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ANTRACICLINE

Le antracicline sono farmaci antitumorali appartenenti alla categoria degli

antibiotici citotossici, ovvero un gruppo di farmaci, isolati per lo più da fonti

naturali, la cui azione antineoplastica è dovuta ad interazione con il DNA, con

conseguente introduzione di danni all’acido nucleico che innescano l’apoptosi.

Sono molto efficaci ma anche molto tossici dal momento che non sempre

1 .

riescono a discriminare tra le cellule maligne e le sane

I primi derivati antraciclinici ad essere scoperti ed utilizzati in terapia,

sono stati la daunorubicina (o daunomicina) e la doxorubicina (o adriamicina)

che, nei primi anni ’60, vennero isolati da ceppi di Streptomyces peucetius. La

daunorubicina è attualmente commercializzata con i nomi di Daunoblastina e

Daunoxome, mentre la doxorubicina come Adriblastina, Caelyx e Myocet.

Dal punto di vista strutturale, gli antibiotici antraciclinici sono

caratterizzati da una porzione tetraciclica planare, legata glicosidicamente ad un

amminozucchero (daunosamina).

Le strutture molecolari della daunorubicina e della doxorubicina

differiscono solamente per uno dei sostituenti terminali (fig. 1). Seppure piccola,

tale differenza strutturale ha importanti conseguenze sullo spettro di attività dei

due antibiotici citotossici. La doxorubicina, infatti, ha applicazioni cliniche di

rilievo soprattutto nei tumori solidi (carcinoma mammario, dell’endometrio,

delle ovaie, dei testicoli, della tiroide, dei polmoni), mentre la principale

2

indicazione clinica della daunorubicina è la leucemia acuta .

Altri derivati antraciclinici utilizzati sono epirubicina e idarubicina

(fig.1), commercializzati con i nomi di Farmorubicina e Zavedos

3

rispettivamente . 1

L’epirubicina è un derivato semisintetico della doxorubicina, ottenuto

tramite epimerizzazione da assiale ad equatoriale del gruppo idrossilico al C4’

4

della daunosamina; tale modificazione fa diminuire l’emivita del farmaco .

L’idarubicina deriva dalla daunorubicina per eliminazione del gruppo

metossilico al C4; tale antraciclina ha uno spettro d’attività più ampio rispetto

alla daunorubicina e ciò potrebbe essere attribuito alla maggiore lipofilicità.

L’idarubicina può inoltre essere somministrata per via orale e gli studi in vitro

hanno indicato che essa potrebbe essere più efficace della daunorubicina nei casi

di MDR (Multi Drug Resistance). O O

11 9 14

OH

D B A

C

4 O O

O

4' 3'

O OH O O OH O

CH OH CH

2 3

OH OH

4

4

OCH O OH O OCH O OH O

3 3

O O

H C H C

DOXORUBICINA DAUNORUBICINA

3 3

4' NH NH

2 2

HO HO

2

O OH O O OH O

CH OH CH

2 3

OH OH

4 4

O OH

OCH O O OH O

3

EPIRUBICINA IDARUBICINA

O O

HO H C

3

4' NH NH

2 2

HO

Fig.1

Mentre in passato si riteneva che il meccanismo con cui le antracicline

esplicano la loro attività citotossica fosse dovuto alla sola intercalazione di tali

molecole nella struttura del DNA, con conseguente inibizione delle normali

attività dell’acido nucleico, attualmente la tendenza è quella di ritenere

l’intercalazione sì necessaria ma non sufficiente all’azione antitumorale.

Risultati recenti hanno infatti indicato nella topoisomerasi II eucariotica un

bersaglio dell’azione citotossica delle antracicline. Ciò è stato dimostrato usando

ceppi di lievito mutati nell’espressione della topoisomerasi II che risultavano

resistenti alle antracicline.

Le topoisomerasi sono enzimi nucleari che rilassano il DNA superavvolto

attraverso tagli reversibili o ad un singolo filamento del duplex, come fa la

topoisomerasi I, o ad entrambi, come fa invece la topoisomerasi II. In entrambi i

casi l’elica viene reversibilmente interrotta attraverso la formazione, in modo

ATP-dipendente, di un legame fosfodiestereo tra l’OH della tirosina dell’enzima

805

(Tyr nella topoisomerasi umana) e il gruppo fosforico del DNA. Il taglio

consente all’estremità libera dell’acido nucleico di ruotare, risolvendo il

superavvolgimento. A questo punto l’OH dell’estremità libera del DNA può

ripristinare la continuità dell’elica attaccando il fosfato attivato.

3

Attualmente si sa che le antracicline, dopo essersi intercalate nella doppia

elica, vanno a localizzarsi all’interfaccia tra il sito attivo della topoisomerasi II e

il sito di cleavage del DNA, interagendo pertanto sia con l’uno che con l’altro e

ricoprendo una regione di quattro coppie di basi che vanno dalla posizione –2

alla +2 rispetto

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Scienze chimiche CHIM/08 Chimica farmaceutica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica farmaceutica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Grasso Silvana.
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