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solubile in acqua (metodo della ripartizione). L’1% rimasto attraverso estrazioni successive viene

estratto del 99% in questo modo abbiamo un valore molto vicino al 100%. Questo metodo è

preferibile rispetto all’utilizzo di grosse quantità di solvente o di soluzioni a pH estremi.

In generale il risultato di un campione è meno rappresentativo della media di più analisi quindi si

rende necessario effettuare più replicati cioè ripetizioni dello stesso metodo in modo da aumentare

la precisione anche se con la stessa accuratezza (poiché dipende dal metodo e dai mezzi che

utilizzo).

Le interferenze vanno ovviamente eliminate poiché falsano il risultato finale. Supponiamo di avere:

A= analita (assorbe la luce a 360 nm e non ha proprietà redox)

B= interferenza (assorbe la luce a 360 nm e ha proprietà redox)

Come possiamo eliminare l’interferenza?

Proponiamo due metodi. Il primo consiste nel titolare la miscela ottenendo quindi la quantità di

B(poiché ha proprietà ossido riduttive) successivamente con un metodo spettrofotometrico

determiniamo la quantità di entrambi i composti (poiché nei confronti dell’assorbimento di luce si

comportano allo stesso modo). L’analità A è determinato per differenza del totale con l’interferenza

B. Un altro metodo consiste nell’utilizzare mezzi cromatografici come la gas-cromatografia in cui si

ha una colonna cromatografica che separa i due componenti in base a proprietà chimico-fisiche e

successivamente i due composti separati attraversano un trasduttore (convertitore di energia chimica

in energia elettrica) che produce un potenziale proporzionale alla quantità di sostanza che lo

origina.

Le calibrazioni e le misure incidono molto nel risultato finale poiché da esse dipende l’accuratezza

dell’analisi. Per esempio la calibrazione della bilancia è sempre consigliabile effettuarla con due

pesate: una con la massa minima e l’altra con la massa più grande in modo da avere i due punti

estremi di utilizzo di quello strumento. Non è detto però che siano sufficienti due punti per tracciare

la linea di utilizzo dello strumento poiché la linearità spesso non è mantenuta oppure lo è solo per

brevi intervalli. In teoria quindi sarebbero necessarie tante calibrazioni, una per ogni valore

misurabile!! Chiaramente questo metodo è infattibile quindi si approssima la curva reale di utilizzo

con due o più linee in modo da effettuare solo poche pesate (come avviene nel caso della

calibrazione del pHmetro).

Titolazione: è una tecnica utilizzata quando è nota la stechiometria, si può individuare la fine della

reazione e la reazione è spostata a destra. Permette di risalire alla concentrazione incognita

dell’analita mediante l’impiego di un’altra soluzione contenente un titolante che reagisce

selettivamente con l’analita e la cui concentrazione è nota.

Supponiamo di avere la reazione:

aA + bB cC + dD

in cui A è il titolante a concentrazione nota e B è l’analita a concentrazione incognita.

Dividiamo tutti i coefficienti stechiometrici per il coefficiente del titolante, ottenendo la reazione:

A + b/aA c/aC + d/aD

Ora procediamo con la titolazione. Supponiamo che B sia colorato e reagendo con A

otteniamo una sostanza incolore; è necessario aggiungere goccia a goccia il titolante A finché la

soluzione diventa incolore. Se invece abbiamo che A sia colorato la reazione termina quando la

soluzione diventa colorata (come accade con l’aggiunta di indicatori di viraggio).

Poiché ogni volta che si attua una misurazione si ha un errore nel caso della titolazione dobbiamo

sempre tenere in considerazione 3 errori causati da 3 misure:

quantità di campione, volume del titolante e concentrazione nota (quindi misurata) del titolante.

Errori nell’analisi chimica: le analisi vengono ripetute più volte perché il valore centrale di una serie

è più attendibile di un solo valore. Le variazioni dei dati rispetto al valore centrale indica la misura

dell’incertezza. Speso come valore centrale si indica la media aritmetica ma non è sempre così:

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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in chimica
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica analitica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze chimiche Prof.

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