
carbossiamidico) ed il carattere anfotero[17]. Le tetracicline sono composti suscettibili di dare sali
cristallini sia con acidi che con basi forti[18]; il loro sistema cromoforo comune dà luogo a spettri di
assorbimento caratteristici che si estendono al visibile, impartendo il caratteristico colore giallo a
questi antibiotici. Tutte le tetracicline sono in grado di dare chelati con metalli; questi chelati sono
insolubili in acqua e sembrano esplicare un apprezzabile ruolo nel meccanismo d’azione di questi
antibiotici[18]. Come basi anfotere le tetracicline sono scarsamente solubili in acqua, i loro
cloridrati presentano,invece, una maggiore solubilità in acqua.
Un’altra caratteristica comune alle tetracicline è quella di imbrunire
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