REAZIONI MOLECOLARI:
SLIDE N°5 METABOLISMO:
CITOCROMI
CYP 1A2
La CYP1A2 (nota come fenacetina O-de-etilasi, caffeina de-
metilasi o antipirina de-metilasi) catalizza l’attivazione
di arilammine, nitrosammine ed idrocarburi aromatici.
La CYP1A2 provoca anche la bioattivazione di pro-mutageni e
pro-cancerogeni come Aflatossina B1 e arialmmine
CYP 2A6
CYP2A6 è l’unica isoforma di questa famiglia ad essere
prevalentemente espressa nel fegato (anche se scarsamente
4%). Tuttavia si trova anche nei polmoni e nell’epitelio
nasale.Catalizza la idrossilazione di cumarine (7-
idrossilasi), aflatossina B1, nicotina, naproxene, taurina
Attiva anche nitrosammine e precarcinogeni.
CYP 2B6
CYP2B6 rappresenta solo 1% delle isoforme epatiche e non se
ne conosce esattamente il ruolo nel metabolismo umano
CYP 2C
La CYP2C rappresenta il 20% delle isoforme presenti nel
fegato.
È la famiglia più complessa e metabolizza più del 25% dei
principali farmaci (warfarina, mefenitoina e tolbutamide).
È costituita da
CYP 2C8
CYP2C8 espressa prevalentemente nei tessuti extra-epatici
(rene, cervello, surrenali, utero, seno, ovaie ed intestino),
metabolizza gli antidepressivi triciclici, il Diazepam ed il
Verapamil.
CYP 2C9 e CYP 2C19
CYP2C9 e CYP2C19 sono presenti soprattutto nel fegato
(prevale la CYP2C9) e nell’intestino.
CYP 2D6
CYP2D6 sembra essere Stereoselettiva dato che, in presenza
di un’ammina racema, catalizza di preferenza l’idrossilazione
di un enantiomero.La Chinidina è un inibitore di questa
isoforma e la sua contemporanea somministrazione con farmaci
substrato ne aumenta i livelli ematici e la tossicità.
CYP 2E1
CYP2E1 è una isoforma che gioca un ruolo fondamentale nel
metabolismo di idrocarburi alogenati e di prodotti organici
a basso PM.Viene espressa nel fegato (7%), nell’intestino,
nei reni e nei polmoni e viene indotta da etanolo e
isoniazide.Molti suoi substrati sono anche induttori, ad
esempio l’etanolo. Il consumo di quest’ultimo fa sì che gli
idrocarburi alogenati risultino più tossici e cancerogeni.
CYP 3A4
La CYP3A4 è responsabile del metabolismo di più di un terzo
dei più importanti farmaci.Viene espressa nell’intestino,
nei reni, nei polmoni, nella placenta, nell’utero e nel
cervello.Il suo sito di binding è di natura
lipofila.Metabolizza farmaci lipofili che hanno una
biodisponibilità orale limitata e variabile.
metabolismo di fase I
• Nel caso dell’ossidazione di alcheni e di anelli aromatici il
-
primo stadio consiste nella formazione di un complesso
alchene-P450.
• Se è presente un eteroatomo l’idrossilazione avviene in
Ossidazione aromatica
Ossidazione di alcheni
Idrossilazioni alifatiche e alicicliche
• Il gruppo metilico viene ossidato a idrossimetile
(eventualmente può procedere a carbossile ma per ossidazione
non microsomiale).
• Le catene alifatiche vengono ossidate al metile terminale o
sul penultimo carbonio.
• Se la catena è legata ad un anello aromatico si ha
ossidazione del carbonio benzilico.
O O
O O
2 2
S S
Tolbutamide N N N N
H H H H
HO
(ipoglicemizzante CH CH
3
orale) O 3
O
CH CH
3 3
HN HN
CH CH
3 OH
3
O N O O N O
H H
Pentobarbitale CH CH
3 3
CH COOH CH COOH
3 3
H C H C
3 3 OH
Ibuprofene
(antiinfiammatorio
NS)
• Nei derivati aliciclici l’ossidazione procede in posizioni
non ingombrate o in posizioni attivate (Carbossili, anelli
aromatici ect.).
• I prodotti di idrossilazione sono spesso degli stereoisomeri.
• Gli eterocicli alifatici vengono idrossilati in posizione
adiacente all’eteroatomo.
• Si può avere anche deidrogenazione (acido valproico,
testosterone) ma normalmente prevale la idrossilazione
O O
Fenmetrazina
(psicoanalettico) N CH O N CH
3 3
H H
Acido valproico H C COOH
H C COOH 3
3
(antiiconvulsivante) H C
H C 3
3
Alcheni
L’ossidazione di alcheni porta a epossidi e prodotti idrossilati.
Epossidi si formano con ritenzione di configurazione e possono:
Dare dioli vicinali non tossici e facilmente escreti;
Alchilare macromolecole od acidi nucleici con necrosi tissutale o
carcinogenicità.
L’epossido idrolasi è ubiquitaria.
Se gli epossidi sono poco reattivi possono essere escreti
inalterati.
Gli epossidi derivanti da alcheni terminali sono substrati suicidi
perché portano ad N-alchilazione dell’eme
O N CH
N CH 3
3
Ciproeptadina
(antistaminico)
CONH O CONH
2 2
Carbamazepin
a
(antiepilettico)
Cl Cl Cl O
Cl
Cl H Cl H
ALCHINI
Gli alchini vengono ossidati più rapidamente degli alcheni.
La posizione d’attacco sull’alchino stesso genera prodotti diversi
che corrispondono:
Attacco in posizione 2 con conseguente alchilazione dell’azoto
delle porfirina con formazione di addotto cheto-eme;
Attacco in posizione 1 con formazione di un chetone che porta
all’acilazione di proteine (a livello di lisine o cisteine) oppure
si idrata ad acido carbossilico.
Idrossilazione aromatica
È una classica reazione elettrofila aromatica e porta a derivati
fenolici in cui la posizione dell’ossidrile è controllata dai
sostituenti:
e-
Effetto donatore favorisce la reazione e nei derivati
monosostituiti prevale la para sostituzione (poco orto);
e-
Effetto attrattore riduce o previene la sostituzione che
comunque avviene in meta;
Ingombro sterico;
I metaboliti possono essere a loro volta attivi (Estradiolo)
O
O OH OH
CH CH
3 3
HN
HN OH
Acetani HO HO
OH
lide Estradiolo Estriolo
OH
CH
OH 3
CH
3
H H
Fenitoina N N HO
O O
HO
N N HO
O O HO
H H OH
2-idrossi 4-idrossi
N-Dealchilazione,
3e 2e 2e 1e
La dealchilazione di ammine e rispettivamente a e è
una delle più frequenti ed importanti reazioni metaboliche.
È caratterizzata dalla:
e-
estrazione di un dall’azoto o di un protone dal carbonio in
ad opera del perferril-ossigeno;
rimozione del gruppo più piccolo (ter-butile e ciclopropilmetile
sono i più resistenti);
formazione di prodotti più polari (facilmente eliminabili) che
spesso mostrano la stessa attività biologica del farmaco oppure
presentano effetti collaterali indesiderati.
H C H C
3 3 O
N CH NH N N
3 Nicotina Cotinina
CH CH
3 3
N N
N N O
N N
H H
Desimipramina
Imipramina N N
Deaminazione ossidativa
Si ha per ammine sostituite in come l’amfetamina.
Il meccanismo è lo stesso del precedente ma porta alla formazione
di un gruppo carbonilico. N-ossidazione
Le ammine terziarie e le amidi disostituite vengono ossidate ad N-
Ossidi.
Se il C in non possiede idrogeni l’ossidazione porta ad
idrossilammine CH 3
CH CH CH
3 3 3 CH 3
CH 3 NH 2
NH O NH
2 2 O
Amfetamina Mefentermina
CH CH O O
3 3
O
N N NH N
CH CH OH
3 3 CH CH
Dimetilanilina Fenmetrazina 3 3
H
NH NO
2 N OH
N-Dealchilazione
3e 2e 2e 1e
La dealchilazione di ammine e rispettivamente a e è
una delle più frequenti ed importanti reazioni metaboliche.
È caratterizzata dalla:
e-
estrazione di un dall’azoto o di un protone dal carbonio in
ad opera del perferril-ossigeno;
rimozione del gruppo più piccolo (ter-butile e ciclopropilmetile
sono i più resistenti);
formazione di prodotti più polari (facilmente eliminabili) che
spesso mostrano la stessa attività biologica del farmaco oppure
presentano effetti collaterali indesiderati.
H C H C
3 3 O
N CH NH N N
3 Nicotina Cotinina
CH CH
3 3
N N
N N O
N N
H H
Desimipramina
Imipramina N N
Deaminazione ossidativa
Si ha per ammine sostituite in come l’amfetamina.
Il meccanismo è lo stesso del precedente ma porta alla formazione
di un gruppo carbonilico. N-ossidazione
Le ammine terziarie e le amidi disostituite vengono ossidate ad N-
Ossidi.
Se il C in non possiede idrogeni l’ossidazione porta ad
idrossilammine CH 3
CH CH CH
3 3 3 CH 3
CH 3 NH 2
NH O NH
2 2 O
Amfetamina Mefentermina
CH CH O O
3 3
O
N N NH N
CH CH OH
3 3 CH CH
Dimetilanilina Fenmetrazina 3 3
H
NH NO
2 N OH
O-dealchilazione
È una reazione metabolica comune e decorre come la N-demetilazione
( -ossidazione seguita da idrolisi dell’emiacetale con formazione
di alcol o fenolo).
La velocità di dealchilazione diminuisce all’aumentare della
lunghezza e dell’ingombro sterico della catena.
I derivati metilendiossi vengono trasformati in derivati 1,2-
difenolici che tendono a complessare il CYP450 inibendolo.
O O O OH OH
2+
CH CH
3 CH O
+ 2
N N
Codeina Morfina
OH OH
O O
OCH OH
3 H H
N N
O HO
CH CH
3 3
CH CH
3 3
O HO
Ecstasy (MDMA)
S-dealchilazione
I metiltioeteri alifatici ed aromatici vengono trasformati
analogamente in tioli e formaldeide.
Gli altri vengono ossidati a solfossidi da altri enzimi
H C SH
3 S H
Metilmercapto purina H N
N N
N N
N
N
N
N-riduzioni
Nei microsomi epatici sono contenuti anche enzimi in grado di
ridurre sia gli azo- che i nitro-derivati ad ammine primarie.
Esempi:più noto è quello del prontosil rosso che ha portato alla
scoperta dei sulfamidici;
Sulfasalazina a livello intestinale libera il PAS che svolge la
sua attività antiinfiammatoria nella colite ulcerosa.
Cloramfenicolo e nitrobenzene sono ridotti ad aniline da una
nitroreduttasi O O
CHCl CHCl
2 2
HN HN
O N H N
OH OH
2 2
OH OH
Cloramfenicolo SO NH
2 2
NH SO NH
2 2 2
N N H N
2
H N
2 Prontosil rosso O 2
S N N
H
O 2 H N
S 2
N N +
H
N N NH
2
HO Sulfasalazina HO
COOH COOH
Flavina MonoOssigenasi
Monoossigenasi epatica dotata di più ampia specificità di
substrato rispetto al CYP450.
Ciò deriva dal fatto che l’attivazione dell’ossigeno si verifica
prima dell’addizione del substrato.
Essa catalizza l’ossidazione di eteroatomi quali N e S dei quali
viene coinvolto un doppietto elettronico senza provocarne la
dealchilazione. N-Ossidazione
Dei composti azotati vengono ossidate:
3e
le ammine (tutte) a derivati N-ossidi;
2e
Le ammine (tutte) a idrossilammine poi a nitroni e prodotti
vari;
le idrossilammine;
le idrazine.
Tutti i prodotti di ossidazione vengono poi escreti con le urine.
S-ossidazione
Avviene pressoché ad opera della FMO e porta alla seguenti
trasformazioni:
Solfuri in solfossidi e solfoni; O
H O
N NH Albendazolo
N
S O
H O
N Albendazolo
NH Solfossido
N
S (attivo)
O O
H O
N Albendazolo
O NH Solfone
N (inattivo)
S
O
Tioli in disolfuri
Tiocarbonati, mercaptopirimidine e mercaptoimidazoli in solfinati
(RSO2H) via solfenati (RSOH).
Anche in questo casi tutti i prodotti vengono eliminati con le
urine
Tioli e disolfuri
R SH R S S R R S S R
O Cimetidina
Tioeteri Ranitidina
O Sulindac
Tioridazina
R S R R S R R S R
O O
Solfossido Solfone
Deamminazione ossidativa
Monoamminoossidasi (MAO) - è un enzima flavinico della membrana
mitocondriale che, in presenza di O2, catalizza la
deammminazione ossidativa delle ammine (primarie non
sotituite, secondarie e terziarie con gruppi metilici).
+ NH
R NH R R
NH O 4
2 O 2
Ammine sostituite in vengono ossidate dal CYP450.
Ammine secondarie o terziarie con gruppi alchilici ingombranti
possono agire da inibitori reversibili di questo enzima.
La MAO svolge un ruolo importante nel controllo della degradazione
metabolica delle catecolamine e della serotonina nel tessuto
nervoso Metabolismo di fase II
Il glucosio deve essere ossidato ad acido glucuronico; la forma
reattiva corrisponde all’Acido Uridindifosfoglucuronico (UDPGA)
La reazione tra il farmaco e l’acido Uridindifosfoglucuronico
(UDPGA) è catalizzata dalla UDP-glucuronil transferasi (UGT)
Alcoli e fenoli danno luogo
UGT a O-Glucuronidi
Acidi carbossilici danno
UGT esteri glucuronidi
UDPGA Ammine aromatiche danno
UGT N-Glucuronidi
Nel caso di composti sulfidrilici si ottengono derivati S-
glucuronidi.
TEORIA DELL'OCCUPAZIONE DI CLARCK:
Secondo questa teoria (proposta da Clark nel 1933) la
risposta farmacologica sarebbe proporzionale al numero di
recettori occupati, quindi alla formazione del complesso
farmaco-recettore.Però questa teoria non spiega perché la
curva dose-risposta ottenuta in test funzionali non sempre
coincida con la curva desunta da studi di binding.
Il termine binding significa legame; in studi di binding si
valuta l’interazione tra un ligando radioattivo ed una
preparazione contenente il recettore.Ebbene, in molti casi la
risposta massima si ottiene a dosi di farmaco molto più basse
rispetto a quelle che producono un binding massimale per una
preparazione biologica.
TEORIA RECETTORIALE DI ARIENS:
Secondo Ariens, per un farmaco si devono distinguere:
Affinità:capacità di occupare i siti recettoriali;
Attività intrinseca:capacità, una volta occupati i siti
recettoriali, di produrre una risposta.
TEORIA DELLA VELOCITA' o TEORIA DI PATON:
Teoria codificata da Paton nel 1960, basata sulla velocità
di combinazione farmaco-recettore piuttosto che sul numero
dei recettori occupati.Secondo questa teoria la risposta E
di un farmaco dipende solo dalla velocità con cui esso,
all’equilibrio, si associa al recettore e se ne dissocia
n = numero totale dei
K n [D] t
recettori
V = 2 t E = V
ass ass = costante per
[D] + K /K farmaci diversi
2 1
TEORIA DI BALLAU o TEORIA DELL'ADATTAMENTO INDOTTO:
Sviluppata da Belleau negli anni ’60, si basa sul
presupposto che la conformazione del recettore non debba
essere necessariamente una struttura complementare con
quella del substrato.Essa diventa tale dopo che il
substrato, avvicinandosi al recettore, ha generato una
modificazione strutturale “inducendo un adattamento”.Le
interazioni farmaco-recettore possono essere dovute:
-a forze d’attrazione (legami idrofobici, elettrostatici e
idrogeno oltre alla formazione di chelati);
-a forze repulsive di tipo elettrostatico o sterico;
-alla struttura terziaria delle proteine (conseguenza della
sequenza amminoacidica);
-alla specificità d’interazione che coinvolge un piccolo
numero di aa .
Il substrato quindi determina una variazione conformazionale
del recettore.Come conseguenza si ha una corretta
disposizione dei centri responsabili dell’inizio della
catena di reazioni che portano all’effetto farmacologico.Non
basta quindi che il farmaco si leghi saldamente al
recettore, ma bisogna anche che sia in grado di provocare il
giusto cambiamento conformazionale.
TEORIA DEL RECETTORE A DUE STADI o TEORIA DI RODRIGUEZ DE MIRANDA
e ARIES:
Vi sono sempre più prove a favore della teoria formulata da
Ariëns e Rodriguez De Miranda.Si ipotizza che il recettore
possa assumere due conformazioni dette R (relaxed o attiva) e
T (tense o inattiva).Gli agonisti presentano una affinità per
lo stato attivato e spostano l’equilibrio verso questa
conformazione.Gli antagonisti non possono legarsi alla forma
attiva ed interagiscono con lo stato inattivato o spostando
l’equilibrio verso questo
Si suppone che nel recettore vi siano due siti di legame:
Quello attivato per gli agonisti;
Quello a riposo per gli antagonisti competitivi
I due siti si troverebbero abbastanza vicini da essere
interessati da una stessa molecola.
Ciò giustificherebbe l’attività degli agonisti parziali che
avrebbero affinità per entrambi i siti.
FORMULA PER IL CALCOLO DELL'INTERAZIONE IONE-IONE:
L’energia potenziale di due cariche poste ad una distanza r
in un mezzo con costante dielettrica è definita come:
e e
a b
= (e *e )/ ( *r)
E = a b
r
Dalla formula si può dedurre che l’energia potenziale:
è inversamente proporzionale alla costante dielettrica ε
del mezzo; e= carica del singolo elettrone
diminuisce in un ambiente quale l’acqua in conseguenza
dell’interazione con il mezzo stesso.
ε non è facilmente determinabile a livello molecolare.
Variazioni strutturali nell’agonista influenzeranno:
il valore della carica ea con effetti elettronici;
la distanza delle cariche per effetti sterici o per
delocalizzazione della carica.
FORMULA PER IL CALCOLO DELL'INTERAZIONE IONE-DIPOLO:
I dipoli si formano quando si hanno differenze di
elettronegatività tra atomi con distribuzione asimmetrica
degli elettroni.Carbonili, esteri, ammidi, eteri e nitrili
sono gruppi funzionali che presentano una struttura dipolare
responsabile del legame con il recettore.
e µ cos
a
E = r 2
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