Andre' Bazin – Che cos'è il cinema?
Parte prima – Ontologia e linguaggio
Fotografia
La sua originalità rispetto alla pittura risiede nella sua oggettività essenziale. L’obiettivo sostituisce l’occhio umano. Non è fondata sulla presenza dell’uomo ma sulla sua assenza. L’oggettività le conferisce credibilità. La presenza del modello lascia come un’impronta (sulla pellicola). Permette alla pittura occidentale di sbarazzarsi dell’ossessione realista e trovare la sua autonomia estetica.
Il mito del cinema totale
Il cinema appare come compimento nel tempo dell’oggettività fotografica, l’immagine delle cose è anche quella della loro durata e del loro cambiamento. Il cinema non deve quasi nulla alla scienza (i suoi creatori non erano scienziati, ma dei “bricoleurs”). Il mito direttore dell’invenzione del cinema è quello del realismo integrale, perseguito da tutte le tecniche di riproduzione meccanica della realtà del XIX secolo. In questa prospettiva è assurdo considerare il cinema muto come la “perfezione primitiva”. Il primato dell’immagine rispetto al suono è accidentale.
Vita e morte della sovrimpressione
L’opposizione tra cinema votato all’espressione documentaria della realtà ed evasione nel fantastico è artificiale. Il fantastico al cinema è consentito solo dal realismo dell’immagine fotografica. Il rallenty o le sovrimpressioni stavano a significare l’irrealità del mondo rappresentato sullo schermo. Con la sovrimpressione non si capisce quale delle immagini sovrapposte sia sopra o sotto, a causa della trasparenza di entrambe. Il suo valore descrittivo nell’evocazione del sovrannaturale è insufficiente.
Dunning
Procedimento per cui ad essere trasparente è solo una delle due immagini sovrapposte, grazie al miglioramento della pellicola bipack e dell’uso di mascherini e contromascherini, il che dà un miglior effetto rispetto alla sovrimpressione perché si riesce a percepire meglio la profondità delle scene.
A proposito di "Why We Fight"
Ripresa della guerra= messa in scena reale che dura solo una volta. Il dramma è recitato “davvero”. Il mondo utilizza le guerre per due scopi: la Storia e il cinema. Niente vale per noi quanto l’avvenimento unico colto sul vivo (ecco il perché dell’importanza del reportage di guerra). Il gusto dell’attualità unito a quello del cinema è la volontà di presenza dell’uomo moderna, il suo bisogno di assistere alla Storia. Appena formata, la Storia diviene pellicola.
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