lunedì 9 marzo 2020
CORSO SULLA SICUREZZA IN LABORATORIO
decreto legislativo 2008,
Norme sicurezza si basano su che si rifà a legge del 2007.
Organizzazione di sicurezza —> si definisce prima chi fa che cosa tra lavoratori.
Tutti sono coinvolti in gestione sicurezza, ognuno ha specifici obblighi e responsabilità.
Preposto => sovrintendente di attività,
con compito di vigilare e far rispettare
norme stabilite da datore di lavoro.
Lavoratore:
personale docente e tecnico
•
amministrativo
studenti
•
Lavoratori
Operare in rispetto di sicurezza di altri lavoratori, attenersi a istruzioni e norme date da datore di
lavoro, migliorare sempre di più sicurezza laboratorio.
Usare correttamente strumenti laboratorio e di protezione, non compiere mai di propria iniziativa
operazioni al di là di nostra competenza.
Partecipare a formazioni/addestramenti organizzati da datore lavoro, non rimuovere senza
autorizzazione dispositivi di sicurezza, segnalare eventuali pericoli.
Sistema sanzionatorio
Soggetti a sistema Tipi di sanzione
Datore di lavoro Arresto
Dirigenti Arresto o ammenda
Preposti Ammenda
Lavoratori Sanzione amministrativa
Medico competente
In laboratorio bisogna sapere dove sono estintori, uscite di sicurezza, quadro corrente elettrica,
docce, docce per gli occhi, numeri di telefono di emergenza.
Dispositivi di protezione collettivi
Cappe:
abbassare frontale in modo che vetro sia tra le mie mani e il mio volto
• assorbimento di eventuali sostanze volatili
• non devo inserire testa sotto cappa
• poi riordinare e pulire
• 1
In laboratorio è importante spazio. Non deve essere sovraffollato.
Spazi che lavoratore deve avere per lavorare in modo sicuro (decreto 2008):
altezza netta non inferiore a 3 m;
• cubatura non inferiore a 10 mc per lavoratore;
• ogni lavoratore occupato in ciascun ambiente deve disporre di una superficie di almeno 2 mq
•
Dispositivi di protezione individuale
Attrezzatura indossata da lavoratore per proteggersi rispetto a uno o più rischi di minacciare
sicurezza su lavoro (es: occhiali, guanti, camice, maschere).
Scelti in base a funzione che lavoratore deve svolgere in laboratorio.
Devono essere specifici e adeguati alle norme del decreto del 1992.
Camice
Può essere di cotone o altro materiale
• Chiaro
• Lungo fino alle ginocchia
• Maniche strette, ben abbottonato
• Impermeabile a liquidi e gas. Bisogna guardare data scadenza protezione e grado di protezione.
•
Guanti
Appropriati a sostanze da manipolare
• Vanno eliminati in appositi contenitori presenti in laboratorio
• Toglierli prima di aprire porte, usare telefono/computer, ecc…
•
Occhiali di sicurezza
Da indossare sempre, anche se non si stanno compiendo operazioni
• Da indossare sopra occhiali da vista
• Occhiali specifici per chi utilizza raggi UV
• Se sostanza finisce in un occhio, bisogna aver ben presente dove ci sono docce oculari
•
Norme riguardo l’abbigliamento
Indossare camice ben abbottonato, occhiali di protezione e guanti
• Capelli legati
• No pantaloni corti e scarpe aperte
• No lenti a contatto
•
Norme di comportamento
non correre, non saltare - NON
1. mangiare, bere e introdurre o lasciare cibi o bevande
NON LAVORARE MAI DA SOLI
2. quando si svolgono compiti che comportano pericoli
fuoriuscita PULITA SUBITO,
3. Ogni di materiali deve essere con procedure specifiche
NON DEVONO ESSERE INDOSSATI
4. Camici e guanti al di fuori del laboratorio, specialmente
in aree di ricreazione
5. Mai “saggiare” prodotti annusandoli o ingerendoli.
6. Non usate una pipetta con la bocca
7. Lavorare in modo ordinato (es: dopo aver usato reattivo, riporlo subito in reagentario; usare
materiale pulito)
8. Oggetti e attrezzature non devono mai ostruire l’accesso a estintori, uscite di sicurezza, docce
di emergenza
9. Non accumulare materiali infiammabili (cartoni, imballaggi, solventi di scarto)
devono avere etichette adeguate
10. Tutti i contenitori
Biossido di titanio è tossico, va usato con cautela, non bisogna inalarlo 2
Silicati di magnesio:
Talco
• Absesto —> molto tossico (fibra di amianto)
•
Suddivisione rifiuti in laboratorio
Soluzioni e miscele di scarto e di lavaggio
• Vetreria rotta o usa e getta contaminata
• Materiale solido di vario genere contaminato
• Contenitori o imballaggi contaminati
•
Bidone blu —> residui di sostante pericolose o contaminate
Bidone verde —> assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi contaminati da
sostanze pericolose 3
martedì 10 marzo 2020
INTRODUZIONE ALLA CHIMICA ANALITICA
Definizioni di chimica analitica
1. Chimica che si occupa di analisi qualitativa e quantitativa di componenti di un campione.
2. Disciplina scientifica che sviluppa e applica metodi per ottenere info su composizione di
materia nello spazio e nel tempo.
3. Scienze delle misurazioni chimiche.
Chimica analitica coinvolge anche biologia, fisica, elettronica, medicina —> materia
interdisciplinare.
Campione = materiale che deve essere analizzato.
Deve rappresentare in modo attendibile e uniforme materiale da cui è stato prelevato —> deve
rappresentativo.
essere
Campione = analita + matrice
Analita = sostanza / molecola da analizzare.
Concentrazione = grandezza da misurare.
Può essere molto variabile —> presente in traccia / microtraccia / concentrazioni superiori a 1%.
Matrice = campione - analita
Esempio: sangue in provetta = campione.
Voglio determinare colesterolo (analita).
Altre componenti del sangue escluso colesterolo costituiscono matrice.
Chimica analitica serve anche per stabilire cause decesso, se qualcuno ha assunto sostanze
stupefacenti, ecc…
Richiesta di analisi deve essere precisa e chiara —> risultati utili.
Metodo = applicazione di tecnica per risoluzione di problema analitico.
Metodo di analisi = procedimento per svolgere analisi; serie di operazioni da effettuare per
ottenere dato che mi interessa.
Classificazione di metodi di analisi
1. Diretti / indiretti
2. Qualitativi / quantitativi
3. Per via secca / umida
4. Distruttivi / non distruttivi
5. Analisi classica (chimica) / strumentale
Metodi indiretti / comparativi —> analisi strumentale dove grandezza fisica è correlata a campione
/ analita preso in esame.
Analisi qualitativa
Quasi sempre possibile.
Sfrutta: assorbimento luce);
caratteristiche fisiche analita (esempio:
• 4
caratteristiche chimiche di sostanza, cioè proprietà di reagire con reagente (in modo selettivo),
• per identificare sostanza.
Analisi quantitativa
Confronto segnale ottenuto da campione di riferimento con segnale ottenuto da campione
incognito, di cui si vuole conoscere quantità dell’analita.
Concentrazione sostanza ricavata da relazione tra quantità sostanza presente in campione e
campione stesso.
Esempio: contenuto proteine in plasma. metodo di Bradford:
Uso saggio consolidato, cioè
correlo quantità di proteina con assorbanza di
campione letta a 595 nm.
Asse x —> quantità proteina in microgrammi
Asse y —> assorbanza
Faccio concentrazioni note di proteina, tratto
campione secondo metodo di Bradford, leggo
assorbanza e ottengo curva.
Se ho campione incognito avrò valore di assorbanza
che sarà correlato attraverso questo grafico a quantità
proteina in campione incognito.
Cromatografia separa campione in sue diverse componenti e permette analisi quali - quantitativa
di elementi.
1. Raccolta campione.
2. Analita isolato da matrice / altre sostanze campione.
3. Spesso separazione con cromatografia che permette riconoscimento di composto target.
Analisi chimica classica
Utile per analisi qualitative.
Uso gravimetria o volumetria per analisi quantitativa.
Campione —> con procedura analitica effettuo misura —> con calcolo stechiometrico posso
ricavare quantità di analita.
Analisi strumentale
Usa cromatografia, spettroscopia, tecnica elettrochimica abbinata a rivelatore.
Esempio: saggio di Bradford.
Farmacopea Ufficiale
In campo farmaceutico, metodo per riconoscimento e dosaggio quantitativo di sostanze
inorganiche e organiche è indicato in Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana (FU) di cui è
obbligatorio tenerne una copia in ogni farmacia.
Organizzata in monografie in cui vengono specificate caratteristiche, solubilità, dosi, purezza del
principio attivo.
Ci sono anche tabelle che consentono di consultare diverse info e norme di preparazione dei
medicinali. 5
lunedì 16 marzo 2020
METROLOGIA, CIFRE SIGNIFICATIVE,
ARROTONDAMENTO DEI DATI
Monografia di paracetamolo C H NO
8 9 2
Supponiamo che siano compresse di 1 g (=1000 mg).
Contenuto di paracetamolo in compresse non è meno di 95% di 1000 mg (ovvero 950 mg), e non
più di 105% di 1000 mg, ovvero 1050 mg.
Paracetamolo in sciroppo dosato esattamente, non più in intervallo di quantità : 2.5% m/V in
adeguato veicolo sciropposo.
Dosatore sciroppo di solito è bicchierino di plastica graduato o siringa.
Esempio
Scelgo come dose 10 mL.
Se è vero quello detto in precedenza, ho 2.5 g di paracetamolo in 100 mL di sciroppo —> in 10
mL di sciroppo ho 2.5 g : 10 , quindi 0.25 g, cioè 250 mg di paracetamolo.
Esercizio: quale volume di sciroppo occorre prelevare per somministrare una dose di 125 mg di
paracetamolo? 100 m L ⋅ 125 mg
2500 mg : 100 mL = 125 mg : x —> x = = 5 mL
2500 mg
Analizzare campione = trattare secondo processo definito e raccogliere info dopo analisi.
Unità di misura fondamentali
Grandezze derivate —> ricavate con operazioni algebriche da unità di misura fondamentali
GRANDEZZA UNITA’ DI MISURA (SI) SIMBOLO
Forza Newton N
Energia (calore) Joule J
Pressione Pascal Pa
Potenziale elettrico Volt V
Resistenza elettrica Ohm
Conducibilità elettrica Siemens S 6
Multipli e sottomultipli di unità di misura
Notazione scientifica a⋅10 , a b
Numero espresso nella forma ℝ, ℤ.
b ∈ ∈
Esercizio
NOTAZIONE NORMALE NOTAZIONE SCIENTIFICA
83268 8.3268 x 10 4
0.02456 2.456 x 10 -2
0.0000734 7.34 x 10 -5
10 1 x 10 1
1 1 x 10 0
0.00000000000000000000000000 32 x 10 -45
0000000000000000032
Proprietà utili di notazione scientifica
Esercizio
NOTAZIONE NORMALE NOTAZIONE SCIENTIFICA
100 000 000 1 x 10 8
10 x 10
100 000 000 000 000 2 7
4
64 3
10
10 000 000 7 7
3.1 x 10
31 000 4
1000 (10 ) = 10
3 3 3 9
12 / (6.0 x 10 )
2 x 10 23
-23
0.001 / 0.0005 10 / 5 x 10
-3 -4
27
3 1/3
Massa ≠ peso
Massa = quantità di sostanza che costituisce un corpo —> non cambia se la misuro su Terra o
un altro pianeta.
Peso = forza di attrazione gravitazionale tra massa copro e massa Terra.
P = m x g (g= accelerazione gravitazionale)
Peso cambia a seconda di altitudine del luogo dove viene misurato.
Massa di 1 kg è massa che ha blocco cilindrico alto 39 mm costituito da lega di platino 10% peso
peso di ridio —> unità di massa (1 kg di massa).
Temperatura Kelvin
Unità di misura è (K), ma in uso pratico usata scala empirica Celsius.
T (°C) = T (K) - 273.15
Scale centigrade => in entrambe scale intervallo tra punto di fusione e punto di ebollizione acqua
è diviso in 100 parti uguali.
Quantità di sostanza
Grandezza proporzionale a numero di entità elementari di quella specie presenti in campione.
Questo fattore di proporzionalità è costante universale uguale per qualsiasi campione di materia.
mole,
Unità di misura di quantità di sostanza è definita da massa atomica di carbonio 12.
1 mole di carbonio 12 pesa 12 g.
Convenzionalmente si è stabilito che
Massa molare di carbonio 12 è 12 g/mol.
m a ssa in gra m mi
n =
Numero di moli: peso atomico
Quando si usa mole occorre specificare entità elementari a cui ci si riferisce.
Costante universale lega numero di entità elementari a quantità di materia che lo contiene
di Avogadro = 6.022 x 10
(numero ).
23
1 mole contiene 6.022 x 10 di quantità di sostanza.
23
Unità di misura per fluidi (liquidi e gas)
Litro —> volume, ma non di sistema internazionale.
Metro cubo (m ) => unità sistema internazionale; volume occupato da 1 cubo con i lati lunghi 1 m.
3
Modi per esprimere la composizione di soluzioni
Percentuale in peso => peso di soluto in peso di soluzione.
• Percentuale in volume => volume di soluto in volume di soluzione.
• Percentuale peso in volume => peso di soluto in volume di soluzione.
• 8
Percentuale in parti => parti di soluto in parti di soluzione (parti per mille, parti per milione,
• parti per bilione, parti per trilione).
Molarità M.
• Frazione molare.
• Normalità N.
• Molalità m.
•
Esercizio: scrivere le seguenti equivalenze in L, dL, cL, mL, usando le notazioni più opportune per
indicare gli ordini di grandezza.
Un metro cubo = 1 m = 1000 L = 10 dL = 10 cL = 10 mL
3 4 5 6
Mezzo metro cubo = 0.5 m = 500 L = 5000 dL = 5 x 10 cL = 5 x 10 mL
3 4 5
Un quarto di metro cubo = 0.25 m = 250 L = 2500 dL = 25000 cL = 2.5 x 10 mL
3 5
Un decimo di metro cubo = 10 m = 100 L = 10 dL = 10 cL = 10 mL
-1 3 3 4 5
Un centesimo di metro cubo = 10 m = 10 L = 100 dL = 1000 cL = 10000 mL
-2 3 cc = cm 3
Unità di misura pratiche
Per dare un senso completo a misura bisogna accostare a numero rilevato l’unità di misura che
porta l’informazione.
Misure rappresentate da unità di misura e accostando a valore di misura
sono anche
l’incertezza associata a misurazione.
Esempio
372 ± 1 K
372 => misura di temperatura espressa in K.
1 => incertezza.
372 ± 1 K —> temperatura vera compresa tra 371 K e 373 K.
Ogni misura è solo stima di valore di grandezza che stiamo studiando.
Stima attendibile = misura fatta ha incertezza nota, piccola o accettabile per scopo di analisi che
sto effettuando. 9
Esempio: dosaggio di principio attivo per consumatore e incertezza di misura per chi deve
verificare la correttezza del dosaggio.
Risultati analitici con info inutili e non corrette dal punto di vista tecnico:
1000.42376 ± 49.84563
• 500.2224 ± 24.5467
• Paracetamolo secondo monografia di
farmacopea deve essere compreso tra 95% e
105%.
Misure e incertezza tollerata sono in rapporto
costante:
1000 ± 50 mg;
• 500 ± 25 mg.
•
Rapporto tra incertezza totale di misura è in
ogni caso di 0.05, cioè 5% (requisito riportato
in monografia di farmacopea ufficiale)
Errore sperimentale
Incertezza esiste perché esiste errore sperimentale.
Incertezza di misura deriva da errori (inteso in senso statistico) di misura.
Errore può essere:
sistematico => deriva da un difetto nella strumentazione / materiali / progettazione di
• esperimento;
casuale SEMPRE presente
=> deriva da presenza di variabili incontrollate nelle misurazione; è
• NON può venir corretto.
e
Scarto / errore analitico = scostamento di misurazione da valore vero.
Scarto = valore vero - valore misurato
Errore analitico = risultato di somma dei due errori in misurazione.
Incertezza di misura
Esprime affidabilità intrinseca di risultato.
intervallo di risultati in cui si colloca valore più probabile di misura.
Incertezza di misura =
Ogni misurazione è soggetta a fonti di errore sperimentale.
Errore sperimentale genera un’incertezza in misurazione, quindi dato analitico finale sarà espresso
da unità di misura, numero e incertezza —> avrò intervallo entro cui valore vero e valore che ho
misurato cadrà.
Come si valuta incertezza
MISURAZIONE SINGOLA —> uso dati forniti da produttore di strumentazione usata.
Risoluzione / sensibilità
1. (leggibilità scala) —> es: bilancia.
Tolleranza
2. (specifica di produzione, scarto massimo tra valore nominale e valore effettivo) —>
es: apparecchi per controlli di legge - etilometro.
Precisione
3. (capacità di fornire misure vicine tra di loro se ripetute sullo stesso campione) —>
es: contenitore tarato per misura di volumi di liquidi. statistica
SERIE DI MISURE: ho certo numero di dati —> uso strumenti che afferiscono a
descrittiva:
indicatori di dispersione => deviazione standard, deviazione standard relativa %;
• indicatori di posizione => media, mediana, moda.
• 10
Cifre significative
Una volta acquisiti dati sperimentali e stabilito come valutare incertezza devo capire come
esprimere risultati. cifre accertate,
Ogni grandezza misurata è rappresentata da valore con numero di cioè cifre
significative.
Cifre significative => forniscono misurazione dato misurato.
Numero minimo di cifre necessario per esprimere numero in notazione scientifica senza perdere
cifre di precisione.
Se intervallo di incertezza non è riportato, si accetta approssimazione di ultima cifra di valore
numerico (cioè ultima cifra significativa).
Esempio 1: misurazione del volume di soluzione di tiosolfato di sodio Na S O in una titolazione
2 2 3
iodometrica.
Valore letto sulla buretta è compreso tra 30.2 e 30.3 mL —> volume finale di titolazione &egrav
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