Carlotta Montemaggi ©
Sistema colinergico
l’Acetilcolina
Il neurotrasmettitore è (acetato di colina), che è un sale ammonico quaternario, non
attraversa le membrane e la barriera ematoencefalica. È immagazzinata in vescicole e liberata con il
giusto stimolo per interagire con i suoi recettori. Una volta terminata la sua azione può avere due
destini: Degradazione ad opera della acetilcolina esterasi
Reuptake
SAR β α
RECETTORI NICOTINICI : sono situati nei gangli del sistema nervoso
parasimpatico e del sistema nervoso simpatico, e nella placca motrice.
# I recettori nicotinici periferici si divisi in: →
Recettori postsinaptici recettore nicotinico muscolare
→
Recettori presinaptici recettore nicotinico gangliare
# I recettori nicotinici centrale sono implicati nelle patologie neurodegenerative, in
quanto i loro ruoli sono: trasmissione nervosa
Analgesia, memoria, apprendimento, dipendenza da
Nicotina
Apertura del canale molto rapida (300μs)
Carlotta Montemaggi ©
RECETTORI MUSCARINICI : si suddividono in:
→
# M1 proteina Gq
→
# M2 cuore. Proteina Gi
→
# M3 ghiandole e muscolo liscio. Proteina Gq
→
# M4 proteina Gi
Risposta biologica (50-200 ms)
AGONISTI NICOTINICI
Gli agonisti possono avere suddivisi secondo diversi parametri:
1. In base alla loro attività si possono individuare le seguenti attività:
I. Azione diretta sul recettore
II. Azione indiretta (agiscono sugli inibitori della AchE)
2. In base alla loro tipologia di legame si possono distinguere:
I. Agonisti
Modulatori allosterici (influenzano l’attività di un recettore)
II. NICOTINA
Il capostipite di questa categoria di farmaci è la , di cui sono riportate le SAR
1.Sostituzione con Benzene non produce 1.Il ciclo deve essere a 5 termini, se vi sono 4
attività. termini aumenta la potenza, ma diminuisce la
2.Un anello con N mantiene l’attività. stabilità.
3.Altri sostituenti riducono l’attività ad 2.Se il legame avviene il 3’ si ottiene
eccezione della posizione 5, mentre nella l’isonicotina che è meno attiva.
posizione 3 ci deve essere la sostituzione per 3.N-CH è ottimale per l’attività, mentre
3
avere l’attività sostituenti più grandi riducono l’attività.
4.Ci può essere una catena aperta ma deve 4.Non vi devono essere altri sistituenti.
essere mantenuto il numero di atomi Azoto pirimidina→ carico a
ph molto acidi
→
Azoto ciclo sempre carico
ALTINICLINA
(fase preclinica
per Parkinson’s) La distanza tra i due anelli
deve essere di 5.5 A
Centro chirale
Carlotta Montemaggi ©
ANTAGONISTI NICOTINICI
A. GANGLIOPLEGICI
➔ Bloccano l’effetto dell’Acetilcolina nei gangli del Sistema nervoso autonomo
➔ Sono coinvolti nel sistema adrenergico
➔ → trattamento dell’ipertensione, ormai obsoleto
Usi
SAR Molecole simmetriche:
n=6 ESAMETONIO
n=5 PENTAMETONIO
n=10 DECAMETONIO
La distanza tra le due PENTOLINO
ammine cariche deve essere
di 5-6 A
CLOROISONDAMINA→
non è simmetrica: legame in L’azoto deve essere carico, ma può
essere integrato in un eterociclo i
un sito diverso derivati amminici non carichi
→tremori→attivi per via orale
B.CURARO-SIMILI
→Usi: rilassamento muscolare
Grandi interventi muscolare
→ Primo scoperto è la TUBOCURARINA.
I curaro-simili si suddividono in base al loro meccanismo di antagonizzazione, in:
1. ANTAGONISTI NON COMPETITIVI (LEPTOCURARI)
→ SUCCINILCOLINA
10 ATOMI BIOESTERE
Carlotta Montemaggi ©
❖ In una prima fase agirebbero da agonisti parziali, per poi desensibilizzare il
recettore
❖ da quello dell’Acetilcolina
Si legano ad un sito diverso
2. ANTAGONISTI COMPETITIVI (PACHICURARI)
❖ Si legano allo stesso sito dell’Acetilcolina. l’ingombro dei sostituenti
è responsabile dell’azione
competitiva o non
competitiva della
molecola
AGONISTI MUSCARINICI
Gli agonisti muscarinici si possono suddividere in base alla loro azione in:
→
Azione diretta agisce direttamente sul recettore
→ agisce sull’AchE
Azione indiretta
Gli usi terapeutici sono: anatonia intestinale
Ritenzione urinaria
Glaucoma (aumento di pressione)
Alzheimer
MUSCARINA
Il primo composto che è stato scoperto è la , di cui sono riportate le SAR:
3 centri
Può essere chirali: 2S,
sostituito da un 3R, 5S
Carbonio È importane
un ossigeno
nucleare
Le caratteristiche peculiari degli agonisti muscarinici, affinchè siano attivi sono:
▪ Un ossigeno nucleare
▪ Un carbonile
▪ Regola del 5
Gli altri agonisti muscarinici sono:
▪ →
PILOCARPINA derivato naturale per il trattamento del glaucoma (perdita del
campo visivo e danno del nervo ottico, in quanto si assiste ad
→
un aumento della pressione intraoculare) deflusso
dell’umor acqueo
Carlotta Montemaggi ©
→ debolmente selettivo M1 ed inibitore AChE.
▪ →
ARECOLINA derivato naturale ad effetto centrale marcato
ANTAGONISTI MUSCARINICI
Gli usi per i quali sono impiegati gli antagonisti muscarinici sono:
▪ Malattia del Parkinson→ il neurone motorio è soggetto ad una regolazione ad
opera di DA e Ach, che devono essere in equilibrio,
per cui è necessario attuare due strategie:
1. Ripristinare il sistema DA
2. Antagonisti Ach
→ l’aumento delle capacità cognitive si hanno con l’uso
degli agonisti M2 a livello presinaptico
Agonista riduce rilascio Antagonista aumenta il
rilascio
▪ Malattia d’Alzheimer
▪ →
Ulcera ridurre la secrezione gastrica direttamente o indirettamente
(istamina)
▪ Secrezione ghiandolare
▪ Midriasi
▪ Tono muscolare
▪ Asma
▪ →
Bradicardia sinusale frequenza cardiaca
▪ Avvelenamento da inibitori AChE e da funghi
Gli antagonisti muscarinici si dividono in due classi:
ATROPINA
1. Scarsa selettività
recettoriale:
Può subire due modifiche: →
M1 muscoli
AMMINA CARICA→ azione periferica e vengono →
M2 cuore
preparate insieme ad un →
M3 organi
controione negativo
→
N-OSSIDO Parte alcolica, chiamato
Anello ottenuto dalla propanolo che può essere α
fusione di due anelli: o β a seconda della
uno a 6 atomi ed uno configurazione del centro
a 7 atomi chirale
Introduzione di un
SCOPOLAMINA
epossido→ Carlotta Montemaggi ©
DERIVATI SINTETICI
2. - distanza uguale
- fenile rende il farmaco un
antagonista
- non si avvicina l’Ach
Può essere un
idrogeno
oppure un OH. I sostituenti R’ ed R”
possono essere
N=2 variabili:
Metile/etile/isopropil
e/cicli
Può essere un
Possono essere alifatici, estere oppure
anelli aromatici, eterocicli
→ un ossigeno.
effetto ombrello →
PROPANTELINA sostituenti ciclici lipofili aumentano
l’attività
→ gruppo amminico quaternario limita
assorbimento gastrointestinale
→ antispastico in associazione con le
benzodiazepine
Un’altra distinzione possibile tra gli antagonisti muscarinici è dovuta alla loro selettività
d’azione. A tal proposito si dividono in:
⁜ M1 SELETTIVI Carlotta Montemaggi © 2 forme enantiomeriche→ molecola
chirale. No azione centrale
→
Y=X=N Pirezepina
→
⁜ M2 SELETTIVI diversa orientazione del gruppo ammidico in catena
laterale determina la selettività dei vari sottotipi recettoriali
TETRAMMINA SIMMETRICA
⁜ M3 SELETTIVI
Riassunto:
MODALITA’ D
' INCREMENTO DEL TONO COLINERGICO:
1. Agonisti muscarinici
2. Inibitori AChE
3. Aumentare il rilascio di acetilcolina→ agire sui recettori nicotinici
4. Precursori biosintetici
5. Antagonisti muscarinici
INIBITORI DELL’ACHE
→
Inibiscono la degradazione di Acetilcolina che permane più nella fessura. agisce su tutti i
recettori ed i
sottotipi
Azione indiretta
Uso terapeutico: glaucoma
Miastenia grave
Carlotta Montemaggi ©
Terminazione dell’effetto con i curari (= bloccanti della placca motrice)
Malattia di Alzheimer
Caratteristiche tipiche del recettore: sito catalitico→ His/Glut/Ser
Attuano l’idrolisi. L’acetato viene legato
l’idrolisi avviene
covalentemente, mentre
velocemente →
Sito anionico periferico Trp
richiama l’Ach posizionandola correttamente
Gli inibitori dell’AChE si dividono in due categorie:
→ reversibili. Creano legami più stabili rispetto a quelli con
l’Acetilcolina. L’idrolisi avviene più lentamente, per cui i
→
livelli dell’enzima sono più bassi serina carbammata
→ Fisostigmina
SAR: (molecola naturale)
→ presenta due centri chirali
→ usato come template
→ molecola non carica, ma protonabile
Il carbammato e le ammine possono
essere anche in posizione ORTO,
purchè si interponga un CH e la
3 Piridina con l’azoto
distanza si mantenuta a 4,7A nell’anello e non come
sostituente
META Non ha il carbammato.
Inibizione competitiva
con riduzione
dell’efficacia dell’enzima.
Blocco temporaneo
EDROFONIO Ammina protonabile,
grazie alle due ammine
→
poste in para.
epatotossica TACRINA
Carlotta Montemaggi ©
→ Donezepil
SAR: Modifiche sono tollerate
DONEZEPIL È importante ed è un azoto protonabile
→ irreversibili (= morte SNA)
→ SAR:
Può essere O oppure S
Buon gruppo uscente
Si crea il fosfato di serina,
che rende necessario la
risintetizzazione
dell’enzima.
→ antidoti (Atropina e derivati)
Carlotta Montemaggi ©
SISTEMA ADRENERGICO
l’Adrenalina
Il neurotrasmettitore è , che appartiene alle catecolammine:
• Adrenalina (prodotto dal surrene e neurone)
Immagazzinate nelle • Noradrenalina (prodotto dal neurone)
vescicole • Dopamina
→
Metabolismo: MAO catecolammine con funzione amminica.
→ ed il carbonio viene ossidato, generando un’aldeide
elimina NH
2
oppure un acido
→
COMT catecolammine con funzione amminica.
→ sostituiscono un OH con un OCH
3
→
Destino finale reuptake
→ degradazione
SAR: Centro chirale.
→
Teoria recettoriale: attacco a 3 punti ammina protonata a pH fisiologico
→ legame idrogeno
→ ossidrili catecolici
I recettori adrenergici si suddividono in 2 famiglie:
▪ →
α α1 →
si suddividono a loro volta in 2 sottofamiglie: post-sinaptici
→ proteina G stimolante
→ vasocostrizione
→
α2 pre-sinaptici e post-sinaptici
→ prot G stimolante/ inibitoria
→ SNC/ vasocostrizione
▪ →
β β1 →
si suddividono a loro volta in 3 sottofamiglie: cardiaci
→
β2 muscolatura liscia, bronchi,
leucociti, cellule
endoteliali, epiteliali e
mastociti
→
β3 adipociti
AGONISTI α-ADRENERGICI
• A questa categoria appartengono 4 categorie di classi di farmaci.
→ correlata agli agonisti naturali
Carlotta Montemaggi ©
α1→ OH in meta (C3 e C4) Importante per l’affinità e per
sostituenti diversi da OH l’attività intrinseca
provocano riduzione o eiminazione
dell’attività Fondamentale per l’attività α
e/o β
C Stereochimica è
→
essenziale R > S
α-METILDOPA
derivato della DOPAMINA è l’
un che presenta effetto
antiipertensivo dovuto alla sua trasformazione in α-metilNA che agisce come
falso neurotrasmettitore sui recettori centrali →
CH azione periferica
2 (α1 postsipatico)
NH→ azione centrale (α2
centrale)
R= (OH) α1→ 3-4(OH)
2 2 CH-OH→ riduzione
α2→ composti dell’attività
inattivi
→derivati
R diverso da OH più
potenti
→
X=NH 2-5 selettività α1
2-6 selettività α2
Sostituenti importanti per Strutture aperte
limitare la libertà rotazionale che mantengono
La N-metilazione è la basicità
negativa Eterociclo non è
importante per
l’attività
un derivato
imidazolinico è la
CLONIDINA Carlotta Montemaggi © Equilibrio tra forma
imminica e forma
2-6 disostituito amminica
→
Uso abbassamento della
pressione, emicrania
(α2→ NA)
I due anelli non sono sullo stesso piano
Un altro derivato imidazolinico → il piano su cui giace l’anelo
sono i aromatico è la parte protonabile
DECONGESTIONANTI
NASALI E OCULARI
Provocano fenomeni di rebound, con rischio di iperdosaggio ed effetti tossici a livello
sistemico. → α1 post sinaptico
Derivati con un CH
2 → BRIMONIDINA (glaucoma) favorisce il deflusso
dell’umor acqueo e ne riduce la sintesi.
Vasocostrizioine mediata dai recettori α2 periferici. Non
ha azione centrale → interferiscono con i processi di reuptake e
liberazione delle catecolammine (= aumento
Non presentano OH catecolici, sono derivati di catecolammine nella fessura sinaptica)
delle fenetilammine ed agiscono sui recettori α e → attraversano facilmente la BEE ed agiscono
β sul sistema della serotonina, provocando
→
AMFETAMINA molto lipofila e crea dipendenza
dipendenza →
EFEDRINA derivato della metanfetamina
Centro chirale. →
Efedrina 2 centri chirali 4 enantiomeri
Carlotta Montemaggi ©
→ azione centrale sul centro ipotalamico della fame. Limiti di
prescrizione (= grandi obesi). Debole stimolazione del SNC.
l’uso continuativo
Interruzione può provocare sintomi depressivi e
può causare dipendenza.
• Le applicazioni terapeutiche sono suddivise in base alla loro selettività recettoriale:
α-agonisti: α2-agonisti:
- Shock ed ipotensione
ortostatica - Ipertensione
- Anestesia locale
- Glaucoma α1-agonisti: Effetti collaterali:
- Stimolanti cardiaci - Ipotensione
- Decongestionanti - Sedazione
nasali - Secchezza delle fauci
ANTAGONISTI α-ADRENERGICI
Problema di selettività: →
Blocca i recettori α1
o effetto antiipertensivo
→
Blocca i recettori α2 recettore β
o →
aumenta la liberazione di NA, che agisce sul
Cardiostimolazion
Requisiti strutturali: Ampia regione aromatica → α2
Coplanare
Azoto basico → α1
Non coplanare
Regione semipolare
Gli antagonisti adrenergici si suddividono nelle seguenti famiglie:
→ presenta una parte simil colesterolemica (5
anelli fusi insieme) ed il C16 presenta dei
sostituenti che possono essere in posizione
α2) oppure equatoriale ( α1).
→ →
assiale ( Se si
trova in un doppio legame, la molecola non è
più selettiva → INDORAMINA viene
usato come antiipertensivo e
nell’ipertrofia prostatica
benigna
→ effetti allucinogeno
→ presenta un C8 chirale in cui è importante
la stereochimica
Carlotta Montemaggi ©
→ breve durata d’azione.
→ uso: ipotensione ortostatica, rilassanti
muscolari, iperplasia prostatica
→
Importante per l’affinità benigna
→
esalta basicità di N1 → PRAZOSINA
deriva elettronica Interazione di N1 con un residuo
di aspartato forma un legame
idrogeno rinforzato con la carica
Importanti per
l’attività Non è essenziale e Sostituzione con altri cicli o aperti→
può essere aperto o antagonisti α1-selettivi con maggiore
trasformato stabilità metabolica e durata d’ azione
Può Sostituzione del
essere fenile in posizione
sostituito opposta alla catena
con un S Importanti in
questa posizione
→
Centro chirale S
più attivo di R Preferita ammina
Importante la distanza secondaria
tra il be
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Chimica farmaceutica e tossicologica 2
-
Chimica farmaceutica
-
Chimica farmaceutica 2
-
Chimica analitica